Rita da Cascia

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Santa Rita da Cascia
Santa Rita da Cascia
Religiosa
Nascita Roccaporena, 1381
Morte Cascia, 22 maggio 1457
Venerato da Chiesa cattolica
Beatificazione 1627, da Urbano VIII
Canonizzazione 1900, da Leone XIII
Santuario principale Basilica di Santa Rita, Cascia
Ricorrenza 22 maggio (Memoria Facoltativa)
Attributi Santa degli impossibili. Avvocata dei casi disperati.
Patrono di donne maritate infelicemente, casi disperati e apparentemente impossibili, protettrice dei serigrafi.

Rita da Cascia, al secolo Margherita Lotti (Roccaporena, 1381Cascia, 22 maggio 1457), monaca agostiniana nella regione di Cascia (PG), fu proclamata santa da papa Leone XIII nel 1900.

Indice

Agiografia [modifica]

La giovinezza [modifica]

La prima parte della vita di santa Rita è piuttosto oscura, esistono fonti scritte piuttosto tarde, come la ricostruzione agiografica fatta da Agostino Cavallucci nel 1610 con la Documentazione Ritiana Antica (D.R.A). Non essendo in possesso di molti documenti scritti per ricostruire la biografia della santa, occorrerà in parte ricorrere alla leggenda popolare. Comunque la maggior parte delle biografie composte sui pochi dati certi concordano nel fatto che sia nata a Roccaporena, a circa cinque chilometri da Cascia (PG), e che il suo nome sia diminutivo di Margherita. Studi incrociati e molteplici ricerche confermano come anno di morte il 1457, e quello della nascita il 1381, anche se per molti anni erano stati accettati il 1371 ed il 1447 (P. Agostino Trapè -Il messaggio di Rita-). Rita morì in età avanzata per il tempo e il modo in cui viveva: le fonti dicono che, nei quarant'anni di clausura, il suo corpo era sottoposto continuamente a penitenze e a digiuni ma, nonostante ciò, visse a lungo per l'epoca medioevale.

Rita era figlia unica di Antonio Lotti e Amata Ferri, entrambi descritti come persone molto religiose e "pacieri di Cristo" nelle lotte politiche e familiari tra guelfi e ghibellini. La leggenda narra che Rita nacque quando i genitori erano già in età avanzata. Furono loro ad insegnarle a leggere e a scrivere, educandola ai valori cristiani.

Il primo evento considerato miracoloso dalla tradizione relativo alla vita di Santa Rita è la leggenda delle api, che avrebbero deposto il loro miele sulle labbra della piccola ancora in culla.

La leggenda delle api

La leggenda narra che, mentre i genitori erano occupati a mietere, la piccolissima Rita si era stata posta dentro una cesta sotto un albero. Un contadino si ferì con la falce ed abbandonò il lavoro per andare a farsi medicare. Passò davanti alla bambina e vide delle api intorno alla cesta e, con la mano ferita, tentò di allontanarle. La ferita si rimarginò. Le api non punsero la piccola Rita ma le depositarono il miele nella bocca.

Le agiografie la descrivono come una ragazza mite che rispettava ed obbediva ai genitori. Affascinata dalla famiglia Agostiniana, Rita in giovane età desiderava farsi suora ma per volere dei genitori fu indirizzata verso il matrimonio. Come era usanza del tempo, i matrimoni spesso venivano programmati molto presto, soprattutto se l'età dei genitori cominciava ad essere elevata. Così anche Rita, attorno ai quindici anni, andò sposa a Paolo Mancini (detto anche Paolo di Ferdinando), ufficiale comandante della guarnigione di Collegiacone, descritto come uomo dal carattere molto orgoglioso, autoritario e discendente da una diramazione della nobile famiglia Mancini. Ebbero due figli forse gemelli: Giangiacomo Antonio e Paolo Maria. Rita si dedicò instancabilmente alla sua famiglia creando le premesse per la successiva conversione di suo marito. Infatti riavvicinò il suo sposo alla fede ed educò i figli alla religione. Proprio quando l'unione matrimoniale, che durò circa diciotto anni, sembrava andare bene, Paolo Mancini fu ucciso, probabilmente dai suoi ex-compagni ed amici per rancori passati, in piena notte nei pressi di Collegiacone mentre rincasava.

Rita, credente fino in fondo, perdonò gli assassini di suo marito ma si angosciò profondamente quando capì che i suoi figli volevano prendere la via della vendetta. Si affidò allora alla preghiera, auspicando addirittura la loro morte fisica piuttosto che vederli responsabili di atti di violenza che avrebbero messo in pericolo la loro anima. Poco tempo dopo i due ragazzi si ammalarono contemporaneamente ed entrambi morirono.

L'ingresso nel monastero [modifica]

Il santuario di Santa Rita a Cascia, posto accanto al monastero agostiniano.

Ormai rimasta sola, Rita volle esaudire quel desiderio che era in lei già dalla giovinezza; il desiderio di prendere i voti e dedicarsi completamente a Dio e a quel carisma Agostiniano che a Cascia era fortemente presente nel monastero di Santa Maria Maddalena. Per tre volte chiese inutilmente di entrare presso il monastero di Santa Maria Maddalena a Cascia. Il suo stato vedovile e forse anche le implicazioni dell'omicidio del marito potrebbero averle ostacolato l'ingresso in monastero. Ma Rita trovò la terza via. Era tradizione medioevale che quando si offendeva con un omicidio, la parte offesa, per vendicare il defunto, doveva incaricare un membro familiare di uccidere i suoi uccisori. Rita impedì di far cospargere altro sangue e dimostrò la forza della Fede e il vero perdono che non chiede nulla in cambio: morti i due figli, dopo aver pacificato gli animi e riconciliato la famiglia di suo marito e quella dell'assassino, Rita entrò in monastero con la benedizione dei familiari rimasti del marito.[senza fonte] Secondo la tradizione Rita, in piena notte, fu portata in volo fino dentro le mura del monastero dai suoi tre Santi protettori (Agostino d'Ippona, Giovanni Battista e Nicola da Tolentino) dallo scoglio di Roccaporena (luogo dove andava spesso a pregare). Così la badessa, compresa la vera fede di Rita, la accolse in monastero, dove visse fino alla morte, dedicandosi alla preghiera. Nel periodo del noviziato la Badessa la mise alla prova facendole annaffiare un arido legno nel chiostro del Monastero, per mettere alla prova la sua vocazione. Dall'amore e dalla costanza della cura l'arido legno riprese vita e dette molti frutti. Ancora oggi nel chiostro è possibile ammirare la meravigliosa vite che ogni anno produce abbondanti frutti, come il roseto ammirabile prima di concludere la visita al Monastero.

Il culto [modifica]

Alcuni episodi [modifica]

Molti sono i segni soprannaturali che i credenti attribuiscono a Rita da Cascia: la sera del Venerdì Santo dopo la predica di Fra' Giacomo della Marca, affascinata dalla descrizione della passione di Cristo, avrebbe ricevuto una spina dalla corona di Cristo conficcata sulla fronte. La madre badessa rifiutò, in seguito a tale evento, la richiesta della santa di partire per Roma con le altre suore per un pellegrinaggio. Però, il giorno prima di partire, la tradizione vuole che la spina nella fronte sparì e così Rita poté partire. La spina fu portata da santa Rita per i suoi ultimi quindici anni. Il giorno del battesimo sarebbero apparse api bianche sulla sua culla; poi, api nere al suo letto di morte, una rosa rossa fiorita in inverno e due fichi sull'albero nel suo orto vicino a casa sua. Prima di morire mandò sua cugina a prenderli nel suo orticello di Roccaporena. La cugina incredula pensando ch'Ella delirasse trovò tra la neve ed il freddo invernale una bellissima rosa rossa e due fichi maturi sull'albero. Segno interpretato come la salvezza ed il candor dell'anima di suo marito e dei suoi due figli.

La canonizzazione [modifica]

Alla sua morte, avvenuta il 22 maggio 1457, il suo corpo venne collocato in una cassa in legno di pioppo lavorata per atto devozionale dall'artigiano casciano Cecco Barbari e poi successivamente in un'altra. I primi miracoli, una volta verificati, venivano puntualmente registrati nel codex miraculorum, Codice dei miracoli in cui è presente quello di Cecco Barbari il quale, zoppo, allorché voleva far sistemare il corpo di Rita degnamente, ebbe la gamba guarita e, come gesto di devozione, le costruì lui stesso la cassa. Successivamente venne realizzata la cassa solenne con il vero volto della Santa e un'iscrizione che brevemente riassume gli ultimi anni della sua vita, ancora oggi visibile e conservata nella cella dove morì nella parte antica del Monastero di Cascia.

La venerazione di Rita da Cascia da parte dei fedeli iniziò subito dopo la sua morte e fu caratterizzata dall'elevato numero e dalla qualità di eventi prodigiosi, riferiti alla sua intercessione, tanto che acquisì l'allocuzione di "santa degli impossibili". La sua beatificazione è del 1627, 180 anni dopo la sua morte, durante il pontificato di Urbano VIII Barberini, già vescovo di Spoleto. Leone XIII, nel 1900, la canonizzò come santa. I credenti suoi devoti la chiamano "santa degli impossibili", perché dal giorno della sua morte sarebbe "scesa" al fianco dei più bisognosi, realizzando per loro miracoli molto prodigiosi, eventi altrimenti ritenuti irrealizzabili. La devozione popolare cattolica per santa Rita è tutt'ora senza dubbio una delle più diffuse al mondo, raccogliendo fedeli in ogni angolo della Terra; si documentano gruppi di fedeli anche in Australia.

Con la riforma dell'anno liturgico del Martirologio Romano, il 22 maggio, sua festività, è diventata memoria.

Il corpo [modifica]

Il corpo di Santa Rita a Cascia nell'urna.

I resti mortali della santa si conservano nella Basilica, che fu consacrata come Chiesa il 18 maggio 1947 ed eretta a Basilica da papa Pio XII il 1 agosto 1955. La Basilica è collegata all'antico monastero di Santa Maria Maddalena oggi di Santa Rita. Il corpo è rivestito dall'Abito Agostiniano cucito dalle suore del Monastero espressamente voluto dalla Beata Madre Teresa Fasce, il suo corpo è all'interno di una teca di vetro e argento ed è posto nella cappella in stile neobizantino nelle pareti sono raffigurate delle magnifiche tele che rappresentano le tappe principali della sua vita, il tutto dietro una grande grata in ferro battuto, .

Recenti ricognizioni mediche hanno confermato la presenza, sulla zona frontale sinistra, di tracce di una lesione ossea aperta (forse osteomielite); mentre il piede destro mostra segni di una malattia sofferta negli ultimi anni di vita, forse associata ad una sciatalgia. La sua statura era di cm 157; il viso, le mani e i piedi sono mummificati, mentre il resto del corpo, coperto dall'abito agostiniano, è in forma di semplice scheletro.

Feste in onore della santa [modifica]

Umbria [modifica]

Cascia [modifica]

Roccaporena [modifica]

Farnetta di Montecastrilli (TR) [modifica]

Nella chiesa di San Nicola da Bari nel piccolo paese di Farnetta ha luogo annualmente, il 22 maggio, la festa con la benedizione delle rose portate dai fedeli, dei mezzi agricoli e delle automobili con una processione solenne per le vie del paese.

Spoleto [modifica]

Nella chiesa parrocchiale di santa Rita, retta dai Padri agostiniani, il 22 maggio si celebrano Messe nell'intera giornata, con la benedizione delle rose portate dai fedeli. In serata, solenne processione per le vie della città con trasporto della statua della Santa.

Liguria [modifica]

Savona [Chiesa di N.S. Consolazione in S. Rita]] (SV) [modifica]

Nella chiesa di Santa Rita, retta fino al 1994 dai padri Agostiniani, e successivamente assegnata in comodato d'uso alla Confraternita della SS. Trinità, il 22 maggio si celebrano Messe nell'intera giornata, con la benedizione delle rose portate dai fedeli o donate in cambio di un'offerta da versarsi a favore della Chiesa. Durante tutta la giornata si svolge per le vie del quartiere un fiera. LA festa è particolarmente sentita e partecipata. Provengono infatti in questo giorno migliaia di fedeli anche dal basso Piemonte. All'interno della Chiesa è presente una reliquia che in occasione della festa viene esposta e posta all'adorazione dei fedeli che possono, al termine delle messe, avvicinarsi e baciarla.

Celle Ligure [Convento dei Padri Agostiniani]] (SV) = [modifica]

Durante tutta la giornata si svolgono messe e vengono benedette le rose portate dai fedeli. Anche in questo piccolo paese la festa è sempre sentita e partecipata.

Friuli-Venezia Giulia [modifica]

Udine [modifica]

Nella chiesa di San Pietro Martire è viva la devozione alla Santa, di cui si celebra la memoria il 22 maggio, con grandissimo concorso di popolo. Vengono celebrate le Sante Messe con grande partecipazione e benedette le rose, come da tradizione.

Veneto [modifica]

Albaredo d'Adige (VR) [modifica]

Festa in onore di Santa Rita la domenica successiva al 22 maggio presso la contrada Valle con la benedizione delle rose.

Lombardia [modifica]

Pavia [modifica]

Nella basilica di San Pietro in Ciel d'Oro, il 22 maggio si celebra ogni anno la festa di Santa Rita, con la benedizione delle rose, vendute nei pressi della chiesa fino nel viale alberato, via Matteotti, che i fedeli portano per la benedizione in sagrestia, dove si trovano due reliquie contenute all'interno di croci di circa 30 cm. Il sacerdote impone una benedizione collettiva a rose e persone, al termine della quale è possibile mettersi in fila per ricevere una benedizione speciale, per opera del sacerdote, dalla "santa delle cose impossibili". Nel cortiletto è allestito un piccolo altare dove i fedeli possono accendere candele votive ed eventualmente lasciare delle preghiere in mezzo alle rose.

Emilia-Romagna [modifica]

Bobbio (PC) [modifica]

Ogni 22 maggio nella ricorrenza della festa di santa Rita si celebrerà la S. Messa nella Basilica dell'Abbazia di San Colombano, dove l'ultima cappella laterale di sinistra è dedicata alla santa patrona degli impossibili, che viene ornata dalle rose dei devoti. Alla fine della celebrazione si svolge la tradizionale benedizione delle rose portate in chiesa dai fedeli.[1]

Castellana di Gropparello (PC) [modifica]

A Castellana, frazione del Comune di Gropparello, Santa Rita è ricordata nella locale chiesa con la messa e con la benedizione delle auto d’epoca. Segue come tradizione un’escursione in auto lungo un percorso sulle colline piacentine.

Piacenza [modifica]

A Piacenza, nel Santuario di Santa Rita a lei dedicata sullo stradone Farnese, amministrata dai frati Cappuccini, sono in programma messe e la supplica alla Santa. Per tutta la giornata i frati sono a disposizione dei fedeli per la benedizione delle rose, che sono vendute in appositi banchetti allestiti sul sagrato della chiesa. Inoltre dal primo mattino sino a sera inoltrata si tiene la tradizionale benedizione dei mezzi di trasporto.

Toscana [modifica]

Chiusdino (SI) [modifica]

A Chiusdino esiste una veneratissima statua di santa Rita, nella chiesa di San Sebastiano, sede dell'antica Confraternita di San Galgano. È proprio questo sodalizio che organizza il 22 maggio la festa della santa, con varie celebrazioni liturgiche e la tradizionale benedizione delle rose, intensamente partecipata; particolare solennità assume questa festa quando essa cade di domenica.

Camaiore (LU) [modifica]

A Camaiore nella Chiesa dei SS. Angeli Custodi il 22 maggio di ogni anno si celebra la festa di S. Rita da Cascia, con la consueta benedizione delle rose e del pane.

Abruzzo [modifica]

Crocifisso dinanzi al quale Santa Rita si ritrovò stimmatizzata

Lanciano (CH) [modifica]

La santa patrona del quartiere più popoloso della città viene portata in processione dopo aver benedetto le rose portate dai fedeli sul sagrato della chiesa.

Atri (TE) [modifica]

La festa che Atri dedica alla santa degli impossibili è nota in tutto l'Abruzzo; la devozione che lega gli atriani a questa santa è fortissima (si dice che abbia salvato molte persone da malattie terribili e ancora oggi gli atriani le chiedono grazie e le offrono ex voto) e ogni anno, in occasione dei giorni di festa (che vanno dal 19 al 22 maggio) giungono numerose compagnie di pellegrini dall'Abruzzo e da molte zone del Mezzogiorno; la tradizione vuole che questi pellegrini, per essere riconosciuti, indossino tuniche bianche, ma ormai ciò è praticato da pochissimi.

Un tempo, i pellegrini si addormentavano addirittura all'interno della chiesa di Santo Spirito (dove è conservata la statua della santa) detta "Santuario di Santa Rita". Infatti, Atri è considerata (dopo Cascia) il principale centro di culto della santa. La festa inizia fin dal 12 maggio con l'esposizione della statua di Santa Rita (splendida statua vestita) su un grandioso baldacchino, prosegue il giorno dopo con l'inizio della Novena, per proseguire nei giorni successivi con messe solenni e prediche recitate da predicatori chiamati per l'occasione. La sera del 19 maggio, mentre nella chiesa di Santo Spirito la campane suonano a festa, le grandiose luminarie sistemate lungo le vie dove passerà la processione vengono accese. Il 20 e 21 maggio sono segnati da lancio di continui mortaretti, dai concerti bandistici e dalle orchestre sinfoniche; il 21 maggio, poi, avviene il solenne avvio dell'indulgenza plenaria concessa nel 1901 da papa Leone XIII. Il 22 maggio è il giorno clou della festa: le visite alla chiesa di Santo Spirito si moltiplicano, la giornata è continuamente segnata dal lancio di mortaretti e dalle sfilate della banda; a mezzogiorno, nella messa solenne in Santo Spirito, le rose vengono benedette: alcune saranno messe ai piedi del baldacchino di Santa Rita, altre saranno decorate da veli e nastri e messe in una cesta in sagrestia. Le rose benedette vengono continuamente prese dai fedeli e a volte capita anche che già prima della processione esse siano finite.

Il pomeriggio del 22 maggio è pieno di allegria, grazie ai bambini che fanno un continuo via vai tra le giostre e i fedeli che si accalcano nella chiesa di Santo Spirito per assistere alla messa cantata, presieduta dal vescovo della diocesi, da un altro invitato per l'occasione e dal predicatore incaricato delle omelie: la folle è enorme e spesso è costretta a posizionarsi lungo la scalinata del santuario. Alle 19.00 in punto la banda comincia a suonare il Mosè di Gioacchino Rossini e si avvia la processione con la statua della santa (portata a spalla dall'Arciconfraternita dell'Annunziata) che compie un giro completo del centro storico di Atri e fermandosi (come in tutte le processioni cittadine) presso il convento delle Clarisse. I balconi sono tappezzati da tappeti e coperti bianche e rosse ricamate con simboli sacri, mentre le strade si trasformano in un tappeto di rose a causa dei lanci di petali che gli atriani, al passaggio della processione, effettuano dai balconi. La processione ritorna davanti la chiesa verso le 20:30; prima del rientro effettivo della statua (che viene rivolta verso la folla) il predicatore effettua l'ultima, breve omelia dalla scalinata del santuario e uno dei due vescovi effettua la benedizione con la reliquia di Santa Rita, anch'essa portata in processione. Finalmente, alle 21.00, tra gli applausi festosi dei fedeli, le campane che suonano a festa e la banda che esegue nuovamente il Mosè, la processione fa finalmente rientro.

La festa però non è ancora finita: a mezzanotte una gran folla si riunisce per assistere per lo spettacolo pirotecnico in Piazza Acquaviva e il successivo concerto bandistico, sulla cassa armonica, in Piazza Duomo. Le visite dei fedeli continuano per i giorni successivi e la festa ha finalmente fine quando, il 29 maggio, la statua di Santa Rita viene rimessa nella sua cappella e termina l'indulgenza plenaria. Le luminarie continuano però a illuminare Atri per tutta la sera, e saranno smontate solo dal giorno successivo. In occasione della festa di Santa Rita vengono inserite varie manifestazioni culturali, oltre ai concerti bandistici, alle orchestre sinfoniche e alla presenza di personalità di spicco dello spettacolo, variando di anno in anno. Nel 2010, ad esempio, è stato festeggiato il 150º anniversario della morte di Pietro Baiocchi, unico abruzzese della Spedizione dei Mille e originario proprio di Atri: in suo onore (oltre a restauro della targa sulla facciata del palazzo di famiglia nel centro storico della città) il 20 maggio si è svolta una conferenza con tanto di sfilata della fanfara dei Bersaglieri, mentre il 27 maggio con la Serata Garibaldi si ricorderà l'assedio di Palermo nel 1860, dove trovò la morte Pietro Baiocchi, con tanto di orchestra sinfonica e coro lirico.

Campania [modifica]

Interno della Basilica di Santa Rita a Cascia

Marina di Camerota (SA) [modifica]

La Santa, in processione, viene portata non in spalla, ma su una Fiat 500, a passo d'uomo. L'automobile viene rivestita completamente di fiori raccolti nei giardini delle case del paese. Anche i bambini adornano con fiori le loro biciclette, con esse seguono la processione. Molti adulti invece scelgono di seguire la Santa con la propria automobile. Alla fine della processione vi è la benedizione delle automobili, degli automobilisti e dei fiori, e il simulacro di Santa Rita che rientra in chiesa viene accompagnato dal suono di tutti i clacson presenti. Durante la messa, prima della processione, vengono distribuiti ai fedeli dei petali di rosa benedetti, sigillati in carta velina colorata.

Avellino [modifica]

Statua di Santa Rita da Cascia venerata in Avellino

Ad Avellino le celebrazioni in onore di Santa Rita cominciano con l'inizio della novena, il 13 maggio. Durante la settimana della novena, avviene la consacrazione dei bambini alla santa, e la vigilia della festa, dopo l'omaggio floreale dei battenti di San Pellegrino martire, vengono benedette le rose che saranno consegnate ai fedeli. Il 22 maggio, giorno della solennità della santa, vi è un susseguirsi di messe nella chiesa di San Francesco Saverio, detta anche di Santa Rita (che si trova nel centro storico della città, nei pressi della Cattedrale) a partire dalle 6 del mattino, e a mezzogiorno, dopo il pontificale tenuto dal vescovo, avviene la recita della supplica alla santa. Nel tardo pomeriggio la statua di Santa Rita viene portata in processione dalla sua chiesa, per un seguitissimo corteo nelle strade principali del centro. La processione trovava il suo culmine, ed il suo momento massimo di partecipazione quando la santa veniva condotta nel piazzale dell'Ospedale San Giuseppe Moscati, dove i malati, si affacciavano alle finestre, lanciando coriandoli e fiori, e dove avveniva il volo delle colombe. Dal 2011 la statua della santa sosta per un momento di riflessione, e per la preghiera dei malati davanti all'ex pronto soccorso cittadino, poiché l'ospedale è stato trasferito in un'altra zona della città.

Copersito Cilento [modifica]

A Copersito Cilento le celebrazioni in onore della santa cominciano con la novena, il 13 maggio, nella chiesa parrocchiale di Santa Barbara. Il 22 maggio, giorno della memoria liturgica, a mezzogiorno, davanti all'effigie della santa, viene recitata la supplica accompagnata dal suono delle campane. La sera viene celebrata la tradizionale messa votiva, con la benedizione e la distribuzione delle rose ad opera del parroco francescano. Nella parrocchia, molto legata alla santa, la tradizione è stata a lungo guidata da padre Sinforiano Basile.

Amalfi [modifica]

Ad Amalfi le celebrazioni in onore di Santa Rita (che si svolgono nel Santuario della Madonna del Rosario e Santa Rita) cominciano dalla novena. Durante la novena si svolgono alcuni riti tra cui i Vespri di S.Rita, la benedizione delle rose... Il 22 maggio, memoria liturgica, la mattina si celebrano delle Messe. Nel pomeriggio c'è la tradizionale benedizione dei bambini, dopo la quale parte la processione che dal santuario arriva alla cattedrale dove si celebra la Messa Solenne. Al termine, la venerata statua di Santa Rita viene riportata al santuario con una processione di ritorno. Ogni 2 anni c'è anche la banda musicale, che sfila per le vie della città ed esegue concerti e marce sinfoniche sul sagrato.

Puglia [modifica]

Bari [modifica]

Nella chiesa di Santa Rita, a Bari, nell'omonimo quartiere Santa Rita in occasione della ricorrenza, si tiene una tre-giorni di festa con celebrazioni eucaristiche, con il rito della benedizione delle rose e con la Processione della statua della santa per le vie del quartiere. La sera si svolge uno spettacolo pirotecnico.

Barletta [modifica]

Nella chiesa di San Benedetto, a Barletta, è collocata una statua rappresentante la santa con una spina conficcata nella fronte. Il 22 maggio, in occasione della ricorrenza, si celebra l'Eucaristia più volte durante l'arco della giornata, celebrando il consueto rito della benedizione delle rose. Si svolge la processione che porta il simulacro nelle vie limitrofe alla chiesa, ornate da luminarie.

Molfetta (BA) [modifica]

L’associazione religiosa locale dei devoti di santa Rita, con sede nella Parrocchia di San Domenico, vanta circa 1500 iscritti. Durante la giornata vengono celebrate le funzioni religiose in più momenti per permettere la partecipazione di tutti i numerosi fedeli (spesso costretti a posizionarsi lungo la scalinata l’ingresso). La parrocchia permettendo affinché la visione in diretta sul sito internet[2]. Nella serata del 21 maggio, a poche ore dalla festa, ha inizio la celebrazione del transito, durante il quale si riporta la lettura dell’ascesa al cielo della santa, sulle note del Gloria cantato dal coro parrocchiale “Capotorti”. Segue la benedizione e distribuzione ai presenti delle rose. La cerimonia si conclude con l’intonazione collettiva, sacerdote e fedeli, di canti di gioia alzando al cielo le rose appena ricevute come a voler rappresentare una distesa fiorita. Il 22 maggio, giorno della festa, le messa partono alle 6 del mattino e terminano tutte con la benedizione delle rose e a mezzogiorno, dopo il pontificale tenuto dal vescovo, si recita la supplica alla santa. La sera la statua venerata in parrocchia viene portata in processione a spalla nelle strade principali del centro della città accompagnata dalla banda e da sbandieratori. Al passaggio della santa, i balconi sono addobbati a festa con coperte, bandiere, stendardi, fiaccole e luminarie, mentre le strade si trasformano in un tappeto di rose a causa dei lanci di petali che i molfettesi, al passaggio della processione, effettuano dai balconi. Al ritorno della processione dinanzi la chiesa di San Domenico, la statua viene acclamata dai fedeli, le campane suonano a festa ed al triplice grido del parroco “evviva Santa Rita”, tutti battono le mani e dopo lo spettacolo pirotecnico la statua rientra in chiesa.

Noicattaro (BA) [modifica]

Nella chiesa e convento agostiniano di Santa Maria della Lama in Noicattaro è molto forte la devozione alla santa, infatti le bambine del paese vengono vestite con i tradizionali abiti monacali, il 22 maggio dopo la solenne messa e dopo la benedizione delle rose viene fatto sfilare il gruppo statuario della santa, sorretta da un angelo, inginocchiata ai piedi del crocifisso. Al rientro della processione vengono fatti esplodere i fuochi pirici.

Locorotondo (BA) [modifica]

La terza domenica di maggio nella Chiesa Madre si svolgono le sante messe e in serata la processione con il simulacro di santa Rita, al rientro la benedizione delle rose e fuochi pirotecnici.

L'immagine processionale di Santa Rita portata in processione e ricoperta da exvoto

Conversano (BA) [modifica]

La prima domenica di ottobre si festeggia Santa Rita. Qui la festa è molto sentita, Conversano rappresenta la seconda casa per la Santa dei "casi impossibili" poiché la diocesi di Conversano ebbe un ruolo determinante per il processo che la condusse alla canonizzazione il 22 maggio 1900. Al vescovo locale dell'epoca, Casimiro Gennari, si deve infatti l'apertura dell'inchiesta che portò al riconoscimento quale miracolo della guarigione del sarto Cosimo Pellegrini, avvenuta a Conversano nel 1877.

San Marco in Lamis (FG) [modifica]

La festa in onore della Santa è molto partecipata. Viene celebrato un triduo nell'antica chiesa di Santa Chiara. Alla vigilia della festa vi è la benedizione degli abitini che le bambine indosseranno l'indomani durante la processione e delle rose che vengono distribuite alle persone nel giorno della festa. Il 22 maggio vi è la celebrazione delle messe. Nel pomeriggio vi è la sfilata del concerto bandistico per le vie della città. Alle ore 19 si svolge la processione che è molto partecipata soprattutto dalle mamme che accompagnano le piccole vestite da Santa Rita. A termine della processione vi è la celebrazione della messa. Conclude il tutto lo sparo dei fuochi pirotecnici.

Sicilia [modifica]

Acireale (CT) [modifica]

San Giovanni La Punta (CT) [modifica]

Simulacro di santa Rita da Cascia venerato nella chiesa madre di San Giovanni La Punta

Nella chiesa madre dedicata a San Giovanni Battista è grande la devozione alla santa di Cascia. Solenni i 15 giovedì in preparazione alla festa. Il 22 maggio viene preparato da una novena, la vigilia solenne celebrazione del beato transito della santa. Il 22 maggio per tutto il giorno sante messe partecipatissime e benedizione delle rose alle 12 in punto la recita della supplica all'unisono con tutti i devoti sparsi nel mondo. In serata dopo la messa vespertina uscita del bellissimo simulacro di santa Rita sul fercolo, benedizione dei mezzi di trasporto in piazza L.Mangano e P. Gabriele Allegra e processione per le vie del paese. All'uscita e al rientro della processione spettacoli di fuochi d'artificio. Attiva tutto l'anno nella parrocchia è la Pia Unione Primaria S. Rita da Cascia associata al Monastero di Cascia.

Belpasso (CT) [modifica]

Santa Rita, la santa degli impossibili, è venerata e pregata nella chiesa parrocchiale N.S. Gesù Cristo Re a Belpasso (provincia di Catania). Le celebrazioni iniziano con i 15 giovedì prima del giorno della festa con la reliquia che viene accolta in 15 famiglie diverse ogni giovedì, per proseguire con il triduo e concludersi il giorno dedicato alla santa, il 22 maggio.

Castelbuono (PA) [modifica]

A Castelbuono (PA) la festa prevede diversi giovedì di preparazione ed un triduo solenne che culmina con la giornata del 22 maggio. Diverse celebrazioni scandiscono la giornata e al termine di ognuna sono distribuiti pani benedetti. La sera, dal tetto della chiesa, sono lanciati numerosi sacchi di petali di rosa sulla folla (la pioggia delle rose). Sono attive a Castelbuono due confraternite dedicate alla santa, una maschile ed una femminile.

Santa Rita (CL) [modifica]

Nel Borgo Santa Rita, in provincia di Caltanissetta, viene festeggiata ogni 22 maggio, con una processione ed una messa solenne organizzata dalla chiesa madre di Sommatino, dove si trova una sua statua.

Palermo [modifica]

Nella chiesa di Sant'Agostino a Palermo ha luogo annualmente, il 22 maggio, la festa con la benedizione delle rose portate dai fedeli, che poi conserveranno per donarne i petali ad amici o parenti ammalati.

Il Corteo Storico di Santa Rita a Castelvetrano (TP) [modifica]

Corteo storico di Santa Rita a Castelvetrano

A Castelvetrano (TP) la comunità parrocchiale della chiesa di Santa Maria della Salute coltiva da anni una intensa devozione per la santa e per la spiritualità agostiniana, dovuta anche dal fatto che nel 1628 dove attualmente sorge la chiesa era presente un convento di Eremiti Agostiniani, soppresso in seguito nel 1774 per mancanza di religiosi. La devozione ritiana nella città risale ai primi del ‘900. Una statua fu commissionata negli anni '90: all'arrivo una moltitudine popolare accompagnò il simulacro.

Il Corteo storico di Santa Rita a Castelvetrano nasce negli anni '90. Andando avanti negli anni il Corteo storico di Santa Rita si è sempre più affrancato dalle caratteristiche di manifestazione religiosa per sviluppare spettacolarità e fedeltà storica: oggi il corteo è un evento teatrale. Il corteo storico rappresenta i momenti più significativi della vita della santa attraverso otto quadri viventi, che sfilano per le vie della città: S. Rita bambina e suoi genitori, sposalizio di Santa Rita, uccisione del marito Paolo, S. Rita vedova e i due figli, ingresso miracoloso in monastero e i tre santi protettori, stimmatizzatone di S. Rita, miracolo dell'orto, morte di S. Rita.

Inoltre, il giorno 22 maggio si celebra la Festa in onore di S. Rita presso la Chiesa Maria SS. della Salute, con la celebrazione della S. Messa ed alla fine la benedizione delle rose, la solenne processione accompagnata dalle sacre note della locale banda musicale, ed al rientro in Chiesa la benedizione del pane che viene distribuito ai numerosi fedeli intervenuti.

Catenanuova (EN) [modifica]

Catenanuova (EN), 22 maggio, festa di santa Rita da Cascia, l'uscita dalla Chiesa Parrocchiale.

La festa a Catenanuova (EN) venne istituita dopo la seconda guerra mondiale (1946) in seguito al voto di una cittadina ed alla grazia ricevuta: "se il marito fosse tornato vivo dai combattimenti di guerra, avrebbe acquistato una statua di santa Rita per ringraziamento". Nel giorno della festa, i fedeli indossano un abito con una cintura entrambi neri ed il colletto bianco, come quello della santa, e portano rose per la benedizione. Alla devozione di santa Rita sono legati i cosiddetti 15 giovedì prima della festa, e tre giorni prima ci si prepara con il triduo in suo onore. Il simulacro di santa Rita si conserva all'interno della chiesa San Giuseppe assieme ad una reliquia. Ogni anno, il 22 maggio alle 8 del mattino, i tradizionali colpi a cannone con le campane annunziano il giorno di festa. Alle 9,00 alle 11,00 e alle 18,00 la messa con la benedizione delle rose e degli “abiti” dei devoti. Intorno alle 19,00 avviene l'uscita del simulacro dalla chiesa parrocchiale, che percorrerà buona parte delle vie di Catenanuova, per poi rientrare a tarda sera subito dopo aver assistito ai giochi pirotecnici; è tradizione che al rientro in chiesa tutte le rose benedette, circa 500, vengano distribuite ai fedeli.

Sardegna [modifica]

Isili (CA) [modifica]

Si può visionare la pagina web pubblicata all'indirizzo https://sites.google.com/site/isiliparrocchia/religiosita-popolare-a-isili/101 .

Audiovisivi [modifica]

La filmografia riguardante Santa Rita da Cascia non è molto nutrita. Il primo film realizzato su questa figura religiosa data al 1943, a firma di Antonio Leonviola, interpretato da Elena Zareschi. Il film è in bianco e nero, realizzato a Cascia e a Roccaporena con il contributo della popolazione locale in veste di figuranti e comparse. Nel 1994-96, su impulso del Santuario di Cascia, viene prodotto il documentario scritto e diretto da Francesco Ferrari, dal titolo "Rita, la Santa di Cascia: un mirabile cammino di fede"[3]. Merita indubbiamente di essere ricordato il più recente Rita da Cascia, regia di Giorgio Capitani (2004) ed interpretato da Vittoria Belvedere.

Il Musical e la Messa [modifica]

Una scena del musical

Su Santa Rita da Cascia è stato anche realizzato un musical dal Gruppo Teatrale "Madre Teresa" di Campofranco (CL). L'autore, Don Vincenzo Giovino, iniziò a lavorare allo spettacolo a partire dal 2007.Il Musical è strutturato in due tempi, definendo quella che è stata la vita della santa prima e dopo l'entrata in convento. Ogni tempo è suddiviso in quadri che raccontano le varie fasi della sua storia evidenziando la figura del marito, dei figli e della cugina Lapa, quest'ultima presenza costante e vicina a Rita sposa e suora. I ventisette brani che costituiscono il musical sono intercalati dalla figura di un Menestrello che racconta in prosa alcuni passaggi chiave della vita della santa. Durante la rappresentazione , nei momenti più difficili della santa, interverrà il "Balletto dell'Arcobaleno", simbolo di speranza, inno alla natura e richiamo di Dio alla vita. Significativo è il titolo dell'opera " RITA,una rosa tra le spine": la vita di Rita non fu affatto facile, era sposa di un uomo brutale, non per suo volere ma per volere dei genitori. Ebbe due figli e difese la loro innocenza pregando e ottenendo la loro morte. In tutto quest'odio Rita fu portatrice di pace, perdono, di conversione nelle famiglie. Una splendida rosa tra le spine, consapevole che la propria bellezza non le appartiene[4].

Messa in onore di Santa Rita La Messa di Santa Rita da Cascia per soli, coro, orchestra è stata commissionata dal Monastero di Santa Rita e dal Santuario al compositore di musica sacra Mauro Zuccante in occasione del Centenario della Canonizzazione di Santa Rita. Lo stile di questa composizione esprime la grande devozione nella bellezza della sua semplicità. I modelli a cui si ispira questa composizione sono da ricercarsi tra le forme della musica religiosa popolare dal medioevo portata ai nostri giorni. La messa si basa sulla composizione di una falsariga di una lauda polifonica rinascimentale e di un antico inno ambrosiano. Il compact disc della messa eseguita per la prima volta nella Basilica di Cascia il 22 maggio 1999 dal Coro Polifonico della città di Tolentino è acquistabile a Cascia e il ricavato si userà per scopo benefico.

La statua colossale [modifica]

La statua colossale di Santa Rita

Il 27 giugno 2010 nelle vicinanze della città di Santa Cruz, in Brasile, è stata inaugurata la statua religiosa cattolica più grande al mondo ed è dedicata alla santa umbra: Santa Rita da Cascia. Cinquantasei i metri di altezza, 18 in più del Cristo redentore del Corcovado di Rio de Janeiro che in precedenza deteneva lo stesso record. La cittadina brasiliana, ora, sta organizzando anche un centro informativo sulla religiosa di Cascia. La città di Santa Cruz organizza ogni 22 maggio, una grande festa dedicata a Santa Rita alla quale, mediamente, partecipano non meno di 60.000 persone provenienti da ogni angolo del Brasile[5]

Note [modifica]

  1. ^ la celebrazione a Bobbio
  2. ^ [www.parrocchiasandomenico.it]
  3. ^ Materiali di antropologia visiva 7
  4. ^ Madre Teresa
  5. ^ Notizie tratte dal quotidiano "Corriere dell'Umbria" del giorno 28 giugno 2010, pagina 6, articolo a firma di Sergio Casagrande.

Bibliografia [modifica]

P. Agostino Cavallucci D.R.A. Documentazione Ritiana Antica 1610 P. Agostino Trapè "Santa Rita e il suo messaggio

Altri progetti [modifica]

Collegamenti esterni [modifica]

Scheda su Santa Rita da Cascia in Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei Santi. SantieBeati.it

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