Panorama (rivista)
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| Panorama | |
| Prezzo di copertina | € 3,00 |
|---|---|
| Paese | Italia |
| Lingua | italiano |
| Periodicità | settimanale |
| Genere | stampa nazionale |
| Formato | magazine |
| Diffusione | 503.000 |
| Fondazione | 1939 (poi rifondato nel 1962) |
| Sede | Segrate (Milano) |
| Editore | Arnoldo Mondadori Editore |
| Direttore | Giorgio Mulè |
| Vicedirettore | Luciano Santilli |
| ISSN | |
| Sito web | panorama.it |
Panorama è un periodico settimanale italiano di attualità e politica. È pubblicato da Mondadori e con circa 503.000 copie è il settimanale d'informazione più diffuso in Italia. Il lettorato totale si attesta circa a 2.908.000.
Affronta argomenti di attualità, politica, società ed economia, cui vengono dedicati accurati approfondimenti, anticipando anche i fenomeni di maggior rilievo.
Indice |
[modifica] Storia
Fondato nel 1939 da Gianni Mazzocchi, il primo numero uscì il 27 aprile 1939, era di formato tascabile ed aveva cadenza quindicinale. Questa prima edizione coniugava argomenti di attualità, politica, letteratura, poesia e architettura, raccogliendo gli articoli e gli scritti di importanti collaboratori, quali Alfonso Gatto, Alberto Moravia, Carlo Linati, Giovannino Guareschi, Giuseppe Pagano, Giovanni Comisso, Elsa Morante, Luigi Comencini, Irene Brin e tanti altri. La pubblicazione venne fatta chiudere, per ordine del Minculpop, a causa di un articolo di Indro Montanelli, pubblicato sul fascicolo del 12 settembre 1940, considerato "disfattista" dai censori del regime.
Rifondato nel 1962 da Nantas Salvalaggio (proveniente da Epoca e Corriere della Sera), fu diffuso inizialmente a cadenza mensile.
La direzione passò a Lamberto Sechi nel 1965, che lo trasformò in settimanale (18 maggio 1967).
L'obiettivo dell'editore, Mondadori, di trasformare Panorama nel primo newsmagazine italiano, sulla scia delle testate Der Spiegel in Germania e L'Express in Francia, venne raggiunto.
[modifica] Dagli anni novanta ad oggi
Dalla primavera 1996 Panorama ha un suo sito Internet (mondadori.com/panorama) che lancia insieme a un restyling (nella testata un piccolo globo sostituisce la "o") .
[modifica] Linea politico-editoriale
Fin dagli esordi Panorama si è collocato nell'area di centrosinistra.
Panorama negli anni '90 ha radicalmente cambiato linea editoriale passando dall'area di centrosinistra a quella di centrodestra.
La conversione ha una premessa con l'insediamento di Silvio Berlusconi alla presidenza della Mondadori il 25 gennaio 1990. In netto dissenso col nuovo editore, a febbraio lasciano il settimanale il direttore Claudio Rinaldi, Giampaolo Pansa e Altan. Rinaldi viene sostituito da Andrea Monti, proveniente da Fortune Italia[1][2]. Nell'ambito del braccio di ferro fra proprietà e direzione, nell'ottobre 1991 vengono bocciati due vicedirettori su quattro proposti: Pasquale Chessa e Carlo Rossella; mentre vengono graditi Maria Luisa Agnese e Luciano Santilli[3].
L'imminente entrata di Berlusconi in politica, preannunciata nel novembre 1993, rinnova le frizioni; Panorama sciopera sostenendo che «lo sciopero, che si sta svolgendo con una partecipazione altissima, è dettato dalla preoccupazione, che ci pare ormai chiara, dell'editore di scendere in campo come organizzatore di uno schieramento politico. Sono mesi che il comitato di redazione della Mondadori e quello di Panorama hanno posto l'incompatibilità tra la figura di editore e quella di leader politico. I giornalisti difendono davanti ai lettori, con tutte le armi in loro possesso, la tradizione di indipendenza e autonomia della loro testata, che è la ragione prima del successo di Panorama»[4]. Berlusconi replica per lettera alla redazione[5], la quale però non indietreggia[6]. Si accenderanno nuove polemiche quando la Mondadori progetta di allegare il programma elettorale della neonata Forza Italia al settimanale[7].
Durante il governo Berlusconi I, Panorama pubblicherà anche copertine anti-premier[8]. Dal marzo 1995 si fanno insistenti le voci per insediare alla direzione di Panorama al posto di Monti, Giuliano Ferrara, già ministro del governo Berlusconi [9], ma il vicepresidente e amministratore delegato della Mondarori, Franco Tatò, si dichiara contrario[10].
Richiesto di un parere sulla nuova linea politico-editoriale, il direttore Andrea Monti dichiara: «Abbiamo dovuto sopportare la possibile perdita dei lettori più radicali. La soluzione è semplice: il giornale non deve stare né da una parte né dall'altra, ma un passo più in su»[11]. A fine giugno Franco Tatò lascia la Mondadori per l'Enel.
La nuova Mondadori post-Tatò lancia nuove strategie aziendali che portano Monti il 31 ottobre alle dimissioni da direttore di Panorama[12]. L'11 novembre è nominato nuovo direttore Giuliano Ferrara, il quale già dirige Il Foglio da lui fondato[13]. Ferrara dichiarerà subito ai redattori che «i fatti non sono nudi e crudi e richiedono una loro interpretazione, sinceramente politica» e che dunque «farà battaglia» avendo «ben presente che l'azionista di riferimento della Mondadori è Silvio Berlusconi, impegnato in politica». Il settimanale sterza dunque verso il centrodestra e ciò provoca una nuova ondata di polemiche. Enzo Biagi lascia subito il giornale[14]. Nella votazione sulla fiducia, Ferrara ottiene 30 "no" contro 28 "sì" e 14 astenuti. Il condirettore Pierluigi Battista ottiene invece 30 "sì", 28 "no" e 14 astenuti, il vicedirettore esecutivo Massimo Donelli 14 "sì'" , 46 "no" e 12 astenuti. Dei quattro vicedirettori sono bocciati Pino Buongiorno, Pasquale Chessa ed Enrico Cisnetto e solo Luciano Santilli è promosso[15]. Il mese dopo Adriano Sofri diviene una firma abituale del settimanale[16].
Nel marzo 1997 si acuisce la tensione fra direttore e redazione, con quest'ultima che lamenta «l'uso di collaboratori esterni che ha raggiunto un livello tale da rischiare di essere interpretato come un'implicita valutazione negativa della professionalità della redazione»[17]. Sei mesi dopo Ferrara si dimette, ufficialmente per dedicarsi solo a Il Foglio[18]. Altrettanto farà Battista[19]. Al loro posto vengono chiamati rispettivamente Roberto (detto Nini) Briglia e Massimo Donelli. Briglia confermerà di voler proseguire la linea tracciata da Ferrara[20].
[modifica] I direttori dal dopoguerra
- Nantas Salvalaggio (1962 - 1965)
- Lamberto Sechi (1965 - 1979)
- Carlo Rognoni (1979 - 1985)
- Claudio Rinaldi (1985 - 1990)
- Andrea Monti (1990 - 1996)
- Giuliano Ferrara (1996 - 1997)
- Roberto Briglia (1997 - 2000)
- Carlo Rossella (2000 - 2004)
- Pietro Calabrese (2004 - 2007)
- Maurizio Belpietro (2007 - 2009)
- Giorgio Mulè (2009 - oggi)
[modifica] Organigramma attuale
Direttore responsabile: Giorgio Mulè
Vicedirettori: Raffaele Leone, Silvia Grilli, Luciano Santilli, Mario Sechi
Gli editorialisti sono: Enzo Bettiza, Franco Debenedetti, Giuliano Ferrara, Paolo Guzzanti, Antonio Mereu, Fiamma Nirenstein, Sergio Romano, Bruno Vespa
Le rubriche sono curate da: Gianpiero Cantoni, Enrico Cisnetto, Piera Detassis, Giorgio Forattini, Lino Jannuzzi, Augusto Minzolini, Arturo Carlo Quintavalle, Costanza Rizzacasa d'Orsogna, Antonio Socci, Luigi Vaccari
La rivista appartiene al gruppo Mondadori della famiglia Berlusconi.
[modifica] Note
- ^ DOPO L'ARRIVO DI BERLUSCONI RINALDI LASCIA 'PANORAMA'
- ^ ANCHE ALTAN LASCIA 'PANORAMA'
- ^ 'PANORAMA', NO A DUE VICEDIRETTORI
- ^ BERLUSCONI PRONTO AL SECONDO ASSALTO
- ^ BERLUSCONI AI SUOI GIORNALISTI 'NON ACCETTERO' ALTRI PROCESSI'
- ^ 'PANORAMA' IN ASSEMBLEA PER DIFENDERE L'AUTONOMIA
- ^ PANORAMA REGALA FORZA ITALIA
- ^ 'LA BUFERA PASSERA' '
- ^ CAMBIO A PANORAMA FERRARA DIRETTORE?
- ^ 'LA MIA MONDADORI? PROFITTI E AUTONOMIA'
- ^ 'PANORAMA' SI RINNOVA E SBARCA SU INTERNET
- ^ 'PANORAMA' MONTI DIVORZIA DA MONDADORI
- ^ FERRARA A 'PANORAMA'
- ^ I REDATTORI DI 'PANORAMA' NEGANO LA FIDUCIA A FERRARA
- ^ I REDATTORI DI 'PANORAMA' NEGANO LA FIDUCIA A FERRARA
- ^ SOFRI COLLABORERA' CON 'PANORAMA'
- ^ PANORAMA, GUERRA A FERRARA
- ^ LITE SUL VIDEO - ARIOSTO, FERRARA LASCIA
- ^ 'PANORAMA' ANCHE BATTISTA SI DIMETTE
- ^ 'PANORAMA' BRIGLIA DIRETTORE