Periodico

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Un periodico è una pubblicazione su supporto cartaceo e/o elettronico (DVD, videocassetta, musicassetta ecc.) che viene resa disponibile a intervalli di tempo regolari.

Nota sull'uso del termine[modifica | modifica sorgente]

Anche se la cadenza giornaliera rientra nei casi possibili, spesso con il termine "periodico" si vuole indicare una pubblicazione con cadenza diversa da quella giornaliera.

Periodici in forma cartacea[modifica | modifica sorgente]

Il periodico in forma cartacea è chiamato giornale. Il termine giornale però ha un significato più ampio di "periodico in forma cartacea" in quanto il giornale può anche essere una pubblicazione in forma cartacea aperiodica, non sempre quindi un giornale è un periodico.

I tipi di giornali sono:

  • quotidiano: è un giornale periodico con frequenza di pubblicazione giornaliera. In teoria un quotidiano è un periodico quindi potrebbe anche non essere in forma cartacea ma elettronica, nella pratica però non esistono quotidiani non cartacei quindi il quotidiano si può considerare anche come una tipologia specifica di giornale. Solitamente un quotidiano riporta notizie di vario genere, ma esistono anche quotidiani che si occupano in modo particolare di un determinato settore dell'informazione, come ad esempio i quotidiani sportivi o quelli economici.
  • rivista: è un giornale con frequenza di pubblicazione non giornaliera. Solitamente tratta in modo approfondito un determinato argomento per un pubblico specializzato, oppure riporta fatti d'attualità per un vasto pubblico (in questo secondo caso è anche chiamata rotocalco).
  • rotocalco: è una rivista che si occupa di attualità. Solitamente ha una cadenza di pubblicazione settimanale e tirature elevate.

Classificazione dei periodici in base alla cadenza di pubblicazione[modifica | modifica sorgente]

In ordine decrescente di frequenza di pubblicazione le tipologie più comuni di periodici sono:

  • quotidiano (uscita giornaliera): si tratta esclusivamente di pubblicazioni in forma cartacea che solitamente riportano notizie di vario genere (politiche, d'attualità, sportive, economiche ecc.);
  • trisettimanale (tre uscite settimanali a giorni prefissati): formula rara utilizzata da alcuni giornali d'informazione locali;
  • bisettimanale (due uscite settimanali a giorni prefissati): un esempio sono i giornali di annunci economici o alcuni giornali di notizie locali;
  • settimanale (uscita in un giorno prefissato della settimana): esempio tipico i rotocalchi, le riviste di informazione televisiva, i magazine d’attualità; è detto anche ebdomadario dal latino hebdomadarius[1] (derivante dal greco antico ἑβδομάς -άδος, da ἔβδομος "settimo");[2]
  • quattordicinale (uscita ogni due settimane);
  • quindicinale o bimensile (uscita due volte al mese): esempio tipico magazine d’informazione non strettamente legati all’attualità;
  • mensile (in genere in uscita nei primi giorni del mese): esempio tipico, riviste di approfondimento su argomenti specialistici o professionali (architettura, giardinaggio, bricolage ecc.);
  • bimestrale e trimestrale (in genere in uscita nei primi giorni di ogni bimestre o trimestre): solitamente riviste e pubblicazioni di tipo scientifico/culturale e, nel caso specifico di quelle trimestrali, sovente anche di moda, in quanto la cadenza è confacentesi al ritmo stagionale delle collezioni d’abbigliamento;
  • semestrale e annuale: in genere le pubblicazioni che hanno tale cadenza sono cataloghi, annuari letterari e / o scientifici, pubblicazioni stagionali legate a un particolare periodo dell’anno, pubblicazioni statistiche.

Altresì singolare è il caso di un periodico francese, la Bougie du Sapeur (fr. La candela del pompiere), giornale culturale / umoristico che esce a cadenza quadriennale il 29 febbraio di ogni anno bisestile. La prima pubblicazione avvenne nel 1980 e il nono numero fu nel 2012. Il prossimo è previsto per il 29 febbraio 2016.

Normativa italiana sulla pubblicazione dei periodici[modifica | modifica sorgente]

L’art. 5 della Legge n. 47 del 1948 stabilisce che nessun giornale o periodico può essere pubblicato se non sia stato preventivamente registrato presso la cancelleria del Tribunale nella cui circoscrizione la pubblicazione deve effettuarsi. Il successivo art. 16 punisce chiunque intraprenda la pubblicazione di un giornale ovvero di un periodico, senza che sia stata eseguita la suddetta registrazione.

La legge prevede inoltre l'obbligo che vi sia un Direttore responsabile iscritto all'Albo dei giornalisti – professionisti oppure pubblicisti.

L’art. 1, comma 1°, legge n. 62 del 2001, statuisce che “per prodotto editoriale, ai fini della presente legge, si intende il prodotto realizzato su supporto cartaceo, ivi compreso il libro, o su supporto informatico, destinato alla pubblicazione o, comunque, alla diffusione di informazioni presso il pubblico con ogni mezzo, anche elettronico, o attraverso la radiodiffusione sonora e televisiva, con esclusione dei prodotti discografici o cinematografici” e stabilisce al successivo comma 3°che “al prodotto editoriale si applicano le disposizioni di cui all’art. 2 della legge 8 febbraio 1948 n. 47. Il prodotto editoriale diffuso al pubblico con periodicità regolare e contraddistinto da una testata, costituente elemento identificativo del prodotto, è sottoposto, altresì, agli obblighi previsti dall’art. 5 della medesima legge n. 47 del 1948”.

Va chiarito che “il provvedimento di registrazione consiste in un mero controllo di legittimità della regolarità formale dei documenti prodotti e della rispondenza del loro contenuto alle disposizioni di legge. La registrazione di un periodico, quindi, non costituisce un limite preventivo alla libertà di stampa, essendo esclusa nell’emissione del suddetto provvedimento ogni valutazione discrezionale circa l’opportunità di consentire o meno la pubblicazione. La finalità della registrazione è unicamente quella di garantire la repressione degli abusi e di individuare i soggetti responsabili di eventuali illeciti commessi a mezzo stampa. Essa rappresenta soltanto una condizione di legittimità della pubblicazione, la cui mancanza dà luogo al reato di stampa clandestina. D’altro canto anche la Corte Costituzionale con sent. N. 2 del 1971 ha escluso che le disposizioni in esame compromettano le libertà riconosciute e garantite dall’art. 21 della Cost., avendo ivi affermato che l’obbligo della registrazione riguarda esclusivamente i giornali quotidiani o periodici, sicché non pone alcuno ostacolo a che un soggetto manifesti il proprio pensiero con singoli stampati o con numeri unici.” (Tribunale di Modica, sentenza n. 194/08 dell'8.5.2008, dott.ssa P. Di Marco)

Codice ISSN[modifica | modifica sorgente]

Per la classificazione editoriale si utilizza il codice ISSN, analogo al codice ISBN utilizzato per i libri.

Codice a barre[modifica | modifica sorgente]

Per quanto riguarda il codice a barre, la normativa EAN (European Article Number) prevede che si utilizzi il codice EAN/UCC-13 a 13 cifre per l'indicazione della testata del periodico e una parte aggiuntiva (add-on) per l'indicazione del numero del periodico.

Le prime tre cifre del codice EAN/UCC sono 977 (che l'EAN riserva per i periodici), le 7 cifre seguenti (dalla 4 alla 10) rappresentano il codice ISSN (senza la cifra di controllo dell'ISSN). Le cifre 11 e 12 permettono di distinguere tra diverse varianti (più che altro collegate a variazioni di prezzo: ad esempio con 00 si indica una versione normale, con 06 una versione con gadget, 61 con CD, 62 con musicassetta ecc.)

La tredicesima cifra è il codice di controllo calcolato con le normali regole EAN/UCC-13. La parte aggiuntiva, a 5 cifre, specifica il numero del periodico. Possono essere adottate diverse sistemi per la scelta delle 5 cifre. In Italia spesso per i quotidiani si utilizza la numerazione AMMGG, dove A è l'ultima cifra dell'anno di edizione, MM sono le due cifre del mese e GG le due cifre del giorno.

Per i periodici si utilizza la numerazione ANNNN, dove A è l'ultima cifra dell'anno di edizione e NNNN rappresentano il numero. Secondo lo standard italiano il formato utilizzato per NNNN è a discrezione dell'editore (purché il numero ottenuto sia diverso per ogni uscita del periodico), pertanto NNNN può rappresentare l'uscita del periodico a partire dall'inizio dell'anno oppure essere una numerazione ininterrotta.

I periodici nelle biblioteche[modifica | modifica sorgente]

I periodici vengono spesso conservati nelle biblioteche in apposite sale, separate da quelle utilizzate per i libri. Anche le sale per la consultazione sono di solito separate da quelle dei libri. Spesso gli ultimi numeri sono direttamente disponibili al pubblico, mentre i numeri arretrati sono conservati in archivio.

La sezione della biblioteca che si occupa dei periodici, così come l'insieme dei locali destinati a questa funzione, è detta emeroteca. Frequentemente nelle biblioteche, al fine di ridurne lo spazio occupato, i periodici e soprattutto i quotidiani dopo un certo tempo non vengono più conservati nella loro forma originale, ma vengono conservati in una loro riproduzione che occupa meno spazio (come riproduzioni in microfilm o microfiche).

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Cf. Vocabolario Treccani online.
  2. ^ Cf. Vocabolario Treccani online.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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