Brigate Nere
Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
| « Le Brigate nere, non sono il partito che va verso il popolo; sono una milizia di partito che è popolo, una milizia operaia e rivoluzionaria, di meccanici, di artigiani, di braccianti, di piccoli impiegati, in lotta mortale contro le plutocrazie alleate dei bolscevichi e contro i plutocrati sovvenzionatori dei banditi. » | |
|
(Alessandro Pavolini, segretario del Partito Fascista Repubblicano)
|
Le Brigate Nere erano un Corpo militare fascista della Repubblica sociale italiana (Rsi), che operò nell'Italia settentrionale dopo la firma dell'Armistizio (8 settembre 1943).
Dopo essere stato liberato dai paracadutisti tedeschi di Otto Skorzeny ed essere stato nominato presidente della Rsi, il 30 giugno 1944 Benito Mussolini istituì le Brigate nere col decreto legislativo 446 XXII: l'intero Partito fascista repubblicano si trasformò di fatto in un corpo militare. Furono istituite in numero di 39, una per ogni provincia e ognuna portava il nome di una caduto del Fascismo repubblicano. La forza dichiarata era di 110.000 uomini. Comandante generale delle Brigate fu, sin dall'inizio, il segretario del partito, Alessandro Pavolini.
Indice |
[modifica] La crisi del '44 e la nascita delle Brigate Nere
A seguito dell'offensiva alleata e dello sfondamento della Linea Gustav, si ebbe un incremento dell'attività partigiana nei territori della Repubblica Sociale Italiana e una riorganizzazione della Guardia Nazionale Repubblicana. Alla fine del giugno 1944 la consistenza totale della GNR si ridusse da oltre 130.000 uomini a 100.000 circa. Alla base della riduzione della consistenza totale della GNR vi era la diminuzione del numero dei presidi territoriali e soprattutto l'inaffidabilità degli ex-appartenenti all'Arma dei Carabinieri. La crisi della Guardia Nazionale Repubblicana si acuì con l'intesificarsi dell'attività degli irregolari partigiani, che sempre più colpivano i dirigenti del Partito Fascista Repubblicano. Questa situazione spinse il Segretario del PFR, Alessandro Pavolini, a porvi rimedio istituendo una sorta di milizia politica che rispondesse alle esigenze di protezione dei membri del partito. Con l'assenso del Duce, il 9 maggio 1944 venne creata la Segreteria Militare del PFR, alla guida del Console della MSVN Giovanni Riggio[1]. Dapprima egli attese al compito di sovrintendere all'istituzione dei nuclei volontari di fascisti all'interno delle Forze Armate (Esercito Nazionale Repubblicano, Marina Nazionale Repubblicana, Aviazione Nazionale Repubblicana) e di Polizia (Guardia Nazionale Repubblicana e Corpo di Polizia Repubblicana) ma già dalla fine di giugno dello stesso anno si decise per la trasformazione definitiva del PFR in un organismo militare. Le Brigate Nere avevano solo limitate funzioni, poiché non fu comunque permesso loro nè di acquisire il rango di forza di polizia nè di integrare la struttura della GNR. Ogni regione ebbe tante Brigate Nere quante erano le province, in aggiunta ad un gruppo di Brigate Nere Mobili. Ogni Brigata prese il nome di un caduto per la causa del Fascismo.
[modifica] La carenza d'armi
Sebbene Alessandro Pavolini avesse istruito i Federali del Partito affinché recuperassero ogni arma disponibile dai reparti (soprattutto di ex-Carabinieri) che davano indicazioni di scarsa affidabilità, non fu possibile raggiungere un armamento adeguato alla forza costituenda. La cronica mancanza di armi fu dovuta soprattutto alla mancanza di fiducia da parte tedesca, manifestatasi con il netto rifiuto alla cessione delle armi da parte di Kesselring e dal limitatissimo appoggio di Wolff che solo all'inizio di luglio autorizzò una cessione di 3.000 fucili italiani modello '91, ai quali in teoria avrebbero dovuto far seguito altre 7.000 armi da fuoco.
[modifica] Consistenza numerica delle Brigate Nere
Con queste premesse la struttura territoriale delle Brigate Nere, che pure avevano avuto un consistente afflusso di volontari, non poteva che essere fortemente limitata, nonostante il progetto prevedesse tre battaglioni per Brigata, per una forza totale di 1400 uomini. Alla fine del luglio 1944 vi erano 34 Brigate Nere in via di formazione e schieravano soldati per 17.000 unità.[2] Due mesi dopo le Brigate Nere erano 36 (due in più di quelle previste) che contavano su 30.000 volontari, dei quali la scarsezza d'armi rendeva effettivamente mobilitabili solo 12.000. I restanti 18.000 erano considerati in riserva in occasione della mobilitazione generale, mobilitazione che avvenne nell'aprile 1945, quando affluirono alle Brigate Nere circa 30.000 uomini, nonostante la situazione ormai ampiamente irrecuperabile della Repubblica Sociale Italiana.
[modifica] Il decreto istitutivo
| « D.Lgs. 446/44-XXII: Art. 1 La struttura politico militare del Partito si trasforma in organismo di tipo militare e costituisce il Corpo Ausiliario delle Squadre d'Azione delle Camicie Nere. Art. 2 Il Comando del Corpo è costituito dalla trasformazione dell'attuale Direzione del Partito in Ufficio di Stato Maggiore del Corpo Ausiliario delle Squadre d'Azione delle Camicie Nere. Il Ministro Segretario del Partito assume la carica di Comandante del Corpo. Art. 3 Le Federazioni assumono il nome di "Brigate Nere" del Corpo Ausiliario ed i Commissari Federali la carica di Comandante di Brigata. Art. 4 Il Corpo sarà sottoposto alla Disciplina Militare e al Codice Penale Militare del tempo di guerra. Art. 5 Gli iscritti al PFR, di età compresa fra i 18 e i 60 anni e non appartenenti alle altre Forze Armate della Repubblica, entreranno in seguito a domanda volontaria a far parte del Corpo Ausiliario delle Squadre d'Azione delle Camicie Nere che a secondo della loro idoneità fisica provvederà al loro impiego. Art. 6 Gli appartenenti alle formazioni ausiliarie provenienti dalle Squadre d'Azione e passati alle FF.AA.RR., alla GNR e alla Polizia Repubblicana, iscritti regolarmente al PFR, possono a domanda essere trasferiti nel Corpo Ausiliario delle Squadre d'Azione delle Camicie Nere. Art. 7 Compito del Corpo è quello del combattimento per la difesa dell'ordine della Repubblica Sociale Italiana, per la lotta contro i banditi e i fuori legge e per la liquidazione di eventuali nuclei di paracadutisti nemici. Il corpo non sarà impiegato per compiti di requisizione, arresti od altri compiti di Polizia. L'impiego delle Brigate Nere nell'ambito provinciale viene ordinato dai Capi delle province. Iniziative ed atti arbitrari compiuti da parte dei singoli e che comunque possano screditare il Partito saranno puniti secondo il Codice Militare del tempo di Guerra. Art. 8 Ciascuna Brigata Nera porterà il nome di un Caduto per la Causa del Fascismo Repubblicano. Art. 9 Il servizio prestato nel Corpo è considerato a tutti gli effetti come servizio militare. Al personale del Corpo Ausiliario saranno estesi in diritto tutti i benefici in vigore per il trattamento di quiescenza e le provvidenze per i feriti, i mutilati e i deceduti in combattimento o comunque in servizio. Art. 10 Il Ministro delle Finanze è autorizzato ad apportare le variazioni di Bilancio necessarie per l'attuazione del presente Decreto. Art. 11 Il Comandante del Corpo d'intesa con il Ministro delle Finanze e con gli altri Ministri interessati, con successivi decreti emanerà le norme di attuazione del presente decreto fissando gli organici, i trattamenti e le disposizioni regolamentari ed esecutive per il funzionamento del Corpo. Art. 12 Il Corpo Ausiliario delle Squadre d'Azione delle Camicie Nere si avvarrà per i servizi sussidiari del Servizio Ausiliario Femminile secondo le norme del Decreto 18 aprile 1944 XXII e del Regolamento esecutivo. |
[modifica] Elenco brigate nere
L'elenco delle brigate nere era:[3]
[modifica] Piemonte
ISPETTORATO REGIONALE DEL PIEMONTE successivamente ISPETTORATO BRIGATE NERE DEL PIEMONTE da cui dipendevano:
- I^ Brigata Nera "Ather Capelli" Torino
- II^ Brigata Nera "Attilio Prato" Alessandria
- III^ Brigata Nera "Emilio Picot" Aosta
- IV^ Brigata Nera "Luigi Viale" Asti
- V^ Brigata Nera "Carlo Lidonnici" Cuneo
- VI^ Brigata Nera "Augusto Cristina" Novara
- VII^ Brigata Nera "Bruno Ponzecchi" Vercelli
[modifica] Lombardia
ISPETTORATO REGIONALE DELLA LOMBARDIA successivamente ISPETTORATO BRIGATE NERE DELLA LOMBARDIA
- VIII^ Brigata Nera "Aldo Resega" Milano
- IX^ Brigata Nera "Giuseppe Cortesi" Bergamo
- X^ Brigata Nera "Enrico Tognu" Brescia
- XI^ Brigata Nera "Cesare Rodini" Como
- XII^ Brigata Nera "Augusto Felisari" Cremona
- XIII^ Brigata Nera "Marcello Turchetti" Mantova
- XIV^ Brigata Nera "Alberto Alfieri" Pavia
- XV^ Brigata Nera "Sergio Gatti" Sondrio
- XVI^ Brigata Nera "Dante Gervasini" Varese
[modifica] Veneto
ISPETTORATO REGIONALE DEL VENETO successivamente ISPETTORATO BRIGATE NERE DEL VENETO
- XVII^ Brigata Nera "Bartolomeo Asara" Venezia
- XVIII^ Brigata Nera "Luigi Begon" Padova
- XIX^ Brigata Nera "Romolo Gori" Rovigo
- XX^ Brigata Nera "Francesco Cappellini" Treviso
- XXI^ Brigata Nera "Stefano Rizzardi" Verona
- XXII^ Brigata Nera "Antonio Faggion" Vicenza
[modifica] Emilia Romagna
ISPETTORATO REGIONALE DELL'EMILIA successivamente ISPETTORATO BRIGATE NERE DELL'EMILIA
- XXIII^ Brigata Nera "Eugenio Facchini" Bologna
- XXIV^ Brigata Nera "Igino Ghisellini" Ferrara
- XXV^ Brigata Nera "Arturo Capanni" Forlì
- XXVI^ Brigata Nera "Mirko Pistoni" Modena
- XXVII^ Brigata Nera "Virginio Gavazzoli" Parma
- XXVIII^ Brigata Nera "Pippo Astorri" Piacenza
- XXIX^ Brigata Nera "Ettore Muti" Ravenna
- XXX^ Brigata Nera "Umberto Rosi" Reggio Emilia
[modifica] Liguria
ISPETTORATO REGIONALE DELLA LIGURIA successivamente ISPETTORATO BRIGATE NERE DELLA LIGURIA
- XXXI^ Brigata Nera "Generale Silvio Parodi" Genova
- XXXII^ Brigata Nera "Antonio Padoan" Imperia
- XXXIII^ Brigata Nera "Tullio Bertoni" La Spezia
- XXXIV^ Brigata Nera "Giovanni Briatore" Savona
[modifica] Toscana
BRIGATE NERE DELLA TOSCANA
- XXXV^ Brigata Nera "Don Emilio Spinelli" Arezzo
- XXXVI^ Brigata Nera "Benito Mussolini" Lucca
- XXXVII^ Brigata Nera "Emilio Tanzi" Pisa
- XXXVIII^ Brigata Nera "Ruy Blas Biagi" Pistoia
- IXL^ Brigata Nera Siena
- XL^ Brigata Nera "Vittorio Ricciarelli" Apuania
- XLI^ Brigata Nera "Raffaele Manganiello" Firenze
[modifica] Altri comandi
RAGGRUPPAMENTO BRIGATE NERE MOBILI
- I^ Brigata Nera Mobile "Vittorio Ricciarelli" Milano
- II^ Brigata Nera Mobile "Danilo Mercuri" Padova
- III^ Brigata Nera Mobile "Attilio Pappalardo" Bologna
- IV^ Brigata Nera Mobile "Aldo Resega" Dronero-Cuneo
- V^ Brigata Nera Mobile "Enrico Quagliata" Val Camonica
- VI^ Brigata Nera Mobile "Dalmazia" Milano
- VII^ Brigata Nera Mobile "Tevere" Milano
- II^ Brigata Nera Mobile Arditi Milano
BRIGATE NERE AUTONOME
- Brigata Nera Autonoma "Giovanni Gentile"
- Brigata Nera Autonoma Operativa "Giuseppe Garibaldi"
- Brigata Nera Autonoma Ministeriale
- Brigata Nera Autonoma - Marche
- Brigata Nera Autonoma - Gorizia
- Brigata Nera Autonoma - Udine
- Brigata Nera Autonoma "Tullio Cividino" - Trieste
BRIGATE NERE AUTONOME OLTREMARE
- Compagnia Complementare Fascisti - Rodi
[modifica] Inno delle brigate nere
| « Brigate nere, avanguardia di morte siam vessillo di lotte e di orror, Il Fascio è simbolo di tanti Eroi Il Fascio è simbolo di tanti Eroi |
[modifica] Altri progetti
Wikisource contiene opere originali di o su Brigate Nere
[modifica] Collegamenti esterni
[modifica] Note
- ^ Le Forze Armate della RSI - Pier Paolo Battistelli, Andrea Molinari, p.123
- ^ Le Forze Armate della RSI - Pier Paolo Battistelli, Andrea Molinari, p.125
- ^ http://www.brianzapopolare.it/sezioni/storia/brigate_nere_ss_italiane_2002ott13.htm

