Corrado Alvaro

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Corrado Alvaro

Corrado Alvaro (San Luca, 15 aprile 1895Roma, 11 giugno 1956) è stato uno scrittore, giornalista, poeta e sceneggiatore italiano.

Gente in Aspromonte, Firenze, Le Monnier, 1930 - (coll. Angelo Bastone)

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

« La disperazione più grave che possa impadronirsi di una società è il dubbio che vivere onestamente sia inutile.[1] »

Corrado Alvaro nasce a San Luca, un piccolo paese sul versante ionico calabrese, ai piedi dell'Aspromonte, in provincia di Reggio Calabria. Primo di sei figli di Antonio, un maestro elementare, e di Antonia Giampaolo, figlia di piccoli proprietari.

Nel 1905 si trasferisce nel collegio gesuita di Villa Mondragone a Frascati.[2] Qui è la Oxford italiana, diretta dal famoso grecista Rocci. Corrado passa cinque anni in questo collegio, frequentato dai rampolli dell'alta borghesia romana e quindi dalla futura classe dirigente italiana, studiando avidamente e cominciando a comporre le prime poesie. Nel 1910 è costretto a lasciare Villa Mondragone per aver praticato letture non autorizzate; infatti il poeta calabrese fu sorpreso a leggere l’Inno a Satana di Carducci.[3]

Compì i suoi studi liceali a Catanzaro dove nel 1913 conseguì la "licenza liceale"[4] e dove rimase fino al gennaio del 1915, anno in cui partì militare per combattere la Prima guerra mondiale. Fu assegnato a un reggimento di Fanteria a Firenze.

Ferito nei pressi di San Michele del Carso, nel settembre del 1916 è a Roma, dove comincia a collaborare al Resto del Carlino e, quando ne diventa redattore, si trasferisce a Bologna insieme alla sorella Maria. L'8 aprile del 1918 sposa la bolognese Laura Babini.

Nel 1919 si trasferisce a Milano come collaboratore del Corriere della Sera. Sempre nel 1919 consegue la laurea in Lettere all'Università di Milano. Nel 1921 diventa corrispondente da Parigi de Il Mondo di Giovanni Amendola. Nel 1925 è tra i firmatari del Manifesto degli intellettuali antifascisti di Benedetto Croce.

Si reca nel 1928 a Berlino, dove continua la sua attività di giornalista, collaborando con La Stampa e con L'Italia letteraria (per cui il 14 aprile 1929 intervistò Luigi Pirandello). Torna in Italia nel 1930, ed è in visita in Turchia nel 1931 e in Russia nel 1935. Quindi, nello stesso anno scrive, sulla rivista Omnibus di Longanesi, diversi articoli sulla Rivoluzione d'ottobre del 1917.

Reggio di Calabria - Monumento a Corrado Alvaro

Nel gennaio del 1941 torna per l'ultima volta a San Luca per i funerali del padre. Tornerà invece più volte a Caraffa del Bianco a far visita alla madre e al fratello don Massimo, parroco del paese. Dal 25 luglio all'8 settembre del 1943 assume la direzione del Popolo di Roma, del quale era già stato critico teatrale tra il 1940 e il 1942. Costretto alla fuga dall’ occupazione tedesca di Roma si rifugia a Chieti sotto il falso nome di Guido Giorgi. A Chieti si guadagna da vivere impartendo lezioni d’inglese.

Nel 1945 fonda il Sindacato Nazionale Scrittori, insieme a Libero Bigiaretti e Francesco Jovine, nel quale ricopre la carica di segretario fino alla sua morte, e la Cassa Nazionale Scrittori. Sempre nello stesso anno, per sole tre settimane, dal primo al 23 marzo fu nominato primo direttore del Giornale radio nazionale della Rai da Luigi Rusca, incaricato dal governo Bonomi di rifondare e gestire l'azienda radiofonica[5][6].

Nel 1947 assume la direzione del Risorgimento di Napoli, ma si dimette subito dopo per divergenze politiche; dichiarandosi politicamente schierato a sinistra, non riteneva di poter dirigere un giornale liberale.

Nel 1951 vince il premio Strega con Quasi una vita. Il 1951 fu l'anno della cosiddetta "grande cinquina" nella quale figuravano, oltre a Quasi una vita di Alvaro, L'orologio di Carlo Levi, Il conformista di Alberto Moravia, A cena col commendatore di Mario Soldati e Gesù, fate luce di Domenico Rea.

Nel 1954, colpito da un tumore addominale, si sottopone a un delicato intervento chirurgico. La malattia colpisce anche i polmoni e muore nella sua casa di Roma l'11 giugno del 1956, lasciando incompiuti alcuni romanzi.

È storia recente l'acquisto dei manoscritti conservati a Roma da parte della Regione Calabria e donati alla Fondazione Corrado Alvaro che ha sede a San Luca. Corrado Alvaro è sepolto nel piccolo cimitero di Vallerano (Viterbo), dove aveva acquistato nel 1939 una grande casa in mezzo alla campagna, casa che gli eredi di Alvaro vendettero poi allo scrittore Libero Bigiaretti.

Presso la Biblioteca Pietro De Nava di Reggio in sua memoria è stata istituita la Sala Corrado Alvaro, che contiene gli arredi, i tappeti, i quadri e i libri dello studio dello scrittore, donati alla Biblioteca dalla moglie Laura e dal figlio Massimo.

Vallerano ha intitolato allo scrittore una via, la biblioteca comunale e le scuole elementari. Davanti all'ingresso di queste, è stata posta una statua in bronzo raffigurante lo scrittore, con alla base l'epigrafe: Corrado Alvaro, scrittore che questa terra tanto amò.

Il Parco nazionale dell'Aspromonte, congiuntamente con Stanislao Nievo (pronipote di Ippolito), ha creato il Parco Letterario "Corrado Alvaro", un itinerario culturale che comprende la casa natale del letterato, in San Luca.

Da alcuni anni a questa parte San Luca omaggia lo scrittore con il Premio Letterario Nazionale "Corrado Alvaro".

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Ancora studente liceale pubblica il suo primo opuscolo Polsi nell'arte, nella leggenda, e nella storia
  • Poesie grigioverdi (1917)
La signora dell'isola, Lanciano, Carabba, 1930 - (coll. Angelo Bastone)
Il mare, Milano, Mondadori, 1934 (coll. Angelo Bastone)

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Soggetto[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatura[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Corrado Alvaro, Ultimo diario (1948-1956), a cura di A. Frateili, Bompiani, Milano 1959, p. 8.
  2. ^ "Corrado Alvaro, introduzione e guida allo studio dell'opera alvariana", Cassata, Le Monnier, 1979.
  3. ^ Brano "L'orologio" contenuto in "La signora dell'isola", Lanciano, Carabba, 1930
  4. ^ Gli autori del Neorealismo: Alvaro
  5. ^ Corrado Alvaro, la prima stella polare del servizio pubblico di Luigi Michele Pezzi, Nuova Armonia, periodico Rai Senior, anno XXIX, marzo-aprile 2014
  6. ^ Milano e la Rai: un incontro mancato? Luci e ombre di una capitale di transizione (1945-1977) di Ada Ferrari, Franco Angeli 2002, ISBN 9788846441751
  7. ^ http://www.teche.rai.it/storia/fiction/fiction06.html

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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