Giampaolo Pansa
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Giampaolo Pansa (Casale Monferrato, 1° ottobre 1935) è un giornalista e scrittore italiano.
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[modifica] Carriera
Ha lavorato a La Stampa (per la quale dopo il disastro del Vajont scrisse un reportage da Longarone che iniziava con la famosa frase «Scrivo da un paese che non esiste più»), Il Giorno, Il Corriere della Sera, Panorama. Ha lavorato a lungo a La Repubblica, di cui è stato vicedirettore, ed è stato condirettore di L'Espresso, per il quale ha anche tenuto una rubrica settimanale di politica e costume: il Bestiario. Pansa è stato tra i primi redattori di Repubblica, giornale che delineava negli anni 70' la sua vicinanza alla sinistra di opposizione e da cui si distingueva per la critica e demonizzazione nei confronti del Partito Comunista Italiano. Sono ricordate alcune delle sarcastiche definizioni che Pansa ha dedicato ai politici italiani, come quella di "Parolaio rosso", affibbiata a Fausto Bertinotti o quella di "Dalemoni", alludente al cosiddetto "inciucio" tra Massimo D'Alema e Silvio Berlusconi ai tempi della Bicamerale.
Ha scritto anche romanzi e numerosi saggi di storia contemporanea.
Negli ultimi anni ha iniziato a pubblicare una serie di saggi nei quali si è concentrato su episodi oscuri della Resistenza italiana, raccontando le violenze compiute da partigiani comunisti nei confronti di fascisti, partigiani bianchi e talvolta anche cittadini comuni durante e dopo la Seconda Guerra Mondiale. Tra i suoi saggi sul tema, si ricordano Il sangue dei vinti, vincitore del Premio Cimitile 2005, Sconosciuto 1945 e La grande bugia.
Dopo la pubblicazione de Il sangue dei vinti, Pansa è stato accusato da qualche collega di aver gettato fango sulla Resistenza; tra questi Giorgio Bocca, prima fascista, poi partigiano e anch'egli collaboratore di Repubblica e delL'Espresso.
Alcuni settori della storiografia accademica hanno inoltre criticato Pansa per una metodologia di ricerca che non prevede né l'utilizzazione delle note a piè di pagina né lo stile opaco che sovente caratterizza la ricerca storica italiana, privilegiando invece un approccio narrativo. Pansa è stato inoltre accusato di aver utilizzato quasi esclusivamente fonti revisioniste di parte fascista e di non tenere per nulla conto del contesto di violenza da cui quella reazione, a sua volta sanguinosa, era generata;[1][2] accuse che Pansa nei suoi successivi libri nega fortemente, sostenendo di aver utilizzato fonti di diverso colore politico e di aver spesso descritto i crimini che certi esponenti fascisti avevano commesso ai danni dei partigiani prima di essere a loro volta uccisi.
Il suo libro successivo, La grande bugia, è dedicato proprio alle reazioni suscitate da Il sangue dei vinti. Durante le presentazione del libro in un hotel di Reggio Emilia il 16 ottobre 2006, il giornalista è stato violentemente contestato da alcuni giovani dei centri sociali venuti appositamente da Roma, fra i quali spiccava la presenza di un dirigente della federazione romana di Rifondazione Comunista. In seguito ad altri episodi di intolleranza e di contestazione avvenuti nei giorni successivi a Bassano del Grappa ed a Castelfranco Veneto, nel corso del giro d'incontri organizzato per promuovere il libro, ed a causa anche delle minacce ricevute, Pansa ha dovuto annullare una buona parte delle tappe del tour promozionale.
I gendarmi della memoria ha chiuso il trittico aperto da Il sangue dei vinti ed è un atto di accusa contro quanti, a suo avviso, non accettano alcuna forma di ripensamento o di autocritica su quel periodo. In particolare, il capitolo dedicato alla figura di Riccardo Fedel, comandante partigiano "liquidato" - sostiene Pansa - da una cospirazione stalinista, ha scatenato, poco dopo la pubblicazione, la reazione di alcuni "gendarmi" che, rivendicando - orgogliosamente - di essere tali, hanno attaccato la ricostruzione pansana: la rivista Il Calendario del Popolo, nella persona di Davide Spagnoli.
Nel maggio del 2007 Pansa ha dichiarato di non essere più di sinistra [3] e che nelle future elezioni politiche si sarebbe molto probabilmente astenuto dal voto, perché gli pareva che entrambi i blocchi fossero allo sfacelo. Successivamente ha dichiarato di aver votato, alle elezioni del 2008, per il Partito Democratico[4].
A inizio ottobre 2008 ha lasciato L'Espresso, dopo 31 anni, per approdare al quotidiano Il Riformista.
[modifica] Bibliografia
- Carte false, Rizzoli editore, Milano
- La bambina dalle mani sporche, Sperling & Kupfer editore, Milano
- I nostri giorni proibiti, Sperling & Kupfer editore, Milano
- Romanzo di un ingenuo, Sperling & Kupfer editore, Milano
- Le notti dei fuochi, Sperling & Kupfer editore, Milano
- I figli dell'Aquila, Sperling & Kupfer editore, Milano
- Il sangue dei vinti, 2003 — Sperling & Kupfer editore, Milano
- Bestiario d'Italia 1994-2004, Sperling & Kupfer editore, Milano
- Prigionieri del silenzio, mondolibri S.p.A., Milano
- La grande bugia, 2006 — Sperling & Kupfer editore, Milano
- Ti condurrò fuori dalla notte -Sperling & Kupfer editore, Milano
- Siamo stati così felici - Sperling & Kupfer editore, Milano
- Sconosciuto 1945 - Sperling & Kupfer editore, Milano
- Il bambino che guardava le donne - Sperling & Kupfer editore, Milano
- Ma l'amore no - Sperling & Kupfer editore, Milano
- L'anno dei barbari, 1993 - Sperling & Kupfer editore, Milano
- L'intrigo - Sperling & Kupfer editore, Milano
- Guerra partigiana tra Genova e il Po - Laterza editore, Bari
- Storie italiane di violenza e terrorismo - Laterza editore, Bari
- Questi anni alla Fiat - (in collaborazione con C.Romiti) - Rizzoli editore
- I bugiardi - Sperling & Kupfer editore, Milano
- I Gendarmi della Memoria, 2007- Sperling & Kupfer editore, Milano
- I tre inverni della paura, 2008- Rizzoli editore, Milano
- Il Revisionista, 2009- Rizzoli editore, Milano
- - Altri saggi:
- - La resistenza in Piemonte - 1965
- - Il malloppo - 1989
- - Ottobre addio - 1982
- - Viaggio tra i Comunisti Italiani - 1982
- - Il gladio e l'alloro - L'esercito di Salò - 1991
- - Lo sfascio - 1987
- - L'utopia armata - Come è nato il terrorismo in Italia - Sperling & Kupfer editore - 1992
[modifica] Onorificenze
Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— 27 marzo 2003. Di iniziativa del Presidente della Repubblica.[5][modifica] Note
- ^ http://www.migramedia.it/print.php?sid=157
- ^ Sui medesimi fatti esistono documentazioni anche di studiosi di matrice culturale diversa. Vedi ad esempio Lo scontro mezzadrile nelle campagne bolognesi
- ^ http://www.corriere.it/Primo_Piano/Politica/2007/05_Maggio/27/pansa_strappo_sinistra.shtml
- ^ http://www.ilriformista.it/stories/Prima%20pagina/70493/
- ^ Grande Ufficiale Ordine al Merito della Repubblica Italiana Pansa Dott. Giampaolo
http://www.ilmonferrato.it/articolo_cultura.php?ARTICLE=261c0cc40016b03bc677e7d5209c0e6b
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