Svolta di Salerno

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Vai a: navigazione, cerca

La cosiddetta "svolta di Salerno", avvenuta nell'aprile del 1944, prende il nome da una iniziativa di Palmiro Togliatti, su impulso dell'Unione Sovietica (stando alle recenti scoperte in archivi russi[1][2][3]), finalizzata a trovare un compromesso tra partiti antifascisti, monarchia e Badoglio, che consentisse la formazione di un governo di unità nazionale al quale partecipassero i rappresentanti di tutte le forze politiche presenti nel Comitato di Liberazione Nazionale, accantonando quindi temporaneamente la questione istituzionale. Stalin decise di inviare in Italia il diplomatico Vichinsky, tristemente noto per i processi di Mosca, il quale propose all'ambasciatore italiano a Lisbona, Renato Prunas, una collaborazione tra Stato Italiano e Partito Comunista Italiano. L'obiettivo di Stalin non era quello di portare sotto influenza sovietica l'Italia, bensì rendere legale il partito.

Il governo Badoglio II, sorto dopo la svolta, si insediò a Salerno che rimase sede dell'esecutivo fino alla liberazione di Roma il 4 giugno 1944.

La svolta assunse rilevanza storica in quanto spostò il centro della politica italiana dal Comitato di Liberazione Nazionale al governo.

[modifica] Note

  1. ^ http://umanesimo.wordpress.com/2008/04/20/la-resistenza-e-la-svolta-di-salerno-togliatti-e-stalin/
  2. ^ http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2004/03/28/togliatti-decise-con-stalin-la-svolta-di.html
  3. ^ http://archiviostorico.corriere.it/1994/settembre/17/Salerno_1944_svolta_Stalin_co_0_94091713668.shtml

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali
Namespace
Varianti
Azioni
Navigazione
Comunità
Stampa/esporta
Strumenti