Corato

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Corato
comune
Corato – Stemma
Corato – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Bari-Stemma2.png Bari
Amministrazione
Sindaco Massimo Mazzilli (Coalizione di centro-destra) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 41°09′00″N 16°24′00″E / 41.15°N 16.4°E41.15; 16.4 (Corato)Coordinate: 41°09′00″N 16°24′00″E / 41.15°N 16.4°E41.15; 16.4 (Corato)
Altitudine 232 m s.l.m.
Superficie 167 km²
Abitanti 48 424[1] (31-07-2013)
Densità 289,96 ab./km²
Frazioni Oasi di Nazareth, Casa Messori
Comuni confinanti Andria (BT), Bisceglie (BT), Ruvo di Puglia, Trani (BT)
Altre informazioni
Cod. postale 70033
Prefisso 080
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 072020
Cod. catastale C983
Targa BA
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Nome abitanti coratini
Patrono san Cataldo vescovo
Giorno festivo 10 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Corato
Posizione del comune di Corato all'interno della provincia di Bari
Posizione del comune di Corato all'interno della provincia di Bari
Sito istituzionale
(LA)
« Cor sine labe doli »
(IT)
« Cuore senza macchia di inganno »
(Motto della città di Corato)

Corato (Quaràte in dialetto barese o Quaréte nei dialetti murgiani[2]) è un comune italiano di 48.424 abitanti della provincia di Bari, in Puglia.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Distante 43 km dal capoluogo, il centro abitato è situato a 232 metri sul livello del mare. Il territorio comunale, con una superficie di 167,73 km², si estende sulle pendici orientali delle Murge. Prevalentemente roccioso o semi-roccioso, è caratterizzato da ampi spazi aperti nei quali domina la vegetazione spontanea, interrotti da aree coltivate prevalentemente a vigneto, oliveto, mandorleto e seminativo.

La vegetazione prevalente è la steppa o para-steppa. Le piante più frequenti sono: asfodeli bianchi e gialli, osiridi, cardi, ferule, papaveri, rovi, trifogli ed anemoni; vi sono, inoltre, lembi di boschi di querce a roverella e pinete in particolar modo nella Murgia Serraficaia (673 m s.l.m.) e a San Magno (480 m s.l.m.).

La fauna locale include, tra i mammiferi, volpi, lepri, ricci, donnole, cinghiali e lupi. Tra gli uccelli sono frequenti gazze, ghiandaie, upupe, gufi, civette, barbagianni, cardellini, fringuelli, passeri, pettirossi e falchi pellegrini. Infine, sono numerosi gli esemplari di vipere, ramarri, lucertole e gechi.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Puglia.

Le origini di Corato si collocano nel III secolo a.C., durante il periodo repubblicano di Roma, quando Scipione l'Africano premia i reduci della conquista di Cartagine, concedendo loro diversi territori in Puglia. Uno di loro, un certo Caius Oratus, avrebbe avuto in qualità di patrizio romano una zona su cui fece sorgere un villaggio al quale avrebbe dato il nome facendolo derivare dal suo. Il nome nei secoli oscilla fra Coratus, Coratum, Curati (in epoca Normanno-Sveva), Quarata e Quadrata (in epoca Spagnola e ducale; si ricordi il breve ducato di Bisceglie di cui Corato fu parte), finché in epoca Borbonica la cittadina assume il nome ufficiale di Corato. Anticamente la città era percorsa da un tratto interno della via Traiana: l'abitato romano sarebbe confermato dall'originale pianta quadrata (da cui probabilmente il nome, secondo alcuni studiosi) della città.

Corato era inizialmente una piccola comunità contadina che adorava divinità boscherecce o della fertilità, ma grazie alla trionfale predicazione di San Pietro e San Paolo essa divenne ben presto comunità cristiana che adorava i primissimi santi fra i quali San Vito e Santa Lucia, in onore della quale si allestiva il "falò di Santa Lucia", tradizione ancora viva nel terzo millennio.

Corato, che mantenne nel tempo la sua caratteristica contadina e pastorale, fu nel V secolo teatro delle scorrerie barbariche dei Visigoti di Alarico provenienti dall'Africa e in seguito delle orde saracene che portavano massacri e distruzione. A questo proposito gli abitanti di Corato edificarono una torre lungo la via che saliva dal porto di Trani e un'altra detta "Turris Longa" in posizione dominante avanzata che aveva piuttosto una funzione di avvistamento.

Nell'XI secolo Corato come tutta la Puglia fu preda dei Normanni. Trani fu dominata dal conte Drogone mentre suo fratello Pietro il Normanno prese in possesso l'abitato coratino nel 1046. In quest'anno fu fondata ufficialmente la città di Corato e insieme all'atto di fondazione Pietro il Normanno ordinò ai capi maestri di erigere quattro torri, delle quali restano oggi labili tracce, e relative mura. Lo sviluppo continua, confermato anche dal geografo arabo El Edrisi, che ne descrive alcune specialità nel 1155:

« Quarat, bella, popolata, nobile e deliziosa, abbondante di frutta e ferace di prodotti alimentari »
(El Edrisi, geografo arabo del XII secolo)

La città rimane fedele a Corradino di Svevia anche dopo la morte di Federico II nel 1250, e alla conquista di Carlo I d'Angiò ottiene il motto di "cor sine labe doli" (in lingua latina "cuore senza la macchia del tradimento"), riportato ancora oggi nello stemma civico.

Gli Spagnoli e i Borbone nel XVI secolo dominano Corato e la zona circostante, fino ad un modesto tentativo d'insurrezione ad opera del cittadino Federico Quinto nel 1799. Infeudata pochi anni dopo alla famiglia Carafa duchi di Andria e conti di Ruvo, nel 1503 la città è protagonista della disfida di Barletta, infatti il combattimento ebbe luogo in territorio di Trani sulla via per Andria. Un grande fervore economico ed edilizio coinvolge la città a partire dalla salita di Gioacchino Murat in poi, fino a proseguire con l'unità d'Italia.

Il 5 febbraio 2006 con oltre il 70% dei votanti al referendum consultivo fra i cittadini coratini ha respinto l'ingresso nell'istituenda provincia di Barletta-Andria-Trani. L'affluenza è stata di circa il 40%, e nonostante il non raggiungimento del quorum, la decisione è stata confermata dal consiglio comunale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

Chiesa dei Cappuccini[modifica | modifica sorgente]

Intitolata alla Risurrezione di Gesù Cristo, la chiesa fu edificata nel 1756. Si caratterizza per un ampio vestibolo, con volta a crociera, che si frappone tra l'ingresso e la chiesa. Il nome 'dei Cappuccini', con cui la chiesa è nota, presso gli abitanti di Corato, è dovuto alla comunità dei frati francescani Cappuccini, presenti a Corato sin dal 1591. L'arcivescovo di Trani, Monsignor Giulio Caracciolo, qualche anno più tardi, nel 1594, autorizza la costruzione del convento, da destinare ai frati. È la famiglia Carafa, conti di Ruvo di Puglia e duchi di Andria (di cui Corato è feudo), a finanziare l'opera. La S. Congregazione dei Riti, nel 1716, stabilisce che le esequie, celebrate nella chiesa dei Cappuccini, siano officiate dai frati e non dal clero secolare.[3] Dalla prima metà del XIX secolo la rettoria dei Cappuccini ospita una comunità di suore, le Suore della Carità dell'Immacolata Concezione, dette 'Suore di Ivrea', il cui istituto è stato fondato dalla Venerabile Antonia Maria Verna. Superiora della comunità, attualmente, è Suor Nicoletta d'Amico.

La Chiesa dei Cappuccini è cara al popolo di Corato, per il culto a Santa Rita da Cascia e per quello alla Beata Vergine Maria, venerata sotto il titolo di Madonna del Pozzo e per la devozione a San Pio da Pietrelcina. La pia pratica dei 'Quindici giovedì in onore di Santa Rita', la 'Novena a Santa Rita' e la 'Novena alla Madonna del Pozzo', costituiscono momenti importanti della vita della fraternità rettoriale, unitamente a quello della commemorazione del beato transito di Padre Pio, la notte del 22 settembre.

La chiesa custodisce una tela del pittore fiammingo Gaspar Hovich, della fine del XVI secolo, e una pala di altare, raffigurante la deposizione di Cristo dalla croce, di Giovanni Antonio Oppido Materano. La tela e la pala di altare rivengono dalla Chiesa 'Monte di Pietà', andata distrutta agli inizi del secolo scorso.
Stupenda, la volta affrescata di quella che, un tempo, era la sacrestia della Chiesa e che, da alcuni decenni, è stata destinata a studio rettoriale. Vi sono raffigurati, con affreschi del 1700, la Vergine Maria, con il capo coronato di dodici stelle, e i quattro evangelisti.

La statua, raffigurante la Madonna del Pozzo, che in origine rappresentava soltanto la Vergine con il Bambino tra le braccia, risale con molta probabilità al 1919. Si tratta di una pregiata statua in cartapesta, di sicura fattura leccese, attribuibile, in considerazione dello stile, dei tratti del volto di Maria e del Bambino, nonché del raffinato panneggio, al maestro Raffaele Caretta. Nel 2009 alla statua sono state poste due corone quattrocentesche (una sul capo del Bambino Gesù e l'altra su quello della Vergine), in argento e oro.

La Chiesa della Risurrezione di Gesù Cristo è retta, attualmente, dal canonico ecclesiologo don Vito Martinelli, esperto di studi frommiani e studioso del papa Benedetto XV (al secolo Giacomo Della Chiesa).
La messa prefestiva, celebrata nella piccola chiesa, è tradotta nel Linguaggio dei Segni per i sordomuti.
La domenica e i giorni festivi, nella Chiesa dei Cappuccini, non si celebra la Santa Messa, in ossequio a un decreto di Monsignor Giuseppe Carata, già vescovo di Trani-Barletta-Bisceglie, fino agli anni novanta. Il decreto, infatti, dispone che nelle rettorie, nelle cappellanie, nelle chiese gentilizie e in quelle rupestri, in giorno di domenica, di festa e di solennità, non sia celebrata alcuna messa, al fine di privilegiare l'irrinunciabile centralità della vita parrocchiale.

Chiesa Madonna delle Grazie[modifica | modifica sorgente]

La chiesa rurale detta “Chiesa di Bracco”, perché sita sulla vecchia via che porta da Corato a Ruvo, in contrada Bracco,a 1 km dal centro abitato, è inserita in un complesso edilizio sei/settecentesco, realizzato per fornire di un convento i religiosi francescani presenti a Corato nel XVII – XVIII sec.
Infatti, da una veloce ricognizione documentaria è emerso che la Chiesa o Cappella di S. Maria delle Grazie era esistente sin dal 1599: in “Corato. Testimonianze archeologiche e d'arte nel territorio” di Striccoli, Radina, Silvestri e Gelao a cura della Pro Loco, a pag. 69 è riportato l'“Inventarium Maioris Ecclesiae Corati 1599” in cui si cita la presenza della “chiesa S. Maria della Gratia extra moenia”; il sig. Tommaso Venitucci in “Corato nel 1609” pubblicato su “La Murgia”, giornale coratino degli inizi del Novecento, la cita tra le chiese extra moenia del territorio; un documento conservato presso l'Archivio diocesano di Trani fa riferimento alla chiesa della Madonna delle Grazie di Corato riportando una lite tra il procuratore di questa chiesa contro il primicerio Francesco Miscioscia di Corato per un capitale di 54 ducati affidatogli per l'acquisto di vacche. Il fatto che si fosse interessati all'acquisto di mucche confermerebbe l'idea che la chiesa fosse collegata ad un complesso agricolo e/o monastico. La tradizione, infatti, vuole che lì ci fosse un antico convento dei frati minori osservanti.
Decisamente più interessante, infine, risulta un atto conservato in copia nel V volume della Miscellanea de Mattis presso l'archivio della Chiesa Matrice di Corato. Con tale documento l'11 gennaio del 1638 il capitolo della collegiata chiesa “terrae Corati tranensis archiepiscopatus” chiede di poter utilizzare la somma di 150 ducati “pro reparatione ac accomodatione et refectione della neviera sita iuxta ecclesiam Santae Mariae Gratiarum extra moenia pertinentiae dicti capituli” perché la stessa neviera possa tornare ad essere “fruttifera”.

Probabilmente nel 1864, il convento passò al Comune, a causa dell'abolizione del privilegio dell'inalienabilità dei possedimenti ecclesiastici, voluta dal testo legislativo delle Leggi Siccardi (approvato nel 1850 a Torino, nell'allora Regno di Sardegna, ma entrato in vigore in Puglia sicuramente dopo il 1861, anno in cui fu proclamata l'unità di Italia). Successivamente, dal Comune stesso fu messo in vendita.

Nel 1997, la Curia Arcivescovile di Trani curò il restauro della chiesa portando allo scoperto il gioiello che oggi possiamo vedere. L'interno della chiesa fu tutto “scorticato”, cioè liberato dall'intonaco, portando alla comparsa di due grossi pilastri in pietra e di una volta tutta in pietra e tufo. Il pavimento avvallato fu riportato al suo livello con massetto di cemento armato e ricoperto di lastroni originali di pietra, prima diligentemente numerati e poi ricollocati al loro posto.
Il Clero di Corato fissò che almeno nel periodo estivo fosse celebrata una Messa festiva.
La chiesa fu riaperta l'ultima domenica di giugno, il 29 giugno del 1997, in coincidenza con la festa di S. Pietro, e per questa occasione la S. Messa, alla quale parteciparono tutti i sacerdoti di Corato, fu celebrata dall'arcivescovo Mons. Cassati.

La cosiddetta Chiesa di Bracco va più correttamente chiamata santuario mariano, vista la dedica alla Madonna delle Grazie, voluta dai coratini, particolarmente devoti alla Vergine Santissima, come testimoniano le tante chiese coratine, soprattutto del centro storico. Il titolo Madonna delle Grazie, tra i tanti con i quali il popolo di Corato invocava Maria, è prevalso racchiudendoli tutti.
Forse, i nostri antenati, hanno identificato i loro travagli confortati e risolti dalla imperturbabile fiducia in Maria, nel «riposo in Egitto», una tela della Vergine di scuola romana del sec. XVI che era presente in chiesa.
Nonostante le vicende, non sempre positive, che hanno riguardato questo santuario, il popolo di Corato ha assicurato ogni anno due feste per la Madonna delle Grazie: una il 2 luglio che in realtà era il giorno dedicato alla festività della Visitazione di Maria a S. Elisabetta, l'altra l'8 settembre, festa della natività di Maria, organizzata sempre in un tono maggiore con l'allestimento di un carro trainato dai buoi che portava in trionfo l'effigie della Madonna per i viottoli della contrada.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Palazzo delle Pietre Pizzute
  • Palazzo di Città: sede del municipio dal 1866, era precedentemente un convento dei frati Minori Osservanti di San Cataldo. Oltre al prospetto in stile ottocentesco, gli interni presentano un chiostro cinquecentesco con archi ogivali tardo-gotici su pilastri, con diverse finestre a due livelli in stile barocco e nella parte superiore l'orologio civico. All'interno si trovano la statua della Madonna del Latte, probabilmente del 1548 di Paolo da Cassano ed un affresco della scuola ferrarese del XVI secolo.
  • Palazzo delle Pietre Pizzute (Palazzo Patroni Griffi o De Mattis): palazzo cinquecentesco ornato da tredici bugne piramidali, con in alto lo stemma dei conti Patroni Griffi.
  • Palazzo La Monica Vecchio: è una grande costruzione con un prospetto duplice e diversi portali ottocentesco e rinascimentale, con una balaustra superiore.
  • Palazzo ex Pretura in Piazza Sedile: ex convento restaurato di recente.
  • Palazzo Catalano: piccola fabbrica popolare risalente al 1598, con al primo piano un affresco con una scena di caccia e al secondo piano un'iscrizione con il nome del fondatore, Antonio Catalano.
  • Palazzo Gioia: edificato sul castello più antico della seconda metà dell'Ottocento, con il portale a destra coprente due rilievi con gli emblemi della famiglia Carafa.
  • Palazzo ex Biblioteca Comunale: risalente al XVII secolo.
  • Palazzo Santarella: Il palazzo è stato edificato da Luigi Santarella applicando le sue nozioni sul cemento armato ed è uno dei primi esempi di costruzione in Italia, con l'uso di questo materiale.

Siti archeologici[modifica | modifica sorgente]

  • Chianca dei Paladini: un dolmen dell'età del Bronzo costruita con tre lastre megalitiche (le cosiddette chianche, da cui il nome) ed una quarta ricoprente; la leggenda racconta sia il risultato di una competizione fra giganti.
  • Sepolcri di San Magno: tumuli risalenti all'età protostorica, circa VII secolo a.C. nella contrada omonima.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Media[modifica | modifica sorgente]

A Corato viene edito il mensile Lo Stradone fondato nel 1979 da padre Emilio D'Angelo. A partire dal maggio 2011 lo storico mensile si affaccia al mondo del web attraverso il portale di informazione quotidiana www.lostradone.it[5]

Il portale coratolive è un giornale telematico, parte del circuito Livenetwork.[6]

Teatro[modifica | modifica sorgente]

Il teatro comunale di Corato fu inaugurato nel 1874. Fu voluto e costruito sotto l'allora sindaco e deputato "progressista" del Parlamento regio Giuseppe Patroni Griffi, avo dell'omonimo commediografo. È stato il più grande Teatro della Puglia, sino alla costruzione del Teatro Petruzzelli di Bari. Il Teatro fu realizzato nel 1874, dopo solo un anno dall'approvazione del progetto, con l'ausilio degli scenografi del Teatro San Carlo di Napoli[7].

Ha inoltre sede a Corato l'I.T.A.C.A., la prima accademia d'arte drammatica pugliese riconosciuta dalla Regione Puglia, gemellata con la LAMDA di Londra e impegnata nella formazione di giovani attori e registi. Attualmente è diretta da Nicola Vero.

Musica[modifica | modifica sorgente]

Forte è anche la tradizione bandistica, in comune con la maggior parte dei comuni vicini quali Ruvo di Puglia, Bisceglie, Trani, Molfetta, sin dagli inizi del secolo scorso fino ai giorni nostri[senza fonte].

Molto importante negli ultimi anni il concorso Euterpe, che ha assunto rilievo internazionale nel mondo delle competizioni di musica classica.

Tra i musicisti professionisti coratini va citato il percussionista Cesare Pastanella, attivo nell'ambito della musica etnica, afrocubana e jazz.

Tavernanova è un gruppo musicale che ha contribuito alla diffusione delle tradizioni popolari coratine e del sud Italia, dentro e fuori i confini nazionali, attraverso una sapiente fusione tra antichi proverbi e filastrocche contadine e una musica che racchiude linguaggi jazz, pop e di musica etnica.

Cinema[modifica | modifica sorgente]

A Corato sono stati girati i seguenti film:

Cucina[modifica | modifica sorgente]

Un primo piatto tipico è il ragù con braciole (involtini) di carne d'asino o di cavallo, con cui si condiscono le orecchiette, dette strascenate, che legano anche molto bene in un altro piatto tradizionale... gli "strascenate e cime de rape". La pignatta di trippa e il calzone (una focaccia riempita da cipolle cotte a vapore, olive nere, acciughe sotto sale ed uva sultanina) costituiscono la seconda parte del pasto. Ma sono anche molto comuni la scamorza, i nodini e la Burrata, queste ultime originarie di Andria. Fra i dolci tipici del luogo, si ricordano in occasione del Natale le cartellate con Vincotto e miele, Marzapane, sasamello e taralli, mentre per le festività pasquali è consuetudine cucinare la scarcella.

Persone legate a Corato[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

A febbraio si celebra il Carnevale Coratino, (giunto alla 35ª edizione) con una grande sfilata di gruppi mascherati e carri allegorici, invece in occasione della Pasqua si svolge una solenne processione, con la rappresentazione dei misteri della locale parrocchia di San Giuseppe; il Sabato Santo è solita la Processione della Pietà dal vicino santuario di Santa Maria della Greca, antica protettrice della città. A maggio, durante la Fiera di San Cataldo, si celebra una sfilata di carrozze e attacchi d'epoca.

A maggio si tiene il concorso internazionale di musica "Euterpe" e la rassegna di teatro studentesco "Città del Dolmen". Il Festival delle Murge è organizzato durante il mese di giugno, mentre il concorso locale di musica leggera, la Nota d'Oro, avviene a luglio. Importanti sono le celebrazioni di agosto per la festa del patrono locale, San Cataldo, che secondo la tradizione, nel 1483 salvò il paese da una grave pestilenza: varie processioni accompagnano le celebrazioni, con un concorso di pittura per giovani artisti meridionali. Per Ferragosto è usuale il concorso della Barca di Santa Maria, una caratteristica esposizione di barche in carta velina. In novembre si tiene la manifestazione detta "Coraton", maratona di artisti locali. Infine, il 12 dicembre, avviene la joajo di Santa Lucia, con un grande falò ed alcune degustazioni di dolci tipici.

L'ultima domenica di agosto il tradizionale pellegrinaggio al Santuario di Capurso in occasione della solennità della Madonna del Pozzo.

Gli ultimi nove giorni di agosto, ogni anno, si celebra, nella Chiesa della Risurrezione di Gesù Cristo, detta dei Cappuccini, la novena in onore della Madonna del Pozzo. A conclusione della novena, l'ultimo lunedì del mese di agosto si svolge una processione che si snoda lungo il corso cittadino.

Caratteristiche sono le sagre del paese, fra le quali si ricordano quella del calzone di cipolla ad aprile, della ciliegia a giugno, della bruschetta e della castagna a novembre. Di sabato si tiene il mercato settimanale. Presente nel territorio anche la manifestazione del Santo Patrono San Cataldo, che si svolge nel mese di agosto.

Il 18 maggio 2010, Corato ha ospitato la 18ª tappa del Giro d'Italia. Nel percorso Avellino-Bitonto, la carovana rosa ha attraversato Corato nei restanti 50 km da percorrere.

Lingue e dialetti[modifica | modifica sorgente]

Il dialetto coratino è una variante del dialetto barese. Esso si configura come un dialetto a metà strada tra la fascia murgiana e la fascia sud-ovest barese. Ad esempio, si riscontrerà nan (tipico dei dialetti murgiani ed assente nell'hinterland barese), ma poi sàpe (tipico dell'hinterland barese ed assente nei dialetti murgiani, dove spesso l'apertura è in é, quindi sépe, séipe, o a volte si chiude in è, quindi sèpe).

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'economia è prevalentemente agricola anche se non sono molti i terreni fertili essendo questi ultimi estesi prevalentemente verso la murgia, più fredda e meno favorita. Negli ultimi anni, vi è stato anche un impulso verso il settore artigianale, della piccola industria e del terziario avanzato. La particolare tradizione agricola ha permesso la creazione di un grosso polo agro-alimentare che estrinseca le sue attività produttive preminenti in diversi settori: quello lattiero-caseario con la presenza di numerosi laboratori a conduzione familiare; quello oleicolo: è a tutti noto, infatti, che Corato è la patria dell'olio extra vergine ottenuto dalla molitura della Coratina, “Cultivar Coratina o racioppa di Corato”; quello vinicolo: questo comparto usufruisce della presenza di circa 2.000 ettari di vigneti per la produzione di uva da tavola (rappresentata dalle varietà uva baresana, regina bianca, Italia primus e cardinale) e di uva da vino (rappresentata dalle varietà: moscato bianco, sangiovese, Nero di Uva di Troia, pampanuto, bombino nero, montepulciano); settore alimentare: con le grosse industrie molitorie (tra le altre Molino Casillo, uno dei principali players a livello mondiale) e di lavorazione della pasta (Granoro e Riscossa) ed i tarallifici (La Spiga e Fiore di Puglia) che assicurano un'elevata produzione di prodotti conosciuti sull'intero territorio nazionale ed estero.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Corato è servita da una stazione posta sulla ferrovia Bari-Barletta, gestita dalla Ferrotramviaria, che ricalca il tracciato della precedente tranvia a vapore.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Calcio[modifica | modifica sorgente]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Atletico Corato che milita nel girone A pugliese di Promozione. È nata nel 2005.

L'altra squadra di calcio della città è l'A.S.D. Sporting Corato che milita nel girone B pugliese di 2ª Categoria. È nata nel 2010.

L'U.S. Corato, nata nel 1946, è scomparsa nel 2005.

L'A.S.D. Real Corato, nata nel 2001, è scomparsa nel 2007.

Basket[modifica | modifica sorgente]

In campo femminile, l'A.S.D. Olimpia Pallacanestro Corato (sponsorizzata RBM Interservice Puglia), fondata nel 1999, milita in Serie B d'Eccellenza. Nella stagione 2010-2011 ha raggiunto il massimo risultato di uno sport di squadra di Corato con i play off promozione in A2. In campo maschile, l'A.S. Basket Corato , fondata nel 1962, ha raggiunto in passato la serie B2.

Volley[modifica | modifica sorgente]

  • Polis, fondata nel 2002 (femminile)
  • AS Volley (maschile)

Ciclismo[modifica | modifica sorgente]

  • ASD MTB CASTLE - Corato - Associazione sportiva dilettantistica di Mountain Bike
  • ASD Libertas Quadratum, fondata nel 2004
  • ASD Cicloamatori Costruzioni Vernice unificate nel 2009 col nome di "ASD Quaràt Bike"
  • ASD Racing Team Eurobike
  • Corato Bike Polo profilo su facebook

Altri sport[modifica | modifica sorgente]

  • Apulia Scacchi Club, fondata nel 1996, ha militato nel 2008 in serie A2 del Campionato Italiano di scacchi a squadre
  • Atletica Amatori, fondata nel 1991
  • Tiro a Segno Nazionale Corato, fondata nel 1884 (Tiro a segno)
  • Pol. Libertas Corato, fondata nel 1945 (Atletica)
  • ASD Energym, fondata nel 1997 (Kick Boxing, Danza, Fitness, Spinning)
  • Nicotel Wellness Racquetball , fondata nel 1993 (Polisportiva)
  • ASD "Arcieri Federico Quinto" Corato, fondata nel 1989 (Tiro con l'arco)
  • ASD Athlong Menduni Pomata Judo, affiliata nel 1996 (Judo)
  • Dolmen Bowling Club, fondata nel 2006 (Bowling)
  • Circolo Tennis P. Tandoi, fondato nel 1968 (Tennis)
  • Palestra Ryugi, fondata nel 1996 (Karate)
  • ASD Diavoli Verdi, Softair Club Corato, fondata nel 2010 (Softair)

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

  • Stadio Comunale di Via Gravina.A.S. Basket Corato
  • Palalosito (o comunemento detto "Palazzetto dello Sport", è lo stadio in cui vengono disputate le partite casalinghe dell'A.S. Basket Corato e dell'A.S.D. Olimpia Pallacanestro Corato. Accanto a questa struttura vi è collocato il Tensostatico, anch'esso impianto adibito alla Pallavolo e al Basket.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente a luglio 2013
  2. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 227.
  3. ^ P. Salvatore da Valenzano, I Cappuccini nella Puglia, Bari 1926, p. 204.
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Sito de Lo Stradone - Il Giornale di Corato
  6. ^ Sito di coratolive
  7. ^ Coratolive.it
  8. ^ Vito Attolini, Alfonso Marrese, Maria Abenante, Cineasti di Puglia. Autori, mestieri, storie, Adda editore, 2006

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giuseppe Patroni Griffi, L'amministrazione municipale di Corato, Giannini, Napoli 1876.
  • Giovanni Beltrani, I documenti storici di Corato (1046-1327), Commissione di storia patria, 1923.
  • V. Gioia, Relazione sulla situazione economica e morale del Comune di Corato, Tip. C. Petrone, 1929.
  • Francesco Galise, Corato storia del suo territorio, Tip. Graziani, 1995
  • Francesco Galise, Corato sviluppo urbanistico con note architettoniche, Tip. Graziani, 1985
  • Vincenzo Acella, La chiesa madre di Corato, Ed. Insieme, 2002.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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