Veneto

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Coordinate: 45°30′N 11°45′E / 45.5, 11.75

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Regione del Veneto
Veneto - Bandiera
Veneto - Stemma
Stato: bandiera Italia
Zona: Italia nord-orientale 
Capoluogo: Venezia
Superficie: 18.391 km²
Abitanti: 4.901.311  (30-06-2009)
Densità: 266 ab./km²
Province: stemma Belluno
stemma Padova
stemma Rovigo
stemma Treviso
stemma Venezia
stemma Verona
stemma Vicenza
Comuni: Elenco dei 581 comuni
Politica
Presidente: Giancarlo Galan (PdL)
(dal 13 giugno 1995)
Giunta: PdL - LN - UDC
Consiglio
({{{seggi}}} seggi):
Ultime elezioni: 4 aprile 2005
Prossime: 2010
Note:

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Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale:Veneto

Il Veneto (Vèneto /'vɛːneto/ in veneto) è una regione italiana di circa 4,9 milioni di abitanti[1] situata nell'Italia nord-orientale e avente come capoluogo Venezia. Confina a nord con il Trentino-Alto Adige e l'Austria, a sud con l'Emilia-Romagna, ad ovest con la Lombardia e ad est con il Friuli-Venezia Giulia.

Per secoli indipendente sotto le insegne della Repubblica Veneta, dopo una breve parentesi francese e quindi austriaca, il Veneto è stato annesso al Regno d'Italia nel 1866. Ancora oggi, oltre all'italiano, la grande maggioranza della popolazione parla veneto, spesso come madrelingua. Il Veneto è una delle due regioni italiane che vedono i loro abitanti riconosciuti ufficialmente come «popolo»[2].

Per lungo tempo terra di povertà ed emigrazione, il Veneto, grazie a un notevole sviluppo industriale, è oggi una delle regioni più ricche d'Italia. Inoltre, grazie al suo patrimonio paesaggistico, storico, artistico ed architettonico, è, con oltre 60 milioni di turisti all'anno[3], la regione più visitata d'Italia.

Indice

[modifica] Bandiera e stemma regionali

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Leone di San Marco.
Il leone alato presente a Campo Manin (Venezia)

Il più antico gonfalone e simbolo di Venezia era probabilmente costituito da una croce dorata in campo azzurro (i colori dell'Impero bizantino, di cui la città faceva formalmente parte).

Con la traslazione in città del corpo dell'evangelista san Marco e la sua adozione a santo patrono della città e dello Stato, si prese a raffiugurare il santo in figura umana negli stemmi e nei gonfaloni pubblici.

La prima raffigurazione di san Marco in forma di leone alato fu adottata nel 1261[4], quando con la caduta dell'Impero latino Venezia strinse maggiori rapporti con l'Egitto, terra il cui sultano, Baybars, innalzava un leone passante quale stemma, e il porto di Venezia antica, città di cui il santo era stato primo papa. In quest'epoca la raffigurazione preminente era quella del leone in moleca.

A metà del XVII secolo si iniziò poi ad esporre gonfaloni nei quali campeggiava il classico leone marciano passante con libro e spada. Nella stessa epoca tale iconografia venne in generale adottata quale simbolo dello Stato.

Il gonfalone presentava il leone marciano su campo azzurro (colore sin dall'epoca romana associato alle genti venete) bordato di croci e decorazioni dorate su fascia rossa. Le sei fiamme rappresentavano i sei sestieri della città (oggi, nell'attuale gonfalone della Regione Veneto compaiono invece una fascia per ciascuna provincia).

Le navi della flotta usavano invece esporre lo stesso gonfalone, ma in campo rosso (come nell'attuale gonfalone della città di Venezia), all'uso dei drappi militari dell'impero romano.

Il leone marciano compariva poi inquartato anche nel tricolore della Repubblica di San Marco, durante i moti risorgimentali del 1848.

Lo stemma della Regione è costituito dalla rappresentazione del territorio regionale con il mare, la pianura e i monti. In primo piano è raffigurato il leone di S. Marco; nel cielo è apposta lungo una stessa linea l' iscrizione: Regione del Veneto

Venne inoltre utilizzato per la bandiera degli Isole Ionie, antico possedimento veneziano, sotto protettorato inglese prima come Repubblica delle Sette Isole Unite (1800-1807 e 1815-1817) e successivamente come Stati Uniti delle Isole Ionie (1817-1864). Nella bandiera di questi due stati il leone reggeva un vangelo chiuso su sette frecce che simboleggiavano le sette isole (Corfù, Cefalonia, Zante, Santa Maura, Itaca, Cerigo e Paxos). Nella bandiera dell'Unione venne aggiunta nel cantone la Union Flag britannica[5].

[modifica] Storia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Storia del Veneto.

[modifica] Geografia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Geografia del Veneto.

Con una superficie di 18.390 km², il Veneto costituisce l'ottava regione italiana per superficie. Il punto più a settentrione è Cima Vanscùro (al confine con l'Austria) e il punto più meridionale è costituito dalla Punta di Bacucco. Il suo territorio è morfologicamente molto vario, con una prevalenza di pianura (56,4%), ma anche estese zone montuose (29,1%) e, in minor misura, collinari (14,5%). L'unitarietà del territorio veneto può essere individuata nella pianura e nelle montagne che la delimitano a nord, alimentandola con numerosi fiumi che scendono nel mare Adriatico tra la foce del Tagliamento e il delta del Po. I confini terrestri vengono individuati da elementi naturali di tipo idrografico (Po, Tagliamento, Livenza), ma anche di tipo orografico (come ad esempio i contrafforti a nord dell'altopiano di Asiago, o il monte Baldo). Un altro elemento geografico caratterizzante il territorio veneto è il bacino idrografico del Piave, interamente racchiuso entro i confini della regione.

[modifica] Province

La Regione Veneto è divisa nelle seguenti sette province[6]:

Provincia Abitanti per capoluogo Superficie (km²) Abitanti Densità (ab./km²) Comuni Una mappa delle province del Veneto
Belluno 36.513 3.678 213.848 58,1 69 (lista)
Padova 212.726 2.141 923.138 431,0 104 (lista)
Rovigo 52.085 1.789 247.219 138,2 50 (lista)
Treviso 82.263 2.477 880.758 355,6 95 (lista)
Venezia 270.504 2.463 855.089 347,2 44 (lista)
Verona 265.496 3.121 910.334 291,7 98 (lista)
Vicenza 115.108 2.722 862.923 317,0 121 (lista)
Veneto 18.391 4.893.309 266,1 581 (lista)

[modifica] Natura

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Aree naturali protette del Veneto.

[modifica] Demografia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Demografia d'Italia.

La popolazione del Veneto non è omogeneamente distribuita. Se la media pianura vanta le densità maggiori (soprattutto lungo la fascia che va da Verona a Venezia passando per Vicenza, Padova e Treviso), meno popolati sono la bassa veronese e il Polesine (specie in seguito all'alluvione del 1951). Ancor meno abitate sono le prealpi e la montagna (la provincia di Belluno mostra le densità minori), eccetto l'alto Vicentino (con Schio, Thiene, Bassano del Grappa) e la Val Belluna. A partire dagli anni Ottanta si è verificato il fenomeno, molto diffuso in tutto il Norditalia, dello spopolamento delle grandi città (Venezia con Mestre in testa) a favore dei piccoli e medi comuni delle "cinture" periurbane. Questo ha portato ad un notevole sviluppo urbano e taluni hanno constatato la formazione di una vasta megalopoli che si estende in particolare tra Padova, Mestre e Treviso (la cosiddetta PaTreVe o Triangolo Veneto)[7]. Nei rapporti annuali Censis si parla di una grande regione metropolitana (GREM) veneta estesa su 6679,6 km² che conta una popolazione di 3.267.420 abitanti e di una piccola area metropolitana (PAM) veronese estesa su 1426 km² e con una popolazione di 714.274 abitanti.[8]

Abitanti censiti (migliaia)

Il tasso di incremento annuo è stato uno dei più elevati d'Italia, ma dal 1983 è divenuto per la prima volta negativo. Anche se oggi questa tendenza permane (e, anzi, si è rafforzata), il Veneto resta una delle regioni del Norditalia con il più alto indice di natalità. Il fenomeno, tuttavia, varia notevolmente da provincia a provincia.

Le famiglie contano in media 2,5 componenti.

Andamento demografico per provincia al 31 dicembre 2008[9]
Provincia Nati Morti Incremento naturale
Belluno 8,5‰ (1.811) 12,0‰ (2.558) -3,5‰ (-747)
Padova 10,0‰ (9.127) 9,1‰ (8.257) 1,0‰ (870)
Rovigo 8,1‰ (1.992) 11,7‰ (2.880) -3,6‰ (-888)
Treviso 10,8‰ (9.365) 8,6‰ (7.460) 2,2‰ (1.905)
Venezia 9,1‰ (7.675) 10,0‰ (8.451) -0,9‰ (-776)
Verona 10,6‰ (9.529) 8,8‰ (7.926) 1,8‰ (1.603)
Vicenza 10,7‰ (9.116) 8,5‰ (7.246) 2,2‰ (1.870)
Veneto 10,1‰ (48.615) 9,3‰ (44.778) 0,8‰ (3.837)

Il Veneto è stato, sino agli anni Settanta, una terra di emigrazione (oltre 3 milioni di partenze tra il 1870 e il 1970) per via della povera economia contadina, non affiancata da impianti industriali di rilievo. Sino al fascismo i flussi si dirigevano specialmente in America Latina (Brasile, Argentina); negli anni trenta le bonifiche promosse da Mussolini portarono gli emigranti nel Lazio e in Sardegna; nel secondo dopoguerra, le correnti si spostarono verso le aree industriali della Lombardia, del Piemonte e della Liguria, e verso l'Europa centrale, specie dopo l'alluvione del Polesine (che costrinse decine di migliaia di persone a lasciare la propria terra)[7].
Il notevole sviluppo dell'industria a partire dagli anni settanta trasformò il Veneto da terra di emigrazione a terra di immigrazione. Più che i rientri, molti sono stati gli immigrati dal Meridione e in seguito dall'estero (Nordafrica, Europa orientale), il che ha fatto del Veneto la quinta regione per numero di abitanti (dopo Lombardia, Campania, Lazio e Sicilia) e una delle prime per numero di stranieri residenti[7].

Il 31 dicembre 2008, su una popolazione di 4.885.548 abitanti, si contavano 454.453 stranieri (9,30%), con un incremento del 12,5% rispetto al 31 dicembre 2007 (403.985). Di seguito la ripartizione per i principali paesi di origine e la ripartizione per provincia[10]:

Pos. Cittadinanza Popolazione  % della popolazione regionale  % sul totale nazionale
- bandiera Italia 4.431.095 90,70% 7,9%
1 bandiera Romania 91.355 1,87% 11,5%
2 bandiera Marocco 54.105 1,11% 13,4%
3 bandiera Albania 40.788 0,83% 9,2 %
4 bandiera Moldavia 25.686 0,53% 28,7%
5 bandiera Cina 24.782 0,51% 14,6%
6 bandiera Macedonia 20.688 0,42% 23,2%
7 bandiera Serbia 20.494 0,42% 35,4%
8 bandiera Bangladesh 16.095 0,33% 24,6%
9 bandiera India 12.378 0,25% 13,5%
10 bandiera Ucraina 12.289 0,25% 8,0%
11 bandiera Ghana 11.985 0,25% 28,3%
12 bandiera Nigeria 11.158 0,23% 25,1%
13 bandiera Sri Lanka 10.374 0,21% 15,1%
14 bandiera Bosnia-Erzegovina 9.206 0,19% 30,6%
15 bandiera Senegal 8.064 0,17% 11,9%
16 bandiera Brasile 6.562 0,13% 15,8%
17 bandiera Croazia 6.358 0,13% 29,6%
18 bandiera Tunisia 6.285 0,13% 6,3%
19 bandiera Polonia 5.342 0,11% 5,4%
20 bandiera Filippine 4.941 0,10% 4,4%
Resto del Mondo 55.518 1,14% 6,2%
Popolazione straniera per provincia al 31 dicembre 2008[11]
Provincia Stranieri  % sulla popolazione totale
Belluno 12.728 5,95%
Padova 79.878 8,67%
Rovigo 15.470 6,26%
Treviso 96.127 10,93%
Venezia 63.520 7,44%
Verona 96.309 10,60%
Vicenza 90.421 10,49%
Veneto 454.453 9,30%

I dati delle statistiche ufficiali basate sulla residenza, come è ovvio, non comprendono i numerosi stranieri che dimorano illegalmente sul territorio nazionale.

Per i dati demografici delle singole province, vedere la sezione "Suddivisione amministrativa".

[modifica] Comuni principali

Di seguito è riportata la lista dei dieci principali comuni del Veneto ordinati per numero di abitanti al 30 giugno 2009[12]:

Pos. Stemma Comune di Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
Densità
(ab/km²)
Altitudine
(m s.l.m.)
Provincia
Venezia-Stemma.png Venezia 270.835 414,4 654 1 VE
Verona-Stemma.png Verona 265.085 206,63 1.283 59 VR
Padova-Stemma.png Padova 213.016 92,85 2.294 12 PD
Vicenza-Stemma.png Vicenza 115.467 80,54 1.434 39 VI
Treviso-Stemma.png Treviso 82.355 55,50 1.484 15 TV
Rovigo-Stemma.png Rovigo 52.219 108,55 481 6 RO
Chioggia-Stemma.png Chioggia 50.841 185,20 275 2 VE
Bassano del Grappa-Stemma.png Bassano del Grappa 42.988 46,79 919 129 VI
San Donà di Piave-Stemma.png San Donà di Piave 40.899 78,61 520 3 VE
10° Schio-Stemma.png Schio 39.426 67,04 588 200 VI

Altri comuni del Veneto con più di 20.000 abitanti ordinati per numero di abitanti:

Pos. Stemma Comune di Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
Densità
(ab/km²)
Altitudine
(m s.l.m.)
Provincia
11°
Mira-Stemma.png
Mira 38.819 98,91 392 6 VE
12°
Belluno-Stemma.png
Belluno 36.554 147,18 248 390 BL
13° Conegliano-Stemma.png Conegliano 35.673 36,33 982 72 TV
14° Castelfranco Veneto-Stemma.png Castelfranco Veneto 33.687 50,93 661 42 TV
15°
Villafranca di Verona-Stemma.png
Villafranca di Verona 32.659 57,43 569 54 VR
16° Montebelluna-Stemma.png Montebelluna 30.915 48,98 631 109 TV
17° Vittorio Veneto-Stemma.png Vittorio Veneto 29.243 82,61 354 138 TV
18° Mogliano Veneto-Stemma.png Mogliano Veneto 28.137 46,15 610 8 TV
19°
Valdagno-Stemma.png
Valdagno 26.910 50,13 537 266 VI
20°
Mirano-Stemma.png
Mirano 26.729 45,62 586 9 VE
21°
Spinea-Stemma.png
Spinea 26.443 15,02 1.761 6 VE
22°
Arzignano-Stemma.png
Arzignano 25.708 34,26 750 116 VI
23°
Stemma333.jpg
Legnago 25.507 79,66 320 16 VR
24°
Portogruaro-Stemma.png
Portogruaro 25.435 102,22 249 5 VE
25°
Jesolo-Stemma.png
Jesolo 24.982 95,59 261 0 VE
26°
Montecchio Maggiore-Stemma.png
Montecchio Maggiore 23.767 30,67 775 72 VI
27°
San Giovanni Lupatoto-Stemma.png
San Giovanni Lupatoto 23.607 18,94 1.246 42 VR
28°
Thiene-Stemma.png
Thiene 23.203 19,81 1.171 147 VI
29° Albignasego-Stemma.png Albignasego 22.177 20,99 1.057 13 PD
30° SelvazzanoDentro-Stemma.gif Selvazzano Dentro 22.086 19,58 1.128 18 PD
31° Paese (TV)-Stemma.png Paese 21.706 38,00 571 12 TV
32° Vigonza-Stemma.png Vigonza 21.626 33,32 649 10 PD
33°
Martellago-Stemma.gif
Martellago 21.182 20,08 1.055 12 VE
34°
Feltre-Stemma.png
Feltre 20.748 100,60 206 325 BL
35°
Adria-Stemma.png
Adria 20.488 113,51 180 4 RO
36°
Cittadella-Stemma.gif
Cittadella 20.048 36,55 549 48 PD

Infine, di seguito, è riportata la lista dei dieci comuni meno popolati:

Pos. Stemma Comune di Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
Densità
(ab/km²)
Altitudine
(m s.l.m.)
Provincia
581°
Laghi-Stemma.png
Laghi 128 22,22 6 567 VI
580°
Ferrara di Monte Baldo-Stemma.png
Ferrara di Monte Baldo 214 26,91 8 856 VR
579° Lastebasse-Stemma.gif Lastebasse 234 18,79 12 592 VI
578° Logo zoppè di cadore.gif Zoppè di Cadore 266 4,44 60 1.461 BL
577°
Logo ospitale.jpg
Ospitale di Cadore 334 40,11 8 490 BL
576° Perarolo di Cadore-Stemma.png Perarolo di Cadore 368 43,42 8 532 BL
575° ColleSantaLucia-Stemma.gif Colle Santa Lucia 404 15,23 27 1.453 BL
574° San Nicolò di Comelico-stemma.gif San Nicolò di Comelico 420 24,36 17 1.061 BL
573°
Logo Soverzene.jpg
Soverzene 424 14,74 29 424 BL
572° CibianadiCadore.gif Cibiana di Cadore 443 21,63 20 985 BL

[modifica] Arte e architettura

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Pittura veneta.

[modifica] Medioevo e gotico

Il Medioevo ha permesso la creazione di opere monumentali quali il complesso di chiese dell’isola di Torcello, nella laguna veneziana, con la cattedrale di Santa Maria Assunta fondata nel 639, il campanile eretto nell’XI secolo e la chiesa di Santa Fosca realizzata intorno al 1100, edifici importanti per la presenza di mosaici. A Verona il Medioevo ha visto la costruzione della basilica di San Zeno Maggiore, opera nella quale più che altrove si scorge la mescolanza di stili che in quel periodo fecero di Verona un importante crocevia per il Nord Europa.

Tra gli esempi di arte gotica, oltre alle chiese veneziane di Santa Maria Gloriosa dei Frari e a quella di Santi Giovanni e Paolo, troviamo le arche scaligere nel centro storico di Verona.

[modifica] Giotto e Padova

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Giotto.

Mentre nelle città venete l’impostazione rimaneva quella bizantina, un elemento di innovazione viene portato a Padova da Giotto, portatore di una nuova tradizione pittorica: quella toscana. Verso il 1302 riceve l’incarico dal banchiere Enrico Scrovegni di affrescare la cappella di famiglia, oggi nota appunto con il nome di Cappella degli Scrovegni, uno dei monumenti artistici più importanti di Padova e del Veneto. Le influenze del contributo di Giotto si sono fatte sentire subito, e ora si possono ammirare negli affreschi di Giusto de' Menabuoi nel battistero accanto al duomo di Padova e in quelli di Altichiero nella basilica di Sant'Antonio.

[modifica] Il Rinascimento

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Rinascimento veneto.

Dopo una fase di sviluppo dell'arte gotica, con la creazione di opere importanti tra cui il palazzo della Ca' d'Oro, il Palazzo Ducale e le chiese di Santa Maria Gloriosa dei Frari e dei Santi Giovanni e Paolo a Venezia, l’influsso rinascimentale inaugurò una nuova stagione. Oltre a Donatello, un importante artista rinascimentale fu il veneto Andrea Mantegna (1431-1506), la cui opera più importante presente in Veneto è forse la Pala di San Zeno a Verona. Con l’espandersi in terraferma della Serenissima e il consolidarsi delle sue istituzioni si ebbe anche uno sviluppo artistico di eccezionale levatura: Mantegna, Vittore Carpaccio, Giovanni Bellini, Cima da Conegliano, il Pordenone gettarono le basi di quella che sarebbe stata la stagione della pittura veneta.

Il Rinascimento troverà in Padova la sua culla veneta dove crescere e svilupparsi. Tra gli artisti rinascimentali che operarono troviamo Donatello, il quale lavorò soprattutto a Padova e in particolare nell’altare della basilica di Sant'Antonio, il Pisanello, le cui opere sono presenti soprattutto a Verona e in particolare nella chiesa di Sant’Anastasia (suo è l’affresco di San Giorgio).

[modifica] Giorgione e Tiziano

La fase succesivavide come protagonisti Giorgione, Tiziano, Sebastiano del Piombo e Lorenzo Lotto. Se nella prima fase, con Carpaccio e Bellini, le influenze della pittura internazionale furono ancora evidenti e i riferimenti all’arte fiamminga numerosi, con Giorgione e Tiziano iniziò un nuovo modo di fare pittura, originale e innovativo, che caratterizzò i pittori della scuola veneta rispetto ad altre tradizioni. Giorgione, artista enigmatico per le sue opere piene di allegorie, creò le sue opere senza partire da un disegno preparatorio ma utilizzando il colore a macchie per trasmettere la sensazione dell’immagine. Questa innovazione cercava l’imitazione dei fenomeni naturali creando delle atmosfere con i colori e mettendo in secondo piano la ricerca della perfezione figurativa. Una delle sue opere più celebri, La tempesta(1506-1508), oggi nelle Gallerie dell'Accademia a Venezia, è un esempio di questo uso del colore, in cui l’impasto cromatico indefinito e la trama continua della pittura priva di disegno preparatorio conferiscono all’opera un'atmosfera particolare. Tiziano, bellunese nato a Pieve di Cadore, portò avanti l’uso di questa tecnica pittorica senza disegno, creando capolavori come l’Assunta (1516-1518), pala d'altare dalle dimensioni imponenti visibile sull’altare principale della basilica di Santa Maria Gloriosa dei Frari a Venezia; un’opera la cui suggestione è dovuta all’uso del colore in cui predominano toni accesi.

[modifica] Tintoretto, Veronese e Bassano

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Tintoretto, Paolo Veronese e Jacopo Bassano.

Jacopo Robusti detto il Tintoretto (1518-1594) riprende il manierismo romano ma lo rielabora in uso tipicamente veneto del colore, accentuando il luminismo e dando alle proprie opere delle prospettive insolite, a volte vere e proprie deformazioni prospettiche, con lo scopo di accrescere il senso di tensione che permea l’opera. Palazzi e chiese di Venezia sono pieni di capolavori firmati da Tintoretto, ma vanno citati senza dubbio i 66 dipinti presenti nella Scuola Grande di San Rocco e l’Ultima Cena nella chiesa di San Giorgio. Paolo Caliari detto il Veronese (1528-1588), con opere che celebravano la vita di Venezia, si dedica ad opere civili come palazzi e case di nobili veneziani. Sue furono parte della decorazione di Palazzo Ducale e la decorazione di numerose ville palladiane, tra cui Villa Barbaro. Jacopo da Ponte detto Bassano (1517-1592) rinnovò l’arte figurativa lagunare pur essendo un artista dell’entroterra, grazie all’introduzione di immagini prese dalla vita reale, arricchiti da un tocco drammatico e intenso.

[modifica] Palladio

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Andrea Palladio.

Nato a Padova nel 1508 e morto nel 1580, Andrea Palladio è l’architetto più famoso nel mondo. Tra le sue opere si ricordano anzitutto le numerose ville, dislocate nella campagna tra le province di Vicenza, Padova e Treviso e le chiese veneziane di San Giorgio, quella del Redentore, e delle Zitelle, nell’isola della Giudecca. I suoi palazzi sono situati quasi esclusivamente a Vicenza, dove ha lasciato i suoi capolavori assoluti.

L’architettura palladiana riprende i motivi dell’architettura classica romana, nelle ville che richiamano le forme del tempio, creando capolavori quali Villa Emo, Villa Barbaro, Villa Almerico Capra detta la Rotonda, Villa Foscari detta la Malcontenta. A questa estetica, anticipatrice del neoclassico, corrisponde una rigorosa ricerca della funzionalità che doveva avere una villa di campagna, nella quale il corpo centrale, abitazione del proprietario, deve consentire il controllo sulle attività produttive della campagna circostante, strutturando le parti funzionali, come le barchesse, a ridosso del corpo centrale. Nel caso di villa Badoer, la barchessa, formata da un ampio colonnato circolare, racchiude l'aia antistante la facciata della villa, permettendo così di creare uno spazio che richiama l'idea antica di foro romano, e portando tutte le attività della campagna a gravitare davanti la villa stessa.

La ricerca stilistica di Palladio ha dato vita ad un movimento architettonico, il palladianesimo, che ha avuto grande seguito nei tre secoli successivi, ispirando altri architetti, alcuni dei quali suoi allievi diretti, tra cui Vincenzo Scamozzi, che dopo la morte del maestro ne completò alcune opere, tra cui anzitutto il Teatro Olimpico a Vicenza.

[modifica] Il Settecento

Nel Settecento la scuola veneziana può contare su numerosissimi artisti: i pittori Giambattista Tiepolo, suo figlio Giandomenico, Giambattista Piazzetta, Pietro Longhi, Marco e Sebastiano Ricci, Niccolò Bambini, Sebastiano Bombelli, Gianantonio Fumiani, Gaspare Diziani, il pittore d'architetture Girolamo Mengozzi Colonna, la pittrice Rosalba Carriera; gli sculturi Morlaiter, Filippo Parodi, Bernardi Torretti e suo nipote Giuseppe Torretti; gli architetti Gerolamo Frigimelica, Giorgio Massari, Giovanni Scalfarotto, Tommaso Temanza; il vedutista Gianantonio Canal più noto come Canaletto, l'intagliatore Andrea Brustolon, i commediografi Carlo Goldoni e Gaspare Gozzi, i poeti Alessandro Labia e Giorgio Baffo, i compositori Benedetto Marcello e Antonio Vivaldi. In seguito, sul finire della repubblica, emerge Antonio Canova.

Con Giambattista Tiepolo (1696-1770) la prospettiva assume un ruolo centrale nella rappresentazione, non per dare enfasi alla tensione dell’immagine, ma solo per dare un impatto teatrale alle figure. Con Tiepolo, infatti, la prospettiva viene forzata fin oltre i limiti usuali, dipingendo sui soffitti figure riprese dal basso in un movimento che le rende spettacolari.

Altro elemento caratteristico dell’arte veneta è il vedutismo, che vede in Giovanni Antonio Canal (1697-1768) detto il Canaletto e in Francesco Guardi (1712-1793) le due figure di spicco. Il Canaletto ricorre a studi prospettici rigorosi cercando di rendere quasi “fotograficamente” la realtà, modellando i colori per accentuare la vitalità dell’immagine. Francesco Guardi cerca invece un taglio più soggettivo e meno preciso, cercando di comunicare un’emozione.

Antonio Canova è il maggiore scultore del suo tempo in Europa. Nato a Possagno, elabora l’arte classica diventando il riferimento del neoclassicismo. Il tempio di Possagno, da lui stesso progettato, è l'emblema dell'architettura neoclassica, mentre nella gispoteca, un tempo casa del Canova, si conservano i calchi delle opere più famose che si trovano nei vari musei del mondo, data la sua fama che si impose a livello internazionale. Tra le opere più importanti Amore e Psiche giacenti e il Monumento funerario per Maria Cristina d’Austria.

[modifica] Tra Ottocento e Novecento

Venendo a mancare un centro principale dopo la caduta della Serenissima, ogni città ha declinato l’arte secondo varianti proprie e modelli specifici. Importante fu, tuttavia, il ruolo dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, che seppe attrarre numerosi artisti giovani dal territorio circostante.

Tra i numerosi artisti Guglielmo Ciardi, che riprende l'esperienza dei macchiaioli unendola al colorismo tipico della scuola classica veneta, facendo emergere dai suoi quadri una essenzialità cromatica; Giacomo Favretto: anch'egli, come Ciardi, valorizza il colorismo, talvolta in modo molto accentuato; Federico Zandomeneghi, pittore che si discosta dalla tradizione del colorismo veneto, per avventurarsi in uno stile di stampo impressionista tipicamente francese; Luigi Nono, che nelle sue opere giunge ad esiti veristi, anche se, oltre alla pittura di scene di genere, si impone per ritratti di raffinata descrizione psicologica.

[modifica] Turismo

La vocazione turistica del Veneto, che ne fa la regione più visitata d'Italia, è confermata dai quasi 15 milioni di arrivi nel 2007 e dai quasi 60 milioni di presenze[13]. I settori turistici possono essere suddivisi nei seguenti ambiti: Città d'arte, Mare, Montagna, Terme, Lago, Agriturismo. Le città d'arte hanno registrato, relativamente all'anno 2007, approssimativamente 7 milioni di arrivi e 17 milioni di presenze[14], mentre il comprensorio balneare ha registrato circa 4 milioni di arrivi e 24 milioni di presenze[15]. Questi sono i settori trainanti che denotano un incremento sia di arrivi che di presenze negli ultimi anni. Il settore turistico della montagna registra una leggera flessione, come anche quello termale.

[modifica] Città d'arte

I capoluoghi di provincia rappresentano quelle che un tempo erano le città per eccellenza del territorio veneto, i nodi centrali dei percorsi toccati dalle strade romane, fortezze e baluardi contro le invasioni nemiche, sedi di famiglie nobiliari e importanti casati, centri di cultura e di dinamismo commerciale poi. Anche oggi queste città fanno del Veneto una realtà policentrica, in continuità con la storia di questa regione.

  • Treviso
    Città già importante in epoca romana, si affermò durante il medioevo come sede vescovile, comune e quindi signoria. Molti l'hanno paragonata a Venezia per la fitta rete di canali che ne caratterizza il suggestivo centro. Tra i monumenti di maggiore interesse, da ricordare la chiesa gotica di San Nicolò, il Palazzo dei Trecento, la Loggia dei Cavalieri, il Duomo, la cinta muraria, la chiesa di San Francesco. È anche sede di numerosi musei e della Ca' dei Carraresi, sede espositiva che ospita rinomate mostre d'arte.
  • Belluno
    Città interessante oltre che per la sua collocazione geografica anche per l'impianto urbano , ha ospitato importanti artisti come Andrea Brustolon, Sebastiano Ricci e De Min. Tra i punti importanti culturalmente il Duomo, i palazzi che si affacciano su piazza Duomo tra cui il palazzo dei Rettori, le porte cittadine, ancora conservate, la chiesa di San Pietro, la gotica chiesa di Santo Stefano, Via Mezzaterra e le vie caratteristiche di borgo Piave.

[modifica] Città murate

Cittadella
Montagnana
Noale
Este
Bassano del Grappa
Marostica

Da un punto di vista urbanistico, importante è la testimonianza delle città murate nel territorio veneto, che contraddistinguono un'epoca storica segnata da esigenze difensive. Alcune di queste città, hanno anche un importante valore artistico, come Castelfranco Veneto, nella quale si possono trovare la casa natale del Giorgione e alcune sue opere nel Duomo.

[modifica] Altre città interessanti

Oltre alle città capoluogo, vi sono altre città di minori dimensioni ma con una presenza di arte e cultura non meno importanti. Vanno ricordate:

  • Arquà Petrarca
    Cittadina adagiata sui colli euganei, in posizione panoramica, ospita la tomba del Petrarca e la casa dove il poeta visse alcuni anni della sua vita.
  • Bassano del Grappa
    Famosa per il Ponte degli alpini progettato da Palladio sul fiume Brenta; è importante per i fatti relativi alla prima guerra mondiale e per alcuni episodi relativi alla seconda. Inoltre, artisticamente ospita opere del Bassano e di altri pittori veneti. Per quanto concerne l'artigianato va ricordata la produzione di ceramiche.
  • Chioggia
    Numerose sono le chiese cattoliche presenti nel territorio. Fra queste la chiesa di Sant'Andrea, risalente al 1700, ha al suo fianco una torre in stile romanico - detta Torre dell'Orologio - risalente all'XI-XII secolo e, un tempo, torre di difesa e di avvistamento militare. Possiede al suo interno l'orologio da torre più antico del mondo.
  • Este
    Già abitata nell'età del ferro, diventò colonia romana. Reperti di questi periodi sono conservati nel Museo Nazionale Atestino. Principali monumenti e luoghi d'interesse sono il Castello Carrarese, il Duomo di Santa Tecla con la splendida pala d'altare del Tiepolo, la Torre Civica (detta Torre dell'Orologio) e la chiesa di Santa Maria delle Grazie.
  • Feltre
    Città antica, ricca di palazzi affrescati ed opere artistiche antiche e moderne. Vi si trovano un pregevole ancorché piccolo museo civico, la galleria d'arte moderna "Carlo Rizzarda" e il Museo Diocesano d'Arte Sacra, il complesso della cattedrale con l'area archeologica ipogea, il santuario romanico-armeno dei santi Vittore e Corona, Il Teatro della Sena, opera di Gian Antonio Selva e Tranquillo Orsi, primo palcoscenico del Goldoni.
  • Pieve di Cadore
    Città che diede i natali al pittore Tiziano, possiede la casa dove lo stesso nacque e che ora è divenuta un museo. Importanti le presenze di palazzi nel centro storico.
  • Schio
    Situata all'imboccatura della Val Leogra e attorniata dall'anfiteatro formato dalle "Piccole dolomiti" la città, già definita "Manchester d'Italia" grazie al grande sviluppo dell'industria laniera nel XIX secolo, propone ai visitatori la scoperta di un vastissimo patrimonio di storia industriale grazie al museo all'aperto di archeologia industriale oltre a notevoli risorse naturali come ad esempio il monte Summano considerato un patrimonio floristico unico in Europa (7.5% dell'intera flora europea, il 15% di quella italiana e più del 30% di quella veneta).
  • Marostica
    Città murata ha due castelli. Il Castello inferiore si trova in pianura e di fronte ad esso si trova Piazza degli Scacchi teatro della famosa Partita a Scacchi. Il Castello superiore si trova in collina ed è collegata alla parte pianeggiante della città dalle mura.

[modifica] Ville

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Villa veneta.

Oltre alle numerose ville palladiane, di cui 24 inserite tra i beni protetti dall'UNESCO, vi sono numerose altre ville sparse su tutto il territorio veneto. Tali ville, costruite dal XV secolo al XVIII secolo, oggi sono inserite in un network che coinvolge istituzioni pubbliche, tour operator e fondazioni per la salvaguardia delle ville stesse[16], in modo da rendere agevole la visita da parte del turista. Le 24 ville palladiane del Veneto riportate nell'elenco dell'UNESCO:

Di queste Villa Trissino a Cricoli non è attualmente attribuita al Palladio dalla critica, ma solo legata tradizionalmente al suo nome.

[modifica] Mare

Eracleamare

Elenco delle località di mare che la regione del Veneto promuove a livello turistico[17]:

[modifica] Montagna

Le montagne del Veneto attraggono turisti sia durante il periodo invernale che durante quello estivo. I comprensori in cui si divide la montagna veneta sono i seguenti:[18]

Le presenze turistiche nella zona dolomitica hanno visto un calo generale sia come presenze che come arrivi. I mesi più frequentati sono quelli estivi con cifre che superano il 1.500.000 presenze durante il mese di agosto negli anni dal 2004 al 2007.[19]

[modifica] Terme

La stazione termale più importante è senza dubbio quella delle Terme Euganee vicino a Padova, dislocate tra i vari paesi dei Colli Euganei (Abano Terme, Montegrotto Terme, Galzignano Terme e Battaglia Terme). Da menzionare anche le terme di Recoaro Terme sulle montagne vicentine.

[modifica] Politica

« Art. 1 - Il Veneto è Regione autonoma, nell'unità della Repubblica italiana, secondo i principi e nei limiti della Costituzione, e si dà il presente Statuto. La Regione è costituita dalle comunità della popolazione e dai territori delle province di Belluno, Padova, Rovigo, Treviso, Venezia, Verona e Vicenza. Capoluogo è Venezia.
Art. 2 - L'autogoverno del popolo veneto si attua in forme rispondenti alle caratteristiche e tradizioni della sua storia. La Regione concorre alla valorizzazione del patrimonio culturale e linguistico delle singole comunità.
(...)  »
(Statuto della Regione Veneto, Legge 22 maggio 1971, n.340[20])

[modifica] Presidente e giunta regionale

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Presidenti del Veneto e Presidenti delle regioni italiane.

Il Presidente della Regione è Giancarlo Galan, eletto per il terzo mandato consecutivo il 4 aprile 2005. La giunta è composta da Forza Italia, Alleanza Nazionale, Unione dei Democratici Cristiani e di Centro, Lega Nord e Nuovo Partito Socialista Italiano. La sede dei lavori della giunta regionale è a Palazzo Balbi, sul Canal Grande a Venezia.

[modifica] Consiglio regionale

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Consiglio Regionale del Veneto.
Gruppi consiliari Numero consiglieri
Forza Italia 15
Partito Democratico 13
Lega Nord 11
Alleanza Nazionale 6
UDC 5
Per il Veneto con Carraro 1
Verdi 1
Nuovo Partito Socialista Italiano 1
Partito Socialista 1
Progetto NordEst 2
Veneto per il Partito Popolare Europeo 1
Italia dei Valori 1
Rifondazione Comunista 1
Partito dei Comunisti Italiani 1
Totale 60

[modifica] Statuto e autonomia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Questione dei confini regionali e Questione trentina dei comuni lombardo-veneti confinanti.

Dal 1946 il Veneto è una regione d'Italia. Nel 1971, approvando con legge ordinaria lo Statuto della Regione Veneto,[21] il Parlamento italiano ha riconosciuto agli abitanti della regione la definizione di «popolo» (l'unica altra regione con questa peculiarità è la Sardegna).

Tra 2005 e 2008 sono stati effettuati vari referendum, con esito positivo, da parte di comuni confinanti con le Regioni del Trentino-Alto Adige e del Friuli-Venezia Giulia, per ottenere il passaggio dalla Regione Veneto alle regioni autonome confinanti. Il procedimento costituzionale richiede che i referendum con esito positivo vengano esaminati per l'approvazione finale dal parlamento nazionale.

[modifica] Infrastrutture e trasporti

[modifica] Assi viari

[modifica] Autostrade

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Autostrade in Italia.
Nome e Descrizione Mappa Simbolo

A4
Inaugurazione: 1927
Inizio: Torino
Fine: Trieste
Lunghezza totale: 525 km
Regioni attraversate:

Mappa A4

Simbolo A4

A13

Il tragitto ha origine dalla tangenziale del capoluogo emiliano, che unisce anche le autostrade A1 (Milano-Napoli) e A14 (Bologna-Taranto), mentre ha termine a Padova con l'intersezione con l'autostrada A4 (Torino-Trieste). Il suo percorso si snoda tutto nella pianura padana e attraversa solamente due regioni, l'Emilia-Romagna e il Veneto. Le uniche alture nelle vicinanze sono quelle rappresentate dai colli Euganei, famosa zona termale con al centro Abano Terme. Proprio per le caratteristiche morfologiche del terreno attraversato, nella stagione invernale è spesso invasa dalla nebbia che determina una visibilità molto scarsa. All'altezza di Ferrara Sud è presente uno svincolo autostradale per Porto Garibaldi, sul mare Adriatico. Attualmente il cosiddetto Raccordo Autostradale RA08 fino a Porto Garibaldi è equipollente ad una superstrada senza pedaggio ma è stata manifestata l'intenzione di trasformarla in autostrada a pagamento nel futuro prossimo. La gestione è di competenza della società Autostrade per l'Italia.

Mappa A13

Simbolo A13

A22

Con un percorso totale di 313 km da Modena l'autostrada percorre la pianura in direzione nord, toccando Carpi e Mantova, a Verona interseca l'Autostrada A4 quindi si assesta nella valle dell'Adige parallelamente al Lago di Garda, passa Rovereto e Trento per arrivare a Bolzano. Da qui si incunea nella valle dell'Isarco superando agevolmente Bressanone e Vipiteno fino a giungere alla dogana del Brennero. Da qui il corridoio Modena-Monaco continua sulla Brenner Autobahn austriaca. Come appare evidente si tratta di un'autostrada di particolare importanza per i collegamenti tra il sud ed il nord dell'Europa, sviluppata su un percorso studiato per utilizzare uno dei più bassi valichi alpini, quello del Brennero situato a soli 1.375 m/slm. Studi statistici hanno calcolato che questo tronco autostradale assorba tra i 30 e i 40mila veicoli al giorno (di cui circa 1/4 di veicoli pesanti) con punte più elevate in corrispondenza dei trasferimenti per le vacanze; questa mole di traffico causa sovente dei gravi rallentamenti alla circolazione dovuta anche alla limitazione del percorso a sole due corsie. Per sopperire a queste problematiche viene suggerito e incentivato l'uso, da parte dei mezzi pesanti, del trasporto intermodale, con il carico dei mezzi di trasporto su appositi vagoni ed il trasferimento da Verona all'estero via ferrovia.

Mappa A22

Simbolo A22

A27

Dopo aver oltrepassato Vittorio Veneto, l'autostrada scavalca con due alti viadotti la Val Lapisina e con una galleria il passo Fadalto e la zona del Lago di Santa Croce terminando a Pian di Vedoia presso Longarone. Nel suo percorso iniziale fino a Conegliano è a tre corsie oltre alla corsia di emergenza; la barriera autostradale è situata poco oltre l'uscita di Mogliano Veneto e lungo il percorso sono presenti tre aree di servizio. La gestione di questo tratto autostradale è di competenza delle Autostrade per l'Italia.

Mappa A27

Simbolo A27

A28

L'autostrada A28 è in gestione alla Autovie Venete S.p.A.. Lungo l'itinerario sono presenti due aree di servizio. Infine, tutto il percorso autostradale è, al momento, esente da pedaggio.

Mappa A28

Simbolo A28

A31

Esiste una sola interconnessione con altre autostrade: l'autostrada A4, in cui le corsie si scorporano, presso Vicenza, nelle direzioni di Milano e Venezia. L'autostrada è a due corsie per senso di marcia e ha solo quattro uscite autostradali: Vicenza Nord, Dueville, Thiene-(Schio) e il capolinea Piovene Rocchette. È una delle più corte autostrade della rete viaria italiana. Il suo percorso di circa 40 km è gestito interamente dalla società "Autostrada Brescia-Verona-Vicenza-Padova S.p.A.".

Mappa A31

Simbolo A31

A57

La tangenziale di Mestre, ufficialmente classificata come autostrada A57[22] dall'8 febbraio 2009 (giorno dell'apertura del Passante di Mestre, variante dell'autostrada A4), collega l'area urbana di Mestre con la Riviera del Brenta (a ovest) e i comuni di Quarto d'Altino e Marcon (a est). Inoltre l'A57 alle due estremità presenta le interconnessioni (ovest e est) con l'autostrada A4, mentre nel tratto centrale ha inizio l'autostrada A27 e la diramazione per l'aeroporto Marco Polo.

Simbolo A57

[modifica] Statali

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Elenco strade statali italiane.

N.B. oggigiorno gran parte delle vecchie Strade Statali del Veneto è passato, dall'ANAS, sotto il controllo di Veneto Strade, divenendo così Strade Regionali.

Nome e Descrizione Mappa Simbolo

SS 10
Inizio: Torino
Fine: Monselice
Lunghezza totale: 373,500 km
Regioni attraversate:

Mappa SS 10

Simbolo SS 10

SS 11
Inizio: Torino
Fine: Venezia
Lunghezza totale: 428,832 km
Regioni attraversate:

Mappa SS 11

Simbolo SS 11

SS 12
Inizio: Pisa
Fine: Passo del Brennero
Lunghezza totale: 523,624 km
Regioni attraversate:

Mappa SS 12

Simbolo SS 12

SS 13
Inizio: Venezia
Fine: Tarvisio
Lunghezza totale: 228,811 km
Regioni attraversate:

Mappa SS 13

Simbolo SS 13

SS 47
Inizio: Padova
Fine: Trento
Lunghezza totale: 131,800 km
Regioni attraversate:

Mappa SS 47

Simbolo SS 47

SS 48
Inizio: Ora (Italia)
Fine: Lozzo di Cadore
Lunghezza totale: 182,100 km
Regioni attraversate:

Mappa SS 48

Simbolo SS 48

SS 50

Declassata a strada regionale da Fonzaso al Trentino, si diparte da Ponte nelle Alpi, attraversa la Valbelluna e il Feltrino e giunge infine a Predazzo (TN).

Mappa SS 50

Simbolo SS 50

SS 51

Declassata a strada provinciale nel tratto altoatesino, parte dall'alto Trevigiano, segue la valle del Piave sino a Pieve di Cadore, quindi raggiunge Dobbiaco attraverso la valle del Boite.

Mappa SS 51

Simbolo SS 51:

SS 52

Declassata a provinciale nel tratto altoatesino, mette in comunicazione Alto Adige e Carnia attraverso il Cadore.

Mappa SS 52

Simbolo SS 52

SS 62

La Strada Statale 62 della Cisa (SS 62), in Liguria, Toscana ed in parte dell'Emilia-Romagna, o Strada Provinciale 62 R della Cisa (SP 62 R), da Parma al confine Emilia-Romagna - Veneto, o Strada Regionale 62 della Cisa (SR 62), in Veneto, è una strada che collega la Liguria al Veneto. La strada ha origine a Sarzana dalla Strada Statale 1 Via Aurelia e termina innestandosi nella Strada Statale 12 dell'Abetone e del Brennero nei pressi di Verona dopo un percorso di 220,307 km. In passato, prima della costruzione dell'Autostrada della Cisa, è stata la principale via di comunicazione tra la Pianura Padana orientale e la Riviera Ligure.

Mappa SS 62

Simbolo SS 62

SS 249

La ex Strada Statale 249 Gardesana Orientale (SS 249) (chiamata ancora così anche nel tratto trentino dove è stata declassata), o Strada Provinciale 249 Gardesana Orientale (SP ex SS 249), in Lombardia, o Strada Regionale 249 Gardesana Orientale (SR 249), in Veneto, è un'importante strada provinciale e regionale italiana, che costeggia la sponda orientale del Lago di Garda (da cui il nome) mettendo in comunicazione il Basso con l'Alto Garda.

Mappa SS 249

Simbolo SS 249

SS 251

La ex Strada Statale 251 della Val di Zoldo e Val Cellina (SS 251), ora Strada regionale 251 della Val di Zoldo e Val Cellina (SR251) in Friuli-Venezia Giulia, o Strada Provinciale 251 della Val di Zoldo e Val Cellina (SP 251), in Veneto, è una strada provinciale e regionale italiana.

Simbolo SS 251

SS 450

La ex Strada Statale 450 di Affi (SS 450) o Superstrada Peschiera-Affi, ora Strada Regionale 450 di Affi (SR 450), è una superstrada che percorre l'entroterra veneto del basso Lago di Garda.

Simbolo SS 450

SS 482

La ex Strada Statale 482 Alto Polesdelle Autostrade di Venezia e Padova e Autovie Venete.482 Alto Polesana (SP ex SS 482), in Lombardia, o Strada Regionale 482 Alto Polesana (SR 482), in Veneto, è una strada provinciale e regionale istituita in seguito alla realizzazione delle varianti alla vecchia strada provinciale Mantova-Ostiglia.

Simbolo SS 482

SS 638

La ex Strada Statale 638 del Passo di Giau (SS 638), ora Strada Provinciale 638 del Passo di Giau (SP 638), è una strada provinciale italiana di collegamento locale. Si snoda interamente nei comuni di Cortina d'Ampezzo e Selva di Cadore.

Simbolo SS 638

SS 641

La ex Strada Statale 641 del Passo Fedaia (SS 641), chiamata ancora così anche nel tratto trentino dove è stata declassata, o Strada Provinciale 641 del Passo Fedaia (SP 641), in Veneto, è una strada provinciale e italiana.

Simbolo SS 641

[modifica] Ferrovie

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale.

Di seguito vengono riportate le principali linee ferroviarie venete:

Un tempo la regione era dotata delle seguenti linee ferroviarie:

Sono in progettazione tre linee ad alta velocità:

[modifica] Porti

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Elenco dei porti italiani.

[modifica] Aeroporti

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Elenco degli aeroporti italiani.

Di seguito vengono riportati i principali aeroporti veneti:

[modifica] Trasporti pubblici

Il metrobus di Padova: tram su gomma a guida vincolata

Oltre alle consuete linee di autotrasporto urbano, alcune città venete hanno deciso di sperimentare l'utilizzo di un nuovo modello di tram, il Translohr, caratterizzato da una guida vincolata per mezzo di una monorotaia, mentre il movimento è permesso per mezzo di ruote su gomma. Questo permette la creazione di convogli lunghi come un normale tram, riducendo la rumorosità evitando le ruote in ferro dei comuni tram. A Padova tale mezzo è già in funzione da alcuni anni, mentre a Mestre lo sarà a partire dall'inizio del 2010 e a Venezia dopo il 2010.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Tranvia di Padova e Tranvia di Mestre.

[modifica] Economia

[modifica] Dati economici

Di seguito la tabella che riporta il PIL ed il PIL procapite[23] prodotto nel Veneto dal 2000 al 2006:

2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006
Prodotto Interno Lordo (mln di €) 111.713,5 116.334,1 118.886,3 124.277,6 130.715,9 133.488,0 138.993,5
PIL ai prezzi di mercato per abitante (€) 24.842,9 25.742,2 26.108,2 26.957,1 27.982,2 28.286,7 29.225,5

Di seguito la tabella che riporta il PIL, prodotto in Veneto ai prezzi correnti di mercato nel 2006, espresso in milioni di euro, suddiviso tra le principali macro-attività economiche:

Macro-attività economica PIL prodotto % settore su PIL regionale % settore su PIL italiano
Agricoltura, silvicoltura, pesca € 2.303,3 1,66% 1,84%
Industria in senso stretto € 34.673,6 24,95% 18,30%
Costruzioni € 8.607,7 6,19% 5,41%
Commercio, riparazioni, alberghi e ristoranti, trasporti e comunicazioni € 28.865,8 20,77% 20,54%
Intermediazione monetaria e finanziaria; attività immobiliari ed imprenditoriali € 31.499,4 22,66% 24,17%
Altre attività di servizi € 19.517,2 14,04% 18,97%
Iva, imposte indirette nette sui prodotti e imposte sulle importazioni € 13.526,4 9,73% 10,76%
PIL Veneto ai prezzi di mercato € 138.993,5

Dal confronto tra il dato regionale e quello nazionale, si evidenzia che rispetto la media italiana in Veneto è più forte l'incidenza del settore industriale, anche escludendo il settore delle costruzioni. Questa maggiore incidenza dell'industria, si riflette su un minor peso che ha sull'economia veneta tutto quanto ricade sul settore Altri Servizi, dove essenzialmente sono raggruppati i servizi resi dalla pubblica amministrazione, sanità, servizi sociali e pubblica istruzione.

[modifica] Evoluzione storico-economica

Il Veneto è una delle regioni più ricche d'Italia. Ha conosciuto una fortissima espansione economica, sin dal secondo dopoguerra, ed oggi è sede di importanti attività industriali e terziarie. Complessivamente, il PIL della regione Veneto registrato nel 2003 è stato di 94.429,6 milioni di Euro 1995 che, attualizzati al 2004, corrispondono a 116.148,4 milioni di Euro. Il Veneto apporta, nel 2003, un Valore Aggiunto che costituisce il 67% della ricchezza prodotta dall’intero Nord Est e il 9% di quella nazionale. Attualmente, la crisi economica presente a livello mondiale, incide anche sull'economia veneta, soprattutto se si tiene conto del legame esistente tra economia veneta ed economia tedesca. Tuttavia, stando ad analisi recenti, l'export sembra ancora trainare la produzione. [24]

Lo sviluppo dell'industrializzazione sul finire dell'Ottocento, contemporaneamente all'unione del Veneto all'Italia, vede una lunga incubazione protoindustriale, una modernizzazione dell'industria laniera, e lo sviluppo di una classe imprenditoriale, che vede nel territorio vicentino il luogo dove insediare le attività produttive. Il mercato cercava di non rivolgersi più al proprio interno ma di aprirsi al resto d'Italia, rinnovando i processi manifatturieri e trovando delle spinte in una nuova classe dirigente, che vede nuovi protagonisti d'eccezione imporsi. Tra questi vanno ricordati:

  • Alessandro Rossi: imprenditore laniere vicentino, con il suo pedagogismo industrialista propone una nuova visione dell'azienda industriale.
  • Vincenzo Stefano Breda: si coinvolge in un processo di infrastrutturazione del territorio, coinvolgendosi in attività politiche e in attività bancarie, anche ad alto rischio.
  • Luigi Luzzatti: capo del movimento che vuole l'affermazione delle Banche mutue popolari.
  • Leone Wollemborg: ricco possidente, a capo del movimento d'opinione che vuole l'affermazione delle Casse rurali.

Tuttavia, proprio in questi anni di fine 1800 inizia l'intraprendenza dei contadini e si afferma un tessuto produttivo che si specializza, dando vita a delle forme embrionali di distretto. Con il 1900 e la rivoluzione dell'energia elettrica, si fanno strada alcune società elettriche, tra cui la Cellina e poi la SADE. Giuseppe Volpi, dopo aver costituito la SADE, fu autore della crescita del capitale di questa società, fino a farla diventare una delle più importanti realtà produttive di energia, costruendo una rete di distribuzione elettrica che coprì buona parte del territorio veneto. Successivamente, proprio per iniziativa di Volpi, nacque il polo industriale chimico di Venezia (Marghera), il quale fungeva da raffineria e da terminal per l'industria del Nord-Ovest. Tale sviluppo industriale di Marghera iniziò nel 1919 per continuare fino al 1932. In questo modo, in Veneto si ha l' introduzione di una industria ad alta densità di capitale. Dal 1937 al 1940 il Veneto diventa la terza regione industrializzata d'Italia. L'incremento della potenza installata documentava del progresso tecnico e dei miglioramenti produttivi raggiunti dal Veneto nonostante la pesante congiuntura degli anni Trenta. Esso si concentrava nelle province di Vicenza e di Venezia, che detenevano così più del 50% della potenza complessivamente disponibile, contro il 43,7% di dieci anni prima. Il progresso era comunque andato in direzioni opposte: a rafforzare i comparti delle industrie di base e di quelle produttrici di beni strumentali nel comprensorio veneziano; a razionalizzare il settore produttivo tessile, in particolar modo il comparto laniero. Si accentuava così la frattura tra localizzazione della manifattura leggera e localizzazione dei settori trainanti, come quello chimico ad esempio, che nel 1937-1940 presentava dei valori superiori ai dati nazionali: il 4,3% dell'intera occupazione industriale regionale (3,9% il valore nazionale), 32,9 addetti per unità produttiva (16,9), una potenza disponibile pari al 12,7% della regione (9,2% la media nazionale) e al 10,2% della forza motrice complessiva dell'intera industria chimica italiana (era il 3,4% solo dieci anni prima).[25] Un altro elemento cardine della storia economica del Veneto è l'impresa Marzotto, la quale rappresenta una svolta nella cultura economica veneta: Gaetano Marzotto Jr concepisce l'attività produttiva come continua spinta al cambiamento, all'innovazione, al reinvestimento di capitali e alla realizzazione di economie di scala.

Nel secondo dopoguerra il Veneto conosce un periodo di crisi, diventando una zona povera e senza un'economia trainante. Tuttavia, il Veneto ha saputo uscire da questa crisi grazie al suo essere un aggregato di sistemi, al suo saper coniugare tradizione ed innovazione, al suo saper essere internazionale e locale allo stesso tempo, al suo essere formato da uno sviluppo nultilineare che ha permesso la nascita di molti distretti, differenziando la produzione in maniera accentuata.

[modifica] Situazione attuale

Le attività agricole (frumento, mais, frutta, ortaggi) e zootecniche (Bovini, Suini) sono ancora di rilievo, e sono molto meccanizzate. L'industria è presente soprattutto nelle province occidentali e sulle coste adriatiche; prevalgono piccole aziende, specializzate nei settori alimentare, tessile, calzaturiero e del mobile. A Marghera, nella terraferma veneziana, è ancora attivo il polo chimico industriale di Porto Marghera. Molti sono i segnali che fanno pensare ad una sua chiusura, auspicata da molte associazioni di residenti e ambientalisti, tuttavia, il problema occupazionale vivacizza il dibattito, poiché secondo molte associazioni di lavoratori una sua chiusura creerebbe un problema sociale ben peggiore dei danni causati dalla chimica. Molte sono state le morti tra i lavoratori, la cui responsabilità una sentenza ha attribuito ai vertici del Petrolchimico. Treviso e provincia sono anche la prima area d'Italia per l'abbigliamento giovanile, con il gruppo Benetton.

Importanti sono anche le attività bancarie, il commercio e il turismo, nelle località balneari di Jesolo, Caorle, Bibione, Eraclea Mare, Cavallino-Treporti, Sottomarina, Rosolina, nelle località montane di Cortina d'Ampezzo, Arabba, Sappada, Falcade, Val Zoldana, Alleghe, Pieve di Cadore, Asiago, nelle città d'arte e sul lago di Garda.

[modifica] Istruzione

[modifica] Università

Università Ca' Foscari
Palazzo del Bo', sede dell'Università di Padova
  • Università "Ca' Foscari" di Venezia
    Rinomata come una delle Università più prestigiose d'Italia, prende il nome dalla propria sede principale, il palazzo detto appunto Ca' Foscari, situato nel sestiere di Dorsoduro. L'Università Ca' Foscari di Venezia, nasce il 6 agosto 1868 come Scuola Superiore di Commercio ed è stata la prima istituzione in Italia ad occuparsi dell'istruzione superiore nel campo del commercio e dell'economia. Ca' Foscari è oggi una moderna università che presenta un ampio ventaglio di attività formative articolate in 4 grandi aree scientifico-culturali: economica, linguistica, scientifica e umanistica. Per l'anno scolastico 2008-2009, offre 23 corsi di laurea triennali (di primo livello) e 30 corsi di laurea specialistica, oltre a master universitari di primo e di secondo livello, 6 scuole di dottorato di ricerca e una scuola di specializzazione per gli insegnanti della scuola secondaria.
  • Università IUAV di Venezia
    L'Università IUAV di Venezia è stata fondata come Istituto Universitario di Architettura di Venezia nel 1926. La scuola superiore di architettura di Venezia (seconda in Italia, dopo quella di Roma) fu istituita nel dicembre di quell'anno per iniziativa di Giovanni Bordiga, allora presidente dell’Accademia di Belle Arti di Venezia. Dal 2001 l'ateneo è diventato Università Iuav di Venezia, affiancando alla facoltà di Architettura le altre due (Design e Pianificazione del territorio). Tra i rettori del passato troviamo: Giovanni Bordiga, Guido Cirilli, Giuseppe Samonà, Carlo Minelli, Carlo Scarpa, Carlo Aymonino, Valeriano Pastor, Paolo Ceccarelli e Marino Folin. Dal 2006 il rettore dell'Università è Carlo Magnani. Iuav offre lauree triennali in Scienze dell'Architettura, Produzione dell'Edilizia, Arti Visive e dello Spettacolo, Disegno industriale, Pianificazione urbana e territoriale, Servizi informativi territoriali (SIT). Oltre a ciò sono attivi corsi di Laurea Specialistica in Architettura (per la Costruzione, per la Conservazione, per la Sostenibilità, per la Città e per il Paesaggio), in Arti visive, Teatro, Disegno e Comunicazione visiva, Pianificazione. Presso Iuav sono attivi anche Master e diplomi Post-laurea.
  • Università degli Studi di Verona
    L'Università degli Studi di Verona è un'università fondata nel 1982 ed è organizzata in otto facoltà e ventisei dipartimenti. L'Università di Verona è organizzata in due poli principali all'interno della città omonima: quello di Veronetta, che ospita le facoltà umanistiche e l'amministrazione centrale con il rettorato, e quello di Borgo Roma, dove si trovano le facoltà di Medicina e di Scienze. Oltre a questi, essa possiede varie sedi minori nelle città vicine: è infatti presente con alcuni corsi di studio a Legnago, Vicenza, Bolzano, Trento, Ala e Rovereto.

[modifica] Accademie

  • Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti
    L'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti trova origine nel Reale Istituto Nazionale voluto da Napoleone Bonaparte per l'Italia all'inizio del XIX secolo. Venne poi rifondato con l'attuale denominazione dall'Imperatore Ferdinando I d'Austria nel 1838. Con l'unione del Veneto all'Italia, l'Istituto fu riconosciuto di interesse nazionale, assieme alle principali accademie degli stati preunitari, anche se la maggiore attenzione ha continuato ad essere rivolta alla vita culturale e scientifica delle Venezie. Dal 1893 ha sede a Palazzo Loredan e nel 1999 ha acquisito la seconda sede di Palazzo Franchetti, inaugurato nel 2004. L'Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti è un'Accademia che "ha per fine l’incremento, la diffusione e la tutela delle scienze, delle lettere ed arti"[27].

[modifica] Conservatori

Il Veneto vanta una tradizione prestigiosa nell'ambito della formazione musicale, è una terra rinomata per la qualità dei suoi cori polifonici e le sue orchestre. In regione vi sono sette conservatori statali di musica:

[modifica] Altri istituti e fondazioni

  • Fondazione CUOA
    La Fondazione CUOA è una scuola di formazione manageriale italiana. Il modello della scuola è basato su collegamento e collaborazione con il mondo delle imprese e delle istituzioni. I docenti provengono dal mondo accademico, dalle imprese, dalle organizzazioni pubbliche e private, dalle professioni. Si rivolge a neolaureati, imprenditori, dirigenti e funzionari d'azienda, della pubblica amministrazione.

[modifica] Religione

Una delle cinque sinagoghe presenti nel Ghetto di Venezia

La presenza religiosa in Veneto ha da sempre dato vita a numerose istituzioni ed edifici di culto, soprattutto nella città lagunare, ma non solo. Antonio di Padova, noto in città con il nome Il Santo, fu prima monaco agostiniano a Coimbra (1210), poi (1220) francescano. Viaggiò molto vivendo prima in Portogallo quindi in Italia e in Francia. Nel 1221 si recò al Capitolo Generale ad Assisi dove vide di persona Francesco. Professore di teologia e valente predicatore, fu inviato da Francesco d'Assisi a combattere l'eresia catara in Francia. Fu trasferito poi a Bologna e quindi a Padova. Morì all'età di 36 anni. Definito da molti cattolici come Taumaturgo cioè autore di prodigi, per la notevole mole di eventi miracolosi a lui ascritti sin dai primi tempi dopo la sua morte e fino ad oggi.

La figura di Marco evangelista, legata alla città di Venezia, si dipana in una serie di tradizioni orali, spesso in contrasto tra loro. Una tradizione lo vuole evangelizzatore in Egitto e fondatore della chiesa di Alessandria che lo vuole come suo primo vescovo. Altra tradizione vuole che Marco - prima di rientrare in Egitto - fosse stato inviato da Pietro nella metropoli alto-adriatica di Aquileia - capoluogo della X Regio Venetia et Histria - per curare l'evangelizzazione dell'area nord-est. A Marco si deve la scelta dei primi Vescovi della Chiesa-madre di Aquileia (Ermagora e Fortunato) dalla quale deriverà, in tempi e per complesse vicende successive, il titolo del Patriarca di Grado poi assorbito da Venezia. Dopo la sua morte ad Alessandria, le spoglie del santo vengono trafugate da mercanti veneziani nell'828 a Venezia dove pochi anni dopo verrà dato inizio alla costruzione della Basilica che ancora oggi ospita le sue reliquie. Tra i luoghi di culto, oggetto di pellegrinaggi, va ricordato il Santuario della Madonna di Monte Berico a Vicenza, il Santuario della Madonna della Corona, nelle montagne veronesi, e il Santuario della Madonna del Covolo, edificio progettato da Antonio Canova situato sulle pendici del monte Grappa. La fede Cristiana si fuse in tale maniera con la tradizione popolare e la vita quotidiana dei veneti che proprio a Verona sorse una nuova arte, unica al mondo: la famosa tecnica dei concerti di campane alla Veronese.

Il Veneto ha dato i natali ad alcuni Pontefici della Chiesa Cattolica, tra cui vanno ricordati Papa Pio X e Papa Giovanni Paolo I. Inoltre, il Papa Giovanni Paolo II (Karol Woytila), trascorse molte delle sue vacanze nelle montagne venete, soprattutto nel Comelico e a Lorenzago, in Cadore. Proprio questi luoghi, ora, sono oggetto di un progetto di valorizzazione per mezzo del cammino delle dolomiti[28]: un percorso ad anello che tocca i luoghi più importanti della spiritualità presenti nella montagna bellunese.

Notevoli le presenze di altre confessioni religiose. La confessione protestante, presente in numerose città con chiese luterane, anglicane, valdesi e metodiste, ha trovato nella Serenissima un ambiente che ha permesso la diffusione della cultura evangelica, data anche la presenza di case editrici. Alcune chiese ortodosse si possono trovare a Venezia, oggi rivitalizzate dalla presenza di molte persone provenienti dall'est europeo di tradizione ortodossa. La più importante è la chiesa di San Giorgio dei Greci.

Altra presenza storica, e anche ora molto attiva, è quella della comunità ebraica nel ghetto di Venezia, quartiere presente nel sestiere di Cannaregio. A Venezia tale comunità crebbe godendo inizialmente di un clima di relativa tolleranza, finché il Consiglio dei Pregadi (Senato) dispose il 29 marzo 1516 che tutti gli ebrei dovessero obbligatoriamente risiedere nel “Ghetto nuovo”. Nasce così un’istituzione che verrà poi ampiamente applicata anche nel resto d’Europa. Con la caduta della Repubblica e l’avvento di Napoleone furono eliminate le discriminazioni nei confronti degli ebrei i quali furono equiparati in tutto agli altri cittadini. Le porte del ghetto furono eliminate così come l’obbligo di residenza. Al giorno d’oggi questo complesso è rimasto abbastanza integro anche se gli ebrei veneziani sono ormai poche centinaia. Due sinagoghe sono tuttora aperte al culto e quasi tutti gli altri edifici della comunità svolgono ancora funzioni istituzionali (museo, casa di riposo ecc.). Un'altra comunità ebraica si può trovare nel ghetto di Padova.

Nel territorio del Veneto, non sono attualmente presenti moschee di dimensioni importanti: esistono, tuttavia, dei luoghi di culto per i fedeli mussulmani, ed alcuni progetti di realizzazione di moschee.

[modifica] Cultura

[modifica] Letteratura e Teatro in lingua italiana

[modifica] Il Novecento

Mario Rigoni Stern

Tra gli scrittori del '900 che hanno lasciato un'importante traccia nel panorama culturale italiano, vanno sicuramente citati alcuni importanti scrittori veneti. Tra questi occorre citare sicuramente Giuseppe Berto, autore di Anonimo Veneziano, Il Male oscuro e Il cielo è rosso.
Inoltre, va ricordato Mario Rigoni Stern (1921-2008), il quale, nato e cresciuto ad Asiago, ha saputo raccontare i personaggi, i colori, si suoni e i silenzi dell'altopiano di Asiago a cui si è sempre sentito legato. In tal senso, una delle opere più rappresentative è il Bosco degli urogalli, o Uomini, boschi, api. Ma l'esperienza della campagna di Russia ha segnato la sua vita e ha ispirato dei veri e propri capolavori come Il sergente nella neve.

Il trevigiano Giovanni Comisso (1895-1969) è stato senza dubbio uno dei più estrosi e dei più attivi giornalisti e scrittori. Tra le sue opere meritano di essere ricordate La mia casa di campagna e Un gatto attraversa a strada.

Luigi Meneghello (1922-2007), vicentino di Malo, è l'autore di numerosi romanzi tra cui Libera nos a Malo e Pomo Pero, libri nei quali l'elemento ispiratore è l'ambiente paesano di Malo. Meneghello utilizza uno stile originale, basato su un registro colto e raffinato, nel quale inserisce neologismi o espressioni venete italianizzate.

Tra gli altri scrittori vanno segnalati:

[modifica] I nostri giorni

Marco Paolini

Per quanto concerne la letteratura contemporanea, Giuliano Scabia ha saputo conquistare un posto nell'ambito del panorama veneto e nazionale, grazie soprattutto al romanzo "Nane Oca", nei quali l'atmosfera delle storie popolari si mescola alla creatività linguistica e narrativa creando una storia raffinata, fatta di vicende che si rimandano, di personaggi che si moltiplicano, per creare quell'atmosfera tipica del racconto orale veneto.

Alberto Ongaro è autore di numerosi romanzi, quali "La partita", "La taverna del doge Loredan", e "L'ombra abitata", che, insieme all'amico veneziano Hugo Pratt, tradurrà in fumetti.

Romolo Bugaro, padovano di nascita, nel romanzo "La buona e brava gente della nazione" (premio Campiello nel 1998) scrive e racconta della vita di trentenni di provincia che scoprono la disillusione di tutto ciò che la giovinezza aveva portato a sognare. Lo stile denso, che prende forma in una scrittura barocca che, però, accompagna dialoghi serrati ma linguisticamente poveri, accentua questo conflitto tra un atteggiamento pomposo ed una dissoluzione linguistica e sociale.

Tiziano Scarpa, autore di numerosissimi romanzi, è anche molto attivo sul piano teatrale, con attività pubbliche di letture in piazze e teatri; importanti sono anche le sue collaborazioni con musicisti e scrittori. Ha scritto i romanzi Occhi sulla graticola (Einaudi, 1996), Kamikaze d'occidente (Rizzoli, 2003) e Stabat Mater (Einaudi, 2008); le raccolte di racconti Amore® (Einaudi, 1998), Cosa voglio da te (Einaudi, 2003) e Amami, in cui accompagna con sessanta microstorie altrettante immagini di Massimo Giacon (Mondadori, 2007); la raccolta di aforismi Corpo (Einaudi, 2004); il libro di interventi critici Cos'è questo fracasso? (Einaudi, 2000), il poema Groppi d'amore nella scuraglia (Einaudi, 2005). Nel 2006 esce per Fanucci il libro Batticuore fuorilegge, raccolta di interventi, saggi, racconti e poesie uscite su giornali e siti web. Comuni mortali, contiene tre testi teatrali: Comuni mortali, Gli straccioni e Il professor Manganelli e l'ingegner Gadda (Effigie, 2007). Nel 2008, oltre a Stabat Mater, sono usciti la raccolta di poesie Discorso di una guida turistica di fronte al tramonto (Amos edizioni, 2008) e il testo teatrale L'inseguitore (Feltrinelli, 2008). Nel 2000 ha pubblicato per Feltrinelli la guida Venezia è un pesce, opera che nel 2002 ha letto ad alta voce e pubblicato per il Narratore audiolibri editrice.

Marco Paolini è autore teatrale e interprete di un repertorio che appartiene al cosiddetto teatro civile. La sua attività si distingue per il gusto dello studio dei testi e della ricerca delle fonti e per l'accostamento continuo dei fatti a trovate teatrali spesso dissacranti e ironiche. I suoi spettacoli sono per la gran parte sviluppati in monologhi spesso recitati in lingua veneta. Fino al 1994 Paolini ha lavorato in vari gruppi teatrali: Teatro degli Stracci, Studio 900 di Treviso, Tag Teatro di Mestre e Laboratorio Teatro Settimo. Con quest'ultimo ha realizzato Adriatico (1987), il primo della serie degli Album, e ha partecipato all'allestimento di diversi spettacoli teatrali, rivedendo fra gli altri Shakespeare e Goldoni. Negli anni Novanta inizia a collaborare con la Cooperativa Moby Dick - Teatri della Riviera con cui ha realizzato spettacoli come Il racconto del Vajont, Appunti foresti, Il milione - Quaderno veneziano di Marco Paolini e i Bestiari (raccolta di spettacoli dedicati al recupero della cultura locale, in particolare veneta). Proprio grazie a Il racconto del Vajont Paolini arriva al grande pubblico; lo spettacolo vince nel 1995 il Premio Speciale Ubu per il Teatro Politico, nel 1996 il Premio Idi per la migliore novità italiana e nel 1997 l'Oscar della televisione come miglior programma dell'anno, per la trasmissione televisiva su Rai Due dello spettacolo (in diretta dalla diga del Vajont il 9 ottobre 1997, anniversario del disastro del Vajont).[29]

Ivan Crico, poeta, si esprime in lingua ed impiegando il dialetto bisiaco un'antica varietà della lingua veneta. Discende, per via paterna, da una nobile famiglia veneta di Feltre. Nel 1999 ha ideato e fondato, assieme al poeta Pierluigi Cappello, La barca di Babele, una collana di poesia, che accoglie autori noti dell’area veneta, friulana e triestina. È impegnato in un’intensa attività artistica e di diffusione della cultura veneta anche nelle scuole e in campo istituzionale all'interno di un progetto legislativo di valorizzazione delle varietà venete del Friuli Venezia Giulia. Varie e significative sono le iniziative culturali sviluppate nel Veneto, Friuli Venezia Giulia, Austria, Slovenia e Croazia che fanno capo a questo poeta, legate alla poesia, alla saggistica, a convegni per la valorizzazione dei dialetti e delle lingue minoritarie europee, alla reciproca conoscenza fra i vari popoli, anche in collaborazione con studiosi e poeti veneti, sloveni, austriaci, sardi, siciliani, francesi e catalani. Con recensioni ed interviste a noti esponenti del mondo artistico nazionale (da Marco Paolini a Toti Scialoja fino alla cantante Elisa) collabora da una ventina d'anni con diverse riviste nazionali. Nel 2009 ha ricevuto il Premio Nazionale di Poesia Biagio Marin, il massimo riconoscimento in Italia per la poesia in dialetto e nelle lingue delle minoranze linguistiche storiche.

[modifica] Musicisti

Antonio Salieri
Antonio Vivaldi
  • Antonio Salieri (Legnago, 18 agosto 1750 – Vienna, 7 maggio 1825) è stato un direttore d'orchestra e compositore italiano di musica sacra, classica e lirica. Fu il compositore più famoso e importante d'Europa ai suoi tempi.
  • Calicanto
    gruppo folk che riprende temi tradizionali della tradizione veneta rielaborandoli in lavori di alto livello artistico.
  • Baldassare Galuppi
    (Burano, 18 ottobre 1706Venezia, 3 gennaio 1785) è stato un compositore e organista italiano. Galuppi era nella sua epoca molto famoso per le sue opere, sia buffe che serie, per i suoi lavori sacri e per la musica per tastiera. Il suo stile melodico, elegante e flessibile s'incontrò con la poetica del Goldoni: questa collaborazione segnò la nascita e la diffusione in tutta Europa (dopo il 1749) del dramma giocoso.
  • Antonio Vivaldi
    Fu uno dei violinisti più virtuosi del suo tempo, sicuramente il più ammirato, e uno dei più grandi compositori di musica barocca. Considerato unanimemente il più importante, influente e originale compositore della penisola italiana della sua epoca, Vivaldi contribuì significativamente allo sviluppo del concerto, soprattutto solistico, genere iniziato da Giuseppe Torelli, e della tecnica del violino e dell'orchestrazione. Non trascurò inoltre l'opera lirica. Vastissima la sua opera compositiva che comprende inoltre numerosi concerti, sonate e brani di musica sacra.
  • Giuseppe Sinopoli
    è stato un direttore d'orchestra, compositore e saggista italiano.

[modifica] La lingua

[modifica] Il panorama linguistico

Nella Regione sono parlate, oltre all'italiano e al veneto, almeno altre cinque lingue: il cimbro, il ladino, il friulano e il tedesco, e il dialetto ferrarese.

Nonostante la notevole pressione dell'italiano, il Veneto si caratterizza per una forte conservazione della propria lingua storica, distinta in diverse varietà. Secondo le statistiche, è compresa da quasi il 70% della popolazione[30], con una sostanziale diglossia veneto-italiano. La vivacità della lingua veneta è confermata dal fiorire di iniziative culturali ed editoriali che, soprattutto in questi ultimi anni, hanno visto un moltiplicarsi di pubblicazioni. La forte riscoperta delle identità storico-linguistiche è stata recentemente sancita da una legge della Regione Veneto volta alla valorizzazione, alla tutela e alla diffusione della Lingua Veneta. La proposta di legge è stata approvata dal consiglio regionale a stragrande maggioranza il 28 marzo 2007[31].

Le altre lingue sono diffuse in aree molto limitate e parlate da minoranze che, spesso, antepongono ai loro idiomi l'italiano.

  • Il cimbro era un tempo molto diffuso nell'Altopiano di Asiago e nella Lessinia veronese, ma attualmente non è molto parlato. Nell'era Fascista la lingua Cimbra è stata proibita e chi la parlava veniva considerato spia nemica. Nel complesso resiste ancora nelle "roccaforti" di Giazza e Roana e in molte contrade Altopianesi.
  • Un dialetto di tipo bavaro-tirolese è parlato invece dalla popolazione della celebre località turistica di Sappada (BL), comunità germanofona culturalmente molto vivace.

Se all'interno della Regione Veneto esistono diverse comunità allofone, specularmente, venetofone sono alcune aree delle regioni confinanti, in particolare il Friuli Venezia-Giulia meridionale (parte della Provincia di Pordenone, tutta la zona costiera da Lignano Sabbiadoro fino a Muggia), il Trentino meridionale e parte della provincia di Mantova.

[modifica] Varietà e caratteristiche

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Lingua veneta.
Mappa dialettale italiana

Il veneto parlato nella Regione Veneto si divide essenzialmente in quattro macroaree, ognuna con caratteristiche proprie, pur non perdendo mai la sostanziale unitarietà linguistica. L'area più vasta è quella centrale, comprendente la provincia di Padova e Vicenza, gran parte della provincia di Rovigo e parte della provincia di Venezia: tra i fenomeni più interessanti che la caratterizzano, oltre a una marcata conservazione delle vocali atone finali, vi è il fenomeno della metafonesi. Questa è invece assente nell'area veneziana, che si estende su tutta la laguna veneta, da Chioggia fino a Caorle e ha storicamente costituito il riferimento su cui si è modellata la koinè linguistica veneta. Da registrare in quest'area una minore conservazione della vocali atone finali. Questo fenomeno diviene ancora più marcato nelle altre due aree, quella settentrionale trevisano-bellunese, in cui sono ancora vive le interdentali sorde e sonore, e quella veronese, in cui emerge talvolta il sostrato gallo-italico.

[modifica] Letteratura e Teatro in lingua veneta

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Letteratura in lingua veneta.

La letteratura in lingua veneta affonda le sue radici nella produzione di testi poetici e in prosa in lingua volgare, che si sviluppa nell'area corrispondente all'incirca all'odierna Regione Veneto a partire dal XII secolo. La letteratura veneta, dopo un primo periodo di splendore nel Cinquecento con il successo di artisti come il Ruzante, giunge al suo massimo apogeo nel Settecento, grazie all'opera del suo massimo esponente, il drammaturgo Carlo Goldoni. Successivamente la produzione letteraria in lingua veneta subisce un periodo di declino a seguito della caduta della Repubblica di Venezia, riuscendo comunque nel corso del Novecento a raggiungere vette liriche mirabili con poeti come Giacomo Noventa, Biagio Marin di Grado, Virgilio Giotti di Trieste, Andrea Zanzotto, fino ad arrivare, nei tempi più recenti, ad autori come Ernesto Calzavara, Eugenio Tomiolo, Claudio Grisancich, Luciano Cecchinel, Gianmario Villalta e Ivan Crico.

[modifica] Poeti

[modifica] Teatri

Teatro la Fenice
Teatro Verdi
Teatro Salieri
  • Teatro La Fenice
    Il Teatro La Fenice è il principale teatro lirico di Venezia. Più volte distrutto dal fuoco e riedificato, è sede di una importante stagione operistica e del Festival internazionale di musica contemporanea. Il Teatro la Fenice di Venezia venne progettato nel 1790 da Gian Antonio Selva per una società di palchettisti dell'aristocrazia di Venezia; il teatro veneziano fu costruito celermente nonostante le numerose polemiche sulla sua collocazione e sulla sua struttura razionalista e neoclassica.
  • Teatro Malibran
    Il Teatro Malibran è un teatro veneziano. È noto soprattutto per la sua importanza in ambito operistico che ebbe tra il XVII e il XVIII secolo, quando portava il nome di Teatro San Giovanni Grisostomo.
  • Teatro stabile del Veneto "Carlo Goldoni"
    Il Teatro "Carlo Goldoni" di Venezia corrisponde all'antico Teatro Vendramin, detto anche di San Salvador o di San Luca, e fu inaugurato nel 1622. Il Teatro Carlo Goldoni è ubicato in prossimità del Ponte di Rialto, nel centro storico di Venezia. È un teatro all'italiana, con la sala strutturata in platea e quattro ordini di palchi-galleria, per una capienza totale di 800 posti; il palcoscenico è largo 12 metri e profondo 11,20 ed è dotato di graticcio in ferro. Il Teatro Goldoni ospita la Stagione di Prosa organizzata dal Teatro Stabile del Veneto "Carlo Goldoni", la rassegna di Teatro Ragazzi, lirica, concerti, balletti e altre manifestazioni in concessione.
  • Teatro Verdi (Padova)
    Il Teatro Verdi è il principale teatro padovano. L'edificio, commissionato da una società di nobili padovani, venne realizzato dall'architetto padovano Giovanni Gloria su progetto dell'architetto Antonio Cugini di Reggio Emilia. Attualmente il Verdi è la sede operativa del Teatro Stabile del Veneto.
  • Teatro Olimpico
    Il Teatro Olimpico è un teatro progettato dall'architetto rinascimentale Andrea Palladio nel 1580 e sito in Vicenza. È generalmente ritenuto il primo esempio di teatro stabile coperto dell'epoca moderna. La realizzazione del teatro, all'interno di un preesistente complesso medievale, venne commissionata a Palladio dall'Accademia Olimpica per la messa in scena di commedie classiche. La sua costruzione iniziò nel 1580 e venne inaugurato il 3 marzo 1585, dopo la realizzazione delle celebri scene fisse di Vincenzo Scamozzi. Tali strutture lignee sono le uniche d'epoca rinascimentale ad essere giunte fino a noi, peraltro in ottimo stato di conservazione. Il teatro è tuttora sede di rappresentazioni e concerti ed è stato incluso nel 1994 nella lista dei Patrimoni dell'umanità dell'UNESCO, come le altre opere palladiane a Vicenza.
  • Teatro Filarmonico (Verona)
    Il Teatro Filarmonico è il principale teatro d'opera di Verona. È di proprietà dell'Accademia Filarmonica di Verona, fin dalla sua fondazione, ma viene utilizzato dalla fondazione dell'Arena come sede della stagione lirica invernale.
  • Teatro romano di Verona
    Il teatro romano di Verona sorge nella parte settentrionale della città, ai piedi di colle San Pietro.Questo teatro è stato costruito alla fine del I secolo a.C., periodo che a Verona ha visto la monumentalizzazione del colle San Pietro. Prima della sua costruzione tra il ponte Pietra ed il ponte Postumio vennero costruiti dei muraglioni sull'Adige, paralleli al teatro stesso, per difenderlo da eventuali piene del fiume. È ritenuto il più importante teatro romano del nord Italia. Attualmente viene utilizzato per rassegne di prosa durante la stagione estiva.

[modifica] Beni protetti dall'UNESCO

Nome e Descrizione Immagine
L'Orto Botanico di Padova

è stato inserito tra i beni patrimonio dell'UNESCO nel 1997 con la seguente motivazione: L'Orto botanico di Padova è all'origine di tutti gli orti botanici del mondo e rappresenta la culla della scienza, degli scambi scientifici e della comprensione delle relazioni tra la natura e la cultura. Ha largamente contribuito al progresso di numerose discipline scientifiche moderne, in particolare la botanica, la medicina, la chimica, l'ecologia e la farmacia.

L'Orto Botanico di Padova

Verona

iscritta nel 2000 con le seguenti motivazioni: Per la sua struttura urbana e per la sua architettura, Verona è uno splendido esempio di città che si è sviluppata progressivamente e ininterrottamente durante duemila anni, integrando elementi artistici di altissima qualità dei diversi periodi che si sono succeduti. Verona rappresenta in modo eccezionale il concetto della città fortificata in più tappe determinanti della storia europea.

Il Ponte di Pietra a Verona

Vicenza

iscritta nel 1994 con la seguente motivazione: Vicenza costituisce una realizzazione artistica eccezionale per i numerosi contributi architettonici di Andrea Palladio, che, integrati in un tessuto storico, ne determina il carattere d’insieme. Grazie alla sua tipica struttura architettonica, la città ha esercitato una forte influenza sulla storia dell’Architettura, dettando le regole dell’urbanesimo nella maggior parte dei paesi europei e del mondo intero.

Palazzo Chiericati a Vicenza

Venezia

iscritta nel 1987 con le seguenti giustificazioni: rappresenta un capolavoro del genio creativo umano. Mostra un importante scambio di valori umani, in un periodo o in un'area culturale del mondo, negli sviluppi dell'architettura e delle tecnologie, dell'arte monumentale, urbanistica o paesaggistica. Porta una testimonianza unica o per lo meno eccezionale di una tradizione culturale o di una civiltà esistente o del passato. È un eccezionale esempio di un tipo di costruzione o di complesso architettonico o tecnologico o paesaggistico che sia testimonianza di importanti tappe della storia umana. È un eccezionale esempio di un tradizionale insediamento umano o di occupazione del territorio che rappresenta una cultura (o più culture) specialmente quando è messa in pericolo da mutamenti irreversibili. È direttamente o materialmente legato ad eventi o tradizioni in vita, con idee, con credi, con lavori artistici o letterari d'eccezionale valore universale (il comitato ritiene che questo criterio giustificherebbe l'inclusione nelle liste soltanto in circostanze eccezionali congiuntamente ad altri criteri culturali o naturali).

L'isola di San Giorgio a Venezia

Le Dolomiti

iscritte nel 2009 in quanto soddisfano i seguenti criteri: rappresentare dei fenomeni naturali o atmosfere di una bellezza naturale e di una importanza estetica eccezionale; essere uno degli esempi rappresentativi di grandi epoche storiche a testimonianza della vita o dei processi geologici.

Il Pomagagnon

[modifica] Proverbi

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Proverbi del Veneto.
  • A lavar la testa a l'aseno (al molton) se perde aqua e anca saon.
A lavar la testa all'asino (al montone) si perde acqua e anche sapone.
  • Amor de fradei, amor de cortei.
Amore tra fratelli è amore di coltelli.
  • A magnar massa puina, tanto no se camina.
Mangiando troppa ricotta non si cammina.
  • Anguria e molon tutto par la so stajon.
Anguria e melone tutto per la sua stagione.
  • Anara lessa e bigolo tondo, a la sera contenta el mondo.
Anitra lessa e spaghetti, alla sera rendono felice.
  • Batar le nose, spalar la neve e copar la jente iè tri laori che no i serve a gnente.
Battere le noci (per farle cadere al suolo), spalare la neve e uccidere la gente sono lavori che non servono a nulla.
  • Bona gente e tenporai, dai monti no i vien mai.
Buona gente e temporali, dalle montagne non arrivano.
  • Butar l'è parente de piànxer.
Buttare è parente del piangere.

[modifica] Folclore

[modifica] Feste tradizionali

Casera durante la festa del Pan e Vin a Cinto Caomaggiore
La maschera del Papà del Gnoco a Verona
  • Festa del Popolo Veneto: fissata il 25 marzo dal Consiglio Regionale in corrispondenza con la ricorrenza della fondazione di Venezia[31].
  • Festa del grande Federico Frehner: fissata il 21 giugno che viene festeggiata solo a Belluno dai contadini. È tradizione che vengano bruciate venti vigne ogni cinque anni per ottenere una vendemmia ricca.
  • Festa del Redentore: si svolge la terza domenica di luglio nella città lagunare con spettacoli pirotecnici e processioni fino alla Chiesa del Redentore, ma anche in tutto l'entroterra, quando la gente si ritrova alla sera per mangiare all'aperto e guardare gli spettacoli pirotecnici organizzati nei vari paesi.
  • Festa di Sant'Antonio da Padova: si svolge il 13 giugno, e prevede una processione per le vie del centro di Padova.
  • Festa del Pan e Vin: si svolge nei giorni vicini all'Epifania, e prevede dei falò in piazza o nei cortili delle case di campagna, attorno ai quali ci si trova per mangiare la pinza (dolce veneto) e vin brulé. La sua origine è antichissima e pare risalga a riti protostorici. Attualmente è ancora molto diffusa e sentita.
  • Regata Storica: si svolge la prima domenica di settembre a Venezia e coinvolge la cittadinanza in una gara di voga alla veneta accompagnata da sfilate in barche storiche.
  • Partita a scacchi di Marostica: la partita a scacchi di Marostica[32] si svolge nella piazza sotto il castello di Marostica che ricorda una scacchiera e rievoca una partita che, secondo la tradizione odierna, si sarebbe svolta verso l'anno 1454 tra due nobili giovani.
  • Papà del Gnoco: si svolge l'ultimo venerdì del Carnevale a Verona, ed è caratterizzata dalla maschera del papà del gnoco, la più antica maschera veronese.
  • Bati marso o bruxa marso: festa popolare che avviene ai primi di marzo in quello che un tempo era il capodanno veneto. In questi giorni si bruciano dei falò per risvegliare la nartura e alcuni bambini girano per il paese e la campagna facendo rumori con pentole o utensili di lavoro. Tali riti sopravvivono soprattutto nella fascia pedemontana da Verona e Vicenza fino a Treviso.

[modifica] Sagre

[modifica] Eventi

Molti gli eventi che animano la vita culturale della regione, alcuni dei quali anche di richiamo internazionale. Fra tutti, vanno segnalati i seguenti:

  • Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia
  • Biennale di Venezia: ente no-profit di promozione artistica che si divide nei settori musica, architettura, danza, cinema (di cui la mostra del cinema è una produzione)e teatro.
  • Festival Lirico Areniano: si tiene ogni estate all'Arena di Verona, dove vengono allestite le opere liriche più famose.
  • Veneto Jazz Festival: festival di danza e musica jazz che si svolge nei luoghi più suggestivi della regione, soprattutto nella pedemontana (Bassano del Grappa, Marostica, ecc...).
  • Operaestate Festival Veneto: festival musicale che si tiene a Bassano del Grappa ogni anno.
  • Incontri Asolani - Festival Internazionale di Musica da Camera: rassegna di musica da camera di richiamo internazionale, ha luogo nei luoghi suggestivi di Asolo.
  • Veneto Film Festival: rete di festival cinematografici che hanno luogo nella regione, tra cui:
    • Lago Film Fest: si tiene presso il lago di Revine, e riguarda il mondo dell'immagine, allargando il concetto di cinema, per mezzo di proiezioni, dibattiti, incontri e cene.
    • Circuito Off: si tiene nell'isola di San Servolo a Venezia, ed ospita cortometraggi di giovani registi emergenti a livello internazionale.
    • Euganea Movie Movement: si tiene a Monselice e nei Colli Euganei, ed è dedicato ai cortometraggi e ai documentari.
    • Film Festival della Lessinia: si tiene in Lessinia, dedicato esclusivamente a tutto ciò che riguarda la montagna.
    • Gallio Festival del cinema italiano: festival di opere prime italiane; si tiene a Gallio, sull'altopiano di Asiago.
  • Premio Campiello (Venezia): premio di scrittura
  • Mostra Internazionale dell'Illustrazione per l'Infanzia di Sarmede: mostra che si svolge ogni anno e che raccoglie illustrazioni per l'infanzia provenienti da tutto il mondo.
  • Cortina InConTra: è una serie di incontri che avvengono a Cortina d'Ampezzo, dove alcuni ospiti illustri dibattono di cultura, attualità, politica e società. Molti i politici che vi prendono parte, facendo di questo evento uno dei più seguiti durante i mesi estivi.
  • Rassegna Internazionale di Canto Corale di Mel in provincia di Belluno è un Festival suddiviso in tre serate in cui si esibiscono tra la fine di giugno e l'inizio di luglio i più prestigiosi cori polifonici provenienti da tutto il mondo.
  • Vivavoce: festival internazionale di musica a cappella; si tiene principalmente in teatri e chiese di Treviso e Castelfranco Veneto.

[modifica] Enogastronomia

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Prodotti agroalimentari tradizionali veneti.

La presenza di zone umide molto importanti, quali il Delta del Po, e la presenza di numerosi fiumi e corsi d'acqua hanno permesso la coltivazione di moltissime specie vegetali. Inoltre, la varietà di terreni e di altitudini, hanno reso possibile la diversificazione delle colture.

Di seguito viene riportato un breve elenco di alcune delle produzioni tradizionali regionali:

[modifica] Piatti tipici

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi le voci Cucina veneziana e Cucina vicentina.
Il fegato alla veneziana con polenta bianca di mais Biancoperla
Una tecia di bigoli con l'anatra

Il contributo delle culture con le quali, storicamente, la Repubblica di Venezia entrò in contatto, è evidente anche nella tradizione culinaria della regione. Infatti, la presenza di elementi provenienti da culture del Medio e dell'Estremo Oriente si può riscontrare sia nei piatti veneziani sia in quelli regionali. Tuttavia, va evidenziata la differenza tra zone montane, zone di pianura e zone costiere, dove la diversità di prodotti offerti dall'agricoltura o dalla pesca ha determinato una diversità anche culinaria, prediligendo piatti a base di carne e formaggi nelle zone montane, ortaggi, carni suine e ovine in pianura, piatti di pesce nelle zone costiere.

Di seguito un elenco dei piatti tipici più apprezzati:

  • Pearà: salsa fatta con brodo, pane grattugiato e midollo di bue. Serve ad accompagnare i piatti di carne bollita.
  • Sardełe in saor: sarde fritte lasciate macerare in una salsa composta di aceto e cipolle, uva passa, pinoli e zucchero. È un piatto soprattutto veneziano, e pare fosse usato nei lunghi viaggi compiuti da Marco Polo: la marinatura delle sarde nel composto agrodolce, permetterebbe una buona conservazione del preparato, consentendo così una buona conservazione, soprattutto nei lunghi viaggi.
  • Baccalà alla vicentina: piatto vicentino fatto con stoccafisso lasciato in ammollo e poi pestato, infarinato e cotto a fuoco lentissimo con latte e olio in uguali quantità. Ricetta molto antica che si tramanda di generazione in generazione.
  • Baccalà mantecato: piatto veneziano che consiste nel pestare al mortaio dello stoccafisso aggiungendo olio di oliva, fino ad ottenerne una crema omogenea.
  • Fegato alla veneziana: fegato preparato con cipolle e aceto o vino bianco.
  • Polenta bianca: polenta dal colore bianco ottenuta con il mais biancoperla.
  • Bigoli al ragù d'anatra: pasta fatta in casa, simile agli spaghetti condita con ragù di carne d'anatra. Tipica della pianura veneta e della pedemontana.
  • Bigoli in salsa: bigoli conditi con una salsa di acciughe sotto sale e cipolle.
  • Risi e bisi: risotto di piselli, tipico della pianura veneta.
  • Risotto nero: Fatto con il nero di seppia.
  • Seppie alla veneziana: seppie cotte in umido con una salsa a base di pomidoro e cipolle, a cui si aggiungono i sacchetti di nero di seppia.
  • Polenta e oxełi: polenta con cacciagione (uccellini).
  • Schiz: formaggio di malga cotto, accompagnato da polenta. Piatto bellunese.
  • Pastin: carne di suino tritata e lasciata macerare
  • Toresan di Breganze: piccione selvatico fatto allo spiedo
  • Gnocchi alle granseole
  • Crema fritta: crema pasticcera preparata in modo da ottenerla molto densa, tagliata a losanghe successivamente fritte.
  • Pinza: dolce antichissimo, preparato con pane raffermo, latte, fichi secchi, uvetta, semi di finocchio e polenta. È tradizione mangiarlo nelle festività dell'Epifania, accompagnato dal vin brulé.
  • Załeti[33]: biscotti fatti con farina per polenta, uvetta e prosecco. Il nome deriva dal colore giallo (zalo in veneto).
  • Bussolai o bussolà: biscotti semplici fatti con burro di forma circolare.
  • Baicoli: Particolare biscotto secco veneziano
  • Pandoro o nadałin: dolce natalizio veronese, ormai diffuso anche a livello nazionale grazie alla produzione industriale.

[modifica] Vini

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Vini del Veneto.
Alcuni vigneti nei pressi di Farra di Soligo

Tra i vini veneti più famosi vanno ricordati i seguenti:

[modifica] Sport

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi la voce Sport in Veneto.

Diverse sono le società venete che eccellono in campo sportivo, ma tra tutte si segnalano quelle di Treviso, che di fatto rappresentano un polo di eccellenza sportivo a livello regionale e nazionale.

Nella Pallacanestro si possono citare la squadra maschile di Treviso e quella femminile di Schio, nella Pallavolo il team maschile di Treviso e quello femminile di Conegliano, mentre nel Rugby l'egemonia a livello regionale e nazionale viene contesa dalle squadre di Treviso, Padova e Rovigo. Anche il football americano è presente in veneto con le squadre Islanders Venezia, Saints Padova e Redskin Verona, tutte militanti nel campionato nazionale. Infine nell'Hockey su ghiaccio, importante la tradizione sportiva della squadra di Cortina.

Nel calcio c'è una squadra che gioca in Serie A (Chievo Verona); tre in Serie B (Vicenza, Padova, Cittadella); due in Lega Pro Prima Divisione (Verona, Portogruaro); due in Lega Pro Seconda Divisione (Bassano, Sambonifacese). L'unico scudetto l'ha conquistato l'Hellas Verona nella stagione 1984-85, mentre l'unica Coppa Italia è stata vinta dal Vicenza nel 1997.

[modifica] Note

  1. ^ Dato ISTAT. URL consultato il 30-06-2009.
  2. ^ Articolo 2 dello statuto della Regione Veneto, approvato dal Parlamento italiano con legge n. 340 del 1971. L'altra regione è la Sardegna
  3. ^ Dato Regione Veneto. URL consultato il 31-12-2007.
  4. ^ Tratto da www.venus.unive.it (file PDF). URL consultato il 22-09-2008.
  5. ^ Tratto da www.rbvex.it. URL consultato il 22-09-2008.
  6. ^ Dato demo ISTAT. URL consultato il 31-03-2009.
  7. ^ a b c Veneto in L'Enciclopedia Geografica - vol. 1, Milano, Corriere della Sera, pp. 294-295 ISSN 1824-9280.
  8. ^ Dato Censis, riportato nel Rapporto annuale 2008, sezione La società italiana al 2008, pp.19-23 (vedi sito Censis. URL consultato il 11-12-2008.
  9. ^ Vedi dati ISTAT. URL consultato il 31-12-2008.
  10. ^ Fonte:http://demo.istat.it/str2008/index.html Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre per sesso e cittadinanza ISTAT 2009.
  11. ^ Vedi dati ISTAT. URL consultato il 31-12-2008.
  12. ^ Dato demo ISTAT. URL consultato il 23-11-2009.
  13. ^ Dato fornito dal Sistema Statistico Regionale. URL consultato il 28-12-2008.
  14. ^ Dato fornito dal Sistema Statistico Regionale. URL consultato il 28-12-2008.
  15. ^ Dato fornito dal Sistema Statistico Regionale. URL consultato il 28-12-2008.
  16. ^ . URL consultato il 28-12-2008.
  17. ^ Elenco delle località nel portale turistico regionale. URL consultato il 31-12-2008.
  18. ^ Dato Regione Veneto. URL consultato il 04-01-09.
  19. ^ Informazione fornita da Dir. Sistema Statistico Regionale. URL consultato il 28-12-2008.
  20. ^ Tratto da regione.veneto.it. URL consultato il 22-09-2008.
  21. ^ Tratto da consiglioveneto.it. URL consultato il 22-09-2008.
  22. ^ Nonostante in Italia il concetto di tangenziale non sia né menzionato né di conseguenza spiegato nel Codice della Strada, in alcuni segnali stradali l'A57 è definita tangenziale. Esempi:
  23. ^ Dato ISTAT. URL consultato il 22-09-2008.
  24. ^ Tratto da http://www.asca.it. URL consultato il 17-11-2008.
  25. ^ Tratto da http://www.giorgioroverato.eu/SP/Veneto-2007-08.pdf. URL consultato il 17-11-2008.
  26. ^ Università di Padova: dati statistici
  27. ^ Art. 1 dello Statuto
  28. ^ ::: Il Cammino delle Dolomiti :::
  29. ^ Il disastro del Vajont avvenne il 9 ottobre 1963 alle ore 22.39
  30. ^ Dato ISTAT. URL consultato il 22-09-2008.
  31. ^ a b Tratto da consiglioveneto.it. URL consultato il 22-09-2008.
  32. ^ Tratto da wikitravel.it. URL consultato il 22-09-2008.
  33. ^ Approfondimento disponibile su Wikibooks. URL consultato il 22-09-2008.

[modifica] Bibliografia

  • Giorgio Aldrighetti, L'araldica e il leone di San Marco, Venezia, Marsilio, 2002 (ISBN 88-317-8071-9)
  • Girolamo Arnaldi, M. Pastore Stocchi, Storia della Cultura Veneta, Vol. 10, Vicenza, Neri Pozza, 1976-1987 (ISBN non disponibile)
  • Luigi Brunello, Il Veneto e i Veneti, Venezia-Mestre, Panizzutti, 1986 (ISBN non disponibile)
  • Manlio Cortelazzo, Manuale di Cultura Veneta. Geografia, storia, lingua e arte, Venezia, Marsilio, 2004 (ISBN 88-317-8475-7)
  • Fabio Mutinelli, Lessico veneto, tipografia Giambattista Andreola, Venezia, 1852 (ISBN non disponibile)
  • Alvise Zorzi, San Marco per sempre, Milano, Mondadori, 1998 (ISBN non disponibile)
  • Giovanni Distefano, Gian Antonio Paladini, Storia di Venezia 1797 - 1997, Supernova, Venezia, 1997 (ISBN non disponibile)
  • AAVV, La Biblioteca di Repubblica, L'Italia, 11, Veneto, 2005, Touring Editore, (ISBN non disponibile)

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