Mausoleo di Teodorico

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Coordinate: 44°25′30″N 12°12′33″E / 44.425°N 12.209167°E44.425; 12.209167

Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Monumenti paleocristiani di Ravenna
(EN) Early Christian Monuments of Ravenna
Mausoleo di Teodorico
(EN) Mausoleum of Theodoric
Teodorico Mausoleum - Ravenna, Italy.JPG
Tipo Culturale
Criterio (I) (II) (III) (IV)
Pericolo Non in pericolo
Riconosciuto dal 1996
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda
Piano superiore, il sarcofago in porfido rosso

Il Mausoleo di Teodorico, a Ravenna, è la più celebre costruzione funeraria degli Ostrogoti. Fu costruito verso il 520 da Teodorico il Grande come sua futura tomba in pietra d'Istria.

Il mausoleo è inserito, dal 1996, nella lista dei siti italiani patrimonio dell'umanità dall'UNESCO, all'interno del sito seriale "Monumenti paleocristiani di Ravenna".

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Il monumento fu edificato in una zona disabitata, presso la necropoli riservata ai Goti.

In epoca bizantina fu utilizzato come chiesa dedicata alla Madonna con il nome di "Santa Maria ad Farum", per la vicinanza di un porto dotato di faro.[1]

Oggi il mausoleo è inserito in un parco nell'immediata vicinanza del centro di Ravenna.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione si distingue da tutte le altre architetture ravennati per il fatto di non essere costruito in mattoni, ma con blocchi di pietra d'Istria (roccia calcarea proveniente dalla penisola Istriana). Il mausoleo presenta una pianta decagonale e l'impostazione a pianta centrale riprende la tipologia di altri mausolei romani (come il Mausoleo di Cecilia Metella), ed è caratterizzato da due ordini:

  • Il primo è esternamente decagonale, con nicchie su ciascun lato coperte da solidi archi a tutto sesto, mentre all'interno ha un vano cruciforme, forse con destinazione di camera sepolcrale;
  • Il secondo è più piccolo, raggiungibile da una scala esterna e anticamente circondato da un deambulatorio con colonnine che lo rendevano più aggraziato e del quale restano solo tracce nell'attaccatura di archi alla parete. È anch'esso a forma decagonale all'esterno, ma diviene circolare al livello del fregio. Il vano interno è circolare, con una sola nicchia ad arco provvisto di croce. Oggi vi si trova la vasca di porfido rosso ,m m, priva di lastra superiore e che conteneva il corpo del re, i cui resti furono rimossi durante la dominazione Bizantina.

La caratteristica più sorprendente dell'edificio è costituita dalla copertura formata da un enorme unico monolite a forma di calotta, in pietra d'Istria di 470 tonnellate e di 11 metri di diametro, trasportato per mare e issato sull'edificio con dodici anse (occhielli). Il forte senso di massa dell'edificio dovuto all'utilizzo della pietra segnala la continuità di questo con gli heroon di tradizione romana.[2] (la calotta presenta una spaccatura che diede origine a diverse leggende riguardanti Teodorico)

Inoltre qui si trova all'esterno una fascia decorativa con un motivo "a tenaglia", l'unica testimonianza a Ravenna di una decorazione desunta dall'oreficeria gota invece che dal repertorio romano/bizantino.

Oltre che rifarsi alla tradizione romana e nordica (gota), l'edificio presenta influssi siriaci nell'accentuata cornice di coronamento.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Enrico Cirelli, Roma sul mare e il porto augusteo di Classe (PDF) in Ravenna e l’Adriatico dalle origini all’età romana. URL consultato il 7 gennaio 2013.
  2. ^ AAVV, Lineamenti di storia dell'architettura, Sovera Editore, Roma 1996, pag. 176
  3. ^ Emilia Romagna, Touring Editore , 2010, pag. 236.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pierluigi De Vecchi ed Elda Cerchiari, I tempi dell'arte, volume 1, Bompiani, Milano 1999.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]