Il Popolo

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Il Popolo
Stato Italia
Lingua Italiano
Periodicità quotidiano
Genere Quotidiano politico
Formato lenzuolo
Fondazione 5 aprile 1923
Chiusura 2003
Sede Roma
Direttore Giuseppe Donati, Guido Gonella, Ettore Bernabei,
 

Il Popolo è stato un quotidiano politico fondato a Roma il 5 aprile 1923 da Giuseppe Donati. Fu organo del Partito popolare (1923-1925), della Democrazia Cristiana (1944-1994) e di nuovo del Partito Popolare (1994-2003).

Indice

Storia[modifica]

Nacque come organo di stampa del Partito Popolare Italiano di Don Luigi Sturzo. La linea di Donati fu improntata a mettere gli elettori cattolici in guardia dal fascismo e a mostrarne l'impronta eversiva. L'antifascismo del quotidiano si acuì in seguito al delitto Matteotti (10 giugno 1924).

Preso di mira dal regime, nel 1925 Il Popolo fu costretto a sollevare il direttore dal suo incarico. Giuseppe Donati partì per un volontario esilio a Parigi, dove giunse il 13 giugno[1].
Le pubblicazioni ripresero il 4 luglio sotto la guida del caporedattore Giuseppe Margotti ma il quotidiano continuò ad essere oggetto di nuovi e ripetuti sequestri. Il 19 novembre 1925 fu costretto a sospendere le pubblicazioni fino a tutta la durata del regime fascista.

La testata fu ripresa il 1º ottobre 1943, nella Roma occupata dai nazisti. Furono pubblicati in clandestinità 14 numeri, fino al 18 maggio 1944. In giugno, dopo la Liberazione di Roma, Il Popolo divenne l'organo ufficiale della neonata Democrazia Cristiana, con la direzione di Guido Gonella. Nel 1946 Gonella lascia la direzione a Igino Giordani che la manterrà fino al 1947.
Tra il 1946 e il 1951 la DC ebbe anche un settimanale ufficiale, Popolo e Libertà [2].
Dal 1956 al 1960 è stato direttore del quotidiano Ettore Bernabei.
Dal 1945 Il Popolo uscì con un'edizione nazionale e con edizioni regionali a Milano (Il Popolo di Milano [3]), Firenze e Napoli. Le edizioni regionali furono chiuse nel 1960.

Nel 1994, sciolta la DC, divenne giornale del nuovo Partito Popolare di Mino Martinazzoli. Nel 1995, con la scissione all'interno del partito fra l'ala di Rocco Buttiglione, che auspicava l'intesa con le forze di destra, e quella di Gerardo Bianco, che invece auspicava l'ingresso nella coalizione di centrosinistra, cui seguirono turbinose vicende giudiziarie, il giornale fu affidato alla seconda.

Ha cessato le pubblicazioni nel 2003, con la nascita del nuovo quotidiano de La Margherita, Europa, il quale ne ha assorbito parte della redazione e molti collaboratori.

Direttori[modifica]

Note[modifica]

  1. ^ Donati non fece più ritorno in Italia e morì a Parigi nel 1931.
  2. ^ A. 1, n. 1 (22 dic. 1946), usciva a Roma. Dall'ottobre 1948 divenne quindicinale. La testata fu cessata nel 1951. Direttore, G. Tupini.
  3. ^ L'edizione milanese poteva contare su una propria redazione e direzione.

Bibliografia[modifica]

  • Giornalismo italiano. Volume Secondo (1901-1939). Mondadori, 2009. Collana «I Meridiani».
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