Triggiano

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Triggiano
comune
Triggiano – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Bari-Stemma2.png Bari
Amministrazione
Sindaco Vincenzo Denicolò (centrosinistra) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 41°04′00″N 16°55′00″E / 41.066667°N 16.916667°E41.066667; 16.916667 (Triggiano)Coordinate: 41°04′00″N 16°55′00″E / 41.066667°N 16.916667°E41.066667; 16.916667 (Triggiano)
Altitudine 60 m s.l.m.
Superficie 19 km²
Abitanti 26 982[1] (gennaio 2013)
Densità 1 420,11 ab./km²
Comuni confinanti Bari, Capurso, Noicattaro
Altre informazioni
Cod. postale 70019
Prefisso 080
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 072046
Cod. catastale L425
Targa BA
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti triggianesi
Patrono Maria SS. della Croce
Giorno festivo terza domenica di settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Triggiano
Posizione del comune di Triggiano all'interno della provincia di Bari
Posizione del comune di Triggiano all'interno della provincia di Bari
Sito istituzionale

Triggiano (Treggiéne in dialetto barese) è un comune di 26.982 abitanti della provincia di Bari, in Puglia.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale si estende a breve distanza dalla costa adriatica nell'area pianeggiante nota come Conca di Bari, pochi chilometri a sud del capoluogo. Orograficamente si caratterizza per la presenza di lama San Giorgio, che, provenendo dai territori di Casamassima e Rutigliano, giunge al mare nei pressi dell'omonima località della costa di Bari. Lungo il percorso della lama si aprono numerose grotte, indice della natura carsica del sottosuolo.

L'altitudine del centro abitato è 60 metri s.l.m.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Origini[modifica | modifica sorgente]

Le grotte che sorgono numerose nel territorio di Triggiano hanno restituito diverse testimonianze del suo popolamento in epoca neolitica. Al III secolo a.C. risalgono invece i ritrovamenti, tra i quali la tomba scoperta nel 1902 in contrada San Lorenzo, che fanno ritenere plausibile l'esistenza di un agglomerato urbano. Tuttavia, la prima testimonianza scritta della città risale al 983 d.C., quando l'arcivescovo Pavone concede a Leone, figlio di Argiro, la pieve di San Martino in loco Triviani.[2] Il nome Trigiano appare invece in un testamento del 1054.[3]

Sulle origini del toponimo sono state formulate almeno tre ipotesi, nessuna delle quali è peraltro suffragata da prove documentali. La prima lo fa derivare da quello dell'imperatore Traiano, che promosse la realizzazione della via consolare Traiana che attraversava la Puglia da Benevento a Brindisi, lambendo il territorio triggianese. Una seconda congettura è quella secondo cui Trivianus sta ad indicare il trivio formato da via Ponte (principale asso viario interno all'abitato) e dalle strade dirette verso Bari e verso la costa. La prevalenza ora dell'una ora dell'altra ipotesi ha determinato per lo stemma comunale l'alternanza fra effigie dell'imperatore romano e la stilizzazione di tre strade intersecantesi. La storiografia recente ritiene tuttavia più plausibile una terza ipotesi, che attribuirebbe l'origine del toponimo al nome di qualche possidente di epoca romana (forse chiamato Trebius) che aveva ampi possedimenti nella località.

Età moderna e contemporanea[modifica | modifica sorgente]

Nel 1466, la costituzione dell'universitas triggianese sanciva l'ottenimento di una certa autonomia amministrativa da Bari, ufficializzata poi con lo statuto concesso nel 1543 dalla duchessa di Bari Bona Sforza. Nel 1557 Bona Sforza donò Triggiano ai Pappacoda, che la reggeranno in qualità di principi fino al 1768. A partire dal XVI secolo fu avviato lo sviluppo di un borgo in muratura, esterno alle mura col fossato che delimitavano il castrum originario. Secondo lo storico locale Battista,[senza fonte] questa rinascita urbanistica avvenne in concomitanza con l'insediamento a Triggiano di una colonia greco-albanese attirata dalle terre che l'universitas concedeva per favorire il popolamento del centro abitato.

Dopo il 1768 il titolo di principi di Triggiano passò alle famiglia Filomarino e poi ai Brancaccio.

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di Santa Maria Veterana[modifica | modifica sorgente]

Fu costruita a metà del XVI secolo su un preesistente edificio di culto medievale, risalente probabilmente al 1080 che, nonostante l'impianto basilicale a tre navate, era divenuto troppo piccolo per le esigenze di culto della cittadina.[4]

Dopo che un nubifragio la danneggiò gravemente nel 1681, la chiesa venne restaurata sotto la direzione di fra Filino da Molfetta. Al 1746 risale l'apparato iconografico interno, opera di Nicolò De Filippis, allievo del pittore napoletano Paolo De Matteis: i soggetti dei dipinti variano da scene bibliche a momenti della vita della Vergine, quali la Natività, la Presentazione al Tempio, l'Incoronazione e lo Sposalizio con san Giuseppe.

A partire dal XIX secolo la chiesa fu ampliata a più riprese: nel 1832 venne costruita una nuova cappella, e dal 1907 al 1913 furono modificati la facciata cinquecentesca, della quale venne conservato solo il rosone, e gli interni, decorati in stile liberty. Nel 1982 in seguito a sondaggi sotto il piano di calpestio sono state ritrovate le fondamenta della chiesa medievale.[5]

Parco Caduti di Nassiriya

Altri monumenti[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa di Santa Maria della Croce, inaugurata nel 1608 (come da epigrafe dell'architrave del portone centrale: MDCVIII), in stile barocco e a navata unica su una preesistente edicola votiva.
  • Chiesa della Madonna degli Angeli e convento dei Cappuccini, edificati nel 1616.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[6]

Persone legate a Triggiano[modifica | modifica sorgente]

  • Rocco Dicillo, vittima della strage di Capaci.
  • Pasquale Carbonara (Triggiano 10/09/1910 - Noci 1998) - architetto, professore nell'Università di Roma.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Strade[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Strade provinciali della provincia di Bari#SP 41 - SP 60.

I collegamenti stradali principali sono rappresentati dalla Strada Statale 100 e dalla provinciale 240 (già strada statale 634 delle Grotte Orientali) che si distacca proprio dalla SS 100.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Triggiano dispone di una stazione delle ferrovie del Sud Est lungo la linea Bari-Putignano-Martina Franca denominata "linea 1", che la collega al centro del capoluogo provinciale con treni a carattere metropolitano.

Autolinee[modifica | modifica sorgente]

La mobilità extraurbana è garantità dalla rete di Autobus delle Ferrovie del Sud Est di carattere regionale che la collegano a Bari, Cellamare, Casamassima e Capurso.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

Le due squadre di calcio della città sono: l'A.S.D. Arcobaleno Triggiano che milita nel girone B pugliese di 2ª Categoria e la Sportiva Triggiano che milita nel girone A barese di 3ª Categoria.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente a gennaio 2013.
  2. ^ Codice Diplomatico Barese, vol. I
  3. ^ Chartularium Cupersanense.
  4. ^ Sito web ufficiale del comune di Triggiano
  5. ^ Tour virtuale del complesso ipogeico, oggi visitabili.
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Vincenzo Roppo, Trivianum - Memorie Storiche del Comune di Triggiano, Bari, 1924.
  • Daniele da Triggiano, Storia di Triggiano, Oria, 1946
  • Pasquale Battista: Triggiano al tramonto del X secolo (sulle origini), Bari, 1983

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]