Castellana Grotte

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Castellana Grotte
comune
Castellana Grotte – Stemma Castellana Grotte – Bandiera
Castellana Grotte – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione Puglia-Stemma it.png Puglia
Provincia Provincia di Bari-Stemma2.png Bari
Amministrazione
Sindaco Francesco Tricase (centro, centrodestra e liste civiche) dal 12/06/2007
Territorio
Coordinate 40°53′00″N 17°10′00″E / 40.883333°N 17.166667°E40.883333; 17.166667 (Castellana Grotte)Coordinate: 40°53′00″N 17°10′00″E / 40.883333°N 17.166667°E40.883333; 17.166667 (Castellana Grotte)
Altitudine 300 m s.l.m.
Superficie 67,96 km²
Abitanti 19 435[1] (31-12-2010)
Densità 285,98 ab./km²
Frazioni Genna, Regio, Fanelli, Cucumo, Pozzo Stramazzo, Rosatella, Torre di Mastro, Torre Due Pani, Oronzo Persio, Monte Cipolla, La Pergola
Comuni confinanti Alberobello (14km), Conversano(10km), Monopoli (15km), Noci (11km), Polignano a Mare (14km), Putignano (3km)
Altre informazioni
Cod. postale 70013
Prefisso 080
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 072017
Cod. catastale C134
Targa BA
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti Castellanesi
Patrono Maria S.S. della Vetrana
Giorno festivo 12 gennaio e l'ultima domenica di aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Castellana Grotte
Posizione del comune di Castellana Grotte all'interno della provincia di Bari
Posizione del comune di Castellana Grotte all'interno della provincia di Bari
Sito istituzionale

Castellana Grotte (Casteddòne in dialetto locale) è un comune italiano di 19.435 abitanti della provincia di Bari, in Puglia. Situata sull'altopiano calcareo della Terra dei Trulli e delle Grotte, è conosciuta soprattutto per il complesso carsico delle Grotte di Castellana.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il territorio di Castellana-Grotte ubicato a circa 38km a sud est di Bari, sorge sull'altopiano calcareo della Murgia dei Trulli e delle Grotte ad un'altezza media di 300 m s.l.m. ed ha una estensione complessiva di 67,96 km². Esso è, per costituzione geologica e conformazione fisica del terreno, in tutto simile alle caratteristiche geomorfologiche dell'Alta Murgia. Ha il medesimo aspetto pietroso e roccioso dei rilievi, gli stessi fenomeni carsici di superficie e profondi. Infatti è situata al margine di una breve valle carsica chiusa la valle di Genna, in una zona caratterizzata da doline, lame, grotte, inghiottitoi e voragini. Consta di un nucleo più antico, dalla pianta irregolare, e di vaste addizioni più moderne, a vie diritte e ortogonali, che risalgono le pendici della conca, dal lato sud-orientale. Il territorio varia, si arriva a toccare i 400  m s.l.m. della collina di Genna a meno di 3km dalla città e i 410 m s.l.m. del bosco dell'Orbo nei pressi del Barsento. Ciò rende mite il clima e piacevole il soggiorno su queste colline che si affacciano, da un lato, a Levante, guardando verso l'Adriatico e dall'altro lato verso l'interno della Murgia più alta. Il territorio boschivo dell'agro castellanese si estende per lo più verso sud. L'originaria vegetazione spontanea del territorio ha subito, nel corso del tempo, notevoli trasformazioni a causa dei continui disboscamenti. Le presenze arboree più diffuse nei boschi sono alcune specie di querce, come il leccio, la roverella e il fragno, a volte in presenza mista. Appartiene alla Regione Agraria n. 6 - Murge di Castellana.

Grotte di Castellana[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Grotte di Castellana.

Le grotte di Castellana sorgono a meno di 500 metri dall'abitato nelle Murge sud orientali a 330 m s.l.m., altopiano calcareo formatosi nel Cretaceo superiore circa novanta - cento milioni di anni fa. La visita turistica si snoda lungo uno scenario affascinante per più di un 1 km. L'itinerario più lungo, richiede due ore e si sviluppa per 3 km, tra caverne e voragini dai nomi mitologici o fantastici. L'ingresso naturale è costituito da un'enorme voragine a cielo aperto, profonda una sessantina di metri, denominata la Grave. Dalla Grave alla Grotta Nera o della Lupa Capitolina, dopo aver superato il Cavernone dei Monumenti, superato la Calza e successivamente la Caverna della Civetta, attraversato il Corridoio del Serpente, la Caverna del Precipizio ed il Piccolo Paradiso, si scorre per il lungo Corridoio del Deserto detto anche il Grand Canyon sotterraneo (di una colorazione rossiccia dovuta alla presenza in tale tratto di minerali ferrosi) si raggiunge la Caverna della Torre di Pisa, il limpido Laghetto di acqua di stillicidio, il Corridoio Rosso, la Caverna della Cupola ed infine passando dal luccicante Laghetto di Cristalli, si giunge nella straordinaria Grotta Bianca, definita la più bella grotta del mondo, luminosa e splendente. Tutto costituito da splendide concrezioni stalattitiche e stalagmitiche e da gallerie intercalate dall'aprirsi di improvviso di stupende caverne.

La Grave - La caverna principale delle grotte
La Grotta Bianca
Stalattite Centrale Grotta Bianca

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Urbanistica[modifica | modifica sorgente]

Osservando la pianta della città, la parte antica di Castellana, di tipo urbano-medievale, è nettamente distinta dal resto del centro sviluppatosi dal '600 al '800, posta all'esterno delle vecchie mura e torri, e caratterizzato da strade lunghe e parallele. Le stradine della zona storica, convergenti in Largo Leone Magno in cui vi si affaccia l'omonima chiesa, sono ancora lastricate da basolato in locale pietra calcarea, e molte di esse conservano i caratteristici cordoli. Nei numerosi altri viottoli, invece, vi si scorgono chiese, palazzi signorili, archi e case bianche.

Fra le antiche porte di accesso alla città vi erano Porta Grande con la Torre delle Armi, nella quale risiedevano gli armigeri, ed è localizzata nei pressi dell'attuale omonimo largo, un tempo adibito ad un grande orto e circondato da case e botteghe artigianali. Largo Portagrande coincide col punto più depresso di un ampio bacino pluviale, nel quale si aprono le gravinelle, incisioni naturali della roccia calcarea scavate dalle acque meteoriche, tipiche della Murgia. Nel lato opposto del largo vi è il rione del Casalicchio annesso all'ex convento dei frati Paolotti.

Porta della Gabella, esistente fino al 1792, era ubicata nell'attuale imbocco di Via Trento, ed apriva un varco che portava alla Chiesa di San Leone Magno. Prende il suo nome da un'antica tassa per la molitura del grano, la gabella, e nelle immediate vicinanze vi erano i mulini pubblici ed un grande forno per la panificazione. Distrutte le cinta murarie, furono costruite nuove strade che la collegavano alle altre "porte" principali: Porta Nuova (ubicata al termine di Via Giovanni Bovio), Porta delle Olive e Porta Pèntimi.

Porta delle Olive, adiacente l'imbocco di Via Madonna degli Angeli e la cui esistenza risale fino al 1700, era così conosciuta per il paesaggio, dominato da quattro maestosi ulivi, che offriva appena al di fuori delle mura cittadine. Sempre nei pressi, sorgevano le Vigne della Piazza, nel punto in cui ora vi è Piazza Nicola e Costa.

Porta Pentimi, anch'essa risalente sino al 1700 e situata nei pressi della Chiesa di Santa Rosa, prende il nome dalla vicina bancata calcarea affiorante dal terreno, pentìmi appunto.

Nel corso del tempo vennero aggiunte e spostate ulteriori porte a causa dell'espansione del nucleo abitato. Quindi, per l'allargamento della cerchia muraria, Porta delle Olive fu spostata attorno al '700 mantenendo il suo nome originario, e lo stesso successe per Porta Caroseno, conosciuta anche come Porta della Frascina.

Al giorno d'oggi delle antiche torri ci è arrivato ben poco. Pertanto è ancora possibile distinguere la Torre Nuova, comunemente chiamato Castello, ubicato nell'attuale Via Fratelli Bandiera (conosciuta anche come Via del Castello). Si tratta di un bastione cilindrico del '400, unico superstite della vecchia cinta difensiva assieme alle mura ad esso annesse in un cortile privato. Dalla sua cima si scorge una scultura dedicata a Maria da Castellana o La Castellana la quale, secondo una leggenda, lei e le due figlie avrebbero trovato riparo nei boschi lì vicino a seguito della morte del marito, il Castellano di Bari, avvenuta in un tremendo assalto saraceno nel 978 alla città di Bari.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Storia della Puglia.

Castellana nasce nell'alto Medioevo grazie alla colonizzazione operata dal Monastero di San Benedetto di Conversano, ed è citata per la prima volta in documenti del secolo X, precisamente in una pergamena del 901 nel fondo di documenti di san Benedetto di Conversano, confluiti nell'Archivio Diocesano ed editi da Domenico Morea a fine Ottocento presso i Benedettini di Montecassino. La pergamena si riferisce all'atto di vendita di Ermenefrido, figlio di Ermuzio, e sua moglie Trasisperga a favore di Ianniperto. Il documento parla di un Castellano Vetere e di un Castellano Novo. Nel 1098 il Conte Goffredo di Conversano, di origini normanne, dona a San Benedetto tutto il territorio e consente all'abate di radunarvi gente per popolarlo.

La sua fondazione ufficiale viene fatta risalire nel dicembre 1171, quando l'Abate Eustasio donò il feudo di Castellano con buone condizioni di vassallaggio a due otrantini, Nicola e Costa, nel tentativo di ripopolare l'agglomerato di case esistenti, molte delle quali andate distrutte nel corso delle contese tra Ruggero II di Sicilia e i dinasti normanni, per goderne nuovamente delle rendite.

Il borgo vicus ricostruito ben presto si costituisce in universitas ed, in questo periodo è collocata la presunta visita di Federico II di Svevia e della usa sosta di una notte sotto l'ormai inesistente Olmo di Porta Grande. Durante la dominazione sveva il monastero conversanese di San Benedetto viene abbandonato, e nel 1226 Papa Clemente IV concede il convento di Conversano a un gruppo di monache cistercensi fuggite dalla Morea, regione della Grecia centrale. A loro vengono assegnate tutte le proprietà dell'antica abbazia, compresa Castellana, e la giurisdizione ecclesiastica: ovvero la potestà ordinaria su clero e popolo di Castellana più il diritto di impugnare il pastorale e cingere la mitra.

Nei primi anni del quattrocento, Castellana cercò di liberarsi dalle dipendenze feudali della Contea di Conversano e dalla badessa del monastero benedettino di Conversano a cui versava le decime. Approfittando della lotta che imperversava la casata dei d'Angiò per il trono del Regno di Napoli, nel 1407 trecento giovani castellanesi, guidati dal valoroso Ottavio da Castellana, si schierarono dalla parte del Re Ladislao d'Angiò all'assedio di Taranto contro Maria d'Enghien, sorella della badessa e vedova del principe Raimondo Orsini Del Balzo. Ammirati per le loro prove di valore, i combattenti castellanesi passarono alle cronache come i Leoni di Fortezza. Ottenuta la vittoria con la resa di Maria d'Enghien, con a seguito il suo matrimonio risolutore col re Ladislao d'Angiò, Castellana ottenne il privilegio promesso.

Dopo la morte di Ladislao, nel 1426, la Regina Giovanna II di Napoli nomina duca di Bari il nobile abruzzese Giacomo Caldora, il quale ottenne, tra gli altri, anche il territorio di Castellana. I Caldora ebbero potere sino al 1440 quando Antonio, figlio di Giacomo e suo successore al titolo di duca di Bari, venne spodestato dal viceduca Mariano de Riguardatis da Norcia, che offrì l'intero ducato, assieme a Castellana, a Giovanni Antonio Orsini Del Balzo, principe di Taranto e figlio di Maria d'Enghien dal suo primo marito.

Nel 1456, Castellana e l'intera contea di Conversano (comprendente anche i centri di Casamassima, Castiglione, Noci e Turi) costituirono la dote di Caterina, figlia di Giovanni Antonio Orsini Del Balzo, andata in sposa al duca d'Atri Giulio Antonio Acquaviva. Gli Acquaviva, che detennero i diritti feudatari fino alla loro abolizione nel 1806, furono feudatari più umani verso il popolo, mettendo in condizione ai coloni di divenire piccoli proprietari che trasformarono il territorio in vigneto e grano, e traendone rilevanti benefici economici.

Il disboscamento selvaggio delle alte colline vicine alla città si concluse nel '700, quando le acque pluviali, non più trattenute dai boschi, allagarono il paese. Divenute frequenti (almeno dieci fra il 1791 e il 1900) causarono numerose vittime e danni. Da ricordare soprattutto due alluvioni, quella del 28 agosto 1741, in cui l'acqua attinse a Largo Porta Grande a circa sei metri d'altezza, e quella più disastrosa del 9 novembre 1896 che provocò 4 vittime e rese inabitabili oltre 600 abitazioni causando danni considerevoli ai 2000 abitanti nella parte più bassa del paese. L'emergenza fu risolta con la costruzione, dal 1911 al 1913 ad opera del Genio Civile, del Canalone che collegò le gravinelle alla gravina di San Jacopo. In più le costruzioni di nuove abitazioni avvennerò non più in valle ma in cima alla collina, dai 280 m s.l.m. di Largo Porta Grande ai 300 m s.l.m. dove è situato l'attuale centro della città nei pressi della casa comunale.

Nel 1938 la cittadina subisce una svolta turistica, grazie alla scoperta delle grotte da parte del professore Franco Anelli coadiuvato da Vito Matarrese (che in seguito scoprirà lui stesso la Grotta Bianca). Nel 1950 il nome del Comune fu mutato da Castellana in Castellana Grotte, in omaggio alla scoperta.

La pestilenza ed il miracolo[modifica | modifica sorgente]

Ricorreva l'anno 1690 quando, molto probabilmente per via di un carico di merci infetto attraccato nel porto di Monopoli, una terribile epidemia di peste si diffuse nel territorio a sud-est di Bari. Complici le carenti condizioni igieniche la malattia si diffuse rapidamente, mietendo numerose vittime che decimarono la popolazione. A Castellana la peste arrivò il 23 dicembre 1690 e vi furono registrati 22 decessi, come attestato da documenti notarili del notaio Giacobbe Fanelli[2]. La situazione cambiò durante la notte fra l'11 ed il 12 gennaio 1691, quando due sacerdoti, don Giuseppe Gaetano Lanera e don Giosafat Pinto, pregavano incessantemente per liberare la popolazione dalla peste. Dalla Madonna Vetrana (antica), ritratta in un quadro risalente al Trecento ed ubicato in una chiesetta rupestre non lontano dal centro abitato di Castellana, i due sacerdoti ebbero entrambi la stessa ispirazione: ungendo i bubboni dei malati con l'olio del lume che ardeva perennemente accanto a quello stesso quadro, si poteva guarire dalla pestilenza. Così facendo, e dando fuoco a tutto ciò che era stato in contatto con il morbo, da quel 12 gennaio a Castellana più nessuno morì di peste. Tutti attribuirono subito la miracolosa intercessione della Vergine della Vetrana, e la sua venerazione crebbe, sinché tutte le autorità sacre e laiche castellanesi, come segno di gratitudine, decisero di festeggiare ogni anno il grandioso evento.

Architetture religiose e monumenti[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di San Leone Magno[modifica | modifica sorgente]

Intitolata a San Leone Magno come da epigrafe sulla facciata, è stata edificata nel 1383 ampliando una già esistente chiesa romanica a cui venne annessa una torre normanna difensiva, poi convertita in campanile. Ai lati della facciata principale si ammirano le statue di Leone Magno e di Giovanni Battista, fino ad allora collocate internamente sull’altare maggiore, mentre sul fastigio vi è la scultura della Madonna Consolatrice. L'interno, suddiviso in tre larghe navate, è ornamentato da arcate e un affresco scoperto e restaurato di recente nel 1970 in stile tardo-gotico, dalle sculture di Aurelio Persio e dalle pregevoli tele di Andrea Miglionico e del castellanese Vincenzo Fato. La parete frontale all’altare maggiore è dominata da un maestoso organo. Notevole la presenza della cappella del Santissimo Sacramento in cui l’altare è nel paliotto con un’immagine raffinata della Madonna con Bambino.

Santuario di Maria SS. della Vetrana[modifica | modifica sorgente]

Sorge su uno dei cinque colli di Castellana a 317 m s.l.m.. In origine vi era una piccola chiesa, già documentata nel '200 e '300, intitolata alla Santa Maria Veterana. Costruito nel 1691 per volontà del popolo castellanese come ringraziamento alla Madonna della Vetrana che aveva liberato il paese dalla terribile peste del 1690. I Frati Alcantarini vi si insediarono nel 1714. L'interno della chiesa, a croce latina con volta a botte, è arricchito da pregevoli stucchi mentre, nel transetto, quattro pilastri in pietra con capitelli sostengono la cupola. Nel transetto appaiono due altari barocchi a stucchi decorati. A sinistra dell'altare maggiore si custodisce, in una piccola cappella, l'immagine della Madonna della Vetrana davanti alla quale arde, da più di tre secoli, una lampada ad olio. Di semplice struttura è il chiostro, formato da arcate a tutto tondo e dal quale si accede ad un presepio permanente costruito nel 1968. Il convento possiede una corposa biblioteca di antichi volumi di storia, filosofia e teologia.

Chiesa di San Francesco d'Assisi[modifica | modifica sorgente]

Sorta su una preesistente chiesetta del XIV secolo dedicata a Santa Maria Annunziata, la chiesa è stata costruita nel 1651, annessa al convento (oggi adibito a Municipio) dei Frati Conventuali, già insediati dal 1418. Nella navata unica a croce latina, presentata con un armonico insieme in pietra nuda ed intonaco a calce, dallo stile tardo-rinascimentale, vi sono i sette grandiosi altari in pietra locale, opera di Fra' Luca Principino, frate Conventuale a Castellana. La facciata esterna, in pietra bugnata, è di un sobrio barocco.

Chiesa del Caroseno[modifica | modifica sorgente]

Chiesa costruita extra moenia sulla via per Putignano, è risalente al XVI secolo, come attestata da documenti notarili. La facciata frontale esterna, conferita in stile barocco nel XVIII secolo, è tripartita da lesene, suddivisa in due ordini. Ai lati in basso vi sono presenti due nicchie con statue rispettivamente di San Pietro e San Giovanni Battista. Nell'ordine superiore, con finestrone timpanato, vi sono figure di angeli e la statua della Madonna in trono. L'interno della chiesa conserva l'aspetto originario del XVI secolo, caratterizzato da navata unica con arcate a sesto acuto. Notevole è la presenza del dipinto della Madonna del Caroseno e di tele del pittore castellanese Vincenzo Fato.

Chiesa di Santa Maria del Suffragio (Purgatorio)[modifica | modifica sorgente]

Settecentesca, ospita pregevoli opere. Sobrie decorazioni rivestono anche l'ottocentesco confessionale in legno posto sotto la prima arcata di sinistra. Molto imponente la cupola che ricopre il tetto.

Chiesa San Nicola di Genna[modifica | modifica sorgente]

Nella frazione detta Genna (il cui nome appare per la prima volta in un documento del 944) è presente la Chiesa di San Nicola. Questa chiesa campestre sorge a 365 m s.l.m., a poco più di 2km dalla città ed a pochi metri dalla collina di Genna di cui trae il nome, è posta all'incontro di ben sette strade. Costruita nel sedicesimo secolo, la zona un tempo era abitata e coperta di vigne con a centro la chiesa.

Altre chiese[modifica | modifica sorgente]

  • Chiesa di San Giuseppe;
  • Chiesa di Sant'Onofrio;
  • Chiesa di San Leonardo;
  • Chiesa del Salvatore;
  • Monastero dell'Immacolata;
  • Chiesa della Madonna della Grotta;
  • Chiesa di Santa Rosa;
  • Chiesa di San Bartolomeo di Padula.

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

  • Torre civica o torre dell'Orologio è stata edificata nel 1848.
  • Palazzo Municipale.
  • Monumento dei Caduti.
  • Biblioteca civica.
  • Curia Baronale.
  • Neviera di San Nicola di Genna.
  • Specchia di Pozzo Stramazzo.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[3]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Gli stranieri residenti nel comune sono 446, ovvero il 2,3% della popolazione. Di seguito sono riportati i gruppi più consistenti[4]:

  1. Albania Albania, 187
  2. Georgia Georgia, 56
  3. Romania Romania, 39
  4. Marocco Marocco, 32

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Associazione Banda Castellana Grotte[modifica | modifica sorgente]

Tra le più longeve nella Provincia di Bari, è riconosciuta da un atto notarile risalente al 1852. Composta da un numero rilevante di musicisti di cui molti professionisti, opera sul territorio Comunale senza scopo di lucro e promuove una meritoria attività culturale in favore della gioventù oltre alla partecipazione garantita e continua con esecuzioni musicali, in occasione delle classiche manifestazioni religiose e dei concerti che si svolgono durante l'anno, svolgendo anche funzione di tutela e custodia del patrimonio socio-culturale locale. Nel 2011, in occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia viene riconosciuta come gruppo d'Interesse Comunale[5].

Cinema[modifica | modifica sorgente]

Il peculiare ambiente interno alle grotte di Castellana le rende uno scenario particolarmente votato alle riprese cinematografiche. Tra i film girati ci sono:

Associazioni culturali[modifica | modifica sorgente]

  • Filodrammatica "Ciccio Clori" [1]
  • Gruppo teatrale "Amici Nostri" [2]
  • Associazione Culturale "OfficinaMusicale" [3]
  • Associazione Banda Castellana Grotte [4]
  • Schola Cantorum "Don Vincenzo Vitti"[5]
  • Circolo Arci "Opificio delle Idee" [6]

Persone legate a Castellana Grotte[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

Le "Fanove"[modifica | modifica sorgente]

Accensione dei caratteristici falò che avviene l'11 gennaio, ovvero grosse cataste di legno che vengono fatte ardere in tutto il paese nel corso della notte. La festa è il riconoscimento alla Madonna della Vetrana che, secondo la tradizione, pose fine all'epidemia di peste del XVII secolo. I visitatori assaggiano volentieri i prodotti tipici offerti da chi ha allestito la "fanova", quali taralli, ceci e fave abbrustolite, solitamente accompagnati da un bicchiere di vino. Il giorno dopo, il 12 gennaio, la statua della Madonna della Vetrana viene portata, con solenne processione, dal convento dei frati minori in città, nella chiesa matrice di San Leone Magno, restandoci per una settimana di fronte alla venerazione riconoscente dei numerosi fedeli che la visitano.

La Festa d'aprile[modifica | modifica sorgente]

La festa principale, solenne, si svolge nell'ultimo weekend di aprile fra luminarie, processioni, concerti di varie bande e fuochi pirotecnici in onore della Madonna della Vetrana.

La Consolatrice[modifica | modifica sorgente]

Festa particolarmente semplice e intima, che segna la fine delle ferie, il 21 agosto. Con processioni solenni si venerano la Madonna Maria SS. Consolatrice e San Leone Magno, antichi patroni di Castellana.

Festa del Caroseno e Sagra del Pollo e del Coniglio[modifica | modifica sorgente]

Dal 1692 viene festeggiata la Madonna del Caroseno, rendendo omaggio al Caroseno di Maria che evince il ruolo della vergine come madre del popolo. Festa molto sentita anche dal territorio circondario, il 7 e l'8 settembre si arricchisce con la Sagra del Pollo e del Coniglio, in cui vengono allestite caratteristiche vetrine satiriche e grandi tavolate imbandite per le strade con le macellerie del paese.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Agricoltura e allevamento[modifica | modifica sorgente]

Prevalentemente l’economia castellanese è agricola. Negli ultimi decenni i vasti vigneti sono stati sostituiti dalla coltivazione del ciliegio olivo e mandorle conosciute in tutta la Puglia.

Gli ulivi, sparsi in tutto il territorio anche in centenari uliveti allineati, sono prevalentemente del tipo Cima di Mola, qualità apprezzata per l'ottimo olio che vi si ricava.
L'olio extravergine ricavato dalla Cima di Mola per almeno il 50%, è accompagnato dalla denominazione di origine controllata Terra di Bari, con menzione geografica aggiuntiva Murgia dei Trulli, a cui Castellana appartiene.

Notevoli restano peraltro anche le produzioni di uva, che pone Castellana nel comprensorio delle strade dei Vini DOC della Murgia Carsica, e quelle di mandorle e ortofrutta che costituiscono la materia prima per la locale industria conserviera ed enologica.

Il patrimonio zootecnico è composto prevalentemente da bovini per la produzione di latte e carne.

Artigianato ed industria[modifica | modifica sorgente]

Fiorenti le numerose aziende di attività artigianali per la produzione di prodotti tessili, eno-gastronomici, arredamento ed industriali.

Turismo[modifica | modifica sorgente]

Il turismo è maggiormente sviluppato grazie alle centinaia di migliaia di turisti che ogni anno visitano le caratteristiche grotte.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Ospedale[modifica | modifica sorgente]

Molto importante è l'ospedale specializzato in gastroenterologia "Saverio de Bellis" - IRCCS nei pressi di Via Turi.

Strade[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Strade provinciali della provincia di Bari.

Il comune è attraversato dall' ex strada statale 377 delle Grotte (riclassificata come strada provinciale 237) che conduce a Monopoli e Putignano. È inoltre servito dalla ex strada statale 634 delle Grotte Orientali (SS 634), ora strada provinciale 240 delle Grotte Orientali (SP 240) che la collega a Conversano, Rutigliano, Capurso e Triggiano. Vi sono inoltre le provinciali per Polignano a Mare SP 120, Alberobello SP 96 e Turi SP 32. La strada che conduce alle Grotte è classificata come SP 147. Il territorio include anche un tratto della SS 172 - strada statale 172 dei Trulli che collega Putignano ad Alberobello nel Canale di Pirro, tramite strade minori si giunge a Castellana.

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Castellana Grotte è sede di due stazioni ferroviarie delle Ferrovie del Sud Est (linea Bari-Taranto): Castellana Grotte in centro e stazione di Grotte di Castellana nei pressi delle Grotte.

Autobus Regionali[modifica | modifica sorgente]

Gli autobus delle Ferrovie del Sud Est garantiscono il collegamento tra Castellana Grotte e le città del comprensorio.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Pallavolo[modifica | modifica sorgente]

AS Florens[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Florens Volley Castellana Grotte.

La squadra femminile di pallavolo è stata la AS Florens. Questa società ha disputato le sue partite al PalaGrotte. Fondata nel 1964 col nome di Florens Fari, si è iscritta ai campionati nazionali nel 1968-69. Da allora ha disputato diciannove campionati in serie B1 e cinque in A2, prima di essere promossa in A1 nel 2007/2008. In due occasioni (1990/1991 e 2004/2005) è stata finalista nazionale nella Coppa Italia di serie B. Prima del fallimento societario ha giocato il suo ultimo campionato nella stagione 2010/2011.

New Mater Volley[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi New Mater Volley.

La squadra maschile di pallavolo è denominata New Mater Volley. Questa società disputa le sue partite al PalaGrotte. Costituita nel 2009 dalle ceneri della precedente "Materdomini Volley", acquista proprio in quell'anno i diritti a disputare il campionato nazionale di serie A2 2009/2010 conquistando, all'esordio sul grande palcoscenico del volley nazionale, il titolo di "Campione d'inverno" nel gennaio del 2010. E arrivando alle semifinali dei play-off contro il Crema nel maggio 2010, non riesce a salire di categoria. Il 15 maggio del 2010 la New Mater Volley di Castellana Grotte e il Taranto Volley hanno raggiunto un accordo per preservare la serie A1 in Puglia a Castellana Grotte. Retrocede in A2 e vince la coppa Italia di serie A2 stagione 2011/2012. Batte Molfetta in finale play-off e ritorna in serie A1 per la stagione 2012/2013.

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Marco A. Lanera. Documenti castellanesi sulla peste del 1690 - Editore De Robertis, 1962
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  4. ^ Bilancio Demografico e popolazione residente straniera al 31 dicembre 2010 per sesso e cittadinanza, ISTAT. URL consultato il 2 settembre 2013.
  5. ^ Pubblicazione della Delibera Comunale del riconoscimento a Gruppo d'Interesse Comunale, 16/05/2011.

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]