Philips

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Koninklijke Philips Electronics N.V.
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Stato Paesi Bassi Paesi Bassi
Tipo Naamloze Vennootschap
Borse valori Euronext: PHIA
NYSE: PHG
Fondazione 1891 a Eindhoven
Fondata da
Sede principale Amsterdam
Persone chiave
Settore Elettronica
Prodotti
Fatturato Green Arrow Up.svg 22,57 miliardi [1] (2011)
Risultato operativo Red Arrow Down.svg -269 milioni [1] (2011)
Utile netto Red Arrow Down.svg -1,29 miliardi [1] (2011)
Dipendenti 121.284[2] (2012)
Slogan «Sense and Simplicity»
Sito web www.philips.com

La Philips è un'azienda olandese, tra le maggiori al mondo nel settore elettronico (audio e video, illuminazione, microprocessori, diagnostica medica, piccoli elettrodomestici). Occupa 121.000[2] dipendenti in oltre 60 Paesi, e nel 2011 ha generato vendite per 22,57[1] miliardi di euro.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La denominazione completa dell'azienda è Koninklijke Philips Electronics N.V. (Reale Philips Elettronica) e la sua fondazione risale al 1891 ad opera di Gerard Philips e di suo padre Frederik. Quattro anni dopo, fa il suo ingresso in azienda Anton Philips, fratello di Gerard.

La produzione iniziale della società fu di lampadine elettriche in uno stabilimento di Eindhoven che oggi è stato trasformato in museo.

L'azienda crebbe rapidamente nel corso dei primi decenni del Novecento, e nel 1910 fu già la prima azienda olandese per dimensioni, importanza e per organico, costituito da oltre 2.000 lavoratori. Successivamente si specializzò nella produzione di apparecchi elettromedicali, e nel 1918 presentò il primo tubo a raggi X.

Modello di radio 428, di produzione Philips, 1936

Gli anni venti videro Philips specializzarsi nel settore della radiodiffusione, con l'avvio della produzione di apparecchi radiofonici nel 1927. Su questo l'azienda olandese ottenne un successo immediato, riuscendo a vendere entro il 1932 oltre un milione di apparecchi radio, e divenire il primo produttore mondiale. Questi risultati contribuirono a far espandere la società, che già in quel periodo contava numerose filiali commerciali in tutta Europa e un organico di oltre 45.000 dipendenti, ma la prima vera innovazione arrivò nel 1939 con l'inizio della produzione dei rasoi elettrici Philishave.

Il 9 maggio 1940 il direttore della Philips fu informato che la Germania aveva invaso i Paesi Bassi e, dopo essersi trasferito negli USA con una ingente quantità di fondi, riuscì poi a trasferire l'azienda nelle Antille olandesi. Finita la guerra la sede aziendale fu riportata ad Eindhoven.

Molti pensano che la Philips fornisse ai nazisti un contributo sia alla progettazione delle armi sia di materiali per la costruzione delle stesse, ma non vi è evidenza storica di una collaborazione attiva; la sede della Philips fu comunque bombardata dagli Alleati che, con tale bombardamento, si ripromettevano di rallentare lo sviluppo delle armi naziste. Va anche detto che alcuni membri della famiglia Philips rimasti in Olanda durante il conflitto (e tra questi, in particolare, Frits Philips) salvarono la vita a 382 ebrei che lavoravano nell'azienda, sostenendo l'indispensabilità del lavoro di tali operai per la produzione aziendale. Per tale atto Frits fu insignito, nel 1996, dall'allora ambasciatore israeliano, dell'onorificenza di Giusto tra le nazioni.

Nel secondo dopoguerra arrivarono altri successi, come la produzione dei primi televisori (di cui l'azienda aveva già avviato sperimentazioni nel 1925), il lancio delle musicassette del 1963, e la produzione del primo circuito integrato nel 1965.

Nel corso degli anni settanta e ottanta, la società effettuò una serie di acquisizioni di altre aziende nell'ambito dell'elettronica e della microelettronica, come le statunitensi Magnavox nel 1974, Signetics nel 1975, Philco nel 1981, la divisione lampade di Westinghouse Electric e la Sylvania nel 1983.

Nel 1982 ha lanciato, insieme alla Sony il primo lettore di Compact disc, mentre l'anno successivo, entra nel settore delle telecomunicazioni, e con la statunitense AT&T forma una joint-venture denominata AT&T/Philips.

Rasoio elettrico Philips

Il 1984, per la multinazionale olandese è l'anno dei record: in quell'anno ha realizzato un fatturato di 55 miliardi di fiorini olandesi (circa 30 000 miliardi di lire dell'epoca) e venduto oltre 100 milioni di televisori[3]. Nello stesso anno acquisisce il controllo della tedesca Grundig (in cui era entrata nel 1972 e che nel 1993 verrà ceduta).

Nel 1988 la divisione discografica della Philips denominata PolyGram è stata venduta alla Seagram ed adesso fa parte del gruppo Universal Music Group.

Negli anni novanta Philips affronta una crisi finanziaria e di fatturato, e l'azienda effettua un programma di ristrutturazione, con la chiusura di 70 stabilimenti e il taglio di 50.000 posti di lavoro, e la cessione della divisione elettrodomestici ad altre società[4], e successivamente, abbandona la joint-venture con la AT&T[5]. Nel 1992 ha immesso sul mercato il primo CD-i e il Video CD, ed è tra le prime nel mondo a sviluppare la Tv ad alta definizione[6]. Successivamente cede anche la divisione informatica.

Uno dei pochi fiaschi dell'azienda rimane quello dello standard V2000 nel campo della videoregistrazione, lanciato in contemporanea con gli altri ma soccombente nei confronti del Betamax della Sony e ancor più di quello ormai standard de facto, il VHS della JVC.

Nel 1995, l'azienda prosegue con i piani di ristrutturazione societaria, tagliando diversi posti di lavoro e chiudendo molti impianti produzione, ma contemporaneamente apre i primi stabilimenti in Europa Orientale, Estremo Oriente e America Latina.

Nel 1997 comincia il trasferimento della sede aziendale da Eindhoven ad Amsterdam, completato nel 2001: uno spostamento che potrebbe essere considerato un ritorno alle origini, visto che Gerard Philips - quando decise di fabbricare lampadine - viveva proprio ad Amsterdam.

Nel 1999 Philips crea una joint venture con la LG Electronics denominata LG Display, inizialmente per la produzione di tubi catodici e successivamente di pannelli LCD. Di questa società, Philips ne cederà gradualmente le quote ai coreani, fino a quando ne esce definitivamente dieci anni dopo[7].

Nel dicembre del 2005 la divisione produttiva dei semiconduttori è stata separata dalla casa madre, assumendo nel 2006 il nome di NXP Semiconductors[8].

Soltanto nel 2006, la multinazionale olandese comincia a migliorare i propri conti, dopo aver ceduto la divisione semiconduttori. Nello stesso anno insieme alla Sony lancia sul mercato il primo Blu-ray.

Nel 2009 Philips lancia il primo televisore LCD Full HD in formato 21:9 (Philips Cinema 21:9 TV), sviluppato per la visualizzazione di contenuti cinematografici, sia in Blu-ray che in DVD[9]. Nello stesso anno ha avviato la produzione dei televisori a tecnologia LED, ed ha anche annunciato il suo ingresso nel mercato dei sex toys, con i vibratori elettrici, decisione che ha destato non poco scalpore[10].

Prima storica fabbrica Philips di Eindhoven, oggi museo

All'inizio del 2013 Philips ha deciso di cedere il suo segmento Lifestyle Entertainment a Funai, già partner della società, per 150 milioni di euro. Con questa mossa Philips esce definitivamente dal mercato dell'intrattenimento domestico, per dedicarsi a prodotti per l'illuminazione, salute e benessere. Funai acquisirà il segmento audio entro il primo semestre del 2013, mentre il passaggio del segmento video dovrebbe impiegare più tempo, concludendosi nel 2017.[11]

Alla fine di ottobre 2013, Philips risolve il suo contratto con Funai e avvia una procedura di denuncia per danni. Secondo l'Ad Frans van Houten, infatti, Funai non avrebbe rispettato gli accordi per lo sviluppo tecnologico dei prodotti, rischiando di danneggiare il marchio olandese nella competizione con i concorrenti.

La divisione Audio, Video e Multimedia è stato affidata allora alla WOOX Innovations, divisione interna della Ditta olandese con 1,2 miliardi di euro annui di fatturato.

Generalità e dati su Royal Philips Electronics[modifica | modifica wikitesto]

Philips è la maggiore azienda europea di elettronica di consumo, l'unica di dimensioni mondiali.[12] Le sue attività sono raggruppate in tre divisioni:

  • Healthcare: strumenti ed apparecchi elettronici per uso medicale;
  • Prodotti consumer: elettronica di consumo, piccoli elettrodomestici, apparecchi per la cura personale, telefonia e accessori;
  • Illuminazione: illuminotecnica per la casa e professionale.

Nel 2009 il gruppo olandese contava oltre 127 stabilimenti sparsi in 29 paesi, numerose filiali commerciali in oltre 100 paesi, 7 laboratori di ricerca (in cui la società è attiva dal 1914) e detiene 48.000 brevetti registrati, 35.000 marchi registrati, 56.000 diritti di design e 3.100 domini[13].

Philips è leader mondiale nell'illuminazione a basso consumo energetico e LED, professionale e pubblica ad alta efficienza[senza fonte], dei sistemi e servizi di diagnostica per immagini e monitoraggio dei pazienti, ed ha buona posizione nel mercato dei televisori e dell'elettronica di consumo in generale in Europa e nei paesi emergenti.

Philips in Italia[modifica | modifica wikitesto]

La sede della Philips S.p.a. in piazza IV Novembre, 3 a Milano

La presenza di Philips in Italia risale al 1918 quando a Milano fu fondata la Philips Società Anonima Italiana.

La ditta da semplice filiale commerciale si ingrandì e rilevò nel 1928 ad Alpignano (TO), lo stabilimento di produzione di lampadine fondato da Alessandro Cruto, trasformandolo nel primo stabilimento italiano Philips. Un altro stabilimento venne aperto a Monza nel 1958 per la produzione di cinescopi e successivamente di televisori, che rimase attivo fino al 1996, quando la multinazionale olandese a seguito di un piano di ristrutturazione aziendale, decise di chiudere l'impianto[14]. Nel 1970, fu aperto anche uno stabilimento a Bari dedicato alla produzione di apparecchi medicali.

In Italia Philips ha effettuato, negli anni, alcune operazioni di acquisizione: inizialmente di due importanti aziende della provincia di Varese, la FIMI (1969), più nota come Phonola, e la Ignis (1970), importante marchio italiano di elettrodomestici; nel 2009, poi ha acquisito il controllo di Saeco, produttrice di macchine da caffè e della Ilti Luce, azienda leader[senza fonte]nell'applicazione delle tecnologie luminose LED all'architettura d'interni[15].

Dal 1999, la sede di Philips Italia è a Monza.

Sponsorizzazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel campo delle sponsorizzazioni sportive la Philips partecipa attivamente alla vita del club calcistico della sua città, il PSV Eindhoven, fondato proprio da alcuni dipendenti di tale azienda. Nel 2009 ha siglato un contratto di sponsorizzazione pluriennale con la Williams F1 Team diventandone uno dei maggiori sponsor.

Slogan[modifica | modifica wikitesto]

Lo slogan dell'azienda è «innovation and you».

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d (EN) Profilo finanziario Philips su Google Finance
  2. ^ a b (EN) NYSE:PHG su Google Finance
  3. ^ "PER PHILIPS FATTURATO RECORD NEL 1984", articolo di Repubblica del 15 settembre 1984
  4. ^ "LA PHILIPS È ORMAI ALLE CORDE 'PERDITE' RECORD NEL 1990", articolo del 4 luglio 1990
  5. ^ "TELECOMUNICAZIONI SI CONSUMA IL DIVORZIO TRA PHILIPS E AT&T", articolo di Repubblica del 22 settembre 1990
  6. ^ "TV: È PHILIPS LA LEADER NELL'ALTA DEFINIZIONE", articolo di Repubblica del 31 gennaio 1992
  7. ^ "Philips fuoriesce del tutto da LG Displays", notizia dal sito Avmagazine.it del 13 marzo 2009
  8. ^ (EN) Philips Semiconductors becomes NXP
  9. ^ Notizia dell'Agosto 2009 dal sito Eurosat-online.it
  10. ^ "Philips all'Ifa entra nel mercato dei sex toys", articolo de Il Sole24Ore del 4 settembre 2009
  11. ^ Philips chiude con musica, video e intrattenimento, Tom's Hardware
  12. ^ Global 500 2010: Global 500 201-300 - FORTUNE on CNNMoney.com
  13. ^ Philips Annual Report 2009
  14. ^ "Chiude lo stabilimento Philips di Monza", articolo del Corriere della Sera del 29 novembre 1996
  15. ^ "Philips: raggiunto accordo acquisizione Ilti Luce in Italia", 24 febbraio, Milano Finanza

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]