Romagna
La Romagna (Rumâgna in dialetto romagnolo) è una regione storica, linguistica e geografica dell'Italia settentrionale, la cui parte più consistente forma insieme all'Emilia la regione amministrativa dell'Emilia-Romagna. Altri territori sono invece inseriti in regioni limitrofe, mentre una parte costituisce la Repubblica di San Marino.
Il toponimo Romagna deriva dal tardo latino Romània e risale al VI secolo d.C., quando l'Italia fu divisa in longobardica e Romana, cioè soggetta ai Longobardi e all'Impero Romano d'Oriente. "Romània" assunse quindi il significato generico di "mondo romano" (in opposizione a quello barbarico-longobardo). Con la creazione dell'Esarcato d'Italia (con capitale Ravenna), il termine assunse poi un'accezione geograficamente determinata, indicando la parte della penisola rimasta legata all'Impero romano.
Indice |
[modifica] Geografia
| Per approfondire, vedi la voce Geografia dell'Emilia-Romagna. |
[modifica] Superficie della Romagna
- Area geografica
La Romagna come realtà omogenea dal punto di vista geografico ha la forma di un quadrilatero, i cui lati sono:
- a nord il corso del fiume Reno-Primaro (fino al 1152 ramo principale del fiume Po), dal punto in cui riceve le acque del torrente Sillaro (in località Bastia) fino alla foce nel Mare Adriatico. Il lato nord separa la Romagna dal Ferrarese.
- a nord-ovest il corso del Sillaro, per tutto il suo percorso dalle sorgenti alla confluenza con il Reno. Il lato nord-ovest è il confine con il Bolognese.
- dalle sorgenti del Sillaro verso est, il lato meridionale segue lo spartiacque dell'Appennino tosco-romagnolo. Le cime che delimitano la dorsale sono il Monte Bastione (1190 m), vicino a Pian del Voglio e Sasso di Castro (1277 m), vicino a Roncobilaccio. La linea spartiacque prosegue fino al Monte Maggiore nell'Alpe della Luna (provincia di Arezzo). Il lato meridionale separa la Romagna dalla Toscana.
- il lato ovest-est corre pressoché in linea retta lungo lo spartiacque fra il torrente Conca e il fiume Foglia; nodi orografici sono il Sasso di Simone e il Monte Carpegna; poi la Faggiuola di Monte Cerignone, fino al promontorio di Fiorenzuola di Focara, poco a sud di Gabicce. La linea ovest-est stabilisce il confine tra Romagna e Marche. Il crinale attraversa la via Flaminia in località Siligata (7 km da Gabicce e 9 km da Pesaro).
- il lato est è rappresentato dalla costa adriatica.
Considerando i soli elementi naturali del territorio, i lati del quadrilatero romagnolo misurano come segue:
- Corso del Reno (dalla Bastia): 40 km;
- Corso del Sillaro: 74 km
- Spartiacque montani: 215 km;
- Coste marine: 94 km.
È possibile misurare l'area della Romagna sulla base delle carte dell'Istituto Geografico Militare; il calcolo dà come risultato 6.380,6 km² [1], di cui 2334,3 km² pertinenti alla pianura (36,4%) e 4046,3 km² di zona montagnosa (63,6%) [2].
- Vertici astronomici
La posizione astronomica dei punti estremi dei confini romagnoli è così indicata:[3]
- al nord, la foce del fiume Reno: 44°37' lat. N;
- al sud, il Monte Maggiore: 43°39' lat. N;
- all'est, Monte Mario: 0°23' long. E;
- all'ovest, l'elevazione (senza nome) che a quota 952 m. domina il Passo della Futa: 1°11' long. O.
[modifica] Orografia
Le zone montuose occupano la parte meridionale della Romagna, la catena montuosa che attraversa essa è quella dell'tosco-romagnolo cioè una delle due parti dell'Appennino Settentrionale che è a sua volta la zona più settentrionale degli Appennini. La montagna più alta è il Monte Falco, la cima raggiunge i 1658 m s.l.m. ed è posta sul confine tra le province di Forlì-Cesena, Arezzo, Firenze. Altre grandi montagne sono il Monte Carpegna (1415 m s.l.m.) e il Monte Fumaiolo (1408 m s.l.m.). E sempre tra le province di Forlì-Cesena, Arezzo, Firenze nel 1993 è stato istituito Parco nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna.
[modifica] Idrografia
Il Savio, con i suoi 126 km, è il fiume più lungo della Romagna. Altri fiumi importanti sono il Sillaro, Santerno, Senio, Lamone, Montone, Rabbi, Bidente, Savio, Rubicone, Marecchia e Conca.
In Romagna non sono presenti molti laghi, e qui pochi esistenti, sono piccoli e di scarso interesse. Il lago più importante è quello artificiale di Ridracoli, sorto presso l'omonima frazione del Comune di Bagno di Romagna.
La parte orientale della Romagna è bagnata dal Mare Adriatico, il tratto di costa che va dalla foce del fiume Reno al promontorio di Fiorenzuola di Focara (frazione di Pesaro) è chiamata Riviera romagnola. Il litorale è caratterizzato da spiagge ampie e sabbiose, con la presenza a nord di zone naturalistiche, mentre a sud si è assistito, dal dopoguerra, ad una progressiva cementificazione dovuta al turismo.
[modifica] Flora e fauna
La flora romagnola è molto varia e non omogenea nel territorio. Nelle zone montuose meridionali sono presenti alberi come l'abete rosso o bianco, aceri, sambuchi, maggiociondoli, ontani e sorbi e anche fiori soprattutto rose e orchidee. Nella zona pianeggiante la vegetazione è composta prevalentemente da piccoli boschi contenenti pioppi o aceri poiché tutta l'area della Pianura Padana è completamente occupata da terreni agricoli. Nella zona costiera sono presenti pini marittimi, palme e, per quanto concerne le piante acquatiche, alghe.
La fauna è varia e distribuita in modo non omogeneo lungo tutto il territorio. Sugli Appennini sono presenti uccelli come il gheppio o la sterna e anche mammiferi come cervi, lepri, volpi, lupi, tassi, caprioli. Nella zona pianeggiante occupata quasi tutta da campi agricoli è più semplice individuare fagiani, lepri, ricci. Nella zona costiera invece sono presenti un gran numero di uccelli come il gabbiano o il fenicottero in migrazione. Nel mare sono presenti pesci come orate, pesci spada, sgombri, scorfani, triglie. La zona in cui però è presente il maggior numero di specie animali è la parte in Provincia di Ravenna del Parco regionale del Delta del Po dell'Emilia-Romagna. Qui abbondano mammiferi come la nutria o il castoro, uccelli come il fenicottero rosa, il germano reale, il falco di palude ed vari tipi di anatre.
[modifica] Clima
| Per approfondire, vedi la voce Clima della Romagna. |
La Romagna è interessata da un clima temperato subcontinentale che varia con l'altitudine e la distanza dalla costa. Anche se non si discosta troppo da quello presente nel resto dell'Italia settentrionale, il clima della Romagna assume caratteristiche proprie dovute al progressivo assottigliarsi della fascia pianeggiante, il che attenua pur debolmente i caratteri di continentalità, alla fisiologica esposizione ai venti nell'asse sud-ovest-nord-est e, in definitiva, alla latitudine inferiore.
[modifica] Storia
| Per approfondire, vedi la voce Storia della Romagna. |
La Romagna fu abitata già dall'epoca preistorica, come dimostrano molti ritrovamenti. Uno dei siti archeologici più interessanti è Monte Poggiolo, presso Castrocaro Terme e Terra del Sole, dove sono stati ritrovati, a partire dal 1983, migliaia di reperti archeologici risalenti a circa un milione di anni fa.
I più antichi abitanti dell'attuale Romagna di cui si hanno testimonianze archeologiche furono gli Umbri e gli Etruschi. Si deve ai primi la fondazione si Sarsina; i secondi fondarono Verucchio e Rimini. A partire dal IV secolo a.C. il territorio fu conquistato da un popolo che dette un'importante impronta alla Romagna: i Celti. Tra le numerose tribù celtiche che scesero in Italia, sono da elencare Senoni, i Lingoni, e i Boi.
La permanenza dei Celti fu minacciata, a partire dal III secolo, dalla potenza dei Romani. Celti e romani si scontrarono per la prima volta nel 295 a.C. Sentino. sconf conquistarono la zona e succesivamente iniziò il tramonto dei Senoni, che pochi anni dopo furono definitivamente sopraffatti.
Tra il 191 al 187 a.C. viene costruita la via Emilia tra Rimini e Piacenza.
Giulio Cesare il 10 gennaio del 49 a.C. attraversò il fiume Rubicone (o il Pisciatello) alla testa di un esercito, violando apertamente la legge che proibiva l'ingresso armato dentro i confini dell'Italia e dando il via alla seconda guerra civile, pronunciando la celeberrima frase: Alea iacta est.
Dopo Cesare e il successivo potere augusteo la storia della Romagna ricalcò quella di un impero che dopo secoli di costante declino inizia a dare segni di collasso, per poi cedere sotto il peso delle continue invasioni germaniche.
L'invasione decisiva per le sorti dell'Italia fu quella dei Longobardi (568 d.C.). La penetrazione longobarda cambiò la storia della penisola: per la prima volta dopo secoli l'Italia si ritrovò divisa: da una parte i possedimenti longobardi; dall'altra i territori romano-bizantini. Questi ultimi furono riuniti nell'Esarcato d'Italia con capitale Ravenna. Nei secoli successivi l'Italia bizantina fu autonomamente governata dall'Esarca di Ravenna con leggi, lingua e costumi romano-bizantini. La Romagna restò come una sorta di isola rispetto al restante territorio italiano.
Dopo una fase di alterne vicende nel controllo politico della Romagna tra i Longobardi e l'esarca di Ravenna, i Longobardi conquistarono Ravenna (751), ponendo fine all'Esarcato. L'intervento dei Franchi, chiamati da papa Stefano II fu decisivo per la storia della penisola nei secoli successivi: il re Pipino il Breve, invece di restituire i territori all'imperatore di Costantinopoli, li donò alla Santa Sede, ponendo così inizio allo Stato Pontificio. Per Romagna iniziò un lunghissimo periodo (oltre mille anni) di storia all'interno dello Stato della Chiesa.
Nel XII secolo le istituzioni comunali si diffusero in tutte le città romagnole. Tutta la Romagna era ricompresa nella Provincia Romandiolæ, una delle cinque province dello Stato Pontificio (comprendeva tutto il territorio dal fiume Foglia al Panaro). Nel corso del XIII secolo infuriarono le lotte tra guelfi (fedeli al papa) e ghibellini (contrari al papa e alleati con l'imperatore del Sacro Romano Impero). Nel Medioevo, i principali centri della Romagna raggiunsero il numero di sette: Ravenna, Forlì, Rimini, Faenza, Cesena, Imola e Cervia. Tali rimasero fino ai giorni nostri.
Tra il 1499 e il 1500 Cesare Borgia, su mandato di papa Alessandro VI, sconfigge una dopo l'altra le signorie delle città romagnole, a cominciare da Forlì e Imola. Il Papa lo proclamò "Duca di Romagna" ed il Borgia pose a Cesena la sua Capitale; nel 1507, il ducato viene smembrato e la Romagna rientra nello Stato Pontificio. Negli anni Quaranta la Provincia Romandiolæ fu suddivisa in due: da una parte Bologna e dall'altra la Romagna. Al territorio romagnolo venne conferito ufficiale riconoscimento con la nascita della Legazione di Romagna. Nel 1559 la pace di Cateau-Cambrésis configurò un nuovo assetto degli equilibri tra gli Stati italiani. I territori a sud del Po furono suddivisi tra: Farnese (duchi di Parma e Piacenza), Estensi (duchi di Ferrara, Modena e Reggio) e Stato Pontificio (Romagna). Fu un assetto stabile, che rimase immutato per circa tre secoli.
Nel 1796 i francesi di Napoleone invasero la penisola. La Romagna fu suddivisa in due circoscrizioni: il Dipartimento del Pino (con capoluogo Ravenna) e Dipartimento del Rubicone (con capoluogo Forlì). La "capitale" della Romagna napoleonica fu Forlì. Napoleone significò anche sommi torti: nel 1800 il Bonaparte chiuse l'Università di Cesena (vecchia di cinque secoli) in parte per non dare concorrenti a Bologna e in parte per fare uno sgarbo a Pio VI, pontefice di origine cesenate irriducibile avversario del generale francese. La parabola di Napoleone ebbe termine nel 1814 con la sconfitta contro la coalizione delle potenze europee.
Nel 1815 il Congresso di Vienna ripristinò lo status quo ante. La Romagna ritornò nello Stato della Chiesa. Con una modifica: al posto di una Legazione unica furono create due Legazioni: una con capoluogo Ravenna e una seconda con capoluogo Forlì. La prima metà dell'Ottocento fu scossa da frequenti ribellioni. La Romagna partecipò a tutti i principali moti che attraversarono il periodo: nel 1820, 1830-31 e nel 1848. L'esercito austriaco, che controllava militarmente i territori a sud del Po per conto del pontefice, represse le sommosse.
Nell'aprile del 1859, scoppiò la Seconda guerra d'indipendenza tra Regno di Sardegna e Impero austriaco. L'Austria, vedendo la sconfitta, richiamò in patria tutte le truppe impegnate all'estero. La Romagna fu quindi presa dall'esercito sabaudo. Fu avviata una riorganizzazione del territorio, che non aveva subito sostanziali modifiche dalla pace di Cateau-Cambrésis (1559). Per la Romagna le modifiche più importanti furono due: il passaggio del comprensorio di Lugo sotto Ravenna e il distacco di Imola, che fu aggregata a Bologna.
I plebisciti d'annessione al Regno di Sardegna dell'11 e 12 marzo del 1860 confermarono la situazione di fatto sancendo la fine del dominio pontificio in Romagna. Il 15 marzo, visti i risultati dei plebisciti, i territori vennero annessi definitivamente al Regno di Sardegna, che divenne, il 17 marzo 1861 Regno d'Italia.
Nel 1923 dodici comuni del circondario di Rocca San Casciano, parte della cosiddetta Romagna toscana, già della provincia di Firenze passano alla Provincia di Forlì.
Dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, anche la Romagna diede il suo contributo alla lotta di resistenza. In particolare, in provincia di Forlì nasce la prima repubblica partigiana, la repubblica del Corniolo.
Nella primavera del 1944 i tedeschi avevano costruito una linea fortificata, denominata Linea gotica, che si estendeva da Rimini a La Spezia. La linea gotica costituiva l'ultima forte linea difensiva tedesca prima della pianura padana.
Il 25 agosto del 1944 scattò l'Operazione Olive, la prima città liberata fu Rimini (21 settembre), mentre l’ultima fu Faenza (16 dicembre). Diversa invece la situazione di tutti i paesi a nord del Senio, che vivono un altro inverno di occupazione nazifascista e dovranno attendere, assieme a Imola e Bologna, l'aprile del 1945 per tornare liberi.
La battaglia politica per il riconoscimento costituzionale della Romagna, che non si era affermato con il regno sabaudo, tornò all'ordine del giorno dopo il 2 giugno 1946, entrando nei lavori dell'Assemblea Costituente. A sostenere l'autonomia romagnola furono personaggi come Aldo Spallicci, Giuseppe Fuschini, Emilio Lussu.
Nel 1989 furono avviati gli insediamenti universitari di Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini, con l'attivazione dei primi corsi di laurea decentrati dell'Ateneo di Bologna.
Nel 1992 il circondario di Rimini fu eretto a provincia: la città divenne il terzo capoluogo romagnolo. Nel 2009 sette comuni dell'alta Valmarecchia passarono, tramite referendum, dalle Marche alla Provincia di Rimini. Fu un fatto storico poiché per la prima volta una modifica territoriale tra due regioni avveniva nella corretta applicazione dell'art. 132 della Costituzione[4].
[modifica] Nella letteratura
[modifica] La Romagna nella Divina Commedia
Il primo poeta a parlare della Romagna fu Dante Alighieri. Esiliato in Romagna, vi ha interamente composto la Divina Commedia. Il sommo poeta visse gli ultimi anni a Ravenna, dove morì nel 1321; la città ne conserva tuttora le spoglie.
Nel poema, i romagnoli compaiono in grande quantità, secondi solamente ai toscani. La prima citazione appare nel V Canto dell'Inferno, dove Francesca da Rimini descrive in pochi tratti il territorio romagnolo:
| « Siede la terra, dove nata fui, su la marina dove 'l Po discende per aver pace co' seguaci sui... » |
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(Inferno, Canto V, 97-99)
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Nell'Ottava bolgia dell'Inferno, dove sono condannati i consiglieri fraudolenti, Dante viene fermato da Guido da Montefeltro (1223-1298), che gli chiede: Dimmi se Romagnuoli han pace o guerra. Il poeta gli risponde ricordando la Romagna con affetto e melanconia (vv. 37-39). Poi fa un quadro aggiornato della situazione politica città per città:
- Ravenna (vv. 40-42) è sempre sotto i Da Polenta, che hanno esteso il proprio dominio sulla vicina Cervia;
- Forlì (vv. 43-45), dopo il sanguinoso eccidio dei francesi inviati dal Papa, per toglierla proprio a Guido, è ora sotto il dominio degli Ordelaffi;
- Rimini (vv.46-48), è governata dai Malatesta, famiglia proveniente da Verucchio, che ha spodestato Montagna dei Parcitati;
- Faenza e Imola (vv. 49-51), indicate dai loro fiumi (rispettivamente Lamone e Santerno), stanno sotto Maghinardo Pagani, il cui emblema è un leone in campo bianco;
- Cesena (vv. 52-54), indicata dal fiume Savio che la bagna, vive tra tirannia e libero comune.
| « Romagna tua non è, e non fu mai, sanza guerra ne' cuor de' suoi tiranni; ma 'n palese nessuna or vi lasciai. Ravenna sta come stata è molt'anni: l'aguglia da Polenta la si cova, sì che Cervia ricuopre co' suoi vanni. La terra che fé già la lunga prova e di Franceschi sanguinoso mucchio, sotto le branche verdi si ritrova. E 'l mastin vecchio e 'l nuovo da Verrucchio, che fecer di Montagna il mal governo, là dove soglion fan d'i denti succhio. Le città di Lamone e di Santerno conduce il lïoncel dal nido bianco, che muta parte da la state al verno. E quella cu' il Savio bagna il fianco, così com'ella sie' tra 'l piano e 'l monte, tra tirannia si vive e stato franco. » |
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(Inferno, Canto XXVII, 37-54)
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Il Po di Primaro costituiva il limite settentrionale della regione, inclusi i suoi rami deltizi. Nel XIV canto del Purgatorio, infatti, il sommo poeta scrive che la Romagna si estendeva:
| « tra 'l Po e 'l monte e la marina e 'l Reno.[5] » | |
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(Purgatorio, Canto XIV)
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Nello stesso canto Dante ricomprende esplicitamente il Montefeltro nella Romagna, allorché incontra con Guido del Duca, bertinorese, e Rinieri da Forlì e si lamenta con essi del degenerare delle nobili schiatte romagnole:
| « Ov'è il buon Lizio ed Arrigo Manardi? Pier Traversaro e Guido di Carpigna? O Romagnoli tornati in bastardi. » |
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(Purgatorio, Canto XIV)
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In un commento alla Divina Commedia, il quattrocentesco Giovanni di Serravalle conferma l'inclusione del Montefeltro nella Romagna. Così commenta il passo in cui Dante fa cenno a San Leo: In Romandiola est unus mons qui dicitur Monsfeltri, super illum est una civitas quae vocatur Sancti Leonis.
[modifica] La Romagna nella poesia
- Giovanni Pascoli
In una celebre raccolta, Myricae, Giovanni Pascoli descrive la Romagna con versi che sono rimasti immortali:
| « Romagna solatia, dolce paese, cui regnarono Guidi e Malatesta; cui tenne pure il Passator cortese, re della strada, re della foresta. » |
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(Giovanni Pascoli, «Romagna (a Severino)», da Myricae.)
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[modifica] Monumenti e luoghi d'interesse
Tutti i principali centri abitati della Romagna hanno più di duemila anni. In Romagna esistono pertanto tesori inestimabili.
[modifica] Architetture religiose
- Ravenna
Ravenna è in assoluto la città più ricca di monumenti della Romagna.
Fu capitale dell'Impero romano d'Occidente, dell'Esarcato d'Italia e, successivamente, centro di primissimo rilievo fino al Mille. Conserva ben otto Patrimoni dell'Umanità, tutti risalenti alla tarda antichità e all'epoca bizantina:
- Mausoleo di Galla Placidia (prima metà del IV secolo, post 426)
- Battistero Neoniano (430 circa, decorato verso il 458)
- Cappella Arcivescovile (500 circa)
- Basilica di Sant'Apollinare Nuovo (inizio del VI secolo, con ridecorazione parziale nella seconda metà del VI secolo)
- Mausoleo di Teodorico (520 circa)
- Battistero degli Ariani (prima metà del VI secolo)
- Basilica di San Vitale (prima metà del VI secolo)
- Basilica di Sant'Apollinare in Classe (consacrata nel 547)
- Medioevo
Le chiese più importanti costruite attorno al Mille sono:
- Santa Maria Maggiore Ravenna
- San Pietro in Silvis (Bagnacavallo);
- Polenta (nel forlivese)
- San Mercuriale (Forlì)
- Tempio Malatestiano (Rimini).
[modifica] Architetture civili
- Epoca romana
A Rimini si possono osservare due monumenti di grandissimo interesse: il Ponte di Tiberio e l'Arco di Augusto. Costruiti tra I e II secolo e mai distrutti, hanno attraversato 20 secoli di storia. L'Arco è ancora oggi il punto di partenza della Via Flaminia; il Ponte di Tiberio svolge tuttora la sua funzione, inserito nel traffico quotidiano della città.
Da ammirare anche il ponte romano di Savignano sul Rubicone, a tre arcate. Un'altra città su cui i romani hanno lasciato la loro impronta è Sarsina, patria di Plauto, commediografo del III secolo a.C. La cittadina possiede un museo archeologico nazionale e due monumenti funebri di primaria importanza, quello di Obulacco e quello di Rufo. Recentemente è venuta alla luce a Rimini la Domus del chirurgo ricca di pavimenti a mosaici e di una inestimabile collezione di strumenti per la chirurgia e la farmacologia dell'epoca tardo imperiale, ricca di messaggi di ringraziamento per il medico, scritti sui muri dai pazienti ricoverati.
- Medioevo
La più importante testimonianza di architettura civile nel Medioevo è sicuramente la Biblioteca Malatestiana di Cesena. Costruita nel XV secolo, in pieno Umanesimo, è stata la prima biblioteca aperta al pubblico d'Europa. Oggi è Patrimonio dell'Umanità.
- Epoca moderna
Tra Settecento e Ottocento, durante il dominio dello Stato Pontificio, la Romagna si riempie di teatri: se ne costruiscono in ogni centro abitato. Oggi la Romagna ha una delle più alte densità di teatri pubblici in rapporto agli abitanti.
Elenco in ordine cronologico della costruzione dei teatri pubblici in Romagna:
- 1758: Rossini di Lugo;
- 1776: Forlì
- 1780: Masini di Faenza;
- 1837: Meldola;
- 1846: Bonci di Cesena;
- 1852: Alighieri di Ravenna;
- 1870: Petrella di Longiano;
- 1881: Forlimpopoli;
- 1887: Russi.
Alla fine dell'Ottocento entrano in funzione anche i teatri di Bagnacavallo, Brisighella e Cervia.
- Architettura futurista
L'unico esempio di architettura futurista in Romagna è la colonia estiva «Le Navi» di Cattolica. Progettato da Clemente Busiri Vici, il complesso fu inaugurato il 28 giugno 1934.
- Architettura fascista;
Essendo Benito Mussolini forlivese di origine, le città romagnole sono state interessate da numerosi lavori in epoca fascista. L'arte del Ventennio è stata recentemente rivalutata, ed oggi è considerata all'interno delle correnti moderniste del primo Novecento. Gli esempi più importanti di architettura fascista in Romagna sono:
- a Forlì: Piazzale della Vittoria, Viale della Libertà e la stazione ferroviaria;
- a Castrocaro Terme: il complesso termale.
- a Predappio: il palazzo del fascio e il viale principale.
- a Rimini: il ponte littorio di fronte alla scuola marittima Luigi Rizzo, poco distante la scuola elementare «Decio Raggi».
[modifica] Architetture militari
[modifica] Siti archeologici
[modifica] Aree naturali
[modifica] Società
[modifica] Evoluzione demografica
| Pos. | Comune | Prov. | Abitanti |
|---|---|---|---|
| 1 |
159.754 |
||
| 2 | 143.793 | ||
| 3 | 118.312 | ||
| 4 | 97.500 | ||
| 5 | 69.266 | ||
| 6 | 58.299 | ||
| 7 | 35.314 | ||
| 8 | 32.774 | ||
| 9 | 28.578 | ||
| 10 | 25.623 |
[modifica] Etnie e minoranze straniere
[modifica] Lingue e dialetti
| Per approfondire, vedi la voce Dialetto romagnolo. |
Oltre alla lingua italiana, in Romagna non sono ufficialmente riconosciute altre lingue. Il dialetto locale è il dialetto romagnolo, incluso nella famiglia dei dialetti Galloitalici.
Il dialetto è caratterizzato da un forte rilievo delle consonanti nelle parole e da una notevole moltiplicazione dei fonemi vocalici rispetto all'italiano, che ne ha solo sette. Esistono comunque varie forme del dialetto stesso; quello di Cesena è abbastanza differente da quello di Rimini ma anche da quelli di Ravenna e Forlì.
Il dialetto romagnolo ha antiche origini neolatine; ad esso va geneticamente riconosciuta pari dignità con l'italiano. Il toscano e il romagnolo sono lingue contemporanee [6].
[modifica] Religione
L'area geografica romagnola è in gran parte coincidente con quella delle diocesi di Imola, Faenza-Modigliana, Forlì-Bertinoro, Cesena-Sarsina, Ravenna-Cervia, Rimini e San Marino-Montefeltro.
[modifica] Istituzioni, enti e associazioni
[modifica] Tradizioni e folclore
[modifica] La Caveja
| Per approfondire, vedi la voce Caveja. |
La Caveja è considerata per eccellenza il simbolo della Romagna; questa parola romagnola proviene dalla tradizione contadina, e indica un'asta d'acciaio saldata a un apice (pagella) decorata con "anelli musicali" e immagini simboliche. I simboli più diffusi, inseriti fra elementi decorativi, erano quelli del gallo, della mezzaluna, del Sole, dell'aquila e alcuni simboli cristiani, tra cui la croce e la colomba.
La Caveja serviva a bloccare il giogo, trainato dai buoi, al timone dell'aratro o del carro, per evitare che il timone slittasse in caso di rallentamento improvviso.
[modifica] Canto popolare
Le prime opere a stampa sul canto popolare romagnolo compaiono dopo l'unificazione politica del Paese. Nel 1894 esce a Forlì il Saggio di canti popolari romagnoli, a cura di Benedetto Pergoli, all'epoca direttore della biblioteca comunale. Scopo dell'opera era raccogliere testi e musiche di cante e stornelli che, fino ad allora erano state tramandate solamente per via orale. L'opera comprende sia la raccolta dei testi, sia la loro trascrizione su pentagramma, a cura di Alberto Pedrelli.
[modifica] Orchestre di musica da ballo
| « Romagna mia, Romagna in fiore, tu sei la stella, tu sei l'amore » | |
Il capostipite della musica da ballo romagnola è il savignanese Carlo Brighi (1853-1915), detto Zaclén. Brighi, violinista e compositore, è considerato il creatore del liscio. Negli anni dieci fondò la prima balera a Bellaria. Negli anni venti il ballo liscio si diffuse in tutta la Romagna. Dal 1928 il violinista Secondo Casadei, (1906-1971) proseguì l'opera di Zaclén, apportando alla musica folkloristica romagnola molte novità, e divulgando con grande passione e tenacia il liscio in tutta la penisola con la sua orchestra. Casadei partecipò ai più importanti festival musicali del suo tempo, compreso il "Festivalbar". Solo l'improvvisa morte impedì la sua partecipazione al Festival di Sanremo. Casadei rimane il più importante musicista romagnolo di tutti i tempi.
Il suo maggior successo nazionale porta la data del 1954, quando incise Romagna mia. La canzone divenne ben presto l'inno nazionale di Romagna, ma anche un successo mondiale: è la quarta canzone italiana più cantata nel mondo [7]. Le composizioni più note di Casadei in romagnolo sono Un bès in bicicleta (Un bacio in bicicletta), Balè, burdèli! (Ballate, ragazze!), Burdèla avèra (Ragazza avara). Al fianco di Casadei suonò per quindici anni Carlo Baiardi (1915-1997), uno dei maggiori sassofonisti di liscio romagnolo, insieme a Primo Lucchi e Ivano Nicolucci.
Un'altra orchestra romagnola tra le più note è quella fondata da Roberto Giraldi (fisarmonicista, in arte Castellina) e Giovanni Pasi (sassofonista): l'Orchestra Castellina-Pasi. Nata alla metà degli anni sessanta, ha conseguito tre volte il disco d'oro RCA per le vendite.
[modifica] Cultura
[modifica] Istruzione
[modifica] Biblioteche
[modifica] Ricerca
[modifica] Scuole
[modifica] Università
In Romagna non sono presenti università proprie, anche se in passato Cesena ebbe la sua università.
Nel 1989 l'Università degli Studi di Bologna decide di decentrare in Romagna alcuni corsi di laurea. Nel 2001 nascono i Poli scientifici didattici di Cesena, Forlì, Ravenna e Rimini e sono presenti le sedi distaccate a Cesenatico ed Imola.
- Architettura
- Ingegneria
- Psicologia (dal 2006 è stata eletta la migliore in Italia[8])
- Agraria
- Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
- Medicina
- Scienze Politiche
- Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori
- Ingegneria
- Economia
- Conservazione dei Beni Culturali
- Giurisprudenza
- Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali
- Ingegneria
- Chimica Industriale
- Medicina e Chirurgia
- Economia
- Scienze Statistiche
- Farmacia
- Lettere e Filosofia
- Chimica Industriale
- Scienze Motorie
- Medicina e Chirurgia
- Scienze della Formazione
[modifica] Musei
[modifica] Mezzi di comunicazione
[modifica] Stampa
In Romagna vengono stampati tre quotidiani. Il Resto del Carlino, nato nel 1885, quotidiano tra i più diffusi in Emilia-Romagna, è presente sul territorio con le redazioni di Forlì (1950), Ravenna (1950), Rimini (1957), Cesena (1972), Imola (1983). Il Corriere Romagna, fondato nella 1994 a Rimini, è un quotidiano locale, diffuso nelle province di Forlì-Cesena, Ravenna, Rimini, nel circondario di Imola e anche a San Marino. La Voce di Romagna, fondato nella 1998 a Rimini, esce con distinte edizioni nelle città principali della Romagna. La sede principale è a Rimini, le altre redazioni sono a Cesena, Forlì, Ravenna, Faenza-Lugo-Imola.
In Romagna sono anche stampati i periodici diocesani Il Nuovo Diario-Messaggero fondato ad Imola nel 1900, Risveglio duemila fondato a Ravenna nel 1902, Corriere Cesenate fondato a Cesena nel 1911, Il Momento fondato a Forlì nel 1919, Montefeltro fondato a Pennabilli nel 1995 e Il Ponte fondata a Rimini.
Inoltre sono stampate numerose riviste storico-culturali.
[modifica] Riviste culturali
Le riviste storico-culturali romagnole più note sono:
- La piê, bimestrale "di illustrazione romagnola" fondato a Forlì nel 1920 [9] da Aldo Spallicci, Francesco Balilla Pratella e Antonio Beltramelli [10]; oggi è diretto da Antonio Castronovo, che ha trasferito la sede ad Imola. Propone articoli su personaggi ed autori romagnoli, del passato o contemporanei, recensioni ed eventi culturali.
- Studi romagnoli, nata nel 1950 dall'omonima società, è la più nota rivista di studi storici del territorio. Il periodico, a tiratura annuale, pubblica gli atti dei convegni della Società, insieme ad altri studi su fatti, personaggi ed opere romagnoli.
- Quaderni del Cardello (dal nome della residenza di Alfredo Oriani) è una rivista annuale di studi e ricerche. È stata fondata nel 1990 da Luigia Pifferi Oriani, per continuare ad onorare la memoria dell'insigne studioso. Pubblica studi in ambito culturale, storico, politico nonché saggi sul dialetto e le tradizioni romagnole.
- Romagna arte e storia, quadrimestrale di cultura, nato a Rimini nel 1981 per iniziativa di Claudio Riva, Bruno Ballerin, Dante Bolognesi, Giordano Conti, Ferruccio Farina e Pier Giorgio Pasini. La rivista si occupa dei protagonisti dell'arte e della storia romagnola. Diversi numeri hanno carattere monografico.
- La Ludla (in romagnolo «La favilla») è il periodico ufficiale dell'Istituto "Friedrich Schürr". Nata nel 1997, affronta temi inerenti alla lingua e alla poesia romagnola, pubblicando scritti di autori contemporanei.
- Il Ponte Vecchio, rivista quadrimestrale di arte, letteratura, storia e cultura della Romagna contemporanea.
- Confini, rivista di critica letteraria e di altre altri, e di politica culturale. Nata nel 1999 a Cesena, è diretta da Antonio Maraldi.
- E Zoch, bimestrale di storia e cultura romagnola. La rivista, fondata a Imola nel 2002, pubblica saggi e articoli su fatti, personaggi (andando a riscoprire anche episodi meno conosciuti) e racconti inediti di autori romagnoli. Le foto sono rigorosamente in bianco e nero.
- ALI, rivista nazionale di arte, letterature e idee. Fondata nel 1998, è diretta da Gian Ruggero Manzoni.
- Il lettore di provincia, semestrale di testi, ricerca e critica della Longo editore di Ravenna. Fondata nel 1970 e diretta da Domenico Berardi, la rivista propone studi e saggi sulla letteratura, sia romagnola che nazionale, ed altre arti.
[modifica] Cinema
[modifica] Radio
[modifica] Televisione
A Cesena sorgono i principali studi di produzione di Teleromagna, una delle prime emittenti private sorte in Italia. L'azienda televisiva è nata nel 1974, nel 2004 è stata rilevata dal Gruppo Pubblisole nel 2004 e a dicembre 2010, con l'arrivo del digitale terrestre, Teleromagna ha ampliato la sua offerta con il lancio di cinque canali tematici[11].
Ha sede nel comparto produttivo "Ex Arrigoni", alle porte di Pievesestina di Cesena. Altre redazioni sono poste a Castel Guelfo di Bologna, Forlì, Ravenna e Rimini.
È visibile nell'Emilia-Romagna, Veneto, Marche e nella Repubblica di San Marino.
[modifica] Internet
[modifica] Arte
[modifica] Teatro
[modifica] Cucina
| La "Pida" |
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Un tipico chiosco per le piadine
La Romagna è nota per la piadina. Essa è composta da una sfoglia di farina di frumento, strutto (o olio di oliva), sale e acqua, che tradizionalmente viene cotta su un piatto di terracotta, detto teglia, ma più comunemente su piastre di metallo. La si può trovare in tutto il territorio cittadino, venduta in tipici chioschi. Può essere servita semplice per accompagnare i pasti, ma è ottima se gustata insieme ad affettati ed insaccati di vario tipo oppure insieme al formaggio squacquerone, con l'aggiunta di rucola. È, per dirla con Giovanni Pascoli, «il pane, anzi il cibo nazionale dei Romagnoli»: in realtà, lo era innanzitutto per i più poveri[12]. La piadina romagnola è inserita nell'elenco dei prodotti agroalimentari tradizionali italiani della regione Emilia-Romagna. |
| Per approfondire, vedi la voce Cucina romagnola. |
La povertà della cucina romagnola è stata condizionata dapprima dalla presenza di piccole signorie turbolente e instabili, con la parziale eccezione di quella malatestiana, con corti e, dunque, mense di non eccelso lustro, e poi dal lungo e pesante dominio dello Stato della Chiesa. I caratteri della cucina sono estremamente semplici e contadini; l'apporto della cultura marinara è di scarso peso e non si estende oltre la zona costiera. Il numero dei piatti è modesto; altrettanto modesta è la tradizione salumiera e casearia.
Diffusa la cultura della pasta all'uovo, particolarmente sotto forma di pappardelle, cappelletti, tagliatelle, lasagne. Altri tipi di pasta tipici sono gli strozzapreti, serviti al ragù, ed i passatelli.
Per quanto riguarda i secondi piatti, la parte del leone la svolge il maiale: grigliate miste, carne ai ferri, arrosti, sono tipici della zona, in particolare di quella collinare. Diffuso l'uso d'insaccati e degli affettati derivati dal maiale, specialmente prosciutto, salame, mortadella, coppa e culatello. In misura minore è usato anche il coniglio ed il pollo. Per quanto riguarda la cacciagione, vengono utilizzati, specialmente in collina, cinghiali, lepri, quaglie.
Il dolce tipico è la ciambella, sia quella caratteristica col buco, sia quella lunga e piatta, mentre le frappe sono tipiche del periodo di carnevale.
In Romagna si producono vari tipi di vino, in particolare il Sangiovese, il Trebbiano, la Cagnina, l'Albana ed il Pagadebit.
[modifica] Personalità legate alla Romagna
| Per approfondire, vedi la voce Personalità legate alla Romagna. |
Sono numerose e varie le persone che in Romagna sono nate o vissute, che vi hanno lasciato traccia di sé o stabilito dei saldi rapporti con le città romagnole.
La lista degli artisti e dei letterati più noti sarebbe lunga, ma vale la pena nominare Tito Maccio Plauto (255 a.C.- 184 a.C.) uno dei più prolifici e importanti autori dell'antichità latina, Dante Alighieri (1265-1321) passò gli ultimi anni della sua vita in Romagna, Vincenzo Monti (1754-1828) ricordato per la traduzione dell'Iliade, Pellegrino Artusi (1820-1911) noto soprattutto per aver scritto La Scienza in cucina e l'Arte di mangiar bene, Giovanni Pascoli (1855-1912) uno dei maggiori rappresentanti del decadentismo italiano, Renato Serra (1884-1915), scrittore e critico, scrisse uno dei capolavori della letteratura italiana del Novecento, l'Esame di coscienza di un letterato, Marino Moretti (1885-1979) noto soprattutto come poeta crepuscolare, Aldo Spallicci (1886-1973) promotore delle tradizioni popolari romagnole e Tonino Guerra (1920) noto scrittore ma anche sceneggiatore.
In campo artistico vanno ricordati i pittori Melozzo da Forlì (1438-1494) celebre per essere stato nominato Pictor papalis, Marco Palmezzano (1459-1539), Guido Cagnacci (1601-1663), Silvestro Lega (1826-1895) fra i maggiori esponenti del movimento dei macchiaioli, Alberto Sughi (1928) e gli scultori Ilario Fioravanti (1922-2012) e Leonardo Lucchi (1952).
Nel campo musicale vanno menzionati i compositori e musicisti Arcangelo Corelli (1653-1713) noto compositore del periodo barocco e Secondo Casadei (1906-1971) uno dei maggio esponenti del liscio romagnolo; e i cantautori Alice (1954) vincitrice del Festival di Sanremo del 1981, Samuele Bersani (1970) e Laura Pausini (1974) ha vinto del 1993 il Festival di Sanremo nella categoria Nuove Proposte.
In campo teatrale sono noti la contralto Marietta Alboni (1826-1894), la mezzosoprano Ebe Stignani (1903-1974) e i tenori Alessandro Bonci (1870-1940) e Angelo Masini (1844-1926), ed il registra teatrale Romeo Castellucci (1960) fondatore della società teatrale Socìetas Raffaello Sanzio; ed in campo cinematografico gli attori Monty Banks (1897-1950) attivo a Hollywood e nel Regno Unito, i coniugi Nicoletta Braschi (1960) e Roberto Benigni (1952), Fabio De Luigi (1967), ed il registra vincitore di 5 Premi Oscar Federico Fellini (1920-1993).
In campo scientifico vanno menzionati i fisici e matematici Evangelista Torricelli (1608-1647) inventore del barometro, Silvestro Gherardi (1802-1879) e Gregorio Ricci Curbastro (1853-1925) famoso per il suo trattato sul calcolo differenziale assoluto, i medici Giovanni Battista Morgagni (1682-1771) e Maurizio Bufalini (1787-1875) e il naturalista Pietro Zangheri (1889-1983) autore di circa duecento pubblicazioni a scopo scientifico e divulgativo.
Del mondo politico vanno menzionati Andrea Costa (1851-1910) uno dei fondatori del socialismo in Italia, Benito Mussolini (1883-1945) fondatore del fascismo e dittatore in Italia dal 1925 al 1943, e Adone Zoli (1887-1960) Presidente del Consiglio dal 1957 al 1958.
In campo religioso si ricordano i santi Gaudenzio di Rimini (280-360), Mercuriale di Forlì (IV secolo), Rufillo di Forlimpopoli (IV secolo), Mauro di Cesena (?-946), Pier Damiani (1007-1072), Pellegrino Laziosi (1265-1345) e i papi Pasquale II (1050ca.-1118), Clemente XIV (1705-1774), Pio VI (1717-1799) e Pio VII (1742-1823).
In Romagna sono nati e passati anche importanti figure storie, vanno ricordate le nobile famiglie storiche degli Alidosi, Da Polenta, Malatesta, Manfredi e Ordelaffi; i condottieri Guido da Montefeltro (1223-1298), Cesare Borgia (1475-1507) creò in Romagna il suo ducato e Giovanni dalle Bande Nere (1498-1526); i patrioti Angelo Targhini (1799-1825), Leonida Montanari (1800-1825) e Pietro Maroncelli (1795-1846) furono carbonari, Aurelio Saffi (1819-1890) guidò la Repubblica Romana assieme a Armellin e Mazzini; e l'asso dell'aviazione Francesco Baracca (1888-1918).
[modifica] Eventi
[modifica] Economia
[modifica] Infrastrutture e trasporti
[modifica] Strade
La Romagna è collegata alla rete autostradale nazionale tramite undici caselli della Autostrada A14 Bologna-Taranto, tra le uscite Imola e Faenza ha origine la Diramazione Ravenna (ove sono presenti cinque caselli) che ha termine poco più a nord della città bizantina. Altre strade importanti che toccano la Romagna sono la Strada statale 9 Via Emilia che la collega con tutti i capoluoghi della Regione Emilia-Romagna, tranne Ravenna e Ferrara, arrivando fino a San Donato Milanese.
Di rilievo anche la Strada statale 3 bis Tiberina (Superstrada E 45), che consente di arrivare a Roma, costituendo una valida alternativa all'Autostrada A1 per giungere dal Nord alla Capitale.
[modifica] Ferrovie
Le linee ferroviarie principali che attraversano la Romagna sono le linee ferroviarie Bologna-Ancona e Ferrara-Rimini.
Da citare anche la linea Faenza-Firenze, che, percorrendo l'appennino tosco-romagnolo, collega Faenza con Firenze.
Per completare il quadro dei trasporti il collegamento tra Ravenna e Bologna è servito dal compromesso di treni che percorrono la tratta diretta tra Ravenna e Castel Bolognese e la tratta tra Ravenna e Faenza, mentre la tratta secondaria Lavezzola–Lugo collega i comuni del lughese con Lugo e, tramite la diramazione Lugo-Granarolo, a Faenza.
[modifica] Porti
Nel comune di Ravenna è presente il Canale Candiano, esso si designa come canale navigabile che collega l'abitato con il mare (distante 8 km) e che ne costituisce il porto commerciale ed industriale. Il nome deriva, per traslazione, dalla denominazione del vecchio avanzo di canale portuale di origine romana che era collegato con la città per mezzo del canale Panfilio, proveniente da Ferrara.
A Cervia è presente un porto turistico che consente l'ormeggio ad imbarcazioni da diporto a vela e a motore di lunghezza compresa fra 6 e 16 m.
A Cesenatico è ubicato un porto-canale realizzato nel 1500 da un progetto di Leonardo da Vinci, inizialmente era previsto anche un collegamento con la città di Cesena, situata nell'entroterra a circa 15 km da Cesenatico; esso è utilizzato come porto turistico e per la pesca.
Il Porto canale di Rimini è costituito dall'originale foce del fiume Marecchia, con banchine sui due lati e prolungamento su due moli; anche in questo porto si svolgono attività legate alla pesca.
[modifica] Aeroporti
In Romagna sono presenti due aeroporti: uno è ubicato a Forlì ed è il Luigi Ridolfi, l'altro è ubicato a Rimini ed è il Federico Fellini.
Inoltre sono presenti due aero club a Ravenna e Lugo, ed un aeroporto militare a Cervia ove dal 5 ottobre 2010 opera il 15º Stormo dell'Aeronautica Militare Italiana.
[modifica] Mobilità
Nelle Provincie di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini opera la società di trasporto pubblico Start Romagna nata il 1º gennaio 2012 dall'unione delle agenzie ATM, AVM e TRAM. Mentre nell'imolese il servizio è svolto dall'ATC di Bologna e nella Repubblica di San Marino dall'Azienda Autonoma di Stato per i Servizi Pubblici.
[modifica] Amministrazione
Dal punto di vista amministrativo, la Romagna invece risulta frazionata in più realtà, anche distanti fra loro.
La parte maggiore (7/10) è nella regione Emilia-Romagna: interamente romagnole sono le tre province di Ravenna, Forlì-Cesena e Rimini; a esse si deve aggiungere la città di Imola (BO) e alcuni comuni limitrofi (Dozza, Mordano, Casalfiumanese, Borgo Tossignano, Fontanelice e Castel del Rio), tuttavia non l'interezza del Circondario Imolese, che comprende anche tre centri emiliani (Castel San Pietro Terme, Medicina e Castel Guelfo di Bologna).
A questi territori se ne aggiungono altri (2/10) nella regione Marche: in provincia di Pesaro-Urbino parte del Montefeltro, Gabicce Mare, Gradara e parte del Comune di Pesaro (i comuni del Montefeltro legati da secoli alla Romagna sono:Mercatino Conca, Monte Cerignone, Montecopiolo, Monte Grimano Terme e Sassofeltrio).
Infine 1/10 del territorio romagnolo è in Toscana: generalmente si considerano parte del territorio romagnolo anche il comune di Badia Tedalda e una parte del comune di Sestino in Provincia di Arezzo, nonché Firenzuola, Palazzuolo sul Senio e Marradi nella Provincia di Firenze, tutti territori situati sul versante Adriatico.
[modifica] Consolati
Consolato Onorario della Serenissima Repubblica di San Marino
Vice Consolato Onorario del Regno di Spagna
Consolato Onorario della Repubblica di Finlandia
Consolato Onorario della Repubblica Federale di Germania
Consolato Onorario della Serenissima Repubblica di San Marino
[modifica] Altre informazioni
[modifica] Sport
La Romagna di sport, tradizionalmente legata al calcio, ciclismo e motociclismo, anche se nel passato ha raggiunto oppure occupa tuttora posizioni di rilievo nel panorama nazionale o internazionale di baseball, pallacanestro, calcio a cinque, cricket, pallavolo, rally, rugby e ippica.
- Baseball
- È degno di nota è il Rimini Baseball Club, attualmente militante in Serie A. Ha vinto 11 scudetti e 3 Coppe dei Campioni.
- Calcio
- La maggiore società calcistica della Romagna è l'Associazione Calcio Cesena: il 30 maggio 2010, avendo concluso il campionato di Serie B al secondo posto, ha ottenuto la promozione diretta in Serie A per la stagione 2010/2011. Nel suo passato vanta dieci partecipazioni alla massima serie ed anche una partecipazione alla Coppa Uefa nel 1976 grazie al sesto posto conquistato in Serie A nella stagione precedente: esso costituisce il risultato di maggior rilievo della Società.
- Da citare anche l'Associazione Calcio Bellaria Igea Marina e l'Associazione Calcio Rimini 1912 che militano in Lega Pro Seconda Divisione, e il Forlì Football Club e il Ravenna Calcio che militano in Serie D.
- Calcio a 5
- Imola Calcio a 5 milita nella Serie B.
- Ciclismo
- In Romagna operano numerose società ciclistiche, e qui vi sono nati molti campioni come Marco Pantani.
- Cricket
- Il Cesena Cricket Club negli anni ’90 ha vinto tre scudetti e due Coppe dei Campioni.
- Motociclismo
- A Misano Adriatico è presente il Misano World Circuit.
- Pallacanestro
- Nel Basket maschile è utile ricordare la Fulgor Libertas Forlì e il Andrea Costa Imola, entrambe militano nel Campionato di Legadue. Nel basket femminile di grande rilievo è la squadra di Cesena soprattutto tra la fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta, quando la Polisportiva Ahena arrivò per cinque volte consecutive a disputare la Finale Scudetto.
- Pallavolo
- Molto diffusa e praticata è anche la pallavolo. Il Ravenna oltre ad aver vinto il primo campionato italiano di pallavolo maschile nel 1946 in città sono presenti una squadra femminile (Olimpia Teodora) e due maschili (Porto Ravenna e Robur) che in totale hanno vinto 17 scudetti, 7 coppe italia, 5 coppe dei campioni, 2 mondiali per club, 2 supercoppe europee e 1 coppa Cev.
- La città di Forlì ha invece vantato per diversi anni due squadre in serie A (maschile: Yoga Volley, in serie A1; femminile: Infotel, in serie A2). Mentre la Pallavolo Cesena ha partecipano una sola stagione al campionato di massima serie.
- Rugby
- Il Romagna Rugby Football Club è stato fondato nel giugno 2006, ed è una franchigia cui aderiscono diversi club romagnoli. La franchigia esordì partendo direttamente dal campionato di serie B nella stagione 2006/2007, ottenendo il titolo a parteciparvi dal Cesena Rugby Club; al termine della stagione 2010/2011 ha ottenuto la sua prima promozione in serie A2.
- Tchoukball
- Nel febbraio del 2009 viene fondato a Cesena il Romagna tchoukball che ha partecipato al suo primo campionato nella stagione 2009/2010, classificandosi 18º su 22 squadre e finendo per retrocedere in serie B. Nella stagione 2010/2011 il Romagna tchoukball partecipando al campionato di B viene ammesso ai play off per la A, ma viene sconfitto da Torino e Bergamo e conclude il campionato in 6ª posizione su 18 squadre.
- Altri sport
- Meno diffusi, ma comunque praticati anche a livello agonistico su scala nazionale e internazionale sono il softball e il nuoto. Sul territorio sono presenti anche alcuni poligoni per il tiro con l'arco e il tiro a segno. È altresì possibile effettuare lanci con il paracadute in alcune piattaforme private in provincia di Ravenna.
- Nella riviera romagnola in estate è possibile praticare qualsiasi tipo di sport su sabbia, dal beach volley ai racchettoni al footvolley alle bocce. Ogni anno vengono disputati tornei per ogni età e categoria agonistica (anche a livello internazionale), soprattutto a Cesenatico, Marina di Ravenna, Bellaria-Igea Marina, Rimini e Riccione.
- Negl'ultimi tempi si sta assistendo anche alla crescita del movimento pallanuotistico. Già radicato a Ravenna, Riccione e Novafeltria, a livello amatoriale sono presenti squadre anche a Forlì, Savignano, Bellaria e Cesenatico.
[modifica] Principali eventi sportivi
- Cesena è sede dell'Ippodromo del Savio, attivo per il trotto nei mesi estivi. Il primo sabato di settembre la stagione ippica si conclude con il Campionato Europeo, un Gran Premio che richiama sulla pista cesenate i più forti cavalli a livello mondiale ed un folto pubblico dall'Italia e dall'estero.
- Il Dino Manuzzi ha ospitato tre incontri della nazionale maggiore di calcio:
- Italia-Bulgaria 4-0 (20 settembre 1989)
- San Marino-Italia 0-4 (12 febbraio 1990)
- Italia-Svezia 1-0 (18 novembre 2009)
- e un incontro della nazionale maggiore di rugby:
[modifica] Principali impianti sportivi
- 105 Stadium
- Autodromo Enzo e Dino Ferrari
- Carisport
- Misano World Circuit
- Ippodromo del Savio
- PalaCattani
- PalaCosta
- PalaDeAndrè
- Palasport Flaminio
- Stadio Bruno Benelli
- Stadio Dino Manuzzi
- Stadio Romeo Neri
[modifica] Personalità sportive legate alla Romagna
| Per approfondire, vedi la voce Personalità legate alla Romagna. |
In Romagna sono numerose le personalità sportive che qui sono nate o cresciute.
Sono noti i cestisti che hanno giocato nella Nazionale di pallacanestro italiana: Carlton Myers (1971), Pierfilippo Rossi (1974), David Brkic (1982)
Nel ciclismo sono noti Mario Vicini (1913-1995) arrivato secondo al Tour de France del 1937, Ercole Baldini (1933) vincitore del Campionati del mondo di ciclismo su pista del 1956, Campionati del mondo di ciclismo su strada del 1958, Giro d'Italia del 1958 e l'Oro ai Giochi della XVI Olimpiade, Arnaldo Pambianco (1935) vincitore del Giro d'Italia del 1961, e Marco Pantani (1970-2004) vinse un Giro d'Italia e un Tour de France.
In campo calcistico vanno ricordati i calciatori Massimo Ambrosini (1977), Davide Biondini (1983), Matteo Brighi (1981), Lorenzo Minotti (1967), Sebastiano Rossi (1964); gli allenatori Daniele Arrigoni (1959), Marcello Lippi (1948) ha allenato il Cesena dal 1989 al 1990, Delio Rossi (1960), Azeglio Vicini (1933) ha allenato la Nazionale di calcio dell'Italia, l'arbitro per gare di Serie A Christian Brighi (1973) e i presidenti dell'Associazione Calcio Cesena Dino Manuzzi (1907-1982), Edmeo Lugaresi (1928-2010) ed Igor Campedelli (1974).
Nel mondo del motociclismo sono numerose le personalità che hanno vinti vari titoli mondiali come Dario Ambrosini (1918-1951), Marco Melandri (1982), Andrea Dovizioso (1986) e Marco Simoncelli (1987-2011).
Nel nuoto va ricordato Fabio Scozzoli (1988) vincitore di numerose medaglie d'oro e nel canottaggio Josefa Idem (1964) vincitrice di un oro alle Olimpiadi di Sydney.
[modifica] Sagre e feste popolari
- Il 5 gennaio a Faenza (Ravenna): Nott de' Bisò.
- Il 4 febbraio a Forlì (FC): Festa del Patrono (Madonna del Fuoco).
- Dal 3 al 6 marzo a Forlimpopoli (Provincia di Forlì-Cesena): Festa della segavecchia.
- Dal 5 al 12 marzo a Morciano di Romagna (Rimini): Antica Fiera di San Gregorio.
- A metà Quaresima a Forlimpopoli e Cotignola: la Segavecchia
- Il 28 marzo e il 10 aprile a Gambettola (Forlì-Cesena): Carnevale di Primavera.
- Il 3 aprile e il 1º maggio a Villanova (Ravenna): La soffitta in piazza.
- Dal 22 al 25 aprile a Pieve Corleto (Ravenna): Sagra di Primavera.
- Dal 23 al 25 aprile a San Mauro Pascoli (Forlì-Cesena): Comepergioco.
- Dal 23 al 25 aprile a Saludecio (Rimini): Salus erbe.
- Il 24 aprile a Oriolo - Faenza (Ravenna): Sagra dei vini.
- Il 25 aprile a Casola Valsenio (RA) : Festa di Primavera (Carri in Gesso di Festa e di Pensiero)
- Dal 28 aprile al 2 maggio a Pieve Cesato (Ravenna): Sagra della campagna.
- Dal 5 al 9 maggio a Solarolo (Ravenna): Festa dell'ascensione
- Dall'8 al 10 maggio a Borghi (FC): Sagra de bustrengh.
- La prima domenica di maggio a Cervia (RA): Sposalizio del mare.
- Dal 6 all'8 maggio a Zattaglia (Ravenna): Festa del cinghiale.
- Dall'11 al 16 maggio a Castel Bolognese (Ravenna): Sagra di Pentecoste.
- Dal 13 al 16 maggio a Fossolo (Ravenna): Raduno d'estate e sagra del castrato.
- Dal 13 al 15 maggio a Lavezzola (Ravenna): Sagra della porchetta e del tortellino.
- Il 15 maggio a Cesena: Festa della fragola biologica.
- Il 21 e 22 maggio a Rocca delle Caminate (FC): Otto castelli per un palio.
- Il 22 maggio a Cesenatico (FC): Sagra della fragola.
- Dal 26 al 29 maggio a Alfonsine (RA): Sagra delle Alfonsine.
- Dal 27 al 30 maggio a Barbiano di Cotignola (RA): Palio di Alberico.
- Il 28 maggio a Cesena (FC): Festa del Gruppo Macro e della Coop Sesamo.
- Dal 1 al 6 giugno a Santo Stefano (RA): La sagra della fragola.
- Dal 1 al 6 giugno a Prada (RA): La Festa dla fameja.
- Il 4 giugno a Bertinoro (FC): Vini e sapori in strada.
- Durante il mese di giugno a Faenza: Mese del palio con gare, cene propiziatorie ed alfieri bandieranti
- Il 24 giugno a Cesena: Festa del Patrono (San Giovanni).
- La quarta domenica di giugno (24 giugno-30 giugno) a Faenza: Niballo, palio di Faenza.
- Tutti i venerdì sera di Luglio e Agosto a Casola Valsenio (RA) : Mercatino Serale delle Erbe e dei Prodotti dell'Erboristeria
- Il secondo fine settimana di luglio a Monte Colombo (RN), Sagra della Trippa e dello Strozzaprete [13].
- Il 10 e 11 agosto a Oriolo - Faenza (Ravenna): Calici di Stelle.
- Dal 12 al 15 agosto a Gemmano (Rimini): Sagra della Pappardella al cinghiale.
- Dal 17 al 22 agosto a Reda - Faenza (Ravenna): Sagra del buongustaio.
- Dal 18 al 21 agosto a Mondaino (Rimini): Palio del daino.
- Il 20 agosto a Cervia (Ravenna): La smielatura. -->
- 22 agosto a Brisighella (RA): Frusta d'oro, campionato per s-ciucarèn.
- A cavallo tra agosto e settembre a Mercato Saraceno (FC): il Palio del Saraceno
- Il terzo fine settimana di settembre a Russi (RA): La fira di set dulur.
- Tutte le domeniche di ottobre a Sant'Agata Feltria (RN) : Fiera del Tartufo Bianco pregiato di Sant'Agata Feltria
- Il terzo fine settimana di ottobre a Casola Valsenio (RA) : Festa dei Frutti Dimenticati
- I primi due fine settimana di novembre a Santarcangelo di Romagna (RN): Fiera di San Martino detta anche Fiera dei Becchi
- Le ultime due domeniche di novembre e la prima di dicembre a Sogliano al Rubicone (FC): Sagra del formaggio di fossa
[modifica] Galleria immagini
[modifica] Note
- ^ Lucio Gambi, «Confini geografici e misurazione areale della regione romagnola» in AA.VV. Romagna Una. Mutila fra 3 regioni, Il Ponte Vecchio, 1999, pag. 96.
- ^ Marcello Berti, «Una regione chiamata Romagna», in AA.VV. Romagna Una. Mutila fra 3 regioni, Il Ponte Vecchio, 1999, pag. 110.
- ^ Lucio Gambi, «Confini geografici e misurazione areale della regione romagnola» in AA.VV. Romagna Una. Mutila fra 3 regioni, Il Ponte Vecchio, 1999, pag. 94.
- ^ L. 3 agosto 2009 n. 117
- ^ Che il confine fosse posto sul Reno non deve stupire: il territorio di Bologna, infatti, era inserito in una più ampia giurisdizione che faceva capo a Ravenna. Ferrara, che sorgeva sulla sponda nord del Po di Primaro, non rientrava nella Romagna.
- ^ Gli italianisti sono concordi nel sostenere che la fortuna del toscano, che da lingua regionale è diventata, dopo lunghe vicissitudini, la lingua dell'Italia intera, non fu determinata da valori linguistici, ma da fattori culturali e storico-politici.
- ^ Fernando Battaglia, "Romagna in musica", in Sguardi sulla Romagna, 2009, pag.271.
- ^ Sito ufficiale della Facoltà di Psicologia. URL consultato il 02-09-2011.
- ^ Copertina del Primo numero
- ^ Il nome è tratto da una poesia di Giovanni Pascoli, La piada (inserita nella raccolta «Nuovi poemetti» del 1909) e fu scelto dai fondatori della rivista.
- ^ Sito ufficiale di Teleromagna. URL consultato il 19-04-2011.
- ^ Coppe, op. cit., p. 28.
- ^ Nata nel 1967 dall'idea del Sindaco Lino Magnani, è la manifestazione enograstronomica più antica della Provincia di Rimini.
[modifica] Voci correlate
- Personalità legate alla Romagna
- Comuni romagnoli
- Esarcato di Ravenna
- Romagna d'Este
- Romagna Toscana
- Appennino tosco-romagnolo
- Cucina romagnola
- Folclore romagnolo
- Briganti romagnoli
- Riviera romagnola
- Giro di Romagna
- Lunezia
[modifica] Bibliografia
- Roberto Balzani, La Romagna, Il Mulino, Bologna, 2002;
- Sauro Mattarelli, La gatta rossa. La Romagna e le torri gemelle, Chegai, Firenze, 2002;
- Sauro Mattarelli, Romagna graffiti Diabasis, Reggio Emilia, 2008;
- Lucio Gambi, La "Romagna" di Emilio Rosetti, in "Romagna arte e storia", 1990 X;
- Emilio Rosetti, La Romagna geografia e storia 1894;
[modifica] Altri progetti
[modifica] Collegamenti esterni
- Romagna su Open Directory Project (Segnala su DMoz un collegamento pertinente all'argomento "Romagna")
- - Il portale della Romagna
c'è anche il Bosco di Croara che si trova vicino a Rivergaro ... è un pezzo molto vasto di terreno che comprende alberi e fiori di tutti i tipi e alcuni animali di piccole dimensioni....