Stocavo
Lo stocavo o stocavico[1] è un dialetto delle lingue bosniaca, croata, montenegrina e serba maggiormente parlato in Croazia, Bosnia ed Erzegovina, Montenegro e Serbia. È diffuso come dialetto maggioritario e lingua letteraria.
Le tre denominazioni (stocavo, ciacavo, caicavo) sono dovute alla forma che assume nei vari dialetti la domanda "Che cosa?": što (o šta in Bosnia Erzegovina, Serbia e Croazia), ča, kaj.
[modifica] Sottoclassificazione
Le varianti di questi dialetti vengono generalmente sottoclassificate rispetto alla pronuncia della antica vocale "jat", che a seconda dei casi si è trasformata in "i" ikavo, "e" (ekavo), "ije" (ijekavo): ad esempio, la parola "bello" può essere scritta e pronunciata come "lipo", "lepo", "liepo" o "lijepo".
Nel dialetto stocavo della lingua bosniaca e montenegrina, si usa solamente lo ijekavo. Nel dialetto stocavo della lingua croata, il più diffuso è lo ikavo, seguono ijekavo e ekavo. Nello stocavo della lingua serba, la variante più diffusa è lo ekavo, oltre allo ijekavo.
È la base della lingua letteraria ufficiale del croato, serbo e bosniaco, nonché costituisce de facto anche la cosiddetta lingua montenegrina, denominazione di recente introduzione.
Per la lingua croata, è la base della lingua letteraria ufficiale, con poche caratteristiche di dialetto čakavo e kajkavo. In termini linguistici si afferma che il dialetto štokavo è un diasistema munito di tre varietà standard costituite appunto dalle tre lingue ufficiali citate (contando la lingua montenegrina, quattro).
È da sottolineare il fatto che le tre varianti standard croata, montenegrina, serba e bosniaca sono fra loro simili (differiscono nella grafia, sintassi, uso di tempi, modi, uso di internazionalismi e altre parole storiche).