Repubblica di Ragusa

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Repubblica di Ragusa
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Repubblica di Ragusa - Bandiera
Repubblica di Ragusa - Stemma
Motto: Libertas

Descrizione generale
Nome completo:
Nome ufficiale: Respublica Ragusina
Lingue: latino, italiano, dalmatico, dialetti slavi, sabir, lingua veneta.
Capitale: Ragusa
Forma politica
Forma di governo: repubblica
rettore: Capi di Stato di Ragusa
Nascita: 1358
Causa: affrancamento dal dominio della Repubblica di Venezia dopo la pace di Zara.
Fine: occupazione napoleonica.
Causa: annessione di Ragusa alle Province illiriche.
Territorio e popolazione
Bacino geografico: Dalmazia meridionale e isole Elafiti.
Territorio originale: territorio municipale di Ragusa nel Thema di Dalmazia.
Province:
Economia


Commerci con: Repubblica di Venezia, Impero Ottomano, Regno di Serbia, Regno di Croazia, Erzegovina.
Esportazioni: spezie, legname, grano, schiavi, stoffe, seta, metalli preziosi.
Importazioni: Idem.
Religione e Società
Religioni preminenti: Chiesa cattolica.
Religione di stato: cattolicesimo.
Religioni minoritarie: religione ebraica
Classi sociali: patrizi cittadini, pescatori, mercanti, clero, schiavi.

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Evoluzione storica
Preceduto da:
Succeduto da:
bordered Repubblica di Venezia bordered Impero francese

La Repubblica di Ragusa (nota anche come Repubblica Ragusea o, dal nome del santo protettore, Repubblica di San Biagio) è stata un'illustre repubblica marinara dell'Adriatico, esistita dal XIV secolo al 1808, e considerata dai contemporanei come parte degli Antichi Stati italiani. La sua capitale era la città di Ragusa in Dalmazia ed il suo territorio fa oggi parte della Croazia.

Indice

[modifica] Geografia

Il territorio di Ragusa comprendeva una sottile fascia della costa dalmata lunga 120 km e larga appena 5–10 km, che si estendeva dalla foce della Narenta alla Punta d'Ostro presso l'imbocco delle Bocche di Cattaro. Nel corso dei secoli Ragusa acquisì l'arcipelago delle Elafiti (Giuppana, Isola di Mezzo e Calamotta, 1080), Meleda (1141), Lagosta (1216), la città di Stagno (1333) e l'intera penisola di Sabbioncello (1399). Per soli tre anni (1414-1417) Ragusa tenne anche le isole di Curzola, Brazza e Lèsina, ma fu poi costretta a cederle a Venezia. Da un punto di vista amministrativo, la Repubblica era divisa in tre capitanati (Ragusavecchia, Jagnina e Sabbioncello) e sette contee (Canali, Breno, Slano, Stagno, Lagosta, Meleda, Giuppana, Isola di Mezzo).

[modifica] Storia

[modifica] Fondazione e periodo bizantino (614-1204)

Nella prima metà del VII secolo (secondo la tradizione nel 614), epoca delle invasioni degli Slavi e degli Avari nella penisola balcanica, gli abitanti della città di Epidaurum (l'attuale Ragusavecchia o Cavtat) cercarono rifugio su un'isola di fronte alla costa che poi, unita alla terraferma, ha costituito il nucleo urbano di Ragusa. Seppur con notevole autonomia, la città fu da quel momento soggetta alla protezione dell'Impero Bizantino.

Durante questa epoca Ragusa cominciò a sviluppare un attivo commercio nel Mediterraneo orientale. A partire dal XI secolo si impose come città marittima e mercantile soprattutto nell'Adriatico, stringendo accordi e contratti con altre città; il primo contratto commerciale conosciuto risale al 1148 e fu stipulato con la città di Molfetta, ma altre città si aggiunsero nei decenni a venire, tra cui Ancona (1199), Pisa, Termoli e Napoli. In una lettera datata 29 agosto 1189 ed inviata dal Bano di Bosnia Kulin, appare menzionato per la prima volta il nome croato della città, Dubrovnik. Questa lettera è il testo di una concessione commerciale che il Bano offre alla Repubblica di Ragusa e ai suoi cittadini. Ciò dimostra l'esistenza ab antiquo del toponimo Dubrovnik, che nei documenti ufficiali della Repubblica comunque non venne mai utilizzato.

[modifica] Il periodo veneziano (1205-1358)

Dopo la caduta di Costantinopoli durante la IV Crociata nel 1204, Ragusa cadde sotto il dominio della Repubblica di Venezia, dalla quale ereditò gran parte delle sue istituzioni. Il dominio veneto si prolungò per un secolo e mezzo, con brevi interruzioni (dal 1207 al 1211, dal 1215 al 1217 e dal 1232 al 1235; inoltre, dal 1230 al 1232, la città fu soggetta alla sovranità del despotato d'Epiro.

In questa epoca venne a delinearsi l'assetto istituzionale interno della futura repubblica, con la comparsa del Senato (1252) e l'approvazione dello Statuto Raguseo (9 maggio 1272).

[modifica] L'indipendenza (1358)

Nel 1358, in seguito ad una guerra col Regno d'Ungheria, Venezia fu costretta a rinunciare, con la pace di Zara, a gran parte dei suoi possedimenti in Dalmazia. Ragusa colse l'occasione per affrancarsi dal giogo veneto e si diede volontariamente come vassallo al Regno di Ungheria.

Ottenuto il diritto di autogoverno in cambio del vincolo di assistenza con la propria flotta e del pagamento di un tributo annuale al re di Ungheria, Ragusa iniziò la propria storia come stato indipendente. In quell'epoca la città venne fortificata e dotata di due porti. La Communitas Ragusina iniziò a chiamarsi Respublica Ragusina a partire dal 1403.

[modifica] Il periodo d'oro (XV e XVI secolo)

Grazie al suo porto Ragusa poté competere con Venezia

Basando la sua prosperità sul commercio marittimo, la Repubblica di Ragusa divenne la maggiore potenza dell'Adriatico meridionale e giunse a rivaleggiare con la Serenissima Repubblica di Venezia.

Ragusa fu in quel periodo la porta dei Balcani e dell'Oriente, luogo di commercio di vari metalli (argento, rame, piombo), sale, spezie e cinabro. Supportata dalla sua ricca e abile aristocrazia, Ragusa poté raggiungere il suo apogeo nei secoli XV e XVI grazie anche a convenienti accordi bilaterali di esenzione dalle tasse per le merci commerciate. Ma non furono soltanto la potente flotta, che toccava i principali porti del Mediterraneo, e la fitta rete di consolati (ben 50) a fare di Ragusa una potenza: la città ebbe illustri figli che si distinsero nella letteratura e nelle arti.

A causa della sua particolare posizione geografica (una sottile striscia costiera con l'Impero Ottomano alle spalle), lo stato raguseo fu anche uno strenuo difensore del Cattolicesimo, ed in tale veste si dimostrò intollerante anche verso la Chiesa ortodossa: in larghe parti del territorio furono registrate espropriazioni e conversioni forzose di massa. Come regola generale, i non cattolici erano esclusi dalla cittadinanza, oltre che dagli uffici pubblici e dalle alte magistrature dello stato; il che obbligò numerosi mercanti serbo-erzegovesi alla conversione. Tuttavia la città non esitò ad ospitare dal 1492 gruppi di ebrei sefarditi espulsi dalla penisola iberica, che diedero ulteriore impulso all'importanza commerciale della città.

Dal punto di vista interno, la struttura della società era rigidamente impermeabile: i matrimoni misti erano vietati e gli appartenenti alle due classi inferiori non avevano alcuna influenza sul governo della Repubblica. D'altro canto, la Repubblica di Ragusa si dimostrò estremamente avanzata per altri versi. Nel XIV secolo fu aperta la prima farmacia, poi un ospizio e il primo lazzaretto (1347); infine, nel 1418 fu abolita la tratta degli schiavi.

La vecchia bandiera della repubblica era caratterizzata dal motto Libertas, mentre l'ingresso alla fortezza di San Lorenzo (Lovrijenac, situata appena al di fuori delle mura cittadine) reca ancora l'iscrizione Non bene pro toto libertas venditur auro ("La libertà non si vende per tutto l'oro del mondo").

Di fronte alla prorompente avanzata ottomana nella penisola balcanica e in seguito alla sconfitta ungherese nella battaglia di Mohács (1526), Ragusa cambiò fronte e passò sotto la supremazia formale del sultano ottomano, obbligandosi a pagargli un simbolico tributo annuale: un'abile mossa che le permise di salvaguardare la sua indipendenza.

[modifica] Il declino

I confini terrestri della Repubblica di Ragusa corrispondono a quelli odierni tra Croazia, Bosnia-Erzegovina e Montenegro

Col XVII secolo iniziò per la Repubblica di Ragusa un lento quanto inesorabile declino, dovuto sia alla scoperta dell'America (che tagliò fuori il Mediterraneo dalle principali rotte commerciali), sia soprattutto ad un catastrofico terremoto avvenuto il 6 aprile 1667, che rase al suolo gran parte della città facendo 5.000 vittime tra cui il rettore.

La città venne presto ricostruita a spese del Papa e dei sovrani di Francia e Inghilterra, che ne fecero un gioiello dell'urbanistica seicentesca, e con grandi sforzi la Repubblica visse una nuova quanto effimera ripresa, ma la sua stessa esistenza fu sempre più minacciata. Fiaccata nella sua importanza commerciale, indebolita politicamente, decaduta nella sua immagine di baluardo cristiano, Ragusa finì col diventare, al pari della Serenissima, un'anacronistica repubblica arroccata a difesa dei suoi privilegi.

Proprio a causa delle scaramucce con i Veneziani, la Repubblica ragusea sentì sempre più la necessità di evitare ogni confine terrestre con la rivale veneta, al fine di impedire alla Serenissima di attaccare la città via terra. L'occasione propizia giunse in occasione dei negoziati per la pace di Carlowitz, quando Ragusa convinse il sultano ottomano a farsi cedere da Venezia due sottili strisce di costa al di là del proprio confine. La cessione delle due "zone cuscinetto" fu ufficializzata con la firma della pace il 26 gennaio 1699 (articoli IX e XI del trattato turco-veneziano), che rese lo stato raguseo un'enclave in territorio turco. Di queste due strisce, quella settentrionale (con la città di Neum) costituisce attualmente l'unico sbocco al mare della Bosnia-Erzegovina, mentre quella meridionale (Suttorina) fa oggi parte del Montenegro e separava la Repubblica dai territori dell'Albania veneta.

Negli ultimi secoli l'indipendenza ragusea fu quasi più una graziosa concessione: se il 20 agosto 1684 un trattato tra l'Impero Ottomano ed il Regno d'Austria aveva stabilito un protettorato congiunto sulla città, la pace di Passarowitz del 1718 ne riconobbe da un lato la piena indipendenza, ma dall'altro aumentò l'ammontare del tributo da versare alla Sublime Porta, fissandolo a 12.500 ducati. Per far fronte al caro prezzo della libertà, i ragusei si dedicarono al cabotaggio con la costa spagnola e italiana.

Nel 1776 la moribonda Repubblica di Ragusa fu il primo stato sovrano a riconoscere l'indipendenza degli Stati Uniti d'America, passando così idealmente il testimone dal decadente sistema oligarchico al nuovo modello democratico.

[modifica] La fine della Repubblica

Per ironia della sorte, la Repubblica ragusea riuscì ad assistere alla fine della veneta rivale (1797), ma dovette ben presto soccombere di fronte al precipitare degli eventi in Europa. Ragusa fu occupata dagli Austriaci il 24 agosto 1798, ma la pace di Presburgo del 1805 assegnò la città alla Francia napoleonica.

Nel 1806, dopo un assedio di un mese da parte della flotta franco-montenegrina in cui 3.000 palle di cannone piombarono sulla città, Ragusa si arrese ai Francesi del generale Lauriston. La Repubblica venne infine soppressa per decreto dal generale Marmont il 31 gennaio 1808, quando abolì l'antico Statuto e la unì agli ex possedimenti veneziani della Dalmazia sotto occupazione francese. Per quasi due anni Ragusa fece parte del napoleonico Regno d'Italia (1808-1809) e per decreto del governatore Vincenzo Dandolo la lingua italiana - già utilizzata nei secoli precedenti assieme al latino - divenne ufficiale nell'amministrazione e nelle scuole.

Gli ultimi residui di autonomia scomparvero infine l'anno successivo, con l'annessione alle Province Illiriche (14 ottobre 1809). Assegnata definitivamente all'Austria con il Congresso di Vienna (1815), Ragusa fu unita alla Provincia della Dalmazia e rimase fino al 1918 col termine della prima guerra mondiale sotto il dominio diretto degli Asburgo.

[modifica] Governo e istituzioni

Il palazzo del Rettore, sede della massima carica della Repubblica

L'assetto istituzionale di Ragusa era strettamente aristocratico, cosicché il potere effettivo rimase sempre solidamente in mano a poche famiglie dell'aristocrazia cittadina. Nell'oligarchia ragusea il governo spettava ai due Consigli Maggiore e Minore, espressioni della nobiltà cittadina, con la figura del rettore (modellato sul doge veneziano) al vertice, quest'ultimo privo di reali poteri esecutivi.

Il Consiglio Maggiore era il supremo organo legislativo e consisteva esclusivamente di membri dell'aristocrazia, che vi accedevano di diritto al compimento del diciottesimo anno d'età, mentre il Consiglio Minore era più ridotto (11 membri dal 1238, 7 dal 1667) ed era l'organo esecutivo nominato dal rettore. Quest'ultima carica prevedeva un mandato di un solo mese ed ogni rettore era rieleggibile dopo un periodo di due anni. Infine dal 1253 fu introdotto il Senato come organo consultivo composto da 45 membri ultraquarantenni eletti ogni anno.

Il Senato, noto anche con il nome veneziano di Consiglio dei Pregati, divenne a partire dal XV secolo il più importante organo della Repubblica. Come a Venezia era composto dall'unione di vari uffici e magistrature: il Rettore, gli undici membri del Minor Consiglio, i cinque Provveditori, i dodici giudici delle corti civile e criminale, i tre deputati della Mercanzia e i membri del Collegio dei Ventinove.

[modifica] Lingua e cultura

Per approfondire, vedi la voce Letteratura dalmata rinascimentale.

Per tutta la sua storia Ragusa costituì un ponte tra Oriente ed Occidente, tra mondo slavo e romanzo. Ragusa fu fondata da popolazioni latine, di lingua dalmatica. L'italiano fu per secoli la lingua di cultura della Repubblica, nonché la lingua ufficiale della Repubblica (subentrando al Latino) dal 1492 sino alla sua fine.

Il dalmatico fu la lingua dominante a Ragusa sino al XI secolo. Nei secoli seguenti la città subì un processo di slavizzazione. Grazie a Giovanni Conversini da Ravenna (1343-1408), che si lamentò di non poter parlare con gli abitanti, sappiamo che alla fine del XIV secolo la lingua parlata a Ragusa era già il croato. Le classi alte erano comunque bilingui o trilingui. Filippo de Diversis riporta che negli anni 1434-1440, quando insegnava la grammatica latina a Ragusa, nei tribunali si parlava ancora in dalmatico, ma gli stessi giudici parlavano con lui in italiano. Il dalmatico si estinse a Ragusa verso la fine del Quattrocento. Per il grande umanista raguseo Elio Lampridio Cerva (1460 circa - 1520) il dalmatico era già una lingua dimenticata, un ricordo dell'infanzia. Così tra le lingue usate a Ragusa rimasero il croato (un dialetto štokavo con qualche caratteristica čakava), il latino e l'italiano (la lingua letteraria e il dialetto veneto).

A Ragusa si sviluppò una ricchissima letteratura scritta in queste tre lingue. Spesso gli stessi autori scrivevano sia in croato che in latino o italiano.

Ragusa fu anche il maggiore centro di propagazione della letteratura croata: molti autori ragusei scrissero in italiano ma rappresentarono anche saghe e tradizioni dei popoli slavi. Fu proprio grazie a questa pacifica commistione che per vari secoli Ragusa poté rifulgere nelle scienze e nelle arti.

Ruggero Boscovich fu un glorioso figlio di Ragusa

Tra i maggiori scienziati e letterati che nacquero o vissero a Ragusa vanno ricordati (in ordine cronologico):


Nel XVII secolo la lenta decadenza si ripercosse sulla vita culturale ragusea, anche se la figura di maggior spicco della città, Ruggero Boscovich, visse proprio nel Settecento. A partire dalla fine della Repubblica (1808) e per tutto il corso dell'Ottocento la letteratura confluì gradualmente in quella nazionale croata, anche se Ragusa mantenne lungamente il proprio prestigio in tutta la Dalmazia.

[modifica] Personalità legate a Ragusa

[modifica] Bibliografia

  • Robin Harris: Dubrovnik. A History. Londra 2003. ISBN 0-86356-332-5
  • Cristiano Caracci: "Nè turchi nè ebrei ma nobili ragusei".Mariano del Friuli 2004.ISBN 88-8345-157-0
  • Cristiano Caracci: "La luce di Ragusa".Treviso 2005.ISBN 88-86496-65-6
  • Cristiano Caracci: "Note di legislazione ragusea in periodo ungherese"in Quaderni Vergeriani.Duino 2006 pp.27 e ss.
  • Luigi Tomaz: Il confine d'Italia in Istria e Dalmazia. Duemila anni di storia, Presentazione di Arnaldo Mauri, Think ADV, Conselve 2007.
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