Alpignano

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Alpignano
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Alpignano - Stemma
Nome ufficiale: {{{nomeUfficiale}}}
Stato: bandiera Italia
Regione: Piemonte
Provincia: stemma Torino
Coordinate: 45°6′0″N 7°31′0″E / 45.1, 7.51667
Altitudine: 330 m s.l.m.
Superficie: 11,95 km²
Abitanti:
17.210 31-08-2007
Densità: 1.440 ab./km²
Frazioni:  
Comuni contigui: Caselette, Collegno, Pianezza, Rivoli, San Gillio, Val della Torre
CAP: 10091
Pref. tel: 011
Codice ISTAT: 1008
Codice catasto: A222 
Nome abitanti: alpignanesi 
Santo patrono: San Giacomo 
Giorno festivo: 25 luglio 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
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Alpignano (in piemontese Alpignan) è un comune di 17.210 abitanti della provincia di Torino; dista 14 km dal capoluogo.

Indice

[modifica] Geografia

Alpignano sorge a cavallo della Dora Riparia nella pianura della Val di Susa. Ha un'altitudine che varia tra i 280 e i 370 m s.l.m.. Ha una superficie destinata a parchi e giardini di 1,98 km2.

La Dora Riparia divide esattamente a metà il territorio comunale. Le due frazioni erano unite da un ponticello (originario dell'epoca romana) ricostruito nel 1736 e largo appena 3,5 metri. Si legge in alcuni documenti che nelle "ore di punta", a mezzogiorno e alla sera, soprattutto d'estate quando i contadini rientravano coi carri agricoli, attraversare il ponte diventava un vero problema. Tale ponte, benché ristrutturato con tecniche moderne, esiste ancora oggi ed è noto con il nome di Ponte Vecchio, ed unisce le due sponde del paese all'altezza del centro storico e della biblioteca comunale, all'interno della quale trova sede l'ecomuseo dedicato all'opera di Alessandro Cruto. In epoca fascista, tra il 1935 ed il 1936, venne portata a termine la costruzione di un secondo ponte il quale venne inaugurato, per la precisione, il giorno 3 Maggio 1936 con la benedizione del Parroco locale ed una sfilata a cui presero parte le Autorità, la popolazione cittadina e parte della popolazione dei paesi vicini. Quest'ultimo ponte è situato più ad ovest del primo, ed è noto agli alpignanesi con il nome di Ponte nuovo.

[modifica] Storia

Il territorio su cui sorge Alpignano fu abitato in epoca pre-romana da popolazioni celto - liguri: prima dalla tibù ligure dei Taurini o Taurisci, in seguito dai galli, infine divenne colonia romana. Della Alpinianum romana sono state rinvenute alcune tracce (fortuitamente, durante vari scavi), come vasi, suppellettili, epigrafi e una piccola necropoli.

Dopo il periodo romano non si hanno più notizie del luogo fino al 1007, quando secondo alcuni documenti, avviene la sua cessione da parte del vescovo Gesone di Torino al conte francese Ugone di Montboissere.

Nel 1294, Amedeo V di Savoia cedette Alpignano alla signoria dei Principi di Acaja.

Nei primi anni del XV secolo venne eretta la parocchia intitolata a San Martino di Tours (edificio che in seguito a numerose riduzioni è ora la cappella dei Caduti).

Nel 1559, Emanuele Filiberto cede in feudo Alpignano ad Andrea Provana di Leinì, a cui è attribuibile la ricostruzione del castello, sui resti di precedenti costruzioni medioevali.

Tra il 1686 e il 1698 fu costruita la nuova sede parrochiale che fu trasferita nel 1807, nello stesso anno la torre d'entrata del castello divenne la torre campanaria della nuova vicina parrocchiale.

Morto l'ultimo erede dei Provana nel 1799, il castello passò al demanio, e quindi venne comprato nel 1804 dall'avvocato Paroletti; da questi passò a varie famiglie del luogo fino ai Riberi e, nel 1944, all'Istituto Missioni Consolata.

Nel 1886 sulla riva destra della Dora nasce la "Società italiana di elettricità sistema Cruto", fabbrica per la produzione di lampade elettriche con filamento in carbonio, fondata da Alessandro Cruto. L'attività legata alla produzione di lampade elettriche si ingrandì e cambiò più volte proprietà, passando prima alla Edison Clerici e poi, nel 1927, alla Philips.

Nel 1957 Alberto Tallone, già libraio antiquario e stampatore a Parigi, apre ad Alpignano la stamperia Tallone dove produce, a mano, edizioni rare e pregiate di opere classiche.

[modifica] Economia

Sul territorio comunale sono presenti attività industriali legate principalmente al settore metalmeccanico e meccanico, oltre che a quello agricolo. Negli ultimi anni Alpignano ha subito un ridimensionamento della sua attività industriale, dovuto soprattutto al ridimensionamento attuato dalla Philips ed alla chiusura, nel 2006, di quella che fino ad allora era rimasta la maggiore fabbrica del territorio alpignanese, la Borgo.

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Sergio Andreotti (centrosinistra) dal 12/06/2007
Centralino del comune: 011 9666611

Sito internet[1]


[modifica] Città gemellate

Alpignano è gemellata con:

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Trasporti

Alpignano è attraversato in direzione est-ovest dalla Strada Statale 24 che collega Torino con il Colle del Monginevro.

Inoltre il paese è servito dalla linea ferroviaria Torino-Modane e dalle linee di autobus GTT n° 32 e 36/N; nonché da alcune linee della ditta di autotrasporti Gherra, le quali linee collegano il comune con i comuni limitrofi di Valdellatorre, Givoletto e Condove.

[modifica] Curiosità

Alpignano dispone di un centro sportivo con una piscina , un campo da tennis e uno da calcio.

Ad Alpignano si trova la casa dell'inventore della magnesia, Nestore Delù morto il 20 marzo del 1933.

Santo Patrono: San Giacomo che si festeggia il 25 luglio. In questa occasione si corre il Palio dei Cossot lungo le vie del centro storico. Proprio la statua del santo patrono, che lo vede portare con sè un bastone da passeggio con appese alcune zucche, ha fatto sì che un tempo gli alpignanesi venissero chiamati, dagli abitanti dei paesi vicini, mangia cusot (tradotto dal piemontese: mangiatori di zucche).

Il 10 maggio 1933 viene collocata sulla facciata del Dopolavoro Philips una lapide per ricordare che in quello stesso locale, nel 1885, venivano fabbricate le prime lampade elettriche d'Italia, grazie all'ingegno e alla ferrea volontà di Alessandro Cruto.

La divisione del paese in due frazioni da parte del fiume citata sopra non era una questione puramente geografica. Si narra difatti (benché non esistano o non siano stati ritrovati documenti in proposito) che la Dora Riparia fosse vista, soprattutto in passato, come un vero e proprio confine da parte degli abitanti delle due parti. Le rivalità riguardavano i ragazzini in età scolare i quali, dopo le lezioni, pare si ritrovassero sulle due sponde opposte del fiume per intraprendere una battaglia a colpi di sassi divisi in due squadre corrispondenti alle due opposte sponde del paese. Tali rivalità riguardavano comunque anche il mondo degli adulti: pare difatti che persino per la compilazione delle liste per il Consiglio Comunale si dovesse procedere ad un'equa spartizione dei posti tra abitanti delle due frazioni. Questa rivalità, oltre alla sfera politica, non risparmiava neppure quella religiosa: si racconta infatti che, durante la messa, i fedeli abitanti sulla sponda sinistra si sedessero nei banchi di sinistra della Chiesa e viceversa.

[modifica] Voci correlate

Strumenti personali