Stigmate
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Le stigmate (grafia più moderna: stimmate; grafia antiquata: stimate) (dal greco stigma che significa marchio) sono le ferite che, secondo il racconto evangelico, furono inflitte a Gesù Cristo durante la sua crocifissione. Sono stati riportati casi di persone che senza apparenti cause fisiche presentavano ferite analoghe, come se si immedesimassero a un modello. La spiegazione del fenomeno ha generato, anche tra i Cristiani, aspri dibattiti, tra coloro che lo attribuiscono a varie patologie, o vere e proprie frodi, e coloro che lo attribuiscono in alcuni casi ad un miracolo.
Padre Agostino Gemelli, uno dei rappresentati più accreditati per le questioni di carattere scientifico del Vaticano, asserì numerose volte che Francesco d'Assisi, pur non avendo alcuna prova scientifica, doveva essere considerato il solo stigmatizzato della storia cristiana, ovvero il solo in cui si potesse dimostrare un'origine divina di tali manifestazioni.[senza fonte]
Indice |
[modifica] Introduzione al fenomeno
Un importante indicazione sulle stigmate proviene dal Vangelo di San Giovanni (Gv 20,24-29[1]), nel celebre brano in cui si narra dell'incredulità di San Tommaso: “Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò”. A questa domanda Gesù risponde in modo inequivocabile: “Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!”. Assolutamente secondario quindi il cenno è contenuto nel vangelo apocrifo di Pietro, nel quale è scritto che "...gli furono estratti i chiodi dalle mani". La prima rappresentazione di Gesù crocifisso è probabilmente la formella del portale di santa Sabina a Roma (VI secolo) dove i tre condannati appaiono con i chiodi infissi nelle mani ma non appesi, bensì con i piedi a terra, quindi come fossero esposti in un circo.[senza fonte]
Dalle prime manifestazioni ascritte a San Francesco d'Assisi, l'interpretazione di tali manifestazioni, ritenute come la trasposizione sulla carne delle ferite inferte a Gesù Cristo sulla croce, è sempre vissuta nel contrasto tra la venerazione e l'accusa di superstizione. Gli ottocento anni dal suo primo manifestarsi lasciano ancora oggi dubbi ed incertezze. La stessa Chiesa cattolica, come nel caso della Sindone, non si è mai pronunciata definitivamente di fronte a queste manifestazioni limitandosi ad indagare singolarmente i soggetti che se ne dicevano portatori.
Dal XIII secolo ad oggi. Sebbene tale fenomenologia segni profondamente la dottrina cristiana, permangono a tutt'oggi molti dubbi, non ancora spiegati, sulla loro genesi. Dalle analisi condotte nella popolazione dei soggetti portatori.
[modifica] Storia e mistero, i casi più importanti
La storia odierna, ed in particolar modo quella religiosa, ci presenta, nel corso dei secoli scorsi, numerosi soggetti ai quali sarebbe stato fatto dono delle stigmate. A tali manifestazioni, soprattutto nei casi di individui successivamente proclamati santi, Nella letteratura in merito sono ricordati casi, seppur rari, di stigmate luminose.[senza fonte] De Vesme, che circa un secolo fa studiò questo tipo particolare di stigmate. Oggi tali manifestazioni sono esaminate con spirito critico, allo scopo di verificare scientificamente la reale dimensione di fenomenologie talvolta amplificate per spirito religioso, e di ricondurle ove possibile alle leggi della fisiologia e\o della psicologia.
[modifica] San Paolo
Il primo autore religioso conosciuto che abbia usato questo termine per simboleggiare la sua appartenenza a Gesù fu Paolo di Tarso: "porto le stigmate del Signore Gesù nel mio corpo", (Lettera ai Galati, VI, 17). Ancora oggi si discute se queste parole avessero un significato metaforico-simbolico, oppure letterale, segnalando così il primissimo manifestarsi del fenomeno mistico definito "stigmatizzazione". Pare più probabile, tuttavia, che Paolo non si riferisse tanto alle ferite di Gesu', quanto piuttosto ai segni che la sua testimonianza gli procuro' negli anni: più volte la sua predicazione non fu bene accolta; non è dunque improbabile che abbia vissuto episodi di violenza che lo hanno "marchiato" (stigma è parola greca che significa marchio) fisicamente. Il passo di "Galati", dunque, è probabilmente da leggersi in tale prospettiva, con Paolo che con la frase "D'ora innanzi nessuno mi procuri fastidi: difatti io porto le stigmate di Gesù nel mio corpo" (Lettera ai Galati, VI, 17) vuole porre in luce come la sua fedelta' all'annucio sia stata totale, anche a rischio della propria vita (Seconda lettera ai Corinzi, I, 8-10).
[modifica] San Francesco d'Assisi
Per la storiografia religiosa ufficiale il primo uomo a manifestare questi segni viene considerato Francesco d'Assisi. A trentotto anni, nel 1224, manifestò nelle mani e nei piedi alcune lesioni che avrebbero riprodotto quelle dei chiodi che avrebbero trafitto il corpo di Gesù in croce, e una ferita al torace che avrebbe riprodotto la lacerazione che la lancia di Gaio Cassio Longino avrebbe inferto a Gesù dopo la morte. S.Francesco, già circondato da grande carisma, manifestò tali segni negli ultimi anni della propria vita, sul monte della Verna, quando si ritirò in completa e totale contemplazione di Dio. I resoconti testimoniali giunti fin dal passato ci raccontano come le stigmate di Francesco non sanguinassero molto, "ed avevano una specie di protuberanza, come una capocchia di un chiodo sotto pelle".
[modifica] San Pio
Un caso moderno di stigmatizzazione, estremamente interessante, corrisponde ai segni portati sul corpo da Padre Pio da Pietrelcina. Per quest'uomo di grande carisma, è sorta una vera e propria venerazione che ha portato anche alla sua canonizzazione. Anche la vita di quest' uomo di fede è passata al vaglio dei ricercatori, e nuove prove sono state ricavate dagli studi condotti sulle sue piaghe. San Pio, secondo i resoconti delle biografie, nella sua vita avrebbe avuto diverse visioni del Cristo, che lo avrebbero poi "benedetto" con la comparsa di questi segni.
Queste ricerche, ed altre sulla fenomenologia delle stigmate in generale, sono state condotte in prevalenza da Bob Rickard, editor di Fortean Times, dal Dr. Ted Harrison, uno dei più importanti esperti mondiali in stigmatologia e dal Dottor Marco Margnelli, neurofisiologo ed esperto in stati alterati di coscienza.[senza fonte]
Il processo canonico, per la Chiesa, ha sancito definitivamente[senza fonte] che le stimmate di Padre Pio non avrebbero origine umana, e dunque sarebbero frutto dell'intervento di forze soprannaturali. Esistono ovviamente opinioni diverse: nel 2007 lo scrittore Sergio Luzzatto ha presentato di nuovo in un libro alcune testimonianze che indicherebbero come il Santo "[1] aiutasse" la permanenza di tali segni attraverso l'utilizzo di acido fenico. Le sue tesi sono state criticate da vari esperti ( [2] ), e la questione rimane perciò ancora aperta.
[modifica] Teresa Neumann
Un altro caso di stigmate moderne, è quello di Teresa Neumann, contadina tedesca, che a soli 26 anni vide comparire nelle mani e nei piedi i segni della passione di Gesù. Dall'anno 1926 ogni giovedì fino alle 15 di ogni venerdi, questa giovane contadina tedesca vedra' aprirsi queste misteriose ferite per poi richiudersi, fino al giorno della sua sua morte. Fu uno dei casi più impressionanti soprattutto per l'incredibile quantità di sangue che sgorgava dalle ferite. Evento ancora più sconvolgente fu quello di nutrirsi, nei suoi ultimi 36 anni di vita, solamente del corpo eucaristico, accompagnato da un po' di vino e pane.
[modifica] La più giovane: Cloretta Robertson
Nel 1972, ad Oakland California, questa giovane americana di pelle nera all'età di 9 anni, dopo aver visto un film sulla passione del Cristo, tre settimane precise prima della Pasqua, porterà improvvisamente i segni sulle mani delle stigmate. Al venerdì santo, una volta chiuse le ferite, non gli si apriranno mai più. Esami medici confermarono che le ferite non furono provocate e che la giovane era in perfetto stato di salute mentale; quest'ultima dichiarerà a sua volta di non essere mai stata né cattolica praticante e né credente.
[modifica] Altre spiegazioni
[modifica] Un prodotto dell'uomo
Il fattore fondamentale che deve esser tenuto presente è come le persone possano ricevere questi segni. Si tratta comunque di un fenomeno profondamente religioso che tocca intimamente la devozione di molte persone. L'unico prodotto tangibile di questa fenomenologia è che incoraggia la fede, la intensifica. Come ci possiamo spiegare però il fatto che prima di San Francesco esistessero pochi casi documentati di stigmatizzati, e dopo la morte di questo umile uomo iniziassero in tutta Europa a dilagare tali manifestazioni? Senza prove inconfutabili per attestare che si tratti di veri miracoli o di manifestazioni della mente, nulla si può concludere, però la ricerca scientifica nell'ultimo secolo ha tentato di comprendere, in maniera sempre più vasta, che cosa realmente si può celare dietro tali segni.
[modifica] Spiegazioni cliniche
[modifica] Dermografia
[modifica] Ematoidrosi
[modifica] Ideoplastia
[modifica] L'incognita tra la mente e il corpo
Sono state chiamate in causa diverse spiegazioni per poter comprendere le stigmate, ma l'unico tassello mancante in tali studi è la comprensione del meccanismo che da uno stato psicologico potrebbe permettere l'espressione di questi segni in uno stato fisiologico. Come può riuscire la mente umana a creare una lesione fisica nel corpo? Quali meccanismi entrano in gioco? Siamo tutti plausibilmente stigmatizzabili? Queste domande sono solo alcune tra quelle che i primi ricercatori si posero per riuscire a capire quale fosse il meccanismo alla base dell'insorgenza di queste strane piaghe.
Nel corso dei secoli l'uomo ha sempre creduto che la propria mente potesse essere utilizzata come uno strumento estremamente potente, ne sono una dimostrazione alcuni culti o alcune sette religiose che fondano alcuni loro principi proprio su queste assunzioni.
[modifica] Vescicolazione ipnotica
[modifica] Psiconeuroendocrinoimmunologia (PNEI)
[modifica] Il ruolo dell'iconografia religiosa
La fenomenologia da noi presa in esame, nel corso dei suoi secoli di presenza, spesso non si è manifestata nelle locazioni anatomiche corrette. Siamo infatti abituati a vedere le stigmate come un fenomeno estatico che si localizza anatomicamente sui palmi e/o sui dorsi delle mani dei soggetti portatori. Tale posizione anatomica è storicamente scorretta, perché nelle crocifissioni eseguite nell'antichità i soggetti non venivano inchiodati attraverso i palmi ed i dorsi delle mani, per non vederli cadere dalla croce entro pochi minuti, con una grande lacerazione nonché frantumazione delle ossa della mano: i tessuti molli e le ossa interessate non sono in grado di reggere il peso del corpo umano. Si è osservato invece che sul polso, nella parte finale dell'ulna e del radio, in quella intercapedine che si collega alla mano, esiste un piccolo spazio, definito di Destot, attraverso il quale sarebbe estremamente semplice poter inserire un chiodo. Queste due ossa, che formano i nostri avambracci, sono infatti disposte in modo da creare una intercapedine naturale attraverso la quale venivano conficcati i chiodi per le crocifissioni. I reperti storici ci dimostrano come nella Palestina romana tale locazione fosse l'unica attraverso la quale venivano fatti passare i chiodi di questa atroce condanna a morte; ogni resto umano ritrovato di persona sottoposta al supplizio presenta infatti delle lesioni e delle scheggiature proprio in corrispondenza di tali ossa, e mai nelle mani. Verosimilmente (vera o falsa che sia) anche nella Santa Sindone custodita a Torino, il soggetto crocifisso è stato trafitto poco sotto i polsi, tra l'ulna e il radio. La stimolazione meccanica effettuata sul nervo posto nello spazio di Destot porterebbe inoltre ad una flessione del dito pollice sul palmo della mano, e infatti anche nell'immagine impressa nella Sindone il pollice non è visibile. Esiste anche il riscontro biblico: all'agnello sacrificale "non doveva essere rotto alcun osso" - Esodo cap. 12 ; Giovanni 19:36. Questi dati confliggono con l'immagine tradizionale sia della Passione sia degli altri stigmatizzati. L'iconografia cristiana, ed affine, ha da sempre mostrato, per un semplice errore storico-iconografico, le ferite inferte a Gesù in una posizione sbagliata. Si pone pertanto il problema di capire se le "stigmatizzazioni" dovrebbero localizzarsi nella sede immaginata dall'iconografia tradizionale, o in quella riconosciuta dall'indagine storica. Si noti in proposito il lavoro dello studioso del XIX secolo H. Fulda, che analizzando le prove documentarie e filologiche sulla morte del Cristo sfata le mistificazioni su cui poggiano gran parte dei fenomeni di "stigmatizzazione".
L'aura di mistero che ha pervaso questa fenomenologia, come altre, è stata ridimensionata dagli studi e dalle ricerche ispirate alla razionalità scientifica, condotte fino ad oggi. La presenza di manifestazioni che trascendono la nostra normalità ci conduce in un cammino di studio e ricerca che non implica per forza fonti superiori o insondabili misteri quale loro origine. Ciò che in un dato periodo poteva essere ricondotto ad un "mistero insormontabile" oggi, con il progredire delle nostre conoscenze, può trovare maggiori spiegazioni grazie all'intervento della scienza. Questo non vuol significare che tutti i misteri, in senso proprio, debbano avere una spiegazione, o che si potrà giungere alla comprensione di molti di questi in tempi brevi. Tendiamo unicamente a sottolineare come molte manifestazioni possano, nel corso del tempo e grazie ai progressi scientifici, trovare una spiegazione plausibile (ma quindi, non inderogabilmente sicura). La stessa fenomenologia delle stigmate tuttora presenta dei lati oscuri e dei fattori che non sono spiegabili attraverso nessun criterio né spiegazione scientifica conosciuta. Possiamo ipotizzare, in via del tutto generale, quale possa essere la genesi di queste manifestazioni ma non possiamo, né dobbiamo, dare certezze su di essa. La fisiologia ed i processi biochimici che sembrerebbero essere implicati nei processi di formazione di questi strani segni e l'intervento di una psiche più potente di quanto si potesse ritenere, sono senza dubbio due tra i fattori fondamentali per la manifestazione di queste sintomatologie, ma non possono rispondere ancora appieno a molte delle nostre domande.
[modifica] Note
[modifica] Bibliografia
- Enrico Baccarini, "Stigmate, segni divini o simboli terreni", in Archeomisteri, i Quaderni di Atlantide n° 8 marzo - Aprile 2003 - (Il materiale qui presentato è una parte dell'articolo sopra citato, entrambi ad opera del medesimo autore).
- Archeomisteri n° 2, articoli di Enrico Baccarini su Gaio Cassio Longino
- La sacra Bibbia, versione CEI 2002, dal Vangelo di Luca 22,41- 45 _ Esodo 21 _ Giovanni 19;
- Anna Maria Turi, Stigmate e Stigmatizzati, edizioni Mediterranee, 1990.
- Dizionario enciclopedico del paranormale, ed. Oscar Mondadori 1992.
- Manuale di ipnosi, di Alfonso Siani ed. Selecta Medica, Pavia 2000.
- Mente, cervello e sistema immunitario, di Massimo Biondi, ed. McGraw-Hill - 1997
- Das Kreuz und die Kreuzigung (La croce e la crocifissione), di H. Fulda, Breslavia, 1878

