Giornalista

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Giornalismo








La giornalista televisiva Milena Gabanelli.
Folla di giornalisti a una conferenza stampa.
Un giornalista televisivo e il suo cameraman durante un collegamento in esterna.

Il giornalista (detto in lingua inglese reporter) è un lavoratore del campo dell'informazione nel settore del giornalismo che si occupa di scoprire, analizzare, descrivere e scegliere notizie.

Il giornalista redige articoli, inchieste (o reportage) o editoriali per testate giornalistiche periodiche o agenzie di stampa, su un mezzo di comunicazione di massa (carta stampata, radio, televisione, internet,..

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ordine dei giornalisti.

Diversamente dalla maggioranza degli altri stati, in Italia l'attività del giornalista, oltre ad essere fondata su una deontologia, è regolamentata da una legge (l. 3 febbraio 1963 n. 69). La legge ha creato un organismo, l'Ordine nazionale dei giornalisti, cui tutti coloro che esercitano l'attività giornalistica (sia come professione o come attività non principale) hanno l'obbligo di iscriversi.

Chi non è iscritto all'Ordine non può, ai sensi della legge definirsi giornalista. Da un punto di vista pratico però, diversamente dalle altre professioni normate (come l'avvocato, ed il medico), chiunque può svolgere un'attività simile a quella del giornalista, in quanto la Costituzione italiana tutela la libera manifestazione del pensiero, ma non ha la possibilità di definirsi "giornalista". L'esercizio abusivo della professione giornalistica è un reato.

I giornalisti professionisti, similmente ad altre categorie professionali italiane, hanno una propria cassa previdenziale (INPGI) e un proprio sindacato, la Federazione Nazionale Stampa Italiana (FNSI).

L'ordine dei giornalisti prevede in Italia, secondo la legge n. 69 del 1963, che l'Albo sia diviso in due appositi elenchi:

I primi sono coloro che esercitano in modo esclusivo e continuativo la professione di giornalista; i secondi sono coloro che svolgono attività giornalistica non occasionale e retribuita anche se esercitano altre professioni o impieghi.[1]

Possono divenire giornalisti professionisti solo coloro che hanno svolto almeno 18 mesi di "praticantato" in una redazione dove sono assunti già altri professionisti, retribuiti secondo il contratto di lavoro. Successivamente devono superare un esame scritto e orale, con una commissione presieduta da un magistrato. Vi sono inoltre alcune scuole post universitarie, a numero chiuso, che permettono di poter sostenere l'esame di giornalista professionista senza effettuare il praticantato.

Esiste infine il registro speciale, al quale possono iscriversi tutti coloro che, pur non essendo giornalisti, sono chiamati a dirigere testate tecniche o scientifiche. I direttori di tali testate permangono nel registro speciale solo per la durata dell'incarico.

La Corte di Cassazione con la sentenza n. 256 del 2 aprile 1971 ha affermato che anche i pubblicisti possono assumere l'incarico di direttore responsabile di una testata giornalistica.

All'interno della redazione di un'azienda editoriale, l'interlocutore naturale del giornalista professionista, assunto con il Contratto nazionale di lavoro giornalistico, è il capo servizio, poi il caporedattore (o anche redattore capo), fino al direttore responsabile, gerarchicamente posto più in alto. Vi è poi la figura dell'inviato. Queste figure non possono essere ricoperte dai giornalisti pubblicisti.

Sul piano esterno il giornalista, specie in occasione di vertenze sindacali, è chiamato a confrontarsi - per il tramite dei propri organismi di categoria (Comitato di redazione e Associazione dei giornalisti) con la FIEG, la Federazione italiana degli editori di giornali, che raggruppa in Italia le maggiori aziende imprenditoriali del settore dell'informazione, editrici di quotidiani e periodici.

In alcuni casi più giornalisti si associano riunendosi in cooperativa, per diventare essi stessi editori del giornale per il quale scrivono (es: il manifesto).

Da qualche anno sempre più giornalisti sono autonomi e, soprattutto per l'avanzare delle nuove tecnologie, sempre più tempestivi e completi. Il nuovo reporter deve essere in grado, infatti, di redigere un testo e scattare foto o realizzare video contemporaneamente, per pubblicare direttamente il tutto sul sito della testata (oggi quasi tutte on line).

Germania[modifica | modifica wikitesto]

In Germania la professione di giornalista non è normata per legge e chiunque la svolga ha il diritto di definirsi tale.

Qualora si voglia ottenere il tesserino da giornalista, è necessario iscriversi con relativi giustificativi in termini di produzione e retribuzione a una delle sei associazioni di categoria.

Svizzera[modifica | modifica wikitesto]

Il titolo professionale di giornalista può essere ottenuto tramite l'iscrizione al "Registro professionale svizzero delle giornaliste e dei giornalisti".

Si può ottenere così il tesserino di giornalista e incrementare quindi il proprio potere contrattuale grazie al Contratto Nazionale Collettivo.

Per ottenere l'accesso al Registro e la Tessera Stampa è necessario svolgere per almeno due anni la professione giornalistica, essere iscritti ad una delle associazioni contraenti, e firmare un codice deontologico.

Esistono alcuni sindacati e associazioni di categoria. Ad esse è necessario iscriversi per richiedere il tesserino da giornalista.

Le figure[modifica | modifica wikitesto]

Le figure del giornalista professionista sono molteplici e differenziate in rapporto al settore e all'azienda editoriale:

Le figure di collaboratore e direttore responsabile possono essere ricoperte da giornalisti pubblicisti. Il direttore responsabile ha (in base alla legge sulla stampa n. 47 dell'8 febbraio 1948) la unica responsabilità, anche penale, dei contenuti della pubblicazione e, per il contratto, dell'organizzazione del corpo redazionale. L'editore può esclusivamente rimuovere il direttore responsabile. Il direttore editoriale del giornale (figura non prevista dalla legge) ove previsto dall'editore, ha invece la responsabilità politica della linea editoriale del giornale.

Settori di competenza[modifica | modifica wikitesto]

Un giornalista può, per definizione, occuparsi d'ogni argomento che reputi meritevole di divulgazione. Ciascun settore è possibile inquadrarlo in diverse tipologie di cronaca:

  • cronaca nera: riferisce su episodi criminali o che hanno svolgimento o conclusione nefasti, quali furti, rapine, delitti, sequestri di persona, incidenti (sul lavoro o stradali), terremoti, alluvioni, suicidi, ecc.;
  • cronaca bianca: si occupa di fatti di informazione semplice, relativi all'organizzazione urbana o alla società (costruzione di strade, analisi di disservizi, ritardi, ecc.);
  • cronaca rosa (equivalente all'anglosassone gossip): descrive fatti e comportamenti privati o pubblici di protagonisti dello spettacolo o dell'alta società, inclusi personaggi politici e personalità dell'arte e della cultura con una qualche notorietà;
  • cronaca politica: riporta - servendosi spesso delle dichiarazioni di leader ed esponenti politici - i resoconti parlamentari e l'attività dei governi. Figura tradizionale di questo settore è quella del notista politico che redige quotidianamente articoli destinati a un pastone raccolto usualmente nelle prime pagine dei quotidiani;
  • cronaca internazionale (o esteri): comprende genericamente notizie provenienti dalle più svariate parti del mondo; confrontando gli usi e le abitudini dei vari popoli, può sconfinare nella cronaca di costume;
  • cronaca dello spettacolo e cronaca dell'arte: si occupa degli eventi - nazionali ed internazionali - dei rispettivi ambiti;
  • cronaca scientifica: rende conto di ogni scoperta nel campo delle innovazioni scientifiche, anche riguardo alla salute dell'uomo o alla scoperta di nuovi territori (l'attività del robot Spirit su Marte, l'epidemia SARS o le biotecnologie come gli Organismi geneticamente modificati possono essere esplicativi in questo senso).
  • cronaca sportiva: riporta e commenta i risultati degli sport più importanti, in relazione alla vocazione del giornale. Oltre alle testate specialistiche, ogni quotidiano ha normalmente una sezione sportiva.
  • cronaca economica e finanziaria: descrive le strategie delle maggiori imprese, riporta l'andamento dei principali indicatori delle borse finanziarie, pubblica interviste ai protagonisti dell'economia, segue le principali azioni di politica economica (manovre economiche, DPEF, legge finanziaria, bilancio statale, ecc.), riporta le principali riunioni del CdA e degli azionisti in merito ai dividendi azionari o alle strategie di imprese quotate, ecc.

Il giornalista viene considerato specializzato se scrive si occupa solo e specificamente di un unico settore o scrive su pubblicazioni che si occupano di una materia in particolare (sport, musica, arte, scienza o spettacolo o economia e finanza).

Fornisce un particolare contributo all'informazione primaria se chiamato a ricoprire il ruolo dell'inviato di guerra, che copre gli eventi bellici, fornendo reportage dalle zone calde del globo.

Talvolta la figura del giornalista ha incarnato per il cinema, specie anglosassone, figure mitiche, disegnate sulla base dei reporter delle storiche agenzie di stampa United Press e Associated Press.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Legge n. 69/1963 | ODG, art. 1, IV comma).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bechelloni G., (a cura di), Il mestiere di giornalista, Liguori, 1982.
  • Lepri S., Professione giornalista, Etas-Rcs Libri, 1991.
  • Medici M. / D. Proietti (a cura di), Il linguaggio del giornalismo, Mursia, 1992.
  • Mottana G., Professione giornalista. Teoria e pratica del mestiere, Guido Milano Editore, 1989.
  • Nazio P., Il manuale del giornalista televisivo, Gremese, 1990.
  • Papuzzi A., Manuale del giornalista, Donzelli, 1993.
  • Visconti G., Giornalista online - Dal web writer al web editor, Franco Angeli 2002.

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