Pavia

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Pavia
comune
Pavia – Stemma Pavia – Bandiera
Pavia – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Provincia Provincia di Pavia-Stemma.png Pavia
Amministrazione
Sindaco Massimo Depaoli (Partito Democratico) dal 09/06/2014
Territorio
Coordinate 45°11′07″N 9°09′18″E / 45.185278°N 9.155°E45.185278; 9.155 (Pavia)Coordinate: 45°11′07″N 9°09′18″E / 45.185278°N 9.155°E45.185278; 9.155 (Pavia)
Altitudine 77 m s.l.m.
Superficie 62 km²
Abitanti 71 297[1] (31-12-2013)
Densità 1 149,95 ab./km²
Frazioni Albertario, Ca' della Terra, Cantone Tre Miglia, Cassinino, Cittadella, Fossarmato, Mirabello, Montebellino, Pantaleona, Prado, Villalunga
Comuni confinanti Borgarello, Carbonara al Ticino, Certosa di Pavia, Cura Carpignano, Marcignago, San Genesio ed Uniti, San Martino Siccomario, Sant'Alessio con Vialone, Torre d'Isola, Travacò Siccomario, Valle Salimbene
Altre informazioni
Cod. postale 27100
Prefisso 0382
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 018110
Cod. catastale G388
Targa PV
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 623 GG[2]
Nome abitanti pavesi
Patrono san Siro, sant'Agostino e san Teodoro
Giorno festivo 9 dicembre e 28 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pavia
Posizione del comune di Pavia nell'omonima provincia
Posizione del comune di Pavia nell'omonima provincia
Sito istituzionale

Pavia (pronuncia[?·info]) (/Pəvia/ in dialetto pavese) è un comune italiano di 68.280 abitanti[3], capoluogo dell'omonima provincia in Lombardia.

Posta sul fiume Ticino, poco a nord dalla confluenza di questo nel Po ed a 35 km a sud di Milano, affonda le sue origini all'epoca delle tribù preromane, dalle quali fu fondata. Successivamente divenne città romana con il nome di Ticinum.

Generalità[modifica | modifica sorgente]

Fu capitale del regno longobardo. Dal Medioevo Pavia è sede di una delle più antiche università italiane. La città era fortificata fino al 1872, quando i bastioni sono stati trasformati in viali e giardini pubblici; gran parte delle mura, però, sopravvisse fino al 1901, quando fu abbattuta per costruire i viali di circonvallazione.

Le origini antiche e un passato di grande importanza hanno lasciato a Pavia un patrimonio artistico notevole. Tra le attrazioni turistiche principali ci sono: il Museo situato nel Castello Visconteo, San Pietro in Ciel d'Oro, la Pinacoteca Malaspina, il Duomo, Santa Maria del Carmine, San Michele Maggiore, San Teodoro ed il famoso Ponte Coperto sul Ticino, oltre che il Palazzo Bottigella. Va inoltre segnalato, per l'architettura e per gli affreschi, il palazzo, iniziato nel 1564, che ospita l'Almo Collegio Borromeo, poco distante dal Lungoticino Sforza. A pochi chilometri dalla città è situata la Certosa di Pavia.

Pavia è il capoluogo di una fertile provincia dedicata soprattutto all'agricoltura: viticoltura, risicoltura e cerealicoltura. Poche sono le industrie; le principali attività della città sono l'Università di Pavia che insieme alla Scuola Superiore Universitaria IUSS costituisce il cosiddetto "sistema universitario pavese" e il Policlinico San Matteo.

Pavia è una delle tappe importanti sulla via Francigena, cammino di pellegrinaggio per Roma.

A Pavia, in via Ugo Foscolo, 11 (casa Cornazzani) abitò per circa un anno (nel 1894) il quindicenne Albert Einstein con la sua famiglia.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Pavia.

Il clima è quello tipico della medio-bassa Pianura Padana. Gli inverni sono freddi ed umidi, le estati calde e afose ma il caldo è talvolta interrotto da forti temporali che rinfrescano in modo rapido ma temporaneo l'aria. Essendo una città di dimensioni contenute, la nebbia e il gelo invernale interessano anche il centro città. La primavera e l'autunno sono molto piovosi, mentre d'estate le precipitazioni possono mancare per mesi interi.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia di Pavia e monetazione di Ticinum.

Il primo insediamento nell'area di Pavia si deve ad antiche popolazioni della Gallia transpadana, forse i Levi, i Marici o gli Insubri. La città, probabilmente, fu fondata dai Romani, a cui si deve la pianta della città, rimasta intatta fino ad oggi, a castrum (accampamento militare) romano; la città aveva il nome di Ticinum. A partire da Aureliano, fino a Costantino I, fu anche sede di un'importante zecca, battendo moneta sia durante il periodo degli Imperatori illirici, sia durante la tetrarchia e la successiva guerra civile.

Saccheggiata più volte dai barbari, venne conquistata dai Longobardi nel 572 che ne fecero la capitale del loro regno, con il nome di Papia, da cui il nome moderno. Il dominio longobardo durò per due secoli, fino al 774, quando venne conquistata da Carlo Magno. Fu ancora importante durante il periodo carolingio: nella chiesa di San Michele Maggiore a Pavia, Berengario del Friuli e i suoi successori fino a Berengario II e Adalberto II, furono incoronati Re d'Italia.

Durante le guerre tra l'imperatore tedesco Federico Barbarossa e i comuni della Lega Lombarda, Pavia (con Como) fu fedele all'esercito imperiale, per poi perdere gradualmente importanza dal punto di vista politico. Fu infine annessa dal 1360 al Ducato di Milano, sotto il dominio della famiglia Visconti.

Nel Cinquecento, famosa è la battaglia di Pavia, combattuta il 24 febbraio 1525 tra i Francesi e gli Imperiali. Venne vinta da questi ultimi, perché il capitano di ventura forlivese Cesare Hercolani, ferendo il cavallo del re Francesco I di Francia, ne permise la cattura, meritandosi il soprannome di vincitore di Pavia e la gratitudine dell'imperatore Carlo V d'Asburgo. Legata a questa vicenda è la storia della Zuppa alla pavese, semplice zuppa con pane secco, uova, formaggio e burro cucinata da una contadina al re appena fatto prigioniero. Si racconta che al re piacque così tanto da farla inserire nel menù di corte con il nome di "soupe à la pavoise".

Dall'inizio del XVIII secolo fino alla metà del XIX secolo la città fu sotto la dominazione straniera, alternata, di spagnoli, francesi e austriaci. Divenne nel 1859 parte del Regno di Sardegna (futuro Regno d'Italia) insieme al resto della Lombardia.

Toponimi[modifica | modifica sorgente]

Il toponimo Papia deriva verosimilmente da un nome di gens romana, forse Papilia, e vorrebbe dunque dire "terra della gens Papilia". Qualcuno ritiene che il nome derivi invece dal greco Papìas ("custode del palazzo"), nome che sarebbe stato dato da soldati bizantini venuti a combattere i Goti con riferimento a un palazzo di Teodorico, ma è ipotesi poco probabile.

Ticinum deriva dal fiume Ticino, è di origine prelatina e l'etimologia è incerta.[4]

Stemma[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma comunale è il simbolo storico della città: croce bianca in campo rosso. Il sigillo del Comune ha il Regisole.[5]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Città decorate con medaglia d'oro come "benemerite del Risorgimento nazionale"

Medaglia alle Città Benemerite del Risorgimento Nazionale

In ricompensa delle benemerenze patriottiche acquistate durante il periodo del risorgimento nazionale. Oltre al coinvolgimento nelle fasi più importanti della I e II guerra d’indipendenza, Pavia ha svolto, grazie alla sua prestigiosa università, un ruolo fondamentale per la formazione politica dei patrioti e il radicamento di una coscienza civile italiana.

La città di Pavia è la 23a tra le 27 Città decorate con medaglia d'oro come "benemerite del Risorgimento nazionale" per le azioni altamente patriottiche compiute dalla città nel periodo del Risorgimento. Periodo, definito dalla Casa Savoia, compreso tra i moti insurrezionali del 1848 e la fine della Prima guerra mondiale nel 1918.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lista dei Monasteri di Pavia.
  • San Michele Maggiore, è il più famoso ed importante monumento religioso medievale della città. Capolavoro dello stile romanico lombardo, la chiesa raccoglie numerose testimonianze del periodo in cui Pavia era la capitale del regno italico. Una prima chiesa di San Michele fu costruita originariamente nel periodo longobardo (a questo periodo risale la parte inferiore del campanile), ma fu distrutta da un incendio nel 1004; la costruzione attuale iniziò nel primo quarto del XII secolo (a cui risalgono la cripta, il coro e i transetti), probabilmente a seguito del terremoto del 1117 ed era probabilmente completata intorno al 1155. La basilica di San Michele è considerata il prototipo delle numerose chiese medievali pavesi: tuttavia si discosta dalle altre chiese cittadine per l'utilizzo estensivo, sia per la struttura sia per le decorazioni, della fragile pietra arenaria in luogo del cotto, e anche per la particolare e complessa conformazione architettonica, che prevede una pianta a croce latina a tre navate con matronei ed un transetto particolarmente sviluppato, dotato di una propria autonoma facciata sul lato settentrionale.

La basilica ospitò nei secoli fastose cerimonie ed incoronazioni; tra queste si cita l'incoronazione di Federico I Barbarossa, nel 1155.

Il Duomo di Pavia
L'attuale statua del Regisole davanti al Duomo di Pavia. In fondo a sinistra, le rovine della Torre civica crollata nel 1989
  • Duomo di Pavia, dedicato a Santa Maria Assunta ed a Santo Stefano (protomartire), è un'imponente costruzione con pianta a croce greca. Il cantiere per la cattedrale fu aperto nel 1488 su ordine del vescovo Ascanio Maria Sforza Visconti: la struttura rimase per secoli incompleta, fino alla fine del XIX secolo, quando furono completate la cupola e la facciata, rispettivamente nel 1885 e nel 1898, secondo il progetto originale di Giovanni Antonio Amadeo. La cupola centrale, a pianta ottagonale, con un'altezza di 97 metri, una luce di 34 ed un peso nell'ordine delle 20 mila tonnellate, è la terza in Italia per dimensioni (ma non per altezza), sorpassata soltanto da San Pietro e dalla cattedrale di Firenze. Dopo quasi 17 anni di lavori la cupola è stata restaurata completamente e la chiesa è stata riaperta ai fedeli. A fianco del Duomo era situata la Torre civica, di cui si ha menzione fin dal 1330 e che era stata ulteriormente innalzata nel 1583 da Pellegrino Tibaldi. La torre crollò improvvisamente la mattina del 17 marzo 1989 per cause sconosciute, provocando quattro vittime e 15 feriti. Da allora non è stata più ricostruita.
  • San Pietro in Ciel d'Oro, le cui origini sono da ricercarsi all'inizio del VII secolo da parte dei monaci di San Colombano. Ricostruita dopo il grande terremoto del 1117, la costruzione moderna è stata consacrata nel 1132. La facciata, la cupola e il pavimento a mosaico sono simili a San Michele Maggiore, senza però le caratteristiche sculture. San Pietro in Ciel d'Oro, che insieme a San Michele è la più spaziosa tra le basiliche romaniche pavesi, si distingue comunque dall'altra costruzione per l'uso intensivo del cotto in luogo dell'arenaria, per la facciata visibilmente asimmetrica dotata di un solo portale, e internamente per l'assenza dei matronei e per il transetto più corto, non sporgente dalla pianta rettangolare del tempio. L'esterno è decorato con piastrelle di maiolica.
    La facciata di San Pietro in Ciel d'Oro
    All'interno, murata nell'ultimo pilastro della navata destra, si trova la tomba del re longobardo Liutprando (m. 744), le cui ossa furono ritrovate nel 1896. Nella chiesa sono anche conservate le reliquie di Sant'Agostino, portate qui da Liutprando dalla Sardegna. Le reliquie del Santo sono conservate nella famosa Arca di Sant'Agostino, la cui mole marmorea è visibile sull'altar maggiore. L'Arca fu realizzata dai Maestri Campionesi nel 1362 ed è ornata da almeno 150 tra statue e bassorilievi. La chiesa è nominata anche da Dante Alighieri, che, nel X canto del Paradiso vv.127-129 (nella Divina Commedia), riporta questi versi: Lo corpo ond'ella fu cacciata giace / giuso in Ciel d'Auro, ed essa da martiro / e da essilio venne in questa pace; ci si riferisce all'anima di Severino Boezio, un Romano consigliere del re ostrogoto Teodorico, fatto da questi giustiziare sotto l'accusa di tradimento. Anche il corpo di Severino Boezio è conservato infatti nella Basilica, e precisamente nella cripta.
La chiesa di S. Maria del Carmine
  • Chiesa di Santa Maria del Carmine, è uno dei più noti esempi di architettura gotica a mattoni nel nord Italia. La costruzione del grandioso edificio iniziò tra il 1370 ed il 1390, per giungere a compimento, con la facciata, dopo circa un secolo. È, dopo la Cattedrale, la più vasta chiesa della città, con un perimetro rettangolare di metri 80 x 40, entro il quale trova posto una ardita struttura a croce latina a tre navate affiancate da cappelle. La facciata è caratteristica per il grande rosone e le sette guglie. L'elegante campanile, alto oltre settanta metri, è considerato il maggiore e il più bello della città. Viene restaurata fra il 2006 ed il 2010.
La chiesa dei Santi Gervasio e Protasio
  • Chiesa dei Santi Gervasio e Protasio, secondo Opicino de' Canistris, che fu parroco a Pavia dal 1323 al 1329, questa è la più antica chiesa della città, ed ospitò per più di seicento anni il corpo di San Siro, fondatore della prima comunità cristiana pavese, vissuto nella prima metà del IV secolo d.C.. Fu intitolata ai santi Gervasio e Protasio, martiri del III secolo, per la custodia delle loro reliquie, scoperte a Milano da S. Ambrogio nel 386 e portate a Pavia da sant’Invenzio, che fu il terzo vescovo di Pavia dopo San Siro e San Pompeo. Nel corso degli anni è testimoniata la presenza di monaci benedettini a partire dal XII secolo, e di un ospizio per pellegrini, istituito nel 1366 e rifabbricato verso la fine del XVI secolo, quando viene affidato al Terz’Ordine Francescano.

Furono sempre i Francescani, tra il 1712 ed il 1718, a riedificare la chiesa come la vediamo adesso, invertendone l’orientamento. In seguito a questa trasformazione sono state demolite la facciata romanica, sostituita dall’attuale abside, e l’abside originaria, sostituita dalla nuova facciata in stile classico. Nel 2004 è stato rinvenuto, nella cappella di San Siro, un ciclo di affreschi del XVI secolo, di cui nel 2009 si è completato il restauro, che permette di qualificarlo come il ritrovamento storico-artistico più importante del secolo a Pavia.

  • Chiesa di San Teodoro, è una chiesa di impianto tardo romanico situata nel centro storico di Pavia. Risalente al XII secolo, l'aspetto originario è stato ripristinato con i restauri effettuati a cavallo del '900. Ospita cicli di affreschi rappresentanti le Storie di Sant'Agnese e San Teodoro e due importanti affreschi attribuiti a Bernardino Lanzani con vedute di Pavia del XVI secolo.

Altre chiese[modifica | modifica sorgente]

Cripta di Sant'Eusebio, Pavia

La duecentesca chiesa di San Francesco ha una facciata degna di nota, peculiare per la presenza del portale centrale sdoppiato. La chiesa, molto grande, presenta un impianto a croce latina, con copertura a capriate lignee nella navata centrale e a volta nel capocroce. Anche se relativamente meno nota rispetto agli edifici di culto sopra descritti, San Francesco è, in termini di dimensioni, la terza chiesa della città dopo il Duomo e Santa Maria del Carmine.

La chiesa di San Giovanni Domnarum, in pieno centro storico, inglobata in un cortile di abitazioni civili, ospita una cripta altomedievale scoperta nel 1914.

La chiesa di Santa Maria di Canepanova, autentico gioiello rinascimentale, che fu (forse) progettata dal Bramante, ma sicuramente edificata dall'Amadeo dal 1500 al 1507.

La chiesa di San Giorgio in Montefalcone di periodo medioevale in pieno centro storico sorge su una specie di fortilizio da cui probabilmente all'epoca si dominava il corso del Ticino. Attaccato alla chiesa vi è un ossario a vista.

Fuori dal centro cittadino sono la chiesa di San Salvatore, le cui origini risalgono al VII secolo, ricostruita dall'Amadeo nel XV-XVI secolo, e la chiesa di San Lanfranco. Quest'ultima risalente al XII secolo, contiene la tomba del vescovo Lanfranco Beccari (m. 1189), realizzata nel 1498 dallo scultore e architetto Giovanni Antonio Amadeo (1447-1552), nato a Pavia. All'interno della chiesa vi è un affresco, tra i più antichi della città (XIII secolo), scoperto nel 1930 sotto l'intonaco, raffigurante l'assassinio di Tommaso Becket. La scena ritrae il vescovo che indossa la casula mentre viene colpito da cinque sicari.

La chiesa di Sant'Eusebio aveva come cripta una costruzione del VII secolo, ancora conservata e visitabile in piazza leonardo da Vinci, rarissimo esempio di architettura longobarda.

Risalenti allo stesso periodo ma oggi interamente distrutte furono invece la chiesa di Santa Maria in Pertica, che era una delle più importanti chiese dell'epoca longobarda, e la basilica di Sant'Ambrogio. Degna di nota anche la Chiesa di Santa Maria delle Grazie (Pavia).

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Ponte Coperto[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ponte Coperto di Pavia.
Il ponte coperto

Il centro storico cittadino è situato sulla riva sinistra del Ticino, mentre sulla riva destra è Borgo Ticino, quartiere che era originariamente fuori dalle mura della città. Il centro storico e Borgo Ticino erano collegati dal Ponte Coperto (detto anche Ponte Vecchio), datato 1351-1354, che fu danneggiato durante la seconda guerra mondiale dai bombardamenti alleati e abbattuto nel dopoguerra per la scarsa sensibilità del tempo verso i monumenti storici[6]. Una copia del ponte antico, non del tutto fedele all'originale (è girato dalla parte opposta e si trova 30 metri più a valle), è stata costruita nel dopoguerra.

Palazzi[modifica | modifica sorgente]

Palazzo Mezzabarba, sede del municipio

Numerosi edifici storici, abitazioni di antiche potenti famiglie cittadine, sono tuttora presenti nel centro cittadino. Tra questi sono da ricordare la Reggia di re Alboino, in via Alboino, il Palazzo Malaspina, il Palazzo Bottigella in corso Cavour, il Palazzo Bottigella in corso Mazzini (entrambi attribuiti all'Amadeo), il Palazzo Orlandi in Piazza del Carmine, il Palazzo Mezzabarba, oggi sede del municipio di Pavia. In piazza Borromeo venne edificato, a partire dal 1564, l'edificio dell'Almo Collegio Borromeo dove si trovano gli affreschi di Federico Zuccari e di Cesare Nebbia, che illustrano la famosa Peste di San Carlo e la vita di San Carlo Borromeo.

Piazza della Vittoria e Mercato coperto[modifica | modifica sorgente]

Pavia - Il Duomo e il Broletto, da Piazza della Vittoria

L'ampia piazza centrale della città, Piazza della Vittoria, anticamente Piazza Grande, ha una forma stretta e lunga ed è divisa in due aree dalla strada. Nei sotterranei della Piazza si estende un grande mercato coperto sotterraneo, costruito nel 1958 e successivamente ampliato e ammodernato. Un altro mercato coperto, ma non sotterraneo, si trova poco lontano; si tratta del mercato di Piazza Arnaboldi, ospitato in un cortile aperto al pubblico e coperto da una cupola in ferro del 1882, la Cupola Arnaboldi.

Idroscalo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Idroscalo di Pavia.
L'idroscalo oggi.

L'idroscalo venne inaugurato il 1º aprile 1926 da Benito Mussolini per servire come punto di rifornimento e sosta per gli idrovolanti della linea Torino-Venezia-Trieste. Malgrado i diversi progetti di recupero (si era parlato anche di realizzare nell'edificio ristrutturato un ristorante sul fiume), oggi versa in stato di totale abbandono e degrado ambientale.

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Porte di Pavia.

La prima cinta muraria di Pavia di cui non rimangono tracce visibili è di origine romana. Le mura vennero ampliate con una nuova cinta verso la fine del XII secolo. Durante la dominazione spagnola la cinta fu ulteriormente ingrandita (1557-1560) con l'aggiunta di dodici bastioni e le mura sopravvissero fino alla seconda metà dell'Ottocento. Di queste mura rimane qualche tratto verso il Ticino, a metà di viale Gorizia, nel Castello sul lato nord.

Castello Visconteo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castello Visconteo (Pavia).
Veduta laterale del Castello Visconteo

A Pavia si trova un unico castello, costruito nel 1360 da Galeazzo II Visconti.

Castello di Mirabello[modifica | modifica sorgente]

In località Mirabello sorge il castello trecentesco di Mirabello.

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

L'area Vul, sullo sfondo il Ponte coperto.
  • Area Vul: zona che costeggia la riva destra del Ticino, tra il Ponte Coperto ed il Ponte della Libertà
  • Parco della Vernavola: grande parco con una estensione di 15 ettari situato a nord della città, con piste ciclabili, stagni, cascine, oasi faunistiche (ingressi da Via Torretta, via Acerbi, via Folperti). È percorso dalla Roggia Vernavola che scorre da San Genesio al Ticino. Presso la Cascina Colombara (ora sede del museo agricolo) si combatté nel 1525 la battaglia di Pavia, ultima della quarta guerra d'Italia (1521-1526).
  • Bosco Grande: lungo l'argine del Ticino, in sponda destra e in direzione di Zerbolò.
  • Bosco della Sora: costeggiando il Ticino, a Nord Ovest (Parco del Ticino)
  • Bosco Negri: 34 ettari di bosco, lungo il Canale Gravellone (a sud della città), è una oasi della LIPU, all'interno del Parco del Ticino, dono di Giuseppe Negri (1968) al Comune. L'accesso è limitato ad alcuni periodi dell'anno.
  • Giardini del Castello: piccolo parco, attrezzato con area giochi per bambini e ragazzi
  • Giardini Malaspina: unici giardini pubblici nel centro storico della città (piazza Petrarca), sede di concerti ed eventi culturali

Società[modifica | modifica sorgente]

Il comune di Pavia ha visto negli ultimi due decenni una notevole involuzione demografica dovuta al trasferimento di molti nuclei familiari all' interno dei nuovi comuni immediatamente confinanti al capoluogo. L'agglomerato urbano della città di Pavia nel 2012 conta comunque 95.000 abitanti.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[7]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

All'inizio del 2011, risiedevano nella città di Pavia 7.165 stranieri, ovvero il 10,1 per cento della popolazione. Circa 106 bambini nati da madri straniere o un quinto di tutti i bambini nati in città.[non chiaro] La maggior parte dei migranti è di origine orientale.[8]

  1. Romania, 1145
  2. Ucraina, 780
  3. Albania, 566
  4. Repubblica Dominicana, 480
  5. Camerun, 303
  6. Perù, 288
  7. Egitto, 267
  8. Moldavia, 251
  9. Tunisia, 209
  10. Cina, 204

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Università di Pavia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Università di Pavia.

L'origine dell'Ateneo pavese risale all'825 col capitolare dell'imperatore Lotario I che costituì una scuola di retorica. Nel XI secolo Pavia divenne sede di una scuola giuridica, trasformata dall'imperatore Carlo IV, nel 1361, in Studium Generale. L'Università è pertanto considerata la prima fondata in Lombardia e una delle più antiche d’Europa. Grande impulso venne dato in età asburgica da Maria Teresa d'Asburgo e Giuseppe II che ampliarono la sede e chiamarono come docenti grandi studiosi tra i quali il fisico Alessandro Volta e il naturalista Lazzaro Spallanzani. Insegnarono a Pavia anche i letterati Ugo Foscolo e Vincenzo Monti. In tempi più recenti si ricordano i docenti Carlo Forlanini, inventore del pneumotorace artificiale e i premi Nobel Camillo Golgi per la medicina, Giulio Natta per la chimica e Carlo Rubbia per la fisica. L'Università vanta un interessante museo storico che conserva, tra gli altri cimeli, strumenti scientifici costruiti da Alessandro Volta, preparazioni anatomiche settecentesche del chirurgo Antonio Scarpa, autografi di celebri docenti dell'università e la testa dello stesso Scarpa. Esistono due collegi storici che ospitano, per statuto, studenti di notevoli capacità e impegno e li sostengono economicamente se privi di mezzi: l'Almo Collegio Borromeo fondato da San Carlo Borromeo nel 1563 e il Collegio Ghislieri fondato sei anni dopo da Papa Pio V. È interessante anche il giardino botanico dell'Università, risalente al 1774. Le istituzioni studentesche e goliardiche sono state in passato particolarmente vivaci: si ricordano i versi salaci che costarono al giovane Carlo Goldoni l'espulsione dal collegio Ghislieri. Al giorno d'oggi, la tradizione della Goliardia Pavese prosegue per merito dei goliardi dell'Ordo Clavis.

Persone legate a Pavia[modifica | modifica sorgente]

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

L'attuale comune di Pavia si venne formando nei secoli scorsi attraverso l'aggregazione di diversi comuni. Fino al 1883 esistette un comune dei Corpi Santi di Pavia (CC D036) che raggruppava le cascine e i sobborghi della città appena fuori dalle mura. Le località meno prossime al centro appartenevano a tre delle entità amministrative in cui era diviso il Pavese, cioè il Parco Visconteo, la Campagna Sottana e la Campagna Soprana.

  • Mirabello (CC F237) era il principale centro del Parco Vecchio e sede del Capitano del Parco. Il Parco Vecchio era la parte più antica del vastissimo parco dei Visconti, che congiungeva il Castello di Pavia alla Certosa; anche dopo la caduta degli Sforza e la rovina del Parco, esso sopravvisse come entità amministrativa autonoma. Nel XVIII secolo a Mirabello è unito il comune di Torre Pescarina, e nel 1841 il comune di Cantugno. Nel 1863 prende il nome di Mirabello ed Uniti di Pavia. Nel 1883 alcune frazioni (Scala, Torretta ecc.) vengono unite a Pavia. Nel 1939 il comune viene soppresso e unito a Pavia e in parte a San Genesio ed Uniti.
    • Cantugno, noto fin dal XII secolo, faceva parte del Parco Vecchio. Nel XVIII secolo gli furono uniti alcuni piccoli comuni del Parco Vecchio: Torre del Gallo, Cornaiano, Restellone e Le Due Porte. Nel 1841 il comune è soppresso e aggregato a Mirabello.
  • Cassine Sirigari (CC C031) (Cassinino) e Villalunga (CC L962), noti fin dal XV secolo, facevano parte della Campagna Soprana di Pavia. Nel 1871 i due comuni furono soppressi e uniti a Torre del Mangano, ma quando a sua volta questo comune andò a formare Certosa di Pavia, le due località furono incluse nel comune di Pavia (1929).
    • Molinazzo, comune della Campagna Soprana cui nel XVIII secolo era stato aggregato il comune di Cittadella, fu soppresso nel 1841 e unito a Villalunga.
  • Fossarmato (CC D743) appare nel XII secolo come Fossam de Armatis. Faceva parte della Campagna Sottana di Pavia. Nel XVIII secolo gli fu aggregato il comune di Bompiumazzo, nel 1871 il comune di Ca' della Terra e nel 1872 quello di Prado; nel 1883 gli viene unita la frazione di Ca' de' Tedioli, già unita ai Corpi Santi di Pavia[9]. Nel 1939 il comune di Fossarmato è soppresso e unito a Pavia, e in parte a Cura Carpignano.
    • Ca' della Terra (CC B330) e Prado (CC G971), noti fin dal XV secolo, appartennero alla Campagna Sottana. Nel XVIII a Ca' della Terra fu unito il comune di Ca' de' Levrieri; furono soppressi rispettivamente nel 1871 e 1872 e uniti a Fossarmato.
    • Ca' de' Tedioli (CC B340), comune della Campagna Sottana, nel XVIII secolo assorbì gli ex comuni di Pelissera e Santa Croce. Nel 1870 fu soppresso e unito ai Corpi Santi di Pavia, da cui fu staccato nel 1883 (quando detto comune fu abolito) e unito a Fossarmato.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Sindaci di Pavia.

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Pavia è gemellata con:[10]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Pavia è sede dell'Associazione Calcio Pavia, che milita in Lega Pro Prima Divisione. Per diversi anni la città è stata presente nei massimi campionati nazionali di Pallacanestro grazie alla Nuova Pallacanestro Pavia Inoltre è sede del Cus Pavia Rugby che, dal minirugby alla Serie C Elite al Rugby 7 Femminile, coinvolge dal 1933 molte generazioni di giovani rugbisti pavesi.

Eventi sportivi[modifica | modifica sorgente]

  • Tennis: Dal 2003 al Tennis Club Pavia, nella primavera di ogni anno, si svolge il Torneo Internazionale Giovanile di Tennis Under 14 al quale prendono parte 32 ragazzi e 32 ragazze tra i migliori in Europa. Il Torneo, sotto l'egida della Tennis Europe e della Federazione Italiana Tennis, si articola in due tabelloni di singolare e due di doppio, maschile e femminile.
  • Canottaggio: Sulle acque del Ticino si svolge ad anni alterni, per commemorare gli studenti pavesi e pisani che parteciparono alla battaglia risorgimentale di Curtatone e Montanara del 29 maggio 1848, la celebre Regata Pisa Pavia. La gara si svolge in due manche con imbarcazioni ad otto vogatori (8+). Gli equipaggi (maschili) sono interamente composti da studenti regolarmente iscritti ai due Atenei e alcuni di loro fanno anche parte della nazionale italiana di canottaggio. L'albo d'oro (aggiornato all'edizione del 2009) vede Pavia condurre con 28 vittorie contro le 16 di Pisa.
  • Motonautica: Ogni anno si corre la Pavia-Venezia, il Raid internazionale più lungo al mondo. La manifestazione, che non ha eguali nella motonautica, si svolge lungo un percorso di 413 km con partenza da Pavia ed arrivo a Venezia. L'itinerario è ormai quello classico, molto difficile, pieno di insidie quanto affascinante. Partenza da Pavia, dalla sede dell'Associazione Motonautica con marcia di trasferimento a velocità ridotta sino al Ponte della Becca (confluenza con il Po) e poi, di seguito, le altre dieci tappe e l'arrivo definitivo a Venezia Lido, presso la sede del Cantiere Venmar.
  • Maggio 2000: la Nuova Pallacanestro Pavia viene promossa in LegaDue (ex serie A/2) e torna dopo 6 anni nella serie cadetta di basket
  • Marzo 2003: partita della Nazionale Under-21 di calcio dell'Italia contro il Galles (vittoria italiana per 8-1)
  • 26 maggio 2003: la 16ª tappa del Giro d'Italia 2003 si è conclusa a Pavia con la vittoria di Alessandro Petacchi
  • Settembre 2005: partita della Nazionale Under-21 di calcio dell'Italia contro la Scozia (vinta dall'Italia per 2-1)
  • Maggio 2008: la Pallavolo Villanterio viene promossa in serie A1

Sport acquatici[modifica | modifica sorgente]

Verso la fine dell'800 nascono una serie di associazioni remiere che con il tempo ampliano la loro attività a diverse altre discipline sportive.

  • Società Canottieri Ticino - fondata nel 1873 come società di canottaggio, mantiene la tradizione dei barcé
  • Battellieri Colombo - nata da una costola della Cannottieri Ticino nel 1885
  • Associazione Motonautica Pavia
  • Club Vogatori Pavesi - la più recente fondata nel 1983
  • Cus Pavia - sezione canottaggio e canoa - fondato nel 1946, eredita la tradizione tramandata dalle più antiche società remiere pavesi. È attualmente l'unica società che pratica canottaggio a Pavia. La disciplina della canoa viene praticata invece a Pavia anche dalla Canottieri Ticino.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ [1]
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Dato Istat al 30/09/2012
  4. ^ Fonte: Dizionario di toponomastica, ed. UTET, 2006, pagg. 563 e 770
  5. ^ Statuto del Comune di Pavia, Art.7.
  6. ^ paviatricolore.org - paviatricolore Resources and Information. This website is for sale!
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Demo-Geodemo. - Maps, Population, Demography of ISTAT - Italian Institute of Statistics
  9. ^ R.D. 21 giugno 1883, n. 1476
  10. ^ Gemellaggi della Regione Lombardia. URL consultato il 7 gennaio 2012.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Istituzioni[modifica | modifica sorgente]

Cultura e turismo[modifica | modifica sorgente]

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