Alberobello

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Alberobello
comune
Alberobello – Stemma Alberobello – Bandiera
Alberobello – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Bari-Stemma2.png Bari
Amministrazione
Sindaco Michele Maria Longo (PdL) dal 23/05/2012
Territorio
Coordinate 40°47′02.62″N 17°14′14.86″E / 40.784061°N 17.237461°E40.784061; 17.237461 (Alberobello)Coordinate: 40°47′02.62″N 17°14′14.86″E / 40.784061°N 17.237461°E40.784061; 17.237461 (Alberobello)
Altitudine 428 m s.l.m.
Superficie 40 km²
Abitanti 11 157[1] (31.12.2011)
Densità 278,93 ab./km²
Frazioni Coreggia, Pantanelli, San Leonardo
Comuni confinanti Castellana Grotte, Fasano (BR), Locorotondo, Martina Franca (TA), Monopoli, Mottola (TA), Noci, Putignano
Altre informazioni
Cod. postale 70011
Prefisso 080
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 072003
Cod. catastale A149
Targa BA
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona D, 1 644 GG[2]
Nome abitanti alberobellesi
Patrono santi Cosma e Damiano
Giorno festivo 27 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Alberobello
Posizione del comune di Alberobello all'interno della provincia di Bari
Posizione del comune di Alberobello all'interno della provincia di Bari
Sito istituzionale

Alberobello (Aiarubbédde in dialetto barese[3]), è un comune italiano di circa 11.000 abitanti della provincia di Bari, in Puglia, al centro della Valle d'Itria e della Terra dei Trulli. L'origine del nome è stata oggetto di studi e recenti contributi[4][5] secondo cui "La denominazione originaria della Selva era "Silva Alborelli", come risulta dal più antico documento autentico, a conoscenza degli studiosi, e cioè il Diploma d'investitura del 15 maggio 1481 del Re Ferrante d'Aragona, col quale i beni del defunto Conte Giuliantonio I, l'eroe di Otranto, furono assegnati al figlio Andrea Matteo illetterato. In detto documento, ricavato dal Grande Archivio di Napoli, Reg. Privil. FoI. 32 e 59, VoI. 39, e riportato nel testo integrale, a pag. 319 della pregevole Storia di Conversano, si legge testualmente, "Silva Alborelli in provincia nostra Terra Bari". Celebre per le sue caratteristiche abitazioni chiamate trulli che, dal 1996, sono patrimonio dell'umanità dell'UNESCO[6], fa parte della Valle d'Itria.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Puglia.

Una prima antropizzazione dell'area prese avvio solo nei primi anni del XVI secolo su impulso del conte di Conversano Andrea Matteo III Acquaviva d'Aragona, figlio del celebre conte Giulio Antonio Acquaviva, caduto nel 1481 presso Otranto nella guerra contro i Turchi. Il conte Andrea Matteo introdusse dal feudo di Noci una quarantina di famiglie di contadini per bonificare e coltivare le terre, con l'obbligo di consegnargli la decima dei raccolti. Un suo successore, il potente conte Giangirolamo II detto il Guercio delle Puglie (1600-1665), che aveva eretto un casotto di caccia ed una locanda in loco, iniziò la vera urbanizzazione della selva con la costruzione di un agglomerato di case. L'abbondanza di materiale sedimentario calcareo e l'autorizzazione del conte a costruire case solo con muri a secco senza l'uso di malta, che sono i caratteristici trulli, contribuì all'espansione dell'agglomerato urbano.Tale obbligo di far costruire case solo con pietre a secco fu un espediente del conte per evitare il pagamento dei tributi al viceré spagnolo del Regno di Napoli secondo la Pragmatica de Baronibus, legge in vigore fino al 1700 secondo la quale la costruzione di un nuovo centro abitato comportava in primo luogo il Regio assenso e il consecutivo pagamento dei tributi da parte del Barone alla Regia Corte.

Alberobello rimase feudo degli Acquaviva d'Aragona fino al 27 maggio 1797, quando il re Ferdinando IV di Borbone accolse l'istanza degli alberobellesi ed emanò un decreto con il quale elevava il piccolo villaggio a città regia, liberandola dalla servitù feudale. Sino alla prima metà del XX secolo, anche il centro storico di Villa Castelli era costituito prevalentemente da trulli, di cui restano pochi esemplari. Alberobello resta oggi l'unica città in cui permane un intero quartiere dei trulli e si pone come capitale culturale dei trulli della Valle d'Itria.

Campo di concentramento di Alberobello[modifica | modifica wikitesto]

Con lo scoppio della seconda guerra mondiale il governo Italiano requisì la Masseria Gigante che era una scuola agraria circondata da una estensione di terreni di 78 ettari, per adibirla a un campo che ebbe via via le funzioni di campo di concentramento, di transito, di internamento.[7] Questo uso si protrasse anche nel dopoguerra fino al 1949. [8]

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

I trulli[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Trullo.
Flag of UNESCO.svg Bene protetto dall'UNESCO Flag of UNESCO.svg
UNESCO World Heritage Site logo.svg Patrimonio dell'umanità
Trulli di Alberobello
(EN) Alberobello's Trulli
Trulli Alberobello11 apr06.jpg
Tipo Culturali
Criterio C (iii) (iv) (v)
Pericolo Nessuna indicazione
Riconosciuto dal 1996
Scheda UNESCO (EN) Scheda
(FR) Scheda

La storia di questi edifici molto particolari è legata a un editto del Regno di Napoli che nel XV secolo sottoponeva ad un tributo ogni nuovo insediamento urbano. I conti di Conversano, proprietari del territorio su cui sorge oggi Alberobello, imposero allora ai contadini inviati in queste terre di edificare a secco, senza utilizzare malta, le loro abitazioni, in modo che esse potessero configurarsi come costruzioni precarie, di facile demolizione.

Coperture dei trulli
Il Trullo siamese

Dovendo quindi utilizzare soltanto pietre, i contadini trovarono nella forma rotonda con tetto a cupola autoportante, composto di cerchi di pietre sovrapposti, la configurazione più semplice e solida. I tetti a cupola dei trulli sono abbelliti con pinnacoli decorativi, la cui forma è ispirata a elementi simbolici, mistici e religiosi.

Essi erano realizzati dalla maestranza assunta per la costruzione del trullo e ne identificavano l'artigiano. In base alla qualità della fattura del pinnacolo si poteva dunque identificare non solo la destrezza artigianale del costruttore, ma anche il valore della costruzione. Una maggiore spesa nella costruzione del trullo permetteva di individuare pertanto, le famiglie più abbienti da quelle meno facoltose.

Per quanto riguarda i simboli dipinti sopra i tetti dei trulli spesso assumono un significato religioso; talvolta possono rappresentare segni dello zodiaco. Pinnacolo e simbolo dipinto insieme formavano una sorta di identificativo civico, in quanto per lungo tempo Alberobello ha visto negarsi un riconoscimento ufficiale da parte dei conti di Conversano.

Retro del Trullo Sovrano

Trullo sovrano[modifica | modifica wikitesto]

Il trullo più grande del paese è chiamato Trullo Sovrano. Fatto costruire dalla famiglia Perta nella metà del Settecento, questo edificio a due piani è adibito a museo ed è possibile visitarne l'interno, arredato secondo il gusto d'epoca, ricostruito tramite le testimonianze dei più anziani abitanti alberobellesi. Durante il periodo estivo, il Trullo Sovrano ospita manifestazioni quali spettacoli teatrali, concerti di piccole orchestre o formazioni Jazz, serate di cultura e poesia.

Casa Pezzolla[modifica | modifica wikitesto]

In una zona centrale dell'abitato compresa fra il quartiere Aia Piccola e piazza del Popolo sorge il più grande complesso di trulli contigui e comunicanti (quindici) visitabili ad Alberobello, i più antichi dei quali risalgono al XVIII secolo. Tale complesso abitativo, identificato come Casa Pezzolla dal nome degli ultimi proprietari, nel 1986 è stato acquistato dal Comune di Alberobello e tra il 1993 e il 1997 è stato interamente restaurato.

Nel complesso a trulli si distinguono due tipi di tessuto edilizio: uno più recente che si affaccia interamente su piazza XXVII maggio e, con un effetto prospettico monumentale, si sviluppa su due piani, con facciata alta e stretta sormontata da un timpano triangolare che evidenzia la sezione del tetto a due falde, coperto da chiancarelle. L'altro tessuto rappresenta la parte più antica e risente dell'influenza della zona monumentale dell'Aia Piccola.

Chiesa di Sant'Antonio

Basilica minore dei Santi Medici[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di Sant'Antonio[modifica | modifica wikitesto]

Edificata tra il 1926 e il 1927 su un terreno sommità del rione Monti, donato da una cittadina di Alberobello ai sacerdoti guanelliani, la chiesa di Sant'Antonio riproduce le fattezze delle abitazioni del rione. Su una pianta a croce greca s'innesta una cupola alta 21 metri a forma di trullo, che si integra perfettamente con gli edifici circostanti. La chiesa è stata interamente restaurata nel 2004.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 307 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Alberobello d'inverno, sotto la neve

Alberobello è stata più volte scelta come set cinematografico, soprattutto per la peculiarità dei trulli. Già fra il 1930 e il 1931 venne girato Idillio Infranto, uno degli ultimi film muti del cinema italiano, diretto da Nello Mauri e interpretato da Ida Mantovani e altri attori dilettanti.

Nell’immediato dopoguerra fu allestito ad Alberobello un campo-profughi, dove venivano raccolte donne di diverse nazionalità. Nel 1950 un regista ungherese, Géza von Radvànyi, narrò le vicende di una giovane vedova della Jugoslavia, in attesa di un bambino (insieme con episodi di altre donne provenienti da vari paesi dell’Europa) in Donne senza nome (Donne senza nome – Le indesiderabili), con Simone Simon, Gino Cervi e Vivi Gioi. In bianco/nero, durata 90 minuti. La scelta della cittadina della Puglia fu dettata da esigenze di ambientazione reale, tipiche del cinema neorealista.[10]

Il regista Lucio Giordano, nel 2005, ha girato il film "Le bande", con Massimo Giordano e Federica Gomma. Poi Siddharth Anand, (India), nel 2008, ha diretto ed ambientato ad Alberobello il film "Belle ragazze attente", (Titolo originale: "Bachna Ae Haseeno"), con Minissha Lamba. Ranbir Kapoor, il protagonista, è un attore-cantante amato dal pubblico indiano: tra i luoghi in cui è ambientata la sua giovinezza, fuori dell’India, c’è proprio Alberobello.

ll regista Franco Salvia, sempre nell'anno 2008, ha girato in paese "Il sottile fascino del peccato", con Nino Castelnuovo e Milena Miconi.

Infine nel 2010 Gennaro Nunziante con Checco Zalone ha girato il film campione d'incassi "Che bella giornata".

Nel maggio 2012 vi furono girate alcune puntate della soap-opera americana Beautiful.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Museo del Territorio, ospitato nel complesso di Casa Pezzolla, nasce dalla volontà di conservare e narrare la storia dell'area territoriale del comprensorio dei trulli, riconosciuta dall'UNESCO nel 1996 quale patrimonio artistico d'interesse mondiale. Il museo è pensato come contenitore per le esposizioni di attrezzi, di reperti e di testimonianze relative alla storia, alle tradizioni ed al folklore del territorio della Murgia dei Trulli, oltre ad essere sede ospitante di mostre ed esposizioni temporanee di arti figurative. La proposta culturale del Museo si completa con il Centro di Documentazione "Gianpiero De Santis", un contenitore culturale multimediale a favore di tutte le associazioni culturali della città presente in rete con il portale [alberobellocultura.it][1], organo ufficiale dell'Assessorato alla Cultura del Comune di Alberobello.
  • Ecomuseo della Valle d'Itria, museo diffuso fondato nel 2010 con i comuni di Alberobello, Cisternino, Fasano, Locorotondo, Martina Franca e Monopoli.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Rievocazione storica della cacciata del conte di Conversano
  • Presepe vivente fra i trulli, con uno spaccato della vita paesana del XIX secolo
  • Passione vivente, rievocazione della Via Crucis di Gesù Cristo

Persone legate ad Alberobello[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Artigianato[modifica | modifica wikitesto]

Diversi i prodotti ed i lavori dell'artigianato locale: si va dalla lavorazione del ferro alla fattura di cesti in legno d'ulivo; dalla lavorazione della pietra alla produzione del tipico vino novello e dell'olio. Baluardo artigianale è altresì l'arte gastronomica che vede la produzione di tipiche specialità locali: i dolci di mandorle, le pettole, le cartellate e gli amaretti. Inoltre gli abitanti del luogo sono noti per l'abilità nell'arte tessile, tuttora è possibile acquistare capi in lino nelle botteghe situate tra i trulli.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

I trulli rappresentano la maggiore attrazione turistica, accogliendo ogni anno centinaia di migliaia di visitatori da tutto il mondo.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Strade provinciali della provincia di Bari.

Alberobello è collegata al resto della Puglia tramite una stazione delle Ferrovie del Sud Est. Le stazioni attigue sono Locorotondo e Noci.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2002 2012 Bruno De Luca L'Ulivo Sindaco [12]
2012 in carica Michele Maria Longo Lista civica Sindaco [13]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Real Alberobello che milita nel girone B pugliese di Promozione.

Basket[modifica | modifica wikitesto]

L'Associazione Sportiva Basket Alberobello milita nel campionato di Prima Divisione Pugliese, girone B.

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

Due sono invece le squadre di pallavolo, l'A.S. Alberobello Volley e l'A.S. Pallavolo Living, entrambe militanti nel campionato di Serie D Pugliese, girone B.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ ISTAT data warehouse
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996.
  4. ^ Toponimo Alberobello
  5. ^ La Città di Alberobello
  6. ^ (EN) The Trulli of Alberobello. URL consultato il 9 novembre 2009.
  7. ^ Itriabarocco
  8. ^ F. Terzulli La casa rossa. Il campo di concentramento ad Alberobello Mursia, Milano ISBN 9788842531678
  9. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Apulia film commission - Vito Attolini
  11. ^ Pasquale Corsi, 2002, Domenico Morea dalla cronaca alla storia, Archivio Storico Pugliese LVI, pp. 75-92.
  12. ^ Ministero dell'Interno ::: Archivio Storico delle Elezioni - Comunali del 26 maggio 2002 - Comunali del 27 maggio 2007
  13. ^ Ministero dell'Interno ::: Archivio Storico delle Elezioni - Comunali del 6 maggio 2012

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]