Panorama (rivista)

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Panorama
Stato Italia Italia
Lingua italiano
Periodicità settimanale
Genere stampa nazionale
Fondazione 1962
Sede via Arnoldo Mondadori, 1 Segrate (MI)
Editore Arnoldo Mondadori Editore
Tiratura 416.314 (dicembre 2012)
Diffusione cartacea 324.774 (dicembre 2012)
Direttore Giorgio Mulè
Vicedirettore Roberto Bettoni, Emanuele Farneti, Raffaele Leone, Walter Mariotti, Luciano Santilli
Sito web http://www.panorama.it/
 

Panorama è un periodico settimanale italiano di attualità e politica. È pubblicato da Mondadori con 352.652 copie di diffusione.[1]

Affronta argomenti di attualità, politica, società ed economia, cui vengono dedicati accurati approfondimenti, anticipando anche i fenomeni di maggior rilievo.

Indice

Storia [modifica]

Logo di Panorama precedentemente usato

È stato fondato per iniziativa di Arnoldo Mondadori come periodico culturale per un segmento medio-alto[2]. Mondadori chiamò alla direzione un promettente giornalista-scrittore: Nantas Salvalaggio (proveniente da Epoca e Corriere della Sera). Diffuso inizialmente a cadenza mensile, il primo numero di Panorama uscì nell'ottobre del 1962.

Nel 1965 la direzione passò a Lamberto Sechi, che due anni dopo lo trasformò in settimanale (18 maggio 1967). Sulla scia del successo delle testate Der Spiegel in Germania e L'Express in Francia, l'editore Mondadori trasformò Panorama nel primo settimanale d'informazione italiano.

Dagli anni novanta ad oggi [modifica]

Dalla primavera 1996 la rivista ha un suo sito Internet (prima "mondadori.com/panorama", in seguito "panorama.it") che lancia insieme a un "restyling" (nella testata un piccolo globo sostituisce la "o").

Linea politico-editoriale [modifica]

Fin dagli esordi Panorama si è collocato nell'area di centrosinistra. Negli anni '90 ha però radicalmente cambiato linea editoriale, passando dall'area di centrosinistra a quella di centrodestra.

La conversione ha una premessa con l'insediamento di Silvio Berlusconi alla presidenza della Mondadori il 25 gennaio 1990. In netto dissenso col nuovo editore, a febbraio lasciano il settimanale il direttore Claudio Rinaldi, Giampaolo Pansa e Altan. Rinaldi viene sostituito da Andrea Monti, proveniente da Fortune Italia[3][4]. Nell'ambito del braccio di ferro fra proprietà e direzione, nell'ottobre 1991 vengono bocciati due vicedirettori su quattro proposti: Pasquale Chessa e Carlo Rossella; mentre vengono graditi Maria Luisa Agnese e Luciano Santilli[5].

L'imminente entrata di Berlusconi in politica, preannunciata nel novembre 1993, rinnova le frizioni; Panorama sciopera sostenendo che «lo sciopero, che si sta svolgendo con una partecipazione altissima, è dettato dalla preoccupazione, che ci pare ormai chiara, dell'editore di scendere in campo come organizzatore di uno schieramento politico. Sono mesi che il comitato di redazione della Mondadori e quello di Panorama hanno posto l'incompatibilità tra la figura di editore e quella di leader politico. I giornalisti difendono davanti ai lettori, con tutte le armi in loro possesso, la tradizione di indipendenza e autonomia della loro testata, che è la ragione prima del successo di Panorama»[6]. Berlusconi replica per lettera alla redazione[7], la quale però non indietreggia[8]. Si accenderanno nuove polemiche quando la Mondadori progetta di allegare il programma elettorale della neonata Forza Italia al settimanale[9].

Durante il governo Berlusconi I, Panorama pubblicherà anche copertine anti-premier[10]. Dal marzo 1995 si fanno insistenti le voci per insediare alla direzione di Panorama al posto di Monti, Giuliano Ferrara, già ministro del governo Berlusconi[11], ma il vicepresidente e amministratore delegato della Mondadori, Franco Tatò, si dichiara contrario[12].

Richiesto di un parere sulla nuova linea politico-editoriale, il direttore Andrea Monti dichiara: «Abbiamo dovuto sopportare la possibile perdita dei lettori più radicali. La soluzione è semplice: il giornale non deve stare né da una parte né dall'altra, ma un passo più in su»[13]. A fine giugno Franco Tatò lascia la Mondadori per l'Enel.

La nuova Mondadori post-Tatò lancia nuove strategie aziendali che portano Monti il 31 ottobre alle dimissioni da direttore di Panorama[14]. L'11 novembre è nominato nuovo direttore Giuliano Ferrara, il quale già dirige Il Foglio da lui fondato[15]. Ferrara dichiarerà subito ai redattori che «i fatti non sono nudi e crudi e richiedono una loro interpretazione, sinceramente politica» e che dunque «farà battaglia» avendo «ben presente che l'azionista di riferimento della Mondadori è Silvio Berlusconi, impegnato in politica». Il settimanale sterza dunque verso il centrodestra e ciò provoca una nuova ondata di polemiche. Enzo Biagi lascia subito il giornale[16]. Nella votazione sulla fiducia, Ferrara ottiene 30 "no" contro 28 "sì" e 14 astenuti. Il condirettore Pierluigi Battista ottiene invece 30 "sì", 28 "no" e 14 astenuti, il vicedirettore esecutivo Massimo Donelli 14 "sì'" , 46 "no" e 12 astenuti. Dei quattro vicedirettori sono bocciati Pino Buongiorno, Pasquale Chessa ed Enrico Cisnetto e solo Luciano Santilli è promosso[17]. Il mese dopo Adriano Sofri diviene una firma abituale del settimanale[18].

Nel marzo 1997 si acuisce la tensione fra direttore e redazione, con quest'ultima che lamenta «l'uso di collaboratori esterni che ha raggiunto un livello tale da rischiare di essere interpretato come un'implicita valutazione negativa della professionalità della redazione»[19]. Sei mesi dopo Ferrara si dimette, ufficialmente per dedicarsi solo a Il Foglio[20]. Altrettanto farà Battista[21]. Al loro posto vengono chiamati rispettivamente Roberto (detto Nini) Briglia e Massimo Donelli. Briglia confermerà di voler proseguire la linea tracciata da Ferrara[22].

Diffusione sui nuovi media [modifica]

La rivista è consultabile su Internet e su iPad.
Panorama è la prima rivista italiana ad ospitare sulle sue pagine i codici QR: il crittogramma appare in margine all'articolo. Il servizio, avviato l'11 dicembre 2009, permette di ottenere video, testi e pagine internet sul proprio cellulare, per approfondire l'argomento a cui l'articolo è connesso.

I direttori dal dopoguerra [modifica]

Mensile di cultura
Settimanale d'attualità (dal 1965)

Organigramma attuale [modifica]

Direttore responsabile: Giorgio Mulè

Vicedirettori: Raffaele Leone, Roberto Bettoni, Emanuele Farneti, Luciano Santilli, Maurizio Tortorella

Gli editorialisti sono: Pino Buongiorno, Luca Antonini, Vittorio Feltri, Oscar Giannino, Giuliano Ferrara, Luca Ricolfi, Sergio Romano, Bruno Vespa.

Le rubriche sono curate da: Gianpiero Cantoni, Piera Detassis, Giorgio Forattini, Lino Jannuzzi, Augusto Minzolini, Arturo Carlo Quintavalle, Costanza Rizzacasa d'Orsogna, Antonio Socci, Luigi Vaccari

La rivista appartiene al gruppo Arnoldo Mondadori Editore della famiglia Berlusconi.

Pagine scelte [modifica]

Note [modifica]

  1. ^ «Prima Comunicazione», Dati e cifre.. I dati ufficiali non tengono conto del fatto che Panorama sia spesso offerto in regalo con TV Sorrisi e Canzoni, il settimanale più diffuso in Italia.[senza fonte]
  2. ^ Il periodico riprendeva la testata di un'omonima pubblicazione che visse dal 1939 al 1940. Vedi Panorama (rivista 1939).
  3. ^ DOPO L'ARRIVO DI BERLUSCONI RINALDI LASCIA 'PANORAMA'
  4. ^ ANCHE ALTAN LASCIA 'PANORAMA'
  5. ^ 'PANORAMA', NO A DUE VICEDIRETTORI
  6. ^ BERLUSCONI PRONTO AL SECONDO ASSALTO
  7. ^ BERLUSCONI AI SUOI GIORNALISTI 'NON ACCETTERO' ALTRI PROCESSI'
  8. ^ 'PANORAMA' IN ASSEMBLEA PER DIFENDERE L'AUTONOMIA
  9. ^ PANORAMA REGALA FORZA ITALIA
  10. ^ 'LA BUFERA PASSERA' '
  11. ^ CAMBIO A PANORAMA FERRARA DIRETTORE?
  12. ^ 'LA MIA MONDADORI? PROFITTI E AUTONOMIA'
  13. ^ 'PANORAMA' SI RINNOVA E SBARCA SU INTERNET
  14. ^ 'PANORAMA' MONTI DIVORZIA DA MONDADORI
  15. ^ FERRARA A 'PANORAMA'
  16. ^ I REDATTORI DI 'PANORAMA' NEGANO LA FIDUCIA A FERRARA
  17. ^ I REDATTORI DI 'PANORAMA' NEGANO LA FIDUCIA A FERRARA
  18. ^ SOFRI COLLABORERA' CON 'PANORAMA'
  19. ^ PANORAMA, GUERRA A FERRARA
  20. ^ LITE SUL VIDEO - ARIOSTO, FERRARA LASCIA
  21. ^ 'PANORAMA' ANCHE BATTISTA SI DIMETTE
  22. ^ 'PANORAMA' BRIGLIA DIRETTORE