Enrico Preziosi

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Enrico Preziosi (Avellino, 18 febbraio 1948) è un imprenditore e dirigente sportivo italiano, fondatore e maggior azionista di Giochi Preziosi.

Enrico Preziosi è il presidente e proprietario della squadra di calcio italiano Genoa Cricket and Football Club.

In passato ha ricoperto le cariche omologhe nel Saronno, nel Como ed è stato azionista di minoranza di altre squadre di calcio.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Enrico nasce ad Avellino il 18 febbraio 1948, terzo di tre figli[1]. Sua madre era maestra e il padre orefice[1]. A 16 anni scappa di casa e va in Calabria a lavorare per una ditta che posiziona guardrail in autostrada[1]. Nel 1965 si trasferisce a Milano, lavora prima alla Perfetti poi alla Philips[1] come venditore di elettrodomestici. Nel 1977 si mette in proprio e comincia come l'attività di grossista di giocattoli, rivenduti agli ambulanti, ma questa sua prima esperienza da imprenditore non funziona[1]. A 30 anni, nel garage di casa, a Baruccana di Seveso, fonda la Giochi Preziosi[1], e, da qui, parte la sua avventura di imprenditore di successo. Si dice di lui che nutra un'ammirazione sconfinata per Silvio Berlusconi.[1]. Nel 1990 si mise in società con il Cavaliere, che comprò, tramite Standa, una fetta dei negozi Giocheria, un'altra invenzione di Preziosi. L'alleanza si chiude un paio di anni fa.[1]

Oltre all'impegno nella finanza e nello sport, è inoltre attualmente impegnato, tramite un riassetto della societa' REP srl amministrata da Marco Melega, nella ristrutturazione e rilancio del Teatro Alberti di Desenzano del Garda, storica struttura che ha accolto importanti eventi nazionali ed internazionali, feste, meetings, eventi e congressi.

Attività[modifica | modifica sorgente]

Il Gruppo Giochi Preziosi[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Gruppo Giochi Preziosi.

La Enrico Preziosi srl è la società personale che agisce nella Fingiochi spa, holding di famiglia che controlla la Preziosi Group, colosso multinazionale. Alcune tra le maggiori aziende e marchi del gruppo sono[2]:

  • Giochi Preziosi
  • Giochi Preziosi Hong Kong
  • Auguri Preziosi / Auguri Mondadori
  • Easy Shoes & Wear
  • Giordani
  • Giocoplast
  • Giocoplast Natale
  • Preziosi Toys
  • GIG
  • Grani & Partners spa
  • Grani & Partners Hong Kong
  • Grani & Partners China
  • Grazzini
  • Harbert
  • Preziosi Food
  • Mitica Food
  • Migliorati
  • Ceppi Ratti
  • Sip Toys
  • Preziosi Collection
  • GP Publishing
  • GP Vending
  • GP Promo
  • GP Partwork
  • GP Kiddie Rides
  • Dolci Preziosi
  • Dolci Preziosi Ibérica
  • Salati Preziosi
  • Betty Flowers
  • Toys Center
  • Giocheria
  • Amico GIO'

Nel mondo della finanza[modifica | modifica sorgente]

Enrico Preziosi è proprietario della Gruppo Giochi Preziosi (ovvero Preziosi Group) holding che detiene la proprietà della Giochi Preziosi S.p.A., l'azienda leader del mercato italiano nel settore dei giocattoli fondata nel 1978 da Henry Lawi. Giochi Preziosi è la seconda azienda europea del settore dopo Lego e quarta a livello mondiale dopo Mattel e Hasbro[senza fonte]. Il gruppo Giochi Preziosi comprende numerosissime aziende e marchi in continua espansione.

Inizia come distributore di giochi, la rivoluzione avviene a cavallo tra gli anni ottanta e novanta, infatti con Berlusconi resta il legame affettivo, rinsaldato dagli oltre 35 milioni di euro (70 miliardi di vecchie lire) che Preziosi investe annualmente in pubblicità sulle tv Mediaset quando mette in atto una massiccia campagna pubblicitaria a livello nazionale sulle televisioni private e locali nascenti.[1] Distribuisce i marchi Sega e Bandai, ma la svolta decisiva avviene nel 1996-1998 quando a fronte di importanti e massicci investimenti in ricerca e sviluppo, ed in seguito ad accordi e consolidamento della produzione ed importazione diretta dalla Cina, acquisisce la Gig ed assorbe ogni altro concorrente e produttore italiano. Non è ancora però ben chiaro come abbia trovato improvvisamente i capitali per lanciare in modo così massiccio la sua attività.

Nel 2000 inizia la penetrazione nei mercati europei a partire da quelli britannici acquisendo la principale public company inglese di giochi e gadget come pure una nuova linea back to school acquisendo con la Auguri Preziosi la storica Auguri Mondadori.

Nel 2001 comincia la diversificazione con prodotti alimentari, calzature, una linea di moda per teenagers (la Fashion Teen) e prodotti per le decorazioni, specialmente natalizie con la Giocoplast Natale. Nel 2002 in brevissimo periodo penetra e conquista il mercato dei gadgets acquisendo alcune compagnie già operanti nel settore. Nel 2003 consolida la sua presenza nel mercato degli alimentari producendo un'ampia gamma di snacks e merendine sia dolci che salate ed infine acquisendo la Mitica Foods, che diventa Salati Preziosi.

In seguito consolida la propria posizione ottenendo l'esclusività ed accordi speciali a vario titolo con ad esempio[3]:

per fare solo alcuni dei nomi più noti, agendo in special modo attraverso la Grani & Partners. Poi entra nel mercato della puericultura acquisendo il grande marchio Giordani. Oltre a queste attività, possiede una catena di grandi magazzini (Toys Center) per la distribuzione al dettaglio dei giochi ed annessi, che conta oltre 100 centri in tutta Italia[1].

Nel 2004 il Preziosi group ha registrato un turnover di 590 milioni di euro con Ebitda di 70 milioni di euro, ed un profitto netto di oltre 15 milioni di euro. Nell'anno fiscale terminato al 30 giugno 2009 l'azienda raggiunge gli 865,3 milioni di euro (+12% rispetto all'anno precedente) con Ebitda di 100,2 milioni di euro (+6,1%). Nel 2010 supera i 939,9 milioni di euro[4].

Nel mondo del calcio[modifica | modifica sorgente]

Saronno[modifica | modifica sorgente]

Nel mondo del calcio entra con il Saronno: dalla Serie D alla C1, una cavalcata storica per il piccolo club, fino a quando arrivò ad accarezzare il sogno della Serie B, naufragato sul più bello, nella decisiva partita col Carpi; il presidente decide a questo punto di puntare più in alto lasciando la squadra ad una nuova proprietà. La società senza la sua forza finanziaria si ritrovò però ben presto in crisi e dopo alcuni anni, dopo un rapido crollo in verticale e una retrocessione in C2, scomparve con un fallimento dei nuovi imprenditori subentrati al suo posto.

Como[modifica | modifica sorgente]

Acquistato il Como in C1, Preziosi condusse i lariani fino alla Serie A, ma ambiva a piazze più blasonate, tanto che il suo nome è stato legato a tentativi di acquisto del Torino, del Napoli, della Sampdoria. Nel 2003 cede il Como ad Aleardo Dall'Oglio con un accordo che contemplava l'opzione di riscatto della società a favore di Enrico Preziosi. Però Preziosi, con le mani già sul Genoa, decide di non voler più puntare sulla società lariana e non esercita l'opzione di riscatto. Lasciato al suo destino, in mano ad imprenditori poco solidi, senza la forza finanziaria del suo ex patron, di lì a poco, come era accaduto al Saronno, il Como va in fallimento. Viene in seguito emessa un'ordinanza di custodia cautelare contro Preziosi, agli arresti domiciliari per bancarotta fraudolenta e falso in bilancio.

Genoa[modifica | modifica sorgente]

Nel luglio 2003 Preziosi acquista il Genoa, appena retrocesso in Serie C1, puntando ad una ricostruzione che portasse ad un rilancio a brevissimo termine. Inaspettatamente, però, la società genovese in agosto veniva ripescata in serie B a causa di uno stravolgimento giudiziario innescato dal Catania che, a forza di sentenze e ricorsi, aveva costretto la riorganizzazione del campionato di Serie B bloccando le retrocessioni.

Dopo una stagione (2003-04) di transizione, il Genoa si classifica al 1º posto nel campionato cadetto 2004-05.

Retrocessione a tavolino[modifica | modifica sorgente]

Il declassamento all'ultimo posto dovuto all'illecito sportivo commesso nell'ultima giornata trasforma quello che doveva essere il ritorno del Genoa nella massima serie dopo dieci anni in una retrocessione in Serie C1. La società dovrà anche scontare 3 punti di penalizzazione nel campionato successivo.

Nell'estate 2005 Preziosi si trova costretto a rivoluzionare tutta la rosa costruita per la massima serie, in quanto i giocatori e l'allenatore non erano disposti a scendere in C1 (fra gli altri gli argentini Lavezzi e Diego Milito, il nazionale olandese Ooijer, il nazionale serbo Marković, il nazionale italiano Abbiati e l'allenatore Guidolin). In pochi giorni viene allestita una squadra competitiva per la Serie C1 la quale, al termine della stagione 2005-06, conquista la promozione in Serie B grazie al secondo posto nel girone A della C1 e alla successiva affermazione nei play-off. La stagione era in realtà iniziata non bene, con la sconfitta 0-3 a tavolino alla prima giornata di campionato contro il Ravenna (gara vinta 3-1 sul campo) per aver schierato il giocatore Antonio Ghomsi, che doveva invece scontare una giornata di squalifica. L'episodio aveva innescato un nuovo caso giudiziario, sommatosi a quello dell'illecito, per il quale a torneo in corso il Genoa veniva penalizzato di ulteriori 3 punti per aver fatto ricorso alla giustizia ordinaria. Tuttavia tale ulteriore sanzione (che aveva portato a -6 la penalizzazione complessiva) veniva successivamente revocata, consentendo al Genoa di scontare solo il -3 dovuto alla sentenza estiva.

La risalita[modifica | modifica sorgente]

Nel 2006-07 il presidente (che per l'illecito ha scontato un'inibizione fino al 2010) attrezza con grossi investimenti la squadra rossoblu promettendo il salto nella categoria superiore, richiesta a gran voce dai suoi tifosi che l'avevano già assaporata sul campo l'anno precedente.

Nel 2007 Preziosi dopo aver investito a livello giovanile e con l'acquisto di ragazzi molto promettenti ottiene con la formazione primavera la vittoria, dopo ben 42 anni, nel prestigioso Torneo di Viareggio, sconfiggendo in finale la Roma 2-1. La vittoria dei giovani di Preziosi coincide con la seconda partecipazione al torneo sotto la sua gestione, quando nella prima occasione aveva centrato il secondo posto in finale contro la Juventus. La prima squadra, affidata a Gian Piero Gasperini, centra la promozione in serie A al primo tentativo, chiudendo il torneo cadetto al 3º posto dietro Juventus e Napoli (col quale festeggia la promozione nello scontro diretto dell'ultima giornata) ed evitando i playoff grazie ai 10 punti di vantaggio sulla quarta in classifica. I rossoblu tornano nella massima serie dopo 12 anni, risalendo in soli due anni dalla serie C1.

La stagione seguente ottiene un più che soddisfacente decimo posto in serie A, anche grazie all'esplosione di Marco Borriello, autore di 19 reti.

L'affermazione[modifica | modifica sorgente]

Nel 2009, la seconda stagione di serie A, dopo una sorprendente rincorsa ai primissimi posti della classifica, la sua squadra termina al quinto posto e conquista la partecipazione alla Europa League.

In questi anni, acquisendo in prima persona il cartellino di molti calciatori in erba da tutto il mondo, e rivendendoli spesso a top team a prezzi molto maggiorati, si conferma come uno dei maggiori talent scout di tutto il panorama calcistico italiano; il 7 aprile 2010, confessa ai microfoni di Sky Sport 24, di aver scovato e trattato l'acquisto del giovanissimo Lionel Messi, il quale aveva fatto quattro reti all'Arsenal, e che dopo un provino al Como fu scartato su consiglio dello staff tecnico che lo ritenne gracile.[5][6]

Problemi giudiziari[modifica | modifica sorgente]

Fallimento del Como Calcio[modifica | modifica sorgente]

A seguito del fallimento del club Lariano, viene emessa un'ordinanza di custodia cautelare contro Preziosi, agli arresti domiciliari per bancarotta fraudolenta e falso in bilancio. Il provvedimento (motivato in oltre centodieci pagine) venne richiesto dal sostituto procuratore Vittorio Nessi, che indagava da tempo sulla vicenda della bancarotta che ha fatto seguito al fallimento del Calcio Como. Il presidente era stato iscritto sul registro degli indagati della Procura di Como con l'ipotesi di reato di bancarotta fraudolenta per una cifra intorno ai 16 milioni di euro relativa al Calcio Como 1907 spa. Secondo l'accusa con le cessioni di giocatori importanti avrebbe depauperato il patrimonio del club lariano, causando di fatto danni ingenti all'erario ed a tutti i creditori del Como. Cessioni che, fra l'altro, non sarebbero state messe a bilancio fra i ricavi, facendo scattare l'ipotesi di reato di bancarotta per distrazione.

Il 3 ottobre 2008, avvalendosi della facoltà concessa dal "pacchetto sicurezza" del ministro della giustizia Angelino Alfano, che consente di concordare la pena in qualunque momento prima della sentenza di primo grado, ha patteggiato davanti al tribunale di Como una condanna di 23 mesi di reclusione (pena indultata) per il reato di bancarotta fraudolenta riguardante il fallimento del Como Calcio.

Il 14 luglio 2009 viene scagionato con assoluzione con formula piena per il doping amministrativo dal tribunale di Genova[7].

L'inibizione per l'affaire Como[modifica | modifica sorgente]

L'11 giugno 2007, la Commissione disciplinare della Lega Calcio gli commina cinque anni di inibizione con proposta di radiazione al Presidente federale, oltre ad un'ammenda di 150.000 euro inflitta al Genoa per responsabilità oggettiva di vicende legate alla gestione economica della sua ex società Como negli anni 2003 e 2004. In particolare la vicenda che gli era stata imputata erano stati i fatti relativi al trasferimento del giocatore Gregori dal Como al Genoa a titolo gratuito e la sua successiva cessione per 250.000 euro dopo un anno, dal Genoa ad altra squadra, a detta del giudice azione compiuta per voler volontariamente impoverire il patrimonio sportivo del Como calcio (secondo la FIGC da qui scaturisce la sua pericolosità sportiva meritevole di radiazione) poiché' apparentemente numerosi giocatori del Como passarono a prezzo decurtato al Genoa.

Nel luglio 2009 venne scagionato da tutte le accuse[8].[senza fonte]

Dopo aver confidato alla stampa di aver condotto in prima persona la trattativa per trasferire Diego Milito e Thiago Motta dal Genoa all'Inter, l'8 giugno 2010 viene deferito dal Procuratore Federale della FIGC Stefano Palazzi per sei mesi più 90.000 euro di ammenda alla società, in quanto Preziosi in quel momento era ancora inibito ad operare nel calciomercato, per fatti risalenti al 2003-2004.[9].

Caso Genoa-Venezia[modifica | modifica sorgente]

Nel processo penale in riferimento al caso Genoa dell'estate 2005 Preziosi (insieme ad altre persone, tra cui il figlio Matteo) entrò nel registro degli indagati, accusato di associazione a delinquere e frode sportiva. Nel 2006 venne scagionato dalla prima accusa (associazione a delinquere) ma, il 2 marzo 2007, venne condannato a 4 mesi di reclusione per il reato di frode sportiva, in merito alla partita Genoa-Venezia dell'11 giugno 2005 (ultima giornata del Campionato di Serie B 2004-2005) e la condanna fu confermata nel Processo d'appello, il 27 novembre 2008.

A seguito dell'annullamento della sentenza di condanna disposto dalla Corte di Cassazione il 25 febbraio 2010[10], il caso è rinviato ad altra sezione della Corte d'appello di Genova che, in data 15 febbraio 2011, ripristina la condanna per Preziosi.[11]

Caso Genoa-Siena[modifica | modifica sorgente]

In riferimento ai fatti di Genoa-Siena 1-4 del 2011/12 (pressioni da parte dei tifosi allo stadio con i giocatori che si dovettero togliere la maglia), il 6 ottobre 2012 la Procura federale ha chiesto 300 mila euro di ammenda per il Genoa, 100 mila per il presidente Preziosi, 30 mila per i giocatori del Genoa e 3 mesi di squalifica per Giuseppe Sculli accusato di non aver detto il vero alla Procura sui suoi rapporti con la tifoseria genoana (fu l'unico a non togliersi la maglia).[12]

Presunta evasione fiscale[modifica | modifica sorgente]

Nel febbraio 2013 Preziosi, assieme a Alessandro Zarbano, è indagato per il mancato versamento dell’Iva relativo all’esercizio 2011 per una somma non corrisposta al fisco di circa 8 milioni di euro. Iscritta sul registro degli indagati dalla procura di Genova anche lo stesso Genoa Calcio[13]. Il 19 luglio seguente in primo grado viene condannato a 1 anno e 6 mesi di reclusione.[14]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b c d e f g h i j http://archiviostorico.corriere.it/2002/settembre/17/Preziosi_grande_giocattolaio_del_Como_co_5_0209177981.shtml corriere della sera
  2. ^ Corporate | www.giochipreziosi.com
  3. ^ http://www.giochipreziosi.com/ sito ufficiale
  4. ^ GruppoPreziosi.com
  5. ^ http://www.gazzetta.it/notizie-ultima-ora/Calcio/Calcio-Preziosi-ammette-Scartammo-Messi-provino-Genoa/07-04-2010/2-A_000095541.shtml Calcio, Preziosi ammette: "Scartammo Messi a un provino con il Como"
  6. ^ http://www.ilmessaggero.it/articolo_app.php?id=28089&sez=HOME_SPORT&npl=&desc_sez= Preziosi racconta quando il suo Como scartò Messi
  7. ^ Preziosi Assolto Dal Doping Amministrativo Con Formula Piena (Jhys)
  8. ^ http://www.fotopartite.com/?p=4649
  9. ^ Moratti deferito per Milito-Motta. Trattò con l'inibito Preziosi Gazzetta.it
  10. ^ http://www.ilquotidianoitaliano.it/attualita/2010/02/news/25525-25525.html/
  11. ^ Genoa-Venezia, pena confermata in appello per Preziosi - Affaritaliani.it
  12. ^ ma.gal., La Procura: 100 mila euro d'ammenda per Preziosi in La Gazzetta dello Sport, 6 ottobre 2012, p. 5.
  13. ^ Calcio, vertici del Genoa indagati per evasione dell’Iva per 8 milioni - Il Fatto Quotidiano
  14. ^ Genoa: Preziosi condannato a un anno e sei mesi

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Predecessore Presidente del Saronno Successore
Giuseppe Zoni 1995 - 1997 Federico Ferrarini (AD)
Predecessore Presidente del Como Successore
Mario Beretta 1997 - 1º ottobre 2003 Aleardo Dall'Oglio
Predecessore Presidente del Genoa Successore
Stefano Campoccia luglio 2003 — ad oggi in carica