Marsciano

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Marsciano
comune
Marsciano – Stemma
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Umbria-Stemma.svg Umbria
Provincia Provincia di Perugia-Stemma.png Perugia
Amministrazione
Sindaco Alfio Todini (centrosinistra) dal 22/06/2009
Territorio
Coordinate 42°55′00″N 12°20′00″E / 42.916667°N 12.333333°E42.916667; 12.333333 (Marsciano)Coordinate: 42°55′00″N 12°20′00″E / 42.916667°N 12.333333°E42.916667; 12.333333 (Marsciano)
Altitudine 184 m s.l.m.
Superficie 161,49 km²
Abitanti 18 770[1] (31-12-2010)
Densità 116,23 ab./km²
Frazioni Vedi elenco
Comuni confinanti Collazzone, Deruta, Fratta Todina, Perugia, Piegaro, San Venanzo (TR), Todi
Altre informazioni
Cod. postale 06055
Prefisso 075
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 054027
Cod. catastale E975
Targa PG
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 978 GG[2]
Nome abitanti marscianesi
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 24 giugno
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Marsciano
Marsciano
Posizione del comune di Marsciano all'interno della provincia di Perugia
Posizione del comune di Marsciano all'interno della provincia di Perugia
Sito istituzionale

Marsciano è un comune italiano di 18.770 abitanti della provincia di Perugia.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Marsciano è bagnato dal fiume Nestore e dal Tevere che delimita il confine con il comune di Collazzone. Fa parte della Comunità Montana Monti del Trasimeno.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[3]

La storia[modifica | modifica wikitesto]

MARSCIANO NEL XV SECOLO. I BAGLIONI DI PERUGIA.[modifica | modifica wikitesto]

Marsciano intornoo all’anno mille fu feudo del casato longobardo dei Bulgarelli. Verso la fine del 1200 venne da questi ceduta a Perugia al fine di cercarne protezione dalla vicina minacciosa Todi. Fu così che da allora fu la sentinella avanzata dei perugini sia verso Orvieto, sia verso Todi.

Nei secoli successivi molti dei Baglioni del nobile casato perugino ricoprivano molte cariche di potere facendo assumere alla famiglia una posizione eminente nella vita cittadina. Molti di loro frequentarono assiduamente  Marsciano per lunghi o brevi periodi e in alcuni casi vi si stabilirano.

Uno di questi, forse l’esponente più noto e controverso della famiglia, era Gianpaolo Baglioni, signore di Perugia, conte di Spello e di Bettona.

Cognato del noto condottiero Bartolomeo D’Alviano che ne aveva sposato la sorella Pentasilea Baglioni, Gian Paolo a solo 18 anni su pressioni del padre Rodolfo Baglioni contrasse matrimonio con Ippolita dei Conti di Graffignano, di antichissima famiglia romana, che all’epoca risiedeva in quel castello dell’Alto Lazio.

Temibile uomo d’armi e affascinante seduttore, nel luglio del 1500 era scampato al tentativo di assassinio delle “Nozze Rosse” di Perugia ed aveva cercato riparo ed accoglienza nella vicina Marsciano la cui popolazione era da molti anni schierata dalla parte dei Baglioni di Perugia.   

Nella notte tra il 14 e il 16 luglio del 1500 proprio in Perugia vi fu un fatto di sangue che destò clamore.  I Baglioni vennero infatti  travolti da una terribile faida di famiglia allorquando in Perugia, durante le nozze della bellissima Lavinia Colonna con Astorre Baglioni, la maggior parte di loro venne trucidata da una congiura capeggiata da alcuni parenti tra i quali il bellissmo Grifonetto.

Quest’ultimo accecato dalla gelosia per aver appreso da Carlo Baglioni di un presunto tradimento dell’affascinante moglie Zenobia Baglioni con lo zio Gian Paolo Baglioni, aveva alzato la spada contro il suo stesso sangue. L’anziano Guido, due dei suoi figli Astorre e Gismondo, Simonetto fratello di Gian Paolo Baglioni,  restano uccisi dalle spade dei congiurati.

Gian Paolo, allora ventinovenne,  raggiunto nella sua camera ove stava dormendo,  si salverà grazie ad una sua guardia intervenuta subito in protezione, fuggendo per i tetti, riparandosi poi in Marsiano,  ove i Baglioni erano molto amati,  e ivi  si riorganizzò rapidamente con uomini d’arme a lui fedeli.  Solo sessantenni prima i marscianesi, in aiuto a Braccio Baglioni affrontarono le truppe di Simonetto del Cardinal Patriarca Vitelleschi perdendo molte vite.

La sua vendetta si abbatterà sul nipote Grifonetto dopo pochissimo tempo  facendolo uccidere non di persona ma dai suoi soldati davanti all’Ospedale della Misericordia di Perugia. Gian Paolo condurrà una vita avventurosa ed irta di pericoli, sfuggirà a tranelli tesi da personaggi dello spessore di Cesare Borgia “Il Valentino” ma il suo destino lo aspetterà a Roma, in Castel S. Angelo. I congiurati Carlo Baglioni detto il Barciglia, Girolamo degli Arcipreti, Girolamo Armanni e i figli di Vinciolo della Corgna,  intimoriti dalla furia irrefrenabile del loro consanguineo, grande conoscitore dell’arte della guerra,  fuggirono da Perugia.

Nel gennaio del 1504 il Consiglio dei Priori di Perugia, quale riconoscimento  per l’aiuto dato da Marsciano ai Baglioni, conferì ai marscianesi la cittadinanza perugina, perennemente estensibile, a tutti i figli e discendenti.

Nell’anno 1520 Papa Leone X,  aveva formalmente inviato Gian Paolo Baglioni a Roma per un colloquio chiarificatore riguardante il precario ordine pubblico di Perugia ove gli omicidii erano all’ordine del giorno. Il fiuto e la conoscenza delle insidie della complessa politica di allora lo aveva reso diffidente e riflettè a lungo prima di decidersi di incontrare il pontefice.

I suoi sospetti si rivelarono subito fondati,  appena giunto in Roma infatti Leone x  lo aveva fatto arrestare.  Dopo alcuni giorni a seguito di un rapido processo lo aveva fatto decapitare in un insolito orario notturno.

Per un pelo quella mattina sarebbe riuscito a sfuggire vestito da donna come aveva già pianificato.

A distanza di mezzo millennio possiamo ancor oggi osservare i volti dei protagonisti della faida “Le nozze rosse”. La madre di Grifonetto Atalanta Baglioni, infatti,  nel 1505 commissionerà la bellissima “Pala Baglioni” a Raffaello Sanzio (Esposta a Roma Galleria Borghese) che riprodurrà i volti dei personaggi coinvolti nella vicenda di odio, gelosia e potere.

A sinistra osservando il dipinto,  Gian Paolo Baglioni trattiene il Cristo sul lenzuolo, a destra l’aitante Grifonetto che lo afferra a sua volta, al centro la Madonna ha il volto di Atalanta Baglioni e Maria Maddalena ha le sembianze della bella Zenobia Baglioni

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La principale Associazione sportiva calcistica di Marsciano è l'A.S.D. Villabiagio, la prima squadra milita in Serie D Girone E. Altre società calcistiche del comune di Marsciano sono: l'A.S.D. Nestor Calcio (Eccellenza), Papiano (Prima categoria) ,Ammeto,Via Larga Marsciano,Real Sant'Orsola,Spina (Seconda Categoria) e Giovani Schiavo (Terza Categoria).

Invece l'unica associazione sportiva della pallacanestro è l'A.S.D. Nestor Basket Marsciano che milita in Promozione.

L'unica società sportiva di pallavolo femminile è la Pallavolo Media Umbria Marsciano la cui prima squadra disputa il campionato nazionale di serie B2.

Persone legate a Marsciano[modifica | modifica wikitesto]

  • Gaio Vibio Treboniano Gallo (Monte Vibiano Vecchio, 206 – Terni, 253), imperatore romano dal 251 al 253.
  • Gian Paolo Baglioni (Perugia 1470 ca –  Roma, 11 giugno 1520), condottiero italiano di origini germaniche signore di Perugia, conte di Spello e di Bettona,  figlio di Rodolfo Baglioni e di Simonetto da Castel San Pietro di Orvieto. Trovò riparo in Marsciano e legami di amicizia con la popolazione locale in occasione dei noti fatti di sangue "Nozze Rosse" di Perugia (luglio del 1500). Vi soggiornò poi in diverse occasioni di guerra.
  • Ascenso Riccieri (Perugia 1878 - Pretola 1938), Sacerdote in Morcella quale aiuto-parroco del Priore, autore del testo "Memorie storiche del comune di Marsciano fino a tutto il secolo XVI: Con uno statuto inedito e documenti...", pubblicato nel 1923 ca. Il testo è attualmente pubblicato negli USA in un libro, dal titolo omonimo, riproducente le 530 pagine del lavoro del Riccieri.
  • Zeffirino Faina (San Venanzo, 1926 - Perugia, 1917), proprietario terriero, imprenditore, Sindaco di Marsciano dal 1870 al 1877, Deputato (dal 1873) e poi Senatore (dal 1886) del Regno d'Italia
  • Francesco Satolli (Marsciano, 1839 – Roma, 1910), cardinale della chiesa cattolica.
  • Luigi Salvatorelli (Marsciano, 1886 – Roma, 1974), storico e giornalista.
  • Mariangelo da Cerqueto (Cerqueto di Marsciano, 1915 – Perugia, 2002), religioso, ha dato vita alla popolare figura di Frate Indovino.
  • Franca Maria Corneli (Marsciano, 1915 – Perugia, 2007), poetessa futurista.
  • Antonio Ranocchia (Marsciano, 1915 – Perugia, 1989), scultore.
  • Walter Luchetti (Marsciano, 1937), agronomo, già ministro della Repubblica.
  • Mario Ceccobelli (Marsciano, 1941), vescovo cattolico, attuale ordinario di Gubbio.
  • Franco Miseria (Marsciano, 1949), coreografo
  • Alfonso Fratteggiani Bianchi (Pieve Caina, 1952), pittore
  • Giancarlo Antognoni (Marsciano, 1954) ex calciatore. Campione del mondo con la Nazionale italiana nel 1982.
  • Walter Sabatini (Marsciano, 1955), dirigente sportivo, allenatore di calcio ed ex calciatore, attuale direttore sportivo della Roma.
  • Marco Bocci (Marsciano, 1978), attore.
  • Monia Baccaille (Marsciano, 1984), pistard e ciclista su strada.
  • Diego Falcinelli (Marsciano, 1991), calciatore.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Territorio comunale di Marsciano.

Badiola, Castello delle Forme, Castiglione della Valle, Cerqueto, Compignano, Mercatello, Migliano, Montelagello, Morcella, Monte Vibiano Vecchio, Olmeto, Papiano, Pieve Caina, San Biagio della Valle, San Valentino della Collina, Sant'Apollinare, Sant'Elena, Spina, Villanova.

Altre località del territorio[modifica | modifica wikitesto]

Ammeto, Cascina, Cerro, Marsciano Stazione, Monticelli, Pallotta, Papiano Stazione, Vallicelli.

Zona industriale Cerro[modifica | modifica wikitesto]

Cerro dista 2,6 km dal capoluogo ed è sede di aziende produttrici di mobili, arredo di interni, caminetti e stufe.

Schiavo[modifica | modifica wikitesto]

Schiavo è un quartiere periferico di Marsciano, situato a circa 3 chilometri dal centro e conta circa 700 abitanti. Le sue origini risalgono al vocabolo Sant'Orsola (già patrona di Schiavo, giorno di festa 21 ottobre), dove i monaci benedettini possedevano un casolare con annessa una piccola chiesa. Oltre alla vocazione agricola, nel quartiere si trova una parte della zona industriale di Marsciano.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Cavallucci, Marsciano, Milano, Electa, 1984

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN249384200 · GND: (DE4461172-9