Dacia Maraini

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Dacia Maraini nel 2012
Premio Premio Strega 1999

Dacia Maraini (Fiesole, 13 novembre 1936) è una scrittrice, poetessa, saggista, drammaturga e sceneggiatrice italiana che fa parte della "generazione degli anni trenta", insieme ad alcuni dei più conosciuti autori della letteratura italiana.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Primogenita dello scrittore ed etnologo toscano di origini ticinesi Fosco Maraini e della principessa siciliana e pittrice Topazia Alliata, appartenente all'antico casato siciliano di origini pisane degli Alliata di Salaparuta. La nonna materna si chiamava Sonia Ortúzar Ovalle, cantante lirica che non poté debuttare, era la figlia di un diplomatico cileno.[1] La nonna paterna di Dacia era la scrittrice Yoï Pawloska Crosse, per metà polacca e per metà inglese.[2] nata in Ungheria e trasferitasi in Inghilterra durante l'adolescenza.

Dacia trascorse l'infanzia in Giappone dove la famiglia si stabilì dal 1939 al 1946. Lì, dal 1943 al 1946, la famiglia fu internata in un campo di concentramento giapponese, dove patì fame estrema. Al ritorno in Italia, la famiglia si trasferì in Sicilia, presso i nonni materni, nella Villa Valguarnera di Bagheria, e in seguito, a Roma. Quindi, il padre Fosco tornò a Firenze. Questi anni sono raccontati dalla stessa Maraini nel suo romanzo Bagheria:

« Conoscevo troppo bene le arroganze e le crudeltà della Mafia che sono state proprio le grandi famiglie aristocratiche siciliane a nutrire e a far prosperare perché facessero giustizia per conto loro presso i contadini […] Io non ne volevo sapere di loro. Mi erano estranei, sconosciuti. Li avevo ripudiati per sempre già da quando avevo nove anni ed ero tornata dal Giappone affamata, poverissima, con la cugina morte ancora acquattata nel fondo degli occhi. […] Io stavo dalla parte di mio padre che aveva dato un calcio alle sciocchezze di quei principi arroganti rifiutando una contea che pure gli spettava in quanto marito della figlia maggiore del duca che non lasciava eredi. Lui aveva preso per mano mia madre e se l'era portata a Fiesole a fare la fame, lontana dalle beghe di una famiglia impettita e ansiosa. […] E invece eccoli lì, mi sono cascati addosso tutti assieme, con un rumore di vecchie ossa, nel momento in cui ho deciso, dopo anni e anni di rinvii e di rifiuti, di parlare della Sicilia. Non di una Sicilia immaginaria, di una Sicilia letteraria, sognata, mitizzata. »
(Dacia Maraini, Bagheria)

Dopo la separazione dei genitori, a 18 anni Dacia raggiunse il padre, che nel frattempo si era trasferito a Roma, e nella capitale riscosse il suo primo successo con il romanzo La vacanza (1962). Seguono L'età del malessere (1963), A memoria (1967), Memorie di una ladra (1972), Donna in guerra (1975), Il treno per Helsinki (1984), Isolina (1985, Premio Fregene 1985), La lunga vita di Marianna Ucrìa (1990, Premio Campiello; Libro dell'Anno 1990), Bagheria (1993), Voci (1994), Un clandestino a bordo (1996), Dolce per sé (1997) e la raccolta di racconti Buio (1999) che ha vinto il Premio Strega. Nel 2001 ha pubblicato La nave per Kobe, in cui rievoca l'esperienza infantile della prigionia in Giappone, e Amata scrittura. Laboratorio di analisi letture proposte conversazioni.

Nel 2004 è la volta di Colomba. Nel 2007 pubblica Il gioco dell'universo (Mondadori) con il quale vince il Premio Cimitile nella sezione di narrativa. Nel 2008 pubblica Il treno dell'ultima notte. Nel 2010 "La seduzione dell'altrove". Nel 2011 "La grande festa". Si è occupata molto anche di teatro; nel 1973 ha fondato a Roma con Maricla Boggio, il Teatro della Maddalena, gestito e diretto soltanto da donne. Ha scritto più di sessanta testi teatrali rappresentati in Italia e all'estero, tra cui ricordiamo Manifesto dal carcere e Dialogo di una prostituta con un suo cliente. Fu a lungo compagna di Alberto Moravia, con cui visse dal 1962 al 1978.

Tra i premi vinti, oltre al Premio Cimitile, Campiello e Strega, c'è anche il Premio Pinuccio Tatarella.[3] È vegetariana e si è espressa pubblicamente in favore dei diritti animali.[4] Il 4 ottobre 2005, l'Università degli studi dell'Aquila le conferisce la Laurea Honoris Causa in Studi teatrali.[5] Nel 2007 riceve il Premio leopardiano La Ginestra. Il 18 novembre 2010, l'Università degli Studi di Foggia le ha conferito la laurea magistrale honoris causa in Progettista e dirigente dei servizi educativi e formativi.[6] Nel 2012 le viene assegnato il premio Alabarda d'oro per la letteratura.

Opere[modifica | modifica sorgente]

Romanzi[modifica | modifica sorgente]

  • La vacanza, Milano, Lerici, 1962.
  • L'età del malessere, Torino, Einaudi, 1963.
  • A memoria, Milano, Bompiani, 1967.
  • Memorie di una ladra, Milano, Bompiani, 1972.
  • Donne in guerra, Torino, Einaudi, 1975.
  • Isolina. La donna tagliata a pezzi, Milano, A. Mondadori, 1980.
  • Lettere a Marina, Milano, Bompiani, 1981.
  • Il treno per Helsinki, Torino, Einaudi, 1984.
  • La lunga vita di Marianna Ucrìa, Milano, Rizzoli, 1990.
  • Bagheria, Milano, Rizzoli, 1993.
  • Voci, Milano, Rizzoli, 1994.
  • Dolce per sé, Milano, Rizzoli, 1997.
  • La nave per Kobe. Diari giapponesi di mia madre, Milano, Rizzoli, 2001.
  • Colomba, Milano, Rizzoli, 2004.
  • Il gioco dell'universo. Dialoghi immaginari tra un padre e una figlia, con Fosco Maraini, Milano, A. Mondadori, 2007.
  • Il treno dell'ultima notte, Milano, Rizzoli, 2008.
  • La grande festa, Milano, Rizzoli, 2011.
  • L'amore rubato, coll. Scala italiani, Rizzoli, 2012, ISBN 978-8-81-706081-3.
  • Chiara d'Assisi. Elogio della disobbedienza, Milano, Rizzoli, 2013.

Racconti[modifica | modifica sorgente]

  • Mio marito, Milano, Bompiani, 1968.
  • L'uomo tatuato, Napoli, A. Guida, 1990.
  • La ragazza con la treccia, Roma, Viviani, 1994.
  • Mulino, Orlov e Il gatto che si crede pantera, Viterbo, Stampa alternativa, 1994.
  • Buio, Milano, Rizzoli, 1999.
  • Un sonno senza sogni; Gita in bicicletta a Mongerbino, Bagheria, Drago, 2006.
  • Ragazze di Palermo, Milano, Corriere della Sera, 2007.
  • La ragazza di via Maqueda, Milano, Rizzoli, 2009.
  • La seduzione dell'altrove, Rizzoli, 2010.

Racconti per bambini[modifica | modifica sorgente]

  • Storie di cani per una bambina, (1996)
  • La pecora Dolly, (2001)
  • Liguori può...tu non può, (2001)
  • La notte dei giocattoli, disegnato da Daniele Gud Bonomo[7]

Poesie[modifica | modifica sorgente]

  • Botta e risposta poetica... o quasi, con Nicolò Maraini, Roma, Tip. editrice dell'Orso, 1960.
  • Crudeltà all'aria aperta, Milano, Feltrinelli, 1966.
  • Donne mie, Torino, Einaudi, 1974.
  • Mangiami pure, Torino, Einaudi, 1978.
  • Dimenticato di dimenticare, (1984)
  • Viaggiando con passo di volpe, (1991)
  • Se amando troppo, (1998)

Teatro[modifica | modifica sorgente]

  • Il ricatto a teatro e altre commedie, Torino, Einaudi, 1970.
  • Viva l'Italia, Torino, Einaudi, 1973.
  • La donna perfetta, Venezia, La Biennale, 1974.
  • La donna perfetta seguito da Il cuore di una vergine, Torino, Einaudi, 1975.
  • Don Juan, Torino, Einaudi, 1976.
  • Dialogo di una prostituta con un suo cliente. Con un dibattito sulla decisione di fare il testo e la preparazione dello spettacolo, Padova, Mastrogiacomo-Images 70, 1978.

Sceneggiature[modifica | modifica sorgente]

  • Cuore di mamma, Milano, Forum, 1969.

Saggi[modifica | modifica sorgente]

  • Fare teatro. Materiali, testi, interviste, Milano, Bompiani, 1974.
  • La bionda, la bruna e l'asino, (1987)
  • Cercando Emma, (1993)
  • Un clandestino a bordo, (1996)
  • I giorni di Antigone - Quaderno di cinque anni, (2006)
  • Sulla mafia. Piccole riflessioni personali, Roma, Perrone, 2009.

Interviste[modifica | modifica sorgente]

  • E tu chi eri? Interviste sull'infanzia, Milano, Bompiani, 1973.
  • Wanda Raheli. Giovedì 19 giugno 1975, Roma, Seconda Scala, 1975.
  • Storia di Piera, (1980)
  • Il bambino Alberto, (1986)
  • Piera e gli assassini, (2003)
  • Il volto delle donne - Conversazione con Dacia Maraini (Edizioni della Sera, 2010).
  • Il passaggio dell'orso - Festival Letteratura Mantova (2013)

Audiolibri[modifica | modifica sorgente]

Filmografia[modifica | modifica sorgente]

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 9 gennaio 1996[8]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Famiglia Cristiana n. 44 del 4-11-2001 - Libri - Isola perduta - Le verità di genitori e figli in un affresco alla siciliana
  2. ^ Biografia di Fosco Maraini
  3. ^ http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_letteresoc_NOTIZIA_01.asp?IDNotizia=141107&IDCategoria=23
  4. ^ Messaggio di Dacia Maraini per la Giornata per la Coscienza degli Animali del 13 maggio 2010
  5. ^ Ateneo - Lauree honoris causa
  6. ^ Laurea magistrale a Maraini, La Repubblica, 8 novembre 2010. URL consultato il 12 novembre 2010.
  7. ^ La notte dei giocattoli
  8. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

Controllo di autorità VIAF: 110300951 LCCN: n84225365 SBN: IT\ICCU\CFIV\016486