Deruta

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Deruta
comune
Deruta – Stemma
Deruta – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Umbria-Stemma.svg Umbria
Provincia Provincia di Perugia-Stemma.png Perugia
Amministrazione
Sindaco Alvaro Verbena (centrodestra) dal 28/05/2007
Territorio
Coordinate 42°59′00″N 12°25′00″E / 42.983333°N 12.416667°E42.983333; 12.416667 (Deruta)Coordinate: 42°59′00″N 12°25′00″E / 42.983333°N 12.416667°E42.983333; 12.416667 (Deruta)
Altitudine 218 m s.l.m.
Superficie 44,39 km²
Abitanti 9 622[1] (31-12-2010)
Densità 216,76 ab./km²
Frazioni Casalina, Castelleone, Fanciullata, Pontenuovo, Ripabianca, San Nicolò di Celle, Sant'Angelo di Celle, Viale
Comuni confinanti Bettona, Collazzone, Marsciano, Perugia, Torgiano
Altre informazioni
Cod. postale 06053
Prefisso 075
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 054017
Cod. catastale D279
Targa PG
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti derutesi
Patrono santa Caterina d'Alessandria,

San Simplicio

Giorno festivo 25 novembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Deruta
Posizione del comune di Deruta all'interno della provincia di Perugia
Posizione del comune di Deruta all'interno della provincia di Perugia
Sito istituzionale

Deruta (Déruta) è un comune italiano di 9.530 abitanti della provincia di Perugia, noto per la produzione delle ceramiche artistiche. È posta su una collina situata a 15 chilometri da Perugia e a 150 da Roma. È inserito tra i Borghi più belli d'Italia.

A ridosso dell'antica cinta muraria si trova il borgo più vecchio da dove, salendo per tre porte dell'antico sistema difensivo, si accede al centro storico. La principale porta d'accesso è chiamata porta Sant'Angelo, le altre minori sono dette Porta Perugina e Porta del Borgo o Tuderte. Dal centro storico svettano le due torri civiche ed il campanile della Chiesa di San Francesco.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Deruta fa parte della Comunità Montana Monti del Trasimeno.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Le origini di Deruta rimangono in parte oscure, come dimostrano le diverse denominazioni che la cittadina ha assunto nel corso del tempo: Ruto, Ruta, Rupta, Direpta, Druida. Sicuramente è sempre stata un valido baluardo di Perugia a sud, verso Todi. Di questo ruolo è tuttora testimonianza l'aspetto di castello fortificato che il centro storico conserva.

Numerose sono le testimonianze di una presenza abitativa in epoca romana, tutte confermate da resti architettonici caratteristici come capitelli, anfore ed epigrafi, ancora oggi visibili nell'atrio del municipio. Dal ritrovamento di un frammento di lastra decorativa dell'VII secolo, si può risalire alla presenza di un borgo fiorente ed operativo già nell'Alto Medioevo.

Verso l'anno mille l'Imperatore Ottone III cedette il paese ad alcuni nobili germanici conferendogli il titolo di Nobiles de Deruta. Nel XIII secolo Deruta ha un proprio Statuto (andato perso) seguito, nel 1456, da un nuovo documento in volgare. Questo prevede la presenza nel castello, oltre che di un podestà inviato da Perugia, di quattro boni omini eletti tra gli abitanti. Le continue pestilenze, della seconda metà del Quattrocento, sterminarono la popolazione, tanto da comportare una riduzione della cinta muraria.

Durante la Guerra del sale (1540) Deruta, schieratasi contro il Papa, consegnò addirittura le chiavi del paese a Pier Luigi Farnese capitano di ventura al soldo papale, ma nonostante ciò subì saccheggi e devastazioni. L'assoggettamento di Perugia alla Chiesa portò anche alla cittadina un lungo periodo di pace. È proprio in questi anni che si ebbe il massimo sviluppo della lavorazione della maiolica artistica, attività che, nel corso dei secoli, ha fatto conoscere Deruta nel mondo.

La sottomissione al governo pontificio durò fino al 1860, a parte due brevi interruzioni legate al dominio francese: tra il 1798 e il 1800 fu inclusa nella Repubblica Romana come quarto cantone del Dipartimento del Trasimeno e, fra il 1809 e il 1814 fece parte dell'Impero napoleonico.

Simboli[modifica | modifica sorgente]

Lo stemma che rappresenta il comune ha avuto una storia travagliata; dapprima era rappresentato da un grande vaso di terracotta, simile al vaso mitridatico, che racchiudeva degli antidoti contro i veleni. Successivamente fu sostituito da una torre merlata a due ordini, sovrastata da una pianta di ruta. A seguito dell'unione con la città di Perugia apparve anche il grifo (simbolo comunale del capoluogo) vicino alla torre dello stemma.

Le origini del nome

L'origine più probabile del toponimo è il latino dirùta, essenzialmente terra, derivante da diruere, ovvero abbattere, e scosceso, franoso. Da quest'ultimo sembra aver avuto origine il nome Deruta.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Piazza dei Consoli
Porta di Sant'Angelo
La Porta Tuderte o del Borgo o del Cerro
La Porta Perugina o della Valle

Chiese[modifica | modifica sorgente]

Musei[modifica | modifica sorgente]

Porte[modifica | modifica sorgente]

  • Porta Sant'Angelo è la principale porta che permette l'accesso al centro storico
  • Porta Tuderte o del Borgo o del Cerro
  • Porta Perugina o della Valle

Piazze[modifica | modifica sorgente]

Fornaci[modifica | modifica sorgente]

  • Fornace di San Salvatore facente parte del complesso del Museo regionale della Ceramica accessibile al pubblico.
  • Ex Fornace Grazia
  • Fornace di Francesco Baiano
  • Fornace di Sergio Calzuola

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[2]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica sorgente]

Secondo i dati ISTAT[3] al 31 dicembre 2010 la popolazione straniera residente era di 1.083 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Romania Romania 251 2,61%

Marocco Marocco 189 1,96%

Albania Albania 186 1,93%

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Il 25 novembre, festa di santa Caterina d'Alessandria, patrona dei ceramisti e san Simplicio patrono della città, si svolge la Festa dei ceramisti, con mostre di maioliche, concerti, rappresentazioni teatrali e sportive, oltre alla premiazione in chiesa dei ceramisti più anziani del paese.

Persone legate a Deruta[modifica | modifica sorgente]

  • Papa Urbano IV (Troyes, ca. 1195 – Deruta, 1264), nato Jacques Pantaléon, fu il 182º papa della Chiesa cattolica, morì in un convento derutese a causa di un'indigestione alimentare.
  • Francesco Maturanzio (Deruta, 1443 – Perugia, 1518), umanista italiano ed illustre letterato, collaboratore del Perugino.
  • Girolamo Diruta (Deruta, 1545 ca. – 1624 ca..), compositore, organista e teorico musicale italiano, pioniere del contrappunto.
  • Francesco Briganti (Deruta, 1873 – Perugia, 1961), storico medievalista regionale e scrittore italiano.
  • Padre Ugolino Nicolini (Deruta, 1926 – Perugia, 1991), presbitero, religioso e storico medievalista regionale.
  • Giulio Cozzari (Deruta, 1940), politico, presidente della provincia di Perugia dal 1999 al 2009.
  • Claudio Valigi (Deruta, 1962), ex calciatore.

Economia[modifica | modifica sorgente]

L'artigianato a Deruta si identifica con la produzione di maioliche artistiche. Il documento più antico su questa forma di arte risale al 12 agosto 1290. In questo periodo vengono prodotti oggetti d'uso comune, con scarse decorazioni; i colori dominanti sono il verde ramina ottenuto dall'ossidazione del rame e il bruno manganese.

Maioliche esposte al Museo regionale della Ceramica della città.

Nei secoli successivi la maiolica derutese raggiunge il massimo splendore, diffondendosi nel Cinquecento nelle maggiori piazze italiane: artisti come Giacomo Mancini detto El Frate e Francesco Urbini firmano opere di grande rilievo. Piatti da pompa, coppe amatorie, impagliate e stemmi nobiliari presentano un repertorio di motivi con figure femminili, scene mitologiche, battaglie e immagini sacre. La tavolozza dei colori si arricchisce con l'arancio, il blu e il giallo. Appare anche la tecnica del lustro, con riflessi dorati nelle opere di maggior pregio. Il primo pezzo a lustro, attribuito a Deruta, è datato 1501, ed è una targa a rilievo che raffigura il martirio di san Sebastiano, conservata al Victoria and Albert Museum di Londra.

Pavimenti come quello della chiesa di San Francesco a Deruta, di Santa Maria Maggiore a Spello o della sacrestia di San Pietro a Perugia sono ulteriori testimonianze della migliore produzione delle maioliche derutesi. Nel corso dei tempi lo stile e i decori si trasformano nel "compendiario", dai tratti veloci, e nel "calligrafico", con intreccio di fiori, foglie, arabeschi, uccelli ed altri animali.

A Deruta si trovano botteghe, laboratori, fabbriche, sale di esposizione e due scuole d'arte ceramica: l'Istituto Statale d'Arte Alpinolo Magnini e la Scuola d'Arte Ceramica Romano Ranieri.

L'azienda più antica è la famosa Ditta U.Grazia fondata nel XVI, ad oggi è l'azienda più antica al mondo produttrice di ceramica.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Ferrovie[modifica | modifica sorgente]

Deruta dispone di due stazioni ferroviarie entrambe sulla Ferrovia Centrale Umbra:

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione di Fanciullata e Stazione di Deruta.

Sport[modifica | modifica sorgente]

Il calcio costituisce lo sport principale. Prima squadra rappresentante è l'Associazione Sportiva Deruta, che milita nel campionato interregionale di serie D girone E.

Anche il basket è presente, rappresentato dell'Associazione Dilettantistica Deruta Basket, che milita nel massimo campionato regionale (C2). Un altro sport presente a Deruta è la pallavolo, con una società costituita da una sola squadra in prima divisione di ragazze dai 14 anni in su, non solo di Deruta, ma anche di Marsciano. Queste due città hanno insieme formato la società Pallavolo Media Umbria.

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

Arte a Deruta[modifica | modifica sorgente]

Chiese[modifica | modifica sorgente]

Musei[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  3. ^ Statistiche demografiche ISTAT

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Francesco Federico Mancini,1980, Deruta e il suo territorio
  • Ugolino Nicolini, Attilio Bartoli Langeli, 1997, Il paese dell'arte civile: scritti sulla storia di Deruta e della ceramica derutese.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Sito ufficiale[modifica | modifica sorgente]