Renitenza alla leva

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La renitenza alla leva è il rifiuto di prestare il servizio militare obbligatorio, in violazione dell'obbligo coattivo eventualmente imposto dalla legge.

Nel mondo[modifica | modifica wikitesto]

Italia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Servizio militare di leva in Italia e Storia della renitenza alla leva in Italia.

La renitenza, sia prima che dopo l'unità d'Italia, ha sempre costituito reato, tradizionalmente punito con la reclusione nelle carceri italiane. Nell'Italia repubblicana la fattispecie del reato è stata per lungo tempo disciplinata dal Decreto del Presidente della Repubblica 14 febbraio 1964 n. 237.[1] In base all'art. 142 del D.P.R. 237/1964 il reato di renitenza si estingueva per prescrizione con il decorso di cinque anni dalla data di compimento del 45º anno di età (data di collocamento in congedo assoluto per limiti di età).[2]

Tuttavia dopo l'emanazione della legge 23 agosto 2004, n. 226 le chiamate servizio militare obbligatorio in Italia sono state sospese a partire dal 1º gennaio 2005, limitando sostanzialmente la commissione del reato. Oggi la disciplina è contenuta nel d.lgs. 15 marzo 2010 n. 66. (codice dell'ordinamento militare).[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vedasi art. 135 D.P.R. 14 febbraio 1964 n. 237.
  2. ^ Operaio renitente alla leva arrestato L' operaio renitente alla leva arrestato. Chiesta la grazia, il caso al Quirinale dal Corriere della Sera, 18 agosto 2000
  3. ^ Vedasi in particolare l'art. 2079 d.lgs. 15 marzo 2010 n. 66 rubricato Renitenza alla leva

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]