Stigmate

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Le stigmate (grafia più moderna: stimmate; grafia antiquata: stimate) (dal greco στίγμα, stigma, che significa marchio) sono tipicamente le piaghe nelle mani, nei piedi e nel costato di Gesù Cristo, provocate dai traumi subiti durante la sua Passione; per successiva estensione, indicano lesioni corporali che in particolari soggetti offrono una riproduzione, temporanea o permanente, completa o parziale, delle piaghe di Cristo (o di altre conseguenze della Passione).[1] In ulteriore traslato, con la parola "stigmate" si indicano i segni fisici, o psichici, o sociali, lasciati in individui o collettività da eventi avversi di varia natura, e che in terze persone destano reazioni comunque negative.

Il termine ha origine dalla Lettera ai Galati di S. Paolo:

« D'ora innanzi nessuno mi procuri fastidi: difatti io porto le stigmate di Gesù nel mio corpo. »   (Galati 6,17)

La Chiesa riconosce il fenomeno, ma non lo propone a credere con sentenza dogmatica o dottrinale.[1]

Cristo Crocifisso (Rubens)

Introduzione al fenomeno[modifica | modifica sorgente]

Origine biblica[modifica | modifica sorgente]

Le prefigurazioni mistiche delle ferite del Cristo sarebbero presenti, secondo l'interpretazione della Chiesa, già in testi dell'Antico Testamento: nella sezione più antica del Libro dei Salmi, e nei libri dei profeti Isaia e Zaccaria:

« hanno forato le mie mani e i miei piedi »   (Salmi 21,17)
« Dalla pianta dei piedi alla testa non c'è in esso una parte illesa, ma ferite e lividure e piaghe aperte, che non sono state ripulite, né fasciate, né curate con olio. »   (Isaia 1,6)
« Egli è stato trafitto per i nostri delitti...per le sue piaghe noi siamo stati guariti. »   (Isaia 53,5)
« guarderanno a colui che hanno trafitto »   (Zaccaria 12,10)

Tali profezie risulteranno puntualmente corrispondenti alle narrazioni evangeliche della Passione. I discepoli di Gesù potranno verificarle non tanto durante il supplizio di Gesù, quanto piuttosto nelle Sue apparizioni come Risorto. Un'importante testimonianza sulle stigmate proviene dal Vangelo di Giovanni, nel brano in cui si narra dell'incredulità di San Tommaso:

« Gli dissero allora gli altri discepoli: «Abbiamo visto il Signore!». Ma egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi e non metto il dito nel posto dei chiodi e non metto la mia mano nel suo costato, non crederò». »   (Giovanni 20,25)

A questa domanda Gesù risponde in modo inequivocabile:

« Poi disse a Tommaso: «Metti qua il tuo dito e guarda le mie mani; stendi la tua mano, e mettila nel mio costato; e non essere più incredulo ma credente!». »   (Giovanni 20,27)

Caratteristiche delle stigmate[modifica | modifica sorgente]

I casi noti di stigmatizzati mostrano spesso le cinque Sante Piaghe inflitte a Gesù, secondo i Vangeli, durante la Crocifissione: mani e piedi forati, costato trapassato. Alcuni presunti stigmatizzati mostrano anche ferite sul capo simili a quelle causate dalla corona di spine, come S. Rita da Cascia. Altre stigmate riportate includono lacrime o sudore di sangue (riferimento a Lc 22,44), e ferite sulla schiena come da flagellazione.[2] Sono ricordati nella letteratura anche rari casi di stigmate luminose, come ad esempio quelle di S. Caterina de' Ricci.[2], oppure casi di stigmate invisibili, come quelle di S. Maria Faustina Kowalska.[3] Si riportano anche casi di stigmate divenute invisibili a seguito di una espressa preghiera dello stigmatizzato.[4]

Le stigmate mostrano un sanguinamento ricorrente, a tratti assente, spesso presente nel ricevere l'Eucaristia. Le ferite visibili restano fresche e senza infettarsi per lunghi periodi di tempo. In alcuni casi, il sangue emana un profumo noto come "odore di santità".[5]

Le stigmate sono spesso accompagnate anche da estasi mistica, in particolare fra il giovedì ed il venerdì pomeriggio.[5]

Le cause[modifica | modifica sorgente]

Nel tentativo di spiegare l'origine del fenomeno Stimmatico nei soggetti umani, sono state formulate molte ipotesi, raggruppate in tre tipologie:

Le tre tipologie non sono esclusive, nel senso che per ciascun caso andrebbe singolarmente indagata la causa specifica.

Il caso più semplice è ovviamente il terzo. Se viene accertata la frode volontaria, si esce dall'ambito dell'indagine scientifica e si entra in quello dell'indagine giudiziaria. Più complesso è il discrimine tra le prime due cause.

Mistica[modifica | modifica sorgente]

Il soggetto entra (per grazia divina, indipendente dalla sua volontà) in uno stato di perfetta unione con Gesù sofferente, fino a identificarsi fisicamente con Lui. Si deve notare che la manifestazione visibile delle Stimmate sul corpo del soggetto non è l'unico caso; esistono nell'agiografia anche casi di stimmate invisibili, ossia di condizioni mistiche nelle quali il soggetto si sente egualmente unito con Gesù, sente in sé tutte le sue sofferenze e rivive intimamente la sua Passione, senza che tutto ciò si manifesti fisicamente sul suo corpo. Sebbene tale fenomenologia segni profondamente la dottrina cristiana, permangono a tutt'oggi molti dubbi, non ancora chiariti, sulla loro genesi. Dalle prime manifestazioni ascritte a San Francesco d'Assisi, l'interpretazione di tali manifestazioni, ritenute come la trasposizione sulla carne delle ferite inferte a Gesù sulla croce, è sempre vissuta nel contrasto tra la venerazione e l'accusa di superstizione. Molti presunti stigmatizzati hanno sperimentato forti sospetti ed isolamento, sottoposti ad un controllo attento.[4]

La Chiesa cattolica non si è mai pronunciata definitivamente di fronte a queste manifestazioni limitandosi ad indagare singolarmente i soggetti che se ne dicevano portatori.[6] Padre Agostino Gemelli, presidente dal 1937 al 1959 della Pontificia Accademia delle Scienze, asserì, nel contesto delle sue indagini su padre Pio, che San Francesco d'Assisi doveva essere considerato il solo stigmatizzato della storia cristiana, ovvero il solo in cui si potesse dimostrare un'origine divina di tali manifestazioni, pur non avendo alcuna prova scientifica.[7]

Tuttavia, al giorno d'oggi la Chiesa riconosce apertamente vari stigmatizzati.[3][8][9][10]

Spiegazioni scientifiche[modifica | modifica sorgente]

Alcune ricerche attribuiscono le stigmate a cause di origine isterica[11] o collegate a disturbi dissociativi di identità[12], in particolare alla combinazione di costrizione alimentare, stati mentali dissociativi e di auto-mutilazione, nel contesto di un credo religioso[13]. Secondo tali ricerche, anoressie nervose presenterebbero spesso casi di auto-mutilazione simili alle stigmate come parte di un rituale tipico di un disturbo ossessivo compulsivo. Una relazione tra fame e auto-mutilazione è stato segnalato tra i prigionieri di guerra e durante le carestie.[14][15][16] Uno studio psicoanalitico di Teresa Neumann ha suggerito che le sue stimmate possano essere il risultato di sintomi post-traumatici di stress espressi tramite automutilazioni inconsce[17].

Nel suo "Stigmate: un fenomeno medievale in età moderna", Edward Harrison indica, in uno studio di casi contemporanei, di non aver trovato prove che le stigmate siano di origine soprannaturale. Egli afferma che alcuni soggetti si siano stigmatizzati nel tentativo di soffrire con Cristo, come una forma di pietà, ed altri accidentalmente, e che le loro manifestazioni sono state considerate erroneamente come stimmate. Harrison ha osservato che negli stigmatizzati il rapporto uomo-donna, che per molti secoli era stato dell'ordine di 7 a 1, era cambiato nel corso degli ultimi 100 anni in un rapporto di 5:4. La comparsa di stigmate è stata da lui correlata a momenti in cui storicamente la questione dell'autorità emergeva nella Chiesa. Inoltre ha affermato che solo nel secolo scorso sono stati stigmatizzati sacerdoti.[18]

Dalle registrazioni dei disturbi fisici di San Francesco, il Dr. Edward Hartung ha affermato nel 1935 che questi erano attribuibili a problemi di salute che hanno afflitto il sant'uomo. Hartung credeva che egli avesse una malattia dell'occhio nota come tracoma, ma ha avuto anche la malaria quartana. La malaria quartana coinvolge fegato, milza e stomaco, e causa del dolore intenso alla vittima. Una complicazione della malaria quartana è un'emorragia di sangue nella pelle che si verifica di solito simmetricamente, così che ogni mano e piede ne sono colpiti in ugual misura. Se questo fosse il caso di San Francesco, sarebbe stato afflitto da ecchimosi che quindi appaiono come una ferita aperta come quella di Cristo.[19]

Casi specifici[modifica | modifica sorgente]

La storia odierna, e in particolar modo quella religiosa, ci presenta, nel corso dei secoli scorsi, numerosi soggetti ai quali si sarebbero manifestate le sigmate. Esse sono primariamente associate alla Chiesa cattolica, poiché molti presunti stigmatizzati sono membri di ordini religiosi cattolici.[20] Inoltre, studi recenti stimano che oltre l'80% dei presunti stigmatizzati sono donne.[5]

Alla fine dell'Ottocento un neurologo francese, Antoine Imbert-Gourbeyre, in uno studio analitico[21] elencò 322 stigmatizzati, basandosi sugli Acta Sanctorum e sugli archivi ecclesiastici. Studi più recenti hanno aggiornato tale dato, portando il numero dei presunti stigmatizzati a 400 circa[22].

San Paolo[modifica | modifica sorgente]

Esecuzione di S. Paolo (Tintoretto)

Il primo ad usare questo termine per simboleggiare la sua appartenenza a Gesù fu s. Paolo nella Lettera ai Galati (D'ora innanzi nessuno mi procuri fastidi: difatti io porto le stigmate di Gesù nel mio corpo).[23]. Nella stessa lettera, l'apostolo afferma:

« Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me »   (Galati 2,20)

Tuttavia si considera che le stigmate di s. Paolo siano in particolare i molti segni ricevuti dalle mani dell'uomo durante i suoi viaggi:[24]

« Cinque volte dai Giudei ho ricevuto i trentanove colpi; tre volte sono stato battuto con le verghe, una volta sono stato lapidato, tre volte ho fatto naufragio, ho trascorso un giorno e una notte in balìa delle onde. »   (2 Corinzi 11,25)

San Francesco d'Assisi[modifica | modifica sorgente]

Stimmate di San Francesco, Gentile da Fabriano, tempera su tavola.

Per la storiografia religiosa ufficiale il primo uomo a manifestare questi segni viene considerato San Francesco d'Assisi.

Secondo le agiografie, il 14 settembre 1224[25], due anni prima della morte, mentre si trovava a pregare sul monte della Verna (luogo su cui in futuro sorgerà l'omonimo santuario), Francesco avrebbe avuto una visione, al termine della quale gli sarebbero comparse le stigmate: «sulle mani e sui piedi presenta delle ferite e delle escrescenze carnose, che ricordano dei chiodi e dai quali sanguina spesso».

Tali agiografie raccontano inoltre che sul fianco destro aveva una ferita, come quella di un colpo di lancia. Fino alla sua morte, comunque, Francesco cercò sempre di tenere nascoste queste sue ferite.

Santa Caterina da Siena[modifica | modifica sorgente]

Santa Caterina da Siena (Dolci)

La santa e Dottore della Chiesa avrebbe ricevuto le stigmate nella Chiesa di Santa Cristina (Pisa), il 1º aprile 1375, ma esse sarebbero divenute visibili solo al momento della sua morte.

Ben trentaquattro Papi si occuparono delle stigmate della santa. Esse causarono una disputa fra i francescani ed i domenicani, poiché papa Pio II le menzionò chiaramente nella bolla di canonizzazione del 1461, ma papa Sisto IV, francescano, non volle riconoscerle.

Infine, nel 1630, papa Urbano VIII confermò la validità delle stigmate di S. Caterina, e papa Benedetto XIII istituì la sua festa liturgica il 1º aprile proprio per ricordare tale evento.[2][26]

Santa Caterina de' Ricci[modifica | modifica sorgente]

Secondo le testimonianze, la santa domenicana riviveva la Passione del Signore ogni settimana, dal mezzogiorno del giovedì fino alle quattro del venerdì. Durante questi eventi, i presenti potevano scorgere sul suo corpo i segni della flagellazione e della crocifissione.

La santa stigmatizzata (dipinto di F. J. Spiegler)

Il 14 aprile 1542 ricevette le stigmate delle Cinque Piaghe, e successivamente anche quelle della corona di spine. Secondo i racconti, le cinque ferite erano luminose.[2][27]

I segni rimasero visibili sul suo corpo incorrotto, che riposa nella Basilica dei Santi Vincenzo e Caterina de' Ricci (Prato).

Nel 2003, papa Giovanni Paolo II ricordò le stimmate di S. Caterina[28]:

« Come non ricordare, ad esempio, Santa Caterina de’ Ricci, grande mistica domenicana del XVI secolo, vissuta proprio nel convento del quale si celebrano i cinquecento anni di fondazione? Contemplando i misteri di Cristo, il celeste Sposo della cui passione essa portava impressi nel corpo i segni, cercò di aderire pienamente al Vangelo praticando con eroismo spirituale tutte le virtù cristiane. »
(Giovanni Paolo II)

Santa Teresa d'Avila[modifica | modifica sorgente]

Sul cuore della santa, conservato in una teca ad Alba de Tormes, in Spagna, è possibile osservare delle ferite. Dopo la morte fu sottoposta ad autopsia: fonti del tempo[29] sostengono che avvenne un evento miracoloso in quanto, estrattole il cuore, furono osservate proprio le ferite che ella aveva descritto (attribuibili secondo la Chiesa alla Transverberazione), di cui una di dimensioni superiori a 5 centimetri.[30]

« Vidi un angelo vicino a me in forma corporea... Non era grande, ma piccolo, molto bello, il viso così acceso che pareva venisse dagli angeli molto elevati, quelli che paiono avvolti di fiamme, di quelli che chiamano cherubini...Gli vedevo nelle mani un dardo d’oro spesso e al termine del metallo, mi sembrava avesse un po’ di fuoco. Mi pareva che me lo introducesse alcune volte nel cuore... »
(Vita, cap. XXIX, n. 13)

San Carlo da Sezze[modifica | modifica sorgente]

Fratello laico dell'Ordine dei Frati Minori Riformati, Carlo da Sezze (1613-1670) ricevette le stigmate nel 1648 nella chiesa di San Giuseppe in via Capo le Case (Roma). Secondo il suo racconto, durante la Santa Messa, al momento dell'elevazione, vide scaturire un raggio dall'ostia, che lo colpì nel cuore, procurandogli un grandissimo dolore. Successivamente si trovò una piaga sul petto a forma di croce. Alla sua morte, venne ordinata l'autopsia del petto e si scoprì una piaga che attraversava il cuore ed altri segni, dichiarati miracolosi da tredici medici, di cui sette incaricati dalla Congregazione dei Riti.[2][31]

Nel 2004 il cardinale José Saraiva Martins, allora prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, ricordò come Carlo da Sezze sia l'unico santo ad aver ricevuto una stigmata direttamente dall'Eucaristia:[32]

« [S]an Carlo da Sezze...ha portato nella carne i segni visibili del vangelo che ha vissuto in maniera eminente: la stimmata al cuore...per cui oggi san Carlo è l'unico santo nella storia della Chiesa ad aver ricevuto questo segno dell'amore di Dio direttamente dall'Eucaristia. »
(Cardinale José Saraiva Martins)

Santa Rita da Cascia[modifica | modifica sorgente]

Crocifisso dinanzi al quale santa Rita avrebbe ricevuto le stigmate

Un tipo particolare di stigmate[33] si sarebbe verificato nel caso della mistica agostiniana.

Nel 1432, mentre era assorta in preghiera davanti a un crocifisso dipinto, avendo chiesto al Signore di partecipare alle sofferenze della Passione, una delle spine della corona di Cristo le si sarebbe conficcata nella fronte, arrecandole atroci dolori[34].

I segni della ferita sono tuttora visibili, come è stato riscontrato nelle ricognizioni del corpo avvenute nel corso dei secoli, l'ultima nel 1972[35].

Santa Veronica Giuliani[modifica | modifica sorgente]

Dipinto settecentesco raffigurante santa Veronica Giuliani mentre riceve le stimmate

Religiosa mistica alla quale la Chiesa riconosce grandi carismi spirituali[36][37][38], annotò nel suo diario di aver ricevuto le stigmate il Venerdì Santo del 1697:

« In un istante vidi uscire dalle sue santissime piaghe cinque raggi splendenti; tutti vennero alla mia volta; e io vedevo i detti raggi divenire come piccole fiamme. In quattro vi erano i chiodi e in uno la lancia d'oro, ma tutta infuocata, e mi passò il cuore da banda a banda, e i chiodi passarono le mani e i piedi »

Alla sua morte il vescovo di Città di Castello, Alessandro Codebò, chiese ai medici Giovanni Francesco Bordiga e Giovanni Francesco Gentili di effettuare l'autopsia del cadavere[39], e questi annotarono di un cuore «trafitto da parte a parte», mentre sulle pareti dei ventricoli riscontrarono i segni della Passione, così come descritti e disegnati da Veronica Giuliani per ordine del confessore: la croce, la lancia, le tenaglie, il martello, i chiodi, il flagello e la colonna della flagellazione.[36][40]

Santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe[modifica | modifica sorgente]

Anna Maria Rosa Gallo, venerata come santa Maria Francesca delle Cinque Piaghe. Secondo i suoi seguaci, la donna possedeva il carisma della profezia. Pare anche che abbia predetto, molti anni prima, l'evento della Rivoluzione francese. Era considerata stigmatizzata come San Francesco e ogni venerdì e per tutta la durata della Quaresima riferiva di avvertire i dolori della Passione di Cristo.

Santa Faustina Kowalska[modifica | modifica sorgente]

Santa Faustina Kowalska, l'apostola della Divina Misericordia, durante gli anni della sua vita religiosa avrebbe avuto grazie straordinarie: rivelazioni private, visioni, il dono dell'ubiquità e di leggere nelle anime, il dono della profezia e quello del fidanzamento e dello sposalizio mistico, inoltre avrebbe ricevuto anche le stigmate nascoste, come segno di partecipazione alla Passione di Gesù[41].

Santa Gemma Galgani[modifica | modifica sorgente]

Santa Gemma Galgani nel 1901

Secondo quanto riportato nel suo Diario e nell'Autobiografia, Gemma Galgani, nel 1899, dopo avere emesso il voto di castità, avrebbe avuto le prime esperienze mistiche.

Descrisse in seguito l'esperienza delle stigmate: l'8 giugno dello stesso anno, vigilia della festa del Sacro Cuore, dopo essere caduta in estasi le sarebbe apparso Gesù stesso

« con tutte le ferite aperte; ma da quelle ferite non usciva più sangue, uscivano come fiamme di fuoco, che in un momento solo quelle fiamme vennero a toccare le mie mani, i miei piedi, e il mio cuore. Mi sentii morire, sarei caduta in terra: ma la Madonna mi sorresse[42]»

Da quel giorno il fenomeno delle stigmate, preceduto dall'estasi, si sarebbe ripetuto ogni settimana, dalla sera del giovedì al venerdì pomeriggio, cessando solo due anni prima della morte, avvenuta nel 1903.

Santa Maria Maddalena de' Pazzi[modifica | modifica sorgente]

Santa Maria Maddalena de' Pazzi entrò in convento molto giovane, ancora oggi le sue estasi e le sue stigmate sono considerate più da un punto di vista psicologico che religioso.

San Pio da Pietrelcina[modifica | modifica sorgente]

Padre Pio e le stigmate visibili alle mani.

Un caso moderno di stigmatizzazione è quello dei segni portati sul corpo di padre Pio da Pietrelcina, che secondo i resoconti delle biografie, nella sua vita avrebbe avuto diverse visioni di Gesù, che lo avrebbero poi "benedetto" con la comparsa di questi segni, benché negli anni prima della morte le stigmate di Padre Pio fossero scomparse[43].

Il processo canonico, per la Chiesa, ha sancito definitivamente che le stimmate di padre Pio non avrebbero origine umana, e dunque sarebbero frutto dell'intervento di forze soprannaturali.[10], sebbene padre Agostino Gemelli, senza mai aver avuto modo di visitare il frate perché sprovvisto del permesso scritto del Santo Uffizio[44], le avesse definite "derivanti da autosuggestione"[45].

Secondo quanto riportato dallo scrittore Sergio Luzzatto, esistono testimonianze[46] che indicherebbero come il frate "aiutasse" la permanenza di tali segni attraverso l'utilizzo di acido fenico, sebbene altri dottori che sì hanno esaminato padre Pio, come Luigi Romanelli (15-16 maggio 1919) e Giorgio Festa (28 ottobre 1919), hanno affermato che le lesioni non erano superficiali, che non vi era edema o reazione infiammatoria nei tessuti circostanti,[47] e che non erano né prodotto di un traumatismo di origine esterna, né sono dovute all'applicazione di sostanze chimiche potentemente irritanti.[48] Nel 2009 il professor Ezio Fulcheri, docente di anatomia patologica all'università di Genova, dichiarerà che, secondo la scienza, non esistono sostanze in grado di tenere aperte le ferite per cinquant'anni, impedendone la naturale evoluzione, senza complicazioni, senza conseguenze per i muscoli, i nervi, i tendini: "Le dita del frate stimmatizzato erano sempre affusolate, rosee e pulite: con ferite che trapassavano il palmo e sbucavano sul dorso della mano, avrebbe dovuto avere le dita gonfie, tumefatte, rosse, e con un’importante impotenza funzionale".[49]

Le "stigmate" di padre Pio non includevano solamente le cinque ferite, ma anche, secondo le testimonianze, segni della flagellazione e segni della coronazione di spine, a volte invisibili, così come la transverberazione del petto[47][50]

Beata Anna Katharina Emmerick[modifica | modifica sorgente]

A Beata Anna Katharina Emmerick oltre alle stigmate vengono attribuite altre doti sovrannaturali quali: levitazione, bilocazione, divinazione ed estasi. Nel suo resoconto La dolorosa Passione del Nostro Signore Gesù Cristo descrive delle visioni avute sulla Passione di Gesù, alcune in modo molto cruento.

Beata Anna Rosa Gattorno[modifica | modifica sorgente]

Religiosa genovese, nata nel 1831, nel 1862 avrebbe ricevuto il dono delle stigmate occulte.

María de León Bello y Delgado[modifica | modifica sorgente]

Suor María è conosciuta per vari fenomeni paranormali religiosi, fra cui: levitazioni, estasi, bilocazioni, ipertermie, stigmate e chiaroveggenza.

Teresa Neumann[modifica | modifica sorgente]

Un altro caso di stigmate moderne è quello della serva di Dio Teresa Neumann, contadina tedesca, che da 26 anni ebbe nelle mani e nei piedi dei segni che attribuì alla passione di Gesù. Dall'anno 1926 ogni giovedì fino alle 15 di ogni venerdì, la Neumann vedrà aprirsi queste misteriose ferite, che grondavano copiosamente per poi richiudersi, per 36 anni, fino al giorno della sua morte. Il caso fu controverso, in particolare per il verificarsi di altri fenomeni mistici. Nel 1928 padre Agostino Gemelli incontrò la mistica in qualità di medico e di commissario di papa Pio XI, e dichiarò: "Avendo visitato con la massima attenzione Teresa Neumann, dichiaro che non c'è assolutamente nessuna traccia di isterismo e, naturalmente, che le sue condizioni non sono scientificamente spiegabili".[51]

Alcune fonti riportano che il professor Paul Martini (direttore della clinica medica dell'università di Bonn) l'ha sorvegliata durante alcune ricerche alla fine degli anni venti; questi avrebbe osservato che il sangue iniziava a fluire dalle ferite solo dopo che lui veniva invitato ad uscire dalla stanza dove si trovava la Neumann come se qualcosa "dovesse esser nascosto agli osservatori"[52],[53]. Lo stesso Martini dichiarò che un campione di sangue da lui prelevato per un'analisi risultò essere di origine mestruale[54]. Inoltre, il fenomeno del presunto sanguinamento, iniziato nel 1926, proseguì fino alla morte della mistica, avvenuta nel 1962 all'età di 64 anni. I sostenitori dell'autenticità dei fenomeni asseriscono che le ferite, non trattate, non sarebbero mai andate incontro ad infezioni[3].

Altre fonti affermano che le forme delle sue stimmate cambiarono, da rotonde a quadrate, solo dopo che lei era venuta a sapere che i Romani usavano chiodi a base quadra per le crocifissioni[55].

Marta Robin[modifica | modifica sorgente]

Marta Robin era una mistica cattolica francese, colpita da paralisi, ricevette il dono delle stigmate nel 1930. Le sofferenze della mistica sono descritte nei suoi quaderni.

Beata Elena Aiello[modifica | modifica sorgente]

Elena Aiello è stata una religiosa italiana, fondatrice dell'istituto religioso delle Suore minime della Passione di Nostro Signore Gesù Cristo; si occupò soprattutto dei bambini abbandonati.

Avrebbe ricevuto il dono delle stigmate, dal Venerdì santo al Sabato santo di ogni anno[56].

Natuzza Evolo[modifica | modifica sorgente]

Natuzza Evolo è stata una mistica italiana: avrebbe ricevuto il dono delle stigmate, durante la Quaresima di ogni anno[57].

Il ruolo dell'iconografia religiosa[modifica | modifica sorgente]

Siamo abituati a vedere le stigmate come un fenomeno estatico che si localizza anatomicamente sui palmi e/o sui dorsi delle mani dei soggetti portatori. Tale posizione anatomica sembrerebbe storicamente scorretta, perché, in apparenza, una crocefissione in cui i chiodi fossero infissu sui palmi ed i dorsi delle mani avrebbe provocato una grande lacerazione nonché frantumazione delle ossa della mano: i tessuti molli e le ossa interessate, infatti, non sono in grado di reggere il peso del corpo umano. Si è osservato che sul polso, nella parte finale dell'ulna e del radio, in quella intercapedine che si collega alla mano, esiste un piccolo spazio, definito di Destot, attraverso il quale sarebbe estremamente semplice poter inserire un chiodo.

Queste due ossa, che formano i nostri avambracci, sono infatti disposte in modo da creare una intercapedine naturale attraverso la quale venivano conficcati i chiodi per le crocifissioni. I reperti storici ci dimostrano come nella Palestina romana tale locazione fosse l'unica attraverso la quale venivano fatti passare i chiodi di questa atroce condanna a morte; ogni resto umano ritrovato di persona sottoposta al supplizio presenta infatti delle lesioni e delle scheggiature proprio in corrispondenza di tali ossa. Verosimilmente (vera o falsa che sia) anche nella Santa Sindone custodita a Torino, al crocifisso si nota la fuoriuscita dei chiodi dalla parte posteriore dei polsi, tra l'ulna e il radio.

La stimolazione meccanica effettuata sul nervo posto nello spazio di Destot porterebbe inoltre ad una flessione del dito pollice sul palmo della mano, e infatti anche nell'immagine impressa nella Sindone il pollice non è visibile. Studi anatomici moderni hanno mostrato che i chiodi potevano essere infissi sulla mano, specificamente sulla parte superiore del palmo, con fuoriuscita dalla parte posteriore del polso, in una posizione tale da poter sopportare il peso di un corpo umano ed al contempo senza fratturare le ossa della mano.[58]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Basata sulla definizione del Vocabolario Treccani: stimmate
  2. ^ a b c d e Anna Maria Turi, Stigmate e Stigmatizzati, Roma, Edizioni Mediterranee, 1990.
  3. ^ a b c Vaticano, Maria Faustina Kowalska (1905-1938).
    «Gli anni della sua vita religiosa abbondarono di grazie straordinarie: le rivelazioni, le visioni, le stigmate nascoste, la partecipazione alla passione del Signore».
  4. ^ a b Mysteries, Marvels, Miracles in the Lives of Saints by Joan Carroll Cruz ISBN 9780895555410
  5. ^ a b c Catholic cults and devotions: a psychological inquiry by Michael P. Carroll 1989 ISBN 0773506934 pages 80-84
  6. ^ Escluso l’imganno, si ammetts la possibilità di una origine naturale ed una soprannaturale. Vedi “Rossana Brichetti Messori, Il Timone, n. 121, pag. 56, Marto 2013".
  7. ^ A. Gemelli, Le stimate di S. Francesco nel giudizio della scienza, in «Vita e Pensiero», X (1924), fasc. 10, pp. 580-603, p. 598, cit. in S. Luzzato, Padre Pio. Miracoli e politica nell'Italia del Novecento, Torino, Einaudi, 2009 p. 181.
  8. ^ papa Giovanni Paolo II, Ordinazione episcopale di Mons. Audry Backis.
    «Francesco conobbe veramente il mistero di Cristo. ...Anche lui, infatti, poteva ripetere con l’Apostolo: “D’ora innanzi nessuno mi procuri fastidi, poiché io porto le stigmate di Gesù nel mio corpo” (Gal 6, 17).».
  9. ^ Vaticano, Anna Katharina Emmerick (1774-1824).
    «In questo periodo Anna Katharina Emmerick ricevette le stigmate, i cui dolori aveva già sofferto da molto più tempo.».
  10. ^ a b Cardinale Leonardo Sandri, Omelia del Card. Leonardo Sandri al Santuario di San Pio da Pietrelcina.
    «L’assimilazione a Cristo fu tale che Padre Pio ebbe in dono le stigmate, ossia i segni della passione di Cristo nel suo stesso corpo.».
  11. ^ Herbert Thurston, The Physical Phenomena of Mysticism, Roman Catholic Books, 1º febbraio 2007. ISBN 1-929291-91-4, , 9781929291915.
  12. ^ Ian Wilson, The bleeding mind, Paladin, 28 marzo 1991. ISBN 0-586-09014-2, , 9780586090145.
  13. ^ Daniel Fessler, Starvation, serotonin, and symbolism. A psychobiocultural perspective on stigmata in Mind and Society: Cognitive Studies in Economics and Social Sciences, Mind and Society: Cognitive Studies in Economics and Social Sciences, vol. 3, n. 2, 2002, pp. 81–96. URL consultato il 12 settembre 2009.
  14. ^ Jose A. Yaryura-Tobias, Fugen A. Neziroglu, Steven Kaplan, Self-mutilation, anorexia, and dysmenorrhea in obsessive compulsive disorder in International Journal of Eating Disorders, vol. 17, n. 1, 1995, pp. 33–38. DOI:10.1002/1098-108X(199501)17:1<33::AID-EAT2260170104>3.0.CO;2-2, PMID 7894450.
  15. ^ A. P. Curtin, Imprisonment under the Japanese in BMJ, vol. 2, n. 4476, 1946, pp. 585–586. DOI:10.1136/bmj.2.4476.585, ISSN 0959-8138, PMC 2054516, PMID 20786973. URL consultato il 12 settembre 2009.
  16. ^ Ancel Keys, The biology of human starvation, University of Minnesota Press, 1950.
  17. ^ M. Albright, The Stigmata: The Psychological and Ethical Message of the Posttraumatic Sufferer in Psychoanalysis and Contemporary Thought, vol. 25, n. 3, 2002, pp. 329–358.
  18. ^ Ted Harrison, Stigmata: A Medieval Phenomenon in a Modern Age, St Martins Press, 1994-10. ISBN 0-312-11372-2.
  19. ^ Medicine: St. Francis' Stigmata in Time, 11 marzo 1935. ISSN 0040-718X. URL consultato il 14 settembre 2009.
  20. ^ Poulain, A. (1912). Mystical Stigmata. In The Catholic Encyclopedia. New York: Robert Appleton Company. Retrieved July 1, 2008 from New Advent: http://www.newadvent.org/cathen/14294b.htm
  21. ^ A. Imbert-Gourbeyre, La stigmatisation, l'extase divine et les miracles de Lourdes, Bellet, Clermont-Ferrand, 1873 e 1894
  22. ^ Anna Maria Turi, Stigmate e stigmatizzati, Edizioni Mediterranee, 1990
  23. ^ 6,17
  24. ^ papa Benedetto XVI, Visita pastorale ad Assisi, Omelia del Santo Padre.
    «"Sono stato crocifisso con Cristo e non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me" (Gal 2, 20a). Parlando del suo essere crocifisso con Cristo, San Paolo non solo accenna alla sua nuova nascita nel battesimo, ma a tutta la sua vita a servizio di Cristo. Questo nesso con la sua vita apostolica appare con chiarezza nelle parole conclusive della sua difesa della libertà cristiana alla fine della Lettera ai Galati: "D’ora innanzi nessuno mi procuri fastidi: difatti io porto le stigmate di Gesù nel mio corpo" (6,17). È la prima volta, nella storia del cristianesimo, che appare la parola ‘stigmate di Gesù’. Nella disputa sul modo retto di vedere e di vivere il Vangelo, alla fine, non decidono gli argomenti del nostro pensiero; decide la realtà della vita, la comunione vissuta e sofferta con Gesù, non solo nelle idee o nelle parole, ma fin nel profondo dell’esistenza, coinvolgendo anche il corpo, la carne. I lividi ricevuti in una lunga storia di passione sono la testimonianza della presenza della croce di Gesù nel corpo di San Paolo, sono le sue stigmate.».
  25. ^ Bonaventura da Bagnoregio, Leggenda maggiore XIII, 3,2
  26. ^ Associazione Internazionale Caterinati, Attività Gruppi Caterinati.
  27. ^ Ordine dei Frati Predicatori, Santa Caterina de'Ricci.
  28. ^ papa Giovanni Paolo II, Messaggio al Vescovo di Prato in occasione del 350° della fondazione della Diocesi..
    «Come non ricordare, ad esempio, Santa Caterina de’ Ricci, grande mistica domenicana del XVI secolo, vissuta proprio nel convento del quale si celebrano i cinquecento anni di fondazione? Contemplando i misteri di Cristo, il celeste Sposo della cui passione essa portava impressi nel corpo i segni, cercò di aderire pienamente al Vangelo praticando con eroismo spirituale tutte le virtù cristiane. La sua memoria, insieme a quella di altri Santi e Beati che hanno arricchito la Chiesa di Prato, continui ad essere di esempio per l’intera Comunità diocesana e insieme di stimolo per quanti sono alla ricerca della verità ed anche per coloro che, troppo preoccupati delle cose del mondo, non sanno innalzare lo sguardo al cielo.».
  29. ^ http://books.google.it/books?id=4Jo_YJpTp1IC&pg=PA61&lpg=PA61&dq=Santa+Teresa+d'Avila+stimmate&source=bl&ots=jH7oqcZgOO&sig=6XN4RfJ3eHNcVOnpLZJDqk_N7Dk&hl=it&sa=X&ei=H-tkT82uJsyB4ASH1pWcCA&ved=0CEQQ6AEwAzgK#v=onepage&q=Santa%20Teresa%20d'Avila%20stimmate&f=false
  30. ^ Renzo Allegri, I miracoli di Padre Pio (Le piaghe nel cuore), pag. 52-53
  31. ^ Massimiliano Di Pastina, La forza dell’Umiltà, Assisi, Porziuncola, 1998, pp. 162-164.
  32. ^ cardinale José Saraiva Martins, Celebrazioni in onore dei santi patroni della diocesi e della città di Sezze.
    «Nel brano della lettera scritta da san Paolo ai cristiani della Galazia, l'apostolo dichiara di portare nel suo corpo i segni visibili della predicazione del vangelo (cfr Gal 6, 17): anche qui, la fiducia nella bontà di Dio ha sopportato sofferenze, fatiche, disturbi, pur di predicare il vangelo. Noi che abbiamo a volte paura di esporci in prima linea, che forse talvolta ci vergogniamo di testimoniare la bellezza di seguire il Signore in ogni scelta della nostra vita, come possiamo oggi rimanere insensibili di fronte alla testimonianza di san Paolo e di san Carlo da Sezze: anche lui, uno dei frutti più belli di questa terra risanata dall'opera di san Lidano, ha portato nella carne i segni visibili del vangelo che ha vissuto in maniera eminente: la stimmata al cuore, ricevuta prodigiosamente nella chiesa romana di san Giuseppe Capo le Case, nel 1648, per cui oggi san Carlo è l'unico santo nella storia della Chiesa ad aver ricevuto questo segno dell'amore di Dio direttamente dall'Eucaristia.».
  33. ^ http://www.treccani.it/vocabolario/stimmate/
  34. ^ http://www.treccani.it/enciclopedia/rita-da-cascia-santa/
  35. ^ http://books.google.it/books?id=pv6_BjGCJQ8C&pg=PA66&lpg=PA66&dq=santa+rita+stimmate&source=bl&ots=8Ikv_40lO7&sig=7slAVxSSTjNNKMR1gbXVjmEpRqo&hl=it&sa=X&ei=JmETU4dZ1IDIA77PgPAK&ved=0CGIQ6AEwCw#v=onepage&q=santa%20rita%20stimmate&f=false
  36. ^ a b Santa Veronica Giuliani.
  37. ^ Congregazione delle Piccole Ancelle del Sacro Cuore, Santa Veronica Giuliani.
  38. ^ Suore Domenicane di Pompei, S. Veronica Giuliani.
  39. ^ Anna Maria Turi, Stigmate e stigmatizzati, Ed. mediterranee, 1990, p. 70
  40. ^ Venerata Confraternita di Santa Veronica Giuliani, Veronica: una Santa Cappuccina.
  41. ^ Maria Faustina Kowalska
  42. ^ Dizionario Biografico degli Italiani: Santa Gemma Galgani. URL consultato il 30 agosto 2012.
  43. ^ Francesco D’Alpa, A proposito della scomparsa delle stimmate di padre Pio, uaar.it, 7 marzo 2010. URL consultato il 6 settembre 2011.
  44. ^ Alessandro Pronzato, Padre Pio da Pietrelcina, Milano, Gribaudi, 1999, p. 159.
    «"padre Pio era autorizzato a mostrare le sue piaghe unicamente a chi era in grado di esibire una esplicita autorizzazione scritta da parte del S. Uffizio"».
  45. ^ Mario Diliberto, Così padre Pio spiegò le stimmate al Vaticano in La Repubblica, 10 settembre 2008. URL consultato il 6 settembre 2011.
  46. ^ Sergio Luzzato, Padre Pio, il giallo delle stigmate in Corriere della Sera, 24 ottobre 2007. URL consultato il 6 settembre 2011.
  47. ^ a b Renzo Allegri, A tu per tu con Padre Pio, Milano, Mondadori, 1995.
  48. ^ Saverio Gaeta, Padre Pio, l'ultimo sospetto, Alessandria, Piemme, 2008.
  49. ^ Andrea Tornielli, Le stimmate di Padre Pio? Ecco perché non sono un trucco in Il Giornale, 21 settembre 2009.
  50. ^ Elena Bergadano, Padre Pio: il profumo dell'amore, Milano, Edizioni Paoline, 1999, p. 42.
    «Dopo le stigmate invisibili da lui stesso descritte, Padre Pio sperimentò anche la flagellazione e la coronazione di spine.».
  51. ^ Paola Giovetti, Teresa Neumann, Milano, Edizioni San Paolo, 2007.
  52. ^ [1]
  53. ^ Nickell, J. (1993). Looking for Miracle. Prometheus Press; pag. 228
  54. ^ Stigmata
  55. ^ CSI | Padre Pio: Wonderworker or Charlatan?
  56. ^ http://vaticaninsider.lastampa.it/documenti/dettaglio-articolo/articolo/santi-beati-calabria-aiello-8021/
  57. ^ http://www.corriere.it/cronache/09_novembre_01/natuzza-evolo-stimmate_a629abf0-c6d8-11de-b8db-00144f02aabc.shtml
  58. ^ (EN) Frederick Zugibe, The crucifixion of Jesus : a forensic inquiry, New York, M. Evans and Co., 2005. L'autore è un rinomato patologo e medico legale, Frederick Zugibe.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Enrico Baccarini, "Stigmate, segni divini o simboli terreni", in Archeomisteri, i Quaderni di Atlantide nº 8 marzo - Aprile 2003 - (Il materiale qui presentato è una parte dell'articolo sopra citato, entrambi ad opera del medesimo autore).
  • Archeomisteri nº 2, articoli di Enrico Baccarini su Gaio Cassio Longino
  • La sacra Bibbia, versione CEI 2002, dal Vangelo di Luca 22,41- 45 _ Esodo 21 _ Giovanni 19;
  • Anna Maria Turi, Stigmate e Stigmatizzati, edizioni Mediterranee, 1990 [2].
  • Dizionario enciclopedico del paranormale, ed. Oscar Mondadori 1992.
  • Manuale di ipnosi, di Alfonso Siani ed. Selecta Medica, Pavia 2000.
  • Mente, cervello e sistema immunitario, di Massimo Biondi, ed. McGraw-Hill - 1997
  • Das Kreuz und die Kreuzigung (La croce e la crocifissione), di H. Fulda, Breslavia, 1878

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]