Recanati

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
bussola Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Recanati (disambigua).

Racanati panoramica.jpg

Recanati
comune
Recanati – Stemma Recanati – Bandiera
Recanati – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Marche.svg Marche
Provincia Provincia di Macerata-Stemma.png Macerata
Sindaco Francesco Fiordomo (PD) dal 22/06/2009
Territorio
Coordinate 43°23′54.78″N 13°33′9.11″E / 43.39855°N 13.5525306°E / 43.39855; 13.5525306 (Recanati)Coordinate: 43°23′54.78″N 13°33′9.11″E / 43.39855°N 13.5525306°E / 43.39855; 13.5525306 (Recanati)
Altitudine 296 m s.l.m.
Superficie 102,77 km²
Abitanti 21 830[1] (31-12-2010)
Densità 212,42 ab./km²
Frazioni Bagnolo, Castelnuovo, Chiarino, Le Grazie, Montefiore, Santa Lucia, Fontenoce, Costa De Ricchi
Comuni confinanti Castelfidardo (AN), Loreto (AN), Macerata, Montecassiano, Montefano, Montelupone, Osimo (AN), Porto Recanati, Potenza Picena
Altre informazioni
Cod. postale 62019
Prefisso 071, 0733 limitatamente alle frazioni di Montefiore e Sambucheto
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 043044
Cod. catastale H211
Targa MC
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona D, 1 982 GG[2]
Nome abitanti recanatesi
Patrono San Vito, san Flaviano, Patriarca di Costantinopoli e Martire
Giorno festivo 15 giugno
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Recanati
Posizione del comune di Recanati nella provincia di Macerata
Posizione del comune di Recanati nella provincia di Macerata
Sito istituzionale

Recanati è un comune italiano di 21.830 abitanti[3] della provincia di Macerata nelle Marche.

Indice

Geografia fisica[modifica]

Scorcio dell'abitato

Recanati sorge sulla cima di un colle, la cui cresta tortuosa è quasi pianeggiante, a 296 m s.l.m., tra le valli dei fiumi Potenza e Musone. Il mare Adriatico, oltre il quale quando l'aria è chiara si vedono i monti della Dalmazia, è ad una decina di chilometri ad Est della città. In direzione Nord è visibile il monte Conero che si perde nelle acque e dagli altri lati della città non chiusa né limitata da prossime elevazioni, si vedono le cime degli Appennini. Le cime dei Monti Sibillini con il monte Vettore e più su il monte San Vicino, la Strega e il Catria sono ben visibili. Come altri centri marchigiani, anche Recanati è la tipica "città balcone" per l'ampio panorama che vi si scorge: città e borgate sono sparse in gran numero nell'ampia distesa, tra piani, valli e colline.

Storia[modifica]

Dell'origine del primo centro abitato di Recanati non si hanno notizie certe. Sicuramente i territori circostanti furono abitati già in epoca preistorica dalla popolazione dei Piceni, diffusi nella regione. In epoca romana, lungo la valle del fiume Potenza, allora navigabile, sorsero due importanti città: Potentia, in corrispondenza della foce ed Helvia Recina, anche detta Ricina, verso l'interno. A causa dell'invasione dei Goti condotta da Radagaiso intorno al 406 d.C., che misero a ferro e a fuoco la zona, la popolazione cercò rifugio sulle colline. Si ritiene che tanto Recanati quanto Macerata debbano la loro origine a quell'antica città. Il nome Recanati, in latino "Recinetum" e "Ricinetum", indica anch'esso la derivazione della città da Ricina. Recanati poi si andò a poco a poco formando con la riunione di alcuni piccoli luoghi posti sullo stesso colle: il castello di Monte Morello, il castello di San Vito, altrimenti detto Borgo di Muzio, il castello di Monte Volpino e il borgo di Castelnuovo, borgo che in origine sembra si chiamasse Castello dei Ricinati.

Nel XII secolo, sorto il dissidio tra la Chiesa e Federico Barbarossa, Recanati respinse il governo dei Conti che appoggiavano l'Imperatore ed elesse i consoli. La città diventò un Libero Comune. Fu amministrata dai consoli fino al 1203, poi adottò il sistema dei Podestà.

Nel 1228 Federico II di Svevia, favorito dai ghibellini, fece guerra al Papa. Recanati, in genere fedele al Papato, scelse di stare con Federico II. Per questo nel 1229 Recanati ottenne dall'imperatore Federico II la proprietà di tutto il litorale, dal fiume Potenza all'Aspio, con la facoltà di edificare un porto (oggi Porto Recanati). Ben presto però i recanatesi tornarono dalla parte del papato. Nel 1239, riaccesosi il dissidio fra il Papa e l'Imperatore, Recanati, unico tra i comuni circostanti ad essere rimasto fedele al papato, diede ospitalità al Vescovo di Osimo Rinaldo, ai Duchi Guelfi e ai Legati Pontifici, costretti alla fuga dalle vessazioni dei Ghibellini. Nel 1240, papa Gregorio IX levò ad Osimo il titolo di Città e sede vescovile, riducendolo a condizione di villa e contemporaneamente dichiarò città il castello di Recanati e lo decorò con la cattedrale episcopale di San Flaviano.

Il 1296 segnò un'epoca importantissima. In quest'anno infatti si manifestò che la cappella venerata dentro la chiesa di Loreto, a quel tempo territorio recanatese, era la Santa casa di Nazaret, portata dagli angeli dalla Palestina.

Scrive Monaldo Leopardi nei suoi annali: "Il secolo decimoquarto sorgeva torbido e minaccioso come aveva già tramontato il secolo precedente, e in molte comuni della Marca si vedevano preludi di novità e apparecchiamenti di guerra. Questi segni apparivano principalmente in Ancona, Fermo, Iesi, Camerino, Cagli, Fano, Osimo e Recanati". Fra questi paesi infatti non mancavano discordie che spesso portavano a scontri, a guerre e a lunghi assedi. Per questo nel 1301 il rettore della Marca Piero Caetani fece pubblicare una costituzione che "intimava di non fare sedizione, esercito, cavalcata ne verun'altra mossa", pena forti sanzioni. Nonostante questo negli anni a venire gli scontri furono numerosi e cruenti. Gli anni dal 1311 al 1315 furono fra i più lugubri della storia recanatese. Le fazioni dei guelfi e dei ghibellini ardevano in città sempre con maggior fuoco. Recanati, storicamente legata alla parte guelfa, aveva nel Vescovo Federico e nella sua famiglia un forte sostenitore di quella parte, suscitando gelosia e acredine nell'altra parte. Così nel 1312 alcuni nobili ghibellini recanatesi, sostenuti dal podestà, dai magistrati e da molti consiglieri, assalirono le proprietà del Vescovo saccheggiandole. La Curia generale citò a comparire il Comune e le persone coinvolte, condannandoli al pagamento di mille lire di ravennati, causando così nuovi tumulti. La città cadde in mano ghibellina e vi rimase per due anni resistendo ai diversi assedi, finché Giovanni XXII mandò da Avignone un monito; il rettore della Marca, Amelio di Lautrec, mandò suo cugino Ponzio Arnaldo con ingenti forze, costringendo i ghibellini alla resa. Tutto sembrava tornato alla pace quando scoppiò la congiura: nella notte furono introdotti uomini armati di Osimo, comandati da Lippaccio e Andrea Guzzolini. Sopraffatto il Marchese, fecero prima strage del suo esercito, poi trucidarono i capi guelfi e le loro famiglie, senza risparmiare donne e bambini. Il Vescovo e il clero furono cacciati e chiunque fosse ligio al Papa fu carcerato. Questo costò alla città la scomunica e il trasferimento della sede vescovile a Macerata. Nel 1322 il Marchese Amelio di Lautrec, preso al soldo come suo capitano Fulcieri de Calboli, fece assediare Recanati costringendola alla resa e una volta entrato in città incendiò e distrusse le fortificazioni, le case dei capi ghibellini e il Palazzo dei Priori. Il perdono fu dato soltanto nel 1328, la Sede Vescovile nel 1354.

Nel 1393 Bonifacio IX concesse alla Città la facoltà di battere moneta in rame, argento ed oro, da ritenersi valida in tutto lo Stato.

Il 13 settembre 1405 il Consiglio Comunale approvava una raccolta ordinata delle Costituzioni, Statuti e Ordinamenti della Città di Recanati divisa in quattro libri stampati col titolo: Diritti municipali, o Statuti dell'illustre Città di Recanati. Questi statuti furono chiesti dalla Città di Firenze come modello per la costituzione di un proprio corpo giuridico. La Repubblica di Recanati fu insignita del titolo di Justissima Civitas dai Priori del Comune di Firenze.

Nel 1415 Papa Gregorio XII lascia il pontificato per consentire la conclusione dello scisma d'occidente e viene a vivere a Recanati quale legato e vicario perpetuo per la Marca. Nel mese di ottobre del 1417 morì. Fu sepolto nella cattedrale recanatese di San Flaviano, in cui riposano tuttora le sue ceneri. Fu l'ultimo papa a non essere sepolto a Roma.

Nel 1422, Papa Martino V ordinò che nella già celebre fiera annuale che si svolgeva a Recanati, i mercanti, le merci e i concorrenti, avessero libero e sicuro accesso. Questo rafforzò notevolmente la fiera che contribuì in modo sensibile allo sviluppo economico della città, consentendo di intrecciare relazioni diplomatiche coi principali centri italiani ed europei. Per due secoli Recanati ebbe un ruolo di rilievo negli scambi commerciali dell'Adriatico; nel corso degli anni vi giunsero uomini di lettere, come l'umanista Antonio Bonfini, giuristi, come Antonio da Cannara, e celebri pittori, quali Lorenzo Lotto, Guercino, Caravaggio, Sansovino, Luigi Vanvitelli. In questo clima, nella metà del cinquecento, una famiglia di scultori, i Lombardi (Aurelio, Ludovico e Girolamo Lombardi), giunsero dalla nativa Ferrara e Venezia per lavorare a Loreto e aprirono la loro fonderia dietro la chiesa di San Vito. Col tempo Recanati divenne un importante centro fondiario. Altri si aggiunsero a loro: Tiburzio Vergelli di Camerino, Antonio Calcagni (padre di Michelangelo Calcagni,scultore), Sebastiano Sebastiani, Tarquinio e Pier Paolo Jacometti, Giovan Battista Vitali. Furono la scuola scultorea recanatese a dare il via alla tradizione di orafi e argentieri che da allora hanno lavorato sul territorio nei secoli successivi.

Il 21 marzo 1456 la Beata Vergine apparve miracolosamente ad una giovane albanese di nome Elena. Slavi e albanesi erano presenti in gran numero nelle campagne marchigiane, rifugiatisi qui per sfuggiti ai predoni turchi nelle coste dalmate. Nel punto dell'apparizione fu costruita di lì a poco la chiesetta di Santa Maria delle Grazie.

Nel 1586 Papa Sisto V elevò a rango di città il castello di Loreto, edificato intorno alla Chiesa di Santa Maria, fino ad allora territorio sotto la giurisdizione di Recanati.

Per tutto il XVIII secolo Recanati dovette sopportare aggravi e fastidi per fornire foraggi e vettovaglie ora agli austriaci, poi agli spagnoli e ai francesi. Questo durò fino al Trattato di Aquisgrana (1748).

Nel 1798 la città subì l'occupazione francese da parte delle truppe napoleoniche.

La partecipazione ai moti risorgimentali del 1831 costa la vita al recanatese patriota della libertà Vito Fedeli, chiuso in un carcere pontificio.

Nel 1848 Giuseppe Garibaldi volle transitare nella città di Giacomo Leopardi per soccorrere Roma, la capitale della Repubblica Romana, a cui Recanati apparteneva. Lapide Commemorativa

Nel 1860, l'annessione dello Stato della Chiesa al Regno d'Italia, in seguito alla Battaglia di Castelfidardo, integrò la storia del Comune di Recanati alla storia dell'Italia di oggi.

Nel 1893 un tratto di litorale viene scorporato dal territorio comunale per costituire il nuovo comune di Porto Recanati.

Nel 1937 con R.D. n° 1335, convertito nella Legge 2255, viene istituito il Centro Nazionale di Studi Leopardiani, la cui sede era stata progettata da Guglielmo De Angelis d'Ossat.

Nel 1990 nasce il Premio Città di Recanati, che poi prenderà il nome di Musicultura. Il Festival si impone come una delle più importanti manifestazioni nazionali di musica d'autore. Nel 2005 il festival si trasferisce allo Sferisterio di Macerata

Luoghi di interesse[modifica]

Luoghi leopardiani[modifica]

La casa natale di Giacomo Leopardi
Ritratto di Giacomo Leopardi
Il Colle dell'Infinito
Lapide a memoria della terra recanatese portata sulla tomba di Leopardi a Piedigrotta
  • Palazzo Leopardi: è la casa natale del poeta. Tutt'oggi il palazzo è abitato dai discendenti e aperto al pubblico. Esso venne ristrutturato nelle forme attuali dall'architetto Carlo Orazio Leopardi verso la metà del XVIII secolo. L'ambiente più suggestivo è senza dubbio la biblioteca, che custodisce oltre 20.000 volumi, tra cui incunaboli ed antichi volumi, raccolti dal padre del poeta, Monaldo Leopardi.
  • Piazzetta del Sabato del Villaggio: sulla quale si affaccia Palazzo Leopardi. li vi si trova la casa di Silvia e la chiesa di Santa Maria in Montemorello (XVI secolo), nel cui fonte battesimale fu battezzato Giacomo Leopardi nel 1798.
  • Colle dell'Infinito: è la sommità del Monte Tabor da cui si domina un panorama vastissimo verso le montagne e che ispirò l'omonima poesia composta dal poeta a 21 anni. All'interno del parco troviamo il Centro Mondiale della Poesia e della Cultura, sede di convegni, seminari, conferenze e manifestazioni culturali.
  • Palazzo Antici-Mattei: casa della madre di Leopardi, Adelaide Antici Mattei, edificio dalle linee semplici ed eleganti con iscrizioni in latino.
  • Torre del Passero Solitario: nel cortile del chiostro di Sant'Agostino è visibile la torre, la cui cuspide a cartoccio fu decapitata da un fulmine nella metà del XIX secolo, resa celebre dalla poesia "Il passero solitario".

Arte e architettura[modifica]

Annunciazione, 1528, Recanati, Museo civico Villa Coloredo Mels
Piazza Leopardi con il palazzo comunale
  • Piazza Leopardi e Palazzo comunale: il neoclassico Palazzo Comunale costruito alla fine dell'Ottocento in occasione del I centenario della nascita di Giacomo Leopardi è situato nella piazza che prende il nome del poeta. L'Aula Magna al suo interno è stata decorata dall'architetto Gaetano Koch (autore anche del palazzo della Banca d'Italia a Roma). All'interno del Comune anche il Museo dedicato a Beniamino Gigli, in cui sono conservati abiti di scena, documenti e dischi del grande tenore. Al centro della piazza il monumento dedicato al poeta di Giorgio Panichi e una bella torre ghibellina (Torre del Borgo) sui lati della quale spiccano il simbolo della città scolpito da Jacopo Sansovino, lo stemma della città di Fermo (XIII secolo) regalato a Recanati in segno di alleanza, il bassorilievo bronzeo di Pier Paolo Jacometti e un orologio il cui quadrante è in pietra bianca risalente al 1562.
  • Tomba di Beniamino Gigli: all'interno del cimitero cittadino troviamo il sacello gigliano realizzato a forma di piramide e con interessanti iscrizioni. Sul colle di Montarice, invece, svetta come una bianca vela la villa del tenore (arch. Florestano Di Fausto), immersa in un ampio parco.

Siti archeologici[modifica]

  • Insediamento di Fontenoce: gli scavi condotti nel 1984-1985, 1992, e 1997-1998, hanno individuato un abitato riferibile ad una fase avanzata del neolitico (VI millennio a.C.)
  • Necropoli di Fontenoce - Area Guzzini: gli scavi condotti dal 1992 al 1997, hanno portato alla luce un'importante necropoli eneolitica costituita da 20 tombe a grotticella artificiale (IV millennio a.C.). In zona sono stati trovati anche degli abitati.
  • Necropoli Cava Koch: necropoli eneolitica (IV millennio a.C.).
  • Contrada "Valle Memoria": la "memoria" indica di solito il luogo dove erano sepolti i martiri cristiani durante i primi secoli. Vicino alla chiesetta detta "Ottaviani" (in territorio che è proprietà della Santa Casa, nei pressi del ponte sulla strada Regina) c'è tuttora una fonte d'acqua viva, detta "Fons Episcopi", dove un antichissimo vescovo e alcuni cristiani furono condotti e martirizzati durante le persecuzioni romane. Il vescovo ed i martiri provenivano dalla città di "Potentia" che sorgeva alla foce dell'attuale fiume Potenza.


Società[modifica]

Evoluzione demografica[modifica]

Abitanti censiti[5]

Dialetto[modifica]

Exquisite-kfind.png Per approfondire, vedi dialetti marchigiani.

Il dialetto recanatese fa parte di un gruppo di transizione tra i dialetti della zona anconetana e quelli della zona maceratese-fermano-camerte, con influssi in prevalenza provenienti dalla seconda. Infatti a Recanati fa la sua comparsa la metafonesi da -o e da -i finali, sconosciuta al gruppo anconetano ma propria del gruppo maceratese e presente anche nelle città di Montefano e Filottrano, che con Recanati costituiscono la zona di transizione.

Nella zona anconetana il dialetto recanatese trova un aggancio non tanto nell'anconetano vero e proprio, quanto nella sub-area osimano-lauretana. Dal maceratese non arriva a Recanati la sonorizzazione NT > ND e MP > MB (ad esempio cantare non diventa candà come a Macerata).

Economia[modifica]

Aziende[modifica]

Sul suo territorio ha sede l'azienda IGuzzini, produttrice di apparecchi di illuminazione per interni ed esterni.

Cultura[modifica]

Scuole[modifica]

Sono presenti sul territorio della città di Recanati: 6 scuole materne o dell'infanzia, 6 scuole elementari o primarie, 2 circoli didattici (materna ed elementare), una scuola media o secondaria di I grado, il Liceo Classico "Giacomo Leopardi", l' Istituto Tecnico Industriale "Enrico Mattei" (con specializzazioni di informatica, chimica, meccanica e telecomunicazioni), l'Istituto Professionale Industria e Artigianato "F. Corradini", l'Istituto Professionale per i Servizi Commerciali e Turistici "V. Bonifazi"

Musei[modifica]

Biblioteche[modifica]

  • Archivio comunale di Recanati, via C. Battisti (sede propria)
  • Archivio della Banda musicale Beniamino Gigli, Piazza Sant'Agostino 4: archivio esclusivamente musicale, conserva soprattutto mss e stampe che si riferiscono al repertorio praticato dalla banda.
  • Biblioteca Comunale Benedettucci, Corso Persiani
  • Biblioteca del Centro culturale Charles Peguy, Via chiostro Sant'Agostino
  • Biblioteca del Centro nazionale di studi leopardiani, Via Monte Tabor 2: La biblioteca del centro nazionale di studi leopardiani si compone di circa 15.000 "pezzi" fra libri, recensioni, riviste e miscellanee. Una raccolta critica esclusiva sulla produzione leopardiana che inizia con le prime edizione a stampa del poeta.
  • Biblioteca del convento dei cappuccini, Piazzale dei Cappuccini 1
  • Biblioteca del Convento dei padri passionisti, Via Castelnuovo 110
  • Biblioteca diocesana di Recanati, Via Gregorio XII:
  • Biblioteca padre Clemente Benedettucci, Corso Persiani: archivio esclusivamente musicale, conserva soprattutto mss e stampe che si riferiscono al repertorio praticato dalla Banda. La maggior parte è costituita da fantasie e trascrizioni da opere e operette (in particolare italiane), risalenti per lo più al periodo 1880/1930.
  • Biblioteca privata Leopardi, Piazza Sabato del villaggio: La biblioteca storica dei conti Leopardi è in gran parte frutto della ricerca di Monaldo Leopardi, che acquistò libri nelle fiere vicine, in occasioni varie e approfittando della soppressione di molte congregazioni religiose fra il 1808 e il 1810. La biblioteca si accrebbe anche grazie alle continue donazioni di parenti ed amici e agli acquisti fatti dai discendenti di Monaldo.

Eventi e festival[modifica]

  • Amantica: Nato nel 2010 si svolge nel quartiere di Castelnuovo e propone un programma incentrato sulla musica tradizionale e sullo strumento dell'organetto. Il festival vede la direzione artistica di Elisa Ridolfi.[6]
  • Artika Festival: è un festival internazionale nato nel 2008 che propone esposizioni di arte contemporanea, performance e concerti. Tra gli artisti proposti in passato: Hernan Chavar, Nicola Alessandrini, Hotel Nuclear, 7/8 kili, ZAPRUDER filmmakersgroup, Davide Savorani, Carloni & Franceschetti. Tra le passate proposte musicali Turin Brakes, Dente, Bachi da pietra, Ronin, IOIOI, Il pan del diavolo, Above the tree, Der Feuerkreiner, OvO, Uochi Toki, Pitch, Bob Corn, Dadamatto. Nella letteratura fra gli altri sono stati ospitati Paolo Nori e Alessandro Bonino. Il festival si svolge in giugno.[7]
  • Botteghe Aperte: Nato nel 2010 si svolge ogni anno nella zona artigianale ex Eko e propone un'esposizione e dimostrazione di prodotti artigianali del territorio. Il programma prevede inoltre conferenze tematiche, corsi di degustazione, esibizioni musicali, laboratori e giochi per bambini. L'evento è organizzato dall'associazione culturale Su la Testa.[8]
  • Lunaria: Rassegna di concerti che si svolgono ogni giovedì di luglio in piazza G. Leopardi, la piazza principale della città.
  • Memorabilia: festival di musica folk e pop in memoria del cantante marchigiano Oliviero de Quintajé. Il festival è organizzato dal Centro fonti San Lorenzo.

Tradizione e Folclore[modifica]

  • Festa di San Vito: Festa del patrono di Recanati che si svolge il 15 Giugno.
  • Processione del Venerdì Santo: Ogni Venerdì Santo il paese celebra la Passione di Cristo con una processione in cui i sacconi portano oggetti rappresentanti il martirio di Gesù.

Amministrazione[modifica]

Amministrazioni precedenti[modifica]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
27 giugno 1999 13 giugno 2004 Fabio Corvatta centro-sinistra Sindaco [9]
14 giugno 2004 21 giugno 2009 Fabio Corvatta centro-destra Sindaco [9]
22 giugno 2009 in carica Francesco Fiordomo Partito Democratico Sindaco [10]

Sport[modifica]

Società sportive[modifica]

Tornei[modifica]

Personalità legate a Recanati[modifica]

Curiosità[modifica]

Il giocatore del Barcellona Lionel Messi ha origini recanatesi: nel 1866, infatti, nacque a Recanati Angelo Messi il quale nel 1883 emigrò in Argentina in cerca di fortuna[11].

Galleria fotografica[modifica]

Note[modifica]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, p. 151. Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011. URL consultato in data 25 aprile 2012.
  3. ^ Dato Istat al 31/8/2010.
  4. ^ Amico Ricci, Memorie storiche delle arti e degli artisti della Marca di Ancona, Alessandro Mancini, Macerata 1854, Tomo I, p. 139, n. 26.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Sito di Amantica
  7. ^ Sito di Artika Festival
  8. ^ Sito dell'associazione culturale Su la Testa promotrice dell'evento Festa dell'artigiano - Botteghe Aperte
  9. ^ a b http://www.repubblica.it/speciale/2004/elezioni/amministrative/comuni/recanati.html
  10. ^ http://www.repubblica.it/speciale/2009/elezioni/comunali/recanati.html
  11. ^ [1] Cronachemaceratesi.it

Bibliografia[modifica]

  • Monaldo Leopardi. Annali di Recanati, Loreto e Porto Recanati. Edizione Centro nazionale di studi leopardiani, Recanati.
  • Fabio Mariano. Architettura nelle Marche dall'età classica al liberty. Fiesole, Nardini editore, 1995.
  • Angelo Antonio Bittarelli. Macerata e il suo territorio. La scultura. 1986.
  • Angelo Antonio Bittarelli. Macerata e il suo territorio. La pittura.
  • Giuseppe Santarelli, Le origini del Cristianesimo nelle Marche, Edizioni Lauretane della Santa Casa, Loreto 2007.
  • Giovanni Francesco Angelita, Origine della città di Ricanati e la sua historia e discretione (1601), ristampa a cura di F. Foschi, Micheloni Editore, Recanati 1978.

Altri progetti[modifica]

Collegamenti esterni[modifica]