Epoca (rivista)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Epoca
Stato Italia Italia
Lingua italiano
Periodicità settimanale
Genere attualità e cultura
Fondatore Alberto Mondadori
Fondazione 14 ottobre 1950
Chiusura 25 gennaio 1997
Sede Milano
Editore Mondadori
 

Epoca è stato un settimanale edito dalla Arnoldo Mondadori Editore, pubblicato dal 1950 fino al 1997. Oggi esce in formato monografico aperiodico, con numeri da collezione.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Ideato sul modello dei periodici statunitensi illustrati, come il settimanale Life, è stato lanciato a Milano il 14 ottobre 1950. La testata recava come sottotitolo: «Settimanale politico di grande informazione».

Fra i settimanali italiani si distinse subito per l'impostazione grafica: stampa su carta lucida ed ampio ricorso ai servizi fotografici (molti in esclusiva), oltre a un sapiente uso del colore. La composizione grafica fu firmata inizialmente da Bruno Munari. Per la copertina del primo numero la scelta cadde su un primo piano di una commessa, diciannovenne, del buffet Motta di piazza del Duomo a Milano[1]. Della prima redazione fecero parte Enzo Biagi, Oreste Del Buono, Giovanni Spadolini, Cesare Zavattini. Nel dicembre 1952 il settimanale pubblicò, grazie all'amicizia tra Alberto Mondadori e Ernest Hemingway, il racconto Il vecchio e il mare, con i disegni di Ugo Marantonio.[2]

Nonostante il lusinghiero successo iniziale, i larghi costi di produzione (dovuti anche all'utilizzo di sofisticate macchine per la stampa) imposero fin dal secondo anno una correzione dell'offerta informativa, con più servizi autoprodotti e una maggiore attenzione alla cronaca. Nella seconda metà degli anni cinquanta, sotto la direzione di Enzo Biagi, avvennero altri cambiamenti: nuovi inserti speciali, aumento delle inchieste, nuove rubriche dedicate ai fenomeni del costume e dello spettacolo.

Cartonato pubblicitario stradale per il settimanale (1988).

Negli anni sessanta, sotto la direzione di Nando Sampietro, la rivista sperimentò nuovi temi, aprendo le proprie pagine alla divulgazione storica e scientifica. Nel maggio del 1965 entrò a far parte dello staff dei fotografi di Epoca l'alpinista Walter Bonatti.[3] Nello stesso decennio la televisione aumentava la propria penetrazione nelle famiglie italiane, diventando entro la fine del decennio il principale mezzo d'informazione. Il contraccolpo per le riviste illustrate come Epoca fu notevole.

Negli anni settanta si susseguirono numerosi tentativi di rinnovamento del prodotto, che oscillarono tra la formula del settimanale d'impegno e quella del settimanale d'evasione. Ben dodici direttori si alternarono tra il 1970 e il 1990. In quel periodo il settimanale iniziò ad offrire ai propri lettori durante il periodo natalizio libri di scrittori famosi, molti dei quali vincitori del Premi Nobel. Tra il 1988 ed il 1990, la rivista uscì con la testata «Epoca!», con il punto esclamativo.

L'inizio degli anni novanta fu positivo: il settimanale visse una stagione di rilancio che culminò nel 1993. Nel 1994 Epoca fu il primo settimanale italiano a dotarsi di una versione elettronica da leggere su computer dotati di modem e a illustrare questo innovativo servizio, prevedendo un fenomeno che sarebbe esploso solo con l'avvento dei tablet negli anni 2000. Ma nello stesso periodo il successo commerciale del settimanale iniziò a esaurirsi. Il 25 gennaio 1997 «Epoca», giunta al 2247º numero, sospese le pubblicazioni.

Vennero poi riprese in forma di periodico monografico, come supplemento del settimanale «Panorama».

Direttori[modifica | modifica wikitesto]

Firme[modifica | modifica wikitesto]

Fin dai primi numeri Cesare Zavattini ha curato la fortunata rubrica Italia domanda.
Un'altra seguitissima rubrica, ma di politica internazionale, venne curata, fin dal primo numero (1950) e sino alla morte del suo estensore (1981), da Augusto Guerriero (con lo pseudonimo Ricciardetto). Altro fondamentale collaboratore del periodico fu, per la critica cinematografica (anch'essa rubrica settimanale) Filippo Sacchi, il quale, succeduto ad Aldo Palazzeschi, nel 1971 ebbe per successore Domenico Meccoli. Celebri furono le caricature di personaggi politici di Paolo Garretto.

Epoca fu celebre (soprattutto negli anni tra il 1953 ed il 1970, ritenuti il suo periodo d'oro) per i servizi realizzati da uno staff di fotografi di prim'ordine: Walter Bonatti, Mario De Biasi, Gianni Minischetti, Walter Mori, Sergio Del Grande, Mauro Galligani, Giorgio Lotti, Vittoriano Rastelli.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nel primo numero di Epoca Liliana e la gita sul Lario. URL consultato il 1/11/2013.
  2. ^ «Crazy for you»: Hemingway e Mondadori. URL consultato il 1/11/2013.
  3. ^ Tutti gli uomini di Epoca nei favolosi anni sessanta. URL consultato il 1/11/2013.

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • Andrea Aveto, Epoca, in «Giornalismo italiano 1968-2001» ("I Meridiani"), Mondadori, 2009, pp. 1935-1936.