Exilles

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Exilles
comune
Exilles – Stemma Exilles – Bandiera
Il paese di Exilles con l'omonimo Forte sullo sfondo
Il paese di Exilles con l'omonimo Forte sullo sfondo
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Torino-Stemma.svg Torino
Amministrazione
Sindaco Michelangelo Luigi Castellano (Lista civica) dall'08/06/2014
Territorio
Coordinate 45°06′00″N 6°56′00″E / 45.1°N 6.933333°E45.1; 6.933333 (Exilles)Coordinate: 45°06′00″N 6°56′00″E / 45.1°N 6.933333°E45.1; 6.933333 (Exilles)
Altitudine 870 m s.l.m.
Superficie 44,32 km²
Abitanti 267[1] (30-09-2011)
Densità 6,02 ab./km²
Frazioni Champbons Inferiore, Champbons Superiore, Deveys, ai soli fini ISTAT Morliere (chiamata Cels e composta da tre borgate denominate Morliere, Rif e Ruinas), Plantà, San Colombano, Sapé di Exilles, Grange della Valle, Margheria inferiore e superiore
Comuni confinanti Bardonecchia, Bramans (FR-73), Chiomonte, Giaglione, Oulx, Pragelato, Salbertrand, Usseaux
Altre informazioni
Cod. postale 10050
Prefisso 0122
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 001100
Cod. catastale D433
Targa TO
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Nome abitanti esillesi o exillesi (Conosciuti in Alta Valle di Susa anche con l'appellativo di esion)
Patrono san Pietro
Giorno festivo 29 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Exilles
Localizzazione del Comune di Exilles nella Provincia di Torino.
Localizzazione del Comune di Exilles nella Provincia di Torino.
Sito istituzionale

Exilles (Exilhas in occitano nella norma classica, noto anche Isiya; Isiles in piemontese; italianizzato in Esille durante il regime fascista; pronuncia corretta Exilles, non francesizzato) è un comune italiano di 267 abitanti della provincia di Torino, in Piemonte, che si trova in Alta Val di Susa.
È l'antica gallo-romana Excingomagus.[2]

Il comune fa parte della Comunità Montana Valle Susa e Val Sangone ed è noto soprattutto perché vi sorge l'omonimo forte.

Geografia e topografia[modifica | modifica wikitesto]

Exilles sorge a 870 m s.l.m. in Alta Val di Susa all'interno di una stretta gola della Dora Riparia, a circa 67 chilometri ad ovest da Torino. La valle ha qui un suo punto caratteristico chiudendosi, prima del vasto pianoro di Oulx, nella "Comba di Exilles". La costiera sud (a destra orografica) sale sino alla Testa dell'Assietta (2.566 m s.l.m.), quella nord fino al monte Niblè (3.365 m s.l.m.), una delle vette del massiccio dell'Ambin.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il Forte

L'abitato di Exilles ha origine antichissima: grazie alla sua posizione strategica il sito attualmente occupato dal Forte era abitato già in epoca primitiva e poi in epoca celtica: solo dal 1155, sotto il comando dei conti d'Albon, si può confermare l'esistenza di un vero e proprio complesso fortificato. Da quella data, il forte di Exilles e il paese passarono di mano in mano, tra la dominazione piemontese e quella francese: una storia lunga, che vide contrapposte per lungo tempo le fazioni del Ducato di Savoia e quelle del Delfinato, e che diede anche origine alla famosa vicenda del Miracolo eucaristico di Torino.

Nei primi giorni di giugno 1593 Exilles e dintorni passarono saldamente sotto il controllo di Carlo Emanuele I di Savoia, grazie anche all'operato che ebbe, nella spedizione militare, il suo alleato spagnolo don Rodrigo di Toledo, rimasto ucciso in un conflitto a fuoco nelle montagne e sepolto poi a Plan di Savoulx.

Passato alla Francia, la leggenda vuole che qui, tra il 1681 e il 1687, sia stato detenuto il celebre personaggio poi denominato "Maschera di Ferro".

Dopo il Trattato di Utrecht, Exilles venne fortificato nuovamente dai Savoia, che ne fecero una piazzaforte inespugnabile. Nel settembre del 1745, nel corso della guerra di successione austriaca, le truppe francesi tentarono di aprirsi la strada verso la bassa valle di Susa attaccando il forte di Exilles, ma vennero respinti dalle cannonate della guarnigione del forte al comando del capitano Papacino d'Antoni.[3]

Nel 1796 i francesi ne ordinarono lo smantellamento: la città era infatti passata alla repubblica dopo il Trattato di Parigi e Vittorio Amedeo III di Savoia, come ricorda Luigi Cibrario:

« ...cedette alla Francia la Savoia, Nizza, Tenda; si obbligò a demolire le fortezze di Exilles, di Susa e di Demonte, consentì che fossero occupate dai francesi Cuneo, Ceva, Tortona, Alessandria, Casteldelfino e l'Assietta... »
(Luigi Cibrario, Storia di Torino, libro VI)

Exilles tornò di vitale importanza nell'Ottocento, durante il periodo in cui l'Italia fu membro della Triplice Alleanza: in questo periodo, dovendo difendere i confini con la Francia, il governo italiano stanziò fondi per la ristrutturazione del forte, facendo diventare Exilles uno dei comuni più popolati della Valle Susa; con la decadenza della fortezza, avvenuta in seguito al ritiro delle forze armate, l'importanza del comune venne sempre più a scemare a livello strategico.

Negli anni del fascismo la denominazione venne italianizzata in "Esille"; la forma originale fu ripristinata nel 1953[4].

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Stranieri[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 11 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Arte[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Forte di Exilles.
  • Il Forte, principale attrattiva artistica di Exilles è il suo forte, che ha reso il paese punto di primaria importanza nella rete difensiva sabauda e francese, poiché i confini della zona portarono Exilles a passare dall'una all'altra potenza;
  • La Cappella di San Rocco, costruita nel 1660 su impianto romanico;
  • La Parrocchiale di S. Pietro Apostolo, originaria del XI secolo a tre navate con pregevole portale gotico e un importante campanile tardoromanico.

Persone legate ad Exilles[modifica | modifica wikitesto]

  • la Maschera di Ferro, misterioso prigioniero che la leggenda associa al forte.
  • Antonio Bertola ingegnere militare che fu incaricato, nel 1711 delle riparazioni del forte che era stato danneggiato durante l'assedio delle truppe sabaude che si termino con la sua resa, il 12 agosto 1708. Nel 1715, concepì il primo progetto di trasformazione dell'antico castello in fortezza capace di sorvegliare un nuovo confine con la Francia.
  • Ignazio Bertola (1676-1755), conte di Exilles dal 1742. Figlio adottivo di Antonio Bertola, celebre ingegnere militare, con il quale collaborò durante l'Assedio di Torino del 1706. Affermatosi in seguito come brillante ingegnere militare, venne nominato responsabile del sistema di fortificazioni dello Stato di Savoia. A lui si devono i progetti dell'integrale rifacimento del forte di Exilles.
  • Ernestina Prola, moglie di un ingegnere delle ferrovie, fu la prima donna italiana a conseguire la patente di guida nel 1907.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia di Exilles si basa essenzialmente sul turismo, recentemente sviluppatosi attorno al Forte, e sull'agricoltura: grazie a particolari condizioni climatiche a monte del paese esistono dei rari vitigni di montagna. Attualmente la C.M.A.V.S., con sede in Oulx, ha avviato il progetto "mille viti a quota mille metri" collocato nella zona "Clote" sopra l'abitato della frazione Deveys.

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Exilles è raggiungibile da un bivio sulla Strada statale 24 del Monginevro che la collega a Torino; l'uscita dell'Autostrada A32, Torino-Bardonecchia è a Susa Est, è possibile uscire anche a Oulx Est, ma comporta il pagamento del pedaggio al casello di Salbertrand.

La stazione di Exilles è situata sulla linea ferroviaria Torino-Modane, anche se nessun treno ormai effettua più la fermata (stazione disabilitata dipendente da quella di Salbertrand); rimane solamente un autoservizio in direzione Bardonecchia e autolinea feriale festiva della SAPAV nella tratta Torino-Susa-Oulx-Alta Valle Susa e Briançon (Francia).

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Exilles è composto dalle frazioni: Cels, Deveys, San Colombano, Champbons e Plantà. Esse hanno seguito la storia del paese perché dipendenti dall'economia scaturita dalla presenza del forte. Tra esse si ricordano:

  • San Colombano: sito a 1.391 m il paese era noto nel passato per la coltivazione delle patate; noto dai carteggi almeno dal quattrocento, San Colombano venne completamente distrutto dalla battaglia che qui si svolse tra i francesi e i piemontesi il 5 maggio 1593: a suo tempo, esso sorgeva non nella sua ubicazione attuale, ma spostato verso il torrente Galambra. Resti del paese vecchio sono ancora visibili, semisepolti, ma testimone della distruzione operata dai francesi è la fontana, che riporta ancora la data "1582";
  • Deveys, frazione poco lontana dal centro di Exilles, è ricordata per la tremenda valanga che il 18 gennaio 1885 si staccò dal monte Charbiere (o di Papillon, o di Deveis) a quota 2390 m, travolse la frazione seppellendovi 36 persone, inutilmente soccorse dagli alpini del battaglione Val Dora di Susa; esse sono ricordate sulla lapide posta sulla parete della cappella.
  • Champbons, frazione sita nel fondovalle, a 913 m s.l.m. È articolata in due gruppi di case: Champbons superiore, in sponda destra, e Champbons inferiore, in sponda sinistra.
  • Plantà, sita prima del capoluogo, salendo da Chiomonte, adiacente la S.S. 24 del Monginevro e prospiciente al Forte (zona casa cantoniera ANAS).
  • Morliere, chiamata Cels e composta da tre borgate denominate Morliere, Rif e Ruinas.

Stemma e gonfalone[modifica | modifica wikitesto]

Stemma: partito d'argento e di rosso, al castello merlato alla guelfa, turrito e finestrato, rosso nel campo d'argento e d'argento nel campo rosso.

Gonfalone: drappo partito di rosso e di verde e caricato dello stemma con l'iscrizione centrata in alto: "Comune di Exilles".

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Immagini del paese[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2011.
  2. ^ Gian Vittorio Avondo e Marco Comello, Frontiere contese tra Italia e Francia, Torino, Edizioni del Capricorno, 2012, ISBN 978-88-7707-160-6, p. 84
  3. ^ Michele Ruggiero, Storia della valle di Susa, p. 312
  4. ^ Decreto del presidente della Repubblica 12 maggio 1953, n. 468, in materia di "Cambiamento della denominazione del comune di Esille, in provincia di Torino, in quella di "Exilles"."
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alfredo Gilibert e Luciano Michelotti, Valsusa com'era. Susa, Delphinus edizioni, 1976
  • Alfredo Gilibert e Anna Gilibert Volterrani, Valsusa com'era. Vol. 2: Tèra 'D nostri vej, Susalibri, Susa, 1992
  • Luigi Cibrario, Storia di Torino, Torino, 1846
  • Luigino Bernard, Exilles tra storia mito e leggenda, Supplemento al n. 2/1991 de Il Bannie
  • Alberto Fenoglio, Il forte di Exilles, C.M.A.V.S
  • Luca Patria, Forte di Exilles, a cura di Cristina Natta-Soleri, Torino, Regione Piemonte e Museo Nazionale della Montagna - Cai
  • Museo Nazionale della Montagna - Cai - Torino, Exilles guarnigioni al forte: 1672-1943
  • San Colombano di Exilles, il borgo, la chiesa, la gente, Collana Issilha 1, Supplemento al "Bannie" n. 2/1983
  • Pro Exilles, I Quaderni del Forte 1989: il forte di Exilles, dal castello dei Delfini alle fortezze sabaude
  • Michele Ruggiero, Valle di Susa, alla riscoperta delle valli piemontesi (III edizione); Editrice Piemonte in Bancarella - Torino
  • Michele Ruggiero, Storia della valle di Susa, Alzani Editore, Pinerolo (TO), 1998, ISBN 88-8170-040-9
  • Mauro Minola, Il Forte di Exilles, Edizioni Susa Libri
  • Mauro Minola, Il Forte di Exilles, guida alla visita, Edizioni Susa Libri
  • Laura Mancinelli, La lunga notte di Exilles. Una sacra rappresentazione, Einaudi (collana Einaudi tascabili. Scrittori), Torino
  • Francesco Barrera, I sette forti di Exilles, metamorfosi architettonica di un complesso fortificato, Museo Nazionale della Montagna Duca degli Abruzzi - Cai - Torino - Regione Piemonte
  • Riccardo Humbert, Exilles, giochi, favole, leggende e del paese altre faccende, Edizioni Il Bugigattolo, Exilles
  • Riccardo Humbert, Exilles, piccola guida per visitare il paese e uscirne praticamente incolumi, Edizioni Il Bugigattolo, Exilles
  • Fulvio Norse, La Via e lou Vio, la Val e la Varadde, Guida all'esplorazione del territorio exillese, Edizioni Il Bugigattolo, Exilles
  • Andrea Maria Ludovici, Deveys: la borgata e la sua cappella, Edizioni del Graffio
  • Massimo Centini, Guida insolita ai misteri, ai segreti, alle leggende e alle curiosità dei castelli del Piemonte, Newton Compton Editori
  • Progetto Tesori d'Arte e Cultura alpina, Itinerari di arte religiosa alpina, Valle di Susa, Borgone Susa 2009
  • Progetto Tesori d'Arte e Cultura alpina, Itinerari di Cultura e Natura alpina, Valle di Susa, Borgone Susa 2010

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Piemonte Portale Piemonte: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Piemonte