Mausoleo di Teodorico
Coordinate: 44°25′30″N 12°12′33″E / 44.425°N 12.20917°E
| Monumenti paleocristiani di Ravenna (EN) Early Christian Monuments of Ravenna |
Mausoleo di Teodorico (EN) Mausoleum of Theodoric |
|---|---|
| Tipo | Culturale |
| Criterio | (i) (ii) (iii) (iv) |
| Pericolo | Non in pericolo |
| Riconosciuto dal | 1996 |
| Scheda UNESCO | (EN) Scheda (FR) Scheda |
Il Mausoleo di Teodorico, a Ravenna, è la più celebre costruzione funeraria degli Ostrogoti. Fu costruito verso il 520 da Teodorico il Grande come sua futura tomba in marmo bianco d'Istria.
Indice |
Storia e profilo architettonico-artistico [modifica]
Situato, in origine, fuori dalla città, presso la necropoli riservata ai Goti, si erge oggi in un parco nell'immediata vicinanza del centro di Ravenna.
Innanzitutto si distingue da tutte le altre architetture ravennati per il fatto di non essere costruito in mattoni, ma con blocchi di pietra d'Istria. Il mausoleo presenta una pianta decagonale e l'impostazione a pianta centrale riprende la tipologia di altri mausolei romani (come il Mausoleo di Cecilia Metella), ed è caratterizzato da due ordini:
- Il primo è esternamente decagonale, con nicchie su ciascun lato coperte da solidi archi a tutto sesto, mentre all'interno ha un vano cruciforme, forse con destinazione di camera sepolcrale;
- Il secondo è più piccolo, raggiungibile da una scala esterna e anticamente circondato da un deambulatorio con colonnine che lo rendevano più aggraziato e del quale restano solo tracce nell'attaccatura di archi alla parete. È anch'esso a forma decagonale all'esterno, ma diviene circolare al livello del fregio. Il vano interno è circolare, con una sola nicchia ad arco provvisto di croce. Oggi vi si trova la vasca di porfido priva di lastra superiore e che conteneva il corpo del re, i cui resti furono rimossi durante la dominazione Bizantina.
La caratteristica più sorprendente dell'edificio è costituita dalla copertura formata da un enorme unico monolite a forma di calotta, in pietra d'Istria di 300 tonnellate e di 11 metri di diametro, trasportato per mare e issato sull'edificio con dodici anse (occhielli). Il forte senso di massa dell'edificio dovuto all'utilizzo della pietra segnala la continuità di questo con gli heroon di tradizione romana.[1]
Inoltre qui si trova all'esterno una fascia decorativa con un motivo "a tenaglia", l'unica testimonianza a Ravenna di una decorazione desunta dall'oreficeria gota piuttosto che dal repertorio romano/bizantino.
Insieme ad altri sette monumenti di Ravenna fa parte del "Patrimonio dell'umanità" dell'UNESCO.
Note [modifica]
- ^ AAVV, Lineamenti di storia dell'architettura, Sovera Editore, Roma 1996, pag. 176
Bibliografia [modifica]
- Pierluigi De Vecchi ed Elda Cerchiari, I tempi dell'arte, volume 1, Bompiani, Milano 1999.
Voci correlate [modifica]
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