UEFA Europa League

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UEFA Europa League
Logo della competizione
Sport Football pictogram.svg Calcio
Tipo Club
Federazione UEFA
Cadenza Annuale
Apertura luglio (preliminari), settembre (fase a gironi)
Partecipanti 32 nel tabellone principale[1], 48 nei gironi[2], 193 in totale[3]
Formula Eliminazione diretta, fase a gironi, eliminazione diretta e finale secca.
Sito Internet UEFA.com
Storia
Fondazione 1971
Detentore Siviglia Siviglia
Maggiori titoli Inter Inter (3)
Juventus Juventus (3)
Liverpool Liverpool (3)
Siviglia Siviglia (3)
Edizione in corso UEFA Europa League 2014-2015
UEFA Cup (adjusted).png
Trofeo o riconoscimento

La UEFA Europa League è una delle competizioni sportive organizzate dall'Unione delle Federazioni Calcistiche Europee (UEFA), la seconda per prestigio dopo la Champions League. Era nota fino al 2009 come Coppa UEFA, istituita nel 1971 dalla Confederazione. Questo torneo, a sua volta, aveva preso il posto della Coppa delle Fiere, inizialmente disputata su invito e non per diritto acquisito da rappresentative di grandi città europee che ospitavano fiere commerciali. L'UEFA ha definito la Coppa delle Fiere come antenata della successiva Coppa UEFA/Europa League; tuttavia, non essendone stata l'organizzatrice, non è mai stata riconosciuta come manifestazione ufficiale. Per tale motivo la Coppa delle Fiere non viene inclusa neppure nelle statistiche riguardanti l'Europa League.

Organizzata dall'UEFA, è riservata alle squadre classificatesi, nei rispettivi campionati nazionali, immediatamente dopo la squadra o le squadre che hanno diritto a partecipare alla Champions League. Dal 1999, in seguito all'abolizione della Coppa delle Coppe, ha inglobato anche le tradizionali partecipanti a questa competizione, ossia le vincitrici o le finaliste sconfitte delle varie coppe nazionali. Nel 2009, dopo trentotto edizioni, ne è stato modificato il format (in seguito all'abolizione dell'Intertoto) dando vita alla UEFA Europa League, seguendo un modello più simile a quello della Champions League, allo scopo di rendere la competizione più spettacolare e maggiormente appetibile anche dal punto di vista dei diritti televisivi, nonché da parte degli sponsor.[4]

Il trofeo è stato vinto finora da ventisette società diverse. Le squadre più titolate sono, in ordine cronologico, la Juventus, l'Inter, il Liverpool e il Siviglia, tutte con tre successi nella competizione. Due invece sono stati i club capaci di vincere la manifestazione per due stagioni consecutive, il Real Madrid e ancora il Siviglia, quest'ultimo l'attuale detentore del trofeo.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Anni settanta: trasformazione graduale[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Coppa delle Fiere.
Wiel Coerver, tecnico del Feyenoord, solleva il trofeo vinto nel 1973-1974.

La Coppa UEFA ebbe un'origine del tutto diversa dalle due competizioni europee maggiori, la Coppa dei Campioni e la Coppa delle Coppe. Evolutasi dalla previgente Coppa delle Fiere (della quale ereditò il regolamento in vigore dal 1968-69), rispetto alle due coppe maggiori constava di un numero doppio di squadre partecipanti, di un turno in più, e di finale con andata e ritorno. Il numero di squadre complessivamente spettante a una stessa nazione era stabilito preventivamente, da un minimo di una a un massimo di quattro, per principio e d'ufficio, assegnando quattro partecipanti all'Inghilterra, all'Italia e alla Germania Ovest.

Pur mantenendo formalmente per tutti gli anni settanta la formula a inviti della Coppa delle Fiere, ogni nazione sceglieva di fatto di essere rappresentata dalle società che si fossero piazzate nei migliori posti dei campionati nazionali, fatta ovviamente eccezione per quelli aventi diritto, a qualsiasi titolo, a partecipare alla Coppa dei Campioni o alla Coppa delle Coppe (in particolare, oltre ai club campioni nazionali, quelli detentori delle coppe nazionali e le stesse detentrici di Coppa dei Campioni e Coppa delle Coppe). Tale aspetto decretava il posizionamento della Coppa UEFA come terza competizione europea per club in ordine di importanza: quando un club qualificatosi per una delle due competizioni maggiori si piazzava, nel proprio campionato nazionale, in posizione utile per partecipare alla Coppa UEFA, veniva effettuato uno scorrimento della classifica per riattribuire ad altra società della medesima nazione il diritto di partecipare alla competizione. Va sottolineato il fatto che all'Inghilterra, dove si disputavano due coppe nazionali (una organizzata dalla Federcalcio nazionale e l'altra dalla Lega di massima divisione), venne concesso il privilegio di iscrivere alla Coppa UEFA la vincitrice (ma, si badi bene, mai la finalista perdente) della seconda coppa nazionale, riducendo conseguentemente di una unità i posti assegnati mediante la classifica del campionato. Anche questa regola era inserita d'ufficio: ad altre nazioni in situazione analoga, come la Scozia, non fu mai concessa tale possibilità. Altra particolarità inglese fu il mantenimento fino al 1975 del puro regolamento della Coppa delle Fiere che prevedeva la partecipazione per città e non per squadre: per tale motivo, ad esempio, nel 1973 l'Arsenal non si qualificò in coppa nonostante il suo secondo posto in campionato e ciò perché Londra era già rappresentata dal Tottenham vincitore della Football League Cup.

La prima vincitrice fu il Tottenham nel 1972, nella finale tutta inglese con il Wolverhampton; l'unica italiana a vincere in questo periodo fu la Juventus nel 1977, in finale contro l'Athletic Bilbao, per la regola dei gol in trasferta.

Anni ottanta e novanta: affermazioni prestigiose, il dominio italiano[modifica | modifica sorgente]

Dino Zoff e Stefano Tacconi, rispettivamente allenatore e capitano della Juventus, negli spogliatoi dopo la vittoria nella finale italiana del 1989-1990 con la Fiorentina.

Nel 1979 la UEFA introdusse il coefficiente per nazioni per assegnare i posti alle varie federazioni: subito applicato ai campionati, ebbe dunque effetto sulla coppa dal 1980. Gli anni ottanta videro l'affermarsi di grandi squadre, tra cui si segnalano i due successi consecutivi dei pluricampioni europei del Real Madrid nel 1985 e nel 1986 che rimarranno per lungo tempo gli unici in grado di vincere la competizione per due volte consecutive: soltanto i connazionali del Siviglia saranno in grado di farcela a loro volta più di venti anni dopo.

Dalla fine degli anni ottanta e per tutti gli anni novanta si ha un dominio delle squadre italiane nella manifestazione che tra il 1989 e il 1999 viene vinta per ben 8 volte su 11 da squadre militanti nel campionato italiano (con un totale di 14 presenze in finale), e solo la finale del 1996 non vede presente nemmeno una squadra italiana. Fu il Napoli di Diego Armando Maradona ad aprire questo periodo d'oro, battendo in finale i tedeschi dello Stoccarda. Nel 1990 è addirittura tutta italiana la finale, la prima di una serie di quattro (1990, 1991, 1995, 1998), in cui la Juventus ha la meglio sulla Fiorentina.

Nel 1991 è invece l'Inter ad aggiudicarsi l'ultimo atto contro la Roma, in un'edizione che vede l'arrivo di ben quattro squadre italiane ai quarti: oltre alle due finaliste giungono infatti tra le prime otto anche Atalanta e Bologna. Nel 1992 è invece l'Ajax a vincere, dopo aver eliminato il Genoa in semifinale e il Torino in finale (2-2 a Torino, 0-0 ad Amsterdam). Successi ancora per Juventus e Inter rispettivamente nel 1993 e nel 1994, tre anni dopo i loro più recenti trionfi nella competizione: sono Borussia Dortmund e Austria Salisburgo a cedere il passo, in edizioni che vedono ancora ottimi risultati per le italiane, in particolare nel 1994 con la Juventus eliminata ai quarti dal Cagliari che verrà eliminato a sua volta dall'Inter in semifinale.

Il centrocampista dell'Inter Lothar Matthäus posa col trofeo appena conquistata al termine della finale italiana del 1990-1991 con la Roma.

È invece il Parma di Nevio Scala a vincere nel 1995 in una finale ancora una volta tutta italiana con la Juventus; bene anche la Lazio che in questa edizione giunge ai quarti. La squadra emiliana non poté però difendere il titolo nella stagione successiva: in quanto finalista perdente di Coppa Italia contro la Juventus realizzatrice dell'accoppiata scudetto e Coppa Italia, venne infatti iscritta in Coppa delle Coppe. Il 1996 non è all'altezza delle stagioni precedenti per le italiane, con Roma e Milan che non vanno oltre ai quarti. Nel 1997 l'Inter sfiora la terza affermazione in pochi anni, perdendo in finale contro lo Schalke 04 ai rigori, nell'ultima edizione con finale su andata e ritorno. I nerazzurri vincono la coppa nella stagione successiva nella quarta finale tutta italiana in meno di dieci anni, questa volta contro la Lazio imponendosi per 3-0 nella gara unica al Parco dei Principi. Nel 1999 è invece il Parma, per la seconda volta dopo il trionfo di quattro anni prima, ad aggiudicarsi il trofeo battendo in finale l'Olympique Marsiglia che aveva eliminato il Bologna, partito dall'Intertoto, in semifinale; bene anche la Roma che giunge ai quarti. Questa è attualmente l'ultima vittoria italiana nella competizione.

Anni duemila: fusione con la Coppa delle Coppe[modifica | modifica sorgente]

Con l'allargamento della Champions League fino a quattro squadre per le prime 3 nazioni del ranking, nel 1999 la Coppa delle Coppe viene abolita e si fonde con la Coppa UEFA che vede aumentare il numero delle squadre partecipanti. Nazioni come l'Inghilterra, la Spagna e l'Italia si trovano spesso a qualificare con successo quattro squadre alla Champions e a relegare quindi in Coppa UEFA le quinte e seste classificate e la vincitrice della coppa nazionale che però non di rado risulta già qualificata in Champions così come la finalista perdente, mandando quindi in UEFA la settima classificata. A partire dalla stagione 2004-05 viene anche introdotta una fase a gironi dopo il primo turno, per emulare le modalità della Champions League. In questo decennio non c'è gloria per le squadre italiane nella competizione che spesso la snobbano facendoci giocare le riserve. Questo comportamento provoca in pochi anni la diminuzione del ranking europeo dell'Italia. Il miglior risultato raggiunto sono le semifinali di Milan e Inter nel 2002, Lazio nel 2003, Parma nel 2005 e Fiorentina nel 2008.

Nel corso degli anni salgono alla ribalta internazionale, anche solo arrivando in finale, realtà emergenti: spicca su tutti l'esempio del Siviglia, che mette in fila due vittorie nel 2006 e 2007 (impresa riuscita in precedenza solo al Real Madrid), i cui soli altri trofei risalivano agli anni quaranta e, in misura minore, il Porto che, allenato da Mourinho, torna al successo europeo dopo sedici anni nel 2003 andando poi l'anno successivo a migliorarsi vincendo la Champions League e l'Intercontinentale. Solo due squadre (Liverpool e Feyenoord) avevano già raggiunto la finale UEFA e per sette squadre questo traguardo rappresentava la prima finale europea in assoluto; di queste, solamente Middlesbrough e Deportivo Alavés non sono riuscite a festeggiare la vittoria.

Si assiste anche ad una rinascita delle squadre dell'est europeo, che avevano raggiunto i migliori risultati con i successi dello Slovan Bratislava nel 1969, del Magdeburgo nel 1974 (all'epoca squadra della Germania Est), della Dinamo Kiev nel 1975 e della Dinamo Tbilisi nel 1981 in Coppa delle Coppe e con la vittoria dello Steaua Bucureşti in Coppa dei Campioni nel 1986, grazie prevalentemente all'arrivo di grandi magnati che investono su una singola squadra (come le ultime due vincitrici del decennio, Zenit San Pietroburgo nel 2008 e Šakhtar nel 2009).

La riforma del 2009: dalla Coppa UEFA all'Europa League[modifica | modifica sorgente]

Radamel Falcao, vincitore consecutivamente del trofeo con le maglie di Porto (2011) e Atlético Madrid (2012).

Le riforme delle competizioni europee volute dal presidente dell'UEFA, Michel Platini, hanno inciso sulla seconda manifestazione continentale per club in maniera più profonda che non sulla Champions League, a cominciare dal cambio di denominazione: dopo 38 anni, non più Coppa UEFA, bensì UEFA Europa League.

La lista di accesso è stata quasi completamente uniformata e prevede un numero fisso, indipendente dal ranking, di tre squadre per ogni nazione di cui una la vincitrice della coppa nazionale, se non ammessa in Champions. Solo sei nazioni sfuggono alla suddetta regola: da un lato la settima, l'ottava e la nona del ranking che godono di una quarta società ammessa, e dall'altro i microstati di Repubblica di San Marino ed Andorra con due società, e il Liechtenstein che, non avendo un proprio campionato, qualifica unicamente la detentrice della coppa nazionale. Tre società premiate per il loro fair play guadagnano anch'esse un pass per la manifestazione a prescindere dal limite di squadre, per cui un paese può anche arrivare a più squadre qualificate.

Mentre inizialmente nessuna squadra, eccetto l'eventuale detentrice non qualificatasi per la Champions, era esentata dai preliminari, dalla stagione 2012-2013 le squadre vincenti della coppa nazionale delle prime sei nazioni del ranking UEFA vanno direttamente alla fase a gironi. I preliminari si strutturano su quattro turni. Il turno di accesso, differenziato anche fra squadre della stessa nazione, dipende dalla posizione nel ranking della federazione. All'ultimo turno preliminare hanno accesso anche le perdenti del penultimo turno di qualificazione alla Champions, mentre le dieci società che falliscono all'ultimo gradino l'ingresso nella massima competizione continentale entrano direttamente nella fase a gironi di Europa League.

Questo percorso individua le 48 squadre (31 coi preliminari, 10 eliminate dalla Champions e le 7 ammesse direttamente) che danno vita alla fase a gironi, mutuata nella sua struttura da quella di Champions. Alle ventiquattro qualificate (prime due di ogni girone) si aggiungono poi le terze dei gruppi di Champions, e a questo punto la competizione continua ad eliminazione diretta, fino alla finale in gara unica con sede predefinita. I diritti televisivi sono venduti direttamente dall'UEFA con scadenze triennali, eccezion fatta per i turni preliminari che sono gestiti dalle singole società ospitanti.

Formula[modifica | modifica sorgente]

Il regolamento della UEFA Europa League ha subito, nel corso degli anni,varie trasformazioni. Attualmente, come recita il regolamento ufficiale dell'UEFA,[5] essa è riservata alle squadre piazzatesi alle spalle dei qualificati alla citata Champions League, alle vincitrici delle rispettive Coppe nazionali e a tre squadre europee distintesi nella speciale classifica fair play (ammesse al primo turno preliminare). Inoltre sono qualificate alla UEFA Europa League le squadre che non superano il terzo e il quarto turno preliminare di qualificazione della Champions League e le terze classificate della fase a gironi, eliminate quindi della stessa competizione.

Vista d'insieme della cerimonia d'apertura della finale 2012

Il turno di accesso, differenziato anche fra squadre della stessa nazione, dipende dal Coefficiente UEFA della propria federazione. All'ultimo turno preliminare avranno accesso anche le perdenti del penultimo turno di qualificazione alla Champions, mentre le società che falliranno all'ultimo gradino l'ingresso nella massima competizione continentale entrano direttamente nella fase a gironi della Europa League.

Al termine dei quattro turni preliminari (da svolgersi con gare di andata e ritorno e ad eliminazione diretta) sono individuate 31 delle 48 squadre che danno vita alla fase eliminatoria, strutturata su dodici gironi da quattro squadre ciascuno e con gare di andata e ritorno (calendario e regolamento sono identici a quelli dei gironi di Champions). Le prime due classificate di ciascun girone accedono alla fase finale ad eliminazione diretta. Alle ventiquattro qualificate si aggiungono le terze classificate degli otto gironi delle eliminatorie della Champions League, per un totale di 32 club in lizza. La competizione prevede la disputa di sedicesimi di finale, ottavi di finale, quarti di finale e semifinali ad andata e ritorno, mentre la finale è in gara unica.

La prima finale in partita unica fu disputata a Parigi nel 1998 e vide l'Inter prevalere sulla Lazio per 3-0. Prima di questa novità, la finale e tutte le partite ad eliminazione diretta prevedevano in caso di pareggio la regola dei gol fuori casa ed eventualmente dei tempi supplementari e dei calci di rigore. Queste regole tuttora valgono per quei turni che prevedono l'eliminazione diretta.

La classica formula prevedeva invece 64 squadre che si affrontavano in turni di andata e ritorno (trentaduesimi, sedicesimi, ottavi, quarti, semifinali e finali): partecipavano alla Coppa UEFA le squadre immediatamente classificatesi alle spalle della squadra campione nazionale eccetto la vincitrice della coppa domestica, e il numero di squadre per federazione era determinato, dall'edizione 1980-1981, dal coefficiente UEFA, una speciale classifica che tiene conto dei risultati delle ultime cinque stagioni delle squadre di ogni federazione in tutte le competizioni europee, mentre in precedenza era ancora vigente il regolamento ereditato dalla Coppa delle Fiere, il quale prevedeva l'assegnazione d'ufficio dei posti alle federazioni, dando per principio quattro posti alla Germania Ovest, all'Inghilterra e all'Italia.[6] Dopo il 1980, invece, federazioni come la Germania, l'Inghilterra, la Spagna e l'Italia, in ragione dei risultati delle proprie squadre nelle competizioni europee, hanno storicamente avuto sempre almeno due, se non spesso tre o quattro squadre, in tale competizione.

Come parte del cerimoniale che precede tutte le sfide di Europa League, il logo della manifestazione sventola al centro del campo.

Fino al 2009 valeva per la UEFA il principio della Champions: dopo cinque trofei vinti o dopo tre di fila viene lasciata alla squadra vincitrice l'originale della coppa. Nessuna squadra ha mai raggiunto questo record. Le squadre che hanno vinto più volte la Coppa UEFA sono la Juventus, l'Internazionale, il Liverpool e il Siviglia, che vantano tre successi a testa.[7] Dal 2010, questo principio non vale più.

A partire dall'edizione 2015-2016, l'UEFA ha approvato alcune modifiche nel regolamento della competizione.[8] La principale novità sarà l'accesso in Champions League della vincitrice dell'Europa League.[9][10] Ad essa verrà riservato un posto nel turno preliminare, con tuttavia il privilegio di poter accedere direttamente ai gironi qualora i campioni d'Europa, come spesso accade, si siano già qualificati ai gironi per il tramite del proprio campionato nazionale.[11] Tutte le federazioni saranno poi dotate di una fornitura fissa di tre posti nella competizione. Verrà quindi eliminato il privilegio di approntare quattro club a favore delle federazioni numero 7, 8 e 9 del coefficiente.[12] Infine, verrà ampliato ai vincitori delle dodici più prestigiose coppe nazionali il diritto di entrare direttamente nei gironi di Europa League, privilegio che verrà inoltre garantito anche alle migliori piazzate nei campionati delle quattro principali federazioni.[13]

Trofeo[modifica | modifica sorgente]

Il trofeo, che pesa 15 kg, è di argento, senza manici e poggia su una base di marmo giallo. È stato disegnato da Silvio Gazzaniga e realizzato dai laboratori Bertoni di Milano per la finale del 1972 per un costo di 23 000 euro. Dalla base di marmo si diparte un gruppo di giocatori che sembrano lottare per raggiungere il pallone e la dicitura COUPE UEFA. Di fatto essi sostengono la coppa ottagonale che riporta l'emblema dell'UEFA.

Albo d'oro[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Albo d'oro della UEFA Europa League.
Squadra Vittorie Finali perse
Italia Juventus Juventus 3 1
Italia Inter Inter 3 1
Inghilterra Liverpool Liverpool 3 0
Spagna Siviglia Siviglia 3 0
Germania Borussia M'bach Borussia M'bach 2 2
Inghilterra Tottenham Tottenham 2 1
Spagna Real Madrid Real Madrid 2 0
Svezia IFK Goteborg IFK Göteborg 2 0
Italia Parma Parma 2 0
Squadra Vittorie Finali perse
Paesi Bassi Feyenoord Feyenoord 2 0
Portogallo Porto Porto 2 0
Spagna Atletico Madrid Atlético Madrid 2 0
Belgio Anderlecht Anderlecht 1 1
Paesi Bassi PSV PSV 1 0
Germania E. Francoforte E. Francoforte 1 0
Inghilterra Ipswich Town Ipswich Town 1 0
Germania Bayer Leverkusen Bayer Leverkusen 1 0
Italia Napoli Napoli 1 0
Squadra Vittorie Finali perse
Paesi Bassi Ajax Ajax 1 0
Germania Bayern Monaco Bayern Monaco 1 0
Germania Schalke 04 Schalke 04 1 0
Turchia Galatasaray Galatasaray 1 0
Spagna Valencia Valencia 1 0
Russia CSKA Mosca CSKA Mosca 1 0
Russia Zenit Zenit 1 0
Ucraina Sachtar Šachtar 1 0
Inghilterra Chelsea Chelsea 1 0

Loghi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Corrispondente ai sedicesimi di finale in programma a febbraio.
  2. ^ I gironi hanno inizio a settembre.
  3. ^ Numero complessivo delle squadre coinvolte nella competizione in tutto il suo dipanarsi stagionale.
  4. ^ La Coppa UEFA diventa UEFA Europa League, uefa.com, 26 settembre 2008. URL consultato il 25 dicembre 2013.
  5. ^ Formula 2013/14, uefa.com, 30 agosto 2013. URL consultato il 25 dicembre 2013.
  6. ^ In realtà la Coppa UEFA 1971-1972 vedeva, conformemente alla Coppa delle Fiere 1970-1971, quattro partecipanti anche per la Spagna. Al momento del passaggio alla nuova coppa nel 1971, tuttavia, la UEFA si trovò nella necessità di ridurre l'egemonia delle quattro principali federazioni onde far spazio alle rappresentanti dell'Unione Sovietica, l'unica rilevante nazione che non aveva aderito al comitato della Coppa delle Fiere. La sacrificata fu la Spagna che scese a tre posti sia perché, delle quattro federazioni, era quella che di gran lunga aveva ottenuto i risultati sportivi più scarsi nel precedente quinquennio, sia soprattutto per motivi politici data l'aperta ostilità delle federazioni del blocco comunista contro il paese iberico, all'epoca ancora retto da un governo fascista.
  7. ^ La Coppa UEFA è organizzata come competizione ufficiale per club dall'UEFA dalla stagione 1971-1972. La competizione che l'ha preceduta, la Coppa delle Fiere (dal 1958 al 1971), organizzata da fiere commerciali fino al 1971, anno in cui si giocò la gara per la assegnazione definitiva del trofeo tra il Barcellona e il Leeds United, non fu gestita dalla UEFA. Vedi (EN) UEFA Cup: All-time finals, uefa.com, 30 giugno 2005. URL consultato il 27 febbraio 2014..
  8. ^ Bonus per i vincitori della UEFA Europa League, uefa.com, 24 maggio 2013. URL consultato il 27 febbraio 2014.
  9. ^ Si specifica che la regola, come ogni norma UEFA, sarà immediatamente applicativa, e quindi usufruibile a partire dalla vincitrice dell'UEFA Europa League 2014-2015.
  10. ^ Conseguenza implicita sarà ovviamente la cancellazione del posto di diritto nei gironi di Europa League a favore dei detentori in carica.
  11. ^ Nell'attuale sistema, nel caso in cui si verifichi tale evenienza, il posto nei gironi passa ai campionati della federazione numero 13 del coefficiente UEFA: tale possibilità non verrà comunque esclusa anche in futuro, e si avvererà se entrambi i vincitori delle due coppe europee, come accaduto nel 2013, si qualifichino ai gironi già attraverso i loro campionati.
  12. ^ In pratica, tutte le federazioni dal posto 7 al posto 12 avranno lo stesso trattamento nelle coppe.
  13. ^ Si introdurrà quindi un piccolo decalage di preliminari all'interno del gruppo delle federazioni di seconda fascia, quelle abilitate ad iscrivere sei club complessivi nelle coppe. La federazione 5 infatti, rispetto alla 4, non avrà questo nuovo accesso diretto in UEL per la propria quarta classificata, mentre permarrà per la federazione 6, rispetto alla 5, l'obbligo di un doppio preliminare in Champions League per la propria terza classificata.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]