Il Tempo

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Il Tempo
Paese Italia
Lingua italiano
Periodicità quotidiano
Genere stampa nazionale
Formato Berlinese
Tiratura 76.264 (dicembre 2008)
Diffusione 50.651 (dicembre 2008)
Fondazione 1944
Sede Piazza Colonna, 366 - 00187 Roma
Editore Domenico Bonifaci
Direttore Roberto Arditti
Sito web www.iltempo.it

Il Tempo è un quotidiano nazionale fondato a Roma da Renato Angiolillo nel 1944[1].

Un altro quotidiano denominato Il Tempo fu fondato a Roma nel 1917 da Filippo Naldi. Ebbe breve durata in quanto fu soppresso dal regime fascista già negli anni Venti. Annoverò fra i collaboratori Georges Sorel.

Indice

[modifica] Storia

Il quotidiano venne fondato il 4 giugno 1944, il giorno della liberazione della capitale, in una vecchia tipografia in via Mario de' Fiori, nel centro di Roma. L'edizione era composta da un unico foglio essendo la carta, in quel periodo, ancora un materiale raro. Nei primi tempi il giornale fu compilato dallo stesso Angiolillo, dal condirettore Leonida Repaci e da quattro colleghi. Il sodalizio con Repaci si spezzò dopo pochi mesi per divergenze politiche. Répaci venne liquidato con una buonuscita di 750.000 lire [2]. Renato Angiolillo continuò nelle vesti di editore unico e direttore allo stesso tempo [3].
Acquistò dagli Alleati i «Diari» di Galeazzo Ciano, gerarca del fascismo. Con la pubblicazione in esclusiva dei Diari lanciò il giornale.

Dopo pochi anni Il Tempo raggiunse la tiratura di 300.000 copie. La sede venne trasferita nello storico Palazzo Wedekind, in Piazza Colonna, dove il giornale risiede tuttora. Lavoravano nel quotidiano romano all'inizio degli anni cinquanta: Vittorio Zincone, editorialista (e, dopo una parentesi di due anni al Resto del Carlino, tornò nel 1955 come vicedirettore), poi Guido Guidi, cronista giudiziario; Alberto Giubilo, allo sport, Igor Man agli esteri. Titolare della nota politica (detta in gergo "pastone") era Salvatore Aponte[4].
Altre firme de Il Tempo erano Alberto Giovannini e Alberto Consiglio, titolari di popolari rubriche: "Lettera della domenica" il primo; "Formicaio" e "Disco Rosso" il secondo. Anche Nantas Salvalaggio, all'epoca cronista, teneva una sua rubrica: "Un giorno in pretura". Redattore capo era un giovane Egidio Sterpa.

Un altro giornalista arrivato dal Corriere era Italo Zingarelli, presto soprannominato il "figlio del vocabolario". Il primo degli inviati del quotidiano era Virgilio Lilli. Ma va ricordato anche Gianni Granzotto[5], corrispondente da Parigi.

La parte culturale del giornale era diretta dal critico letterario Enrico Falqui. Tra i collaboratori vi erano nomi come Giuseppe Prezzolini e Curzio Malaparte. Il critico teatrale era Silvio D'Amico, il critico musicale era Guido Pannain mentre le recensioni cinematografiche erano affidate a Gian Luigi Rondi.
Negli anni ' 60 Il Tempo era il piu' venduto della capitale [6]

Il 16 agosto 1973 morì Renato Angiolillo. Come suo successore fu designato il direttore amministrativo del giornale Gianni Letta, in servizio al Tempo fin dal 1958.
Letta guidò il quotidiano per 15 anni, fino a tutto il 1987[7].

Nel 1993 il Tempo era in buona salute: 120 giornalisti confezionavano un quotidiano che vendeva intorno alle 115 mila copie al giorno. Ma i rapporti con la proprietà erano pessimi. All'inizio di marzo si diffonde la voce che la proprietà ha raccolto un dossier con il profilo professionale e privato su ciascun giornalista. Il 10 marzo i giornalisti entrano in sciopero protestando contro la violazione dello Statuto dei lavoratori. L'agitazione si trascina per ben 39 giorni, fino all'intervento risolutore della presidenza del Consiglio ad aprile inoltrato.

Il quotidiano faticò non poco a riprendersi dall'esperienza logorante e subì un calo di copie.
Nel 1996 Il Tempo ebbe un ripresa e toccò il picco massimo di vendite con 78.000 copie giornaliere.

Nel 2007 il giornale è stato rinnovato con il cambio di formato (pìù ridotto), il passaggio al colore integrale e il potenziamento del sito web.

[modifica] Variazioni dell'assetto proprietario

Sin dalla fondazione, Il Tempo è stato di proprietà di Renato Angiolillo.

Nel 1966 la proprietà del giornale passò all'industriale Attilio Monti.

Nel febbraio 1995, il Gruppo Monti cedette il quotidiano al costruttore romano Francesco Gaetano Caltagirone per 81 miliardi di lire[8].
Nel 1996 il Gruppo Caltagirone ha ceduto la proprietà del giornale al costruttore Domenico Bonifaci per 70 miliardi di lire[9].

[modifica] Direttori

Scelti dal gruppo Monti
Scelti dal gruppo Caltagirone
Scelti dall'attuale proprietà

[modifica] Produzione

Fino al 2007 il quotidiano era in broadsheet con doppio dorso: nel dorso interno era presente il fascicolo dedicato all'edizione locale.
Dal 4 ottobre 2007, la proprietà ha deciso l'acquisto di una nuova rotativa, che ha permesso di stampare in un nuovo formato cartaceo, passando dal broadsheet al formato berlinese monodorso. È stata rinnovata la grafica del giornale ed è stata introdotta la stampa a colori su tutte le pagine.
Il Tempo viene oggi distribuito sul territorio italiano con il dorso nazionale che contiene la cronaca di Roma. Nelle zone dove viene prodotta un'edizione locale, il giornale nazionale viene cellofanato ogni giorno anteponendovi un fascicolo con le cronache locali relative al territorio di riferimento.

[modifica] Edizioni

[modifica] Redazioni


[modifica] Diffusione

Anno Media mobile
2008 47.444
2007 45.635
2006 50.765
2005 48.140
2004 46.792
2003 51.878
2002 49.808
2001 49.970
2000 54.194
1999 62.605
1998 66.306
1997 71.721
1996 78.047

Dati Ads - Accertamenti Diffusione Stampa

[modifica] Curiosità

Per qualche periodo, a Salerno e provincia, il quotidiano è stato distribuito insieme al giornale locale "Il salernitano" diretto da Gigi Casciello

[modifica] Note

  1. ^ La testata fu registrata al tribunale di Roma il 18 novembre 1948
  2. ^ Giampaolo Pansa, Comprati e venduti, Bompiani, 1977, pag. 111.
  3. ^ Tenne unite le cariche per quasi trent'anni, salvo un breve periodo nel quale fu presente come consocio l'armatore genovese Ernesto Fassio.
  4. ^ Aponte era stato il primo giornalista italiano che nel 1924, da inviato del Corriere della Sera, aveva comunicato la notizia che Stalin sarebbe stato il successore di Lenin.
  5. ^ Granzotto fece una brillante carriera alla Rai: prima inviato a New York e poi amministratore delegato dell'azienda.
  6. ^ Corriere della Sera, 10 marzo 1993.
  7. ^ Letta lasciò per assumere incarichi manageriali alla Fininvest di Milano.
  8. ^ «Passa ai Caltagirone Il Tempo di Roma», la Repubblica, 16 febbraio 1995
  9. ^ «Il Tempo cambia padrone: da Caltagirone a Bonifaci», Corriere della Sera, 21 luglio 1996.
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