Forlimpopoli

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Forlimpopoli
comune
Forlimpopoli – Stemma
Forlimpopoli – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Forlì-Cesena-Stemma.png Forlì-Cesena
Amministrazione
Sindaco Mauro Grandini (Impegno Comune (lista civica appoggiata da PD e SEL)) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 44°11′00″N 12°08′00″E / 44.183333°N 12.133333°E44.183333; 12.133333 (Forlimpopoli)Coordinate: 44°11′00″N 12°08′00″E / 44.183333°N 12.133333°E44.183333; 12.133333 (Forlimpopoli)
Altitudine 30 m s.l.m.
Superficie 24,46 km²
Abitanti 13 160 (31-12-2012)
Densità 538,02 ab./km²
Frazioni Sant'Andrea, San Pietro ai Prati, San Leonardo e Selbagnone[1]
Comuni confinanti Bertinoro, Forlì,
Altre informazioni
Cod. postale 47034
Prefisso 0543
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 040013
Cod. catastale D705
Targa FC
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti forlimpopolesi
Patrono san Rufillo
Giorno festivo 16 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Forlimpopoli
Posizione del comune di Forlimpopoli nella provincia di Forlì-Cesena
Posizione del comune di Forlimpopoli nella provincia di Forlì-Cesena
Sito istituzionale

Forlimpopoli (Frampùl in romagnolo[2]) è un comune italiano di 13.160 abitanti della provincia di Forlì-Cesena in Emilia-Romagna.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Sito sulla Via Emilia (SS9), fra Forlì e Cesena, a 8 chilometri a est del capoluogo, sorge in una posizione favorevole alle comunicazioni tra la montagna (vallata del Bidente), la pianura ed il mare.

Toponimo[modifica | modifica sorgente]

Il nome di Forlimpopoli è di chiara origine romana (Forum Popilii) e deriva molto probabilmente da quello del console Publio Popilio Lenate, che avrebbe fondato la città nel 132 a.C..

Storia[modifica | modifica sorgente]

Preistoria[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Forlimpopoli fu abitato sin dal paleolitico inferiore, come testimoniano alcuni manufatti di selce trovati in anni recenti; si tratta di ciottoli scheggiati, simili a quelli del più famoso giacimento di Monte Poggiolo (Forlì) e fabbricati da individui appartenenti al gruppo dell'Homo erectus, circa 700 000 anni fa. In epoca protostorica il territorio fu percorso e abitato da genti dell'età del bronzo e successivamente sia dagli Umbri, che scendevano dall'Appennino, sia dai Galli provenienti dalla Pianura Padana.

Storia romana[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio forlimpopolese sono ancora oggi visibili tracce di tre successive centuriazioni, che testimoniano l'opera di bonifica agraria e di colonizzazione della pianura da parte dei Romani; certamente l'antica via Emilia costituiva l'asse fondamentale del reticolato urbano della città romana. Nel I secolo a.C. Forum Popili divenne un municipium al centro di un vasto territorio confinante con quelli di Caesena, Forum Livii (Forlì), Mevaniola e Sarsina. Nei primi secoli dell'epoca imperiale il centro conobbe un forte sviluppo economico grazie alle attività agricole. Il vino prodotto in zona era esportato in diverse località mediterranee, come è dimostrato dal ritrovamento di fornaci che producevano anfore vinarie.

La ricchezza di Forum Popili derivava, inoltre, dalla vicinanza con il porto ravennate di Civitas Classis, dal quale arrivavano merci e idee provenienti anche dall'oriente, come dimostra la scoperta di una stele funeraria databile al tardo III secolo, che costituisce uno dei reperti cristiani più antichi rinvenuti nella pianura padana. Nel V secolo Forlimpopoli divenne sede episcopale. Il suo primo vescovo fu l'ateniese Rufillo; sul suo sepolcro, edificato appena fuori dell'abitato, sorse un'abbazia benedettina.

A partire dal III secolo ebbe inizio un periodo di decadenza economica della città, che si protrasse per tutto l'Alto Medioevo, durante il quale la pianura fu sommersa da disastrose inondazioni e ampie zone coltivate furono abbandonate dagli agricoltori.

Medioevo[modifica | modifica sorgente]

Nella seconda metà del VI secolo l'Italia fu divisa in due a causa dell'invasione dei Longobardi. Forlimpopoli rimase sotto il dominio bizantino. Alla fine del secolo entrò a far parte dell'Esarcato di Ravenna. Alla metà del VII secolo gli abitanti di Forlimpopoli impedirono al re longobardo Grimoaldo, in marcia verso il centro-sud della penisola, di attraversare il proprio territorio. Grimoaldo, si vendicò al ritorno, radendo al suolo la città (tra il 661 e il 671).

Dopo la fine del dominio bizantino in Italia, nell'VIII secolo Forlimpopoli entrò a far parte del Patrimonio di San Pietro (successivamente denominato Stato Pontificio).

Nel Basso Medioevo iniziò un nuovo periodo di sviluppo per la città, segnato dalla costruzione di una nuova zona urbanizzata, la Civitas Nova (1044) ad opera di Michele di Silvestro Merenda, su incarico di Scarpetta Ordelaffi, e dalla conquista dell'autonomia comunale: documenti dell'epoca ci informano della presenza a Forlimpopoli di consoli e successivamente di un podestà.

Età comunale[modifica | modifica sorgente]

Ma nel secolo XIII la cittadina entrò nell'orbita della famiglia degli Ordelaffi che da Forlì cercava di estendere la sua influenza sulla Romagna.
L'azione degli Ordelaffi fu contrastata dalla Santa Sede che riconquistò il territorio grazie all'energica azione del cardinale Albornoz il quale, nel 1361, ordinò la distruzione di Forlimpopoli rimasta fedele ai signori di Forlì.

Dieci anni dopo, un documento dell'epoca ci riferisce che l'antica cittadina non esisteva praticamente più, la sede vescovile era stata trasferita a Bertinoro e, al posto della cattedrale distrutta, era stata costruita una fortezza chiamata Salvaterra, l'attuale Rocca.

Rocca Albornoziana

Pochi anni dopo, Sinibaldo Ordelaffi, fatta la pace con la Chiesa, fece risorgere Forlimpopoli, con la costruzione di mura cittadine.

Età moderna[modifica | modifica sorgente]

Nei secoli XV e XVI Forlimpopoli fu posseduta da diversi signori, tra i quali Caterina Sforza e Cesare Borgia. Nel 1535 la città fu concessa dal papa Paolo III, come feudo perpetuo, ad Antonello Zampeschi, alla cui morte successe Brunoro II Zampeschi, che divenne un valoroso condottiero al servizio di Venezia, del papa, del duca di Savoia e del re di Francia. Dal 1592 la Rocca passò ai principi Savelli, che rilevarono i beni degli Zampeschi, e quindi al cardinale Capponi. La successione della famiglia va identificata e riferita al figlio naturale di Antonello Zampeschi: Organtino il Gamorano (o Gammarano).

Dopo la parentesi napoleonica, Forlimpopoli tornò sotto il governo pontificio. Durante il Risorgimento la cittadina partecipò attivamente ai moti liberali, in particolare a quelli del 1831. Nel 1851 fu saccheggiata dalla banda del famigerato Stefano Pelloni, detto il "Passatore"; tra le vittime della rapina anche il padre e una sorella di Pellegrino Artusi, futuro autore dell'opera La Scienza in cucina e l'Arte di mangiar bene.

Dopo l'unità d'Italia[modifica | modifica sorgente]

Alla fine dell'Ottocento fu istituita una Scuola magistrale nella quale studiò e si diplomò (nel 1901) il giovane Benito Mussolini. Durante la seconda guerra mondiale Forlimpopoli fu gravemente danneggiata dal passaggio del fronte e diversi suoi abitanti parteciparono alla Resistenza, fino alla liberazione della città, avvenuta il 25 ottobre dell'anno 1944.

Dalla fine del 2013, in vista delle ultime evoluzioni demografiche e dei recenti sviluppi amministrativi, è in atto uno studio di fattibilità su una possibile fusione con il comune adiacente di Bertinoro; un fenomeno, quello della fusione comunale, che nell'Emilia-Romagna ha già avuto diversi riscontri positivi.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Forlimpopoli negli anni cinquanta

La Rocca Albornoziana a pianta quadrata domina la piazza principale, costruita verso la metà del XIV secolo sulle rovine dell'antica cattedrale, denominata in origine con l'appellativo "Salvaterra". La Rocca tuttora ospita il municipio; i suoi sotterranei ospitano le sale del Museo Civico conservanti manufatti e reperti paleolitici, romani (fra i quali mosaici ed anfore), medioevali e tardo medievali ritrovati nel territorio artusiano.

Nei pressi, si segnala anche, in località Fornò, nel comune di Forlì, ma nel vicariato di "Bertinoro-Forlimpopoli", il quattrocentesco Santuario di Santa Maria delle Grazie, caratteristica chiesa a pianta rotonda.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Etnie e Minoranze Straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 1.098 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Albania Albania 227 1,75%

Romania Romania 199 1,54%

Marocco Marocco 145 1,12%

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Manifestazioni[modifica | modifica sorgente]

Buonanotte Suonatori - la Festa della Scuola di Musica Popolare Si tiene normalmente fra la prima e la seconda settimana di giugno. Strutturata come una festa popolare che interessa gli spazi della Rocca e dell'antistante piazza Garibaldi è, di fatto, il saggio degli allievi e degli insegnanti della Scuola che, negli anni, è cresciuto a tal punto da divenire probabilmente il saggio di scuola di musica più visto d'Italia

La festa tradizionale, di stampo carnascialesco, è rappresentata dalla Segavecchia che si svolge ogni anno in periodo di quaresima, vede la partecipazione numerosa della popolazione e assume il carattere tipico della festa di paese con bancarelle di dolciumi, frutta secca, spettacolo pirotecnico e la sfilata di carri allegorici allestiti dalle frazioni di Forlimpopoli. Dura una settimana.

La Festa Artusiana invece si svolge in giugno ed evidenzia l'aspetto tipico della cultura e della tradizione eno-gastronomica della città che diede i natali a Pellegrino Artusi.

Il Festival Didjin'Oz[4] dedicato alla musica ed alla cultura degli aborigeni australiani, si svolge abitualmente nella prima metà di luglio ed è divenuto, negli anni, il più importante riferimento italiano del settore. Unico nel panorama italiano, prevede film, concerti e mostre con la presenza di importanti artisti provenienti dall'Australia e da tutta Europa

Il Festival di musica popolare[5] , che ha visto, nel 2011, svolgersi la sua sedicesima edizione, è ormai un appuntamento tradizionale nel panorama delle manifestazioni estive della città. Si propone, attraverso un percorso fatto di concerti, stage e mostre, di analizzare l'evoluzione delle musiche di tradizione, dalle loro origini alla riproposta dei musicisti di oggi.

Un de int la Roca ad Frampùl (Un giorno nella Rocca di Forlimpopoli) si svolge il secondo fine settimana di settembre. È una rievocazione storica organizzata dal Gruppo Storico "Brunoro II" della Pro Loco di Forlimpopoli, la festa ripropone un evento storico riguardante il signore conte di Forlimpopoli Brunoro II. Il conte, di ritorno dalla guerra in terra di Francia dove aveva combattuto gli eretici Ugonotti, viene accolto dal paese in festa e dalla moglie la contessa Battistina Savelli. Durante i giorni di festa si assiste a un vero e proprio salto nel passato, il cortile e il fossato della Rocca sono animati da mercatini medioevali, giochi di giullari e mangiafuoco, duelli di armati e da spettacoli di sbandieratori e tamburini.

Persone legate a Forlimpopoli[modifica | modifica sorgente]

Economia[modifica | modifica sorgente]

Basata su un fervente artigianato e su una campagna fertile fra la quale spiccano le coltivazioni di pesche e barbabietole, Forlimpopoli gode dell'indotto economico prodotto dalle grandi industrie presenti nella zona limitrofa forlivese. È stata sede, per molti anni, di un importantissimo zuccherificio che attualmente è in fase di smantellamento.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1995 2004 Maurizio Castagnoli Democratici di Sinistra Sindaco
2004 2014 Paolo Zoffoli Democratici di Sinistra/Partito Democratico Sindaco
2014 in carica Mauro Grandini Partito Democratico Sindaco

Risultati delle elezioni comunali del 2009[modifica | modifica sorgente]

  1. Paolo Zoffoli (Pd-Idv) 65.38 %
  2. Antonio Zoli (centrodestra) 19.80 %
  3. Giorgio Bonoli (Sinistra e Libertà e Lista Comunista) 9.86 %
  4. Paolo Turci (Lista apprendista) 4.93 %

Risultati delle elezioni comunali del 2014[modifica | modifica sorgente]

  1. Mauro Grandini - Impegno Comune (PD e SEL) 62,01%
  2. Valerio Basciani (Movimento 5 Stelle) 19,28%
  3. Paolo Anconelli - Cambiare Forlimpopoli (centrodestra) 11,16%
  4. Paolo Liverani - La città che vorrei (Rifondazione Comunista) 7,54%

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Francia Villeneuve-Loubet

Sport[modifica | modifica sorgente]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Comune di Forlimpopoli - Statuto.
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 280.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Sito del Didjin'Oz
  5. ^ Festival Musica popolare 2011

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Vittorio Bassetti, Forlimpopoli medievale: radiografia di una città, in Forlimpopoli nel 600° della ricostruzione (1380-1980), Forlimpopoli 1983, pp. 19-40.
  • Vittorio Bassetti, Alcune sedute quattrocentesche del Consiglio comunale di Forlimpopoli, <<Forum Popili>>, 3 (1992), PP. 115-121.
  • Vittorio Bassetti, Personaggi, liti, beni, oggetti d'uso sacro e profano in alcuni documenti forlimpopolesi dei secoli XV-XVI, pdf, <<Forlimpopoli. Documenti e Studi>>, IV (1993), pp. 109-130.
  • Vittorio Bassetti, Documenti su alcuni aspetti di vita economica forlimpopolese nel medioevo e dintorni,pdf, <<Forlimpopoli. Documenti e Studi>>, V (1994), pp. 73-97.
  • Vittorio Bassetti, Uno sguardo al mondo agrario medievale del territorio forlimpopolese e dintorni, pdf <<Forlimpopoli. Documenti e Studi>>,VI (1995),pp.79-100.
  • Vittorio Bassetti, La distruzione albornoziana di Forlimpopoli, pdf, <<Forlimpopoli. Documenti e Studi>>, VIII (1997), pp. 67-83.
  • Vittorio Bassetti, L'istruzione a Forlimpopoli prima dell'Unità d'Italia, pdf, <<Forlimpopoli. Documenti e Studi>>, XI (2000), pp. 85-117.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]