Edoardo Bennato

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Edoardo Bennato
Edoardo Bennato
Edoardo Bennato
Nazionalità Italia Italia
Genere Rock and roll
Pop rock
Rhythm and blues
Musica d'autore
Periodo di attività 1959 – in attività
Etichetta Parade, Numero Uno, Dischi Ricordi, Virgin, Cheyenne Records,Universal Music Italia.
Gruppi Trio Bennato
Album pubblicati 40
Studio 19
Live 6
Raccolte 8
Gruppi e artisti correlati Eugenio Bennato, Giorgio Zito, Tony Esposito, Lucio Bardi, Tony Cercola, Roberto Ciotti, Gianna Nannini, Alex Britti, Blue Stuff, Herbert Pagani, Mogol, Bo Diddley, Bruno Lauzi, Roberto De Simone, Shel Shapiro, Enzo Avitabile
Sito web
« Eugenio dice che io sono un rinnegato,/ perché ho rotto tutti i ponti col passato: / guardare avanti, sì, ma a una condizione, / che tieni sempre conto della tradizione! »
(Rinnegato di Edoardo Bennato, 1973)
Premio Nastro d'argento migliore colonna sonora 2002

Edoardo Bennato (Napoli, 23 luglio 1946[1]) è un cantautore, chitarrista e armonicista italiano.

È ritenuto da molti critici e musicisti uno dei più grandi rocker italiani[2][3][4]; è stato il primo cantante italiano a riempire lo stadio milanese di San Siro con più di sessantamila persone, il 19 luglio 1980[5][6]; è stato inoltre il primo cantante italiano in assoluto a suonare l'armonica a bocca[7][8][9].

Tra gli altri primati, Edoardo Bennato ha anche quello di essere stato il primo artista ad aver pubblicato due album a distanza di soli 15 giorni, nel marzo 1980, Uffà! Uffà! e Sono solo canzonette[10][11] (dodici anni dopo Bruce Springsteen effettuerà la stessa operazione con i due album Human Touch e Lucky Town), e quello di essere stato, nel 1974 il primo cantante italiano ad essere etichettato dai giornalisti punk[12].

Chitarrista, armonicista e cantante, dopo un'esperienza londinese cominciò a proporsi come uomo orchestra suonando contemporaneamente, oltre alla chitarra e all'armonica, anche dei tamburelli, il kazoo e altre percussioni. L'influenza di grandi del rock e della musica pop (Dylan su tutti) caratterizzò subito il suo personaggio e la sua musica, nella quale però non potevano mancare influenze mediterranee e partenopee. Tra gli altri autori che ne hanno ispirato l'opera vanno citati anche Jimmy "Hammond" Smith, Paul Anka e Neil Sedaka. I suoi testi — specie quelli degli anni settanta — sono spesso ironici[13] e dissacranti[14][15] e rivolti in modo graffiante contro il potere, a qualsiasi livello e in qualsiasi forma si manifesti[16].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli esordi e gli anni '60[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Carlo Bennato, impiegato all'Italsider, e di Adele Zito, casalinga, fratello di Eugenio e di Giorgio, si accosta sin da piccolo alla musica, da un lato spinto dalla madre, che invoglia i figli a suonare e li manda a lezione da un maestro di fisarmonica[17], dall'altro dal rock'n'roll, che lo appassiona sin dal suo arrivo in Italia, anche grazie ai soldati americani di stanza a Napoli[18] (in particolare il giovane Edoardo è colpito da Paul Anka, Chuck Berry e Neil Sedaka[19]; altri influssi su Bennato provengono da cantanti napoletani come Renato Carosone, Aurelio Fierro e, soprattutto per il modo di cantare, Peppino di Capri[20]).

Con i fratelli forma nel 1958 il Trio Bennato, in cui Edoardo canta e suona la chitarra, Eugenio suona la fisarmonica e Giorgio le percussioni[21]; i tre iniziano ad esibirsi in vari locali cittadini (il Circolo Canottieri, il dopolavoro dell'Italsider, il Teatro Mediterraneo ed altri), e nel 1959 vengono chiamati come ospiti nel programma televisivo Il nostro piccolo mondo, realizzato da Zietta Liù[21]: è la prima apparizione televisiva per Bennato e i suoi fratelli.

Nello stesso anno a luglio, grazie all'armatore Aldo Grimaldi, i tre fratelli eseguono una serie di spettacoli in una crociera verso il Sudamerica e poi in Venezuela, apparendo anche nel programma televisivo Lo show de las doces, trasmesso da Canal 7[22].

Nel 1965 Bennato si diploma presso il liceo artistico di Napoli, e decide di trasferirsi a Milano per frequentare la facoltà di architettura, ma anche per mettersi in contatto con il mondo della discografia[23]: con questo obiettivo, su suggerimento della madre, contatta la Dischi Ricordi, di cui è direttore artistico Vincenzo Micocci, che è interessato all'artista. Vincenzo Micocci decide di ritornare a Roma e di fondare la Parade (insieme a Carlo Rossi e Ennio Morricone), per cui Bennato viene messo sotto contratto da questa etichetta, per cui incide il primo 45 giri, Era solo un sogno/Le ombre.

Inizialmente Micocci cerca di proporre "Era solo un sogno" a Bobby Solo ma, fallendo l'operazione, decide di farla incidere allo stesso Bennato. Sul retro viene inserita la canzone "Le ombre", dove Edoardo suona l'armonica, diventando così il primo cantante italiano in assoluto a suonare questo strumento[7][8][9]; entrambe le canzoni vengono scritte per quel che riguarda il testo insieme a Alessandro Portelli, professore di letteratura angloamericana all'Università la Sapienza di Roma e musicologo. Il disco, pubblicato nel 1966, non riscuote il successo sperato.

Bennato riprende gli studi a Milano, e qui ritrova un giovane cantautore che ha già avuto modo di incontrare nei suoi soggiorni romani, Herbert Pagani, presentatogli da Mia Martini; Pagani si interessa alle sue musiche, scrivendogli dei testi da abbinare, ed è così che nascono i successi di Cin cin con gli occhiali (1968), Ahi le Hawai (1969) e Fuoco bianco (1970), cantati da Pagani. Nel frattempo si laurea in Architettura.[24]

Edoardo Bennato nel 1969 dal vivo con il suo bassista Marco Ghirardelli

Il buon esito commerciale di questi dischi fa sì che la Numero Uno, la nuova casa discografica fondata da Mogol e Lucio Battisti, lo metta sotto contratto, grazie soprattutto all'intuito di Alessandro Colombini[25], facendogli incidere un 45 giri, Marylou (scritta insieme al fratello Eugenio, con testo di Mogol), con chiare influenze del rock'n'roll anni cinquanta, in particolare di Elvis Presley[26]; la canzone sul retro, La fine del mondo, è scritta da Edoardo su un testo di Herbert Pagani.

Edoardo Bennato nel 1969

Gli anni '70 ed il successo[modifica | modifica wikitesto]

In questo periodo Bennato scrive molte canzoni per altri autori: nel 1970 Perché... perché ti amo (insieme al fratello Eugenio per la musica, su testo di Mogol) per i Formula 3, nel 1971 Lei non è qui... non è là per Bruno Lauzi, che scrive il testo (nel disco di Lauzi Edoardo suona l'armonica a bocca). Nello stesso anno esce un secondo 45 giri, contenente 1941, cover di una canzone dallo stesso titolo di Harry Nilsson, scritta da Mogol e Alessandro Colombini, autore del testo del brano sul retro, Vince sempre l'amore. L'anno dopo è la volta di Goodbye Copenaghen e Marjorie, che sono le prime due canzoni a essere scritte interamente, testo e musica, da Edoardo. L'esito commerciale di questi dischi è però scarso, e Bennato, spinto anche da Alessandro Colombini (il quale, a causa di alcuni attriti avuti con Mogol, ha abbandonato la Numero Uno in favore della Ricordi) che si propone come suo produttore[27], decide di cambiare casa discografica e di passare alla Ricordi ottenendo da questa fiducia per la realizzazione di un intero LP. Scrive poi Un uomo senza una stella per Michele e The village per Bobby Solo; nel 1972 Perché perché, presentata da Giovanna a Un disco per l'estate e, nel 1973, Apri gli occhi bambina, ancora per i Nuovi Angeli.

Bennato, dopo aver trascorso qualche mese a Londra esibendosi suonando contemporaneamente oltre alla chitarra e all'armonica anche dei tamburelli, il kazoo e altre percussioni, torna a Milano dove incide il primo LP, Non farti cadere le braccia: si tratta di un lavoro sperimentale, dove tra canzoni ispirate (come il brano omonimo, Rinnegato e Campi Flegrei) vi sono alcune tracce che esulano dalla forma-canzone (Ma quando arrivi treno, MM o Tempo sprecato); oltre alla canzone scritta con Lauzi, Lei non è qui... non è là, eseguita in versione acustica. Dal sodalizio con Patrizio Trampetti, componente della Nuova Compagnia di Canto Popolare, nasce Un giorno credi, tra le sue canzoni più amate[28]. Nello stesso disco si trova Una settimana... Un giorno..., brano che verrà ripreso più volte dallo stesso autore con diversi arrangiamenti nel corso della sua carriera.

Il disco non riscuote un gran successo di vendita: l'edizione originale, apribile con un fiammifero in rilievo, ultimo di un'ipotetica scatola di Minerva, diventa una rarità di valore nel mondo dei collezionisti[29]. Per Bennato arrivano i primi passaggi radiotelevisivi, a Per voi giovani e ad Alto gradimento, e i primi concerti.

Le scarse vendite dell'album però spingono l'allora direttore artistico della Dischi Ricordi, Lucio Salvini, ad invitare il cantautore a smettere di cantare per dedicarsi alla professione di architetto[30].

La Ricordi, spinta dalle buone recensioni del disco, nel 1974 pubblica il secondo lavoro: si tratta di un concept album intitolato I buoni e i cattivi, sulla difficoltà di distinguere il bene dal male, e su come i concetti di buono e cattivo siano spesso intrecciati, come ben rappresenta la copertina, in cui compaiono due carabinieri (lo stesso Bennato e Raffaele Cascone) ammanettati tra loro[31]. Uno buono è dedicata al concittadino Giovanni Leone, presidente della Repubblica in carica. Anche la scuola è presa di mira come istituzione apportatrice di una cultura dominatrice[32] (In fila per tre); non mancano le critiche alle amministrazioni pubbliche (Ma che bella città), alle autorità (Bravi ragazzi) e alle classi dirigenti del dopoguerra (Arrivano i buoni). Viene riproposta Un giorno credi, già pubblicata nell'album d'esordio. Il disco riscuote un buon successo di vendite, entrando anche nelle classifiche.

Sempre nel 1974 esce un 45 giri contenente due nuove canzoni: Meno male che adesso non c'è Nerone e Parli di preghiere, di discreto successo; la prima sarà inserita nell'album successivo, Io che non sono l'imperatore, pubblicato dalla Ricordi agli inizi del 1975, mentre la seconda resterà inedita su LP (ma verrà inserita nella raccolta "Le Origini"). Anche Io che non sono l'imperatore vende discretamente: tra le canzoni più trasmesse dalle numerose trasmissioni radiofoniche ci sono Signor censore, Feste di piazza (con un testo scritto nuovamente da Patrizio Trampetti) e il "divertissement" di Io per te Margherita, dove Bennato si diverte a cantare ironicamente una triste storia d'amore. La canzone Affacciati affacciati è registrata dal vivo durante un concerto all'Università Bocconi di Milano, e prende di mira il Papa. La copertina raffigura sia all'esterno che all'interno la tesi di laurea di Bennato, e cioè un progetto per la realizzazione di una rete capillare della metropolitana di Napoli.

La torre di Babele esce nel 1976 e prosegue sulla strada dell'impegno sociale dei testi, ma con venature musicali più vicine al rock e al blues, sempre in chiave acustica, grazie anche alla presenza del chitarrista Roberto Ciotti e di Dario Iori alla chitarra e banjo tenore. Il disco contiene tutti i temi cari a Bennato, che si schiera contro la guerra, l'arrivismo, l'arroganza e il divismo della sua categoria (in Cantautore).

Bennato nel 1982 a Venezia

Nel 1977 esce Burattino senza fili, un disco che, sulla falsariga della storia del burattino di Collodi, analizza, critica e sentenzia su alcuni importanti aspetti sociali e filosofici che interessano la vita: il conflitto tra la sincerità dei piccoli e l'ipocrisia dei "grandi" (in Quando sarai grande); l'arroganza dei potenti e dei privilegiati (in In prigione, in prigione); la strumentalizzazione ipocrita della femminilità (in La fata); lo stato di isolamento in cui si trova chi cerca di dire qualcosa di semplice e sensato, senza secondi fini né interessi personali (in Tu grillo parlante)[33]. Questi temi torneranno anche nei dischi successivi e sono già abbozzati in quelli precedenti. Ma qui trovano una organicità notevolissima, grazie anche alle scelte musicali che spaziano dal rock alla musica da camera in un impasto variegato di stili che riesce a cogliere da ognuno di essi le caratteristiche e le espressioni che più si adattano al messaggio di ciascun brano[34].

I tre anni di silenzio successivi (escluse le versioni in inglese de La torre di Babele e Cantautore) preludono al momento più fortunato della carriera di Edoardo Bennato, che produce un altro disco ispirato a una favola, quella di Peter Pan, che affianca Burattino senza fili. L'album è Sono solo canzonette, titolo che riassume il pensiero dell'autore[35].

Ma, con qualche giorno di anticipo, senza aver comunicato la cosa né ai giornalisti né al pubblico, e tantomeno ai media, esce Uffà! Uffà!, disco irriverente anche per i contenuti folli e dissacratori di cui è ricco, nel quale sembra prevalere un'ispirata componente di divertimento e di distacco dal politicamente corretto che dà a Edoardo la possibilità di prendere e prendersi in giro con grande libertà e ironia. Non manca l'impegno sociale, almeno nel brano che dà il titolo al disco: una rabbiosa quanto magistrale incursione addirittura nel punk-rock, con testo a sfondo ecologico in cui 'Edo' tenta di spiegare quanto siano ridicole le ragioni delle guerre per il petrolio. È un album pensato sempre in chiave ironica e autoironica, senza mai eccedere nell'insulto, nello sberleffo, e tantomeno nella volgarità (eccetto lo sputo di protesta annunciato, proprio al termine dell'ultima canzone Uffà! Uffà)[36].

Pochi giorni dopo l'uscita di Uffà! Uffà, prendendo in contropiede il pubblico, critica, giornali e televisioni che in quel periodo lo tallonavano e che avevano ascoltato il disco non capendo come mai la canzone presentata precedentemente in televisione non vi comparisse, viene finalmente distribuito Sono solo canzonette. La favola di Peter Pan è il pretesto per sottolineare ancora una volta che il modo di pensare e di agire delle cosiddette persone serie, rispettate, consapevoli, equilibrate, colte, istruite, spesso sconfina nell'arroganza e nella presunzione e non riesce a soddisfare l'istinto di libertà e fantasia che è dentro ogni persona[37]. Il brano L'isola che non c'è è quello maggiormente ispirato. Si sviluppa da una frase ricopiata testualmente dalla fiaba e accompagnata da un arpeggio di chitarra acustica che poco per volta viene affiancata da una chitarra a 12 corde, dal contrabbasso e da un leggero tappeto di tastiere, fino alla climax creata da un assolo di armonica a bocca: un piccolo manuale di rock popolare che sottolinea un testo di altissimo valore poetico ed evocativo[38]. Altri brani si muovono tra il rock e la musica lirica, tra echi rinascimentali e swing, tra sintetizzatori e ciaramelle, fino a quello che forse può essere considerato il manifesto spirituale dell'autore[35]: "sono solo canzonette, non mettetemi alle strette"; in mezzo a tanti che coltivano la propria immagine di filosofi e di santoni, Edoardo Bennato confessa di non avere risposte da suggerire agli adepti. Il successo è notevole, i concerti dell'artista napoletano richiamano decine di migliaia di persone e Bennato riesce, il 19 luglio 1980, primo tra gli italiani[6], a riempire lo stadio milanese di San Siro con più di sessantamila persone, oltre ad avere il pienone negli stadi di tutta Italia[6], partendo con le sessantamila persone accorse al San Paolo di Napoli e con le 50.000 del Comunale di Torino, totalizzando in totale mezzo milione di persone in tredici date.

Durante il tour viene registrato un programma televisivo in due puntate, ...e invece no...e invece sì - Pensieri, parole, musica e dubbi di Edoardo Bennato, curato da Gianni Minà, con alcune canzoni tratte da vari concerti (in particolare da quello di Milano) ed interviste al cantautore ed ai suoi collaboratori, trasmesso il 13 e il 21 maggio 1981 su Raidue[39]; nel 2007 il programma è stato pubblicato su DVD con il titolo Invece no - Invece sì.

Gli anni '80[modifica | modifica wikitesto]

Bennato nel 1985

Edoardo Bennato è diventato uno dei cantautori più acclamati in Italia, le parole delle sue canzoni vengono lette nelle scuole e lui sembra quasi trovarsi nella posizione di profeta-santone che aveva tanto esorcizzato nelle sue stesse canzoni[40].

Il momento è perfetto per riprendere un brano di Ry Cooder, cambiandone le parole, per pubblicarlo in un 45 giri, dal titolo E invece no, nel quale ancora una volta Edoardo prende in giro sé stesso come cantautore di successo[41]. Un altro singolo viene poi pubblicato con un orecchiabile motivo caraibico (Nisida), andando ad affiancarsi all'altro reggae che stava sul retro di E invece no, Canta appress'a nuie. I tre brani vengono subito apprezzati dal pubblico ed entrano stabilmente a far parte del repertorio dal vivo.

All'apice del successo Edoardo Bennato torna in sala di registrazione con l'idea di registrare un grande musical sulla trama della fiaba del pifferaio magico rivisitata in chiave moderna. Il risultato è il disco È arrivato un bastimento, che riscuote meno successo dei precedenti, per cui la realizzazione del musical viene accantonata. Il disco è realizzato con l'apporto di una produzione di alto livello, e di musicisti e tecnici di fama internazionale, con l'ormai consueta miscela di stili musicali, dalla lirica al rock duro, dal popolare allo ska, dal mandolino all'elettronica.

Ed è proprio su questo, l'elettronica, che sembra concentrarsi l'attenzione dell'autore quando di fronte allo Specchio delle mie brame (estemporanea sortita nella favola di Biancaneve) viene a sapere che c'è qualcuno più bravo, più apprezzato di lui; qualcuno che ha più successo, che piace di più alla gente, che fa ballare tutti con un ritmo perfetto. È il computer, che nella musica degli anni ottanta ha preso il sopravvento sull'abilità tecnica dei musicisti e che spopola nelle discoteche dove solo pochi anni prima la gente si entusiasmava al suono delle chitarre (vere) di Capitan Uncino.

Nel 1984 viene pubblicato il primo disco dal vivo, il cui titolo È goal è preso dall'inedito che ha fatto anche da sigla per quella stagione al rotocalco televisivo La domenica sportiva. Riprendono l'energia e le sonorità degli spettacoli dal vivo brani storici come La Torre di Babele, Cantautore (che già era nata live), Un giorno credi, oltre a portare su un album due brani dei recenti singoli, sia Nisida, sia Canta appress'a nuje, anch'essa incisa "sul palco".

Nel 1985 esce il parzialmente deludente Kaiwanna, il disco di rottura con la propria tradizione musicale, ricco di suggestioni elettroniche, completamente privo dei suoni acustici che avevano caratterizzato gran parte delle produzioni precedenti e logica conseguenza delle considerazioni che lo Specchio delle mie brame aveva suggerito: il computer domina incontrastato, accanto a chitarre rigorosamente elettriche e a un uso molto esteso delle tastiere elettroniche. Tuttavia le vendite, in diminuzione rispetto al disco precedente, causano la rottura del contratto con la Dischi Ricordi, e Bennato passa alla Virgin Dischi.

OK Italia esce nel 1987 e prosegue nella proposizione di un suono assolutamente slegato dalla genuinità elettro-acustica del passato[42]; il lavoro gode di un buon successo commerciale, trainato dal brano che dà il nome all'album e dal relativo video, dove compaiono quali protagonista Miss Italia 1984 Susanna Huckstep e come comparsa una giovane Simona Tagli. Fa seguito nello stesso autunno un doppio disco dal vivo intitolato semplicemente Edoardo, cui segue un mini LP pubblicato nell'estate seguente, Il gioco continua, realizzato con l'amico Tony Esposito. Contiene due cover, due brani già editi, e la versione studio di Chissà chissà, registrata prima solo nel doppio dal vivo.

Un buon successo commerciale è ottenuto anche nel 1989 da Abbi dubbi, che, grazie al brano Viva la mamma, può essere considerato l'ultimo successo discografico di Edoardo Bennato.

Negli anni successivi, non mancano tuttavia produzioni di rilievo. È il caso di Edo rinnegato, che esce nel 1990 e che consiste nella registrazione di brani composti a partire dal 1973, in chiave rigorosamente acustica. Ritornano a collaborare Roberto Ciotti, ormai affermatosi come importante chitarrista blues (e autore, tra l'altro, delle colonne sonore dei film Turné e Marrakech Express di Gabriele Salvatores); Lucio Bardi, che da qualche anno si era spostato nella banda di Francesco De Gregori; Luciano Ninzatti; oltre alla collaborazione artistica di Massimo Tassi per gli arrangiamenti. Nel disco i brani più datati non risentono molto dell'operazione di rifacimento, data la già forte componente acustica delle versioni originali. Sono i brani più recenti che trovano invece nuova linfa dalla scelta di proporne la semplice struttura armonica e melodica, tralasciandone gli appesantimenti elettronici delle versioni originali[43].

Nel 1990 ha inciso in coppia con Gianna Nannini il brano Un'estate italiana, inno ufficiale in lingua italiana dei mondiali di calcio Italia '90, la cui versione in lingua inglese, To be number one è composta da Giorgio Moroder, di cui hanno scritto il testo e curato l'arrangiamento. Tra gennaio e settembre, con qualche intervallo, Notti magiche risulterà il singolo più venduto in Italia e, storicamente, l'ultimo 45 giri a ottenere un massiccio riscontro commerciale prima della sua sparizione dal mercato discografico.[43]

Edoardo Bennato in concerto nel 2007.

Gli anni '90[modifica | modifica wikitesto]

Interessante è anche l'episodio del 1992 intitolato È asciuto pazzo 'o padrone, uscito sotto lo pseudonimo di Joe Sarnataro. L'album propone una serie di brani blues-elettrici in pieno Stile Chicago, con testi cantati in dialetto napoletano, in un tono di ironica denuncia dei difetti (e dei pregi) della città di Napoli e della napoletanità. In questo, Edoardo è aiutato da un gruppo di musicisti, i Blue Stuff, che, dal vivo, nella successiva tournée rivisitano anche la precedente produzione discografica di Bennato. In una veste decisamente diversa rispetto al passato, Edoardo Bennato sfodera la sua grande abilità vocale per riproporre gli stilemi classici del blues in modo estremamente efficace[44].

Nel successivo album Il paese dei balocchi, la canzone Attento Joe, riferita all'alter ego Sarnataro, denuncia il potere della Rai e dei suoi dirigenti che, per consentire un passaggio nelle trasmissioni della rete nazionali, impongono la scelta di alcune località in cui tenere i concerti. In particolare Bennato in questo testo fa riferimento al giornalista Gianni Raviele e alla sua Rassegna di Spettacolo e Cultura San Martino Arte, nel suo paese natale, San Martino Valle Caudina. Per questa vicenda Bennato non venne invitato alla trasmissione Prisma[45].
E tanto per farti un esempio / se vuoi andare al Telegiornale / sotto quelle Forche Caudine / di San Martino ci devi passare...
Bennato stesso, "mascherato" da Joe Sarnataro, si era infatti esibito in questa località amena, al pari dei più significativi artisti italiani sulla cresta dell'onda.
Attento Joe, bada a quello che fai, fai / non tirare troppo la corda, o te ne pentirai - rai!

Anticipandone l'uscita con l'esecuzione de "La frittata è fatta" al Concerto del Primo Maggio 1994 a Piazza San Giovanni, nello stesso anno pubblica "Se son rose fioriranno". Il titolo del disco è tratto da un verso del ritornello del brano "In nome del popolo italiano", che eseguirà puntualmente durante le puntate del Festivalbar. L'intero album prende spunto dal delicato contesto politico italiano, con le nuove spinte secessioniste e le divisioni tra nord e sud. La frittata è fatta è proprio un'ironica presa d'atto dell'eventuale separazione dell'Italia in più stati federali e di come la notizia possa essere interpretata e giudicata dai tanti che all'inizio del secolo emigrarono oltre-oceano e hanno ancora nel cuore l'Italia unita di Giuseppe Garibaldi. Di rilievo, nell'album, spesso eseguita dal vivo negli anni successivi e anche nel Duemila, Meglio Topolino, che riprende la vena favolistica degli anni d'oro.

Nel gennaio del 1995 Edoardo Bennato è vittima di un gravissimo incidente stradale in Romagna, nel quale perde la vita la sua compagna. Qualche tempo dopo il cantautore perde anche la madre. Nei giorni successivi Edoardo scrive i brani de "Le ragazze fanno grandi sogni", album radicalmente diverso da tutta la sua produzione ventennale e dedicato all'universo femminile. Nel brano "Per attraversare il mondo" alcuni rumori in sottofondo di automobili nel traffico sembrerebbero evocare gli attimi che hanno preceduto l'incidente stradale. Il disco non supera i dati di vendita che si attendevano, seppur vi siano brani tra i migliori della produzione recente dell'artista: Le ragazze fanno grandi sogni, Cerco il mio amore, Perché (originariamente in chiave jazz, nel 2010 risuonata insieme a Morgan con arrangiamento rock'n'roll), Afferrare una stella.

Nel tour successivo Edoardo divide il concerto in tre set. Nella prima parte suona con chitarra acustica ed armonica insieme al Solis String Quartet, riarrangiando brani vecchi (Dotti medici e sapienti, Un giorno credi, L'Isola che non c'è, Mangiafuoco) e nuovi (Chi non salta, Tutti, Le Ragazze fanno grandi sogni) con il quartetto d'archi. Nella seconda parte è one man show con il medley che eseguirà d'ora in poi per sempre nei live (Abbi Dubbi, Sono Solo Canzonette, Il Gatto e la volpe) e suonando da solo Perché. La terza parte, con basso e batteria e Guido Migliaro e Francesco Frullone alle chitarre elettriche, chiude il concerto in chiave rock con ripescaggi come Vendo Bagnoli, Nisida, Il Rock di Capitan Uncino, nonché brani nuovi come Che ci sei. Nel finale la band rock e il Solis String Quartet eseguono insieme La Chitarra come bis, anticipando il percorso di coesistenza sul palco di orchestra rock e quartetto d'archi che Edoardo Bennato riuscirà a completare artisticamente solo nel 2010 durante il tour Le vie del rock sono infinite.

Al termine di questo periodo, esce Quartetto d'archi, cartolina del tour 1996 e greatest hits di Edoardo in chiave classicheggiante contenente persino due duetti con Katia Ricciarelli.

Per l'album successivo Edoardo sposta ancora la sua attenzione musicale verso altri lidi, questa volta verso l'Irlanda ed il nuovo rock folk oltremanica. Nel 1998 esce Sbandato, un album decisamente più vivace del precedente, seppur ancora riecheggiano in molte canzoni i drammi che riaffiorano e in particolare brani come "Sbandato", "Credo solo a te", "Povero Amore" confermano la sconfinata fiducia che l'artista dichiara nei confronti del genere femminile, visto come la sfera del buon senso dell'umanità, da contrapporre alla sfera maschile, che è quella del potere e della prevaricazione sociale. Il tema dell'album è la verità, che Edoardo affronta in Galileo e ne "I gemelli della verità", canzone dove riesplode l'ironia e lo sberleffo che hanno reso celebre e popolare l'artista. Tuttavia, complice anche un drastico riassetto della casa discografica nella cui scuderia milita attualmente Edoardo, l'album non ottiene né passaggi radiofonici, né promozione sufficiente ad alzare le vendite di un disco che rimane un flop discografico.

Gli anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

Il cambio di casa discografica e la colonna sonora per spot Tim aprono nuove porte all'artista che si affaccia nel 2000 togliendosi finalmente qualche soddisfazione professionale. Escono due importanti greatest hits che, da un lato, fanno conoscere ad una nuova generazione di pubblico i grandi successi (è il caso di "Sembra Ieri", contenente tre inediti insieme alle versioni originali di Viva la Mamma, Ok Italia e riarrangiamenti di Meno male che adesso non c'è Nerone, Capitan Uncino, Il Gatto e la Volpe, ecc...), dall'altro a far (ri)scoprire al pubblico brani anche tra i più recenti finora completamente ignorati (è il caso di "Afferrare una stella", doppio cd, con Fantasia, Sbandato, Colpa dell'America, Guarda là). Bennato in questi anni non cesserà mai la sua attività concertistica che, seppur lontana dai grandi concerti negli stadi, lo fa viaggiare in lungo e largo per la penisola riempiendo le piazze e attestandosi in media sui 35-40 concerti ogni estate.

Nel 2001 collabora con il DJ italiano Gigi D'Agostino per il remix del suo brano Un giorno credi. Nel 2002 scrive con Gino Magurno e Ornella Della Libera Lo stelliere, canzone vincitrice del 45° Zecchino d'Oro. Nel 2003 Edoardo torna infatti al pubblico con il disco L'uomo occidentale, prodotto in gran parte sull'onda degli avvenimenti sociali e politici che sconvolgono il quadro internazionale. Aspra, come sempre, e soprattutto agli inizi della carriera, è la critica all'arroganza del mondo occidentale e alla violenza di chi cerca di porvi rimedio. Accanto alle ormai solite citazioni, non mancano spunti interessanti.

È il caso di A cosa serve la guerra, eseguita e composta con l'apporto del fratello Eugenio, e di Non è amore, frutto dell'evoluzione di un'idea che aveva visto la prima luce nel 2001, sulla colonna sonora del film Il principe e il pirata di Leonardo Pieraccioni. Edoardo è sorretto tra l'altro da un gruppo estremamente energico ed efficace, gli Hillside di Napoli, guidati dai fratelli Gennaro Scarpato, alla batteria, e Giuseppe Scarpato, alle chitarre. La conclusione del disco è affidata a una riproposizione in chiave "gucciniana" del carme di Alessandro Manzoni intitolato Marzo 1821. Edoardo si diverte a cantare alla maniera di Francesco Guccini il testo manzoniano.

Nel 2005 viene pubblicato l'album La fantastica storia del Pifferaio Magico. È un rifacimento di È arrivato un bastimento condito da qualche inedito e altre cover, e coinvolge cantanti italiani aventi grande successo commerciale (Jovanotti, Raf, Negrita, Piero Pelù, Irene Grandi, Max Pezzali). Rimane aperto il canale che collega Edoardo ad Alex Britti, in coppia col quale Edoardo pubblica, nel 2006, un singolo dal titolo Notte di mezza estate, e dopo una turné con Britti, Edoardo torna a ingaggiare gli Hillside per proseguire l'attività dal vivo e proporre una sessione in studio, prodotta dall'etichetta napoletana Cheyenne Records (fondata dallo stesso Bennato insieme ai suoi fratelli Eugenio e Giorgio), ancora una volta con la collaborazione artistica di Massimo Tassi.

Alla fine del 2007 Bennato torna in studio di registrazione e incide una serie di canzoni che fino all'inizio del 2008 non riescono a trovare uno sbocco discografico adeguato. Nell'attesa, egli propone alcuni brani al suo pubblico attraverso il proprio sito Internet e una pagina appositamente creata su MySpace. Nel giugno del 2008 decide di pubblicare un ulteriore disco dal vivo, però anche in questo caso parzialmente suonato in studio di registrazione, dal titolo Canzoni Tour 2008, che contiene tre brani inediti e le versioni dal vivo dei brani eseguiti nei concerti. Il disco viene pubblicato ancora con l'etichetta Cheyenne Records.

Nel 2009 ha suonato l'armonica a bocca nell'ultimo disco di Claudio Baglioni Q.P.G.A., nella canzone Stazione Termini.A ottobre 2009 sigla un contratto che lo legherà alla Universal Music Italia per la produzione di un nuovo disco che uscirà nei primi mesi del 2010. Il 22 gennaio 2010 esce il singolo È lei con etichetta Universal Music Italia, che prelude all'uscita dell'attesissimo album di inediti con la produzione di Fabrizio Barbacci, già produttore di Ligabue e Negrita. Il 18 febbraio viene invitato come ospite alla terza serata di Sanremo 2010, dove si esibisce cantando alcuni suoi pezzi storici. Il 5 marzo 2010 esce, dopo 7 anni dall'ultimo, l'album di inediti Le vie del rock sono infinite.

Il 4 aprile 2010 dopo il buon successo in radio del primo singolo È lei esce il secondo singolo dall'ultimo album intitolato In Amore. Nel 2010 suona al Concerto del Primo Maggio; al termine della sua esibizione, durante la canzone In prigione, in prigione, si fa portare via a forza da due attori travestiti da carabinieri, dopo aver recitato alcuni versi tratti da Il giuramento di Pontida di Giovanni Berchet[46]. Il 4 giugno 2010 ha ricevuto il Premio Mogol per il testo della canzone È lei, a pari merito con Simone Cristicchi.

Il 9 novembre 2010 pubblica il live Mtv Classic Storytellers (CD+DVD), registrazione del concerto del 10 settembre tenuto presso le Officine Meccaniche di Milano, con la produzione di Giuseppe Scarpato e Raffaele Lopez, e con la partecipazione di ospiti come i Finley, Roy Paci, Giuliano Palma & The Bluebeaters e Morgan.[47][48] Nel corso della trasmissione "Centocinquanta" del 16 marzo 2011, per i 150 anni dell'Unità d'Italia, Edoardo ha presentato il nuovo singolo Italiani. Il 23 dicembre pubblicò su YouTube un inedito dal titolo "La Sapienza", scritto nel 2008.

Il 1º febbraio 2011 trasmette in diretta streaming un concerto organizzato presso il The Place di Roma[49]. Nell'ultima parte del live intervengono anche Luca Barbarossa, Neri Marcorè, alcuni componenti dei Finley e Nino Frassica. La registrazione del concerto sfocia nella realizzazione di un CD più DVD, dal titolo Canzoni Tour 2011[50].

La canzone "Italiani" è stata riproposta, con grande successo, durante il Concerto del Primo Maggio del 2011 di piazza San Giovanni a Roma. L'esibizione dell'artista iniziata con L'Isola che non c'è, il suo più grande classico, è proseguita appunto con il suo inedito sul 150º dell'Unità d'Italia. Bennato ha poi chiuso il suo set con Rinnegato. Nel 2009, dove Edoardo presentò Il Paese dei Balocchi, Affacciati affacciati, Signor Censore e Rinnegato, la diretta televisiva fu interrotta perché era oltrepassata la mezzanotte. Nel 2010, addirittura, si parlò di censura per lo stacco per la pubblicità quando, dopo È Lei, in un intermezzo di In prigione in prigione, Bennato inscenò un suo arresto da parte di due figuranti vestiti da Carabinieri (operazione scenica già proposta nei primi anni novanta, al tempo di Mani Pulite).

Nel 2011 prende parte anche allo Spiaggia 101 tour. Esce a luglio il singolo La mia città, dedicato alla sua Napoli, un progetto indipendente nato dall'incontro del cantautore partenopeo con Lorenzo Suraci, presidente di RTL 102.5. Nello stesso anno scrive il testo di Necessaria e sufficiente (su musica del fratello Giorgio Zito) per Luca Napolitano pezzo inserito nell'album "Fino a tre".Nel pezzo c'è un assolo di Bennato all'armonica.

Nel 2012 scrive Ma quale musica leggera per Loredana Berté che uscirà successivamente il 1º giugno 2012. Sempre nello stesso pezzo Edoardo Bennato contribuisce suonando l'armonica[51]. Nello stesso anno reinterpreta uno dei suoi successi Meno male che adesso non c'è Nerone insieme al rocker Pino Scotto. Il 6 ottobre 2012 torna ad'esibirsi nel suo quartiere natale, all'Arenile Reload, con il concerto "Bagnoli la svendiamo al miglior offerente... o ce la teniamo per noi?".

Nel 2013 per l'allestimento del nuovo musical "Pinocchio il paese dei balocchi" Bennato pubblica il singolo "Al diavolo il grillo parlante", che suscita polemiche nel web e nei social network per l'esplicito riferimento a Beppe Grillo leader del Movimento 5 Stelle. L'ironia di Bennato, da sempre controcorrente, si scaglia verso il comico-politico personaggio del momento, un grillo parlante a cui Pinocchio, come sempre, non vuole dare retta. Bennato sta inoltre lavorando alla preparazione di un nuovo disco di cui, per ora, non si conoscono dettagli.

Nel 2014 in occasione dei Mondiali di Calcio in Brasile prepara la nuova sigla ufficiale di Mediaset dal titolo "Chi sogna segna" per la trasmissione sportiva Tiki Taka.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album di studio[modifica | modifica wikitesto]

Album dal vivo[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte di riarrangiamenti[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Colonne sonore[modifica | modifica wikitesto]

EP[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Discografia estera[modifica | modifica wikitesto]

45 giri[modifica | modifica wikitesto]

CD[modifica | modifica wikitesto]

Videografia[modifica | modifica wikitesto]

VHS[modifica | modifica wikitesto]

DVD[modifica | modifica wikitesto]

Canzoni scritte da Edoardo Bennato per altri artisti[modifica | modifica wikitesto]

Canzoni di Edoardo Bennato reinterpretate da altri artisti[modifica | modifica wikitesto]

Canzone Artista Anno Incisione
Cantautore (Solitaire - traduzione in francese) Antoine 1981 Solitaire
Feste di piazza Patrizio Trampetti & Letti sfatti 2009 Come fiori tra i marciapiedi e l'asfalto
La torre di Babele (La tour de Babel - traduzione in francese) Antoine 1981 Solitaire
L'isola che non c'è Alex Britti 2008 Alex Britti MTV Unplugged
Salviamo il salvabile Fratelli di Soledad 1994 Salviamo il salvabile
Tutto sbagliato, baby Mia Martini 1994 La musica che mi gira intorno
Uffà! Uffà! Folkabbestia 2006 25-60-38. Breve saggio sulla canzone italiana
Un giorno credi Gianni Morandi 1980 Cantare
Un giorno credi Gigi D'Agostino 2001 L'amour toujours (I'll Fly with You)
Un giorno credi Patrizio Trampetti 2005 Un giorno credi
Una settimana, un giorno Luca Bonaffini 1997 Prima di oggi era già domani
Una settimana, un giorno Velvet 2002 Cose comuni
Venderò (Je viendrai - traduzione in francese) Antoine 1981 Solitaire
Venderò Luca Carboni 2009 Musiche ribelli

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • È nato nella periferia industriale di Napoli, nel quartiere Bagnoli una volta sede dell'Italsider, in viale Campi Flegrei 55. Il numero civico ricorre nel nome delle edizioni musicali (chiamate appunto Cinquantacinque) di molti suoi lavori e inoltre nel video della canzone Viva la Mamma si vede il cantante con una maglietta tipo football americano con scritto Campi Flegrei 55.
  • Oltre a Eugenio ha un altro fratello di nome Giorgio, anch'egli musicista, che ha scelto come nome d'arte Zito, il cognome da nubile della madre Adele.
  • La canzone "Cosí non va Veronica" tratta dall'album "Uffà! Uffà!" del 1980 è presente nel film "Rimini Rimini" (1987) diretto da Sergio Corbucci.
  • In una puntata del 1997 della soap Un posto al sole interpreta sé stesso.
  • Ha una figlia di nome Gaia, nata nel 2005.
  • È membro onorario dell'Ordine degli Architetti, Paesaggisti, Pianificatori e Conservatori di Napoli.
  • In un concerto del 1984 allo "Stadthalle" di Vienna, ha sostituito per due ore Joe Cocker, che non poté esibirsi in quanto si era ubriacato prima dello spettacolo.
  • Nel settembre del 1981 è stato arrestato con l'accusa di diffamazione aggravata nei confronti dell'allora questore di Taranto Musumeci, definito dallo stesso Bennato "un imbecille". La frase incriminata era stata pronunciata sul palco durante un concerto per il quale il questore non aveva dato agli spettatori il permesso di occupare il prato antistante il palco.
  • Il brano Affacciati affacciati è stato scritto per papa Paolo VI.
  • La sua tesi di laurea in architettura è incentrata sulla "Ristrutturazione della zona dei Campi Flegrei con particolare riferimento alle reti di trasporto urbano collettivo".
  • Il 15 gennaio 1995 è stato coinvolto in un incidente autostradale costato la vita alla sua fidanzata, Paola Ferri, studentessa di psicologia ventitreenne di Scandiano, in provincia di Reggio Emilia, che viaggiava con lui[55]. Nello stesso anno Bennato ha perso anche la madre.
  • Nel 2002 ha scritto con la collaborazione di altri autori la canzone "Lo Stelliere", vincitrice della 45ª edizione dello Zecchino d'Oro

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ In internet erroneamente è riportato, in molti siti, il 1949 come anno di nascita; l'anno di nascita è il 1946 (cfr.: http://www.mondi.it/almanacco/voce/10038001 e anche Francesco Donadio, Edoardo Bennato. Venderò la mia rabbia, Arcana Editore, Roma, 2011, pag. 19)
  2. ^ «Bennato per me è stato la più grande rockstar italiana. Nessuno è riuscito a superarlo», così ha affermato Ellade Bandini nel 2011; cfr.:Francesco Donadio, Edoardo Bennato. Venderò la mia rabbia, Arcana Editore, Roma, 2011, pag. 274
  3. ^ «Il concerto di San Siro del 19 luglio 1980 è stata una serata da raccontare ai nipotini...."Mi ricordo che anni fa..."'...di gran lunga il miglior concerto italiano degli anni '70-80», secondo Carlo Massarini, in Carlo Massarini, Dear Mister Fantasy, Rizzoli editore, Milano 2009
  4. ^ «La forza carismatica di Edoardo raggiunge l'apice proprio in quegli anni, 1976-1980...con una voce, la chitarra, il kazoo, l'armonica. Lui da solo era una forza della natura», Maria Laura Giulietti, in Francesco Donadio, Edoardo Bennato. Venderò la mia rabbia, Arcana Editore, Roma, 2011, pag. 174
  5. ^ Francesco Donadio, Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia, Arcana Editore, Roma, 2011, pag. 271-276
  6. ^ a b c La Stampa - Consultazione Archivio
  7. ^ a b Luigi Granetto, Michelangelo Romano e Giuseppe Vettori, Edoardo Bennato. Un mondo in canzonetta, edizioni Lato Side, 1980, pag. 35
  8. ^ a b √ SALVIAMO IL SALVABILE - Edoardo Bennato - Recensione - Rockol
  9. ^ a b Francesco Donadio, Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia, Arcana Editore, Roma, 2011, pag. 39
  10. ^ Aldo Foglia, Così è se vi pare, Baldini Castoldi Dalai Editore, Milano, 2008, pagg. 68-70
  11. ^ Francesco Donadio, Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia, Arcana Editore, Roma, 2011, pagg. 246-256
  12. ^ Manuel Insolera, recensione del 45 giri Salviamo il salvabile/Ma che bella città, pubblicata su Ciao 2001 n° 5 del 3 febbraio 1974; la frase in questione è la seguente: "Ci troviamo forse di fronte al primo musicista italiano autenticamente e genuinamente punk?Parrebbe proprio di sì"
  13. ^ Bennato Dal Vivo Con Rock E Ironia - La Repubblica
  14. ^ Edoardo Bennato, il rinnegato in concerto sulle nevi di Aprica
  15. ^ Piazza Verdi gremita per il concerto gratuito di Bennato - Cronaca - il Tirreno
  16. ^ Edoardo Bennato nell’Enciclopedia Treccani
  17. ^ http://www.peterpanilmusical.com/musichetta.swf
  18. ^ Edoardo Bennato, rock 'n roll made in Napoli | Snav Magazine
  19. ^ Ultrasuoni Edizioni Musicali :: Edoardo Bennato :: Biografia
  20. ^ Edoardo Bennato - BIOGRAFIA
  21. ^ a b Francesco Donadio, Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia, Arcana Editore, Roma, 2011, pag. 23
  22. ^ Francesco Donadio, Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia, Arcana Editore, Roma, 2011, pag. 24
  23. ^ √ Edoardo Bennato: biografia e discografia essenziale su Rockol - Rockol
  24. ^ Gigi Vesigna, La gavetta dei VIP? in Oggi, 12 giugno 2013, p. 94-98.
  25. ^ Biografia Alessandro Colombini - AngoloLibri
  26. ^ Francesco Donadio, Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia, Arcana Editore, Roma, 2011, pag. 50
  27. ^ Francesco Donadio, Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia, Arcana Editore, Roma, 2011, pag. 67
  28. ^ Francesco Donadio, Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia, Arcana Editore, Roma, 2011, pag. 84-85
  29. ^ Edoardo Bennato
  30. ^ L'episodio è stato raccontato dallo stesso Bennato in Maurizio Becker, Forever Young, intervista ad Edoardo Bennato pubblicata in Musica Leggera n° 10 di aprile 2010, pag. 6
  31. ^ Francesco Donadio, Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia, Arcana Editore, Roma, 2011, pag. 119-120
  32. ^ Francesco Donadio, Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia, Arcana Editore, Roma, 2011, pag. 122-123
  33. ^ Francesco Donadio, Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia, Arcana Editore, Roma, 2011, pag. 203-205
  34. ^ Francesco Donadio, Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia, Arcana Editore, Roma, 2011, pag. 206-207
  35. ^ a b Francesco Donadio, Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia, Arcana Editore, Roma, 2011, pag. 261-262
  36. ^ Francesco Donadio, Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia, Arcana Editore, Roma, 2011, pag. 245-252
  37. ^ Francesco Donadio, Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia, Arcana Editore, Roma, 2011, pag. 255-262
  38. ^ Francesco Donadio, Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia, Arcana Editore, Roma, 2011, pag. 259-260
  39. ^ Francesco Donadio, Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia, Arcana Editore, Roma, 2011, pag. 279
  40. ^ Francesco Donadio, Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia, Arcana Editore, Roma, 2011, pag. 254
  41. ^ Francesco Donadio, Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia, Arcana Editore, Roma, 2011, pag. 281
  42. ^ Francesco Donadio, Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia, Arcana Editore, Roma, 2011, pag. 294
  43. ^ a b Francesco Donadio, Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia, Arcana Editore, Roma, 2011, pag. 298
  44. ^ Francesco Donadio, Edoardo Bennato - Venderò la mia rabbia, Arcana Editore, Roma, 2011, pagg. 298-299
  45. ^ Bennato a Prisma un ospite mancato
  46. ^ Concertone, Bennato portato via dai carabinieri, La Repubblica.
  47. ^ http://www.accenno.info/2010/10/%E2%80%9Cedoardo-bennato-%E2%80%93-mtv-classic-storytellers%E2%80%9D/
  48. ^ Mantova
  49. ^ Edoardo Bennato suona sul web | Sound Magazine
  50. ^ Cheyenne Records - CD Edoardo Bennato - Canzoni Tour 2011 CD DVD
  51. ^ http://www.radioitalia.it/news/nuova_uscita/4159_ma_quale_musica_leggera:_il_rit orno_di_loredana_bertè.php
  52. ^ In copertina figura un progetto di Edoardo Bennato per la Metropolitana di Napoli
  53. ^ a b c d e Supporto CD
  54. ^ La canzone risulta però depositata in Siae a nome di Renato Angiolini; questo perché a causa di un impegno contrattuale del gruppo la canzone doveva avere la firma di un compositore legato alla loro etichetta, la Durium, come era Angiolini (e non Bennato); cfr.: Francesco Donadio, Edoardo Bennato. Venderò la mia rabbia, Arcana Editore, Roma, 2011, pag. 54
  55. ^ Con lui in auto, l'amica mori' . Bennato patteggiò otto mesi

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Il dizionario della canzone italiana, editore Armando Curcio (1990); alla voce Bennato Edoardo, di Massimo Cotto, pagg. 147-149
  • Simone Dessì, Cercando un altro Egitto, ed. Savelli, 1976; al capitolo su Edoardo Bennato
  • Edoardo Bennato "Tutti i testi delle canzoni" con un'intervista di Michelangelo Romano, immagini originali di Edoardo Bennato, Maxfield Parrish, Kay Nielsen, Luigi Granetto, Anteditore Verona 1976
  • Enzo Gentile & S. Angiolini, Note di pop italiano, ed. Gammalibri, 1978; alla voce Bennato, Edoardo
  • Edoardo Bennato, Dirotterotti, edizioni Modulo Uno, 1979
  • Enzo Gentile, Guida critica ai cantautori italiani, ed. Gammalibri, 1979; alla voce Bennato, Edoardo
  • Luigi Granetto, Michelangelo Romano e Giuseppe Vettori, Edoardo Bennato. Un mondo in canzonetta, ed. Lato Side, 1980
  • Andrea Angiolino e Brigitte Urban, Edoardo Bennato - Da Rinnegato a Eroe Fantasy, ed. Ripostes, 1986
  • Collana "I tuoi big", Bennato, Forte Editore, Milano, 1987
  • Giorgio Darmanin e Lucio Seneca, Il succo del nocciolo, ed. Gremese, 1988
  • Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Dizionario della canzone italiana, ed. Curcio, 1990; alla voce Bennato, Edoardo
  • Autori Vari (a cura di Enrico Deregibus), Dizionario completo della canzone italiana, Giunti editore 2006; alla voce Bennato, Edoardo
  • Renato Marengo e Michael Pergolani, Song 'e Napule, ed. Rai-Eri, 1998, al capitolo 12 (tutto su Edoardo Bennato)
  • Renato Marengo e Michael Pergolani, Enciclopedia del Pop Rock Napoletano, ed. Rai-Eri, 2003, al capitolo Rock 'n'roll hero (su Edoardo Bennato)
  • Aldo Foglia, Così è se vi pare, Baldini Castoldi Dalai Editore, Milano, 2008
  • Maurizio Becker, Forever Young, intervista ad Edoardo Bennato pubblicata in Musica Leggera n° 10 di aprile 2010, pagg. 6-12
  • Maurizio Becker, Edo l'incantatore, intervista a Lucio Salvini pubblicata in Musica Leggera n° 10 di aprile 2010, pagg. 13-17
  • Francesco Donadio, Edoardo Bennato. Venderò la mia rabbia, Arcana Editore, Roma, 2011
  • Vari numeri di Ciao 2001 - Annate dal 1969 in poi

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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