Stadio Luigi Ferraris

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Coordinate: 44°24′59.7″N 8°57′09.87″E / 44.416583°N 8.952742°E44.416583; 8.952742

Stadio Comunale Luigi Ferraris
Stadio Marassi
Stadio Luigi Ferraris da mura S. Bartolomeo.jpg
Informazioni
Ubicazione Genova-Stemma.png Genova
Via Giovanni De Prà, 1
Tel. +39 010 8392431
Italia Italia
Inizio lavori 1909
Inaugurazione 1911
Struttura Pianta quadrata
Copertura Tutti i settori, ad eccezione delle 15 file più basse delle gradinate
Pista d'atletica Assente
Ristrutturazione 1989
Mat. del terreno Erba
Dim. del terreno 105 × 68 m[1]
Proprietario Genoa Genoa (1911-1945)
Genova-Stemma.png Comune di Genova (1945-)
Progetto Gregotti Associati International di Vittorio Gregotti
Uso e beneficiari
Calcio Genoa Genoa (1911-)
Sampdoria Sampdoria (1946-)
Capienza
Posti a sedere compresi tra 36.348[2]e 36.599[3]
 

Lo Stadio Comunale Luigi Ferraris (già Stadio comunale di Via del Piano dal 1911 al 1933) è un campo da calcio di Genova, situato nel quartiere di Marassi, con una capienza compresa tra 36.348[4] e 36.599[5] posti.

Inaugurato nel 1911 è lo stadio più antico d'Italia tuttora in uso e uno dei primi e più antichi impianti tuttora in uso per il calcio ed altri sport. L'attuale stadio ospita le partite interne del Genoa e della Sampdoria. Lo stadio è di proprietà del Comune di Genova. Ha ospitato, anche se in maniera minore, anche incontri di rugby della Nazionale italiana e alcuni concerti musicali.

Storia[modifica | modifica sorgente]

È anche colloquialmente noto come Stadio Marassi, dal nome del quartiere dove sorge, ma a differenza di altri storici impianti italiani, questa non è mai stata la denominazione ufficiale dello stadio genovese.

L'inizio dell'edificazione dello stadio è incerta, ma generalmente viene scelto come giorno simbolico il 10 luglio 1910. In questa data il presidente del Genoa Edoardo Pasteur accettò la proposta del marchese Musso Piantelli, socio della giovane compagine anglo-italiana, di costruire un campo da calcio all'interno del galoppatoio situato nel terreno di sua proprietà nel complesso della Villa Centurione Musso Piantelli, residenza cinquecentesca tuttora esistente a ridosso dell'ingresso dei Distinti.[6][7]

14 maggio 1911: l'inaugurazione
Stadio Marassi vecchio.jpg

C'è un nuovo stadio, lo ha fatto il Genoa


Domenica 14 alle ore 15 precise si svolgerà un importantissimo incontro di foot-ball tra la 1.a squadra del Genoa Club e la 1.a dell'F.B.C. Piemonte sul campo del Genoa Cricket a Marassi in via del Piano. L'incontro avrà una particolare importanza anche perché verrà giuocato sul nuovo terreno che il Genoa Cricket in poco meno di un mese seppe allestire, infatti possiede due elegantissime tribune, alle spalle del Bisagno, completamente riparate dal sole, e potrà contenere al suo interno ben 25.000 spettatori: un campo veramente magnifico e dotato di tutte le comodità. Alla squadra del Piemonte che tanto si distinse in queste ultime partite vincendo l'Andrea Doria, toccherà di giuocare per la prima volta sul nuovo campo.


Il Secolo XIX, 13 maggio 1911[8]

Il 22 gennaio 1911 in occasione della partita tra Genoa ed Internazionale lo stadio venne ufficialmente inaugurato con il nome di Campo di Via del Piano.

Il nuovo terreno di gioco sorgeva perpendicolare al vicino torrente Bisagno ed era adiacente parallelamente alla più antica Cajenna, il campo sportivo dei cugini dell'Andrea Doria che dal 1902 disputavano i loro incontri sull'infuocato campo di Marassi. I due campi da gioco erano separati da uno steccato per il quale il Genoa riceveva dai cugini dell'Andrea Doria 1.000 lire di indennizzo più 200 lire annuali per la manutenzione.[9]

Alla fine del 1926 la Cajenna fu dichiarata inagibile dai gerarchi genovesi, che con questo atto volevano costringere la società doriana a non opporsi a future scelte di fusioni, come fatto in precedenza per una ventilata fusione con il Genoa, ostacolando così le politiche di regime che puntavano a ridurre a due le squadre delle grandi città. Il Genoa quindi, con il favore del regime, sfruttò l'occasione e, dopo una riunione alla presenza dei rappresentanti dell'Andrea Doria e dei gerarchi, pagò l'Andrea Doria con un indennizzo di 20.000 lire (comprensive, però, del trasferimento del portiere Manlio Bacigalupo) ed entrò in possesso del terreno. Sul campo utilizzato fino ad allora dalla formazione bianco-blu, si decise di costruire una nuova tribuna situata a nord del campo, quella che negli anni sarebbe diventata curiosamente la sede del tifo più caldo della tifoseria genoana.[10]

I lavori per ingrandire lo Stadio di Via del Piano furono terminati soltanto sul finire del 1932. Il 1º gennaio 1933 venne inaugurato il nuovo stadio e con l'occasione venne intitolato a Luigi Ferraris, capitano della squadra del Genoa, caduto durante la prima guerra mondiale. Durante la cerimonia di intitolazione dello stadio fu sotterrata, in prossimità della porta di gioco situata sotto la Gradinata Nord, la sua medaglia d'argento al valor militare.

Il Luigi Ferraris con i nuovi lavori divenne uno degli stadi più moderni dell'epoca, passando dalla capienza iniziale di 20.000 unità ad una nuova di ben 30.000 spettatori. Per questo motivo fu scelto per ospitare il 27 maggio del 1934 la partita dei mondiali tra Spagna e Brasile terminata 3 a 1. Per il Ferraris il record di spettatori in una partita di campionato appartiene al derby Genoa-Sampdoria 1-1 del 28 novembre 1982, quando si registrarono 57.815 spettatori più circa 2.000 non paganti[11]. Il record assoluto di spettatori si registrò invece in occasione dell'incontro Italia-Portogallo del 27 febbraio 1949, con più di 60.000 presenze.

Nel 1979 il Comune di Genova, con una solenne cerimonia, interrò nel terreno di gioco una medaglia d'oro che il "Guerin Sportivo" aveva fatto fare, e donato, al portiere del Genoa Giovanni De Prà a ricordo della prestazione "eroica" nella partita disputata dalla nazionale italiana contro la Spagna. Ad oggi, però, non si sa che fine abbia fatto la medaglia dopo la completa sostituzione del terreno di gioco nel 1989 per via dei lavori di rifacimento dell'impianto, in vista dei mondiali di calcio di Italia '90.[12]

Lo stadio tra il 1911 e il 1926 con il galoppatoio e La Cajenna.

In occasione di tale evento lo stadio fu, settore dopo settore, demolito e ricostruito su progetto dell'architetto Vittorio Gregotti, il quale però non entusiasmò i tifosi rossoblucerchiati che avrebbero preferito un restauro del vecchio stadio alla demolizione e ricostruzione. Per consentire alla Sampdoria e al Genoa di poter continuare a giocare le partite casalinghe a Marassi, i lavori furono eseguiti "per singoli settori" e durarono ben due anni e due mesi (dal luglio del 1987 al settembre del 1989). Questa scelta, dati i gravi ritardi nel terminare i lavori, fu molto criticata dalla dirigenza della Sampdoria, che in quegli anni si ritrovò a partecipare alla maggiori competizioni italiane ed europee con uno stadio dimezzato ed un terreno di gioco che faceva già rimpiangere ai tifosi il prato a schiena d'asino del vecchio Ferraris

Del vecchio stadio rimase soltanto l'ingresso della Tribuna. Per il resto il nuovo Ferraris si presentava come un moderno stadio "all'inglese", con gli spalti a ridosso del campo che potevano ospitare poco più di 40.000 spettatori. Lo stadio fu dotato di due maxi-schermi; i settori ospiti vennero costruiti nei Parterre, le parti inferiori delle Gradinate che non erano coperti dalla tettoia e di fronte alla Tribuna venne costruito un gazebo adibito a sala stampa per i Mondiali di Italia '90.

Lo stadio, fu teatro di alcune premiazioni di una parte di trofei vinti dalla Sampdoria, come la Coppa Italia 1984-1985 e quella del 1993-1994, la Supercoppa italiana 1991 e i festeggiamenti per la conquista matematica dello Scudetto 1990-1991, mentre curiosamente il Genoa ha festeggiato al Ferraris, soltanto una Coppa delle Alpi (in finale contro il Grenoble), alcune Coppe pionieristiche, e alcuni Trofei estivi, vincendo invece i suoi primi 6 titoli nazionali in altri impianti, il settimo scudetto invece fu assegnato dopo la fine della Grande Guerra, l'ottavo fu vinto a Roma contro la Lazio e il nono a Torre Annunziata contro il Savoia (nelle rispettive gare di ritorno delle finalissime), la Coppa Italia a Firenze contro la Roma, il Torneo FrancoItaliano a Milano in finale contro il Milan, la seconda Coppa delle Alpi a Berna, in Svizzera, contro il Catania, il Torneo AngloItaliano a Wembley contro il Port Vale.

In seguito il Ferraris subì piccole, ma continue modifiche che lo portarono ad essere come lo si può ammirare odiernamente. Il gazebo, costoso da mantenere e praticamente inutilizzato, fu eliminato.[13]; i tifosi ospiti vennero spostati nelle gabbie poste ai due lati estremi della Tribuna, adiacenti alle due Gradinate (gabbia lato Nord nelle partite casalinghe della Sampdoria, gabbia lato Sud nella partite casalinghe del Genoa); la capienza, in seguito all'inserimento di nuovi seggiolini per l'adeguamento ai parametri UEFA imposta per rendere possibile la partecipazione della Sampdoria alla Coppa UEFA nella stagione 2005-06 fu ridotta a poco più di 38.000 unità; capienza che si ridusse ulteriormente per l'installazione di nuovi seggiolini e per l'eliminazione delle prime file per essere in regola con le norme di visibilità e sicurezza obbligatorie per la partecipazione della Sampdoria alla UEFA Champions League del 201011[14], scongiurando l'ipotesi di dover giocare le proprie partite fuori da Genova.

Un derby della Lanterna della stagione 1976-1977. S'intravede il settore Distinti del vecchio stadio (ancora senza copertura) con, sullo sfondo, i caseggiati di Marassi.

Nel 2001 si ebbe l'installazione di grate d'acciaio e tornelli nel perimetro esterno dello stadio, per permettere il regolare svolgimento delle gare nel rispetto delle nuove linee guida di sicurezza imposte dalle leggi (decreto Amato) vigenti in Italia.

I nuclei caldi delle due tifoserie di Genova risiedono storicamente nelle due gradinate: la Nord per i tifosi rossoblu e la Sud per i tifosi blucerchiati.

Lo stadio tra gli anni '20 e '30.

Il 28 aprile 2004 Roberto Baggio ha giocato nello stadio l'ultima partita con la nazionale contro la Spagna che si è conclusa 1-1 con i gol di Christian Vieri e di Fernando Torres[15].

Il 28 maggio 2011 è stata celebrata una festa per i cento anni dello stadio organizzato dal club genoano "Figgi do Zena" e per festeggiare il centenario si è giocata la partita tra nazionale stilisti e ex giocatori genoani[16].

Il 29 febbraio 2012 al Ferraris viene disputata una amichevole contro gli Stati Uniti in vista degli Europei di calcio di Polonia e Ucraina finita 0-1 a favore degli statunitensi grazie a un goal di Dempsey che porta quindi per la prima volta la formazione statunitense a battere l'Italia[17].

Episodi di cronaca[modifica | modifica sorgente]

Il 29 gennaio 1995, prima della partita di campionato del 1994-1995 Genoa-Milan, un tifoso genoano (Vincenzo Spagnolo) viene accoltellato e quindi ucciso da un tifoso milanista (Simone Barbaglia) all'esterno dello stadio proprio vicino alla culla del tifo caldo genoano ossia, la Gradinata Nord. Quel giorno ci furono gravissimi scontri che durarono anche nella notte dove le forze dell'ordine faticarono appunto a far evitare il contatto dei tifosi rossoblu con quelli rossoneri che restarono fino a tarda notte chiusi nello stadio per motivi di sicurezza. In memoria di Vincenzo Spagnolo è stato costruito un piccolo monumento simbolico davanti all'entrata delle Tribune vicino alla Gradianta Nord.

Il 12 ottobre 1999, all'inizio del secondo tempo tra Sampdoria e Bologna (gara valida per la Coppa Italia), il portiere rossoblu' Gianluca Pagliuca venne sommerso da fitti lanci di arance, bottigliette e oggetti di vario tipo da parte dei tifosi blucerchiati della Gradinata Sud. La partita venne sospesa per circa un quarto d'ora per poi riprendere, ma il lancio di oggetti riprese, questa volta vennero lanciati dei rubinetti divelti dai bagni dello stadio. La partita venne vinta 0-2 a tavolino per il Bologna e la Sampdoria dovette scontare sei giornate di squalifica del campo di Marassi[18].

Il 12 ottobre 2010, durante la partita di qualificazione agli europei 2012 tra Italia e Serbia, è stato teatro di una serie di scontri causati dentro e fuori lo stadio dai tifosi ultranazionalisti serbi. La partita è cominciata con 35 minuti di ritardo a causa del lancio di una serie di fumogeni e, dopo che un razzo ha sfiorato il portiere della nazionale Emiliano Viviano e un altro il terzino Gianluca Zambrotta, l'arbitro scozzese Craig Thomson ha decretato la sospensione definitiva della partita dopo soli 6 minuti di gioco. Gli scontri con gli ultras serbi sono costati 18 feriti, 35 denunciati e 138 persone identificate con l'arresto del capo ultrà, Ivan Bogdanov di 29 anni[19]. Bogdanov, che era già colpevole di altri disordini di questo tipo, è stato condannato a 3 anni e 3 mesi di reclusione.

Il 22 aprile 2012, durante la partita di campionato Genoa-Siena, la partita fu sospesa all'ottavo minuto del secondo tempo sul punteggio di 0 a 4 per i toscani, a causa di un centinaio di ultras genoani che dalla Gradinata Nord fecero irruzione e si spostarono nei Distinti. Gli ultras continuarono a inveire contro i giocatori della propria squadra e ci furono momenti di grande tensione quando una decina di tifosi scavalcarono le vetrate per prendere posizione sopra il tunnel di ingresso delle squadre. A questo punto i tifosi, infuriati per l'ennesima prestazione scadente in campo, iniziarono a insultare e minacciare i giocatori del Genoa, i quali, furono costretti a levarsi la maglietta e i pantaloncini e a deporli a bordo campo, perché ritenuti non degni di indossarli. Tutti i giocatori si adeguarono tranne uno, Giuseppe Sculli (in stretti rapporti con la frangia estrema del tifo rossoblu'), che dopo aver trattato con gli ultras rossoblu, riuscì a trovare un accordo per far rimettere le magliette e per far continuare la partita. La gara (che terminò 1-4), fu sospesa per circa 40 minuti e il Genoa fu costretto a giocare le restanti ultime due partite casalinghe della stagione a porte chiuse[20].

Caratteristiche[modifica | modifica sorgente]

Il terreno misura 105 metri di lunghezza per 68 metri di larghezza. Lo stadio, uno dei più antichi e considerato uno dei maggiormente suggestivi e adatti al gioco del calcio, dispone di attrezzature all'avanguardia, sale stampa, spogliatoi, servizi per il pubblico, tabelloni luminosi ed impianto d'illuminazione artificiale. È situato a circa:

  • 1 km dalla Stazione ferroviaria di Genova Brignole
  • 4 km dalla Stazione ferroviaria di Genova Piazza Principe
  • 1 km dall'uscita autostradale Genova Est
  • 7 km dall'uscita autostradale Genova Ovest
  • 7 km dall'uscita autostradale Genova Nervi
  • 11 km dall'uscita autostradale Genova Aeroporto
  • 100 m dalle linee AMT di trasporto urbano

Settori e capienza[modifica | modifica sorgente]

La capienza dello stadio è così distribuita[21]:

Settore Capienza
Distinti 8.781
Tribuna 5.124
Gradinata Nord 9.215
Gradinata Sud 9.232
Settori ospiti Nord 2.067
Settori ospiti Sud 2.067
Settore disabili 113
Totale 36.599

Progetti di ammodernamento e di privatizzazione[modifica | modifica sorgente]

Con l'inizio della presidenza Garrone, la Sampdoria iniziò a maturare l'idea della costruzione di un nuovo stadio, considerando le criticità dell'antico impianto di Marassi insormontabili per trasformarlo in un moderno impianto in grado di essere autosufficiente sotto il profilo economico e rispettoso di tutte le normative di sicurezza che il Ferraris, a causa della forte urbanizzazione della zona di Marassi, non poteva superare, se non tramite una deroga firmata settimanalmente dal Sindaco di Genova in carica. Si aprì così un dibattito nel capoluogo ligure sulla necessità di una nuova struttura e sulla possibile localizzazione di essa. Si arrivò quindi, nel 2007 alla presentazione del progetto finale di un nuovo stadio nell'area della marina di Sestri Ponente.

La possibilità di abbandonare il Ferraris creò molte voci contrarie all'interno delle due tifoserie cittadine: i Genoani consideravano il Ferraris come casa loro in quanto erede del campo del 1911; i Sampdoriani, vedevano lo stadio a Marassi come un segno di continuità con i nonni dell'Andrea Doria ma, soprattutto, nel nuovo Ferraris videro la vittoria dello Scudetto del 1991 e l'epopea della Sampd'oro di Paolo Mantovani, anche se, a differenza dei cugini rossoblu erano pronti a discuterne in caso di reali vantaggi a livello sportivo.

Il comune di Genova colse così l'occasione per mettere in vendita lo stadio Luigi Ferraris di Marassi tramite un bando pubblico internazionale.[22] La speranza del Comune era quella di raggiungere la cifra di 36 milioni di euro. La Sampdoria, nel pieno di un difficilissimo iter burocratico che l'avrebbe dovuta portare all'inizio della costruzione di un nuovo impianto, si fece subito da parte come era nelle aspettative del Comune; sorprese invece la scelta del Genoa di non presentare alcuna offerta, dato che considerava la cifra troppo alta per un impianto dagli elevati costi gestionali. Lo stadio rimase così di proprietà comunale.

Con la possibile candidatura dell'Italia come paese ospitante degli Europei 2012, il progettò del nuovo stadio di Sestri caldeggiato dalla dirigenza doriana tornò prepotentemente in auge. Inizialmente sia la giunta comunale, sia il Presidente dell'altra compagine cittadina, Enrico Preziosi, apparvero scettici ma per non rischiare di essere esclusa dalle città candidate, il sindaco, con l'appoggio del presidente del Genoa decise di sostenere l'idea del presidente blucerchiato Riccardo Garrone. Dello stesso avviso, però, non era l'ENAC che si rifiutò di cedere quell'area consideranta dall'ente importante per un futuro sviluppo dell'Aeroporto di Genova.

Il no dell'ENAC aprì nuovi scenari. Il sindaco propose l'area dell'ex-Colisa in zona Campi; il presidente della Sampdoria Garrone considerava irrinunciabile per una buona riuscita del suo progetto l'area di Sestri; il presidente del Genoa, invece, sotto le pressioni della tifoseria si defilò col tramontare dell'ipotesi dello stadio progettato da Garrone.

Il 16 ottobre 2009 arrivò il diktat della Federazione: in caso di mancata presentazione di un progetto valido per un nuovo impianto, nessuna candidatura per Genova. La FIGC considerava incompatibile lo Stadio Ferraris con i parametri UEFA necessari ad una città candidata. L'obiettivo dei dirigenti federali era quello di dare un impulso forte allo stallo creatosi sulla questione stadio a Genova, nella speranza di convincere il Sindaco Marta Vincenzi ad aprirsi anche alla possibilità di due impianti, uno privato di proprietà della Sampdoria che sarebbe stato candidato ed uno momentaneamente comunale.

Il 12 novembre 2009, nonostante la FIGC avesse già scartato l'ipotesi di ristrutturazione dell'impianto per insormontabili limiti di sicurezza, la Fondazione Genoa 1893 presentò un proprio progetto, che a detta dei promotori dell'iniziativa, avrebbe reso lo stadio Luigi Ferraris conforme alle normative UEFA. Il progetto fu sottoposto ad entrambe le società sportive genovesi e prevedeva 26.000 m². di spazi esterni con una nuova e scenografica piastra sopraelevata, 39.000 m². di parcheggi complessivi, 4 nuove torri, 28 nuovi skybox e la creazione di un parco urbano di 18.000 m², con conseguente riqualificazione urbanistica del quartiere di Marassi. Venne garantito il rispetto della "capienza per incontri internazionali" di 33.000 posti ed il costo stimato del progetto si attestava su una cifra inferiore a 50 milioni di euro.

La FIGC non prese in considerazione il progetto, non trovandolo adeguato ai parametri chiesti per partecipare ad una competizione europea e nel dicembre 2009, la città di Genova, in grave ritardo sulla progettazione di un impianto a norma ritirò ufficialmente la propria candidatura.

La questione stadio fu così accantonata per qualche tempo, per poi tornare d'attualità all'improvviso nell'estate del 2011. La Sampdoria, sotto la nuova gestione di Edoardo Garrone, figlio di Riccardo, accantonata l'ipotesi del nuovo stadio dopo le gravi difficoltà burocratiche incontrate, arriva ad un accordo con il Genoa per farsi carico insieme della gestione dello stadio, affidando la parte commerciale ad un'azienda specializzata del settore, l'Impresa Tre Colli.[23] Quando sembrava essere arrivati finalmente alla firma dell'accordo con il Comune, il cambio di idea dei dirigenti Genoa vanificò la trattativa, facendo tramontare per l'ennesima volta la privatizzazione del Luigi Ferraris.[24]

Dal 1º dicembre 2012 è gestita dal Consorzio di Società private Stadium formato da Best Union, Unifica, Costa Edutainment e Stadia[25][26], l'affido avvenuto con procedura ad evidenza pubblica, è stato curato dalla partecipata del Comune di Genova Sportingenova[27] S.p.A. in liquidazione, proprietaria dello Stadio Luigi Ferraris.

Incontri[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Prima partita ufficiale[modifica | modifica sorgente]

Genova
14 maggio 1911
Genoa 600px Rosso e Blu con striscia Bianco e croce Rossa su sfondo Bianco.png 0 – 1 600px Blu e Rosso (Strisce)2.png Piemonte Campo di Via del Piano
Arbitro Francia Navarro di Marsiglia

Partita con più spettatori[modifica | modifica sorgente]

Genova
27 febbraio 1949, ore 15:00 CET
Italia Italia 4 – 1
referto
Portogallo Portogallo Stadio Luigi Ferraris (60.000 spett.)
Arbitro Francia Victor Sdez

Partita di campionato con più spettatori[modifica | modifica sorgente]

Genova
28 novembre 1982
Genoa 600px Rosso e Blu con striscia Bianco e croce Rossa su sfondo Bianco.png 1 – 1 600px Blu Bianco Rosso e Nero (Strisce Orizzontali) con croce di San Giorgio Bianca e Rossa.png Sampdoria Stadio Luigi Ferraris (57.815[28] spett.)
Arbitro Agnolin (Bassano del Grappa)

Mondiali di calcio[modifica | modifica sorgente]

Lo stadio ha ospitato due edizioni dei campionati mondiali di calcio disputati in Italia, i mondiali 1934 e i mondiali 1990:

Gare ospitate durante il Mondiale 1934[modifica | modifica sorgente]
Gare ospitate durante il Mondiale 1990[modifica | modifica sorgente]

Rugby[modifica | modifica sorgente]

In particolare è stato per un certo periodo di tempo uno degli stadi preferiti per le partite internazionali della nazionale italiana di rugby, viste le peculiari caratteristiche all'inglese dell'impianto, tipiche dei campi da rugby ma successivamente la Federazione Italiana Rugby assunse la gestione ufficiale dello Stadio Flaminio di Roma con cui il Luigi Ferraris era fino all'ultimo in ballottaggio.
Ecco i principali incontri di rugby disputati:

24 marzo 1935 Italia Flag of Italy.svg 5 – 3 Flag of Catalonia.svg Catalogna

7 maggio 1967 Italia Italia 6 – 3 Portogallo Portogallo

16 novembre 1986 Italia Italia 14 – 16 URSS URSS

30 gennaio 1999 Italia Flag of Italy.svg 24 – 49 Flag of France.svg Francia

25 novembre 2000 Italia Italia 19 – 56 Nuova Zelanda Nuova Zelanda

17 novembre 2001 Italia Italia 26 – 54 Sudafrica Sudafrica

23 novembre 2002 Italia Italia 3 – 34 Australia Australia

19 novembre 2005 Italia Italia 22 – 39 Argentina Argentina

Concerti[modifica | modifica sorgente]

L'11 giugno 1999 al Luigi Ferraris si è esibito Bruce Springsteen, nell'ultima tappa italiana del Reunion Tour. L'8 luglio 2000 si esibisce al Ferraris Luciano Ligabue, tappa del tour 1990-2000: 10 anni sulla mia strada. Il 20 giugno 2004 lo stadio ha ospitato una tappa del Buoni o Cattivi Tour di Vasco Rossi. Il 4 settembre 2003 e il 9 settembre 2007 si sono tenuti due concerti benefici dei Buio Pesto. Al Luigi Ferraris inoltre ha suonato Frank Zappa l'11 luglio 1982 e Lou Reed, Lucio Dalla, Francesco De Gregori[29] e Fabrizio De André.

Altri eventi[modifica | modifica sorgente]

Nel 2011 al Luigi Ferraris si è svolta una puntata in esterna del programma MasterChef Italia dove 12 aspiranti cuochi partecipanti al programma hanno cucinato per 40 bambini delle scuole calcio di Sampdoria e Genoa.

Note[modifica | modifica sorgente]

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]