Trippa
| Trippa | |
|---|---|
| Origini | |
| Luogo d'origine | |
| Regioni | Abruzzo Emilia-Romagna Liguria Lombardia Molise Piemonte Toscana Veneto |
| Zona di produzione | Toscana (trippa e lampredotto), Piemonte (trippa di Moncalieri), Abruzzo (trippa alla pennese, trippa alla teramana), Emilia-Romagna (Trippa di manzo alla piacentina o büsecca ad manz ala piasintëina), Molise (nodi di trippa), Puglia (involtino bianco di trippa di Locorotondo o gnumerèdde suffuchète du Curdùnne), Sardegna (trippa di Tonno (belu)) |
| Dettagli | |
| Categoria | secondo piatto |
| Riconoscimento | P.A.T. |
| Settore | Carni (e frattaglie) fresche e loro preparazione |
| Altre informazioni | Tra le regioni anche Puglia e Sardegna |
La trippa è una frattaglia, più precisamente è costituita dalle diverse parti dello stomaco del bovino (e non, come molti credono, dall'intestino).
Indice |
Descrizione anatomica [modifica]
Il bovino ha quattro stomaci:
- il rumine (la trippa vera e propria)
- il reticolo
- l'omaso (foiolo, millefoglie o centopelli)
- l'abomaso (lampredotto)
Nell'elenco stilato dalla Unione Europea riguardante le parti del bovino che secondo alcune sue norme tecnico-sanitarie sarebbero da scartare (il cranio, il cervello, gli occhi, le tonsille, la colonna vertebrale ed il midollo spinale dei bovini di età superiore ai 12 mesi e gli intestini dei bovini di qualsiasi età), non figura la trippa[1]. La sua distribuzione è quindi libera nei paesi che hanno recepito le dette norme UE.
Uso gastronomico [modifica]
La trippa costituisce un alimento tradizionale di molte regioni d'Italia. In particolare a Milano la busecca (come viene denominata in milanese) è considerata talmente emblematica della milanesità che l'epiteto busecconi ("mangia-trippa") è divenuto una denominazione (scherzosa) dei Milanesi stessi.
In Francia con la trippa (di vitello, di maiale o un misto delle due) e con aromi vari si prepara un insaccato: l' Andouillette.
Trippa di Moncalieri [modifica]
| Per approfondire, vedi Trippa di Moncalieri. |
La trippa di Moncalieri (tripa ëd Moncalé in piemontese) è un prodotto tradizionale preparato a Moncalieri, in provincia di Torino.
Si tratta di un salume cotto, confezionato con rumine e reticolo dei ruminanti e con lo stomaco dei suini; le carni vengono lessate e quindi pressate in appositi stampi prima di essere insaccate.[2]. Ha colore rosato e lunghezza di circa 30 cm, con diametro di 10-12 cm (raramente fino a 20 cm).
Si consuma come antipasto, tagliata a fette sottili e condita con olio, limone, aglio, prezzemolo e pepe [3] oppure, più semplicemente, tagliata a dadini e condita con solo sale.
Detti e motti sulla trippa [modifica]
Il famoso detto romano nun c'è trippa pe' li gatti è stato coniato verso i primi del '900 dal primo cittadino dell'epoca Ernesto Nathan, allorché si accingeva a eliminare dal bilancio delle spese di Roma una voce di spesa per il mantenimento di una colonia di felini randagi.[senza fonte]
Note [modifica]
- ^ In quanto stomaco del bovino.
- ^ Regione Piemonte. Trippa di Moncalieri. URL consultato in data 15 marzo 2009.
- ^ Provincia di Torino. Trippa di Moncalieri. URL consultato in data 15 marzo 2009.
Bibliografia [modifica]
- Indro Neri, Troppa Trippa, Collana Centopelli n. 25, Neri Editore, Firenze 1998.
- Indro Neri, Troppa Trippa: Ricette regionali di trippa, Collana I Quaderni di TroppaTrippa.com n. 1, ISBN 0-9842169-0-1, ISBN 978-0-9842169-0-1, Aerostato, Seattle 2009.
Voci correlate [modifica]
- Trippa alla fiorentina
- Trippa alla parmigiana
- Trippa alla moda di Caen
- Maccheroni con la trippa
- Callos
- Flaki
Collegamenti esterni [modifica]
Altri progetti [modifica]
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