Civita Castellana

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Civita Castellana
Panorama di Civita Castellana
Civita Castellana - Stemma
Stato: bandiera Italia
Regione: Lazio
Provincia: Viterbo
Coordinate: 42°17′46″N 12°24′36″E / 42.29611, 12.41Coordinate: 42°17′46″N 12°24′36″E / 42.29611, 12.41
Altitudine: 145 m s.l.m.
Superficie: 83,28 km²
Abitanti:
16.722 2008
Densità: 200,79 ab./km²
Frazioni: Borghetto, Pian Paradiso, Sassacci 
Comuni contigui: Castel Sant'Elia, Collevecchio (RI), Corchiano, Fabrica di Roma, Faleria, Gallese, Magliano Sabina (RI), Ponzano Romano (RM), Sant'Oreste (RM)
CAP: 01033
Pref. telefonico: 0761
Codice ISTAT: 056021
Codice catasto: C765 
Nome abitanti: civitonici 
Santo patrono: Ss Giovanni e Marciano, martiri romani 
Giorno festivo: 16 settembre 
Comune
Posizione del comune nell'Italia
Sito istituzionale
Portale:Portali Visita il Portale Italia
« La città è costruita su tufo vulcanico, nel quale m’è parso di ravvisare cenere, pomice e frammenti di lava. Bellissima la vista del castello: il Monte Soratte, una massa calcarea che probabilmente fa parte della catena appenninica, si erge solitario e pittoresco. Le zone vulcaniche sono molto più basse degli Appennini, e solo i corsi d'acqua, scorrendo impetuosi, le hanno incise creando rilievi e dirupi in forme stupendamente plastiche, roccioni a precipizio e un paesaggio tutto discontinuità e fratture. »
(Johann Wolfgang von Goethe, Italienische Reise)

[1]

Civita Castellana è un comune di oltre sedicimila abitanti della provincia di Viterbo. Dista pochi chilometri da Roma e dal capoluogo di provincia circa 50 km.

Essa è situata su uno sperone tufaceo, tra le profonde gole di due affluenti del Treia, ai piedi dei monti Cimini, lungo la via Flaminia. È famosa per essere stata nell'epoca preromana la capitale della popolazione dei falisci. È nota anche per essere il centro industriale specializzato nelle ceramiche più importante d'Italia e tra i più apprezzati nel mondo.

Papa Gregorio V le attribuì il nome di civitas (città - cittadinanza), da cui "Civita". "Castellana" si riferisce al dominio che il luogo aveva sui castelli circostanti. Civita Castellana è nota anche con il nome di Massa Castellanaia.

Civita Castellana ha dato i natali a Domenico Mazzocchi (1592 – 1665) ed al fratello Virgilio, compositori del seicento.

Alla National Gallery di Londra è conservato un dipinto raffigurante Civita Castellana, realizzato da Edouard Bertin (1797-1871). Il dipinto è parte della prestigiosa Gere Collection (vedi)

Indice

[modifica] Geologia

Civita Castellana si trova in una zona originata dalle eruzioni del vulcano Vicano che hanno generato il tufo rosso, che caratterizza il territorio. In seguito all'innalzamento dell'area, l'azione erosiva delle acque ha dato origine alle profonde gole che sono uno dei caratteri più suggestivi del paesaggio.

[modifica] Cenni storici

La storia trimillenaria di Civita Castellana inizia con quella dei falisci, una popolazione che si collocava tra la civiltà degli etruschi e quella dei romani. Le prime tracce di questa civiltà provengono dagli scavi dell'antica Falerii Veteres, che aveva rapporti commerciali con tutto il bacino del Mediterraneo. La maggior parte dei ritrovamenti di grande valore si trovano nel Museo nazionale dell'Agro Falisco che raccoglie anche i reperti rinvenuti nell'area falisca ma anche in altri grandi musei come il Louvre di Parigi. Un popolo guerriero, quello dei falisci, che si scontrò inevitabilmente con la vicina Roma. Sconfitti, i falisci furono letteralmente cacciati dal sito fortificato di Falerii Veteres e costretti a fondare un'altra città su di una piana distante cinque chilometri La nuova città si chiamò Falerii Novi. Dieci secoli dopo, i falisci iniziarono a tornare nella città abbandonata, in seguito alle guerre gotiche e alle invasioni longobarde, dando vita a uno sviluppo urbanistico che ancora oggi conserva il suo tessuto medioevale. Falerii Veteres divenne così Civita Castellana. Nel corso dei secoli successivi Civita sarà il luogo dove papi come Clemente III e Adriano IV troveranno rifugio in situazioni di estremo pericolo.

Durante il periodo del Rinascimento ci furono lotte tra due famiglie: i Di Vico e i Savelli, fino a quando, nel 1426, la Santa Sede non riaffermò la propria giurisdizione. Da quel momento la città seguì le sorti dello Stato della Chiesa e molti furono i papi che nel corso degli anni la visitarono e vi soggiornarono. Tra questi Alessandro VI, Giulio II, Pio VI. Fu sotto il pontificato di Alessandro VI Borgia che iniziarono i lavori nel forte Sangallo. Era l'anno 1494. L'evento più importante del XVI secolo invece, fu l'attacco che i Lanzichenecchi sferrarono a Civita Castellana nel 1527. Questi per ben due volte cercarono di impossessarsene, avendone compreso l'importanza strategica. La città però riuscì a resistere. Fu in tale occasione che l'archivio cittadino venne bruciato.

Civita Castellana in un dipinto Edward Lear (1844)

I secoli XVII e XVIII furono secoli di pace e così ci si preoccupò di realizzare alcune opere pubbliche. Nel 1589 venne realizzato ponte Felice, nel 1609 la variante della via Flaminia, nel 1709 il ponte Clementino; il collegamento tra la Cassia e la Flaminia voluto da papa Pio VI risale invece al 1787. Le idee della rivoluzione francese ben presto si diffusero in tutta Europa, Italia compresa. L'espansionismo territoriale francese che ne segu' giunse anche a Civita Castellana tanto che, nel dicembre del 1798, le truppe francesi, guidate dal generale MacDonald e facenti parte dell'armata del generale Championnet, sconfissero le truppe napoletane guidate dal generale Mack. L'anno seguente gli Aretini si unirono agli altri nemici dei francesi ed attaccarono Civita Castellana. I francesi ben presto si riappropriarono della città e la controllarono fino al 1815. Nel 1860 i garibaldini, diretti a Mentana, si fermarono a Civita. Il 12 settembre del 1870 vi sostò lo stesso Vittorio Emanuele II, diretto verso Roma con il suo esercito, che liberò la città dal secolare potere della Chiesa, annettendola a quello che poi sarebbe divenuto il Regno d'Italia. È nel secolo XIX che a Civita Castellana inizia una svolta economica ad opera di Giuseppe Trevisan, un imprenditore veneto che vi impianta le prime fabbriche di ceramica. Quella della ceramica è una vocazione antica, dovuta anche alla facile reperibilità dell'argilla presente nel luogo. Col passare degli anni, accanto al settore artistico si sviluppa anche quello industriale, che avrà il suo apice nel secondo dopoguerra. I settori di produzione sono i sanitari, seguono le stoviglierie. Nasce il distretto industriale che comprende anche i paesi limitrofi.

[modifica] Leggenda

Secondo la leggenda fu il greco Halaesus o Aleso il fondatore di Falerii Veteres. Figlio di Agamennone, re di Micene, e della bella schiava di guerra Briseide, già profondamente amata da Achille ed a lui sottratta con forza per Agamennone, fuggì dopo l'uccisione del padre, approdò sulle coste tirreniche e risalì il Tevere sino a Falerii Veteres. Grandi scrittori del passato attribuiscono a lui le origini di questo territorio:

« Halaesus a quo se dictam terra falisca putat »
( Ovidio, Fasti (IV,73))

Virgilio nell'Eneide, il suo commentatore postumo Servio ed altri ancora lasciano testimonianze di questo grande eroe greco.

[modifica] Economia

Ben il 70% della ceramica sanitaria nazionale proviene da Civita Castellana. Oggi, con la concorrenza dei paesi dell'Est, del Medio Oriente e, soprattutto, della Cina, il distretto, specie nel settore delle stoviglierie, sta conoscendo una crisi profonda. Civita Castellana è anche un centro agricolo con produzione di tabacco e frumento e allevamento di bovini e ovini, la città possiede industrie estrattive di (tufo, travertino e argilla), industrie chimiche, meccaniche, della lavorazione del legno e, dalla fine del Settecento, delle ceramiche.

[modifica] Evoluzione demografica

Abitanti censiti


[modifica] Monumenti e musei

Civita Castellana conserva un notevole patrimonio artistico e archeologico, infatti Falerii Veteres risulta essere uno dei principali siti delle età del ferro e del bronzo. E' ricca di aree templari, di necropoli e di santuari.

Elenco dei principali monumenti:

  • Il Duomo, costruito dai Cosmati con facciata del XII secolo e portico a grande arco centrale del 1210 (arricchito da mosaici policromi dei marmorari romani Cosmati) [2] e con una grande cripta dei secoli VII e VIII; [3]
  • Il Forte Sangallo, dove all'interno si può visitare il Museo nazionale dell'Agro Falisco, inaugurato nel 1977, che raccoglie al suo interno materiali provenienti dall'antica Falerii Veteres e dalle zone limitrofe. Il Forte San Gallo venne fatto costruire da Alessandro VI Borgia su un precedente edificio di età medioevale. Il progetto fu affidato ad Antonio da Sangallo il Vecchio e portato a termine dal nipote, Antonio da Sangallo il Giovane, sotto il pontificato di papa Giulio II. Il mastio ottagonale, il pozzo del cortile maggiore e il portone di accesso alla fortezza, risalgono a quel periodo. Interventi di restauro e di abbellimento ci furono con i pontefici successivi. Il forte fu non solo una architettura militare, ma anche una dimora papale; questo fino all'Ottocento.
  • Il museo della ceramica, che trovava collocazione all'interno del Palazzo Petroni Andosilla si è recentemente trasferito all'interno dell'istituto scolastico d'Arte di via Gramsci dove è stata recuperata l'antica chiesa di San Giorgio che è attualmente sede del museo. Esso sorse nel 1996 con lo scopo di esporre al pubblico opere ceramiche di vari periodi, prevalentemente appartenenti agli anni tra il '20 e il '60 del secolo scorso. All'interno del Museo sono esposti vasi, piatti, manufatti, piastrelle dipinte, che testimoniano la bravura dei più importanti maestri ceramisti locali.

Costituiscono invece eccezione alcuni reperti risalenti all' VIII - XII secolo, provenienti da cantine e pozzi cittadini. Altri provengono dall'area del Santuario di Giunone Curite (prima metà del VI sec a.C.), mentre ai primi anni del V se a.C. appartengono i materiali del Tempio di Mercurio e di altri due templi situati sul Colle del Vignale.Il nuovo museo si è arricchito di nuove opere donate da privati e ceramiche artistiche dell'istituto statale d'Arte.

  • La chiesa S. Maria del Carmine;
  • Area archeologica di Vignale;
  • Palazzo Onorati;
  • Chiesa di San Francesco;
  • Palazzo Montalto;
  • Palazzo comunale;
  • Porta di Giove;
  • Porta Borgiana;
  • L'Abbazia di S. Maria in Faleri;
  • Chiesa di San Gregorio;
  • La necropoli della via Amerina;
  • Chiesa di Sant'Antonio abate;
  • Via del Rivellino con porta medievale;
  • Centro storico medievale con case e torri;
  • Fontana dei Draghi;
  • Meridiane e Palazzi con bifore;
  • Ponte Clementino;
  • Ponte Felice;
  • Monumento alla Vittoria di Silvio Canevari;
  • Monumento ai caduti del mare;
  • Monumento ai ceramisti;
  • Munumento ai caduti in Africa.

[modifica] Galleria fotografica

[modifica] Musica

  • Nel mese di luglio, si svolge il Civita Festival, con concerti di Musica Classica, Barocca, Jazz, Musica Moderna, Opera e Balletto con artisti di fama internazionale.

[modifica] Tradizioni e feste

  • Vengono effettuate intorno alla metà di settembre alcune rievocazioni storiche di antiche Feste medievali, con corse, giostre e sfilate in costume con dame e cavalieri.
  • Il Carnevale, che si apre il 17 gennaio di ogni anno con il trasporto del così chiamato o Puccio, in piazza Matteotti. Durante il periodo di carnevale ci sono numerose iniziative: la sagra dei frittelloni, il Giovedì Grasso si può assistere alla nota sfilata allegorica dei bambini organizzata da tutte le scuole, e per concludere le 3 meravigliose sfilate dei carri allegorici, svolte le ultime due domeniche e il Martedì grasso, che si chiude con l'ultima sfilata di carri allegorici, il ballo in piazza Matteotti ed a notte inoltrata, il saluto al Carnevale con il falò del Puccio ed i fuochi d'artificio.
  • La notte bianca,arrivata alla sua terza edizione svoltasi la notte tra l'11 e il 12 luglio 2009.

[modifica] Media

  • Radio Punto Zero;
  • Campo de' fiori
  • Gazzetta falisca

[modifica] Fiere

[modifica] Dialetto

Il dialetto di questa città è il civitonico, una variante del dialetto romanesco. Mentre al tempo dei falisci era diffusa la lingua falisca, un idioma simile al latino che durò fino alla conquista della città da parte dei romani, che la sostituirono con la lingua latina.

[modifica] Cucina tipica


[modifica] Riconoscimenti

L'importanza produttiva del Distretto industriale di Civita Castellana ha fatto si che:

  1. L'area del distretto sia stata ammessa per la prima volta a beneficiare degli incentivi agli investimenti previsti dall'Unione Europea per le zone Obiettivo 2 del sessennio 2000/2006;
  2. La ceramica civitonica abbia ricevuto dal Ministero dell'Industria e Commercio il marchio DOC per la ceramica artistica tradizionale;
  3. La Regione Lazio abbia approvato una legge sul riconoscimento del distretto industriale per la quale Civita Castellana è risultata l'unica ad avere le richieste caratteristiche.

[modifica] Cultura

La Biblioteca Comunale "Enrico Minio" (vedi) è stata insignita anche del Premio di Qualità da parte della Regione Lazio e dispone di alcune sezioni specializzate: ceramica, etruscologia, emigrazione italiana all'estero, linguistica e una sezione dedicata alla storia e cultura salentina, nonché molti volumi di letteratura classica straniera in lingua originale.

[modifica] Ambiente

  • Valle del Tevere;
  • Valle del Treja;
  • Forre del Treja.

[modifica] Sport

[modifica] Eventi sportivi

[modifica] Vie di collegamento

Provenendo da Roma si imbocca l'autostrada A1, uscita Magliano Sabina, e di qui direzione Civita Castellana, oppure la strada Flaminia che collega Roma a Fano, od in alternativa la Cassia, uscita Nepi-Ronciglione, in direzione Nepi-Civita Casellana. Provenendo da Viterbo si percorre la superstrada Viterbo-Orte fino all'uscita Orte, di qui Orte Scalo, ed infine, Gallese-Civitacastellana. Un'ulteriore percorso è imboccare la strada Provinciale Cassia Cimina direzione Carbognano e di qui per Fabrica di Roma e poi Civita Castellana, oppure attraverso la strada provinciale per Vignanello, si segue l'indicazione Corchiano e poi Civita Castellana.

[modifica] Amministrazione comunale

Sindaco: Gianluca Angelelli (centrosinistra) dal 07/06/2009 (1º mandato)
Centralino del comune: 0761 5901
Posta elettronica: sindaco.cc@thunder.it

[modifica] Note

  1. ^ Annotazione nel suo Italienische Reise del 27 ottobre 1786 quando il poeta tedesco era arrivato a Civita Castellana, ultima sosta prima del suo approdo definitivo a Roma
  2. ^ Il portico è stato in parte realizzato da Jacopo di Lorenzo di Cosma, mentre a Lorenzo di Cosma si deve il portale
  3. ^ Mozart suonò l'organo del Duomo, come ricorda una lapide apposta al muro

[modifica] Voci correlate

[modifica] Collegamenti esterni

Strumenti personali