Castiglione Torinese

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Castiglione Torinese
comune
Castiglione Torinese – Stemma Castiglione Torinese – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Torino-Stemma.svg Torino
Amministrazione
Sindaco Roberto Pignatta (lista civica) dal 25/05/2014
Territorio
Coordinate 45°07′00″N 7°49′00″E / 45.116667°N 7.816667°E45.116667; 7.816667 (Castiglione Torinese)Coordinate: 45°07′00″N 7°49′00″E / 45.116667°N 7.816667°E45.116667; 7.816667 (Castiglione Torinese)
Altitudine 216 m s.l.m.
Superficie 14,17 km²
Abitanti 5 964
Densità 420,89 ab./km²
Frazioni Cordova, San Martino, Rivodora
Comuni confinanti Baldissero Torinese, Gassino Torinese, Pavarolo, San Mauro Torinese, Settimo Torinese
Altre informazioni
Cod. postale 10090
Prefisso 011
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 001068
Cod. catastale C307
Targa TO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti castiglionesi
Patrono santi Claudio e Dalmazzo
Giorno festivo prima domenica di giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castiglione Torinese
Localizzazione del Comune di Castiglione Torinese nella Provincia di Torino.
Localizzazione del Comune di Castiglione Torinese nella Provincia di Torino.
Sito istituzionale

Castiglione Torinese (Castion in piemontese) è un comune di 5.964 abitanti della provincia di Torino.

Geografia e toponimo[modifica | modifica sorgente]

Situato a nord-est di Torino, il comune è prevalentemente collinoso, mentre la parte pianeggiante è di origine alluvionale e si estende tra il Po e la collina boscosa. Il territorio è bagnato da numerosi e piccoli torrenti, fra cui il Rio Maggiore, che riceve il Crivella come affluente ed è ricco di sorgenti, alcune delle quali solforose, celebri soprattutto nel secolo scorso.

Castiglione Torinese non ha una struttura urbanistica definita, ma è formato da quattro nuclei principali relativamente compatti (La Rezza, Pedaggio, Castiglione Alto e, ai suoi piedi, San Rocco) e da una serie di case collocate ai lati delle strade comunali, un po' più isolate (La Piana).

In Piemonte vi sono tre comuni con lo stesso nome di Castiglione. Questo rende difficile determinare i riferimenti storici esatti relativi a questo comune risalenti all'epoca medioevale. Comunque, il documento più antico lo descrive come antica Castellanus e risale al 1193; il toponimo deriva dal diminutivo di Castrum, ossia Castellum, attraverso il doppio suffisso -onis e -iculus. Foneticamente il nome attuale del comune deriva dalla forma Castiglanus, termine che compare per la prima volta nel 1282, mentre il determinante Torinese fu aggiunto per regio decreto nel 1862.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le prime informazioni storiche sul comune Castiglione risalgono alla prima metà del XII secolo, periodo in cui i conti di Torino ne erano i signori. Già nel 1160 avevano preso possesso del territorio i Marchesi del Monferrato, ai quali quattro anni dopo, nel 1164, confermò il dominio del luogo l'imperatore Federico I Barbarossa. Nel 1172 il comune fu concesso in feudo a Gozzelino Biandrate, mentre più tardi, nel XIII secolo, venne assoggettato nuovamente ai Marchesi del Monferrato, segnandone i confini con il territorio dei Savoia. Dai primi anni del XIV secolo fino ai primi decenni del XVI la storia di Castiglione è condizionata dalle alterne vicende delle contese fra i Marchesi del Monferrato e i Savoia-Acaia.

Nel 1308 il borgo si pose sotto la protezione di Filippo di Savoia-Acaia, al quale il conte Niccolò di Biandrate concesse tutti i diritti sul feudo. Gobliodo di Biandrate li riacquisì nell'anno 1314. Tre anni dopo la morte del conte Filippo, nel 1336, Castiglione ritornò possesso dei Marchesi del Monferrato, i quali lo conservarono per circa un secolo.

Nel 1419 venne concesso in feudo ad un personaggio poco noto, Valfredo, che da allora fu insignito del titolo di signore di Castiglione. Tornato per un breve periodo ai Savoia, ritornò nuovamente al Marchese del Monferrato, che nel 1437 lo concesse in feudo ai discendenti di Valfredo, che lo mantennero sino alla metà del XVII secolo.

Il comune comunque continuò a rimanere conteso tra Savoia e Monferrato anche nei secoli successivi, fino al 1631 quando, a seguito della pace di Cherasco che aveva posto fino alla seconda guerra del Monferrato, il possesso del luogo fu riconosciuto al duca Vittorio Amedeo I. Nel 1642 il feudo passò ai fratelli Turinetti, Giorgio (1606-1673) e Giovanni Antonio (1602-1683), di Chieri, rispettivamente intendente delle finanze e maestro auditore della Camera dei Savoia. Questi intrapresero l'opera di restauro dell'antico castello, andato distrutto nei primi decenni del secolo XVII. Trasformato in villa residenziale, vi furono ospitati più volte la duchessa Maria Cristina e il figlio Carlo Emanuele II. Da allora la storia del comune seguì quella dello stato sabaudo.

Storia moderna[modifica | modifica sorgente]

Il comune mutò le proprie caratteristiche dopo la prima guerra mondiale: il centro del borgo si spostò dalla collina verso il piano, sulla strada provinciale Torino-Gassino Torinese, portando un considerevole ampliamento di La Rezza e San Rocco. Durante il regime fascista, fu aggregato nel 1928 a quello di Gassino Torinese, ma fu ricostituito nel luglio 1947.

Negli ultime decenni la crescente industrializzazione ha modificato le caratteristiche del territorio, toccando anche Castiglione. Per effetto delle migrazioni, provenienti sia dal Meridione che dal Veneto, la popolazione è aumentata. Gli abitanti erano poche centinaia fino al XVIII secolo, superarono il migliaio nell'Ottocento e i 1.700 nei primi anni del Novecento. Dopo una lieve flessione negli anni Venti, l'aumento demografico riprese costante, soprattutto a partire dal secondo dopoguerra. Nel 1968 gli abitanti erano già oltre 3.300, per poi arrivare a più di 6.000 ai giorni nostri, con un raddoppio rispetto al 1961 .

Personaggi illustri[modifica | modifica sorgente]

Castiglione Torinese il 4 dicembre 1878 vide la nascita del compositore, organista e direttore di coro Federico Caudana, dal 1907 alla morte (1963) organista titolare e maestro di cappella del Duomo di Cremona.

Monumenti e luoghi di particolare interesse[modifica | modifica sorgente]

Castiglione non dispone di particolari opere artistiche ed è apprezzabile soprattutto per le sue caratteristiche ambientali e le vedute panoramiche. Fra i monumenti di qualche pregio possiamo considerare il Castello dei Turinetti, distrutto dai francesi alla fine del Seicento. Il castello non fu mai riedificato. Al suo posto i Turinetti costruirono una villa d'epoca, anche se era più un palazzotto, che fu demolita dal proprietario, che l'aveva acquistata dagli stessi Turinetti, a metà degli anni '60 con l'approvazione dell' Intendenza delle Belle Arti che sentenziò che la villa non aveva particolari pregi artistici. Del castello restano solo alcune mura e la cappella. Vi sono poi alcune ville barocche, risalenti al XVIII secolo, sparse per le colline circostanti.

Le chiese parrocchiali sono due. La prima, di costruzione recente (1951), è la Chiesa della Beata Vergine Assunta, situata nella località di La Rezza, che ha sostituito l'antica chiesa di San Claudio. La seconda è la Parrocchiale di San Grato, posta in frazione Cordova- mt. 471 s.l.m., che nell'alto medioevo ebbe un castello distrutto nel 1155 dal Barbarossa. Infine, pure degna di nota è la chiesa di San Rocco, in stile barocco a pianta circolare. Vi sono anche delle altre chiese:

  • La cappella di San Sebastiano (vicino al ristorante Biagini)
  • La chiesa in cui (così dicono) verrà trasferita la biblioteca (vicino al municipio)
  • La cappella di Santa Maria Nascente (a Castiglione Alto)
  • La cappella privata di San Martino (sita 500m circa prima di Strada del Balzetto)
  • L’altra cappella privata di San Martino (sita poco prima del confine con San Mauro)
  • La cappella sul sentiero collinare che da Strada della Madonnina porta a Cordova
  • La cappella di San Dalmazzo (all’inizio di strada Cordova)
  • La chiesa delle suore del Castelletto, (collocata nel loro convento)

L'economia[modifica | modifica sorgente]

L'economia del luogo si basava fin dai primi del Novecento sull'agricoltura. Diffuse erano le coltivazione di cereali, uve da vino (in particolare il freisa) e fragole. Oggi è praticata intensivamente la coltura foraggera, grazie alla costruzione di alcune stalle moderne. La maggioranza della popolazione attiva è occupata nel settore industriale, soprattutto manifatturiero ed edilizio.

Fonti[modifica | modifica sorgente]

  • "Il Piemonte paese per paese", Bonechi edizioni, 1993.

Note[modifica | modifica sorgente]


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