Ponte Nizza

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Ponte Nizza
comune
Ponte Nizza – Stemma
Ponte Nizza – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Pavia-Stemma.png Pavia
Amministrazione
Sindaco Mario Luciano Domenichetti (lista civica) dal 14/06/2004
Territorio
Coordinate 44°51′00″N 9°06′00″E / 44.85°N 9.1°E44.85; 9.1 (Ponte Nizza)Coordinate: 44°51′00″N 9°06′00″E / 44.85°N 9.1°E44.85; 9.1 (Ponte Nizza)
Altitudine 267 m s.l.m.
Superficie 23,13 km²
Abitanti 822[1] (31-12-2010)
Densità 35,54 ab./km²
Frazioni Abbadia Sant'Alberto, Due Camini, Carmelo, Casa Minchino, Casa Selvino, Lumello, Moglie, Molino del Conte, Panzini, Pizzocorno, Prendomino, Risaia, San Ponzo Semola, Trebbiano, Vignola
Comuni confinanti Bagnaria, Cecima, Godiasco, Gremiasco (AL), Montesegale, Val di Nizza, Varzi
Altre informazioni
Cod. postale 27050
Prefisso 0383
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 018117
Cod. catastale G851
Targa PV
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti pontenizzesi
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ponte Nizza
Posizione del comune di Ponte Nizza nella provincia di Pavia
Posizione del comune di Ponte Nizza nella provincia di Pavia
Sito istituzionale

Ponte Nizza è un comune italiano di 835 abitanti della provincia di Pavia in Lombardia. Si trova nell'Oltrepò Pavese, nella vallata del torrente Staffora alla confluenza con il Nizza che forma una valle laterale.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Ponte Nizza è stato costituito nel 1928 (21 giugno) unendo i comuni di Pizzocorno, Trebbiano Nizza, San Ponzo Semola e Cecima, che nel 1956 riottenne l'autonomia.

I comuni di Pizzocorno, San Ponzo e Trebbiano nel XIX secolo
  • Pizzocorno (CC G723) apparteneva alle terre del marchesato dei Malaspina, e fu castello principale di uno dei tre rami in cui si divise la linea della famiglia detta dello Spino Fiorito, che era signora della valle Stàffora; tale ramo, detto anche di Olivola da un castello in Lunigiana, fu interrotto nel 1413 con l'assassinio di tutti i suoi componenti avvenuto a Olivola. I Malaspina peraltro, già nel 1158, avevano ceduto la signoria su Pizzocorno agli abati di Sant'Alberto di Butrio. Dopo l'estinzione dei Malaspina di Olivola e Pizzocorno non fu possibile agli abati mantenere la signoria, di cui i duchi di Milano disposero come di un qualunque feudo camerale: in effetti Pizzocorno non fu, come tutte le terre circostanti, una giurisdizione separata dotata di ampia autonomia (vedi Oltrepò Pavese (storia)), ma il più meridionale dei normali comuni dell'Oltrepò. Dopo varie brevi infeudazioni fu riacquistato dai Malaspina del ramo di Godiasco, che lo tennero sino all'abolizione del feudalesimo nel 1797.
  • Trebbiano (CC L350) appartenne al marchesato dei Malaspina fin dalla sua costituzione (diploma imperiale del 1164), e nelle suddivisioni ereditarie rimase ai Malaspina della linea di Oramala e Godiasco. Per motivi non chiari risulta che almeno nel XVII secolo non apparteneva alla giurisdizione di Godiasco, ma costituiva una piccola giurisdizione a sé stante. Si chiamava allora Valle Trebbiana, poi Trebbiano e dal 1863 Trebbiano Nizza.
  • San Ponzo (CC I127) fu donato dai re Ugo e Lotario al vescovo di Pavia nel 943, insieme alla vicina Cecima; e di Cecima condivise poi sempre le sorti. Fu sede di un'importante pieve della diocesi di Tortona, da cui dipendevano molti paesi vicini. Con Cecima nel 1164 passò sotto il dominio pavese, costituendo una sorta di exclave in mezzo alle terre dei Malaspina, da cui si mantenne sempre indipendente, rimanendo sotto la signoria del vescovo di Pavia, da cui fu nel XVI secolo subinfeudato agli Sforza di Santa Fiora, feudatari di Varzi. Nell'ambito del Principato di Pavia, costituiva con Cecima una giurisdizione separata. Nel 1863 prese il nome di San Ponzo Semola. Nella parte dell'ex comune di San Ponzo situata alla destra della Staffora si è sviluppato l'attuale capoluogo comunale, Ponte Nizza.

Uniti con il Bobbiese al Regno di Sardegna nel 1743, in base al Trattato di Worms, entrarono a far parte poi della Provincia di Bobbio. Nel 1801 il territorio è annesso alla Francia napoleonica fino al 1814. Nel 1818 passarono alla provincia di Voghera e nel 1859 alla provincia di Pavia.

Da Ponte Nizza transitava la via del sale lombarda, percorsa da colonne di muli che percorrendo il fondo valle raggiungevano Genova attraverso il passo del Giovà e il monte Antola.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

  • Nel territorio comunale si trova il famoso Eremo di Sant'Alberto di Butrio.
  • Nella frazione San Ponzo Semola sono situate le "Grotte di San Ponzo".
  • A poca distanza dall'Eremo di S. Alberto di Butrio si trova la località Carmelo con case in sasso, testimonianza dell'antica civiltà contadina dell'Oltrepò Pavese, che sono in fase di ristrutturazione nel centro storico.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[2]

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica sorgente]

In località Rossago è nata nel 2002, dalla collaborazione tra la fondazione Genitori per l'autismo e l'Università di Pavia, Cascina Rossago, la prima farm community italiana per adulti affetti da autismo[3].

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Questo paese fa parte del territorio culturalmente omogeneo delle Quattro province (Alessandria, Genova, Pavia, Piacenza), caratterizzato da usi e costumi comuni e da un importante repertorio di musiche e balli molto antichi. Strumento principe di questa zona è il piffero appenninico che accompagnato dalla fisarmonica, e un tempo dalla müsa (cornamusa appenninica), guida le danze e anima le feste.

Persone legate a Ponte Nizza[modifica | modifica sorgente]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Comunità montane[modifica | modifica sorgente]

Fa parte della fascia collinare della Comunità Montana Oltrepò Pavese.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ Cascina Rossago

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]