Antonio Pennacchi

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Antonio Pennacchi

Antonio Pennacchi (Latina, 26 gennaio 1950) è uno scrittore ed ex-operaio italiano.

Sposato, due figli e una nipote, per anni ha fatto l'operaio a turni di notte in Alcatel Cavi, una fabbrica di cavi. Iscritto al MSI da ragazzo, ne viene espulso e aderisce ai marxisti-leninisti di Servire il popolo, poi entra nel PSI, quindi nella CGIL, ancora nella UIL, nel PCI e di nuovo nella CGIL, prima della definitiva espulsione nel 1983. Chiude con la politica, si laurea (a quarantaquattro anni, sfruttando un periodo di cassa integrazione) e diventa scrittore.

Il suo primo romanzo, Mammut, prima di essere pubblicato da Donzelli nel 1994, riceve 55 rifiuti da 33 editori (a qualcuno lo rimandava cambiando il titolo). Sempre da Donzelli escono Palude (1995 Premio Letterario Pisa) e Una nuvola rossa (1998). Del 2003 sono il romanzo Il fasciocomunista (Mondadori) e la raccolta di saggi Viaggio per le città del Duce (Asefi). Del 2005, invece, i saggi de L'autobus di Stalin (Vallecchi).

Nel giugno del 2006 esce la raccolta di racconti Shaw 150. Storie di fabbrica e dintorni (Mondadori): "Racconti bruschi, irriverenti, che pure, e neanche di rado, si aprono su una nota di vero e proprio strazio, questi di Antonio Pennacchi, uno scrittore che si conferma come uno straordinario, eccentrico talento della narrativa italiana contemporanea" (Franchini).

Pennacchi collabora alla rivista "LiMes". Suoi scritti sono apparsi anche su "Nuovi argomenti", "Micromega" e "La Nouvelle Revue Française". Frequenta inoltre l'Anonima Scrittori.

Dal suo romanzo "Il fasciocomunista" è stato liberamente tratto il film Mio fratello è figlio unico.

A partire dal 2007, l'autore è impegnato in un progetto, insieme all'Anonima Scrittori che prevede la scrittura di un romanzo "Cronache da un pianeta abbandonato", prevedendo la partecipazione e la collaborazione di autori sconosciuti.

Pennacchi in Piazza del Popolo, a Latina
(le foto sono di A. Ardetti)

Nel 2009 il Secolo d'Italia l'ha candidato al Premio Strega.

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