Provincia di Perugia

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Provincia di Perugia
provincia
Provincia di Perugia – Stemma Provincia di Perugia – Bandiera
Palazzo della Provincia, attuale sede dell'amministrazione provinciale.
Palazzo della Provincia, attuale sede dell'amministrazione provinciale.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Umbria-Stemma.svg Umbria
Amministrazione
Capoluogo Perugia
Presidente Nando Mismetti (PD) dal 14-10-2014
Territorio
Coordinate
del capoluogo
43°06′43.56″N 12°23′19.68″E / 43.1121°N 12.3888°E43.1121; 12.3888 (Provincia di Perugia)Coordinate: 43°06′43.56″N 12°23′19.68″E / 43.1121°N 12.3888°E43.1121; 12.3888 (Provincia di Perugia)
Superficie 6 337,15 km²
Abitanti 665 217 (31-12-2013[1])
Densità 104,97 ab./km²
Comuni 59 comuni
Province confinanti Pesaro e Urbino, Ancona, Macerata, Ascoli Piceno, Rieti, Terni, Siena, Arezzo
Altre informazioni
Cod. postale 06100, 06010-06089
Prefisso 075, 0578, 0742, 0743
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 054
Targa PG
Cartografia

Provincia di Perugia – Localizzazione

Sito istituzionale

La provincia di Perugia è una provincia italiana dell'Umbria di 665.217 abitanti[1], che ha come capoluogo Perugia. Dal 1927 al 1933 ebbe come sigla automobilistica PU, successivamente assunse la sigla PG.

Confina a nord e a est con le Marche (provincia di Pesaro e Urbino, provincia di Ancona, provincia di Macerata e provincia di Ascoli Piceno), a sud con il Lazio (provincia di Rieti) e con la provincia di Terni, a ovest con la Toscana (provincia di Siena e provincia di Arezzo).

È la provincia più estesa dell'Umbria, di cui occupa i due terzi del territorio. La provincia si estendeva in tutto il territorio umbro (tanto che in passato era nota anche come provincia dell'Umbria[senza fonte]), comprese Rieti e la Sabina sino al 4 marzo 1923 che per decreto regio furono unite alla provincia di Roma[2] fino al 1927, anno d'istituzione della provincia di Rieti (costituita con parte del territorio aquilano) e della provincia di Terni.

La provincia di Perugia

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Provincia dell'Umbria[modifica | modifica wikitesto]

La provincia di Perugia venne istituita nel 1860 come provincia dell'Umbria.

Inizialmente era suddivisa nei sei circondari di Perugia, di Foligno, di Orvieto, di Rieti e di Spoleto.

La provincia dell'Umbria ricopriva un territorio più ampio dell'attuale Regione Umbria, comprendendo anche Rieti. Era suddivisa nei circondari di Perugia, Foligno, Spoleto, Orvieto, Terni e Rieti.

Nel 1921 la Giunta comunale di Terni avanzò la proposta di suddivisione nelle due province di Perugia e Terni. Con l'arrivo del Fascismo, il dibattito s'interruppe per breve tempo, fino al 1923, a seguito dell'aggregazione dei circondari di Rieti e di Cittaducale alla provincia di Roma o del Lazio: contemporaneamente furono soppressi i tribunali di Spoleto e Orvieto le cui giurisdizioni passarono sotto il neoistituito tribunale di Terni.

Nel 1923 il circondario di Rieti venne distaccato ed aggregato alla provincia di Roma[3].

La confusione amministrativa[modifica | modifica wikitesto]

Il dibattito continuerà, negli anni seguenti, nell'esaltazione delle peculiarità territoriali (a volte retoriche) di una Terni dove "convergono quattro tronchi ferroviari, città punto di confluenza di cinque vallate, che occupa un posto rilevante nei commerci e nell'industria".[4]", e prese di posizione fortemente conservative del prefetto dell'Umbria: "Lozzi riteneva che non avesse consistenza (la provincia di Terni), specie dopo lo smembramento di Rieti e la concessione di maggiore autonomia alle Prefetture"[5]. Si trattava dunque di scontri politici in seno ai dirigenti del Partito Nazionale Fascista ternano e perugino. Nelle stesse dispute politiche si inserivano i rapporti fra le varie città umbre: per la prima volta Terni stava acquisendo autorità amministrativa su Spoleto, mentre Orvieto e Foligno avrebbero richiesto maggiore centralità politica dell'antica provincia dell'Umbria.

La confusione amministrativa non cessò quando fu esclusa la possibilità di costituire una nuova provincia composta dai circondari di Terni e Rieti. Si discusse ancora sulla possibilità di creare una provincia della Tuscia (provincia di Viterbo), del Lazio, e della Sabina con capoluogo Terni o Rieti. Di contro una forte opposizione antiternana proponeva l'annessione del circondario di Orvieto alle province di Viterbo, Roma o Siena.

Rappresentazione allegorica della provincia Umbria di Annibale Brugnoli.

La politica di Elia Rossi Passavanti[modifica | modifica wikitesto]

Successivamente, si pose il problema del controllo del bacino del Nera e del Velino, tema di scontro tra il Comune di Terni, la Società Terni e la Provincia dell'Umbria. Fu in questi anni che entrò in gioco Elia Rossi Passavanti, deputato prima e podestà di Terni poi. Fu grazie a lui se si arrivò alla realizzazione della Provincia di Terni. Sposato con una dama di corte della regina, era ben inserito negli ambienti della nobiltà ed, essendo stato inserito nella lista fascista della circoscrizione Umbria-Lazio per la scelta dei vertici del PNF, era altresì conosciuto tra le alte cariche del regime.

Nel 1926 non si discuteva più se fare la nuova provincia dell'Umbria meridionale, ma come farla. Rieti preferiva l'accorpamento con Roma, Orvieto e Todi, a causa della loro caratterizzazione agricola, era più opportuno mantenerle con Perugia, che tra l'altro non voleva perdere il prestigio di capoluogo "forte", storica era la conflittualità tra Terni e Spoleto.

Si ipotizzò una circoscrizione provinciale formata dai comuni della Valnerina fino a Visso e Leonessa; verso il Lazio, con l'accorpamento dei comuni di Orte, Morro Reatino, Labro, Configni, Vacone, Rocchette, Montebuono, Tarano, Montasola e Cottanello[6], e quando ormai era questione di giorni, il Prefetto Mormino propose che questa provincia avrebbe dovuto riunire i circondari di Rieti e di Terni, alcuni comuni della Valnerina (Preci, Norcia, Vallo di Nera, Sant'Anatolia di Narco, Poggiodomo, Scheggino e Monteleone di Spoleto) e i comuni "di confine" Visso, Leonessa e Orte[7].

Panorama di Orvieto.

Rieti poi riuscì a istituire una propria provincia. I comuni della Valnerina Cascia, Norcia, Preci, Sant'Anatolia di Narco, Scheggino e Vallo di Nera, che prima avevano richiesto l'aggregazione a Terni, successivamente, tranne Norcia, si opposero e rimasero legati alla Provincia di Perugia. La scelta fu dunque di unire il circondario di Orvieto, che aveva già manifestato intenzioni "separatiste", alla nuova realtà amministrativa.

La vicenda giunse alla conclusione con il pacchetto licenziato dal Consiglio dei ministri il 6 dicembre 1926 con il quale venivano istituite le nuove province (Aosta, Vercelli, Varese, Savona, Bolzano, Gorizia, Pistoia, Pescara, Rieti, Terni, Viterbo, Frosinone, Brindisi, Matera, Ragusa, Castrogiovanni, Nuoro), ufficializzate con il Regio Decreto Legislativo n. 1/1927 del 02.01.1927 "Riordinamento delle circoscrizioni provinciali". Nello stesso anno furono soppressi i circondari che costituivano circoscrizioni subprovinciali sedi di sottoprefettura e tribunale.

« Roma 6-12-26 ore 13

Sindaco di Terni N. 30920 - Oggi su mia proposta il Consiglio dei Ministri ha elevato codesto comune alla dignità di Capoluogo di Provincia. Sono sicuro che col lavoro, con la disciplina e la fede fascista, codesta popolazione si mostrerà sempre meritevole della odierna decisione del Governo Fascista. »

(Benito Mussolini, telegramma con il quale Mussolini informava il sindaco della decisione presa.)

Provincia di Perugia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1927 venne distaccato il territorio dei circondari di Orvieto e di Terni (salvo alcuni aggiustamenti minori), istituendo la nuova provincia di Terni[8]; nello stesso anno ottenne i comuni di Monte Santa Maria Tiberina e Monterchi, già appartenenti alla provincia di Arezzo[9].

Nel 1929 cedette il comune di Visso alla provincia di Macerata[10].

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Laghi[modifica | modifica wikitesto]

L'unico lago importante sul territorio provinciale è il Lago Trasimeno, quarto lago d'Italia per estensione. Si segnalano poi il lago di Corbara e il piccolo lago di Arezzo, nei pressi di Spoleto, ai confini con la provincia di Terni. Da citare sono anche le note Fonti del Clitunno, in prossimità di Pissignano (Campello sul Clitunno): oltre ad esser state cantate dal poeta Giosuè Carducci, sono importanti in quanto il piccolo lago è la rimanenza di un grande bacino che un tempo occupava l'Alta Valle del Tevere e la Valle Umbra, per la lunghezza di 115 chilometri, da Sansepolcro a Terni: il lago era diviso in due parti, la prima denominata "lacus umber" e la seconda "lacus clitorius".

Trasporti e vie di comunicazione[modifica | modifica wikitesto]

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

Sono presenti due aeroporti: l'Aeroporto di Perugia (Aeroporto internazionale dell'Umbria-Perugia San Francesco d'Assisi) destinato ai voli passeggeri e l'Aeroporto di Foligno con altre funzioni e di supporto al Centro Nazionale di Protezione Civile.

Linee ferroviarie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di Perugia-Sant'Anna

Il trasporto ferroviario nella Provincia di Perugia è caratterizzato dalla presenza della rete delle Ferrovie dello Stato e da quella della Ferrovia Centrale Umbra s.r.l..

Le tratte delle linee F.S. attraversanti il territorio provinciale sono tre:

La rete FCU è costituita da una tratta principale che segue il percorso del Tevere, da nord a sud. A Ponte San Giovanni una diramazione collega la locale stazione con quella di Perugia Sant'Anna.

Linee stradali[modifica | modifica wikitesto]

Autostrade e superstrade[modifica | modifica wikitesto]

La provincia è attraversata solo per pochi chilometri dall'Autostrada A1 nel tratto compreso fra le uscite di Fabro e Chiusi-Chianciano Terme.

Il Raccordo autostradale 6 Perugia-Bettolle, collega l'Autostrada del Sole al capoluogo e alla superstrada Orte-Ravenna, principale infrastruttura stradale della provincia e dell'intera Umbria, facente parte del percorso europeo E45 - Galleria della Guinza. Altre superstrade sono la Foligno-Perugia e la Foligno-Spoleto. In fase di realizzazione è il "Quadrilatero Marche-Umbria", sistema di superstrade che interessano la provincia, tramite il collegamento Foligno-Civitanova Marche (attraverso l'ammodernamento della Strada Statale 77 della Val di Chienti - Traforo del Cornello) ed il collegamento Perugia-Ancona (attraverso l'ammodernamento della Strada Statale 76 della Val d'Esino e della Strada Statale 318 di Valfabbrica).

Comuni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Armoriale dei comuni della provincia di Perugia.

Appartengono alla provincia di Perugia i seguenti 59 comuni:

Comuni più popolosi[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è riportata la lista dei comuni superiori a 20.000 abitanti della Provincia di Perugia, ordinati per numero di residenti[11]:

Stemma Città Popolazione
(ab)
Superficie
(km2)
Perugia-Stemma.png Perugia 166.030 449 km2
Foligno stemma.png Foligno 57.146 263,7 km2
Città di Castello-Stemma.png Città di Castello 40.191 387 km2
Spoleto-Stemma.png Spoleto 39.874 349 km2
Gubbio-Stemma.png Gubbio 32.632 525 km2
Assisi-Stemma.png Assisi 28.132 186 km2
Bastia Umbra-Stemma.png Bastia Umbra 21.960 27,6 km2

Poggiodomo, con 133 abitanti, è il comune meno abitato della provincia e della regione.

Stemma Città Popolazione
(ab)
Superficie
(km2)
Poggiodomo-Stemma.jpg Poggiodomo 146 40 km2

Amministrazioni[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Presidente Partito Carica Note
23 aprile 1995 14 giugno 1999 Mariano Borgognoni PPI Presidente
14 giugno 1999 8 giugno 2009 Giulio Cozzari La Margherita Presidente
8 giugno 2009 14 ottobre 2014 Marco Vinicio Guasticchi Partito Democratico Presidente
14 ottobre 2014 Nando Mismetti Partito Democratico Presidente

Comunità montane[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio provinciale operano 7 comunità montane.

Denominazione Zona geografica Sede amministrativa Sito istituzionale
Comunità Montana Alto Tevere Umbro Alta valle del Tevere Città di Castello-Stemma.png

Città di Castello

Comunità Montana Alto Tevere Umbro
Comunità Montana Alto Chiascio Eugubino – Gualdese Gubbio-Stemma.png

Gubbio

Comunità Montana Alto Chiascio
Comunità Montana Monti del Trasimeno Trasimeno – Medio Tevere Magione-Stemma.png

Magione

Comunità Montana Monti del Trasimeno
Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana OrvietanoTuderte San Venanzo-Stemma.png

San Venanzo (TR)

Comunità Montana Monte Peglia e Selva di Meana
Comunità Montana del Subasio e dei Monti Martani Assisano – Folignate – Spoletino Valtopina-Stemma.png

Valtopina

Comunità Montana Monte Subasio

Comunità Montana Monti Martani

Comunità Montana della Valnerina ValnerinaCascia Norcia-Stemma.png

Norcia

Comunità Montana della Valnerina

Parchi naturali[modifica | modifica wikitesto]

I parchi naturali regionali in Umbria sono sei, dei quali cinque in provincia di Perugia. A questi va aggiunto il Parco nazionale dei Monti Sibillini che si estende soprattutto nelle Marche dove, nel comune di Visso, ha sede l'ente parco.

Denominazione Zona geografica Sede amministrativa Sito istituzionale
Parco di Colfiorito Altopiani di Colfiorito Foligno-Stemma.png

Foligno

Parco di Colfiorito
Parco del Lago Trasimeno Trasimeno Passignano sul Trasimeno-Stemma.png

Passignano sul Trasimeno

Parco del Lago Trasimeno
Parco del Monte Cucco Monte Cucco Sigillo-Stemma.png

Sigillo

Parco del Monte Cucco
Parco del Monte Subasio Assisano Assisi-Stemma.png

Assisi

Parco del Monte Subasio
Parco nazionale dei Monti Sibillini Monti Sibillini Visso-Stemma.png

Visso (MC)

Parco nazionale dei Monti Sibillini

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

I Comuni o le città della provincia decorati da medaglia sono quattro; quattro sono state conferite dai Presidenti della Repubblica per le sofferenze e sacrifici subiti durante la Seconda guerra mondiale.

Il 9 giugno 1898, la città di Perugia è stata insignita della Medaglia d'Oro come "Benemerite del Risorgimento nazionale"[12] con la seguente motivazione:

"A ricordare l’eroiche gesta compiute dalla cittadinanza di Perugia nel 1859. Nel giugno del 1859 si consumarono le cosiddette «stragi di Perugia», una serie di asperrimi combattimenti fra i difensori della città, che si era ribellata al governo di Roma, e i reggimenti svizzeri, che riconquistarono successivamente le altre città ribelli dell’Umbria e delle Marche."

Il 22 novembre 1961, la città di Foligno è stata insignita dal Presidente delle Repubblica, di Medaglia d'argento al valor civile con la seguente motivazione:

"Sopportava con fiero comportamento ripetuti bombardamenti che arrecavano gravi distruzioni agli impianti ed ai fabbricati e numerose perdite di vite umane. Partecipava con intrepido coraggio alla lotta per la liberazione, offrendo alla resurrezione della patria un largo tributo di sangue dei suoi figli migliori".[13]

Il 26 gennaio 2004, la città di Assisi è stata insignita della Medaglia d'oro al Merito Civile[14] con la seguente motivazione:

"Con spirito cristiano ed encomiabile virtù civile, durante l'ultimo conflitto mondiale, si distinse per particolari iniziative e atti umanitari che evitarono la distruzione di un inestimabile patrimonio artistico e consentirono la salvezza di numerosi perseguitati politici, ebrei, profughi e sfollati, nonché la cura di migliaia di feriti di ogni nazionalità, ricoverati nelle strutture sanitarie cittadine. Splendido esempio di amore per il prossimo e di solidarietà tra i popoli. Assisi, 1943/1944"

Il 9 novembre 2005, la città di Magione è stata insignita della Medaglia di bronzo al Merito Civile[15] con la seguente motivazione:

"Partecipava con fierezza e profonda fede in un'Italia democratica alla lotta partigiana, subendo, da parte delle truppe tedesche in ritirata, una feroce rappresaglia nella quale venivano uccisi undici suoi concittadini. Nobile esempio di spirito di sacrificio ed amor patrio. 8 giugno 1944 – Fraz. Agello – Montebuono / Magione (PG)"

La città di Pietralunga è stata insignita della Medaglia di Bronzo al Valor Militare per la guerra di liberazione

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Bilancio demografico mensile, maggio 2010, dati ISTAT.
  2. ^ Regio Decreto 4 marzo 1923, n. 545
  3. ^ R.D. 4 marzo 1923, n. 545
  4. ^ Città di Terni, Breve Relazione sull'opportunità del decentramento amministrativo dell'Umbria, Officina Tipografica L'Economica, Terni 1923
  5. ^ Renato Covino, Dall'Umbria verde all'Umbria rossa, Einaudi, Torino
  6. ^ Ottavio Donatelli, La Provincia del Nera, L'Economica, Narni 1926
  7. ^ Relazione del Prefetto dell'Umbria al ministro dell'Interno, 30 novembre 1926
  8. ^ R.D.L. 2 gennaio 1927, n. 1, art. 1
  9. ^ R.D.L. 31 marzo 1927, n. 468, art. 1
  10. ^ R.D.L. 24 gennaio 1929, n. 106, art. 1
  11. ^ Statistiche demografiche ISTAT Dati ISTAT aggiornati al 31/12/2013
  12. ^ Quirinale.it Conferimento Medaglia d'Oro (Perugia)
  13. ^ Testo motivazione Medaglia al Valor Civile alla Città di Foligno
  14. ^ Quirinale.it Conferimento Medaglia d'Oro (Assisi)
  15. ^ Quirinale.it Conferimento Medaglia di bronzo (Magione)

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