Rita da Cascia

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Santa Rita da Cascia
La più antica immagine conosciuta della santa (cassa solenne, 1457)
La più antica immagine conosciuta della santa (cassa solenne, 1457)
Religiosa
Nascita Roccaporena, 1381
Morte Cascia, 22 maggio 1457
Venerata da Chiesa cattolica
Beatificazione 1628, da Urbano VIII
Canonizzazione 1900, da Leone XIII
Santuario principale Basilica di Santa Rita, Cascia
Ricorrenza 22 maggio (Memoria Facoltativa)
Attributi Santa degli impossibili. Avvocata dei casi disperati.
Patrona di donne maritate infelicemente, casi disperati e apparentemente impossibili, protettrice dei serigrafi.

Rita da Cascia, al secolo Margherita Lotti (Roccaporena, 1381Cascia, 22 maggio 1457), monaca agostiniana a Cascia (PG), fu proclamata santa da papa Leone XIII nel 1900.

Agiografia[modifica | modifica wikitesto]

Molta parte della vita di Rita risulta oscura dal punto di vista della documentazione storica. Tra le pochissime fonti più o meno coeve, si annoverano l'iscrizione e le immagini dipinte sulla "cassa solenne" (datata 1457), il Codex miraculorum (elenco di miracoli registrato dai notai su richiesta del comune di Cascia, preceduto da una breve biografia scritta dal notaio Domenico Angeli, anch'essa del 1457), e una tela a sei scomparti con episodi della vita (1480 circa). La prima ricostruzione agiografica completa a noi giunta risale soltanto al 1610, ad opera di padre Agostino Cavallucci, agostiniano[1]. Su tale testo si modelleranno tutte le successive biografie della santa. Cavallucci si basò sulla tradizione orale (in particolare quella interna al monastero di Cascia e quella degli abitanti di Roccaporena), e sulle poche fonti iconografiche precedenti, probabilmente servendosi, per il resto, di topoi agiografici consolidati.

Giovinezza[modifica | modifica wikitesto]

La leggenda delle api

La leggenda narra che, mentre i genitori erano occupati a mietere, la piccolissima Rita era stata posta sotto un albero entro una cesta. Un contadino si ferì con la falce ed abbandonò il lavoro per farsi medicare. Passò davanti alla bambina e vide delle api intorno alla cesta e, con la mano ferita, tentò di allontanarle. La ferita si rimarginò. Le api non punsero la piccola Rita, invece le depositarono il miele nella bocca.

Il luogo di nascita è concorde per Roccaporena, una frazione montagnosa a circa cinque chilometri da Cascia (provincia di Perugia), all'epoca uno dei castelli ghibellini facenti parte del contado del comune di Cascia. Le date di nascita e morte sono incerte. Esse dipendono dall'altezza cui si pone la data di morte, ovvero il 1447 per alcuni, o il 1457 per altri[2], dopo quarant'anni di vita monacale. Da qui si risale, per la nascita, al 1371, o al 1381.
Secondo le biografie tradizionali, Rita nacque da Antonio Lotti e Amata Ferri, genitori già anziani, molto religiosi, nominati dal Comune come "pacieri di Cristo" nelle lotte politiche e familiari tra guelfi e ghibellini, e in discrete condizioni economiche, come proprietari di terreni agricoli. I genitori, come era d'uso, la indirizzarono molto presto verso il matrimonio; Rita sposò quindi Paolo di Ferdinando di Mancino (o Mancini), forse un ufficiale della guarnigione di Collegiacone, descritto tradizionalmente come un uomo orgoglioso ed irruente, appartenente alla fazione ghibellina.

Matrimonio[modifica | modifica wikitesto]

Le nozze si tennero nella chiesetta di San Montano a Roccaporena. Secondo le agiografie tradizionali, il carattere mite di Rita acquietò, col tempo, lo spirito impulsivo e violento del marito, tanto che questi abbandonò le armi per convertirsi al lavoro presso un mulino da poco accomodato come loro casa. Nacquero due figli (forse gemelli), Giangiacomo Antonio e Paolo Maria. Dopo diciotto anni di matrimonio, Paolo Mancini venne ucciso - probabilmente da suoi ex-compagni, a causa di rancori passati ed accuse di tradimento - mentre rincasava in piena notte. Tuttavia, Rita non serbò odio per gli assassini, anzi pregò anche per i suoi due figli che, come era costume del tempo, probabilmente stavano pensando alla vendetta. I due figli, da lì a breve, morirono di malattia, quasi contemporaneamente. Tale sventura avvenne forse in un periodo compreso tra il 1401 e il 1403.

Monaca agostiniana[modifica | modifica wikitesto]

Lo "scoglio" di Roccaporena.

Abbandonata anche dai parenti del marito, Rita decise di prendere i voti ed entrare nel monastero agostiniano di Santa Maria Maddalena, a Cascia. Chiese per tre volte inutilmente il noviziato, che le venne rifiutato per ragioni non chiare; alcuni biografi pensano che rapprensentasse un ostacolo la presenza di una parente del marito mai vendicato tra le monache. Tuttavia, con tenacia, fede e preghiera, Rita convinse la famiglia Mancini ad abbandonare ogni proposito di vendetta. Dopo aver riconciliato i Mancini con le fazioni degli assassini, Rita riuscì ad entrare in monastero intorno al 1407. Secondo la tradizione agiografica che si rifà alla biografia di Cavallucci, Rita, in piena notte, venne portata in volo dal cosiddetto "scoglio" di Roccaporena (altura dove andava spesso a pregare) fino dentro le mura del monastero di Cascia dai suoi tre santi protettori (Agostino, Giovanni Battista e Nicola da Tolentino, quest'ultimo canonizzato soltanto nel 1446).
Sempre secondo Cavallucci, la badessa del monastero mise a dura prova la vocazione e l'obbedienza di Rita, facendole annaffiare un arbusto di vite secco, presente nel chiostro del monastero. Il legno, dopo un po' di tempo, riprese vita e dette frutto. Nello stesso chiostro, oggi, è presente una vite risalente al XIX secolo.
Durante i quarant'anni di vita monacale, Rita non solo si dedicò alla preghiera, a penitenze e a digiuni nel monastero, ma uscì spesso per andare in servizio a poveri e ammalati di Cascia.

La spina sulla fronte[modifica | modifica wikitesto]

Raffigurazione ottocentesca dell'episodio della spina.

Secondo la tradizione devozionale, la sera del Venerdì Santo dell'anno 1432, ritiratasi in preghiera della Passione di Gesù, dopo la predica di fra' Giacomo della Marca, avrebbe ricevuto una spina dalla corona del Crocifisso conficcata in fronte. L'evento è uno dei pochi della vita della monaca esplicitamente ricordato nell'iconografia quattrocentesca pervenutaci e nel breve testo dipinto sulla "cassa solenne" (1457), nel quale si legge "quindici anni la spina patisti".

Il viaggio a Roma[modifica | modifica wikitesto]

La stigmata sulla fronte e la precaria salute la obbligavono a non spostarsi da Cascia. Tuttavia, si narra che nel 1446 volle partire per Roma, per assistere alla canonizzazione del predicatore agostiniano Nicola da Tolentino. La badessa era contraria per via della ferita purulenta sulla fronte, ma essa scomparve il giorno prima del pellegrinaggio, così che Rita poté partire. Al ritorno da Roma, però, la stigmata ricomparve.

Gli ultimi giorni[modifica | modifica wikitesto]

Rita rimase malata a letto per molto tempo. Sempre secondo la tradizione devozionale seicentesca, che lega strettamente Rita alle api, come apparvero api bianche sulla sua culla, così apparvero api nere sul suo letto di morte. Inoltre, nonostante la fredda stagione, nell'inverno prima di morire Rita mandò sua cugina a prendere una rosa e due fichi nel suo orto a Roccaporena. La cugina, incredula, pensava che delirasse, ma trovò tra la neve la rosa rossa e i fichi richiesti, segni interpretati come la salvezza ed il candore dell'anima di suo marito e dei suoi figli.

Sulla base di questi racconti, le api, le rose e la spina sono diventati gli attributi iconografici più frequenti della santa.

La monaca agostiniana si spense la notte del 22 maggio 1447 (o, per altri, 1457).

Il culto e la canonizzazione[modifica | modifica wikitesto]

Il suo corpo venne collocato dapprima in una cassa semplice, detta "cassa umile", e non fu mai inumato a causa dell'immediata devozione dalla quale venne investito. I primi miracoli vennero registrati dai notai nel Codex miraculorum (Codice dei miracoli) a partire dal 1457 e fino al 1563 (in totale, quarantasei miracoli). In seguito ad un incendio, nel 1457, venne realizzata la cosiddetta "cassa solenne", decorata con immagini della Santa e con un breve testo in dialetto casciano quattrocentesco che riassume gli ultimi anni della sua vita. La cassa è ancora oggi conservata nella cella dove morì, nella parte antica del monastero di Cascia. Nel 1743 la salma fu traslata in un'urna in stile barocco, e nel 1947 nell'attuale teca di vetro all'interno della basilica.

La venerazione di Rita da Cascia da parte dei fedeli iniziò subito dopo la sua morte e fu caratterizzata dall'elevato numero e dalla qualità degli eventi prodigiosi, riferiti alla sua intercessione, tanto che acquisì l'allocuzione di "santa degli impossibili". La sua beatificazione avvenne, però, dopo varie vicissitudini, soltanto nel 1628, 180 anni dopo la sua morte, durante il pontificato di Urbano VIII, già vescovo di Spoleto. Leone XIII, nel 1900, la canonizzò come santa. I credenti suoi devoti la chiamano "santa degli impossibili", perché dal giorno della sua morte sarebbe "scesa" al fianco dei più bisognosi, realizzando per loro miracoli prodigiosi, eventi altrimenti ritenuti irrealizzabili. La devozione popolare cattolica per santa Rita è tuttora una delle più diffuse al mondo, ma, fin dal 1600 e per opera degli agostiniani, è particolarmente radicata, oltre che in Italia, in Spagna, Portogallo e America Latina.

Con la riforma dell'anno liturgico del Martirologio Romano, il 22 maggio, sua festività, è diventata memoria.

Il corpo[modifica | modifica wikitesto]

Il corpo di santa Rita a Cascia nell'urna.

I resti della santa sono conservati a Cascia, all'interno della basilica di Santa Rita, facente parte dell'omonimo santuario e fatta erigere tra il 1937 e il 1947. Il corpo è rivestito dall'abito agostiniano cucito dalle monache del monastero, come voluto dalla badessa Maria Teresa Fasce, e posto in una teca all'interno della cappella in stile neobizantino.
Ricognizioni mediche effettuate nel 1972 e nel 1997[3] hanno confermato la presenza, sulla zona frontale sinistra, di tracce di una lesione ossea aperta (forse osteomielite), mentre il piede destro mostra segni di una malattia sofferta negli ultimi anni di vita, forse associata ad una sciatalgia. Era alta 1 metro e 57 cm. Il viso, le mani e i piedi sono mummificati, il resto del corpo, coperto dall'abito agostiniano, è in forma di semplice scheletro.

Feste in onore della santa[modifica | modifica wikitesto]

Umbria[modifica | modifica wikitesto]

Cascia[modifica | modifica wikitesto]
Corteo storico di Santa Rita a Cascia
Roccaporena[modifica | modifica wikitesto]
Farnetta di Montecastrilli (TR)[modifica | modifica wikitesto]

Nella chiesa di San Nicola da Bari nel piccolo paese di Farnetta ha luogo annualmente, il 22 maggio, la festa con la benedizione delle rose portate dai fedeli, dei mezzi agricoli e delle automobili con una processione solenne per le vie del paese.

Spoleto[modifica | modifica wikitesto]

Nella chiesa parrocchiale di santa Rita, retta dai Padri agostiniani, il 22 maggio si celebrano messe nell'intera giornata, con la benedizione delle rose portate dai fedeli. In serata, solenne processione per le vie della città con trasporto della statua della Santa.

Lazio[modifica | modifica wikitesto]

Valmontone (RM)[modifica | modifica wikitesto]

La festa di santa Rita si svolge nella parrocchia dedicata a san Sebastiano, nel quartiere Villaggio Rinascita di Valmontone. La parrocchia festeggia il 22 maggio la santa di Cascia che ne è la co-patrona, con una festa solenne di antica tradizione; molto probabilmente la Santa fu scelta perché effettuare dei festeggiamenti a gennaio, in occasione della festa di san Sebastiano, era particolarmente complicato per la comunità a causa del clima invernale, preferendo così rimandarli ad un periodo con un clima più mite, ed assumendo santa Rita come simbolo religioso della festa, anche perché la comunità ha per la Santa un forte senso di devozione. Musica, intrattenimento, gastronomia, esposizioni, tornei, eventi religiosi, questo il sunto della festa.

Itri (LT)[modifica | modifica wikitesto]

Nella chiesa della Madonna delle Grazie, sita nell'omonimo quartiere, ogni 22 maggio si festeggia la santa di Cascia con una processione pomeridiana che ripercorre varie strade e rioni della cittadina fino al ritorno in chiesa dove, al termine della messa, vengono distribuiti ai fedeli rose e panini benedetti.

Liguria[modifica | modifica wikitesto]

Savona [Chiesa di N.S. Consolazione in S. Rita] (SV)[modifica | modifica wikitesto]

Nella chiesa di Santa Rita, retta fino al 1994 dai padri agostiniani e successivamente assegnata in comodato d'uso alla Confraternita della SS. Trinità, il 22 maggio si celebrano messe nell'intera giornata, con la benedizione delle rose portate dai fedeli o donate in cambio di un'offerta da versarsi a favore della chiesa. Durante tutta la giornata si svolge per le vie del quartiere una fiera. La festa è particolarmente sentita e partecipata. Provengono infatti in questo giorno migliaia di fedeli anche dal basso Piemonte. All'interno della chiesa è presente una reliquia che in occasione della festa viene esposta alla venerazione dei fedeli che possono, al termine delle messe, avvicinarsi e baciarla.

Celle Ligure [Convento dei Padri Agostiniani] (SV)[modifica | modifica wikitesto]

Durante tutta la giornata si svolgono messe e vengono benedette le rose portate dai fedeli. Anche in questo piccolo paese la festa è sempre sentita e partecipata.

Friuli-Venezia Giulia[modifica | modifica wikitesto]

Udine[modifica | modifica wikitesto]

Nella chiesa di San Pietro Martire è viva la devozione alla Santa, di cui si celebra la memoria il 22 maggio, con grandissimo concorso di popolo. Vengono celebrate le messe con grande partecipazione e benedette le rose, come da tradizione.

Veneto[modifica | modifica wikitesto]

Albaredo d'Adige (VR)[modifica | modifica wikitesto]

Festa in onore di santa Rita la domenica successiva al 22 maggio presso la contrada Valle con la benedizione delle rose.

Verona[modifica | modifica wikitesto]

La festa in onore di santa Rita viene tradizionalmente celebrata il 22 maggio presso l'antica chiesa di Santa Maria Antica alle Arche Scaligere, nel centro medievale della città. Alla benedizione delle rose accorrono fedeli dai vari quartieri della città e dalla provincia.

Lombardia[modifica | modifica wikitesto]

Milano[modifica | modifica wikitesto]

Nel santuario di Santa Rita alla Barona di Milano, i festeggiamenti in onore della santa si svolgono per parecchi giorni nel mese di maggio. Processione per le vie del rione, benedizioni degli automobilisti, benedizione delle rose, concerto d'organo. I devoti di santa Rita il 22 maggio arrivano dai luoghi più lontani; il santuario, che per grandezza è secondo solo al Duomo di Milano, rimane affollato per tutto il giorno.

Pavia[modifica | modifica wikitesto]

Nella basilica di San Pietro in Ciel d'Oro, il 22 maggio si celebra ogni anno la festa di santa Rita, con la benedizione delle rose, vendute nei pressi della chiesa fino nel viale alberato, via Matteotti, che i fedeli portano per la benedizione in sagrestia, dove si trovano due reliquie contenute all'interno di croci di circa 30 cm. Il sacerdote impone una benedizione collettiva a rose e persone, al termine della quale è possibile mettersi in fila per ricevere una benedizione speciale, per opera del sacerdote, dalla "santa delle cose impossibili". Nel cortiletto è allestito un piccolo altare dove i fedeli possono accendere candele votive ed eventualmente lasciare delle preghiere in mezzo alle rose.

Emilia-Romagna[modifica | modifica wikitesto]

Bobbio (PC)[modifica | modifica wikitesto]

Ogni 22 maggio si celebrerà la messa nella basilica dell'Abbazia di San Colombano, dove l'ultima cappella laterale di sinistra è dedicata alla santa patrona degli impossibili, che viene ornata dalle rose dei devoti. Alla fine della celebrazione si svolge la tradizionale benedizione delle rose portate in chiesa dai fedeli.[4]

Castellana di Gropparello (PC)[modifica | modifica wikitesto]

A Castellana, frazione del Comune di Gropparello, santa Rita è ricordata nella locale chiesa con la messa e con la benedizione delle auto d’epoca. Segue come tradizione un’escursione in auto lungo un percorso sulle colline piacentine.

Piacenza[modifica | modifica wikitesto]

A Piacenza, nel santuario a lei dedicato sullo stradone Farnese, amministrato dai frati Cappuccini, sono in programma messe e la supplica alla Santa. Durante la giornata i frati sono a disposizione dei fedeli per la benedizione delle rose, vendute in appositi banchetti allestiti sul sagrato della chiesa. Dal primo mattino alla sera inoltrata si tiene la benedizione dei mezzi di trasporto.

Toscana[modifica | modifica wikitesto]

Chiusdino (SI)[modifica | modifica wikitesto]

A Chiusdino esiste una veneratissima statua di santa Rita, nella chiesa di San Sebastiano, sede dell'antica Confraternita di San Galgano. È proprio questo sodalizio che organizza il 22 maggio la festa della Santa, con varie celebrazioni liturgiche e la tradizionale benedizione delle rose, intensamente partecipata; particolare solennità assume questa festa quando essa cade di domenica.

Camaiore (LU)[modifica | modifica wikitesto]

A Camaiore nella chiesa dei SS. Angeli Custodi il 22 maggio di ogni anno si celebra la festa della Santa con la consueta benedizione delle rose e del pane.

Livorno[modifica | modifica wikitesto]

Nella chiesa di San Giovanni Battista, la festa della Santa è onorata con due importanti celebrazioni eucaristiche, sempre pomeridiane, che si svolgono il 21 maggio, con la benedizione delle rose e il 23 maggio, con l'esposizione della reliquia della Santa.

Dal 21 al 23 maggio nei locali adiacenti alla chiesa sono distribuite le rose benedette e i petali essiccati, in cambio di un'offerta a favore della chiesa.

In preparazione della festa della Santa vengono inoltre celebrati ogni anno i 15 giovedì di santa Rita.

Abruzzo[modifica | modifica wikitesto]

Crocifisso dinanzi al quale, secondo una tradizione, santa Rita si ritrovò stimmatizzata
Lanciano (CH)[modifica | modifica wikitesto]

La santa patrona del quartiere più popoloso della città viene portata in processione dopo aver benedetto le rose portate dai fedeli sul sagrato della chiesa.

Atri (TE)[modifica | modifica wikitesto]

La festa che Atri dedica alla santa degli impossibili è nota in tutto l'Abruzzo; la devozione che lega gli atriani a questa santa è fortissima (si dice che abbia salvato molte persone da malattie terribili e ancora oggi gli atriani le chiedono grazie e le offrono ex voto) e ogni anno, in occasione dei giorni di festa (che vanno dal 19 al 22 maggio) giungono numerose compagnie di pellegrini dall'Abruzzo e da molte zone del Mezzogiorno; la tradizione vuole che questi pellegrini, per essere riconosciuti, indossino tuniche bianche, ma ormai ciò è praticato da pochissimi.

Un tempo, i pellegrini si addormentavano nella chiesa del Santo Spirito detta anche "Santuario di Santa Rita", ove è conservata la statua della Santa. Infatti, Atri è considerata (dopo Cascia) il principale centro di culto della Santa. La festa dura 11 giorni. Inizia il 12 maggio con l'esposizione della statua (statua vestita) su un baldacchino, prosegue il giorno dopo con l'inizio della novena e nei giorni successivi con messe solenni e prediche di predicatori chiamati per l'occasione. La sera del 19 maggio, mentre nella chiesa di Santo Spirito la campane suonano a festa e vengono accese le grandiose luminarie sistemate lungo le vie dove passa la processione. Il 20 e 21 maggio sono segnati da lancio di mortaretti, dai concerti bandistici e dalle orchestre sinfoniche; il 21 maggio, inoltre, avviene l'avvio dell'indulgenza plenaria, concessa nel 1901 da papa Leone XIII. Il 22 maggio è il giorno clou della festa: le visite alla chiesa del Santo Spirito si moltiplicano, la giornata è segnata dal lancio di mortaretti e dalle sfilate della banda; a mezzogiorno, nella messa solenne in Santo Spirito, le rose vengono benedette: alcune sono poi messe ai piedi del baldacchino, altre sono decorate da veli e nastri e messe in una cesta in sagrestia. Le rose benedette vengono continuamente prese dai fedeli e a volte capita che siano finite prima della processione.

Il pomeriggio del 22 maggio i fedeli si accalcano nel santuario per assistere alla messa cantata, presieduta dal vescovo della diocesi, da un altro invitato per l'occasione e dal predicatore incaricato delle omelie: la folla è enorme e spesso è costretta a posizionarsi lungo la scalinata del santuario. Alle 19.00 la banda comincia a suonare il Mosè di Gioachino Rossini e si avvia la processione con la statua della Santa (portata a spalla dall'Arciconfraternita dell'Annunziata) che compie un giro completo del centro storico di Atri e fermandosi (come in tutte le processioni cittadine) presso il convento delle Clarisse. I balconi sono tappezzati da tappeti e coperti bianche e rosse ricamate con simboli sacri, mentre le strade si trasformano in un tappeto di rose a causa dei lanci di petali che gli atriani, al passaggio della processione, effettuano dai balconi. La processione ritorna davanti la chiesa dopo circa un'ora e mezza; prima del rientro effettivo della statua (che viene rivolta verso la folla) il predicatore effettua l'ultima breve omelia dalla scalinata del santuario e il vescovo effettua la benedizione con la reliquia di santa Rita, anch'essa portata in processione. Finalmente, alle 21.00, tra gli applausi festosi dei fedeli, le campane che suonano a festa e la banda che esegue nuovamente il Mosè, la processione fa finalmente rientro.

A mezzanotte una gran folla si riunisce per assistere per lo spettacolo pirotecnico in piazza Acquaviva e il successivo concerto bandistico, sulla cassa armonica, in piazza Duomo. Le visite dei fedeli continuano per i giorni successivi e la festa ha finalmente fine quando, il 29 maggio, la statua di santa Rita viene rimessa nella sua cappella e termina l'indulgenza plenaria. In occasione della festa di santa Rita vengono inserite varie manifestazioni culturali, oltre ai concerti bandistici, alle orchestre sinfoniche e alla presenza di personalità di spicco dello spettacolo, variando di anno in anno.

Campania[modifica | modifica wikitesto]

Nocera Inferiore (SA)[modifica | modifica wikitesto]

I festeggiamenti avvengono nel quartiere di Casolla in Nocera Inferiore e iniziano ad aprile con l'alzata del quadro (il quadro raffigura Santa Rita e la Madonna delle Grazie). Nella settimana in cui cade la ricorrenza della Santa l'intero quartiere inizia a prepararsi: il 22 maggio nella chiesa dei SS. Simone e Giuda vengono celebrate le messe a ogni ora; nell'atrio è montato un grande gazebo dove vengono distribuite migliaia di rose benedette ai fedeli.

Il corteo storico rappresenta la vita della Santa e la processione percorre tutte le vie del quartiere Casolla Grotti: due statue vengono portate a spalla da portatori scelti e sostano in ogni portone (famosa la cascate delle rose), compreso l'ospedale cittadino. Alla fine arrivano in chiesa accolte da una folla numerosa e i portatori fanno ballare le statue al ritmo di musica della banda.

Nei giorni a seguire si termina con vari festeggiamenti, concerti, ospiti e fuochi d'artificio. Numerosi i voti chiesti dai fedeli nocerini alla Santa, conosciuta come la Santa dei casi impossibili.

Marina di Camerota (SA)[modifica | modifica wikitesto]

La Santa è portata in processione su una Fiat 500, a passo d'uomo. L'automobile viene rivestita completamente di fiori raccolti nei giardini delle case del paese. Anche i bambini adornano con fiori le loro biciclette e con esse seguono la processione. Molti adulti invece scelgono di seguire la Santa con la propria automobile. Alla fine della processione vi è la benedizione delle automobili, degli automobilisti e dei fiori, e il simulacro di santa Rita che rientra in chiesa viene accompagnato dal suono di tutti i clacson presenti. Durante la messa, prima della processione, vengono distribuiti ai fedeli dei petali di rosa benedetti, sigillati in carta velina colorata.

Avellino[modifica | modifica wikitesto]
Statua di Santa Rita da Cascia venerata in Avellino

Ad Avellino le celebrazioni in onore di Santa Rita cominciano con l'inizio della novena, il 13 maggio. Durante la settimana della novena, avviene la consacrazione dei bambini alla Santa, e la vigilia della festa, dopo l'omaggio floreale dei battenti di San Pellegrino martire, vengono benedette le rose che saranno consegnate ai fedeli. Il 22 maggio vi è un susseguirsi di messe nella chiesa di San Francesco Saverio, detta anche di Santa Rita (che si trova nel centro storico della città, nei pressi della cattedrale) e a mezzogiorno, dopo il pontificale tenuto dal vescovo, avviene la recita della supplica alla Santa. Nel tardo pomeriggio la statua di santa Rita è portata in processione dalla sua chiesa, per un seguitissimo corteo nelle strade principali del centro. La processione trovava il suo culmine, ed il suo momento massimo di partecipazione quando la Santa veniva condotta nel piazzale dell'Ospedale San Giuseppe Moscati, dove i malati, si affacciavano alle finestre, lanciando coriandoli e fiori, e dove avveniva il volo delle colombe. Dal 2011 la statua della Santa sosta per un momento di riflessione, e per la preghiera dei malati davanti all'ex pronto soccorso cittadino, poiché l'ospedale è stato trasferito in un'altra zona della città.

Copersito Cilento[modifica | modifica wikitesto]

A Copersito Cilento le celebrazioni in onore della Santa cominciano con la novena, il 13 maggio, nella chiesa parrocchiale di Santa Barbara. Il 22 maggio a mezzogiorno, davanti all'effigie della Santa, viene recitata la supplica accompagnata dal suono delle campane. La sera viene celebrata la tradizionale messa votiva, con la benedizione e la distribuzione delle rose ad opera del parroco francescano. Nella parrocchia, molto legata alla Santa, la tradizione è stata a lungo guidata da padre Sinforiano Basile.

Amalfi[modifica | modifica wikitesto]

Ad Amalfi le celebrazioni in onore di santa Rita (che si svolgono nel santuario della Madonna del Rosario e Santa Rita) cominciano dalla novena. Durante la novena si svolgono alcuni riti tra cui i Vespri di santa Rita, la benedizione delle rose. Durante la mattina del 22 maggio si celebrano delle messe. Nel pomeriggio c'è la tradizionale benedizione dei bambini, dopo la quale parte la processione che dal santuario arriva alla cattedrale dove si celebra la messa solenne. Al termine, la venerata statua di santa Rita viene riportata al santuario con una processione di ritorno. Ogni 2 anni c'è anche la banda musicale, che sfila per le vie della città ed esegue concerti e marce sinfoniche sul sagrato.

Puglia[modifica | modifica wikitesto]

Bari[modifica | modifica wikitesto]

Nella chiesa di Santa Rita, a Bari, nell'omonimo quartiere Santa Rita in occasione della ricorrenza, si tiene una tre-giorni di festa con celebrazioni eucaristiche, con il rito della benedizione delle rose e con la Processione della statua della Santa per le vie del quartiere. La sera si svolge uno spettacolo pirotecnico.

Barletta[modifica | modifica wikitesto]

Nella chiesa di San Benedetto, a Barletta, è collocata una statua rappresentante la Santa con una spina conficcata nella fronte. Il 22 maggio, in occasione della ricorrenza, si celebra l'Eucaristia più volte durante l'arco della giornata, celebrando il consueto rito della benedizione delle rose. Si svolge la processione che porta il simulacro nelle vie limitrofe alla chiesa, ornate da luminarie.

Molfetta (BA)[modifica | modifica wikitesto]

L’Associazione religiosa locale dei devoti di santa Rita, con sede nella parrocchia di San Domenico, vanta circa 1500 iscritti. Durante la giornata vengono celebrate le funzioni religiose in più momenti, per permettere la partecipazione di tutti i numerosi fedeli (spesso costretti a sostare sull'intero sagrato). La parrocchia, inoltre, per permettere la partecipazione dei fedeli impossibilitati a muoversi da casa, mette a disposizione una diretta streaming web delle celebrazioni[5].

Il 13 maggio ha inizio la novena in preparazione alla festa, con la Celebrazione dell'Eucaristia, le preghiere alla Santa e la recita delle Lodi (la mattina) e dei Vespri (la sera). In quasi tutte le celebrazioni vengono benedette le insegne dei nuovi appartenenti all'Associazione S. Rita, di colore verde (nastro con medaglia per le donne, laccio intrecciato a cordicella con medaglia per gli uomini). Non è raro che entrino a far parte dell'Associazione anche bambini molto piccoli.

Nella serata del 21 maggio, a poche ore dalla festa, ha inizio la celebrazione del Transito, durante il quale si riporta la lettura dell’ascesa al cielo della Santa, sulle note del canto O beata del M° Valentino Miserachs Grau, cantato dalla Corale Polifonica "Sergio Binetti" della parrocchia. Segue la distribuzione ai presenti delle rose benedette. La cerimonia si conclude con l’intonazione collettiva, sacerdote e fedeli, di canti di gioia, alzando al cielo le rose appena ricevute, le quali, viste dall'altare, danno l'impressione di un immenso roseto fiorito.

Il 22 maggio, giorno della festa, le numerose messe terminano tutte con la benedizione delle rose. A mezzogiorno viene recitata la Supplica alla Santa. La sera, la statua che è rimasta esposta dall'inizio della novena viene portata in processione a spalla attraverso alcune strade del territorio della parrocchia, accompagnata da una folta folla di popolo festante ed orante. Al passaggio della Santa, i balconi sono addobbati a festa con coperte, bandiere, stendardi, fiaccole e luminarie, mentre le strade si trasformano in un tappeto di rose a causa dei lanci di petali che i molfettesi, al passaggio della processione, effettuano dai balconi. Al ritorno della processione dinanzi la chiesa di San Domenico, la statua viene acclamata dai fedeli, le campane suonano a festa, ed al triplice grido del parroco “Evviva santa Rita”, tutti battono le mani. Dopo lo spettacolo pirotecnico la statua rientra in chiesa.

Inoltre, dal 2012, in prossimità della festa viene organizzato un Corteo Storico, con innumerevoli figuranti in abiti d'epoca, che si snoda tra le strade principali della città, per poi terminare il cammino dinanzi al sagrato della parrocchia. Tutto viene allietato con spettacoli di sbandieratori e con il suono di strumenti musicali quali trombe e tamburi. Il corteo viene seguito, dai margini delle strade, da un'innumerevole afflusso di popolo.

Noicattaro (BA)[modifica | modifica wikitesto]

Nella chiesa e convento agostiniano di Santa Maria della Lama in Noicattaro è molto forte la devozione alla Santa. Le bambine del paese vengono vestite con i tradizionali abiti monacali. Il 22 maggio, dopo la solenne messa e la benedizione delle rose, viene fatto sfilare il gruppo statuario della Santa, sorretta da un angelo, inginocchiata ai piedi del crocifisso. Al rientro della processione vengono fatti esplodere i fuochi pirici.

Locorotondo (BA)[modifica | modifica wikitesto]

La terza domenica di maggio nella chiesa madre si svolgono le sante messe e in serata la processione con il simulacro di santa Rita, al rientro la benedizione delle rose e fuochi pirotecnici.

L'immagine processionale di santa Rita portata in processione e ricoperta da exvoto
Conversano (BA)[modifica | modifica wikitesto]

La prima domenica di ottobre si festeggia santa Rita. Qui la festa è molto sentita; Conversano rappresenta la seconda casa per la Santa dei "casi impossibili" poiché la diocesi di Conversano ebbe un ruolo determinante per il processo che la condusse alla canonizzazione il 22 maggio 1900. Al vescovo locale dell'epoca, Casimiro Gennari, si deve infatti l'apertura dell'inchiesta che portò al riconoscimento quale miracolo della guarigione del sarto Cosimo Pellegrini, avvenuta a Conversano nel 1877.

San Marco in Lamis (FG)[modifica | modifica wikitesto]

La festa in onore della Santa è molto partecipata. Viene celebrato un triduo nell'antica chiesa di Santa Chiara. Alla vigilia della festa vi è la benedizione degli abitini che le bambine indosseranno l'indomani durante la processione e delle rose che vengono distribuite alle persone nel giorno della festa. Il 22 maggio si celebrano le messe. Nel pomeriggio il concerto bandistico sfila per le vie della città. Alle 19 si svolge la processione che è molto partecipata soprattutto dalle mamme che accompagnano le piccole vestite da santa Rita. A termine della processione si celebra la messa. Conclude il tutto lo sparo dei fuochi pirotecnici.

Sicilia[modifica | modifica wikitesto]

Acireale (CT)[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Rocco di Acireale, sita nel centralissimo Corso Umberto I, costituisce il centro della devozione cittadina alla Santa. Qui il giorno 22 di ogni mese, giorno tradizionalmente consacrato a santa Rita, viene celebrata la messa in onore alla "santa degli impossibili".

Festa santa Rita 2014 ad Acireale

La festa del 22 maggio è preceduta dalla celebrazione di un triduo di preparazione nel quale si riflette sulla figura della santa di Cascia e sulle sue virtù eroiche.

Il 22 maggio tutto il popolo acese accorre a rendere omaggio a santa Rita. L'enorme afflusso dei fedeli alle celebrazioni eucaristiche programmate ad ogni ora, testimonia l'attaccamento e la devozione del popolo di Acireale per la Santa umbra. Al termine di ogni S. Messa viene effettuata la tradizionale benedizione delle rose. La celebrazione eucaristica pomeridiana delle 17,00 vede la partecipazione dei bambini, che vengono affidati al materno cuore di Santa Rita. Al termine della solenne celebrazione eucaristica delle ore 19,00, il simulacro di Santa Rita viene solennemente portato in processione per le vie del centro cittadino. Al rientro della processione in chiesa viene celebrata l'ultima S. Messa a conclusione dell'intensa giornata di devozione e di preghiera.

San Giovanni La Punta (CT)[modifica | modifica wikitesto]
Simulacro di santa Rita da Cascia venerato nella chiesa madre di San Giovanni La Punta

Nella chiesa madre dedicata a San Giovanni Battista è grande la devozione alla santa di Cascia. Solenni i 15 giovedì in preparazione alla festa. Il 22 maggio viene preparato da una novena, la vigilia solenne celebrazione del beato transito della Santa. Il 22 maggio per tutto il giorno sante messe partecipatissime e benedizione delle rose alle 12 in punto la recita della supplica all'unisono con tutti i devoti sparsi nel mondo. In serata dopo la messa vespertina uscita del bellissimo simulacro di santa Rita sul fercolo, benedizione dei mezzi di trasporto in piazza L. Mangano e P. Gabriele Allegra e processione per le vie del paese. All'uscita e al rientro della processione spettacoli di fuochi d'artificio. Attiva tutto l'anno nella parrocchia è la Pia Unione Primaria S. Rita da Cascia associata al monastero di Cascia.

Belpasso (CT)[modifica | modifica wikitesto]

Santa Rita, la santa degli impossibili, è venerata e pregata nella chiesa parrocchiale N.S. Gesù Cristo Re a Belpasso. Le celebrazioni iniziano con i 15 giovedì prima del giorno della festa con la reliquia che viene accolta in 15 famiglie diverse ogni giovedì, per proseguire con il triduo e concludersi il giorno dedicato alla Santa, il 22 maggio.

Castelbuono (PA)[modifica | modifica wikitesto]

A Castelbuono (PA) la festa prevede diversi giovedì di preparazione ed un triduo solenne che culmina con la giornata del 22 maggio. Diverse celebrazioni scandiscono la giornata e al termine di ognuna sono distribuiti pani benedetti. La sera, dal tetto della chiesa, sono lanciati numerosi sacchi di petali di rosa sulla folla (la pioggia delle rose). Sono attive a Castelbuono due confraternite dedicate alla Santa, una maschile ed una femminile.

Santa Rita (CL)[modifica | modifica wikitesto]

Nel Borgo Santa Rita, in provincia di Caltanissetta, viene festeggiata ogni 22 maggio, con una processione ed una messa solenne organizzata dalla chiesa madre di Sommatino, dove si trova una sua statua.

Palermo[modifica | modifica wikitesto]

Nella chiesa di Sant'Agostino a Palermo il 22 maggio ha luogo la festa con la benedizione delle rose portate dai fedeli, che poi conservano per donare i petali ad amici o parenti ammalati.

Castelvetrano (TP)[modifica | modifica wikitesto]

A Castelvetrano (TP) la comunità parrocchiale della chiesa di Santa Maria della Salute coltiva da anni una intensa devozione per la santa e per la spiritualità agostiniana, dovuta anche dal fatto che nel 1628 dove attualmente sorge la chiesa era presente un convento di Eremiti Agostiniani, soppresso in seguito nel 1774 per mancanza di religiosi. La devozione ritiana nella città risale ai primi del Novecento. Una statua fu commissionata negli anni '90: all'arrivo una moltitudine popolare accompagnò il simulacro.

Il Corteo storico di santa Rita a Castelvetrano[6] nasce negli anni '90 e con il passare del tempo si è sempre più affrancato dalle caratteristiche di manifestazione religiosa per sviluppare spettacolarità e fedeltà storica: oggi il corteo è un evento teatrale. Il corteo storico rappresenta i momenti più significativi della vita della Santa attraverso otto quadri viventi, che sfilano per le vie della città: santa Rita bambina e suoi genitori, sposalizio di santa Rita, uccisione del marito Paolo, santa Rita vedova e i due figli, ingresso miracoloso in monastero e i tre santi protettori, stimmatizzatone di santa Rita, miracolo dell'orto, morte di santa Rita.

Inoltre, il giorno 22 maggio si celebra la festa in onore di santa Rita presso la chiesa Maria SS. della Salute, con la celebrazione della messa ed alla fine la benedizione delle rose, la solenne processione accompagnata dalle sacre note della locale banda musicale, ed al rientro in chiesa la benedizione del pane che viene distribuito ai fedeli intervenuti.

Catenanuova (EN)[modifica | modifica wikitesto]
Catenanuova (EN), 22 maggio, festa di santa Rita da Cascia, l'uscita dalla chiesa parrocchiale.

La festa a Catenanuova (EN) venne istituita dopo la seconda guerra mondiale (1946) in seguito al voto di una cittadina ed alla grazia ricevuta: "se il marito fosse tornato vivo dai combattimenti di guerra, avrebbe acquistato una statua di santa Rita per ringraziamento". Nel giorno della festa, i fedeli indossano un abito con una cintura entrambi neri ed il colletto bianco, come quello della Santa, e portano rose per la benedizione.

Alla devozione di santa Rita sono legati i cosiddetti 15 giovedì prima della festa, e tre giorni prima ci si prepara con il triduo in suo onore. Il simulacro di santa Rita si conserva all'interno della chiesa San Giuseppe assieme ad una reliquia. Ogni anno, il 22 maggio alle 8 del mattino, i tradizionali colpi a cannone con le campane annunziano il giorno di festa. Durante la giornata sono celebrate le messe con la benedizione delle rose e degli “abiti” dei devoti. Intorno alle 19,00 avviene l'uscita del simulacro dalla chiesa parrocchiale, che percorre buona parte delle vie di Catenanuova, per poi rientrare a tarda sera subito dopo aver assistito ai giochi pirotecnici; è tradizione che al rientro in chiesa tutte le rose benedette, circa 500, vengano distribuite ai fedeli.

Filmografia e teatro[modifica | modifica wikitesto]

Il primo film realizzato su questa figura religiosa data al 1943, a firma di Antonio Leonviola, interpretato da Elena Zareschi. Il film è in bianco e nero, realizzato a Cascia e a Roccaporena con il contributo della popolazione locale in veste di figuranti e comparse.

Nel 1967 l'attore Paolo Poli scrive e interpreta una pièce teatrale in due atti intitolata Rita da Cascia, in cui rielabora la vita della santa[7].

Nel 1994-'96, su impulso del santuario di Cascia, viene prodotto il documentario scritto e diretto da Francesco Ferrari, dal titolo Rita, la santa di Cascia: un mirabile cammino di fede[8].

Si ricorda infine la recente mini-serie televisiva Rita da Cascia (2004), diretta da Giorgio Capitani e interpretata da Vittoria Belvedere.

Opere musicali[modifica | modifica wikitesto]

Una scena del musical
  • Su santa Rita da Cascia è stato realizzato un musical dal titolo Rita, una rosa tra le spine da parte del gruppo teatrale "Madre Teresa" di Campofranco (CL). L'autore, don Vincenzo Giovino, iniziò a lavorare allo spettacolo nel 2007. Il musical è strutturato in due tempi, definendo la vita della Santa prima e dopo l'entrata in convento.Ogni tempo è suddiviso in quadri che raccontano le fasi della sua storia, evidenziando la figura del marito, dei figli e, presenza costante e vicina a Rita sposa e suora, della cugina Lapa. I ventisette brani che costituiscono il musical sono intercalati dalla figura di un menestrello che racconta in prosa alcuni passaggi chiave della vita della Santa. Durante la rappresentazione, nei momenti più difficili della Santa, interverrà il "Balletto dell'Arcobaleno", simbolo di speranza, inno alla natura e richiamo di Dio alla vita[9].
  • La Messa di santa Rita da Cascia per soli, coro, orchestra è stata commissionata dal monastero di Santa Rita e dal santuario al compositore di musica sacra Mauro Zuccante in occasione del centenario della canonizzazione di santa Rita. Lo stile della composizione esprime la grande devozione nella bellezza della sua semplicità. I modelli cui si ispira sono da ricercarsi tra le forme della musica religiosa popolare dal medioevo portata ai nostri giorni. La messa si basa sulla composizione di una falsariga di una lauda polifonica rinascimentale e di un antico inno ambrosiano. Il compact disc della messa, eseguita per la prima volta nella basilica di Cascia il 22 maggio 1999 dal Coro Polifonico della città di Tolentino è acquistabile a Cascia; il ricavato si usa per scopi benefici.

La statua colossale[modifica | modifica wikitesto]

La statua colossale di Santa Rita

Il 27 giugno 2010 nelle vicinanze della città di Santa Cruz, in Brasile, è stata inaugurata la statua religiosa cattolica più grande al mondo; è dedicata alla santa umbra Rita da Cascia. È alta 56 metri, 18 in più del Cristo redentore del Corcovado di Rio de Janeiro, che in precedenza deteneva il record d'altezza. La cittadina brasiliana, ora, sta organizzando anche un centro informativo sulla religiosa di Cascia. La città organizza il 22 maggio una grande festa dedicata alla Santa. Ad essa partecipano circa 60.000 persone provenienti da ogni angolo del Brasile[10].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Agostino Cavallucci, Vita della beata Rita da Cascia, Siena, 1610, ora in Documentazione ritiana antica, Cascia, Monastero di S. Rita, 1968, vol I.
  2. ^ Vedi Agostino Trapè, Santa Rita e il suo messaggio. Tutta a Lui si diede, Terni, Umbriagraf, 1981.
  3. ^ Vedi Santa Rita da Cascia: storia, devozione, sociologia. Atti del Congresso internazionale in occasione del 1. centenario della canonizzazione, 24-26 settembre 1998, Roma, Institutum historicum Augustinianum, 2000.
  4. ^ la celebrazione a Bobbio
  5. ^ [www.parrocchiasandomenico.it]
  6. ^ Il Corteo Storico di santa Rita a Castelvetrano
  7. ^ Poi pubblicata in Ida Omboni e Paolo Poli, Rita da Cascia, Milano, Milano Libri Edizioni, 1968
  8. ^ Materiali di antropologia visiva 7
  9. ^ Sito del musical su santa Rita da Cascia
  10. ^ Notizie tratte dal quotidiano "Corriere dell'Umbria", 28 giugno 2010, pag. 6, articolo a firma di Sergio Casagrande, [1]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Agostino Cavallucci, Vita della beata Rita da Cascia, Siena, 1610, ora in Documentazione ritiana antica, Cascia, Monastero di S. Rita, 1968, vol I.
  • Documentazione ritiana antica, a cura di D. Trapp, Cascia, Monastero di S. Rita, 1968-1970, 4 voll.
  • Fiorella Giacalone, Il corpo e la roccia. Storia e simboli nel culto di santa Rita, Roma, Meltemi, 1996.
  • Mario Polia e Massimo Chiappini, Santa Rita da Cascia. La vita e i luoghi, Milano, San Paolo Edizioni, 2010 [2].
  • Lucetta Scaraffia, La santa degli impossibili, Milano, Vita e Pensiero, 2014.
  • Antonio Maria Sicari, Il quarto libro dei ritratti dei santi, Milano, Jaca Book, 1994, pp. 61–77. ISBN 88-16-30275-5; ISBN 978-88-16-30275-4. Anteprima parziale su books.google.it.
  • Cristina Siccardi, Santa Rita da Cascia e il suo tempo, San Paolo Edizioni, Milano 2010.
  • Agostino Trapè, Santa Rita e il suo messaggio. Tutta a Lui si diede, Terni, Umbriagraf, 1981.

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