Radio Bari

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Sede EIAR di Bari.

Nel 1931 l'EIAR, Ente Italiano Audizioni Radiofoniche, attuò un programma di estensione della sua rete di trasmissione. Oltre al potenziamento delle stazioni radio esistenti, ne vennero costruite di nuove. Fra queste, la stazione di Radio Bari, con una potenza di 20 kW, entrò in funzione nel 1932 dai suoi studi di via Putignani a Bari.

Radio Bari e il fascismo[modifica | modifica sorgente]

Per volontà del regime fascista, dal 1934 da Radio Bari vennero trasmessi alcuni programmi di propaganda e contro-propaganda per l'estero in lingua araba, accompagnati da musiche e approfondimenti. Le trasmissioni, in onda dalle 10.30 del mattino, ad intervalli regolari, fino alle 3 di notte, raggiungevano per la prima volta tutto il bacino del Mediterraneo, toccando paesi come Egitto, Palestina, Iraq, Siria, Libano, Algeria, Tunisia e Marocco, in cui a quel tempo l'influenza britannica e francese era predominante. Alcuni mesi dopo cominciò la programmazione anche in lingua greca. I risultati non erano brillanti per via di errori di pronuncia o per il semplice fatto che la lingua araba molte volte non era conosciuta in questi paesi, in quanto sostituita da dialetti locali. Nei mesi successivi si poté assistere a una vera e propria guerra radiofonica, che perdurò lungo tutta la seconda guerra mondiale, fatta a colpi di interferenze nei segnali delle onde radio, fra le potenze dell'Asse e le radio degli Alleati.

Radio Bari durante la Resistenza[modifica | modifica sorgente]

L'8 settembre del 1943 il trasmettitore di via Putignani, uno dei pochi del Sud Italia ancora funzionante, venne pacificamente occupato da un gruppo di intellettuali baresi vicini a Benedetto Croce e gruppi di antifascisti, repubblicani, democratici e militanti del Partito d'azione. Grazie all'ausilio di alcuni tecnici riuscirono a trasmettere l'11 settembre il primo messaggio di Vittorio Emanuele III dopo la fuga da Roma.

Il maestro Carlo Vitale di Radio Bari 1946

Radio Bari riuscì così a mandare in onda la prima trasmissione dell'Italia libera. Dal 23 settembre del 1943 la sede di Radio Bari viene occupata dagli Americani che subito ne fanno organo del loro quartier generale di Algeri. La programmazione aveva come nucleo centrale il programma Italia combatte, all'interno del quale, pur rispettando le direttive del Comando Alleato, le voci si rivolgevano all'opinione pubblica meridionale con rubriche interessanti piene di notizie e testimonianze dal fronte, azioni di guerriglia, informazioni per i Partigiani e propaganda antifascista. Questi programmi politici furono affiancati da tanta musica, per provvedere alla quale si requisisce un intero negozio di dischi.[1]

Tra i musicisti che collaborarono alle trasmissioni di Radio Bari in quegli anni ricordiamo il compositore Vito Vittorio Crocitto ed il direttore d'orchestra Carlo Vitale; i due idearono anche il concorso canoro Il Paradiso dei dilettanti, trasmesso dal teatro Piccinni, che lanciò, tra gli altri, Nicola Arigliano.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Stora della Radio a cura della RAI

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Sulla politica del regime fascista verso i Paesi arabi:

  • Enrico Galoppini, Il fascismo e l'Islam, Edizioni all'insegna del Veltro, 2001.
  • Stefano Fabei, Giovanna Canzano, Fascismo, Nazionalsocialismo, gli Arabi e l’Islam, Arianna Editrice, 2009.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]