Giorgio Bocca
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Giorgio Valentino[1] Bocca (Cuneo, 18 agosto 1920) è uno scrittore e giornalista italiano.
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[modifica] Biografia
[modifica] La gioventù
I suoi genitori erano insegnanti. Studiò alla facoltà di Giurisprudenza a Torino; si iscrisse al Gruppo Universitario Fascista (Guf), in cui divenne piuttosto noto a livello provinciale, anche per i suoi risultati nelle competizioni sciistiche.
Nel 1938 compare il suo nome tra coloro che firmarono il Manifesto della razza, prodromo delle leggi razziali fasciste[2]. Resta fonte di dibattito se ciò è da spiegare con una omonimia o no. Chi è favorevole a quest'ultima ipotesi, afferma l'improbabilità dell'omonimia dovuta al fatto che il Gruppo universitario fascista a cui Bocca apparteneva , ed i littoriali, cui partecipava, sono noti per le critiche al regime da una posizione di fascismo sociale intransigente ed antisemita, il che spiega come Bocca, ancora a metà del 1942, potesse scrivere un articolo sulla congiura ebraica mondiale[3]; essendo lui un esponente in vista dei gruppi citati, è possibile che avesse firmato lui il manifesto.
Durante la guerra, si arruolò come allievo ufficiale alpino; durante questo periodo della sua vita, strinse amicizia con Benedetto Dalmastro, in contatto con Duccio Galimberti; insieme a queste due figure, fonderà dopo l'armistizio le formazioni partigiane di Giustizia e Libertà. Infatti dopo l'8 settembre 1943, data dell'armistizio, Giorgio Bocca aderì alla lotta partigiana, operando nella zona della Val Grana, come comandante della Decima Divisione Giustizia e Libertà.
[modifica] Il giornalista
Giorgio Bocca inizia precocemente a scrivere dalla seconda metà degli anni '30 su periodici a carattere locale e successivamente, dal 1938 al 1943, sulla testata cuneese La Provincia Granda, Sentinella d'Italia[4].
Alla fine della lotta partigiana, riprende l'attività giornalistica, scrivendo per il giornale di Giustizia e Libertà. Dopo la guerra lavorò per la Gazzetta del Popolo, quindi per L'Europeo e Il Giorno. Negli anni sessanta si è affermato come inviato speciale con inchieste sulla realtà italiana.
Nel 1971 fu tra i firmatari del documento pubblicato sul settimanale L'Espresso contro il commissario Luigi Calabresi.
Nel 1976 fu tra i fondatori del quotidiano la Repubblica, con cui da allora collabora ininterrottamente.
L'11 aprile 2008 gli è stato consegnato nella sua casa milanese con una cerimonia privata dal presidente della Giuria Italo Moretti,il Premio Ilaria Alpi alla carriera 2008, giunto ora alla sua quarta edizione, i vincitori delle passate edizioni, sono stati Enzo Biagi (2005), Ryszard Kapuscinski (2006) ed Emilio Rossi (2007) [5].
[modifica] Lo scrittore
Dalla pratica del giornalismo è nata la sua attività di scrittore, con i suoi libri a sfondo sociale e di costume. Il suo interesse si è spostato sulla crisi sociale, che - nella sua interpretazione dei fatti - generava il terrorismo, di cui ha scritto la storia e intervistato i protagonisti.
Bocca ha scritto anche diverse importanti opere storiche, tra cui alcune sulla sua esperienza partigiana.
Nel 2000 vince il premio letterario Gandovere-Franciacorta nella sezione testimonianze.
[modifica] L'orientamento politico
Profondamente critico nei confronti della globalizzazione, nelle sue ultime opere dà una lettura assai negativa dell'ascesa politica di Silvio Berlusconi e della politica statunitense.
Negli ultimi anni Bocca si è contrapposto inoltre ad alcuni tentativi di revisione critica della Resistenza; in particolare si ricorda una sua polemica con Giampaolo Pansa. Per Bocca si rischia in tal modo di aprire a un revisionismo strisciante e "cerchiobottista" (che dà un colpo al cerchio ed uno alla botte) che vuole accomunare la Resistenza e il fascismo, omettendo di ricordare le correità del fascismo con il nazismo, descrivendo mali e beni di entrambi i fronti per arrivare a una assoluzione generale. Lancia per questo, dalle pagine del quotidiano la Repubblica numerosi moniti rivolti alle nuove generazioni perché ricordino i valori fondanti della nostra Repubblica[6].
Intervistato da L'espresso nel 2007 dichiarò: «Sono certo che morirò avendo fallito il mio programma di vita: non vedrò l’emancipazione civile dell’Italia. Sono passato per alcuni innamoramenti, la Resistenza, Mattei, il miracolo economico, il centro-sinistra. Non è che allora la politica fosse entusiasmante, però c’erano principi riconosciuti: i giudici fanno giustizia, gli imprenditori impresa. Invece mi trovo un Paese in condominio con la mafia. E il successo di chi elogia i vizi, i tipi alla Briatore».
[modifica] Opere
- Partigiani della montagna. Vita delle divisioni Giustizia e Libertà del Cuneese (1945)
- I ballerini (1960)
- Miracolo all'italiana (1962)
- I giovani leoni del neocapitalismo (1963)
- La scoperta dell'Italia (1963)
- Una repubblica partigiana. Ossola, 10 settembre - 23 ottobre 1944 (1964)
- Storia dell'Italia partigiana (1965)
- Storia dell'Italia nella guerra fascista (1969)
- Palmiro Togliatti (1973)
- L'Italia è malata (1977)
- La repubblica di Mussolini (1977)
- Il terrorismo italiano 1970-1978 (1978)
- I signori dello sciopero (1980)
- Storia della Repubblica Italiana (1982)
- Mussolini socialfascista (1983)
- Noi terroristi (1985)
- Gli italiani sono razzisti? (1988)
- La disUnità d'Italia. Per venti milioni di italiani la democrazia è in coma e l'Europa si allontana, Garzanti, (1990), ISBN 8811650909 - Premio Sila
- Il provinciale (1991) - Premio Bagutta
- L'inferno (1992)
- Metropolis (1993)
- Il sottosopra (1994)
- Il filo nero (1995)
- Il viaggiatore spaesato (1996)
- Italiani strana gente (1997)
- Voglio scendere (1998)
- Il secolo sbagliato (1999)
- Pandemonio. Il miraggio della new economy (2000)
- Il dio denaro. Ricchezza per pochi, povertà per molti (2001)
- Piccolo Cesare (2002)
- Basso Impero (2003)
- L'italia l'è malada (2005)
- Napoli siamo noi (2006)
- Le mie montagne (2006)
[modifica] Onorificenze
- L'Università degli Studi di Bari gli ha conferito la laurea honoris causa in lettere l'11 maggio 2005.
[modifica] Note
- ^ Come afferma lui stesso nella rubrica Fatti nostri su Il Venerdì di Repubblica, n. 1037, 1 febbraio 2008 (pag. 15).
- ^ Cuomo, F. (2005) I Dieci. Chi erano gli scienziati italiani che firmarono il manifesto della razza, Milano, Baldini Castoldi Dalai, ISBN 9788884908254
- ^ articolo di Bocca. URL consultato il 30-05-2008.
- ^ Cfr. "Documenti dell'odio giudaico.I 'Protocolli' dei Savi di Sion", articolo apparso in "La Provincia granda - Sentinella d'Italia" il 14 agosto 1942.
- ^ romagnaoggi.it. URL consultato il 14-04-2008.
- ^ "Giorgio Bocca, No, non cedo: la Resistenza non è sconfitta, Venerdì di Repubblica, 24 novembre 2006, 975 "
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
Biografia di Giorgio Bocca sul sito dell'ANPI.
[modifica] Altri progetti
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| Predecessore: | vincitori Premio Bagutta | Successore: |
|---|---|---|
| Livio Garzanti | 1992 | Giovanni Giudici |

