Giuliano Amato

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Bandiera Presidente del
Consiglio dei Ministri
Stemma
Giuliano Amato
Luogo di nascita Torino
Data di nascita 13 maggio 1938 (1938-05-13) (71 anni)
Luogo di morte
Data di morte
Partito politico PSI, L'Ulivo
Coalizione Pentapartito, L'Ulivo
Mandato I 28 giugno 1992 - 22 aprile 1993
II 25 aprile 2000 - 31 maggio 2001
Elezione
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione Docente universitario
Coniuge
Vicepresidente
Predecessore I Giulio Andreotti
II Massimo D'Alema
Successore I Carlo Azeglio Ciampi
II Silvio Berlusconi
Bandiera Ministro dell'Interno Stemma
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Coalizione Governo Prodi II
Mandato 17 maggio 2006 -
8 maggio 2008
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Predecessore Giuseppe Pisanu
Successore Roberto Maroni
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Camera dei deputati
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Partito PSI, L'Ulivo
Legislatura IX, X, XI, XV
Gruppo Socialista, Ulivista
Coalizione
Circoscrizione ??? (IX, X, XI), Toscana (XV)
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Collegio
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Incarichi parlamentari
Pagina istituzionale
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Partito
Legislatura XIV
Gruppo Misto
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Circoscrizione
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Collegio Grosseto
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Nomina
Data nomina
Incarichi parlamentari

XIII commissione permanente (Territorio, ambiente, beni ambientali):

Pagina istituzionale

Giuliano Amato (Torino, 13 maggio 1938) è un politico, giurista e docente italiano.

Giurista costituzionalista, membro dell' Associazione Italiana dei Costituzionalisti, docente universitario

Ha avuto una notevole carriera politica: un tempo esponente del Partito Socialista Italiano, ha aderito poi all'Ulivo ed infine al Partito Democratico.

È stato:

Negli anni Ottanta il giornalista Eugenio Scalfari trovò per lui il soprannome dottor Sottile, con doppio riferimento al suo acume politico e alla gracilità fisica.

Il 2 giugno 2008 ha pubblicamente annunciato il suo allontanamento definitivo dalla politica italiana. Nel 2009 è nominato presidente dell'Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani.

Indice

[modifica] Biografia

Nato a Torino da famiglia siciliana, che presto si trasferisce in Toscana, dopo aver compiuto i suoi studi al Liceo classico "Niccolò Machiavelli" di Lucca, si laureò in giurisprudenza al Collegio medico-giuridico di Pisa, ora Scuola Superiore Sant'Anna, divenendo in tempi recenti anche presidente dell'associazione degli ex-allievi della scuola. Frequentò un master alla Scuola di legge della Columbia University di New York nel 1962. Estese presto il suo impegnò, oltre che nell'ambito accademico, fino a divenire docente universitario, anche in quello politico: aderì inizialmente al Partito Socialista Italiano di Unità Proletaria (PSIUP), per poi passare al Partito Socialista Italiano (PSI), dove, nel 1979, denunciò le "forme degradanti" assunte dal dibattito interno, a seguito della vicenda Eni-Petromin che portò alla sospensione dell'allora presidente dell'ENI, Giorgio Mazzanti.

Per approfondire, vedi la voce Partito Socialista Italiano.

Fu deputato del PSI dal 1983 al 1994 al fianco di Bettino Craxi, del quale fu prima antagonista e poi consigliere economico e politico fino a diventarne sottosegretario alla Presidenza del consiglio nei due governi Craxi I e Craxi II (1983-1987).

Per approfondire, vedi le voci Governo Goria, Governo De Mita, Governo D'Alema e Convenzione Europea.

In seguito è stato Ministro del Tesoro dal 1987 al 1989 (governi Goria e De Mita) e dal 1999 al 2000 (Governo D'Alema), Ministro delle Riforme Costituzionali dal 1998 al 1999 (Governo D'Alema). Ha diretto l'Antitrust dal 1994 al 1997, ed ha anche coperto l'incarico di vicepresidente della Convenzione europea.

Professore di Diritto Costituzionale Comparato all'Università di Roma dal 1975 al 1997, è stato inoltre professore alle Università di Modena e Reggio Emilia, Perugia, Firenze, NYU Law School e all'Istituto universitario europeo, ancora a Firenze.

È fondatore e direttore, dal 1999, della Rivista "Mercato, Concorrenza, Regole", edita dal Mulino.

Per approfondire, vedi la voce Governo Amato.

Nel suo primo mandato da Presidente del Consiglio si trovò ad affrontare una difficile situazione finanziaria. Per questa ragione, l'11 luglio del 1992 emise un decreto da 30000 miliardi in cui tra le altre cose veniva deliberato (retroattivamente al 9 luglio) il prelievo forzoso del 6 per mille dai conti correnti bancari per un "interesse di straordinario rilievo", in relazione ad "una situazione di drammatica emergenza della finanza pubblica"[1]. Le eccezioni di incostituzionalità contro quel decreto vennero successivamente respinte dalla Consulta [2]. Dopo aver perso pesantemente la battaglia contro la svalutazione della lira, nell'autunno dello stesso anno varò una manovra finanziaria "lacrime e sangue" da 93000 miliardi di lire (contenente tagli di spesa e incrementi delle imposte), per frenare l'ascesa del deficit pubblico, e la prima riforma delle pensioni, che da lui prese il nome. Con quella manovra riuscì a salvare il Paese dalla bancarotta.

Nella fase definita Seconda Repubblica, alla scomparsa dei partiti tradizionali, sopravvive politicamente alla fine del partito socialista ma non aderisce a nessun partito, pur rimanendo nel centrosinistra e avvicinandosi (senza mai parteciparvi) ai DS.

Tra il '93 e il '97 è presidente dell'Antirust.

Nel '98 viene richiamato al Governo dal premier Massimo D'Alema come ministro delle Riforme. L'anno dopo è di nuovo al Tesoro. E nel 2000 torna a Palazzo Chigi come presidente del Consiglio.

È ora considerato tra i leader principali dell'intera coalizione di centrosinistra, ha avuto un ruolo importante nell'Ulivo, prima, nell'Unione e quindi nel Partito Democratico.

Nel gennaio del 2002 Amato è stato nominato vicepresidente della Convenzione europea, chiamata a disegnare la nuova architettura istituzionale dell'UE. Ha anche presieduto la Commissione internazionale sui Balcani, nata nell'aprile 2004, su iniziativa e col supporto della Fondazione Robert Bosch Stiftung (Germania), della fondazione Re Baldovino (Belgio), della German Marshall Fund of the United States e della Charles Stewart Mott Foundation (US).

Per approfondire, vedi la voce elezioni politiche del 2006.

Al termine delle elezioni politiche del 2006 riceve un nuovo mandato parlamentare alla Camera, venendo eletto deputato nella circoscrizione Toscana.

Si è parlato di lui come un possibile successore di Carlo Azeglio Ciampi nella carica di Presidente della Repubblica Italiana: il suo nome è stato proposto dalla Casa delle Libertà. L'Unione ha preferito candidare Giorgio Napolitano, che è stato eletto al Quirinale.

Per approfondire, vedi la voce Governo Prodi II.

Il 17 maggio 2006 viene nominato Ministro dell'Interno nel Governo Prodi II.

Per approfondire, vedi la voce Partito Democratico (Italia).

Dal 23 maggio 2007 è divenuto uno dei 45 membri del Comitato nazionale per il Partito Democratico che riuniva i leader delle componenti del futuro PD; dopo la costituzione del partito, in quanto ex Presidente del consiglio aderente al partito, è componente di diritto del coordinamento nazionale del Partito Democratico.

Dal 30 settembre 2006 presiede il cosiddetto "Gruppo Amato" (formato da politici europei), ufficialmente chiamato "Comitato d'azione per la democrazia europea" (Action Committee for European Democracy, ACED) supportato dalla Commissione europea che ha inviato due suoi rappresentanti alle riunioni. Il gruppo ha avuto il mandato (non ufficiale) di prospettare una riscrittura della Costituzione europea basata sui criteri che erano emersi durante le consultazioni della Presidenza tedesca con le cancellerie europee. Il risultato è stato presentato il 4 giugno 2007: il nuovo testo presenta in 70 articoli e 12.800 parole circa le stesse innovazioni della Costituzione che aveva 448 articoli e 63.000 parole diventando un punto di riferimento per i negoziati che hanno portato al Trattato di riforma.

[modifica] Pubblicazioni

Ha scritto libri e articoli su diritto, economia, istituzioni pubbliche, libertà personali e federalismo.

  • Rapporti fra norma primarie e secondarie. Milano, A. Giuffré, 1962.
  • Il sindacato di costituzionalità sulle competenze legislative dello Stato e della regione : alla luce dell'esperienza statunitense. Milano, A. Giuffré, 1963.
  • La liberta personale. Atti del Congresso celebrativo del centenario delle leggi amministrative di unificazione. Vicenza, Neri Pozza, 1967.
  • Individuo e autorità nella disciplina della libertà personale. Milano, A. Giuffré, 1967.
  • L' ispezione politica del parlamento. Milano, A. Giuffré, 1968.
  • Commento allo statuto della Regione Lazio (a cura di). Milano, A. Giuffré, 1972.
  • Il governo dell'industria in Italia : Testi e documenti (a cura di). Bologna, Il Mulino, 1974.
  • Una Repubblica da riformare. Bologna, il Mulino, 1980.
  • Duello a sinistra : socialisti e comunisti nei lunghi anni '70 (con Luciano Cafagna). Bologna, il Mulino, 1982.
  • Democrazia e redistribuzione : un sondaggio nel Welfare statunitense. Bologna, il Mulino, 1983. ISBN 88-15-00043-7.
  • Due anni al Tesoro. Bologna, Il Mulino, 1990. ISBN 88-15-02508-1.
  • Manuale di diritto pubblico, (a cura di Giuliano Amato e Augusto Barbera). Bologna, Il Mulino, 1991. ISBN 88-15-03292-4.
  • Antitrust and the Bounds of Power : the dilemma of liberal democracy in the history of the market. Oxford, Hart Publishing, 1997. ISBN 1901362299.
  • Il gusto della libertà : l'Italia e l'antitrust. Bari, Laterza, 2000. ISBN 88-420-6185-9.
  • When the Economy is affected with a Public Interest. F.Snyder (Ed.), The Europeanisation of Law. Oxford, Hart Publishing, 2000.
  • Tornare al futuro. La sinistra e il mondo che ci aspetta (in collaborazione con Fabrizio Forquet). Bari, Laterza, 2002. ISBN 88-420-6554-4.
  • Noi in bilico. Inquietudini e speranza di un cittadino europeo (intervista di Fabrizio Forquet). Bari, Laterza, 2005. ISBN 88-420-7518-3.
  • Dialoghi post-secolari (con Vincenzo Paglia). Venezia, Marsilio, 2006. ISBN 88-317-8852-3.
  • Un altro mondo è possibile? Parole per capire e per cambiare (con Lucia Pozzi). Milano, Mondadori, 2006. ISBN 88-04-55710-9.

[modifica] Note

  1. ^ art 7 Decreto-legge 11 luglio 1992, n. 333. URL consultato il 12-11-2008. (Misure urgenti per il risanamento della finanza pubblica), convertito con modifiche in Legge 8 agosto 1992, n. 359. URL consultato il 12-11-2008.
  2. ^ sentenza n. 145 del 1995. Una copia è reperibile a questo indirizzo Consulta Online - Sentenza n. 143/1995. URL consultato il 12-11-2008.

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

Emblema della Repubblica Italiana Predecessore: Presidente del Consiglio dei Ministri Italiano Successore: Stendardo del Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana
Giulio Andreotti 28 giugno 1992 - 22 aprile 1993 Carlo Azeglio Ciampi I
Massimo D'Alema 25 aprile 2000 - 31 maggio 2001 Silvio Berlusconi II
Presidenti del Consiglio dei Ministri
Alcide De Gasperi | Giuseppe Pella | Amintore Fanfani | Mario Scelba | Antonio Segni | Adone Zoli | Fernando Tambroni | Giovanni Leone | Aldo Moro | Mariano Rumor | Emilio Colombo | Giulio Andreotti | Francesco Cossiga | Arnaldo Forlani | Giovanni Spadolini | Bettino Craxi | Giovanni Goria | Ciriaco De Mita | Giuliano Amato | Carlo Azeglio Ciampi | Silvio Berlusconi | Lamberto Dini | Romano Prodi | Massimo D'Alema
Predecessore: Ministro del Tesoro della Repubblica Italiana Successore:
Carlo Azeglio Ciampi 1999 - 2000 (Governi D'Alema I e D'Alema II) Vincenzo Visco I
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con
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Predecessore: Ministro degli Esteri della Repubblica Italiana Successore:
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Lamberto Dini 2001

ad interim

Renato Ruggiero II
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