Gubbio

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Gubbio
comune
Gubbio – Stemma
Gubbio – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Umbria-Stemma.svg Umbria
Provincia Provincia di Perugia-Stemma.png Perugia
Amministrazione
Sindaco Filippo Mario Stirati (Sinistra) dall'8/06/2014
Territorio
Coordinate 43°21′00″N 12°34′00″E / 43.35°N 12.566667°E43.35; 12.566667 (Gubbio)Coordinate: 43°21′00″N 12°34′00″E / 43.35°N 12.566667°E43.35; 12.566667 (Gubbio)
Altitudine 522 m s.l.m.
Superficie 525,08 km²
Abitanti 32 998[1] (31-12-2010)
Densità 62,84 ab./km²
Frazioni Vedi elenco
Comuni confinanti Cagli (PU), Cantiano (PU), Costacciaro, Fossato di Vico, Gualdo Tadino, Perugia, Pietralunga, Scheggia e Pascelupo, Sigillo, Umbertide, Valfabbrica
Altre informazioni
Cod. postale 06024, 06020
Prefisso 075
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 054024
Cod. catastale E256
Targa PG
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Nome abitanti eugubini
Patrono Sant'Ubaldo
Giorno festivo 16 maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Gubbio
Posizione del comune di Gubbio all'interno della provincia di Perugia
Posizione del comune di Gubbio all'interno della provincia di Perugia
Sito istituzionale

Gubbio è un comune italiano di 32.998 abitanti della provincia di Perugia, in Umbria. La superficie del territorio comunale è la più vasta della regione e la settima in Italia. Fa parte della comunità montana Alto Chiascio, associazione nazionale Città del Tartufo e Associazione Italiana Città della Ceramica.

Geografia fisica[modifica | modifica sorgente]

Il territorio comunale è prevalentemente montuoso e collinare. La città è posizionata alle falde del monte Ingino ed è attraversata dal torrente Camignano.

Clima[modifica | modifica sorgente]

L'inverno ha delle variazioni fra il freddo e il mite con prevalenza di rigido a causa dell'influenza del vicino Appennino e le precipitazioni sono anche di carattere nevoso. L'estate è invece calda ma ventilata, con piogge scarse.

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Stazione meteorologica di Gubbio.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Ikuvium.

Le prime forme di insediamento nel territorio eugubino sono da collocarsi già nel paleolitico. Resti di un villaggio di età neolitica sono stati trovati in località San Marco. Nell'età del bronzo un abitato si sviluppò per più secoli sul soprastante monte Ingino; le relative tombe, scoperte limitatamente all'età del bronzo finale, si trovavano nell'area successivamente occupata dal centro storico (urne cinerarie di Via dei Consoli).

Le Tavole eugubine[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Tavole eugubine.

Gubbio fu una città umbra con il nome di Ikuvium o Iguvium, posta sulle vie di comunicazione tra il Tirreno e l'Adriatico. Testimonianze del periodo umbro sono le Tavole eugubine, scoperte intorno metà del XV secolo ed acquistate dal comune nel 1456, costituite da sette tavole in bronzo, in parte redatte in alfabeto umbro ed in parte in alfabeto latino, ma sempre in lingua umbra.

Periodo romano[modifica | modifica sorgente]

Alleatasi con Roma nel 295 a.C., nel 167 a.C. vi fu custodito Genzio, ultimo re dell'Illiria fatto prigioniero dal pretore Lucio Anicio Gallo.

Gubbio ottenne nell'89 a.C. la cittadinanza romana: fu eretta a municipium ed ascritta alla tribù Clustumina.

Invasa dagli Eruli, fu nel 552 distrutta dai Goti di Totila, ma venne ricostruita con due potenti torri difensive dai Bizantini di Narsete, generale di Giustiniano, non più in pianura, ma alle pendici del monte Ingino. Nel 772, Gubbio fu occupata dai longobardi Liutprando, Astolfo e Desiderio.

San Francesco a Gubbio[modifica | modifica sorgente]

La città di Gubbio è strettamente legata alla storia di san Francesco, in particolar modo ad un evento della sua vita citato nel XXI capitolo dei Fioretti di San Francesco, cioè l'incontro con il lupo.[2]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Lupo di Gubbio.

A Gubbio, Francesco si rifugiò dopo essersi allontanato da Assisi, trovando asilo presso la famiglia degli Spadalonga.

Libero comune[modifica | modifica sorgente]

Il palazzo dei Consoli

Ceduta alla Chiesa con le donazioni di Pipino il Breve e Carlo Magno, la città, pur assoggettata ai vescovi, si costituì in Libero comune di fazione ghibellina e, nell'XI secolo, iniziò una politica espansionistica. Distrutta Luceoli, posta sulla via Flaminia nei pressi dell'odierna Cantiano, il suo vasto territorio fu inglobato in quello eugubino e, in posizione più strategica, fu fondata Pergola (poi città autonoma dal 1752). La creazione di Pergola fu considerata pericolosa dalla vicina città di Cagli, che già si sentiva minacciata da Gubbio, in quanto gli eugubini avevano ottenuto la concessione imperiale sullo strategico castello di Cantiano, controllando di fatto, agevolmente, i collegamenti sulla via Flaminia; ne nacquero una serie di scontri che coinvolsero, in forza delle alleanze promosse dai cagliesi, anche Perugia. Le continue guerre di confine portarono Gubbio ad avere più di cento castelli sotto il suo dominio ma, nello stesso tempo, ad entrare in forte conflitto con Perugia, allarmata dal suo espansionismo.[3]

Nel 1151 undici città confederate, capeggiate da Perugia, attaccarono Gubbio con l'intento di spazzarla via. La città resse all'urto ed il seguente contrattacco portò ad una schiacciante vittoria degli assediati. L'evento fu attribuito all'intervento ritenuto miracoloso di sant'Ubaldo (1080-1160), allora vescovo della città. La potenza militare e commerciale che Gubbio andava sempre più ostentando portò ad altri scontri con Perugia, finché nel 1257 i perugini occuparono parte dei territori eugubini, che furono poi restituiti con il trattato di pace del 1273.

La chiesa di San Giovanni

Nel X secolo Gubbio prosperò in pace, crescendo dal punto di vista sia urbanistico, sia economico, sia demografico. Nel 1263, i guelfi presero il potere, che detennero fino al 1350 tranne brevi parentesi, come quando, nel 1300, Gubbio fu occupata dalle truppe ghibelline del conte di Ghiacciolo (Uberto Malatesta) e di Uguccione della Faggiuola. Infine, caduta sotto la signoria di Giovanni Gabrielli, nel 1354 fu assediata ed espugnata dal cardinale Albornoz, legato pontificio, che l'assoggettò alla Chiesa concedendo, però, alla città gli antichi privilegi e statuti propri. La pace fu di breve durata poiché il governo pontificio non mantenne le promesse fatte dal cardinale Albornoz: gli eugubini nel 1376 insorsero e instaurarono un autogoverno. Pochi anni dopo, nel 1381, il vescovo Gabriello Gabrielli, appoggiato dal papa, si autoproclamò signore di Agobbio, nome medioevale di Gubbio, provocando la ribellione dei cittadini che, ridotti alla fame, nel 1384 si levarono in armi contro il vescovo. Impossibilitati a resistere al battagliero vescovo, che non voleva perdere il dominio sulla città, gli eugubini si "consegnarono" spontaneamente ai Montefeltro, duchi di Urbino, perdendo così il titolo di libero comune, ma ottenendo un lungo periodo di tranquillità. I Montefeltro, signori amanti dell'arte, restituirono a Gubbio i privilegi e gli ordinamenti civili, la città tornò così a fiorire culturalmente e artisticamente; in quel periodo fu ricostruito il Palazzo dei Consoli. Salvo brevi interruzioni per le signorie dei Malatesta e di Cesare Borgia, la città rimase ai Montefeltro fino al 1508 quando subentrarono, nel dominio della città, i Della Rovere, che lo tennero fino al 1631 quando, con la morte di Francesco Maria II Della Rovere, ultimo erede della casata, tutti i beni e tutti i feudi passarono, come da volontà testamentaria, allo stato pontificio.[4]

Regno d'Italia[modifica | modifica sorgente]

Nel 1860 Gubbio fu annessa al Regno d'Italia e, per effetto del decreto Minghetti, il 22 dicembre 1860 fu distaccata dalle Marche e aggregata all'Umbria, distaccandola dalla Delegazione apostolica di Urbino e Pesaro e aggregandola alla neo-costituita Provincia di Perugia.

A seguito della depressione economica del 1873-1895, conseguente alla crisi agraria che si ebbe in Italia verso il 1880, numerosi abitanti emigrarono alla ricerca di lavoro e migliori condizioni di vita. Tale fenomeno è continuato per circa un secolo, in varie ondate condizionate dalla prima e dalla seconda guerra mondiale, per esaurirsi negli anni settanta. Le mete furono essenzialmente i paesi europei, quali ad esempio Lussemburgo, Francia, Belgio, Svizzera, Germania, i paesi dell'America del Nord (Canada e Stati Uniti) e dell'America del Sud (Argentina e Brasile), e anche Sudafrica e Australia.

Durante la seconda guerra mondiale, il 22 giugno 1944, a seguito di un'operazione effettuata da un gruppo di partigiani, i tedeschi attuarono una feroce rappresaglia, trucidando, a colpi di mitragliatrice, 40 cittadini innocenti, nei pressi della chiesa della Madonna del Prato, dove oggi un mausoleo ricorda i "40 martiri". Inoltre, per circa trenta giorni, fino al 25 luglio 1944, giorno della liberazione, la città fu duramente bombardata dalle artiglierie tedesche che, dai monti circostanti, battevano la vallata per contrastare l'avanzata delle truppe di liberazione.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Palazzo dei Consoli[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Palazzo dei Consoli.

Il Palazzo dei Consoli fu fatto costruire nel XIV secolo dal governo della città, che in questo modo voleva testimoniare la grandezza e la potenza raggiunta dalla città. Il palazzo, in stile gotico, è alto circa sessanta metri. Dal 1901 è sede del museo civico, dove sono esposti antichi reperti archeologici umbri, una collezione numismatica ed una pinacoteca.[5]

Palazzo Pretorio[modifica | modifica sorgente]

Il Palazzo Pretorio si trova nella Piazza Grande di Gubbio, proprio di fronte al Palazzo dei Consoli. La sua costruzione iniziò nel 1349 e proseguì fino al XVII secolo, senza mai giungere al completamento. In origine il palazzo aveva tre vaste sale sovrapposte, ognuna con volta a crociera che poggia su un unico pilastro centrale.

Attualmente è la sede del comune di Gubbio.

Palazzo del Bargello[modifica | modifica sorgente]

Tipico esempio di architettura gotica a Gubbio. Sorge nella suggestiva via dei Consoli e fu eretto nei primi anni del Trecento: al pianterreno si nota una caratteristica porta dei morti e, nella piazzetta, la famosa fontana dei matti.

Chiesa di San Francesco[modifica | modifica sorgente]

Chiesa di San Francesco

La chiesa fu costruita nella seconda metà del XIII secolo presso il fondaco della famiglia Spadalonga, che avrebbero accolto San Francesco d'Assisi dopo il suo abbandono della casa paterna. La chiesa è probabilmente opera dell'architetto frà Bevignate da Perugia, anche se la sua attribuzione è ancora oggetto di discussione.

Chiesa di S. Francesco della Pace (o dei Muratori)[modifica | modifica sorgente]

Costruita nella prima metà del sec. XVII dall’Università dei Muratori nel luogo in cui, secondo la tradizione, si trovava la grotta ove visse il lupo di Gubbio. All’interno è visibile la pietra su cui si dice che avvenne il patto di pace tra San Francesco e il lupo, e il coperchio del sarcofago in pietra della presunta sepoltura dell'animale in questione. Nella chiesa sono inoltre conservati i Ceri "mezzani" e le statuette di S. Ubaldo, S. Giorgio e S. Antonio collocate in cima ai Ceri nella celebre festa del 15 maggio. Il quadro rappresentante la Madonna con il Bambino e Santi è opera di Giovanni B. Michelini da Foligno.

Palazzo Ducale[modifica | modifica sorgente]

Il Palazzo Ducale si trova davanti al Duomo di Gubbio e fu costruito per ordine di Federico da Montefeltro dopo il 1470. All'interno del palazzo si trovava lo studiolo del Duca, con soffitto a cassettoni e pareti coperte da splendide tarsie lignee. Lo studiolo venne realizzato fra il 1479 e il 1482 dalla bottega fiorentina di Giuliano da Maiano, su disegni di Francesco di Giorgio Martini; l'intero ambiente è stato venduto nel 1939 al Metropolitan Museum di New York.[6]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Palazzo Ducale (Gubbio).

Cattedrale dei Santi Mariano e Giacomo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Duomo di Gubbio.
La Cattedrale dei Santi Mariano e Giacomo

Dedicata ai protomartiri cristiani Mariano e Giacomo, la Cattedrale fu costruita su progetto di Giovanni da Gubbio a partire dal 1190 sull'area concessa dal vescovo Bentivoglio. Completata nel 1229 ed ampliata una prima volta nel 1336 ed una seconda a metà del XVI secolo, ha una facciata molto semplice, caratterizzata da una scalinata ed un rosone attorniato dai simboli dei quattro evangelisti e dall'agnello mistico, appartenenti alla primitiva cattedrale.

San Giovanni Battista[modifica | modifica sorgente]

La chiesa fu costruita fra il XIII ed il XIV secolo con ogni probabilità sul sito occupato in precedenza dal primitivo Duomo di San Mariano. La chiesa ha una facciata prettamente gotica, mentre il campanile è romanico.

L'interno è costituito da una singola navata con abside quadrata, mentre il tetto è sostenuto da archi in pietra su colonne binate. Molti degli affreschi originari sono andati perduti; rimangono solo alcuni frammenti di una Santa Caterina d'Alessandria e di uno Sposalizio mistico di Santa Caterina.

San Domenico[modifica | modifica sorgente]

La chiesa fu fondata sulla più antica chiesa di San Martino, esistente da prima del 1180, quando i domenicani si insediarono a Gubbio nel vicino convento (principio del XIV secolo). Fu modificata nel XVI e nel XVIII secolo, ma la facciata rimase incompiuta. L'abside è sorretta da torrioni angolari. Vi fu sepolto Mastro Giorgio Andreoli.

Basilica di Sant'Ubaldo[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Basilica di Sant'Ubaldo.

La basilica, posta sulla cima del monte Ingino a 827 m s.l.m, custodisce il corpo del santo patrono di Gubbio, sant'Ubaldo, da cui prende nome.

Teatro romano[modifica | modifica sorgente]

Il Teatro romano

Appena oltre le mura romane, si trova il teatro romano, risalente al I secolo a.C. Costruito tra il 55 e il 27 a.C., una lapide qui ritrovata menziona una serie di lavori fatti in epoca augustea da Gneo Satrio Rufo, quattuorviro di Gubbio.

Scavi e conseguenti opere di recupero e restauro si sono succedute fin dal 1789 ed hanno portato alla luce diversi mosaici di pregevole fattura. Sono ben conservati le arcate inferiori, parte di quelle superiori, la cavea (che poteva contenere anche 6.000 spettatori) e la scena con nicchie curve e rettangolari.

Mausoleo[modifica | modifica sorgente]

Si tratta di un rudere di tomba romana, localizzata nei pressi del teatro, originariamente rivestita di grossi blocchi di pietra squadrati, avente una camera sepolcrale ancora ben conservata con volta a botte ed una piccola finestra. Fu ritenuta nei secoli passati come il sepolcro di Genzio, ultimo re dell'Illiria.

Palazzo del Capitano del Popolo[modifica | modifica sorgente]

Il Palazzo sorge nel quartiere di San Martino, risale al XIII secolo e appartenne per un certo periodo di tempo alla famiglia Gabrielli. Ospita ora una piccola mostra con alcuni arnesi di tortura.

Castello di Vallingegno[modifica | modifica sorgente]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi Castello di Vallingegno.

Sorge in località Scritto, e anticamente era un feudo della famiglia Gabrielli.

Altri luoghi di interesse sono le chiese di San Martino, San Pietro, Sant'Agostino e la Chiesa di San Francesco di Paola.

Società[modifica | modifica sorgente]

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[7]

Il comune di Gubbio dal 2001 ad oggi un aumento di 1347 unità, le famiglie sono 13291 con 2,47 a componenti.

Abitanti stranieri[modifica | modifica sorgente]

Alla fine del 2010 gli abitanti stranieri a Gubbio erano 2.382, gli stranieri maggiormente provengono dalla Romania, Albania, Marocco e Ucraina.

Folclore[modifica | modifica sorgente]

Gubbio è tradizionalmente definita la "città dei matti", riferito alla proverbiale imprevedibilità degli eugubini. Una usanza tradizionale è il conferire la "patente da matto" a chi compie tre interi giri di corsa intorno alla cinquecentesca "Fontana dei Matti" (situata nel largo del Bargello) e viene "battezzato" dagli schizzi d'acqua (è molto difficile fare tre giri riuscendo a non bagnarsi).

La città di Gubbio è situata sulla strada del pellegrinaggio chiamata il "Cammino di Assisi".

Politica[modifica | modifica sorgente]

Gubbio è considerata una delle città al di sopra dei 15.000 abitanti politicamente più "rosse" d'Italia, dal momento che dal 2001 il Partito della Rifondazione Comunista, insieme ai Verdi e alla lista civica "Sinistra Unita", detiene la maggioranza assoluta dei seggi in consiglio comunale. Dopo le elezioni del 23 e 24 maggio 2011 il primo partito della città è divenuto il Partito Democratico, ma il partito PRC detiene il posto di secondo partito della città. Il 14 febbraio la politica eugubina e Regionale fu scossa con l'arresto dei due ex sindaci Orfeo Goracci e Maria Cristina Ercoli con l'accusa di associazione a delinquere finalizzata all'abuso di ufficio e altri reati commessi quando erano sindaci di Gubbio. Nel maggio del 2013 il governo della città passò al commissario dopo la caduta del governo Guerrini. A maggio del 2014 durante le elezioni anticipate nessuno dei candidati raggiunge il quorum del 50% anche se Stirati riceve il 41% di preferenze , si ritorna a votare per il ballottaggio l'8 giugno , vince Filippo Stirati che batte l'altro candidato Palazzari .[8]

Enti e istituzioni[modifica | modifica sorgente]

  • La Sezione Distaccata del Tribunale Ordinario di Perugia e gli Uffici del Giudice di Pace
  • La Sezione dell'Archivio di Stato venne istituita il 25 giugno del 1957, oggi si trova nel Convento dei Padri Minori di san Francesco.
  • La Nuova Biblioteca è situata nel quartiere di san Pietro.
  • Nel 2008 venne costruito l'Ospedale Comprensoriale di Gubbio e Gualdo Tadino a Branca.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio di Gubbio hanno sede medie e piccole imprese. Le maggiori attività sono la produzione di cemento e materiale per l'edilizia. Altre attività comprendono la produzione di acqua minerale, manufatti in resina, trasporti. La prima azienda fondata in ordine di tempo fu la cementeria Barbetti attiva dal 1926 nella produzione di cemento portland.L'altra grande impresa sempre collocata nel territorio è Cementerie Colacem con quasi 1500 dipendenti. Le aree di produzione sono localizzate nelle frazioni Padule, Mocaiana, Fossato di Vico.

Cultura[modifica | modifica sorgente]

Palazzo dei Consoli

Istruzione[modifica | modifica sorgente]

Nel territorio comunale si trovano 21 scuole dell'infanzia, 15 scuole primarie, 2 medie (sedi distaccate.), 7 scuole superiori (istituto tecnico sperimentale, liceo classico, liceo pedagogico, istituto d'arte, commerciale, professionale e liceo scientifico). Nel centro storico si trova la biblioteca comunale.

Musei[modifica | modifica sorgente]

Media[modifica | modifica sorgente]

Televisione[modifica | modifica sorgente]

Gubbio è stata la sede principale delle riprese della serie televisiva prodotta dalla Lux Vide e da Rai Fiction "Don Matteo", con Terence Hill. "Don Matteo" è trasmessa in Italia da Rai 1, Rai Premium e da TV2000. La nuova serie è ambienta a Spoleto.

Eventi[modifica | modifica sorgente]

  • Il 15 maggio di ogni anno vi si svolge la Festa dei ceri in onore del patrono della città, sant'Ubaldo. Tre pesanti macchine di legno vengono portate a spalla in una sorta di staffetta senza vincitori. L'ordine dei tre ceri (Sant'Ubaldo patrono di Gubbio, San Giorgio e Sant'Antonio) è sempre lo stesso.[9]
  • L'ultima domenica di maggio di ogni anno vi si svolge il palio della balestra, evento folcloristico in onore del patrono della città, sant'Ubaldo.
  • Dal 7 dicembre al 10 gennaio, sulle pendici del monte Ingino, viene disegnato con lampioni colorati un enorme albero di Natale.
  • Dal 2004 la città di Gubbio ospita la manifestazione culturale denominata "Altrocioccolato"
  • Dal 2003, l'ultima domenica di agosto, la banda musicale "Madonna del Ponte" organizza il raduno bandistico "Sbandiamo".
  • Il "Centro internazionale per la pace fra i popoli di Gubbio" celebra dal 1994 la "Festa della mansuetudine", per ricordare l'evento dell'ammansimento del lupo da parte di san Francesco.

Persone legate a Gubbio[modifica | modifica sorgente]

Mastro Giorgio da Gubbio

Geografia antropica[modifica | modifica sorgente]

Frazioni[modifica | modifica sorgente]

Belardello, Bellugello, Belvedere, Birello, Biscina, Borgo Torre, Branca, Caibelli, Caicambiucci, Caimariotti, Camporeggiano, Canalecce, Carbonesca, Carestello, Carpiano, Casacce, Casamorcia, Casanova di Torre, Case Colle, Case Fontarcano, Case Mocaiana, Case Monteleto, Case Santa Maria Maddalena, Case Sant'Erasmo, Case Vignoli, Cima San Benedetto, Cipolleto, Colombara, Colonnata, Colpalombo, Corraduccio, Decima, Febino Casacce, Ferratelle, Fontanelle, Fonte Cese, Fonte della Salsa, Ghigiano, Goregge, Intonacato Basso, Lastreto, Le Trosciacce, Loreto Basso, Madonna del Ponte, Mengara, Mocaiana, Molino di Camporeggiano, Montanaldo, Monteleto, Montelovesco, Monteluiano, Morena, Murcie, Nerbisci, Nogna, Padule, Padule - San Marco, Palazzaccio, Petazzano, Petroia, Piaggiola, Pian Grande, Piccola Piaggiola, Pieve di Agnano, Pisciano, Ponte D'Assi, Raggio, Raggioli, Ritirata, Salia, Salia Parrocchia, San Bartolo, San Bartolomeo, San Bartolomeo di Burano, San Benedetto Vecchio, Santa Maria di Burano, San Cristoforo Basso, San Marco, San Martino in Colle, Santa Cristina, Santa Margherita di Burano, Sant'Ubaldo, San Vittorino, Scritto, Semonte, Serrabrunamonti, Sorbo, Spaccio Monteluiano, Spada, Stazione di Camporeggiano, Stazione di Padule, Torre Calzolari, Torre dell'Olmo, Valdichiascio, Vallingegno, Venata, Vignoli, Villamagna, Zangolo, Zappacenere.

Monteluiano[modifica | modifica sorgente]

Monteluiano prende il suo nome dal latino Mons Julianum, letteralmente Monte di Giove. In passato infatti ospitava un altare dedicato al dio.

Biscina[modifica | modifica sorgente]

A Biscina sorge l'omonimo castello la cui fondazione sembra risalire al X secolo. Le mura racchiudono la corte interna ma si aprono ad est sulla chiesa e sulla pianura sottostante, in cui scorre il fiume Chiascio. Sul lato nord si può osservare una delle due torri del castello, quella che proteggeva l'ingresso. Il castello è in corso di ristrutturazione da parte dei privati proprietari.

Da Biscina passava un'importante strada municipale che collegava Gubbio ad Assisi.

Padule-San Marco[modifica | modifica sorgente]

Questa frazione dista 3,38 km da Gubbio. Si trova ad un'altezza di 463 metri, secondo i dati Istat la frazione è abitata da 1.812 abitanti.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica sorgente]

Tre livelli della città sono collegati con ascensori pubblici ed una cestovia a 2 posti collega Gubbio (532 m) alla Basilica di Sant'Ubaldo (803 m).

Ferrovia[modifica | modifica sorgente]

La città è servita dalla stazione di Fossato di Vico-Gubbio situato a Fossato di Vico; fino al 1945 era in funzione anche la Ferrovia Appennino Centrale che partiva da Arezzo e arrivava fino a Fossato di Vico, a scartamento ridotto e a Gubbio aveva la sua stazione ferroviaria (era situata in via Beniamino Ubaldi 2) oggi completamente demolita, rimane solo la rimessa trasformata negli anni in un pub.

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1997 Paolo Barboni L'Ulivo Sindaco
1997 2001 Ubaldo Corazzi Democratici di Sinistra Sindaco
2001 2010 Orfeo Goracci Partito della Rifondazione Comunista Sindaco [10]
28 maggio 2010 23 maggio 2011 Maria Cristina Ercoli Partito della Rifondazione Comunista Vicesindaco
23 maggio 2011 24 maggio 2013 Diego Guerrini Partito Democratico Sindaco
28 maggio 2013 8 giugno 2014 Maria Luisa D'Alessandro Commissario prefettizio
8 giugno 2014 in carica Filippo Mario Stirati Coalizione di sinistra e centro-sinistra Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica sorgente]

Gubbio è gemellata con le seguenti città:[senza fonte]

Sport[modifica | modifica sorgente]

Tradizionalmente lo sport più praticato e seguito in città è il calcio: l'A.S. Gubbio 1910 attualmente milita in Lega Pro Prima Divisione 2013-2014. Molte sono inoltre le squadre nell'intero comune che partecipano a campionati calcistici dilettantistici nel 2013-2014: Padule, Carbonesca e Fontanelle-Branca in Prima Categoria, e Real Padule, Pontedassi, San Marco ed Eugubina Mencarelli Group in Seconda Categoria.
Anche la pallavolo è molto praticata e soprattutto quella femminile vanta un passato in serie B1.
Nel territorio comunale è presente anche una pista per il volo ultraleggero.
Il basket ha nella Barbetti Redil la sua portacolori dove ha conquistato nell'anno 2010 la promozione nella Divisione Nazionale C, e la Polisportiva Gubbio nata nel 2010.
Sono presenti anche associazioni di sport minori come il judo, il rugby, il ciclismo, il pattinaggio, il tiro con l'arco, il ruzzolone ed il podismo, mentre la piscina comunale, che spesso ospita meeting nazionali, permette una costante pratica del nuoto da parte di varie società eugubine.

Impianti sportivi[modifica | modifica sorgente]

  • Stadio Pietro Barbetti
  • Palazzetto dello Sport via Dell'Alboreto
  • PalaITC
  • Impianto Ciclabile Polivalente "Le Cerque"
  • Palestra dell'Istituto d'Arte (partite pallavolo)
  • Piscina Comunale
  • Bocciodromo Comunale
  • Campi da Tennis
  • Campo di Tiro con l'arco e rugby
  • Pista per automodelli
  • Pista per aeromodelli

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Il lupo di Gubbio - Tommaso da Celano, Fioretti
  3. ^ Origene, p. 30
  4. ^ Origene, p.52
  5. ^ Micalizzi, p.56
  6. ^ Micalizzi, p. 68
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Arrestato vice presidente del Consiglio regionale Umbria - Cronaca - ANSA.it
  9. ^ Loretoni, p.15
  10. ^ Dimessosi in seguito all'elezione in consiglio regionale.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • AA. VV., La ceramica a lustro nell'Ottocento a Gubbio, Firenze 1998.
  • G.C. Bojani, Mastro Giorgio, Firenze 1998.
  • G. Loretoni-G. Cardobni, Gubbio. I Ceri, Gubbio 2011.
  • R. Origene, Storia di Gubbio, Gubbio 1964.
  • P. Micalizzi, Gubbio. Storia dell'architettura e della città, Gubbio 2009.
  • Gabriele Presciutti, Maurizio Presciutti, Dromedari Giuseppe, Il corridoio bizantino al confine tra Marche e Umbria, Pesaro 2014, ISBN 9788891141491

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Galleria fotografica[modifica | modifica sorgente]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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