Giornale di Brescia

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Giornale di Brescia
Stato Italia Italia
Lingua italiano
Periodicità quotidiano
Genere stampa locale
Fondazione 1945
Sede Via Solferino, 22 - 25121 Brescia
Editore Editoriale Bresciana
Diffusione cartacea 42.809 (ADS 2011)
Direttore Giacomo Scanzi
Sito web http://www.giornaledibrescia.it/
 

Il Giornale di Brescia è il principale quotidiano di Brescia e provincia ed è l'unico del territorio bresciano certificato ADS.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il primo numero del Giornale di Brescia esce il 27 aprile 1945 come organo del Comitato di liberazione nazionale. Conta due sole pagine, costa due lire e viene distribuito a guerra ancora in corso. La testata era già apparsa nell'estate del 1943, in periodo badogliano, subito ribattezzata Brescia Repubblicana. Proprietaria del Giornale di Brescia è l'Editoriale Bresciana S.p.A., costituitasi il 15 gennaio 1947 dopo due anni di gestione commissariale. La quota di controllo del capitale sociale appartiene alla Fondazione Tovini e alla Fondazione Folonari; altre quote sono distribuite fra famiglie imprenditoriali e case editrici bresciane. I primi consiglieri, in un momento di grandi incertezze politiche, sottoscrissero un patto nel quale si impegnavano a difendere i valori di libertà e democrazia, a favorire il progresso civile, culturale ed economico, ispirandosi ai valori cristiani della comunità bresciana. I consiglieri, a garanzia del loro impegno, firmarono anche delle lettere di dimissioni in bianco, consegnate nelle mani dell'allora vescovo di Brescia, Giacinto Tredici e bruciate alla sua morte. Il giornale si è sempre mosso in un'area di liberalismo cattolico, in sintonia con la tradizione più radicata nel Bresciano, con un orientamento politico moderato.[senza fonte] Il Giornale di Brescia si è affermato negli anni, raggiungendo una media di 395.000 lettori[2] e 42.809 copie diffuse ogni giorno.[3] Dal 20 aprile 2000 il giornale, con il nuovo formato, viene stampato dal Centro Stampa Quotidiani di Erbusco, progettato dall'ingegnere Lamberto Cremonesi[4] . Il Centro Stampa è nato dalla collaborazione tra il Giornale di Brescia e L'Eco di Bergamo ed è una delle più moderne ed avanzate realtà per la stampa, il confezionamento e la spedizione di quotidiani e periodici, presenti sul territorio nazionale.

Il Gruppo Editoriale Bresciana[modifica | modifica wikitesto]

Accanto alla tradizionale attività su carta stampata il Gruppo Editoriale Bresciana ha sviluppato una serie di iniziative - nel mondo della radio, della televisione, della pubblicità e del web - tese a fornire risposte adeguate ai sempre più rapidi cambiamenti del mondo dell’informazione. Risale agli anni settanta, con la nascita di Radio Classica Bresciana, il primo impegno radiofonico. Seguiranno, negli anni novanta, Radio Bresciasette, Teletutto e Brescia Telenord, Numerica, concessionaria di pubblicità di tutti i mezzi del gruppo, e BresciaOnLine, portale web di riferimento per l’utenza internet bresciana.

L’avvento del digitale nel mondo televisivo ha determinato un nuovo assetto del network: Teletutto, TT2 e TT24. Grazie a queste iniziative il Gruppo Editoriale Bresciana è il leader in Brescia e provincia ponendosi come una fra le maggiori realtà nazionali nel settore dell'informazione locale. L'Editoriale Bresciana è interamente controllata dalla Fondazione Tovini di Brescia, presieduta dall'avv. Michele Bonetti, tramite la Gold Line S.p.A. di Roma.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Elenco delle testate dei quotidiani sul sito ADS. URL consultato il 14 novembre 2012.
  2. ^ Audipress 2012/I
  3. ^ ADS 2011
  4. ^ CSQ, il centro stampa del nostro giornale. Giornale di Brescia, 30 novembre 2006, pag. 36.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Sito ufficiale

Storia del Giornale di Brescia dal 1945 al 1996 di Maurilio Lovatti

Giovanni Bazoli e la proprietà del Giornale di Brescia dal 1945 al 1996 di Maurilio Lovatti

La carta stampata e l'influenza persa della diocesi di Aldo Sorlini

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