Italo Pietra
Italo Pietra (Godiasco, 3 luglio 1911 – Ponte Nizza, 5 settembre 1991) è stato un giornalista e scrittore italiano.
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[modifica] Biografia
Ha partecipato come ufficiale di complemento degli Alpini alla campagna d'Abissinia e alla guerra d'Albania. Con il nome di battaglia “Edoardo” ha partecipato alla resistenza nell’Oltrepò, divenendo prima ispettore delle brigate garibaldine, poi comandante delle diverse divisioni della zona.
Ha collaborato a Iniziativa socialista, Mercurio, Critica sociale, Avanti!. È stato per molti anni inviato dell' L'Illustrazione Italiana e del Corriere della Sera. Ha diretto Il Giorno dal gennaio 1960 al giugno 1972 e Il Messaggero dal maggio 1974 al giugno 1975.
Ha scoperto e lanciato molti giornalisti ora divenuti famosi tra i quali: Natalia Aspesi, Bernardo Valli e Giorgio Bocca [1].
È autore di I grandi e i grossi (1973), Il Paese di Perpetua (1975), Moro, fu vera gloria? (1983), I tre Agnelli (1985)
Stimato anche all'estero[2]. Morì dopo una lunga malattia nel 1991 nel suo paese di sempre Ponte Nizza, dove il comune gli ha dedicato una piazza ed un museo [3].
Riposa nel piccolo cimitero della frazione di Pizzocorno.
[modifica] Riconoscimenti
- Nel 1953 vince il premio Saint Vincent
[modifica] Opere
- Mattei. La pecora nera, Milano, SugarCo, 1987
- E adesso Craxi, Milano, Rizzoli, 1990
[modifica] Note
- ^ Italo Pietra-Giorgio Bocca, Repubblica, 10 luglio 1997
- ^ Italo Pietra, Ex-Partisan Commander, die, The New York Times, 6 settembre 1991
- ^ Piazza e museo dedicati a Pietra, Corriere della sera, 18 novembre 2007
[modifica] Altri progetti
Wikiquote contiene citazioni di o su Italo Pietra
| Predecessore: | Direttore de Il Giorno | Successore: |
|---|---|---|
| Gaetano Baldacci | dal 1º gennaio 1960 al 12 giugno 1972 | Gaetano Afeltra |
| Predecessore: | Direttore de Il Messaggero | Successore: |
|---|---|---|
| Alessandro Perrone | maggio 1974 - giugno 1975 | Luigi Fossati |
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