Leucojum

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Progetto:Forme di vita/Come leggere il tassoboxCome leggere il tassobox
Campanelle
Leucojum vernum ENBLA01.jpg
Leucojum vernum
Classificazione scientifica
Dominio Eukaryota
Regno Plantae
Superdivisione Spermatophyta
Divisione Magnoliophyta
Classe Liliopsida
Sottoclasse Liliidae
Ordine Asparagales
Famiglia Amaryllidaceae
Tribù Galantheae
Genere Leucojum
Nomenclatura binomiale
Leucojum
L., 1753
Specie
(Vedi testo)

Campanelle (Leucojum L. 1753) è un genere di piante Spermatofite Monocotiledoni appartenenti alla famiglia delle Amaryllidaceae, dall’aspetto di piccole erbacee perenni con bulbo tunicato.

Sistematica[modifica | modifica sorgente]

Leucojum è un piccolo genere con circa 10 – 20 o più specie (a seconda delle varie classificazioni), alcune delle quali molto precoci nel fiorire a Primavera. Cinque/sei appartengono alla flora spontanea dell'Italia.
La classificazione di questo gruppo di piante ha subito alcune modifiche nel corso del tempo. Questo è causato dal fatto che la famiglia delle Amaryllidaceae è strettamente imparentata con quella delle Liliaceae. Infatti secondo il Sistema Cronquist (degli anni 80’) queste piante facevano parte di quest’ultima famiglia (e quindi all’ordine delle Liliales): il Sistema Cronquist non contempla una famiglia di nome Amaryllidaceae, nonostante nelle classificazioni ancora più vecchie (vedi Adolf Engler) tale famiglia avesse una sua collocazione ben precisa.
Ma gli ultimi studi filogenetici (vedi la moderna classificazione APG) hanno dimostrato che le Liliaceae sono un gruppo parafiletico per cui molti generi sono stati attributi ad altre famiglie e quindi il genere Leucojum è rientrato nella famiglia delle Amaryllidaceae e nell’ordine delle Asparagales.

Inoltre il genere Leucojum appartiene, secondo il botanico e tassonomista inglese John Hutchinson (1884-1972), alla tribù delle Galantheae.

Le varie specie del genere sono ripartite secondo alcune direttive morfologiche:

  • foglie lineari-piane larghe;
  • foglie lineari-strettissime quasi filiformi;
  • stami inseriti sopra un evidente disco;
  • stami con disco staminale poco prominente;
  • presenza o no delle foglie al momento della fioritura.

Le stesse direttive sono utilizzate nella suddivisione delle specie spontanee della flora italiana.
È da tenere presente inoltre che nel 2004 alcune specie del genere Leucojum sono state ristrutturate come genere Acis. Nel paragrafo relativo al Elenco delle specie del genere sono evidenziati questi trasferimenti.

Etimologia[modifica | modifica sorgente]

Il nome del genere (“leucojum”) deriva da due parole greche: “leukòs” = bianco e “ion” = viola. Probabilmente si fa riferimento sia al colore bianco del fiore che alla sua delicata fragranza.

Morfologia[modifica | modifica sorgente]

La forma biologica (unica) di questo genere è geofita bulbosa (G bulb): sono piante provviste di bulbo (è l'organo perennante) dal quale, ad ogni nuova stagione, nascono foglie e fiori.
Inoltre la forma di crescita delle piante di questo genere è cespitosa-bulbosa: il bulbo annualmente ingrossandosi forma, alla periferia dello stesso, nuovi bulbilli di rinnovazione disfacendosi naturalmente di quelli vecchi.

Radici[modifica | modifica sorgente]

Le radici sono quasi sempre fascicolate.

Fusto[modifica | modifica sorgente]

Foglie[modifica | modifica sorgente]

Le foglie, tutte basali, sono poco numerose. A volte sono strette e lineari, altre si presentano in forma di lacinie filiformi. In alcune specie le foglie sono ben sviluppate al momento della fioritura (L. vernum e L. aestivum), in altre appena pronunciate per poi svilupparsi in seguito a fioritura compiuta.

Infiorescenza[modifica | modifica sorgente]

I fiori sono riuniti in ombrelle pauciflore. Alcune specie possono avere un unico fiore per fusto. I fiori sono pedicellati (piccolo peduncolo) e penduli. Caratteristica è la presenza di una spata univalve che sovrasta l'infiorescenza stessa.

Fiori[modifica | modifica sorgente]

I fiori di questo genere, come frequentemente accade nella classe delle monocotiledoni (liliopsida), non hanno un calice e una corolla distinti, per cui il perianzio prende il nome di perigonio, e i sepali-petali del calice-corolla, si chiamano tepali, inoltre essendo di aspetto più corollino che calicino si chiamano precisamente “tepali petaloidi”.
I fiori sono ermafroditi, attinomorfi, pentaciclici (a 5 verticilli). Il colore dei fiori generalmente è bianco con sfumature al verde chiaro.

Frutti[modifica | modifica sorgente]

Il frutto consiste in una capsula loculicida di colore verde e dalla consistenza lievemente carnosa.

Distribuzione e habitat[modifica | modifica sorgente]

Usi[modifica | modifica sorgente]

Avvertenza
Le informazioni riportate non sono consigli medici e potrebbero non essere accurate. I contenuti hanno solo fine illustrativo e non sostituiscono il parere medico: leggi le avvertenze.

Farmacia[modifica | modifica sorgente]

Le specie del genere Leucojum sono velenose in quanto contengono (specialmente le radici e le foglie) gli alcaloidi “galanthamina” e “lycorina” (possono provocare vomito, capogiri, brividi, ma anche avvelenamento di una certa gravità). È da evitare quindi l'uso domestico sia in cucina che come “farmacia popolare”.

Giardinaggio[modifica | modifica sorgente]

Uno dei primi utilizzi delle piante di queste genere si ha nel giardinaggio. Già nel 1596 la specie L. vernum era coltivata nei giardini inglesi. Mentre per la specie L. autumnale si hanno documentazioni risalenti al 1629 (sempre in Inghilterra). Altre specie sono state utilizzate più tardi (1820) come L. roseum e L. trychophyllum.
Le specie che crescono meglio, grazie alla loro naturale rusticità, sono L. vernum e L. aestivum. Quest’ultima, tra i giardinieri per comodità, è più conosciuta impropriamente come L. pulchellum, che in realtà è una varietà di L. aestivum.
Le altre specie, che sono meno rustiche, godono di favori minori fra i giardinieri. Comunque i Leucojum vengono usati nella formazione di giardini rocciosi, di muri fioriti, di bordure e macchie.
La moltiplicazione avviene per separazione dei bulbilli (a preferenza in autunno).

Specie del genere[modifica | modifica sorgente]

Elenco delle specie di Campanelline[modifica | modifica sorgente]

Elenco delle specie più conosciute. (I corrispondenti nomi di origine italiana sono indicati in grassetto – sono evidenziate inoltre le specie passate al genere Acis)

Specie spontanee della flora italiana[modifica | modifica sorgente]

Per meglio comprendere ed individuare le varie specie del genere (solamente per le specie spontanee della nostra flora) l’elenco che segue utilizza il sistema delle chiavi analitiche.

  • Gruppo 1A : le foglie sono relativamente larghe (da 5 a 15 mm – massimo 23 mm); i tepali sono di colore bianco e sono macchiati di verde; lo stilo del gineceo è ingrossato a forma di clava (clavato);
Leucojum aestivum L. - Campanelle maggiori: l'infiorescenza si compone normalmente di 2 – 6 fiori (raramente con un solo fiore); i tepali sono lunghi da 6 a 15 mm; il fusto è bitagliente; questa specie ha inoltre la particolarità di presentarsi con le foglie (del tipo nastriforme) ben sviluppate già al momento della prima fioritura. È presente nell'Italia del nord (comprese le isole Corsica e Sardegna) fino a 300 m s.l.m..
Leucojum vernum L. - Campanelle comuni, Campanellino: (per questa pianta è disponibile una specifica scheda di approfondimento) è la specie più conosciuta in Italia; le foglie sono nastriforme e sono copiosamente presenti al momento della fioritura; l'infiorescenza si compone normalmente di un fiore (raramente si trovano piante con 2 fiori); i tepali sono lunghi da 15 a 22 mm. Si trova solo al nord dell'Italia fino a 1200 m s.l.m..
  • Gruppo 1B : le foglie sono strette, quasi filiformi (da 1 a 3 mm); il colore dei tepali può essere bianco ma anche arrossato; lo stilo è filiforme;
  • Gruppo 2A : la fioritura è primaverile; i tepali sono di colore bianco latteo, senza macchie verdi all'apice;
Leucojum longifolium Gay - Campanelle di Corsica: l'infiorescenza è composta da 2 – 4 fiori; gli stami sono posizionati su un disco (appena visibile) a forma di anello; al momento della fioritura (in primavera) le foglie sono subeguali (più piccole) dello scapo fiorale; si trova solo in Corsica a quote medio - elevate.
Leucojum nicaeense Ardoino : lo scapo fiorale porta in genere 1 o 2 fiori (molto raramente 3); l'inserzione degli stami, sul disco sottostante e sovrapposto all'ovario, presenta dei lobi intercalati ai filamenti staminali; questa pianta è caratterizzata dall'avere strettamente lineari che, al momento dell'antesi, sono completamente sviluppate e spesso assai più lunghe dello scapo (10-25 cm contro i 5-15 dell'asse fiorale); in Italia vegeta solo in tre località liguri prossime al confine con la Francia, ad altitudini comprese tra i 250 e i 1000 m s.l.m..
  • Gruppo 2B : la fioritura è autunnale; i tepali sono lievemente arrossati;
Leucojum roseum Martin – Campanelle rosee: lo scapo fiorale è piuttosto basso (5 – 12 cm) e si compone di un solo fiore; è una specie indigena della Corsica; il disco degli stami è appena visibile; i fiori sono rosei (raramente bianchi); fiorisce in autunno per cui le foglie ormai sono poco sviluppate. Si trova anche in Sardegna a basse quote.
Leucojum autumnale L. - Campanelle autunnali: l'infiorescenza è di 2 – 3 fiori; il fusto è alto 10 – 20 cm; è una pianta propria del Marocco, del Portogallo, ma anche della Sicilia e della Sardegna; il disco staminale non è molto evidente; i fiori sono bianchi oppure porporini (ma solo alla base); fiorisce in autunno per cui le foglie ormai sono poco sviluppate. In Italia si trova solo nelle isole citate fino a 1000 m s.l.m..

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giacomo Nicolini, Enciclopedia Botanica Motta. Volume secondo, Milano, Federico Motta Editore, 1960, p. 665.
  • Sandro Pignatti, Flora d'Italia. Volume terzo, Bologna, Edagricole, 1982, p. 404, ISBN 88-506-2449-2.
  • 1996 Alfio Musmarra, Dizionario di botanica, Bologna, Edagricole.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]



botanica Portale Botanica: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di botanica