Romagna

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Romagna
Stati Italia Italia
San Marino San Marino
Regioni Emilia-Romagna Emilia-Romagna (provincia di Ravenna, provincia di Forlì-Cesena, provincia di Rimini, (Imola, Casalfiumanese, Borgo Tossignano, Fontanelice, Castel del Rio, Dozza e Mordano per la provincia di Bologna)
Marche Marche (PU)
Toscana Toscana (FI, AR)
Territorio Ravenna Ravenna, Forlì-Cesena Forlì-Cesena, Rimini Rimini

96 comuni italiani e la Repubblica di San Marino

Superficie 6 380,6 km²
Abitanti 1 107 057 (2010)
Densità 173 ab./km²
Lingue italiano, romagnolo
Mappa politica dei comuni della Romagna nel riparto amministrativo del 2009
Mappa politica dei comuni della Romagna nel riparto amministrativo del 2009
« […] Romagna solatìa, dolce paese,
cui regnarono Guidi e Malatesta;
cui tenne pure il Passator cortese,
re della strada, re della foresta
»
(Giovanni Pascoli, Romagna, vv. 57-60, Myricae, 1891)

La Romagna (Rumâgna in romagnolo) è una regione storica, geografica, e linguistica dell'Italia settentrionale, la gran parte della quale forma, insieme all'Emilia, la regione amministrativa dell'Emilia-Romagna. Fanno parte della Romagna anche alcuni territori della Provincia di Pesaro e Urbino nelle Marche, e delle Province di Firenze e di Arezzo in Toscana. Anche la Repubblica di San Marino fa parte geograficamente della Romagna.

La città principale per popolazione e per importanza storica è Ravenna.

Il toponimo Romagna deriva dal tardo latino Romània e risale al VI secolo d.C., quando l'Italia fu divisa in longobardica e Romana, cioè soggetta ai Longobardi e all'Impero Romano d'Oriente. "Romània" assunse quindi il significato generico di "mondo romano" (in opposizione a quello barbarico-longobardo). Con la creazione dell'Esarcato d'Italia (con capitale Ravenna), il termine assunse poi un'accezione geograficamente determinata, indicando la parte della penisola rimasta legata all'Impero romano.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Geografia dell'Emilia-Romagna.

Superficie della Romagna[modifica | modifica sorgente]

Frontespizio dell'opera La Romagna di Emilio Rosetti (1894). L'ingegnere forlivese fu il primo a calcolare la superficie della Romagna.
Area geografica

La Romagna come realtà omogenea dal punto di vista geografico ha la forma di un quadrilatero, i cui lati sono:

  • a nord il corso del fiume Reno-Primaro (fino al 1152 ramo principale del fiume Po), dal punto in cui riceve le acque del torrente Sillaro (in località Bastia) fino alla foce nel Mare Adriatico. Il lato nord separa la Romagna dal Ferrarese.
  • a nord-ovest il corso del Sillaro, per tutto il suo percorso dalle sorgenti alla confluenza con il Reno. Il lato nord-ovest è il confine con il Bolognese.
  • dalle sorgenti del Sillaro verso est, il lato meridionale segue lo spartiacque dell'Appennino tosco-romagnolo. Le cime che delimitano la dorsale sono il Monte Bastione (1190 m), vicino a Pian del Voglio e Sasso di Castro (1277 m), vicino a Roncobilaccio. La linea spartiacque prosegue fino al Monte Maggiore nell'Alpe della Luna (provincia di Arezzo). Il lato meridionale separa la Romagna dalla Toscana.
  • il lato ovest-est corre pressoché in linea retta lungo lo spartiacque fra il torrente Conca e il fiume Foglia; nodi orografici sono il Sasso di Simone e il Monte Carpegna; poi la Faggiuola di Monte Cerignone, fino al promontorio di Fiorenzuola di Focara, poco a sud di Gabicce. La linea ovest-est stabilisce il confine tra Romagna e Marche. Il crinale attraversa la via Flaminia in località Siligata (km da Gabicce e 9 km da Pesaro).
  • il lato est è rappresentato dalla costa adriatica.

Considerando i soli elementi naturali del territorio, i lati del quadrilatero romagnolo misurano come segue:

  • Corso del Reno (dalla Bastia): 40 km;
  • Corso del Sillaro: 74 km
  • Spartiacque montani: 215 km;
  • Coste marine: 94 km.

È possibile misurare l'area della Romagna sulla base delle carte dell'Istituto Geografico Militare; il calcolo dà come risultato 6 380,6 k[1], di cui 2334,3 km² pertinenti alla pianura (36,4%) e 4046,3 km² di zona montagnosa (63,6%)[2] (di cui il 40% è collina e il 23% è montagna).

Vertici astronomici

La posizione astronomica dei punti estremi dei confini romagnoli è così indicata:[3]

  • al nord, la foce del fiume Reno: 44°37' lat. N;
  • al sud, il Monte Maggiore: 43°39' lat. N;
  • all'est, Monte Mario: 0°23' long. E;
  • all'ovest, l'elevazione (senza nome) che a quota 952 m. domina il Passo della Futa: 1°11' long. O.

Orografia[modifica | modifica sorgente]

Le zone montuose occupano la parte meridionale della Romagna. La catena montuosa che l'attraversa è quella dell'Appennino tosco-romagnolo, parte dell'Appennino Settentrionale. La montagna più alta è il Monte Falco, la cima raggiunge i 1658 m s.l.m. ed è posta sul confine tra le province di Forlì-Cesena, Arezzo e Firenze.

Si devono al geologo Federico Sacco (1864-1948) gli studi che hanno portato a identificare le caratteristiche proprie dell'Appennino romagnolo. Lo studioso le individuò nella composizione litologica delle valli del Santerno e del Sillaro (ai confini nord-ovest) e del Marecchia e del Conca (all'estremità orientali). Tra i due estremi è contenuto un Appennino romagnolo con caratteristiche proprie.[4] Al naturalista Pietro Zangheri (1889-1983) va il merito di aver individuato la Romagna come regione bio-geografica.[5]

La Romagna si è formata geologicamente in seguito all'emersione di una vastissima lastra calcarea sottomarina.[6] Nel Miocene (15 milioni di anni fa) ad occidente della Romagna, la zona toscana era già emersa. La terra finiva dove oggi c'è lo spartiacque appenninico. Oltre l'Alpe della Luna cominciava il mare. Il fondo marino di quei tempi era costituito da una roccia friabile e fangosa, di origine diversa rispetto a quella tirrenica. Sul fondo iniziò una sedimentazione che continuò ininterrotta per lunghissimo tempo. In ere più recenti (Tardo Miocene, Pliocene) emerse, formando la Romagna. Emergendo, questa paleosuperficie scivolò sullo strato tirrenico. In relazione con gli spostamenti orogenetici, alternò periodi di movimento con altri di riposo che provocarono la formazione, sul fondo, di una lastra calcarea. L'esito di questo processo calmo e continuativo costituisce il sostrato geologico della regione romagnola.

In due punti, lo scivolamento di uno strato sopra l'altro è stato particolarmente difficile. Si tratta della giunzione tra valle del Sillaro-Santerno e Mugello; della giunzione tra Valmarecchia e Alpe della Luna. Qui l'azione della lastra emergente determinò delle fratture e degli avallamenti di notevole rilievo, che furono colmati, nel tempo, da rocce che si convogliarono a riempirli. Queste rocce sono le cosiddette “argille scagliose”.

Mentre la paleosuperficie emergeva dal fondo marino, lo strato tirrenico premeva però verso est. Nei due punti considerati, l'esito di tali movimenti constrastanti fu insolito e diverso rispetto al resto della regione. In queste valli, le argille scagliose hanno divelto e disperso dei massi di notevole dimensione, i quali, contemporaneamente, hanno subito uno spostamento verso est. Quindi nelle valli del Sillaro-Santerno e in Valmarecchia si trovano massi che sono litologicamente affini alla zona toscana.

  • In Valmarecchia gli esiti di questo gigantesco processo sono: nell'alta valle, il Monte Varna (1283 m, il frammento più grande), quindi la lastra del Monte Fumaiolo (1407 m); nella media valle, la roccia di San Leo (509 m) e il massiccio del Titano (739 m) (San Marino);
  • Nelle valli del Sillaro e del Santerno: il Sasso di San Zenobi, il Sasso di Castro (1276 m) e Monte Beni (1263 m).

Dopo l'affioramento delle rocce calcaree, nel Pliocene si depositò una formazione gessifera, che caratterizza ancora oggi le valli imolesi e faentine: è la Vena del Gesso Romagnola.

Serie storica dei principali terremoti avvertiti in Romagna dall'anno Mille ad oggi
Fonte: Tiziano Costa, Epicentro Emilia-Romagna da mille anni, 2012, Costa Editore, Bologna
Data Luogo Entità ed effetti
agosto 1174 Bologna e Ravenna
4 gennaio 1216 Romagna Sisma distruttivo
maggio 1279 Romagna Pressoché tutti i castelli dell'Appennino faentino e forlivese
furono distrutti.Moltissimi morti.
1301 Imola
1337 Romagna Sisma rovinoso
1353 Romagna Scosse fortissime
3 luglio 1428 Romagna Gravi danni a Forlì e Cesena.
1433 Romagna
gennaio 1505 Bologna Avvertito fino a Forlì
19 aprile 1509 Romagna Crolli a Solarolo e Faenza
8 marzo 1537 Romagna Crolli a Ravenna
1561 Romagna Crolli a Ravenna[7]
19 marzo 1624 Ferrarese[8] Sisma avvertito a Ravenna
agosto 1653 Romagna Scosse fortissime
22 marzo 1661 Romagna Epicentro tra Appennino faentino e forlivese.
Molti morti a Predappio e Castrocaro.
14 aprile 1672 Romagna Rimini fu quasi totalmente distrutta. Circa 200 vittime.
11 aprile 1688 Bassa Romagna Scosse fortissime. Cotignola e Russi distrutte, decine di morti.
1732 Romagna Terremoto fortissimo
1780 Litorale Scosse da Rimini a Venezia
4 aprile 1781
17 luglio 1781
Romagna Vittime a Brisighella, Modigliana e Dovadola; danni ai monumenti. Scosse avvertite da Cesena a Imola.
25 dicembre 1786 Romagna Colpita Rimini; distrutta Savignano. Molti morti.
21 settembre 1813 Romagna Terremoto rovinoso; danni a Faenza, Imola, Forlì e Cesena.
1861 Romagna Scosse fortissime
30 ottobre 1870 Romagna Forti danni a Forlì, Meldola e Bertinoro
5 gennaio 1871 Romagna
17 marzo 1875 Romagna Crolli a Cervia e Cesenatico[9]; maremoto.
settembre 1887 Romagna
14 gennaio 1909 Alpi Forti scosse in tutta la Romagna
17 agosto 1916 Rimini
5 aprile 1931
5 giugno 1935
Faenza
30 aprile 1960 Faenza
18 dicembre 1965 Lugo
11 gennaio 1968
10 gennaio 1969
Lugo
26 settembre 1970 Rimini
5 dicembre 1978 Ravenna
14 settembre 2003 Imola e vallata del Santerno Forti scosse

Idrografia[modifica | modifica sorgente]

Il Savio, con i suoi 126 km, è il fiume più lungo della Romagna. Altri fiumi importanti sono il Sillaro, Santerno, Senio, Lamone, Montone, Rabbi, Bidente, Savio, Rubicone, Marecchia e Conca.

In Romagna non sono presenti molti laghi, e qui pochi esistenti, sono piccoli e di scarso interesse. Il lago più importante è quello artificiale di Ridracoli, sorto presso l'omonima frazione del Comune di Bagno di Romagna.

La parte orientale della Romagna è bagnata dal Mare Adriatico, il tratto di costa che va dalla foce del fiume Reno al promontorio di Fiorenzuola di Focara (frazione di Pesaro) è chiamata Riviera romagnola. Il litorale è caratterizzato da spiagge ampie e sabbiose, con la presenza a nord di zone naturalistiche, mentre a sud si è assistito, dal dopoguerra, ad una progressiva cementificazione dovuta al turismo.

Clima[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Clima della Romagna.

La Romagna è interessata da un clima temperato subcontinentale che varia con l'altitudine e la distanza dalla costa. Anche se non si discosta troppo da quello presente nel resto dell'Italia settentrionale, il clima della Romagna assume caratteristiche proprie dovute al progressivo assottigliarsi della fascia pianeggiante, il che attenua pur debolmente i caratteri di continentalità, alla fisiologica esposizione ai venti nell'asse sud-ovest-nord-est e, in definitiva, alla latitudine inferiore.

Ambiente[modifica | modifica sorgente]

Flora e fauna[modifica | modifica sorgente]

La flora romagnola è molto varia e non omogenea nel territorio. Nelle zone montuose meridionali sono presenti alberi come l'abete rosso o bianco, aceri, sambuchi, maggiociondoli, ontani e sorbi e anche fiori soprattutto rose e orchidee. Nella zona pianeggiante la vegetazione è composta prevalentemente da piccoli boschi contenenti pioppi o aceri poiché tutta l'area della Pianura Padana è completamente occupata da terreni agricoli. Nella zona costiera sono presenti pini marittimi, palme e, per quanto concerne le piante acquatiche, alghe.

La fauna è varia e distribuita in modo non omogeneo lungo tutto il territorio. Sugli Appennini sono presenti uccelli come il gheppio o la sterna e anche mammiferi come cervi, lepri, volpi, lupi, tassi, caprioli. Nella zona pianeggiante occupata quasi tutta da campi agricoli è più semplice individuare fagiani, lepri, ricci. Di questa regione è originaria anche la razza suina autoctona italiana Mora Romagnola. Nella zona costiera invece sono presenti un gran numero di uccelli come il gabbiano o il fenicottero in migrazione. Nel mare sono presenti pesci come orate, pesci spada, sgombri, scorfani e triglie. La zona in cui però è presente il maggior numero di specie animali è la parte in Provincia di Ravenna del Parco regionale del Delta del Po dell'Emilia-Romagna. Qui abbondano mammiferi come la nutria o il castoro, uccelli come il fenicottero rosa, il germano reale, il falco di palude e vari tipi di anatre.

Protezione ambientale[modifica | modifica sorgente]

L'area compresa tra Bologna e Rimini è soggetta da secoli al fenomeno della subsidenza.
Dalla seconda metà del XX secolo il fenomeno è costantemente monitorato, grazie anche a strumenti di misurazione sempre più sofisticati. La Regione Emilia-Romagna ha affidato all'Agenzia Regionale Protezione Ambientale (ARPA) l'effettuazione di analisi e la compilazione di rapporti tecnici. Secondo l'ultimo rilievo, effettuato negli anni 2002-2006, il suolo si è abbassato di 40–45 mm l'anno; la costa riminese è la zona costiera dove la subsidenza risulta più rilevante (15–20 mm l'anno).[10]

Storia[modifica | modifica sorgente]

Mosaico che riproduce il porto militare di Classe (Classis Ravennatis)
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Romagna.

La Romagna fu abitata già dall'epoca preistorica, come dimostrano molti ritrovamenti. Uno dei siti archeologici più interessanti è Monte Poggiolo, presso Castrocaro Terme e Terra del Sole, dove sono stati ritrovati, a partire dal 1983, migliaia di reperti archeologici risalenti a circa un milione di anni fa.

I più antichi abitanti dell'attuale Romagna di cui si hanno testimonianze archeologiche furono gli Umbri e gli Etruschi. Si deve ai primi la fondazione di Sarsina; i secondi fondarono Verucchio e Rimini. A partire dal IV secolo a.C. il territorio fu conquistato da un popolo che dette un'importante impronta alla Romagna: i Celti. Tra le numerose tribù celtiche che scesero in Italia, sono da elencare Senoni, i Lingoni, e i Boi.

La permanenza dei Celti fu minacciata, a partire dal III secolo, dalla potenza dei Romani. Celti e Romani si scontrarono per la prima volta nel 295 a.C. Sentino dove, seppur con gravi perdite, vinsero i Romani. Successivamente iniziò il tramonto dei Senoni, che pochi anni dopo furono definitivamente sopraffatti.

Tra il 191 al 187 a.C. viene costruita la via Emilia tra Rimini e Piacenza.

Giulio Cesare il 10 gennaio del 49 a.C. attraversò il fiume Rubicone (o il Pisciatello) alla testa di un esercito, violando apertamente la legge che proibiva l'ingresso armato dentro i confini dell'Italia e dando il via alla seconda guerra civile, pronunciando la celeberrima frase: Alea iacta est.

Pianta di Imola realizzata da Leonardo da Vinci nel 1502

Dopo Cesare e il successivo potere augusteo, il ruolo di Ravenna accrebbe considerevolmente. A 5 km dalla città fu costruita, negli ultimi anni del I secolo a.C., una base militare navale (Classis Ravennatis). Vi fu stanziato il quartier generale della flotta imperiale da cui dipendeva il controllo di tutti i bacini del Mediterraneo orientale. La presenza del porto ebbe positivi riflessi economici: Ravenna divenne un polo di attrazione per i commerci della pianura limitrofa. Nell'anno 402 la città venne scelta come sede della corte imperiale diventando la capitale della parte occidentale dell'impero romano e restandolo fino alla caduta di quest'ultimo nell'anno 476.

L'invasione decisiva per le sorti dell'Italia fu quella dei Longobardi (568). La penetrazione longobarda cambiò la storia della penisola: per la prima volta dopo secoli l'Italia si ritrovò divisa: da una parte i possedimenti longobardi; dall'altra i territori romano-bizantini. Questi ultimi furono riuniti nell'Esarcato d'Italia con capitale Ravenna. Nei secoli successivi l'Italia bizantina fu autonomamente governata dall'Esarca di Ravenna con leggi, lingua e costumi romano-bizantini. La Romagna restò come una sorta di isola rispetto al restante territorio italiano.

Dopo una fase di alterne vicende nel controllo politico della Romagna tra i Longobardi e l'esarca di Ravenna, i Longobardi conquistarono Ravenna (751), ponendo fine all'Esarcato. L'intervento dei Franchi, chiamati da papa Stefano II fu decisivo per la storia della penisola nei secoli successivi: il re Pipino il Breve, invece di restituire i territori all'imperatore di Costantinopoli, li donò alla Santa Sede, ponendo così inizio allo Stato Pontificio. Per la Romagna iniziò un lunghissimo periodo (oltre mille anni) di storia all'interno dello Stato della Chiesa.

Nel XII secolo le istituzioni comunali si diffusero in tutte le città romagnole. Tutta la Romagna era ricompresa nella Provincia Romandiolæ, una delle cinque province dello Stato Pontificio (comprendeva tutto il territorio dal fiume Foglia al Panaro). Nel corso del XIII secolo infuriarono le lotte tra guelfi (fedeli al papa) e ghibellini (contrari al papa e alleati con l'imperatore del Sacro Romano Impero). Nel Medioevo, i principali centri della Romagna raggiunsero il numero di sette: Ravenna, Forlì, Rimini, Faenza, Cesena, Imola e Cervia. Tali rimasero fino ai giorni nostri.

Tra il 1499 e il 1500 Cesare Borgia, su mandato di papa Alessandro VI, sconfigge una dopo l'altra le signorie delle città romagnole, a cominciare da Forlì e Imola. Il Papa lo proclamò "Duca di Romagna" ed il Borgia pose a Cesena la sua Capitale; nel 1507, il ducato viene smembrato e la Romagna rientra nello Stato Pontificio. Negli anni quaranta la Provincia Romandiolæ fu suddivisa in due: da una parte Bologna e dall'altra la Romagna. Al territorio romagnolo venne conferito ufficiale riconoscimento con la nascita della Legazione di Romagna. Nel 1559 la pace di Cateau-Cambrésis configurò un nuovo assetto degli equilibri tra gli Stati italiani. I territori a sud del Po furono suddivisi tra: Farnese (duchi di Parma e Piacenza), Estensi (duchi di Ferrara, Modena e Reggio) e Stato Pontificio (Romagna). Fu un assetto stabile, che rimase immutato per circa tre secoli.

Nel 1796 i francesi di Napoleone invasero la penisola. La Romagna fu suddivisa in due circoscrizioni: il Dipartimento del Pino (con capoluogo Ravenna) e Dipartimento del Rubicone (con capoluogo Forlì). La "capitale" della Romagna napoleonica fu Forlì. Napoleone significò anche sommi torti: nel 1800 il Bonaparte chiuse l'Università di Cesena (vecchia di cinque secoli) in parte per non dare concorrenti a Bologna e in parte per fare uno sgarbo a Pio VI, pontefice di origine cesenate irriducibile avversario del generale francese. La parabola di Napoleone ebbe termine nel 1814 con la sconfitta contro la coalizione delle potenze europee.

Nel 1815 il Congresso di Vienna ripristinò lo status quo ante. La Romagna ritornò nello Stato della Chiesa. Con una modifica: al posto di una Legazione unica furono create due Legazioni: una con capoluogo Forlì ed una con capoluogo Ravenna.

La prima metà dell'Ottocento fu scossa da frequenti ribellioni. La Romagna partecipò a tutti i principali moti che attraversarono il periodo: nel 1820, 1830-31 e nel 1848. L'esercito austriaco, che controllava militarmente i territori a sud del Po per conto del pontefice, represse le sommosse.

Statua di Aurelio Saffi a Forlì
Cesena durante i bombardamenti della Seconda guerra mondiale

Nell'aprile del 1859, scoppiò la Seconda guerra d'indipendenza tra Regno di Sardegna e Impero austriaco. L'Austria, vedendo la sconfitta, richiamò in patria tutte le truppe impegnate all'estero. La Romagna fu quindi presa dall'esercito sabaudo. Fu avviata una riorganizzazione del territorio, che non aveva subito sostanziali modifiche dalla pace di Cateau-Cambrésis (1559). Per la Romagna le modifiche più importanti furono due: il passaggio del comprensorio di Lugo sotto Ravenna e il distacco di Imola, che fu aggregata a Bologna.

I plebisciti d'annessione al Regno di Sardegna dell'11 e 12 marzo del 1860 confermarono la situazione di fatto sancendo la fine del dominio pontificio in Romagna. Il 15 marzo, visti i risultati dei plebisciti, i territori vennero annessi definitivamente al Regno di Sardegna, che divenne, il 17 marzo 1861 Regno d'Italia.

Nel 1923 dodici comuni del circondario di Rocca San Casciano, parte della cosiddetta Romagna toscana, già della provincia di Firenze passano alla Provincia di Forlì.

Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, anche la Romagna diede il suo contributo alla lotta di resistenza. In particolare, in provincia di Forlì nasce la prima repubblica partigiana, la repubblica del Corniolo.

Nella primavera del 1944 i tedeschi avevano costruito una linea fortificata, denominata Linea gotica, che si estendeva da Rimini a La Spezia. La linea gotica costituiva l'ultima forte linea difensiva tedesca prima della pianura padana.

Il 25 agosto del 1944 scattò l'Operazione Olive, la prima città liberata fu Rimini (21 settembre), mentre l’ultima fu Faenza (16 dicembre). Diversa invece la situazione di tutti i paesi a nord del Senio, che vivono un altro inverno di occupazione nazifascista e dovranno attendere, assieme a Imola e Bologna, l'aprile del 1945 per tornare liberi.

La battaglia politica per il riconoscimento costituzionale della Romagna, che non si era affermato con il regno sabaudo, tornò all'ordine del giorno dopo il 2 giugno 1946, entrando nei lavori dell'Assemblea Costituente. A sostenere l'autonomia romagnola furono personaggi come Aldo Spallicci, Giuseppe Fuschini, Emilio Lussu.

Nel 1989 furono avviati gli insediamenti universitari di Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini, con l'attivazione dei primi corsi di laurea decentrati dell'Ateneo di Bologna.

Nel 1992 il circondario di Rimini fu eretto a provincia: la città divenne il terzo capoluogo romagnolo.

Nel 2006 (il 17 e 18 dicembre) si svolsero i referendum di annessione alla regione Emilia-Romagna di sette comuni dell'alta Valmarecchia (Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, San Leo, Sant’Agata Feltria e Talamello), all'epoca inseriti nella provincia di Pesaro-Urbino. Tutte le consultazioni ebbero esito positivo. In attuazione dell'esito dei referendum, i sette comuni passarono dalla provincia di Pesaro e Urbino, e quindi dalla regione Marche, alla provincia di Rimini (legge 117 del 3 agosto 2009). Fu un fatto storico poiché per la prima volta una modifica territoriale tra due regioni avveniva in applicazione dell'art. 132 della Costituzione[11].

Politica[modifica | modifica sorgente]

Suddivisione amministrativa[modifica | modifica sorgente]

Territori che non rientrano nei confini geografici della Romagna, ma che appartengono a Comuni romagnoli.

Nella letteratura[modifica | modifica sorgente]

La Romagna nella Divina Commedia[modifica | modifica sorgente]

Il primo poeta a parlare della Romagna fu Dante Alighieri. Esiliato in Romagna, vi ha interamente composto la Divina Commedia. Il sommo poeta visse gli ultimi anni a Ravenna, dove morì nel 1321; la città ne conserva tuttora le spoglie.

Nel poema, i romagnoli compaiono in grande quantità, secondi solamente ai toscani. La prima citazione appare nel V Canto dell'Inferno, dove Francesca da Rimini descrive in pochi tratti il territorio romagnolo:

« Siede la terra, dove nata fui,
su la marina dove 'l Po discende
per aver pace co' seguaci sui… »
(Inferno, Canto V, 97-99)
Dante e Virgilio parlano con Guido da Montefeltro nell'ottava bolgia dell'ottavo cerchio.

Nell'Ottava bolgia dell'Inferno, dove sono condannati i consiglieri fraudolenti, Dante viene fermato da Guido da Montefeltro (1223-1298), che gli chiede: Dimmi se Romagnuoli han pace o guerra. Il poeta gli risponde ricordando la Romagna con affetto e melanconia (vv. 37-39). Poi fa un quadro aggiornato della situazione politica città per città:

  • Ravenna (vv. 40-42) è sempre sotto i Da Polenta, che hanno esteso il proprio dominio sulla vicina Cervia;
  • Forlì (vv. 43-45), dopo il sanguinoso eccidio dei francesi inviati dal Papa, per toglierla proprio a Guido, è ora sotto il dominio degli Ordelaffi;
  • Rimini (vv. 46-48), è governata dai Malatesta, famiglia proveniente da Verucchio, che ha spodestato Montagna dei Parcitati;
  • Faenza e Imola (vv. 49-51), indicate dai loro fiumi (rispettivamente Lamone e Santerno), stanno sotto Maghinardo Pagani, il cui emblema è un leone in campo bianco;
  • Cesena (vv. 52-54), indicata dal fiume Savio che la bagna, vive tra tirannia e libero comune.
« Romagna tua non è, e non fu mai,
sanza guerra ne' cuor de' suoi tiranni;
ma 'n palese nessuna or vi lasciai.
Ravenna sta come stata è molt'anni:
l'aguglia da Polenta la si cova,
sì che Cervia ricuopre co' suoi vanni.
La terra che fé già la lunga prova
e di Franceschi sanguinoso mucchio,
sotto le branche verdi si ritrova.
E 'l mastin vecchio e 'l nuovo da Verrucchio,
che fecer di Montagna il mal governo,
là dove soglion fan d'i denti succhio.
Le città di Lamone e di Santerno
conduce il lïoncel dal nido bianco,
che muta parte da la state al verno.
E quella cu' il Savio bagna il fianco,
così com'ella sie' tra 'l piano e 'l monte,
tra tirannia si vive e stato franco. »
(Inferno, Canto XXVII, 37-54)

Il Po di Primaro costituiva il limite settentrionale della regione, inclusi i suoi rami deltizi. Nel XIV canto del Purgatorio, infatti, il sommo poeta scrive che la Romagna si estendeva:

« tra 'l Po e 'l monte e la marina e 'l Reno.[13] »
(Purgatorio, Canto XIV)

Nello stesso canto Dante ricomprende esplicitamente il Montefeltro nella Romagna, allorché incontra con Guido del Duca, bertinorese[14], e Rinieri da Forlì e si lamenta con essi del degenerare delle nobili schiatte romagnole:

« Ov'è il buon Lizio ed Arrigo Manardi?
Pier Traversaro e Guido di Carpigna?
O Romagnoli tornati in bastardi. »
(Purgatorio, Canto XIV)

In un commento alla Divina Commedia, il quattrocentesco Giovanni di Serravalle conferma l'inclusione del Montefeltro nella Romagna. Così commenta il passo in cui Dante fa cenno a San Leo: In Romandiola est unus mons qui dicitur Monsfeltri, super illum est una civitas quae vocatur Sancti Leonis.

La Romagna nella poesia[modifica | modifica sorgente]

Giovanni Pascoli

In una celebre raccolta, Myricae, Giovanni Pascoli descrive la Romagna con versi che sono rimasti immortali:

« Romagna solatia, dolce paese,
cui regnarono Guidi e Malatesta;
cui tenne pure il Passator cortese,
re della strada, re della foresta. »
(Giovanni Pascoli, Romagna (a Severino), da Myricae.)

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Tutti i principali centri abitati della Romagna hanno più di duemila anni. In Romagna esistono pertanto tesori inestimabili.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Ravenna

Ravenna è in assoluto la città più ricca di monumenti della Romagna.[senza fonte]

Fu capitale dell'Impero romano d'Occidente, dell'Esarcato d'Italia e, successivamente, centro di primissimo rilievo fino al Mille. Conserva ben otto Patrimoni dell'Umanità, tutti risalenti alla tarda antichità e all'epoca bizantina:

Medioevo

Le chiese più importanti costruite attorno al Mille sono:

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Epoca romana
Battistero degli Ariani (Ravenna).

A Rimini si possono osservare due monumenti di grandissimo interesse: il Ponte di Tiberio e l'Arco di Augusto. Costruiti tra I e II secolo e mai distrutti, hanno attraversato 20 secoli di storia. L'Arco è ancora oggi il punto di partenza della Via Flaminia; il Ponte di Tiberio svolge tuttora la sua funzione, inserito nel traffico quotidiano della città.

Da ammirare anche il ponte romano di Savignano sul Rubicone, a tre arcate. Un'altra città su cui i romani hanno lasciato la loro impronta è Sarsina, patria di Plauto, commediografo del III secolo a.C. La cittadina possiede un museo archeologico nazionale e due monumenti funebri di primaria importanza, quello di Obulacco e quello di Rufo. Recentemente è venuta alla luce a Rimini la Domus del chirurgo ricca di pavimenti a mosaici e di una inestimabile collezione di strumenti per la chirurgia e la farmacologia dell'epoca tardo imperiale, ricca di messaggi di ringraziamento per il medico, scritti sui muri dai pazienti ricoverati.

Medioevo

La più importante testimonianza di architettura civile nel Medioevo è sicuramente la Biblioteca Malatestiana di Cesena. Costruita nel XV secolo, in pieno Umanesimo, è stata la prima biblioteca aperta al pubblico d'Europa. Oggi è Patrimonio dell'Umanità.

Epoca moderna
L'interno del Teatro Alessandro Bonci.

Tra Settecento e Ottocento, durante il dominio dello Stato Pontificio, la Romagna si riempie di teatri: se ne costruiscono in ogni centro abitato. Oggi la Romagna ha una delle più alte densità di teatri pubblici in rapporto agli abitanti.

Elenco in ordine cronologico della costruzione dei teatri pubblici in Romagna:

Alla fine dell'Ottocento entrano in funzione anche i teatri di Bagnacavallo, Brisighella e Cervia.

Architettura futurista

L'unico esempio di architettura futurista in Romagna è la colonia estiva «Le Navi» di Cattolica. Progettato da Clemente Busiri Vici, il complesso fu inaugurato il 28 giugno 1934.

Architettura fascista;

Essendo Benito Mussolini forlivese di origine, le città romagnole sono state interessate da numerosi lavori in epoca fascista. L'arte del Ventennio è stata recentemente rivalutata, ed oggi è considerata all'interno delle correnti moderniste del primo Novecento. Gli esempi più importanti di architettura fascista in Romagna sono:

Architetture militari[modifica | modifica sorgente]

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

Aree naturali[modifica | modifica sorgente]

Un'accorta politica di protezione ambientale ha portato, nella seconda metà del XX secolo alla creazione di numerosi parchi e aree protette:

Parchi
Aree protette

Società[modifica | modifica sorgente]

Comuni più popolosi[modifica | modifica sorgente]

Ravenna
Ravenna
Rimini
Rimini
Forlì
Forlì

  Città Provincia Popolazione

Cesena
Cesena
Imola
Imola
Faenza
Faenza

1 Ravenna Ravenna 160 243
2 Rimini Rimini 144 118
3 Forlì Forlì-Cesena 118 652
4 Cesena Forlì-Cesena 97 146
5 Imola Bologna 68 974
6 Faenza Ravenna 58 020
7 Riccione Rimini 34 276
8 Lugo Ravenna 32 891
9 Cervia Ravenna 29 180
10 Cesenatico Forlì-Cesena 25 686


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lingua romagnola.
Diffusione degli idiomi gallici in Emilia-Romagna e zone limitrofe; il romagnolo è rappresentato dalla dicitura "IV f" (parte nord della zona color rosa scuro).

Oltre alla lingua italiana, in Romagna non sono ufficialmente riconosciute altre lingue. La lingua regionale è il romagnolo, incluso nella famiglia degli idiomi Galloitalici.

Il romagnolo è caratterizzato da un forte rilievo delle consonanti nelle parole e da una notevole moltiplicazione dei fonemi vocalici rispetto all'italiano, che ne ha solo sette. Come per altri dialetti, pur mantenendo una base comune, esistono varie forme di questa lingua, ognuna con caratteristiche proprie. Ad esempio, "vino" è detto "vèn" a Ravenna e "bé" (stesso significato anche di "bere": il vino è il bere per eccellenza) a Forlì. Il dialetto romagnolo tipico è proprio quello di Forlì, città definita da Dante "meditellium" nel suo De Vulgari Eloquentia, a riconoscimento della centralità sia geografica che linguistica di Forlì in Romagna: nelle altre parlate, a mano a mano che ci si allontana, si vanno via via perdendo alcune delle caratteristiche.

La lingua romagnola ha antiche origini neolatine; ad essa va geneticamente riconosciuta pari dignità con l'italiano. Il toscano e il romagnolo sono lingue contemporanee[15].

Religione[modifica | modifica sorgente]

Il territorio romagnolo è diviso in sette diocesi della Chiesa cattolica: Ravenna-Cervia, Rimini e San Marino-Montefeltro, Cesena-Sarsina, Forlì-Bertinoro, Faenza-Modigliana e Imola. Le diocesi romagnole (tranne quella di Rimini e Montefeltro) hanno promosso un Istituto superiore di scienze seligiose. L'istituto, denominato «I.S.S.R. "Sant'Apollinare"», ha sede a Forlì, nel seminario diocesano.

Il cristianesimo si è diffuso in Romagna da Classe. A Classe, infatti, era di stanza una flotta militare romana, con molti soldati provenienti dal Vicino Oriente, la zona di diffusione originaria della religione cristiana. Secondo gli studiosi, la nuova religione arrivò anche attraverso l'Umbria[16]. Alcuni dei santi venerati in Umbria nei primi tempi del Cristianesimo sono venerati anche in Romagna: Sant'Eustachio, San Valentino e San Savino.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica sorgente]

Tradizioni e folclore[modifica | modifica sorgente]

La Caveja[modifica | modifica sorgente]

La caveja era (ed è tuttora) uno dei tanti motivi decorativi utilizzati nella stampa a ruggine dei tessuti, tipica della tradizione romagnola.
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Caveja.

La Caveja è considerata per eccellenza il simbolo della Romagna; questa parola romagnola proviene dalla tradizione contadina, e indica un'asta d'acciaio saldata a un apice (pagella) decorata con "anelli musicali" e immagini simboliche. I simboli più diffusi, inseriti fra elementi decorativi, erano quelli del gallo, della mezzaluna, del Sole, dell'aquila e alcuni simboli cristiani, tra cui la croce e la colomba.

La Caveja serviva a bloccare il giogo, trainato dai buoi, al timone dell'aratro o del carro, per evitare che il timone slittasse in caso di rallentamento improvviso.

Canto popolare[modifica | modifica sorgente]

La prima raccolta a stampa che comprende anche alcuni canti popolari romagnoli si deve al lavoro di Michele Placucci, a sua volta debitore del lavoro di raccolta di Basilio Amati, di Mercato Saraceno (inchiesta napoleonica del 1811). Placucci, nel suo "Usi, e pregiudizj de' contadini della Romagna" (Forlì, Tipografia Barbiani, 1818), raccoglie molti canti legati al ciclo della vita umana, dell'anno e del lavoro. Nel 1894 esce a Forlì il Saggio di canti popolari romagnoli raccolti e annotati, Forlì, Luigi Bordandini Tipografo-Editore, a cura di Benedetto Pergoli, all'epoca direttore della biblioteca comunale. Si tratta della più importante opera dell'Ottocento riguardante canti popolari romagnoli ed è la prima che contiene anche trascrizioni su pentagramma, a cura di Alberto Pedrelli. Scopo dell'opera era raccogliere testi e musiche di, tra l'altro, "cañti" (canzoni romanzesche, storiche, domestiche), canti narrativi, stornelli, stornelle, canti a la stesa, ninne nanne, eccetera. Un repertorio che, fino ad allora era stato tramandato solo oralmente.

Danza popolare in Romagna[modifica | modifica sorgente]

Nelle valli romagnole, prima dell'avvento del ballo liscio, che ha reso celebre la Romagna a livello nazionale e internazionale, esisteva una forma di ballo conosciuto come Bal spécc, appartenente alla categoria dei balli staccati. La danza, prima dell'enorme successo che ha avuto il ballo di coppia, era una pratica sociale rituale, che non prevedeva un contatto corporeo all'interno della coppia. Anche il concetto stesso di "coppia fissa" non esisteva nel Bal spécc: le ricerche etnomusicologiche effettuate negli anni settanta e ottanta del XX secolo hanno dimostrato che la maggior parte delle danze romagnole era legata ad una coreografia precisa, sovente in cerchio, con cambio di partner. Ciò era funzionale al fatto che ogni cavaliere avrebbe interagito con ogni dama del cerchio, senza che il corteggiamento di una dama in particolare assumesse particolare evidenza. Trattandosi di un linguaggio non verbale il metodo c'era, ma era occulto.

Classificazione delle danze di tradizione praticate in Romagna: criterio tipologico o criterio geografico. I balli cui si fa riferimento variavano nel giro di pochi chilometri, come le cadenze dialettali, poiché le comunità erano chiuse e i mezzi di comunicazione relativamente lenti, per tale ragione, nel presente, la denominazione di un ballo è sempre seguito dall'indicazione della località dove è stato riscoperto. Dal punto di vista tipologico, la danza più praticata per ogni dove in Romagna era il saltarello, denominato in certe zone "ballinsia" o "russiano", seguito in ordine quantitativo dalle manfrine (v. monferrina), dai tresconi, (v. trescone) dalle quadriglie e da forme più rare come furlana e bergamasco. Merita attenzione anche la diffusione, tra i ceti sociali meno abbienti, di forme popolari di balli da sala ottocenteschi, così troviamo a Tredozio una "marsigliesa", derivata dalla transalpina varsovienne, mentre a Galeata, Premilcuore, Palazzuolo sul Senio, Castel del Rio (e nella frazione Valmaggiore) troviamo le "sòtis", tutte forme localizzate derivate dalle scottish diffuse in tutta Europa. È singolare il fatto che la schottis venisse ballata in Europa nell'Ottocento esattamente come valzer, polka e mazurka; solo questi tre ultimi sono entrati nel novero del "liscio" mentre la scottish fu dimenticata nelle sale e sopravvisse solo in campagna o sui monti.

Orchestre di musica da ballo[modifica | modifica sorgente]

« Romagna mia, Romagna in fiore, tu sei la stella, tu sei l'amore »
(dal valzer Romagna mia di Secondo Casadei)

Il capostipite della musica da ballo romagnola è il savignanese Carlo Brighi (1853-1915), detto Zaclén. Brighi, violinista e compositore, è considerato il creatore del liscio. Negli anni dieci fondò la prima balera a Bellaria. Negli anni venti il ballo liscio si diffuse in tutta la Romagna. Dal 1928 il violinista Secondo Casadei, (1906-1971) proseguì l'opera di Zaclén, apportando alla musica folkloristica romagnola molte novità, e divulgando con grande passione e tenacia il liscio in tutta la penisola con la sua orchestra. Casadei partecipò ai più importanti festival musicali del suo tempo, compreso il "Festivalbar". Solo l'improvvisa morte impedì la sua partecipazione al Festival di Sanremo. Casadei rimane il più importante musicista romagnolo di tutti i tempi.

Il suo maggior successo nazionale porta la data del 1954, quando incise Romagna mia. La canzone divenne ben presto l'inno nazionale di Romagna, ma anche un successo mondiale: è la quarta canzone italiana più cantata nel mondo[17]. Le composizioni più note di Casadei in romagnolo sono Un bès in bicicleta (Un bacio in bicicletta), Balè, burdèli! (Ballate, ragazze!), Burdèla avèra (Ragazza avara). Al fianco di Casadei suonò per quindici anni Carlo Baiardi (1915-1997), uno dei maggiori sassofonisti di liscio romagnolo, insieme a Primo Lucchi e Ivano Nicolucci.

Un'altra orchestra romagnola tra le più note è quella fondata da Roberto Giraldi (fisarmonicista, in arte Castellina) e Giovanni Pasi (sassofonista): l'Orchestra Castellina-Pasi. Nata alla metà degli anni sessanta, ha conseguito tre volte il disco d'oro RCA per le vendite.

Archibugeria[modifica | modifica sorgente]

Un'antica tradizione romagnola è l'archibugeria, ovvero la costruzione artigianale di armi e macchine da guerra. L'officina storica romagnola è una delle due sole fucine esistenti in tutt'Italia. Gli artigiani armaioli conservano questa antica tradizione.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Biblioteche[modifica | modifica sorgente]

Ricerca[modifica | modifica sorgente]

Scuole secondarie di secondo grado[modifica | modifica sorgente]

In romagna sono presenti numerose scuole secondarie di secondo grado, distribuite nei comuni più popolosi.

  1. Liceo Scientifico "Albert Einstein"
  2. Liceo Scientifico e Artistico "Alessandro Serpieri"
  3. Liceo Classico - Linguistico - Scienze Umane - Pedagogico - Economico Sociale "G.Cesare-M.Valgimigli"
  4. ITES "R. Valturio"
  5. ITIG "O.Belluzzi-L.DaVinci" (Uniti nel 2013, precentemente ITG Belluzzi e ITIS Da Vinci)
  6. ITT "Marco Polo"
  7. IPSSC "Luigi Einaudi"
  8. IPSSAR "Sigismondo Pandolfo Malatesta"
  9. IPSIA "Leon Battista Alberti"


  1. IPSCT "Oliveti"
  2. IPSS "Melozzo"
  3. ITAS "Saffi"
  4. ITG "Alberti"
  5. Liceo Classico "G.B.Morgagni"
  6. Liceo Scientifico "F.P.Calboli"
  7. ITC "C.Matteucci"
  8. ITI "G.Marconi"
  9. ITAer "F.Baracca"
  10. Istituto Statale d'Arte
  1. Liceo Ginnasio statale "Vincenzo Monti"
  2. Liceo Scientifico statale "Augusto Righi"
  3. Istituto tecnico per Geometri statale "Leonardo Da Vinci"
  4. Istituto tecnico industriale statale "Blaise Pascal"
  5. Istituto tecnico commerciale statale "Renato Serra"
  6. Istituto tecnico agrario statale "Giuseppe Garibaldi"
  7. Istituto professionale per i servizi sociali statale "Iris versari"
  8. Istituto professionale per i servizi commerciali e turistici "Macrelli"
  9. Istituto professionale per l'industria e l'artigianato "Ubaldo Comandini"
  • Ravenna

Liceo classico "Dante Alighieri"; Liceo Scientifico "Alfredo Oriani"; Istituto Tecnico Commerciale Ginanni; Istituto Tecnico per geometri "Morigia" – Istituto Tecnico Agrario "Perdisa"; Istituto Tecnico Industriale "Nullo Baldini"; Liceo Artistico "Nervi – Severini"; Istituto statale professionale "Olivetti – Callegari".

Università[modifica | modifica sorgente]

Padiglione d'ingresso del Campus universitario di Forlì

In Romagna non sono presenti università proprie, anche se in passato Cesena ebbe la sua università.

Nel 1989 l'Università degli Studi di Bologna decide di decentrare in Romagna alcuni corsi di laurea. Nel 2001 nascono i Poli scientifici didattici di Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini e sono presenti anche delle sedi distaccate a Cesenatico, Faenza ed Imola.

  1. Architettura
  2. Ingegneria
  3. Psicologia (dal 2006 è stata eletta la migliore in Italia[18])
  4. Agraria
  5. Scienze matematiche, fisiche e naturali
  6. Medicina
  1. Scienze politiche
  2. Scuola superiore di lingue moderne per interpreti e traduttori
  3. Ingegneria
  4. Economia
  1. Conservazione dei beni culturali
  2. Giurisprudenza
  3. Scienze matematiche, fisiche e naturali
  4. Ingegneria
  5. Chimica industriale
  6. Medicina e chirurgia
  1. Economia
  2. Scienze statistiche
  3. Farmacia
  4. Lettere e filosofia
  5. Chimica industriale
  6. Scienze motorie
  7. Medicina e chirurgia
  8. Scienze della formazione

Musei[modifica | modifica sorgente]

Mezzi di comunicazione[modifica | modifica sorgente]

Stampa[modifica | modifica sorgente]

In Romagna vengono stampati tre quotidiani. Il Resto del Carlino, nato nel 1885, quotidiano tra i più diffusi in Emilia-Romagna, è presente sul territorio con le redazioni di Forlì (1950), Ravenna (1950), Rimini (1957), Cesena (1972), Imola (1983). Il Corriere Romagna, fondato nella 1994 a Rimini, è un quotidiano locale, diffuso nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna, Rimini, nel circondario di Imola e anche a San Marino. La Voce di Romagna, fondato nella 1998 a Rimini, esce con distinte edizioni nelle città principali della Romagna. La sede principale è a Rimini, le altre redazioni sono a Cesena, Forlì, Ravenna, Faenza-Lugo-Imola.

In Romagna sono anche stampati i periodici diocesani Il Nuovo Diario-Messaggero fondato ad Imola nel 1900, Risveglio duemila fondato a Ravenna nel 1902, Corriere Cesenate fondato a Cesena nel 1911, Il Momento fondato a Forlì nel 1919, Montefeltro fondato a Pennabilli nel 1995 e Il Ponte fondata a Rimini.

Inoltre sono stampate numerose riviste storico-culturali.

Riviste culturali[modifica | modifica sorgente]

Le riviste storico-culturali romagnole più note sono:

  1. La piê, bimestrale "di illustrazione romagnola" fondato a Forlì nel 1920[19] da Aldo Spallicci, Francesco Balilla Pratella e Antonio Beltramelli[20]; oggi è diretto da Antonio Castronovo, che ha trasferito la sede ad Imola. Propone articoli su personaggi ed autori romagnoli, del passato o contemporanei, recensioni ed eventi culturali.
  2. Studi romagnoli, nata nel 1950 dall'omonima società, è la più nota rivista di studi storici del territorio. Il periodico, a tiratura annuale, pubblica gli atti dei convegni della Società, insieme ad altri studi su fatti, personaggi ed opere romagnoli.
  3. Quaderni del Cardello (dal nome della residenza di Alfredo Oriani) è una rivista annuale di studi e ricerche. È stata fondata nel 1990 da Luigia Pifferi Oriani, per continuare ad onorare la memoria dell'insigne studioso. Pubblica studi in ambito culturale, storico, politico nonché saggi sulla lingua e le tradizioni romagnole.
  4. Romagna arte e storia, quadrimestrale di cultura, nato a Rimini nel 1981 per iniziativa di Claudio Riva, Bruno Ballerin, Dante Bolognesi, Giordano Conti, Ferruccio Farina e Pier Giorgio Pasini. La rivista si occupa dei protagonisti dell'arte e della storia romagnola. Diversi numeri hanno carattere monografico.
  5. La Ludla (in romagnolo «La favilla») è il periodico ufficiale dell'Istituto "Friedrich Schürr". Nata nel 1997, affronta temi inerenti alla lingua e alla poesia romagnola, pubblicando scritti di autori contemporanei.
  6. Il Ponte Vecchio, rivista quadrimestrale di arte, letteratura, storia e cultura della Romagna contemporanea.
  7. Confini, rivista di critica letteraria e di altre altri, e di politica culturale. Nata nel 1999 a Cesena, è diretta da Antonio Maraldi.
  8. E Zoch, bimestrale di storia e cultura romagnola. La rivista, fondata a Imola nel 2002, pubblica saggi e articoli su fatti, personaggi (andando a riscoprire anche episodi meno conosciuti) e racconti inediti di autori romagnoli. Le foto sono rigorosamente in bianco e nero.
  9. ALI, rivista nazionale di arte, letterature e idee. Fondata nel 1998, è diretta da Gian Ruggero Manzoni.
  10. Il lettore di provincia, semestrale di testi, ricerca e critica della Longo editore di Ravenna. Fondata nel 1970 e diretta da Domenico Berardi, la rivista propone studi e saggi sulla letteratura, sia romagnola che nazionale, ed altre arti.

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Radio[modifica | modifica sorgente]

Numerose emittenti radiofoniche a copertura locale e non si trovano nel territorio romagnolo fra cui:

Televisione[modifica | modifica sorgente]

A Cesena sorgono i principali studi di produzione di Teleromagna, una delle prime emittenti private sorte in Italia. L'azienda televisiva è nata nel 1974, nel 2004 è stata rilevata dal Gruppo Pubblisole nel 2004 e a dicembre 2010, con l'arrivo del digitale terrestre, Teleromagna ha ampliato la sua offerta con il lancio di cinque canali tematici[21]. Ha sede nel comparto produttivo "Ex Arrigoni", alle porte di Pievesestina di Cesena. Altre redazioni sono poste a Castel Guelfo di Bologna, Forlì, Ravenna e Rimini. È visibile nell'Emilia-Romagna, Veneto, Marche e nella Repubblica di San Marino.

Rete8 Vga Telerimini è la televisione storica di Rimini. È stata la prima emittente privata a trasmettere sul territorio nazionale, ma per un disguido che ha causato un ritardo di 15 minuti alla consegna degli atti notarili risulta essere la seconda rete privata a essere registrata come tale presso il tribunale. La tv, che ha iniziato la sua attività quando ancora i programmi venivano girati in bianco e nero su bobine, continua il suo impegno nella divulgazione delle tradizioni di tutto il territorio riminese. Recentemente Mario Lugli, regista del programma In Zir par la Rumâgna (precursore di "Linea Verde"), è stato insignito il titolo di Cavaliere della Repubblica Italiana per il suo impegno televisivo.

A Rimini ha sede Icaro TV. Una sede distaccata presso gli studi di Radio Icaro Rubicone è presente a Savignano sul Rubicone.

A Faenza ha sede Tele1. Emittente storica della Romagna. Una delle prime emittenti nate nel 1976.

Internet[modifica | modifica sorgente]

Arte[modifica | modifica sorgente]

Teatro[modifica | modifica sorgente]

Cucina[modifica | modifica sorgente]

La Piadina
Un tipico chiosco per le piadine

La Romagna è nota per la piadina. Essa è composta da una sfoglia di farina di frumento, strutto (o olio di oliva), sale e acqua, che tradizionalmente viene cotta su un piatto di terracotta, detto teglia, ma più comunemente su piastre di metallo.

La si può trovare in tutto il territorio cittadino, venduta in tipici chioschi. Può essere servita semplice per accompagnare i pasti, ma è ottima se gustata insieme ad affettati ed insaccati di vario tipo oppure insieme al formaggio squacquerone, con l'aggiunta di rucola. È, per dirla con Giovanni Pascoli, «il pane, anzi il cibo nazionale dei Romagnoli»: in realtà, lo era innanzitutto per i più poveri[22].

La piadina romagnola è inserita nell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani della regione Emilia-Romagna.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Cucina romagnola.

Ad eccezione della zona costiera, ricca di pietanze a base di pesce, la cucina romagnola è di origine tipicamente rurale. I contadini, che vivevano in una dignitosa povertà, hanno prodotto una cucina dai caratteri semplici e genuini.

Diffusa la cultura della minestra fatta con pasta all'uovo, particolarmente sotto forma di pappardelle, cappelletti (caplétt), manfrigoli (manfrigul), passatelli, tagliatelle (al tajadèll) e lasagne. Tra le pastasciutte, tipici sono gli strozzapreti, serviti al ragù. Per quanto riguarda i formaggi, spicca il formaggio di fossa, prodotto nell'Alto forlivese-cesenate. La bassa pianura, invece, è il regno dello squacquerone.

Tra i secondi piatti, la parte del leone la svolge il maiale: grigliate miste, carne ai ferri, arrosti, sono tipici della zona, in particolare di quella collinare. Diffuso l'uso d'insaccati e degli affettati derivati dal maiale, specialmente prosciutto, salame, mortadella, coppa e culatello. In misura minore è usato anche il coniglio ed il pollo. Per quanto riguarda la cacciagione, vengono utilizzati, specialmente in collina, cinghiali, lepri, quaglie.

Il dolce tipico è la ciambella (bràzadèla), sia quella caratteristica col buco, sia quella lunga e piatta, mentre le frappe, dette anche chiacchiere, sono tipiche del periodo di carnevale. Il Dolce di San Michele è riconosciuto come prodotto agroalimentare tradizionale (P.A.T.).

I migliori vini DOCG e DOC di Romagna sono l'Albana, il Sangiovese di Romagna, il Pagadebit, il Trebbiano, il Romagna Albana spumante e la Cagnina.

Persone legate alla Romagna[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Personalità legate alla Romagna.

Sono numerose e varie le persone che in Romagna sono nate o vissute, che vi hanno lasciato traccia di sé o stabilito dei saldi rapporti con le città romagnole.

La lista degli artisti e dei letterati più noti inizia con Dante Alighieri (1265-1321) il sommo poeta passò gli ultimi anni della sua vita in Romagna, Vincenzo Monti (1754-1828) ricordato per la traduzione dell'Iliade, Pellegrino Artusi (1820-1911) noto soprattutto per aver scritto La Scienza in cucina e l'Arte di mangiar bene, Giovanni Pascoli (1855-1912) uno dei maggiori rappresentanti del decadentismo italiano, Alfredo Panzini (1863-1939), Renato Serra (1884-1915), scrittore e critico, scrisse uno dei capolavori della letteratura italiana del Novecento, l'Esame di coscienza di un letterato, Marino Moretti (1885-1979) noto soprattutto come poeta crepuscolare, Francesco Serantini (1889-1978), Aldo Spallicci (1886-1973) e Alteo Dolcini (1923-1999), promotori delle tradizioni popolari romagnole e Tonino Guerra (1920-2012) noto scrittore e sceneggiatore.

In campo artistico vanno ricordati i pittori Melozzo da Forlì (1438-1494) celebre per essere stato nominato Pictor papalis, Marco Palmezzano (1459-1539), Guido Cagnacci (1601-1663), Silvestro Lega (1826-1895) fra i maggiori esponenti del movimento dei macchiaioli, Alberto Sughi (1928-2012) e gli scultori Ilario Fioravanti (1922-2012) e Leonardo Lucchi (1952).

Nel campo musicale vanno menzionati i compositori e musicisti Arcangelo Corelli (1653-1713) noto compositore del periodo barocco e Secondo Casadei (1906-1971) uno dei maggio esponenti del liscio romagnolo; i cantautori Alice (1954) vincitrice del Festival di Sanremo del 1981, Samuele Bersani (1970), Laura Pausini (1974) cantante pop di fama mondiale, e non ultima la bellariese Raffaella Carrà (1943), nota cantante e showgirl.

In campo teatrale sono noti il contralto Marietta Alboni (1826-1894), il mezzosoprano Ebe Stignani (1903-1974) e i tenori Alessandro Bonci (1870-1940) e Angelo Masini (1844-1926), ed il registra teatrale Romeo Castellucci (1960) fondatore della società teatrale Socìetas Raffaello Sanzio; ed in campo cinematografico gli attori Monty Banks (1897-1950) attivo a Hollywood e nel Regno Unito, Fabio De Luigi (1967), Nicoletta Braschi (1960, moglie di Roberto Benigni), ed il registra vincitore di cinque Premi Oscar Federico Fellini (1920-1993).

In campo scientifico vanno menzionati i fisici e matematici Evangelista Torricelli (1608-1647) inventore del barometro, Silvestro Gherardi (1802-1879) e Gregorio Ricci Curbastro (1853-1925) famoso per il suo trattato sul calcolo differenziale assoluto, i medici Giovanni Battista Morgagni (1682-1771) e Maurizio Bufalini (1787-1875) e il naturalista Pietro Zangheri (1889-1983) autore di circa duecento pubblicazioni a scopo scientifico e divulgativo.

Del mondo politico vanno menzionati i Presidente del Consiglio del Regno d'Italia Luigi Carlo Farini (1812-1866) dal 1862 al 1863 e Alessandro Fortis (1841-1909) dal 1905 al 1906; il Presidente del Senato del Regno d'Italia Giuseppe Pasolini (1815-1876), Andrea Costa (1851-1910) uno dei fondatori del socialismo in Italia, Benito Mussolini (1883-1945) Presidente del Consiglio dei Ministri del Regno d'Italia, fondatore del fascismo e dittatore dal 1922 al 1943; Adone Zoli (1887-1960) Presidente del Consiglio della Repubblica Italiana dal 1957 al 1958 e Benigno Zaccagnini (1912-1989), tra i fondatori della DC e ministro.

In campo religioso si ricordano i santi Apollinare di Ravenna (I secolo), Cassiano di Imola (240-305ca.), Gaudenzio di Rimini (280-360), Mercuriale di Forlì (IV secolo), Rufillo di Forlimpopoli (IV secolo), Mauro di Cesena (?-946), Pier Damiani (1007-1072), Pellegrino Laziosi (1265-1345) e i papi Pasquale II (1050ca.-1118), Clemente XIV (1705-1774), Pio VI (1717-1799) e Pio VII (1742-1823).

In Romagna sono nati e passati anche importanti figure storie, vanno ricordate le nobile famiglie storiche degli Alidosi, Da Polenta, Malatesta, Manfredi e Ordelaffi; i condottieri Guido da Montefeltro (1223-1298), Cesare Borgia (1475-1507) creò in Romagna il suo ducato e Giovanni dalle Bande Nere (1498-1526); i patrioti Angelo Targhini (1799-1825), Leonida Montanari (1800-1825) e Pietro Maroncelli (1795-1846) furono carbonari, Aurelio Saffi (1819-1890) guidò la Repubblica Romana assieme ad Armellini e Mazzini; e l'asso dell'aviazione Francesco Baracca (1888-1918).

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Pesca

La Romagna si affaccia sul mar Adriatico estendendosi per una lunghezza di oltre 90 km. Partendo da Nord, dalla foce del fiume Reno, al promontorio di Fiorenzuola di Focara (PU), si susseguono sette marinerie: Ravenna, Cervia, Cesenatico, Bellaria, Rimini, Riccione e Cattolica. Ogni porto ha una propria storia e una propria tradizione che lo contraddistingue da tutti gli altri, nonostante le distanze che separano le marinerie romagnole non siano certo ampie. I sistemi di pesca maggiormente utilizzati in Romagna sono:

  • lo strascico (che è quello che vanta la maggiore tradizione);
  • le reti volanti;
  • la pesca con le draghe idrauliche;
  • la piccola pesca e il sistema polivalente (che prevede l'utilizzo di più strumenti di cattura).
Agricoltura

L'agricoltura è praticata in Romagna da tempi antichissimi. I tempi e i ritmi della vita, per secoli, sono stati gli stessi dei tempi della coltivazione dei campi. Per secoli la coltura più diffusa è stata quella dei cereali. Alla fine dell'Ottocento è nata la coltivazione di alberi da frutto. I due poli furono Massa Lombarda e Cesena. Oggi si pratica un'agricoltura industriale su tutto il territorio.

Prodotti agroalimentari: Albicocca della Val Santerno, Pesca e Nettarina di Romagna, marrone di Castel del Rio, scalogno,

Vini: Albana, Sangiovese di Romagna, Pagadebit, Trebbiano, Romagna Albana spumante, Cagnina, Rebola, Cabernet-Sauvignon.

A partire dagli anni ottanta si è diffusa in Romagna la coltivazione biologica. Produzione di alimenti surgelati (Cesena).

Artigianato

La Romagna è una terra di artigianato. Uno dei centri mondiali di produzione della ceramica è in Romagna: Faenza. Tra l'artigianato romagnolo più conosciuto ed ammirato ci sono anche le caratteristiche tele stampate a mano, prodotte ancora oggi con tecniche ed attrezzi tradizionali, come gli stampi in legno intagliato. È tipica anche la lavorazione del cuoio e delle pelli per borse. I centri più interessanti sono San Mauro Pascoli e Gambettola.

Teglie, consigliate per la cottura della piadina: Montefiffi, nel comune di Sogliano al Rubicone

Industria e commercio

Il modello di sviluppo tradizionale dell’economia romagnola si è sempre basato sul dinamismo dei singoli imprenditori. A partire dall'agricoltua, il settore economico tradizionalmente maggioritario nella regione. La prima industria che si è diffusa in Romagna, terra a vocazione agricola, fu quella ortofrutticola.

Credito e risparmio

In Romagna le prime banche furono i Monti di Pietà, la cui esclusiva attività era l'erogazione di credito su pegno. Le banche in senso moderno nacquero nel XIX secolo. Le prime furono le Casse di Risparmio, che nacquero per fornire credito ai privati e finanziare le imprese artigiane; i Monti di Pietà continuarono la loro attività di sovvenzione alle persone indigenti. Tra la fine dell'Ottocento e l'inizio del Novecento si svilupparono anche le prime esperienze di credito cooperativo. Conosciute con il nome di casse rurali", sorsero per fornire accesso al credito a favore degli agricoltori. In Romagna la prima fu, nel 1895, la Cassa rurale di S. Pietro in Sylvis, di Bagnacavallo.
Nel XX secolo si svilupparono, dall'esperienza delle casse rurali, le banche di credito cooperativo.

Turismo e servizi
Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Riviera romagnola.
Le maggiori imprese della Romagna
Classifica in base ai bilanci del 2010 (fonte: Top aziende)[23]
Denominazione Sede Fatturato 2010 Settore
GESCO Cesena 1 128 280 238 Alimentari – produzione e ingrosso
MARR Rimini 1 078 097 000 Alimentari – produzione e ingrosso
Commercianti Indipendenti Associati Forlì 747 068 480 Alimentari – vendita al dettaglio
Bunge Italia Ravenna 676 868 329 Mangimi, foraggi ed integratori zootecnici
SACMI Imola 674 268 020 Ceramiche e refrattari – impianti, macchine e materiali
M. Business (Mercatone Uno) Imola 661 638 122 Mobili e Arredamento.
C.M.C. Ravenna 632 026 833 Costruzioni
SGM Distribuzione[24]
(Marco Polo/Expert)
Forlì 574 901 000 Elettrodomestici – vendita al dettaglio
General Cavi Lugo 562 823 102 Cavi e conduttori elettrici e telefonici

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Autostrada A14 nei pressi di Cesena nord

Strade[modifica | modifica sorgente]

La Romagna è collegata alla rete autostradale nazionale tramite undici caselli della Autostrada A14 Bologna-Taranto, tra le uscite Imola e Faenza ha origine la Diramazione Ravenna (ove sono presenti altri cinque caselli) che ha termine poco più a nord della città bizantina. Altre strade importanti che toccano la Romagna sono la Strada statale 9 Via Emilia che la collega con tutti i capoluoghi della Regione Emilia-Romagna, tranne Ravenna e Ferrara, arrivando fino a San Donato Milanese.

Di rilievo anche la Strada statale 3 bis Tiberina (Superstrada E 45), che consente di arrivare a Roma, costituendo una valida alternativa all'Autostrada A1 per giungere dal Nord alla Capitale.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Le linee ferroviarie principali che attraversano la Romagna sono le linee ferroviarie Bologna-Ancona e Ferrara-Rimini.

Da citare anche la linea Faenza-Firenze, che, percorrendo l'appennino tosco-romagnolo, collega Faenza con Firenze.

Per completare il quadro dei trasporti il collegamento tra Ravenna e Bologna è servito dal compromesso di treni che percorrono la tratta diretta tra Ravenna e Castel Bolognese e la tratta tra Ravenna e Faenza, mentre la tratta secondaria Lavezzola–Lugo collega i comuni del lughese con Lugo e, tramite la diramazione Lugo-Granarolo, a Faenza.

Porti[modifica | modifica sorgente]

Nel comune di Ravenna è presente il Canale Candiano, esso si designa come canale navigabile che collega l'abitato con il mare (distante 8 km) e che ne costituisce il porto commerciale ed industriale. Il nome deriva, per traslazione, dalla denominazione del vecchio avanzo di canale portuale di origine romana che era collegato con la città per mezzo del canale Panfilio, proveniente da Ferrara.

Il porto di Ravenna

A Cervia è presente un porto turistico che consente l'ormeggio ad imbarcazioni da diporto a vela e a motore di lunghezza compresa fra 6 e 16 m.

A Cesenatico è ubicato un porto-canale realizzato nel 1500 da un progetto di Leonardo da Vinci, inizialmente era previsto anche un collegamento con la città di Cesena, situata nell'entroterra a circa 15 km da Cesenatico; esso è utilizzato come porto turistico e per la pesca.

Il Porto canale di Rimini è costituito dall'originale foce del fiume Marecchia, con banchine sui due lati e prolungamento su due moli; anche in questo porto si svolgono attività legate alla pesca.

Aeroporti[modifica | modifica sorgente]

In Romagna sono presenti due aeroporti: uno è ubicato a Forlì ed è il Luigi Ridolfi, l'altro è ubicato a Rimini ed è il Federico Fellini.

Inoltre sono presenti due aeroclub a Ravenna e Lugo, ed un aeroporto militare a Cervia ove dal 5 ottobre 2010 opera il 15º Stormo dell'Aeronautica Militare Italiana.

Sono altresì presenti quattro aviosuperfici a Lido di Classe (Frazione di Ravenna), a San Michele (frazione di Santarcangelo di Romagna), a Sasso Morelli (frazione di Imola) e a Torraccia, curazia del castello di Domagnano, nella Repubblica di San Marino.

Mobilità[modifica | modifica sorgente]

Nelle Provincie di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini opera la società di trasporto pubblico Start Romagna nata il 1º gennaio 2012 dall'unione delle agenzie ATM, AVM e TRAM. Mentre nell'imolese il servizio è svolto dall'ATC di Bologna e nella Repubblica di San Marino dall'Azienda Autonoma di Stato per i Servizi Pubblici.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Dal punto di vista amministrativo, la Romagna invece risulta frazionata in più realtà, anche distanti fra loro.

La parte maggiore (7/10) è nella regione Emilia-Romagna: interamente romagnole sono le tre province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini; a esse si deve aggiungere la città di Imola (BO) e alcuni comuni limitrofi (Dozza, Mordano, Casalfiumanese, Borgo Tossignano, Fontanelice e Castel del Rio), tuttavia non l'interezza del Circondario Imolese, che comprende anche tre centri emiliani (Castel San Pietro Terme, Medicina e Castel Guelfo di Bologna).

A questi territori se ne aggiungono altri (2/10) nella regione Marche: in provincia di Pesaro-Urbino parte del Montefeltro, Gabicce Mare, Gradara e parte del Comune di Pesaro (i comuni del Montefeltro legati da secoli alla Romagna sono:Mercatino Conca, Monte Cerignone, Montecopiolo, Monte Grimano Terme e Sassofeltrio).

Infine 1/10 del territorio romagnolo è in Toscana: generalmente si considerano parte del territorio romagnolo anche il comune di Badia Tedalda e una parte del comune di Sestino in Provincia di Arezzo, nonché Firenzuola, Palazzuolo sul Senio e Marradi nella Provincia di Firenze, tutti territori situati sul versante Adriatico.

Consolati[modifica | modifica sorgente]

  1. Flag of Italy.svg Ambasciata d'Italia a San Marino
  1. Flag of Slovakia.svg Consolato Onorario della Repubblica Slovacca
  1. Flag of San Marino.svg Consolato Onorario della Serenissima Repubblica di San Marino
  2. Flag of Spain.svg Vice Consolato Onorario del Regno di Spagna
  1. Flag of Luxembourg.svg Consolato Onorario del Granducato di Lussemburgo
  1. Flag of Finland.svg Consolato Onorario della Repubblica di Finlandia
  2. Flag of Germany.svg Consolato Onorario della Repubblica Federale di Germania
  3. Flag of San Marino.svg Consolato Onorario della Serenissima Repubblica di San Marino

Sport[modifica | modifica sorgente]

La Romagna di sport, tradizionalmente legata al calcio, ciclismo e motociclismo, anche se nel passato ha raggiunto oppure occupa tuttora posizioni di rilievo nel panorama nazionale o internazionale di baseball, pallacanestro, calcio a cinque, cricket, pallavolo, rally, rugby e ippica.

Principali società sportive[modifica | modifica sorgente]

  • Baseball
Degno di nota è il Rimini Baseball Club, attualmente militante in Serie A. Ha vinto 11 scudetti e 3 Coppe dei Campioni. Dal 2011 milita in IBL anche la squadra dei Knights, con sede a Godo, frazione di Russi (RA).
  • Calcio
La più blasonata società calcistica della Romagna è l'Associazione Calcio Cesena. Nel suo passato vanta 12 partecipazioni alla massima serie ed anche una partecipazione alla Coppa UEFA nel 1976 grazie al sesto posto conquistato in Serie A nella stagione precedente: esso costituisce il risultato di maggior rilievo della società.
Il Rimini e il Ravenna hanno disputato la serie cadetta rispettivamente in 9 e 7 occasioni. Il Forlì ha giocato in Serie B solamente durante gli anni '40.
  • Calcio a 5
Imola Calcio a 5 milita nella Serie B.
  • Ciclismo
In Romagna operano numerose società ciclistiche, e qui vi sono nati molti campioni come Marco Pantani.
  • Cricket
Il Cesena Cricket Club negli anni ’90 ha vinto tre scudetti e due Coppe dei Campioni.
  • Motociclismo
A Misano Adriatico è presente il Misano World Circuit.
  • Pallacanestro
Nel basket maschile vanno ricordate soprattutto la Libertas Forlì, il Basket Rimini e l'Andrea Costa Imola, che hanno tutte militato nella massima serie partecipando anche alle coppe europee in passato. Nel basket femminile, la società più titolata della Romagna è il Club Atletico Faenza, che ha disputato 53 campionati di Serie A vincendo due Coppe Italia (2007 e 2009) e arrivando in finale per lo scudetto nel 2005. Di rilievo è anche la squadra di Cesena, che tra la fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta, è arrivata per cinque volte consecutive a disputare la finale scudetto.
  • Pallavolo
Molto diffusa e praticata è anche la pallavolo. Il Ravenna oltre ad aver vinto il primo campionato italiano di pallavolo maschile nel 1946 in città sono presenti una squadra femminile (Olimpia Teodora) e due maschili (Porto Ravenna e Robur) che in totale hanno vinto 17 scudetti, 7 coppe italia, 5 coppe dei campioni, 2 mondiali per club, 2 supercoppe europee e 1 coppa Cev.
La città di Forlì ha invece vantato per diversi anni due squadre in serie A (maschile: Yoga Volley, in serie A1; femminile: Infotel, in serie A2). Mentre la Pallavolo Cesena ha partecipano una sola stagione al campionato di massima serie.
  • Rugby
Il Romagna Rugby Football Club è stato fondato nel giugno 2006, ed è una franchigia cui aderiscono diversi club romagnoli. La franchigia esordì partendo direttamente dal campionato di serie B nella stagione 2006/2007, ottenendo il titolo a parteciparvi dal Cesena Rugby Club; al termine della stagione 2010/2011 ha ottenuto la sua prima promozione in serie A2.
  • Tchoukball
Nel febbraio del 2009 viene fondato a Cesena il Romagna tchoukball che ha partecipato al suo primo campionato nella stagione 2009/2010, classificandosi 18º su 22 squadre e finendo per retrocedere in serie B. Nella stagione 2010/2011 il Romagna tchoukball partecipando al campionato di B viene ammesso ai play off per la A, ma viene sconfitto da Torino e Bergamo e conclude il campionato in 6ª posizione su 18 squadre.
  • Altri sport
Meno diffusi, ma comunque praticati anche a livello agonistico su scala nazionale e internazionale sono il softball e il nuoto. Sul territorio sono presenti anche alcuni poligoni per il tiro con l'arco e il tiro a segno. È altresì possibile effettuare lanci con il paracadute in alcune piattaforme private in provincia di Ravenna.
Nella riviera romagnola in estate è possibile praticare qualsiasi tipo di sport su sabbia, dal beach volley ai racchettoni al footvolley alle bocce. Ogni anno vengono disputati tornei per ogni età e categoria agonistica (anche a livello internazionale), soprattutto a Cesenatico, Marina di Ravenna, Bellaria-Igea Marina, Rimini e Riccione. Ogni primavera Rimini ospita il Paganello, gara internazionale di frisbee.
Negli ultimi tempi si sta assistendo anche alla crescita del movimento pallanuotistico. Già radicato a Ravenna, Riccione e Novafeltria, a livello amatoriale sono presenti squadre anche a Forlì, Savignano, Bellaria e Cesenatico.

Principali eventi sportivi[modifica | modifica sorgente]

  • Cesena è sede dell'Ippodromo del Savio, attivo per il trotto nei mesi estivi. Il primo sabato di settembre la stagione ippica si conclude con il Campionato Europeo, un Gran Premio che richiama sulla pista cesenate i più forti cavalli a livello mondiale ed un folto pubblico dall'Italia e dall'estero.
  1. Italia-Bulgaria 4-0 (20 settembre 1989)
  2. San Marino-Italia 0-4 (12 febbraio 1990)
  3. Italia-Svezia 1-0 (18 novembre 2009)
e un incontro della nazionale maggiore di rugby:
  1. Italia-Giappone 31-24 (13 agosto 2011)

Principali impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

Personalità sportive legate alla Romagna[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Personalità legate alla Romagna.

In Romagna sono numerose le personalità sportive che qui sono nate o cresciute.

Nel ciclismo sono noti Mario Vicini (1913-1995) arrivato secondo al Tour de France del 1937, Ercole Baldini (1933) vincitore del Campionati del mondo di ciclismo su pista del 1956, Campionati del mondo di ciclismo su strada del 1958, Giro d'Italia del 1958 e l'Oro ai Giochi della XVI Olimpiade, Arnaldo Pambianco (1935) vincitore del Giro d'Italia del 1961, e Marco Pantani (1970-2004) vinse un Giro d'Italia e un Tour de France.

In campo calcistico vanno ricordati i calciatori Massimo Ambrosini (1977), Davide Biondini (1983), Matteo Brighi (1981), Lorenzo Minotti (1967), Sebastiano Rossi (1964); gli allenatori Daniele Arrigoni (1959), Delio Rossi (1960), Azeglio Vicini (1933) già CT della Nazionale italiana, l'arbitro per gare di Serie A Christian Brighi (1973) e i presidenti dell'Associazione Calcio Cesena Dino Manuzzi (1907-1982), Edmeo Lugaresi (1928-2010) ed Igor Campedelli (1974).

Nel mondo del motociclismo sono numerose le personalità che hanno vinti vari titoli mondiali come Dario Ambrosini (1918-1951), Marco Melandri (1982), Andrea Dovizioso (1986) e Marco Simoncelli (1987-2011).

Sono noti i cestisti che hanno giocato nella Nazionale di pallacanestro italiana: Carlton Myers (1971), Pierfilippo Rossi (1974), David Brkic (1982).

Nel nuoto va ricordato Fabio Scozzoli (1988) vincitore di numerose medaglie d'oro e nel canottaggio Josefa Idem, (1964) vincitrice di un oro alle Olimpiadi di Sydney. Nel mondo della lotta va ricordato il Campione olimpico dei Giochi della XXIX Olimpiade, Andrea Minguzzi.

Galleria immagini[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Lucio Gambi, «Confini geografici e misurazione areale della regione romagnola» in AA.VV. Romagna Una. Mutila fra 3 regioni, Il Ponte Vecchio, 1999, pagina 96.
  2. ^ Marcello Berti, «Una regione chiamata Romagna», in AA.VV. Romagna Una. Mutila fra 3 regioni, Il Ponte Vecchio, 1999, pagina 110.
  3. ^ Lucio Gambi, «Confini geografici e misurazione areale della regione romagnola» in AA.VV. Romagna Una. Mutila fra 3 regioni, Il Ponte Vecchio, 1999, pagina 94.
  4. ^ Lucio Gambi, «La “Romagna” di Emilio Rosetti» in Romagna Arte e Storia, settembre 1990, pp. 83-90.
  5. ^ ”La Romagna, pur facendo parte geograficamente della Pianura Padana, può distinguersi per alcuni suoi caratteri ecologici e quindi biologici”. Cfr. Pietro Zangheri, «Il posto della Romagna nel quadro della bio-geografia dell'Italia» in Studi Romagnoli, 1950 (1).
  6. ^ Pietro Zangheri, Il posto della Romagna nel quadro della biogeografia dell'Italia in Studi romagnoli, I, nº 1, Faenza, Società di studi romagnoli, 1950, pp. 335-361.
  7. ^ Un cronista scrive che la scossa fece cadere la statua di Ercole posta sulla piazza.
  8. ^ Argenta fu totalmente distrutta.
  9. ^ Nella strada che collegava le due città (l'odierna Adriatica), si aprì una fenditura lunga 1 km.
  10. ^ Subsidenza: si sta riducendo il fenomeno dell'abbassamento del suolo in regione. URL consultato il 16 aprile 2013.
  11. ^ L. 3 agosto 2009 n. 117
  12. ^ Appennino romagnolo. Toponimi. URL consultato il 23 aprile 2013.
  13. ^ Che il confine fosse posto sul Reno non deve stupire: il territorio di Bologna, infatti, era inserito in una più ampia giurisdizione che faceva capo a Ravenna. Ferrara, che sorgeva sulla sponda nord del Po di Primaro, non rientrava nella Romagna.
  14. ^ Il Guido elencato da Dante tra i nobili romagnoli è stato però identificato dagli studiosi moderni, come riporta il Peruzzi nella voce "CARPEGNA (Carpigna), Guido di" dell'Enciclopedia Treccani, quale discendente di un ramo minore dei Carpegna del Montefeltro; i suoi possedimenti non si trovavano nel Montefeltro ma a Bertinoro, e non aveva quindi collegamenti con la contea appenninica.
  15. ^ Gli italianisti sono concordi nel sostenere che la fortuna del toscano, che da lingua regionale è diventata, dopo lunghe vicissitudini, la lingua dell'Italia intera, non fu determinata da valori linguistici, ma da fattori culturali e storico-politici.
  16. ^ Giuseppe Sgubbi, Giurisdizione civile ed ecclesiastica di Imola e Faenza in epoca romana, Faenza, 2006. Il ragionamento è il seguente: se lungo la direttrice della Val Tiberina sono avvenuti scambi culturali tra Umbria e Romagna fin dall'età preromana, è probabile che siano venuti dall'Umbria anche dei cristiani. La direttrice principale che collegava a quel tempo la val Tiberina con la Romagna fu la Via Amerina.
  17. ^ Fernando Battaglia, "Romagna in musica", in Sguardi sulla Romagna, 2009, pagina 271.
  18. ^ Sito ufficiale della facoltà di psicologia. URL consultato il 02-09-2011.
  19. ^ Copertina del Primo numero
  20. ^ Il nome è tratto da una poesia di Giovanni Pascoli, La piada (inserita nella raccolta «Nuovi poemetti» del 1909) e fu scelto dai fondatori della rivista.
  21. ^ Sito ufficiale di Teleromagna. URL consultato il 19 aprile 2011.
  22. ^ Coppe, op. cit., p. 28.
  23. ^ TOP aziende. Sintesi dei bilanci delle principali aziende 2012. URL consultato il 7 aprile 2013.
  24. ^ Presidente Giuseppe Silvestrini. L'azionista di maggioranza è «Rhone Capital», mentre il resto delle quote azionarie è della famiglia Silvestrini.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Fausto Mancini - Walter Vichi, Castelli, rocche e torri di Romagna, Forlì 1959.
  • Roberto Balzani, La Romagna, Il Mulino, Bologna, 2002;
  • Sauro Mattarelli, La gatta rossa. La Romagna e le torri gemelle, Chegai, Firenze, 2002;
  • Fabio Lombardi, Canti e strumenti popolari della Romagna bidentina. Canzoni, ninne-nanne, filastrocche, balli, canti di nozze, stornelle, urli, bovare, strumenti e altro ancora, in una memorabile raccolta dei canti e della musica popolare della valle del Bidente. In appendice: Le trascrizioni musicali, Cesena, Ponte Vecchio, 2000 (ISBN 88-8312-087-6)
  • Tullia Magrini & Giuseppe Bellosi, Vi do la buonasera. Studi sul canto popolare in Romagna. Il repertorio lirico, Bologna, CLUEB, 1982 (ISBN 8849102569)
  • Sauro Mattarelli, Romagna graffiti Diabasis, Reggio Emilia, 2008;
  • Lucio Gambi, La "Romagna" di Emilio Rosetti, in "Romagna arte e storia", 1990 X;
  • Emilio Rosetti, La Romagna geografia e storia 1894;
  • John Larner, Signorie di Romagna, Il Ponte Vecchio, Cesena, 2008;
  • Marco Viroli, Signore di Romagna. Le altre leonesse, Il Ponte Vecchio, Cesena, 2010;

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]