Codice QR

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Un codice QR (in inglese QR Code, abbreviazione di Quick Response Code)[1] è un codice a barre bidimensionale (o codice 2D)[2], ossia a matrice, composto da moduli neri disposti all'interno di uno schema di forma quadrata. Viene impiegato per memorizzare informazioni generalmente destinate a essere lette tramite un telefono cellulare o uno smartphone. In un solo crittogramma sono contenuti 7.089 caratteri numerici o 4.296 alfanumerici.

Il nome "QR" è l'abbreviazione dell'inglese "Quick Response" ("risposta rapida"), in virtù del fatto che il codice fu sviluppato per permettere una rapida decodifica del suo contenuto [3].

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il codice QR fu sviluppato nel 1994 dalla compagnia giapponese Denso Wave,[3] allo scopo di tracciare i pezzi di automobili nelle fabbriche di Toyota. Vista la capacità del codice di contenere più dati di un codice a barre,[4] venne in seguito utilizzato per la gestione delle scorte da diverse industrie. Nel corso degli anni 2000 alcune di queste funzioni vennero progressivamente assolte dalle etichette RFID.

Nel 1999 Denso Wave ha rilasciato i codici QR sotto licenza libera,[5] favorendone così la diffusione in Giappone. Nello stesso anno NTT docomo, la principale compagnia di telefonia mobile del paese, ha lanciato i-mode, sistema per l'utilizzo del web dal telefono cellulare. In poco tempo i-mode divenne molto popolare tra i giapponesi, e già all'inizio del XXI secolo cominciavano ad essere sviluppate applicazioni per cellulari orientate verso la comodità.

In questo contesto di sviluppo pervasivo del web mobile nella vita quotidiana dei giapponesi,[6] i codici QR si rivelarono utili per sollevare le persone dal noioso compito di inserire dati nel proprio telefonino. Così, dalla seconda metà degli anni 2000, divennero sempre più comuni le pubblicità che ricorrevano all'uso dei codici QR stampati sulle pagine di giornali e riviste, o sui cartelloni pubblicitari, per veicolare facilmente indirizzi e URL.[7] Per qualche tempo in Giappone si diffuse anche l'utilizzo dei codici QR sui biglietti da visita per semplificare l'inserimento dei dati nella rubrica del cellulare. Questa usanza subì però un notevole rallentamento con lo sviluppo dei sistemi di trasmissione dati via infrarossi.

Nel settembre 2005, negli Stati Uniti, è nato il progetto Semapedia che permette di collegare, tramite codice QR, i luoghi fisici alle relative descrizioni su Wikipedia.

In Europa e negli Stati Uniti la diffusione dei codici QR è stata lenta, ma dalla fine degli anni 2000, favorita anche dallo sviluppo del mercato degli smartphone, la tecnologia ha acquistato maggiore notorietà, anche in Italia.[8] Accanto alla definizione QR Code prende piede una definizione più esplicita: mobtag. Sono infatti molte le applicazioni gratuite[9] di lettura dei QR distribuite sia dall'Android Market, che da App Store o da altri siti web. Inoltre diversi siti, tra cui l'open source ZXing Project,[10] offrono l'opportunità di generare i codici gratuitamente.

Licenze e standard[modifica | modifica sorgente]

Nel 1999 Denso Wave, pur conservando i diritti di brevetto, ha rilasciato l'uso del codice QR con licenza libera,[5] definito e pubblicato come standard ISO.[11]

Esempio di struttura di codice QR
  • Nell'ottobre 1997 è stato rilasciato lo standard AIM, rinnovato nel 1999.[12]
  • Nel gennaio 1999 è stato rilasciato lo standard JIS (X 0510).[13]
  • Nel giugno 2000 è stato approvato lo Standard Internazionale ISO (ISO/IEC 18004).
  • Nel novembre 2004 Micro QR Code è stato approvato come JIS (X 0510:2004)[11]
  • Il primo settembre 2006 è stato approvato un nuovo standard ISO (ISO/IEC 18004:2006)[14]

Sul versante applicazione, vi è qualche variazione tra implementazioni, NTT docomo ha stabilito standard de facto per la codifica degli URL, le informazioni di contatto, e molti altri tipi di dati.[15][16]

Il progetto open source Zxing pubblica una guida agli standard di codifica delle informazioni nei codici a barre.[17]

Varianti[modifica | modifica sorgente]

Esempio di Micro QR
  • Il Micro QR (Micro QR code) è una versione ridotta del normale codice QR, usata per applicazioni che richiedono un uso di spazi ridotti e una minore quantità di informazioni, come ad esempio l'ID di circuiti stampati o di componenti elettronici. Esistono diverse forme di Micro QR, quella più densa di informazioni può contenere fino a 25 caratteri alfanumerici.[18]
  • Sfruttando la capacità di rilevazione e correzione d'errore Reed-Solomon dei codici QR, si possono modificare i codici entro il limite della leggibilità, incorporando immagini come logo,[19] caratteri e foto, senza perdere alcuna informazione utile alla lettura del codice.

Funzionamento[modifica | modifica sorgente]

I codici QR possono contenere sia indirizzi internet, che testi, numeri di telefono, o sms.[20] Sono leggibili da qualsiasi telefono cellulare e smartphone munito di un apposito programma di lettura (lettore di codici QR, o in inglese QR reader).[9]

Lettura e scrittura[modifica | modifica sorgente]

Dato che Denso Wave ha reso pubblico l'uso della tecnologia QR con licenza libera,[5] su Internet è possibile trovare programmi gratuiti sia per la lettura (decodifica) che per la scrittura (codifica) dei codici QR.

Dalla fine degli anni 2000 i programmi di lettura dei codici QR sono spesso già installati nei telefonini dai relativi produttori. In Giappone questa prassi è la norma.

Esempio di lettura di codice QR contenente un link

Esistono comunque molti siti web che offrono i lettori per cellulari, generalmente senza costi. Sul sito ufficiale di Semapedia è pubblicata un'ampia lista di collegamenti alle pagine che offrono lettori specifici per ogni modello di telefono cellulare.[9]

Per leggere un codice QR è sufficiente inquadrarlo con la fotocamera del cellulare dopo aver aperto il lettore.

Per quel che riguarda la scrittura, esistono diversi siti che consentono la libera produzione di codici QR.[20][10]

Specifiche[modifica | modifica sorgente]

I codici QR possono memorizzare fino a un massimo di 4.296 caratteri alfanumerici, 7.089 caratteri numerici. Nei codici QR è utilizzato il codice Reed-Solomon per la rilevazione e correzione d'errore: nel caso in cui il QR fosse in parte danneggiato, per esempio da macchie o graffi sul supporto cartaceo, l'applicazione Reed-Solomon permette di ricostruire i dati persi, ripristinando, durante la decodifica, fino al 30% delle informazioni codificate.[21]

Esempio di un codice QR con abbellimento artistico. Il risultato della scansione non viene alterato grazie al sistema di correzione degli errori.
Capacità di memorizzazione dei dati
Capacità di correzione degli errori
  • Livello L: circa il 7% delle parole in codice può essere ripristinato.
  • Livello M: circa il 15% può essere ripristinato.
  • Livello Q: circa il 25% può essere ripristinato.
  • Livello H: circa il 30% può essere ripristinato.

Uso nell'arte[modifica | modifica sorgente]

Fabrice de Nola La peinture en plein info, acrilico e olio su tela, 2006.
  • Nel 2006 l'artista Fabrice de Nola ha avviato il progetto Active che fa uso di codici QR dipinti[22][23] nel contesto di quadri ad olio o inseriti in fotografie.[24]
  • Nel 2008, l'artista italiano Massimo Silvano Galli, ha esposto durante la mostra "Surf Your Self -ritratti i-pertinenti", presso la Sala degli Affreschi di palazzo Isimbardi a Milano, cinque originali ritratti realizzati con i codici QR. I codici di ogni ritratto puntano a diversi siti o pagine web indicati, come elementi fondamentali della loro identità, dagli stessi soggetti ritratti. [27]
  • Nel 2009, l'artista giapponese Takashi Murakami, in collaborazione con l'agenzia creativa SET, ha realizzato un Design QR formato con le immagini del pattern di Louis Vuitton e di uno dei personaggi dell'artista.[19] Il codice indirizza verso il sito giapponese per dispositivi mobili della ditta di pelletteria.
  • Nel video del singolo All the Lovers (2010) di Kylie Minogue compare un codice QR stampato su alcuni oggetti.[28] Il codice non è abbastanza visibile da poter essere letto direttamente dal video, ma un blogger lo ha ricostruito, rivelando che contiene la parola Love (amore).[29]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ QR Code è un marchio registrato di Denso Wave Incorporated. URL consultato il 31 luglio 2010
  2. ^ (EN) Panoramica sui codici 2D Consultato il 31 luglio 2010
  3. ^ a b (EN) QR Code - Sito ufficiale di Denso Wave. Consultato il 21 luglio 2010
  4. ^ (EN) Bar code to 2D Code, pagina descrittiva di Denso Wave. URL consultato il 21 luglio 2010.
  5. ^ a b c (EN) Denso-Wave Open 2D Code Consultato il 21 luglio 2010
  6. ^ (EN) Personal, Portable, Pedestrian. Mobile Phones in Japanese Life. Scheda libro del MIT Press. Consultato il 29 luglio 2010
  7. ^ Spot commerciale NTT DoCoMo su YouTube (3 maggio 2006). Consultato il 23 luglio 2010
  8. ^ Tutti pazzi per il Qr-code. «Panorama», 26 aprile 2010. Consultato il 23 luglio 2010
  9. ^ a b c Lista di lettori per cellulari di codici QR sul sito di Semapedia. Consultato il 23 luglio 2010
  10. ^ a b ZXing Project - Generatore di codici QR open source. Consultato il 23 luglio 2010
  11. ^ a b (EN) History of QR Code Standardization di Denso Wave. Consultato il 22 luglio 2010
  12. ^ (EN) AIM specification for QR Code Consultato il 22 luglio 2010
  13. ^ (EN) Detailed Standard Information - JIS X 0510:2004 Scheda del JSA. Consultato il 31 luglio 2010.
  14. ^ (EN) ISO/IEC 18004:2006. QR Code symbology specification Consultato il 22 luglio 2010
  15. ^ (EN) NTT docomo - Synchronization with Native Applications Consultato il 22 luglio 2010.
  16. ^ (EN) NTT docomo - Bar Code Consultato il 1º agosto 2010.
  17. ^ (EN) ZXing Project - A rough guide to standard encoding of information in barcodes Consultato il 22 luglio 2010
  18. ^ (EN) Scheda sui Micro QR di Denso-Wave. Consultato il 21 luglio 2010
  19. ^ a b (EN) Designer QR Codes: Beyond Black and White. The Murakami-inspired Louis Vuitton QR code. «Creativity», 29 aprile 2009. Consultato il 28 luglio 2010.
  20. ^ a b KAYWA - Generatore di codici QR Consultato il 22 luglio 2010
  21. ^ (EN) QR Code Outline Specification di Denso-Wave. Consultato il 22 luglio 2010
  22. ^ Fabrice de Nola scheda del Museo Riso. URL consultato il 28 gennaio 2011.
  23. ^ Vivian Gerrand. Auditorium Roma Quick Response intervista a Fabrice de Nola. Consultato il 24 luglio 2010
  24. ^ Fabice de Nola - Active immagini su Flickr. Consultato il 22 luglio 2010
  25. ^ Pet Shop Boys - Integral video su YouTube. Consultato il 24 luglio 2010
  26. ^ (EN) Giant ID computer plan scrapped. «BBC News», 19 dicembre 2006. Consultato il 22 luglio 2010
  27. ^ "Massimo Silvano Galli, "Surf Your Self -ritratti i-pertinenti"
  28. ^ Kylie Minogue - All The Lovers video su YouTube. Consultato il 24 luglio 2010
  29. ^ (EN) QR codes and Kylie Minogue. Consultato il 28 luglio 2010.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Information technology. Automatic identification and data capture techniques. Bar code symbology. QR code. Ginevra, ISO/IEC, 2000, pp 114. OCLC 60816353. (EN) Scheda libro su WorldCat. Consultato il 26 luglio 2010.
  • Information technology. Automatic identification and data capture techniques. QR Code 2005 bar code symbology specification. Londra, BSI, 2007, ISBN 978-0-580-67368-9, p. 126. (EN) BS ISO/IEC 18004:2006. Consultato il 26 luglio 2010.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Codici 2D[modifica | modifica sorgente]

Lettori[modifica | modifica sorgente]

Codici a barre[modifica | modifica sorgente]

Altro[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


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