Nichelino
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| Nichelino | |||||||||
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| Nichelino - Palazzo comunale | |||||||||
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| Stato: | |||||||||
| Regione: | |||||||||
| Provincia: | |||||||||
| Coordinate: | Coordinate: | ||||||||
| Altitudine: | 229 m s.l.m. | ||||||||
| Superficie: | 20,64 km² | ||||||||
| Abitanti: |
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| Densità: | 2.443 ab./km² | ||||||||
| Frazioni: | Stupinigi | ||||||||
| Comuni contigui: | Beinasco, Candiolo, Moncalieri, Orbassano, Torino, Vinovo | ||||||||
| CAP: | 10042 | ||||||||
| Pref. telefonico: | 011 | ||||||||
| Codice ISTAT: | 001164 | ||||||||
| Codice catasto: | F889 | ||||||||
| Nome abitanti: | nichelinesi | ||||||||
| Santo patrono: | San Matteo | ||||||||
| Giorno festivo: | 21 settembre | ||||||||
| Sito istituzionale | |||||||||
| « I piemontesi si sono integrati bene, a Madonna della Fiducia. Sono qualche decina, su 6 mila abitanti provenienti da tutta Italia oltre che dal resto dell'universo. La fotografia di Nichelino comincia da qui: una parrocchia nuova, alla periferia di una città che è interamente «periferia» della metropoli e che però, dopo gli anni della grande immigrazione italiana, ha saputo costruire una propria identità, che ha sempre meno a che fare con il "dormitorio" delle aree industriali. Anche perché l'industria qui appartiene al passato, più che al futuro; e nel presente si fa sentire soprattutto sotto forma di mobilità lunga e cassa integrazione, più che di reddito. Le storie della crisi, di Viberti e altri (Dil la più recente), non si sono mai concluse per centinaia di lavoratori, diventati veri e propri "desaparecidos" della delocalizzazione industriale. » | |
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(Marco Bonatti [1])
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Nichelino (in piemontese Ël Niclin) è un comune di 49.061 abitanti della Provincia di Torino. Sita alle porte di Torino è una città tipicamente di pianura ed è bagnata dal torrente Sangone, affluente del Po.
Indice |
[modifica] Storia
[modifica] Feudo degli Occelli
Nel 1559, il duca di Savoia concesse il territorio di Nichelino, in feudo, alla Famiglia degli Ussel (Occelli), erigendolo - successivamente - a Contea (1564).
Il 22 giugno 1694 re Vittorio Amedeo II di Savoia dichiarò Nicolino (Nichelino) e zone limitrofe, territorio unico e staccato da Moncalieri.
Nasceva così il "Feudo di Nichelino", assegnato - per diecimila ducati d'argento - al conte Niccolò Manfredi Occelli, con diritto all'uso di armi, sigilli e relativo titolo nobiliare (Conti di Nichelino).
La Regia Patente stabiliva confini (dal torrente Sangone alla strada che conduce a Vinovo e dalla medesima strada sino a Stupinigi, Candiolo e Vinovo) e territorio (le Borgate Palazzo e Nichelino, le grandi cascine S. Quirico, Buffa, Vernea, Palazzetto, Colombetto e Pallavicina).
Si concludeva, in questo modo, una guerra intestina - per il dominio sul territorio - fra la famiglia Occelli e gli Umoglio (conti della Vernea e di Pramollo).
Grazie al denaro perciò gli Occelli risolsero a loro favore la disputa, ottenendo il feudo, il titolo e l'esercizio di alcuni diritti fondamentali (amministrazione, giustizia, tributi, etc.).
Nichelino contava, all'epoca, quasi 400 abitanti, legati profondamente alla religione, dediti soprattutto all'agricoltura (le acque del Sangone rendevano particolarmente fertili i terreni) e con qualche attività classica delle comunità (macellaio, oste, fabbro, ecc...). Rilevanza aveva anche la gelsicoltura, legata alla tipica tradizione piemontese della produzione di seta.
La situazione politico-militare era piuttosto incandescente: il trattato tra Italia, Francia e Spagna non aveva affatto riportato la calma nell'area piemontese.
Nel 1706 Torino fu assediata dai francesi; Nichelino inviò perciò in aiuto ai Savoia, uomini e mezzi; il territorio fu invaso dal nemico, gli abitanti abbandonarono le case ed implorarono l'aiuto di San Matteo per respingere l'assedio (21 settembre 1706).
Placatisi i venti di guerra, gli Occelli - in cambio della fedeltà mostrata - ottennero il diritto di nominare i Sindaci.
Niccolò Manfredi Occelli morì nel 1742; suo figlio Giacomo Luigi si disinteressò del territorio nichelinese e spostò la residenza di famiglia sulla collina moncalierese.
Fu proprio nella seconda metà del '700, con gli "Ordinati" (le delibere di oggi), che Nichelino subì la prima vera trasformazione: furono organizzate le pattuglie di vigilanza sull'ordine pubblico (fece scalpore l'arresto del noto bandito Brando), venne edificata una nuova chiesa, fu regolata la distribuzione dell'acqua e si istituì un servizio di assistenza per i meno abbienti.
[modifica] Il periodo napoleonico
Alla fine del '700, fallito l'armistizio di Cherasco (1796), Nichelino - come tutto il resto del Piemonte - finì nelle mani dei francesi.
La nuova situazione determinò la costituzione della Guardia Nazionale, l'adozione del sistema metrico decimale e del calendario repubblicano, l'abolizione degli ordini religiosi.
[modifica] La restaurazione e l'ottocento
Con il ritorno del re (1814) e la conseguente abrogazione delle leggi francesi, Nichelino vide - nel 1824 - l'insediamento della prima stazione dei Carabinieri[2]. L'Ottocento fu un secolo fondamentale per la storia d'Italia ed anche Nichelino risentì profondamente dei notevoli mutamenti politici, sociali ed economici. Proprio in quegli anni vennero edificate due scuole, la nuova chiesa parrocchiale e la nuova Casa Comunale (progettata da Amedeo Peyron). Vennero migliorate le vie di comunicazione stradale, fu costruita la stazione ferroviaria ed il 27 luglio 1854 transitò il primo treno. A quell'epoca si contavano quasi 1700 abitanti.
[modifica] Il secolo XX
Nichelino vide la sua popolazione crescere in modo abbastanza lineare fino alla seconda metà del XX secolo. Fu infatti con la massiccia immigrazione dalle regioni meridionali d'Italia che la popolazione balzò dai circa 15.000 abitanti del 1961 ai quasi 45.000 del 1971.
Con l'inizio del nuovo millennio si raggiunse il curioso primato di avere residenti nati in tutte le province italiane.
Recentemente Nichelino ha potuto fregiarsi del titolo di "Città" e nell'ultimo decennio è stata la città della cintura torinese con il maggior incremento demografico.
[modifica] Evoluzione demografica
Abitanti censiti 
[modifica] Città gemellate
[modifica] Trasporti e mobilità
[modifica] Autostrade
La città è servita dalla Tangenziale Sud di Torino attraverso due svincoli:
- Stupinigi - Strada Statale 23 del Colle di Sestriere - Palazzina di Caccia di Stupinigi - Torino Corso Unione Sovietica
- Debouchè - Ippodromi di Torino
[modifica] Collegamenti ferroviari
Nichelino è attreversata dalla linea ferroviaria Torino-Pinerolo, che ferma sul territorio comunale nella stazione di Nichelino.
[modifica] Trasporti urbani
Nichelino è servita dalla rete suburbana di Torino attraverso linee di autobus.
[modifica] Punti di interesse
[modifica] Testimonianze storiche
- Palazzina di caccia di Stupinigi, la maggior attrazione culturale e turistica è la Palazzina di caccia di Stupinigi, costruita da Filippo Juvarra per conto dei Savoia e dichiarata Patrimonio dell'Umanità dall'UNESCO.
- Castello di Nichelino, conosciuto anche come Palazzo Occelli, fu costruito su fondazioni già esistenti nel 1565. Al suo interno si trova la Madonna delle Grazie, una cappella consacrata. Fu la prima chiesa di Nichelino del XIII secolo. Nei suoi significativi volumi trovano posto l'ex sala carrozze, una piscina, il patio ed un parco secolare di 35.000 m2.
[modifica] Teatri
[modifica] Parchi
Il parco più grande della città è il Parco Boschetto, una delle più grandi aree verdi della cintura sud di Torino. Insieme al Parco Sangone ed al Parco Colonnetti di Torino, forma una area verde contigua di oltre 600.000 metri quadri.
[modifica] Personaggi storici legati a Nichelino
- Vincenzo Maria Miglietti (1809 – 1864), senatore e ministro del Regno d’Italia
[modifica] Amministrazione comunale
Sindaco: Giuseppe Catizone (centrosinistra) dal 14/06/2004, confermato 14/06/2009
Centralino del comune: 011 68191
Posta elettronica: sindaco@comune.nichelino.to.it
[modifica] Bibliografia
- Paolo Colombo, Mario Costantino e Pierbartolo Piovano, Nichelino come eravamo, ed. Comune di Nichelino
[modifica] Note
- ^ Marco Bonatti, La Voce Del Popolo, 12 novembre 2006.
- ^ L'Arma dei Carabinieri era stata istituita il 13 luglio 1814 da re Vittorio Emanuele I


